Le multe agli automobilisti due miliardi l’anno è una tassa occulta


multeLui taglia io multo tu paghi

I tagli ai comuni hanno toccato i 41 miliardi, così gli enti locali restano a secco e cercano di finanziarsi spolpando gli automobilisti: le sanzioni sono aumentate almeno del 15% e sfiorano i due miliardi l’anno. Una tassa occulta che non ci rendiamo conto di pagare. Intanto i Cinque Stelle denunciano: “Le contravvenzioni dovrebbero servire per migliorare la sicurezza stradale. Ma accade davvero così?”

Multe pazze, quella tassa invisibile.

AMMONTANO A 2 MILIARDI L’ANNO IL BALZO NEL 2013 È DI ALMENO IL 15%. GLI ENTI LOCALI UTILIZZANO GLI INTROITI PER FINANZIARSI MA L’ IMPIEGO PER LA SICUREZZA STRADALE NON È RENDICONTATO.

Chi viaggia a lungo sulle strade statali, in particolare dove non ci sono autostrade, li vede sempre all’ultimo minuto. A volte, anche quando viaggia a velocità contenute, la conformazione del tragitto, l’incrocio inatteso o il codice della strada, lo costringe a fare i conti con un’andatura improvissamente al ribasso, un sobbalzo improvviso, una svista inattesa. E così l’autovelox scatta e la multa arriva impietosa. L’Italia è un paese di contravvenzioni . Lecite e giustificate, ma anche arbitrarie, giocate sul filo della legge. E soprattutto utili a fare cassa.   I numeri erano stati già resi noti la scorsa estate dall’indagine del Sole 24 Ore che ha pubblicato la classifica delle multe per i capoluoghi italiani. La cifra complessiva è di quelle che fanno bella figura in una manovra finanziaria nazionale, circa 2 miliardi all’anno.

Gli incassi dei vari municipi non sono indifferenti e dimostrano che le contravvenzioni non rappresentano soltanto uno strumento di punizione di una infrazione manifesta o una forma di deterrenza necessaria ma servono a far quadrare i bilanci taglieggiati dalla riduzione dei fondi statali.   Sempre meno fondi dallo Stato   Il meccanismo, del resto, è noto e caratterizza anche l’attuale legge di Stabilità. I tagli ai comuni decisi dal governo Renzi, senza contare quelli alle Regioni, ammontano a 1,2 miliardi. Dal 2009, anno di inizio della crisi economica globale, la riduzione di fondi agli enti locali ha raggiunto la cifra di 41 miliardi. Una privazione che si è fatta via via più insostenibile.   E così, le multe possono dare una mano. Nel 2013, ad esempio, la città di Milano, prima nella classifica del quotidiano confindustriale, ha intascato oltre 132 milioni di euro per una media di 170,5 euro per ogni patentato. Al secondo posto per introiti pro-patente, c’è la città di Renzi, Firenze, che ha incassato complessivamente 34 milioni, 145,5 euro per ogni patentato. Segue Bologna, 35 milioni in tutto e una media di 143,7 euro. Roma si è piazzata al 14mo posto, con una media di 88,5 euro per patentato, ma con un incasso complessivo di oltre 154 milioni. Molto distaccata Napoli, con 58 euro a patente e 30 milioni di incasso totale e poi Palermo: 53,9 euro pro-capite e 21 milioni di incasso.   Quelle di cui parliamo, in ogni caso, sono le multe effettivamente incassate perché quelle comminate sono molte di più. E lo si desume dalle cifre messe in bilancio dai singoli comuni rese note dall’indagine condotta, qualche mese fa, dall’agenzia Adn Kronos. A Milano nel 2014 il comune prevede di incassare 23 milioni in più passando da una previsione di 232 milioni per il 2013 a 255. Il 10% in più. A Bologna la previsione è di 46 milioni con un aumento del 25% rispetto a quanto incassato. E così via. Secondo l’Adn l’aumento complessivo è di circa il 15%, di fatto una tassazione indiretta che va a colpire indiscriminatamente i cittadini automobilisti. In realtà, vengono colpiti soprattutto quelli che diligentemente pagano il dovuto e rispettano le regole. Perché è assodato che il 50% circa delle multe emesse non viene pagato, con una mole di “sospesi” che i comuni spesso trattengono nei bilanci prima di doverli ripulire, come ha fatto lo scorso anno proprio il comune di Firenze. Non è un caso che la Corte dei Conti abbia imposto agli enti locali, per prevenire consistenti buchi di bilanci, di operare una precisa sistematica svalutazione dei crediti.   In che cosa vengono spesi   Le cifre in ballo potrebbero anche avere una giustificazione se venisse applicato alla lettera quanto prescrive la legge. L’articolo 208 del Codice delle Strada, infatti, stabilisce che la metà di quanto raccolto da queste multe vada investito in sicurezza stradale. “Non sappiamo se questa norma venga effettivamente rispettata dai comuni italiani   – dice al Fatto Michele Dell’Orco, deputato del M5S che sul punto sta conducendo una battaglia – e non sappiamo ovviamente neppure dove vada a finire l’altro 50% non vincolato”. Quando a incassare una multa generica è poi lo Stato, “allora diventa tutto ancora meno chiaro”. “All’incirca solo un quarto di quell’importo è vincolato – aggiunge Dell’Orco – mentre per i restanti tre quarti abbiamo un buco nero più totale. Tra l’altro i ministeri dei Trasporti e dell’Interno dovrebbero relazionare annualmente ma la relazione non risulta essere mai stata presentata”.   Dei circa due miliardi incassati annualmente, 1,6 miliardi sono di competenze dei comuni mentre 400 milioni sono dello Stato. Come spiegano i parlamentari pentastellati, di questi soldi ci sono resoconti molto rarefatti. Tanto che proprio Dell’Orco è il presentatore di un emendamento alla nuova legge sul Codice della strada in discussione alla Camera (presentata dal Pd Michele Meta, che l’ha accolto) per fare in modo che i dati sulle sanzioni e sul loro impiego siano online e consultabili dai cittadini. L’altra iniziativa parlamentare, invece, chiede al ministero di farsi carico dei dati degli enti locali e un appello M5S è stato rivolto a tutti gli amministratori locali per avere dai rispettivi comuni tutti i dati necessari.   In mancanza di resoconti ufficiali l’unica traccia utile per capire come si spendono i soldi della sicurezza stradale è andare a prendere il bilancio dello Stato così come lo conserva la Ragioneria centrale. E così si scopre che per “Promuovere attività di prevenzione dai rischi di mobilità stradale al fine di migliorare la sicurezza stradale” – che è quanto prescrive l’Obiettivo 171 della Missione 2 (Diritto alla mobilità) del ministero delle Infrastrutture – sono previsti per il 2014 solo 36.238.091 euro. Che restano più o meno stabili per il 2015, toccando i 37 milioni, ma che nel 2016 precipitano a 24.538.227 euro. Praticamente una miseria, anche perché a livello municipale non c’è nessun intervento suppletivo. La situazione, del resto, è chiaramente visibile in ogni comune, strada o vicolo italiano dove gli interventi di prevenzione e sicurezza stradale sono praticamente inesistenti. Per “Promuovere l’educazione ad una corretta circolazione stradale”, nella stessa “missione” ministeriale si trovano invece solo 7 milioni che, però, comprendono anche “le comunicazioni fornite dal Centro di coordinamento delle informazioni sulla sicurezza stradale”. Il mitico Cciss che ascoltiamo regolarmente quando sentiamo il giornale radio o le informazioni sul traffico alla tv. Anche in questo caso, è un   po’ poco.   Anche perché, sul fronte dei risultati la situazione è catastrofica. Secondo i dati dell’Istat nel 2013 “si sono verificati in Italia 182.700 incidenti stradali con lesioni a persone”. Il numero dei morti è pari a 3.400, mentre i feriti ammontano a 259.500. Una strage. Il dato è positivo rispetto al 2012, con una diminuzione del 2,2% anche se a una forte riduzione del numero dei morti su strade extraurbane e urbane non corrisponde un’analoga flessione sulle autostrade. Il dato, però, resta molto negativo nell’immancabile confronto con il resto d’Europa. Il “programma europeo di azione per la sicurezza stradale”2011-2020 prevede un ulteriore dimezzamento del numero dei morti sulle strade entro il 2020 – oltre a quello realizzato tra il 2001 e il 2010. Ma i tassi di mortalità, calcolati come rapporto tra il numero dei morti in incidente stradale e la popolazione residente (un morto ogni milione di abitanti) variano tra 27 per la Svezia e 93 per la Romania. Il valore per l’Italia e pari a 57, a fronte di una media europea di 52 morti per milione di abitanti. Nella fatica spasmodica di rispettare i tanti parametri monetari che costellano l’Unione europea, non sarebbe male se si riducesse drasticamente anche il numero dei morti sulle strade. Anche utilizzando i proventi delle multe.

Da Il Fatto Quotidiano del 27/10/2014. salvatore cannvò via triskel182.wordpress.com

A Padova 2014 la festa per la Lancia Thema


lancia-themaL’ammiraglia italiana compie 30 anni e per festeggiare, gli appassionati di tutta Italia, hanno scelto l’appuntamento dedicato al meglio del motorismo d’epoca

Era il 1984 quando la Lancia Thema fece il suo ingresso nel mondo dell’auto e da allora la vettura italiana è diventata un’icona riconosciuta a livello globale. Proprio in occasione del trentennale, il Lancia Thema Club Italia sarà presente alla Fiera Auto e Moto d’Epoca per festeggiare in grande stile: nello stand dedicato all’anniversario saranno esposti vari esemplari, dalla prima generazione costruita tra il 1984 e il 1988 fino all’ultima produzione datata 1991, provenienti da tutta Italia per ammirarne l’evoluzione nel tempo e toccare con mano la passione che ruota attorno all’ammiraglia di casa Lancia.

“Sarà un’importante occasione per incontrare l’ormai fitta schiera di appassionati che da anni seguono il Club anche da fuori Italia, sul web e sui social network, Facebook in primis (ove sono circa 2000 i simpatizzanti). Una volta di più a dimostrazione del profondo solco che questo importante modello Lancia ha segnato nei cuori degli appassionati d’auto e non solo”, come dichiarano dal Club. E durante la kermesse padovana sarà organizzata anche l’assemblea dei soci del Club. Ulteriori informazioni sul sito ufficiale www.lanciathema.it. (s.b.)

da repubblica.it

Video incidente Jules Bianchi a Suzuka 2014


Quel che è certo è che il papà di Jules, Philippe Bianchi, e il suo agente, Nicolas Todt, sono comunque in arrivo a Yokkaichi, una volta che il tifone Phanfone ha perso la sua pericolosita’. Anche da John Booth, team principal della Marussia, non arrivano commenti sullo stato di salute del pilota scuola Ferrari, mentre il venezuelano Pastor Maldonado (Lotus) e il team principal della Ferrari Mattiacci sono stati autorizzati, spiega il quotidiano francese, ad accedere al reparto di neurochirurgia a differenza dei giornalisti. Il portavoce dell’ospedale ha detto che “il circuito ha chiesto di aspettare per avere un quadro generale e per capire cosa sia avvenuto. In questo ospedale ci sono 100 specialisti, e non so dire quanti medici fossero presenti la scorsa notte durante l’intervento”.

MARUSSIA: “IN SILENZIO PER RISPETTO FAMIGLIA JULES” – “Abbiate pazienza e comprensione”. La Marussia spiega il suo silenzio in merito allo stato di salute di Jules Bianchi, ricoverato in gravi condizioni dopo l’incidente avvenuto ieri a Suzuka durante il Gp del Giappone. In una nota, il team di Formula 1, ringraziando “il grande sostegno e affetto per Jules e la squadra in questo momento molto difficile”, sottolinea che “in merito alla comunicazione di informazioni relative alle condizioni di Jules, noi rispetteremo, e da questi saremo guidati, i desideri della famiglia Bianchi. Assieme alla salute di Jules, rimangono loro la nostra massima priorita’. Alla luce di questo, vi chiediamo pazienza e comprensione in merito a ulteriori aggiornamenti medici, che saranno comunicati assieme al ‘Mie General Medical Center’ di Yokkaichi, dove Jules e’ curato, quando la famiglia lo riterra’ appropriato”. La Marussia assicura infine che suoi rappresentanti, cosi’ come quelli della Scuderia Ferrari, “resteranno in ospedale a supportare Jules e la famiglia Bianchi”.

da repubblica.it

E’ morto Andrea De Cesaris ex pilota di formula 1 incidente in moto sul GRA grande raccordo anulare di Roma aveva 55 anni


Andrea de CesarisPerde il controllo della moto, muore sul Gra l’ex pilota di F1 De Cesaris
Si è schiantato contro il guard rail all’altezza dello svincolo per la Bufalotta

Ha perso il controllo della sua moto ed è andato a sbattere violentemente contro il guard rail. E’ morto così, poco dopo le 14, l’ex pilota di Formula 1 Andrea De Cesaris.

De Cesaris viaggiava sul raccordo anulare in sella alla sua Suzuki 600. L’incidente è avvenuto all’altezza del km 23,500, nei pressi dello svincolo per il quartiere Bufalotta.  Il motociclista, che viaggiava sulla carreggiata esterna, è morto sul colpo.  Sul posto sono intervenuti il personale di Anas, la polizia stradale e il personale del 118.

Nato nel 1959, Andrea De Cesaris debuttò in Formula 1 nel 1980 e corse sulle piste dei più importanti circuiti internazionali fino al 1994. Soprannominato dalla stampa inglese “Andrea De Crasheris” per i numerosi incidenti in pista, durante la sua carriera lavorò per un gran numero di team, tra cui Alfa Romeo, a cui sono legati i suoi migliori risultati, McLaren, Ligier, Minardi, Brabham, Rial, Scuderia Italia, Jordan, Tyrrell e Sauber.

di EMILIO ORLANDO da repubblica.it

Pechino il primo gp della Formula E


formula eLa Formula 1 elettrica al via da Pechino, Di Caprio team manager
Dieci Gp in programma per l’ePrix, in pista bolidi elettrici da 270 Cv. In pista, fra i favoriti, anche la nostra Michela Cerruti con il team di Jarno Trulli. Gli spettatori votano on line a chi dare più potenza

Al via il campionato di Formula 1 elettrico

La Formula 1 elettrica al via da Pechino, Di Caprio team managerCi siamo, dopo tanti annunci domani prende davvero il via il famoso “ePrix”, la Formula uno elettrica voluta con forza da Jean Todt, presidente della Federazione Automobilistica mondiale. Domani si accenderanno i motori (vabbé, si dà corrente) alle Formula E, dei bolidi tutti uguali (una Spark-Renault SRT01E dalla potenza equivalente di 243 Cv, tutti con le stesse gomme) al Parco olimpico di Pechino con qualifiche e gara concentrate in una sola giornata. Venti i piloti impegnati sul circuito di 3.44 chilometri di percorso che si snodano nella suggestiva cornice del parco olimpico tra la Water Cube Arena e il Bird Nest stadium.

Fra le idee ce n’è davvero una pazzesca: la potenza del motore verrà ridotta in gara a 202.5 cavalli, spetterà poi ai tifosi scegliere tre piloti a cui verrà concessa una maggior potenza, fino a 243 cavalli. La scelta avverrà durante la gara grazie a smartphone, tablet e computer su http://fanboost.fiaformulae.com.

Due le donne in gara, la nostra Michela Cerruti e la britannica Katherine Legge oltre a nomi noti del mondo automobilistico come Jarno Trulli, Nick Heidfeld, Takuma Sato, Bruno Senna e Karun Chandhok. Siamo solo agli inizi ed è presto per dare giudizi, ma da quello che abbiamo capito la Formula E rischia di oscurare perfino la Formula 1 dal punto di vista del glamour: Leonardo Di Caprio co-proprietario di uno dei 10 team, sarà un pista a Pechino, mentre su correrà in città come Miami, Buenos Aires, Londra, Berlino e Monte Carlo.

“La Formula E è un passo importante nella storia dell’automobilismo e nello sviluppo di nuove tecnologie”, spiega il presidente della Fia Jean Todt che aggiunge: “Il mondo sta cambiando e noi dobbiamo tenerci al passo. La connessione tra mobilità quotidiana e corse è molto importante. A mio avviso le vetture elettriche sono il futuro della mobilità urbana ed è per questo che abbiamo dato il via a queste corse ospitate in grandi metropoli”.

Grande attesa, come dicevamo, per la Michela Cerruti (è milanese), stella dell’Auto GP e nella Blancpain GT Series che tuttavia non nasconde le difficoltà: “Avendo iniziato tardi col nostro programma – spiega – saremo sicuramente un po’ indietro. Sono consapevole che non vado in Cina per puntare direttamente alla top-5 anche se, essendo la prima gara del campionato, ci possono sempre essere sorprese e la parte da leone la farà l’affidabilità. Non ho macinato molti chilometri sulla vettura per motivi tecnici, ma il team è stato comunque in grado di raccogliere molti dati con Jarno e, anche se non ho la confidenza al 100%, conosco la macchina, le sue caratteristiche e so come va guidata. La cosa più nuova sarà l’adattamento ai circuiti cittadini “veri” dato che la mia unica esperienza precedente è stata a Marrakech. Comunque, la serie è eccellente e ha un impatto enorme. E’ pensata bene, ha un’organizzazione di altissimo livello e se si giocheranno bene le loro chance c’è l’opportunità di farla diventare un grande successo”.

Tutte le attività per il Beijing E-Prix si svolgeranno domenica 13 settembre, e la gara è in programma per le 16:00 ora locale (le 10:00 italiane) su un circuito da 3.4 chilometri allestito attorno al “Bird’s Nest”, lo stadio principale delle Olimpiadi di Pechino 2008.

di VINCENZO BORGOMEO da repubblica.it

Ferrari lafine dell’era Montezemolo : Marchionne si prende la presidenza


marchionne-montezemoloFerrari, via Montezemolo: «Fine
di un’epoca». Marchionne presidente
L’ad di Fiat: «Ferrari resta italiana». John Elkann: «A lui i miei auguri per il suo futuro». Il successore: «Con Luca incomprensioni ma lo ringrazio». Fiat corre in Borsa

«Si chiude un’epoca». Ma la Ferrari non si ferma, «ci sono le premesse per una ulteriore crescita». Durante una conferenza stampa congiunta, mercoledì a Maranello, con a fianco Sergio Marchionne, Luca Cordero di Montezemolo ha annunciato le sue dimissioni dalla presidenza della Ferrari. Montezemolo lascerà su sua richiesta, il 13 ottobre, a conclusione del festeggiamenti per i 60 anni della Ferrari in America. La presidenza sarà assunta dall’ad della Fiat, Sergio Marchionne. La decisione è arrivata dopo un lungo vertice a Maranello. «É un giorno importante – ha detto Montezemolo – perché dopo 23 anni, passati molto in fretta, oggi rassegno le dimissioni dalla Ferrari. Obiettivamente credo che sia finita un’epoca e un ciclo dell’azienda. Grazie ai risultati e alla forza della Ferrari, se ne apre un’altra che spero, penso e auguro possa essere una cosa nuova e più importante». Nel «programma professionale e familiare», ha aggiunto Montezemolo, «pensavo di andare via alla fine dell’anno prossimo, ma l’inizio di una fase nuova mi ha convinto a presentare le dimissioni». E il riferimento è allo sbarco di Fiat Chrysler (Fca) sulla Borsa americana previsto proprio per il 13 ottobre. Ora, ha rilanciato Montezemolo, «bisogna guardare avanti».

«Ferrari avrà ancora più forza»
Resta da «fare, tanto – ha proseguito Montezemolo – La Ferrari avrà ancora più forza, si tratta di lavorare sodo ancora da parte mia fino al 13 ottobre». Il presidente uscente della Ferrari si è detto «contento di aver fatto il mio dovere fino in fondo e sono contento di aver gestito questa azienda straordinaria e penso di uscire nel momento giusto. Quando divenni presidente di Fiat, solo io e Sergio sappiamo quanto la Fiat aveva le gambe nel baratro». Il titolo Fiat ha accelerato in Borsa sulle novità in Ferrari guadagnando il 2,14% a 7,86 (alle 10,50) euro. E intanto Federico Ghizzoni, ad di Unicredit dice che Montezemolo sarebbe un «buon nome» per la presidenza di Alitalia. «É una possibilità – ha detto Montezemolo – ma fino al 13 ottobre sono concentratissimo sulla Ferrari e voglio occuparmi anche un po’ della scuola di mio figlio».

Marchionne: «Un Suv con il Cavallino non lo vedo»
Tra sorrisi, qualche battuta e tanti ricordi, Montezemolo ha chiuso il suo intervento passando la parola all’ad di Fiat Marchionne: «Sergio ha cominciato a polemizzare con me dal 2002, quando ascoltavo con un po’ di irritazione le lezioni in cda che faceva Morchio e ho visto arrivare questo signore». Sergio Marchionne ha tenuto a sottolineare che «la mia amicizia con Luca continua, non è stata intaccata dalle polemiche di questi giorni» («Marchionne a Montezemolo: “Nessuno è indispensabile”»). Per l’ad del gruppo Fiat, «è importante proteggere quanto è stato creato qui. Luca ha fatto un grande lavoro». L’impegno in Ferrari, ha continuato Marchionne, «è duraturo»: «Ferrari è di un’importanza da non sottovalutare e il fatto che sia io presidente significa molto». L’ad di Fiat, poi, va dritto al punto: «Non c’è nessuna intenzione di integrare la Ferrari nel sistema Fiat-Chrysler. L’indipendenza operativa e strategica della Ferrari non sarà mai messa in discussione». In sintesi: «Un Suv con il Cavallino – ha commentato Marchionne – non lo vedo». A domanda diretta, risposta diretta: la Ferrari Americana? «Inconcepibile – ha rilanciato il prossimo presidente Ferrari – Luca non ha mai detto che l’azienda sarebbe diventata americana. Il concetto della società americana lo trovo strano. L’azienda non ha niente a che fare con l’America, avrà accesso ai mercati americani. L’idea che la Ferrari potrà essere prodotta fuori da questo posto è oscena».

«Buonuscita? Fiat sappia che è sempre troppo poco»
Bisognerà attendere ancora un po’ per conoscere l’entità della buonuscita di Montezemolo: «Lo dirà Fiat, al momento giusto», ha risposto Marchionne. Probabile che il Lingotto comunicherà qualcosa «già oggi». E Montezemolo ci scherza su: «Fiat sappia che è sempre troppo poco». Sergio Marchionne, dal canto suo, ha spiegato che Ferrari non è una società quotata e dunque non è tenuta a rendere note questo tipo di informazioni.

«In Formula 1 non sarà una grande stagione»
Non è mancato un punto sulla Formula 1: «Per il 2014 mettiamoci l’anima in pace, non sarà una grande stagione ma un anno difficile perché avremo problema a digerire il non vincere», è il secco commento di Marchionne. Bisogna «dare credibilità alla Ferrari in pista, sono fissato. Bisogna tornare lì – conclude l’ad del gruppo Fiat – Questo darebbe un sostegno al resto della Ferrari, e va oltre ad ogni altro tipo di vettura che possiamo fare. Vincere in pista non è negoziabile. Bisogna ritornarci». Anche per Montezemolo «esistono tutte le premesse per un rilancio di Ferrari in Formula Uno». Il tema vero, ha aggiunto, «è avere una macchina competitiva»: «Da Kimi Raikkonen ci aspettiamo un finale di stagione forte. Alonso è il pilota più forte in gara. Bisogna sfruttare le opportunità che si pongono nei Gran Premi. Il resto sono solo parole».

«Finisce un’epoca, 23 anni meravigliosi»
Luca Cordero di Montezemolo, in un comunicato, aveva già annunciato: «La Ferrari avrà un ruolo importante all’interno del gruppo FCA nella prossima quotazione a Wall Street e si aprirà quindi una fase nuova e diversa che credo giusto debba essere guidata dall’amministratore delegato del Gruppo». «Il mio ringraziamento va innanzitutto a donne e uomini eccezionali in fabbrica, negli uffici, nei campi di gara, sui mercati di tutto il mondo che sono stati i veri artefici in questi anni della grande crescita dell’azienda, delle tante memorabili vittorie e del successo del marchio diventato grazie a loro uno dei più forti al mondo», aggiunge Montezemolo. Che poi conclude: «La Ferrari è la più bella azienda del mondo e per me è stato un grande privilegio e onore esserne stato il leader. Le ho dedicato tutto il mio impegno ed entusiasmo e insieme alla mia famiglia ha rappresentato e rappresenta la cosa più importante della mia vita».

I ringraziamenti di Elkann
Il presidente della Fiat John Elkann ha ringraziato Montezemolo per il lavoro svolto. «A Luca vanno i miei auguri per il suo futuro professionale e imprenditoriale, con la speranza, certamente condivisa, di vedere presto la Ferrari tornare a vincere». Montezemolo «ha ricoperto diverse posizioni di responsabilità, a partire dalla presidenza di Fiat dal 2004 al 2010, condividendo con me momenti di difficoltà, ma anche di grande soddisfazione».

da corriere.it

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