Volvo XC90 2014 tornano gli svedesi


Volvo Xc 90 2015 05Volvo oggi ufficialmente ha presentato la nuova XC90, una parte fondamentale del progetto della casa automobilistica per  raddoppiare le vendite di veicoli annui a 800.000 veicoli entro il 2020.

La SUV ammiraglia ha un nuovo design, nuove tecnologie di sicurezza, più motori dai consumi ridotti e interni premium rispetto alla macchina corrente, il tutto confezionato su una nuova piattaforma flessibile. E ‘la prima vettura sviluppata da Volvo dopo essere stata venduta a Geely da Ford

Volvo inizierà le consegne della XC90 nei mercati globali, tra cui l’Europa e gli Stati Uniti all’inizio del prossimo anno. Il SUV  debutterà   al salone dell’auto di Parigi nel mese di ottobre.

Volvo punta molto  sulla XC90 di seconda generazione, che dal 2002 non era stato rivisto .

“Questo è uno dei giorni più importanti della nostra storia. Non stiamo solo lanciando una macchina, ma rilanciando il nostro marchio. La giornata di oggi segna una nuova era per la nostra azienda”, ha dichiarato il CEO di Volvo Hakan Samuelsson. “La XC90 apre la strada per un portafoglio di nuove emozionanti vetture a venire nei prossimi anni. ”

Volvo ha trascorso tre anni per sviluppare la XC90 come parte di un investimento di 11 miliardi in nuovi veicoli e in fabbriche. La XC90 formalmente recide i legami di Volvo con l’ex controllante Ford; non ci sono parti o componenti sulla nuova XC90 presi a prestito o condivisi con Ford.

La nuova XC90 è parte di una strategia per sviluppare auto più attraenti e per colmare il divario di vendite con le BMW, le Audi e le Mercedes-Benz. Dopo aver venduto 427.840 vetture l’anno scorso, Volvo prevede una crescita di quasi il 10 per cento nel 2014 Piuttosto che inseguire una politica di bassi salari, Volvo manterrà gli investimenti in ingegneri  e continuarà a costruire la XC90 nella città natale svedese di Göteborg.

Nuovo design esterno e interno

La XC90 introduce un nuovo modello di progettazione per Volvo ed è il primo veicolo che utilizzerà la nuova architettura scalabile di prodotto. La nuova architettura sarà alla base di tutti i futuri modelli Volvo ad eccezione di una nuova generazione di utilitarie che sarà  co-sviluppata con Geely.

SPA ha permesso all’azienda di migliorare lo spazio interno e creare un veicolo con il “comfort di una vettura molto più piccola e più bassa,” ha dichiarato Peter Mertens, Senior Vice President di ricerca e sviluppo per Volvo.

La nuova XC90   aggiorna anche  “marchio di ferro” di Volvo – la famosa freccia con una barra diagonale attraverso la griglia che è stata il volto di modelli Volvo per anni. I fari sono decorati con una sorprendente T orizzontale – per Hammer del Nordic Thor , è un cenno alle radici scandinave di Volvo – che sarà caratteristica  visibile su tutti i futuri modelli Volvo.

La XC90 ha anche un cappuccio più lungo, le spalle più nitide e un corpo più muscoloso rispetto alla forma corrente del veicolo. Ha anche nuove luci posteriori.

“L’impressione generale ha un forte legame con gli elementi chiave dello stile di vita svedese: ampio spazio, celebrazione della luce e concentrazione sul benessere”, ha detto Thomas Ingenlath, senior vice president di Volvo design.

Volvo ha detto che la XC90 ha l’interno “più lussuoso”con un layout moderno e ordinato. Un tavolo touchscreen nella consolle centrale controlla le funzioni del veicolo, l’intrattenimento e le comunicazioni.

Il sistema non ha pulsanti e “rappresenta un modo completamente nuovo per i conducenti di  controllare la loro auto e accedere a una gamma di prodotti e servizi basati su Internet”, ha detto la società.

Materiali interni sono in pelle, legno e una leva del cambio in vetro cristallo fatto da Orrefors, il famoso vetraio svedese, e   diamante per il pulsante di avvio / arresto e regolazione del volume.

Elio, il triciclo americano low cost che fa 36 km con un litro


Elio triciclo Usa 01L’IDEA DI UNA START UP AMERICANA
Elio, il triciclo «low cost»
che fa 36 km con un litro
È grande come una Vw Polo ma consuma pochissimo ed è piena di tecnologia
La vettura pronta a sbarcare in America a un prezzo di 5.100 euro

Il futuro della mobilità urbana è nei bassi consumi. Persino gli Stati Uniti se ne sono accorti e dopo il rinnovato interesse per l’elettrico ora tentano l’affondo con Elio, un triciclo a due posti non proprio piccolissimo per i nostri standard ma che ha numeri degni di attenzione: permette infatti di percorrere 36 chilometri con un litro e e promette di costare pochissimo, 6.800 dollari, ovvero 5.100 euro.

La lunghezza di quattro metri per 2,7 di larghezza e 1,3 metri di altezza – come una Clio o una Polo- mentre all’interno c’è abbastanza spazio per ospitare due posti in linea, con il guidatore posizionato al centro della vettura e il passeggero subito dietro.L’estetica è futuristica e scanzonata, con una sola portiera sul lato sinistro e colori accesi che vanno dall’arancio metallizzato al blu elettrico passando per il verde limone e il rosso acceso. Chiaramente non mancano scelte più comuni come il nero, il bianco e il grigio. Sotto il cofano invece troviamo un tre cilindri a benzina da 900 cm3 e 55 cavalli capace di portare la vettura fino a 160 chilometri orari con lo 0-100 in 9,6 secondi. Abbastanza insomma per divertirsi senza spendere una fortuna. Il cambio può essere manuale a 5 marce o automatico, e nonostante il prezzo, Elio offre optional tipici delle comune citycar come l’ABS, gli airbag frontali e laterali e la radio.
In vendita dall’autunno
Costruita da una startup di Phoenix, in Arizona, questo triciclo è una vecchia presenza di fiere ed eventi dedicati all’automobilismo ma ora sembra arrivato il momento della svolta. Come annunciato dalla Casa madre, la vettura arriverà negli Stati Uniti in autunno e l’obiettivo è arrivare a produrre 250 mila auto entro il 2016, una cifra enorme se si pensa che equivale alle Mazda vendute sul suolo americano. Seguendo la strategia inaugurata da Tesla, il triciclo sarà venduto solo in punti vendita dedicati. L’arrivo in Europa invece sembra più difficile.

di Alessio Lana da corriere.it

La Red Bull è tornata, la Ferrari no dopo Spa


red bull f1 2014 jerezLa Red Bull è tornata, la Ferrari no

Il punto tecnico: il segreto della vittoria nel Gp del Belgio è l’aerodinamica. Che rimane il punto debole della Rossa
Il Gp del Belgio è stato vinto da Daniel Ricciardo, l’unico quest’anno ad aver spezzato il monopolio Rosberg-Hamilton. Che cosa manca alla Ferrari che la Red Bull possiede? Ecco le risposte nel Punto tecnico di Paolo Filisetti.

Può sembrare strano che nel titolo si faccia riferimento alla Red Bull piuttosto che alla Mercedes, ma in realtà per poter evidenziare meglio le carenze della monoposto made in Maranello è d’uopo partire da un termine di paragone che più facilmente possa accomunare, almeno su un punto, la F14T alla RB10.

Ci riferiamo ovviamente al propulsore, anzi alla Power unit come si usa dire quest’anno. Quella della Renault è stata nell’occhio del ciclone sin dai test pre-stagionali, dove aveva dimostrato una carenza di affidabilità incredibile, abbinata anche a prestazioni tutt’altro che ragguardevoli. Ebbene lo 059/3 nato con la priorità assoluta di garantire l’affidabilità, nel corso della stagione si è dimostrato subito poco potente, sebbene, a parziale consolazione, appunto dotato di una affidabilità granitica.

Ora, è onestamente difficile utilizzare una sorta di bilancino da farmacista per soppesare e paragonare le prestazioni della P.U. Renault e quella Ferrari, ma indubbiamente entrambe sono meno performanti rispetto a quella della Mercedes. Potrebbe dunque non essere avventato mettere entrambi i propulsori sullo stesso piano prestazionale. Partendo da questo presupposto, risulta estremamente semplice confrontare le due monoposto. Per quanto riguarda la dinamica del veicolo appare evidente l’impostazione profondamente diversa tra la RB10 e la F14T, a partire dalla sospensione anteriore, nello schema pull rod sulla Ferrari, unica ad adottare tale soluzione. Questo layout fu preferito dai tecnici di Maranello, per le positive implicazioni aerodinamiche in termini di gestione dei flussi d’aria nella parte anteriore della vettura. Di fatto, si è dimostrata, anzi oseremmo dire confermata, visto il suo utilizzo già nel 2013, una soluzione che non garantisce aderenza meccanica all’avantreno e precisione di inserimento in curva.

La latitanza di questi due elementi, ulteriormente peggiorata, da una cronica mancanza di carico generato dal corpo vettura, ha costituito uno dei maggiori problemi per Kimi Raikkonen. E’ infatti piuttosto intuitivo dedurre che se la F14T fosse dotata di un’efficienza e capacità di generare carico con il corpo vettura, analogamente a quanto mostrato dalla Red Bull, molto probabilmente, la necessità di adottare un set up carico, che privilegiava la guidabilità e precisione in curva, e si era dimostrato pagante in qualifica, non vi sarebbe stata. Anzi, proprio seguendo la strategia di Red Bull, sarebbe stato possibile adottare un assetto molto più scarico a favore delle velocità di punta, vero tallone di Achille della F14T su questa pista.

In sostanza si può tranquillamente sostenere, non per prendere le difese dell’epurato Luca Marmorini, ex responsabile motori della Rossa, che i limiti maggiori della monoposto di quest’anno risiedono non esclusivamente, e neppure principalmente, nella power unit, bensì nell’aerodinamica. La RB10, infatti ha ampiamente dimostrato che, sebbene la P.U. della Renault abbia dei limiti evidentissimi, nonostante i profondi miglioramenti evidenziati nel corso della stagione, la monoposto progettata da Newey sotto il profilo telaistico ed aerodinamico può essere definita la migliore in campo, a dispetto della supremazia dimostrata dalla Mercedes.

Per la Ferrari, comunque le carenze non riguardano solo, l’elemento tecnico progettuale per intenderci, ma anche procedurale. Marco Mattiacci infatti sta cercando di instillare nella squadra nuovi processi decisionali, nuove metodologie, procedure da consolidare per ridurre al minimo la possibilità di errori o disattenzioni, analoghi a quanto accaduto qui con Alonso poco prima dello start. Un’organizzazione dunque più alla tedesca, verrebbe da dire (o anglo tedesca) dove l’evento casuale sia ridotto fortemente come incidenza sull’economia dei risultati in pista. Per raggiungere questo scopo, sembra che la struttura del muretto subirà cambiamenti rilevanti in vista della prossima stagione, e che James Allison stia cercando di portare a Maranello un suo collega del recente passato in Lotus.

Stefano Mancini da lastampa.it

Gp Spa Belgio vince ancora Ricciardo davanti a Rosberg


ricciardo-sostituisce-karthikeyanF1 Gp del Belgio – Ricciardo se la ride di nuovo, mentre i piloti Mercedes impazziscono. E ora sogna il mondiale. Solo la Ferrari non approfitta dell’implosione uber alles: Kimi 4° per la prima volta davanti ad Alonso 8°

E lui, mentre gli altri litigano, lui se la ride.

Lui Daniel Sorriso Ricciardo.

Terza vittoria dell’anno per l’ITALOaustraliano, la seconda di fila, nettamente e degnamente in lotta per il mondiale visto che ha 156 punti, visto che il leader Rosberg  ne ha 220 e l’altro, il ritirato Hamilton solo 191.

Nettamente e degnamente in lotta, Sorriso Ricciardo, perché il magico telaio della Red Bull nasconde i limiti del Renault, la sua magica guida svela i limiti di compagno Vettel (5° a 50”), e i due della Mercedes avanti a litigare e fare l’autoscontro potrebbero aprirgli la porta per un recupero mondiale incredibile.

Ieri Rosberg, secondo (terzo Bottas), ha toccato, quasi tamponato al secondo giro Hamilton, tentando di passarlo dopo essere partito male. Per cui gara in salita per lui, con l’ala rotta, e foratura per l’altro e corsa dal fondo con ritiro finale dell’inglese.

Nettamente e degnamente in lotta Ricciardo, anche perché, non dimentichiamolo, l’ultimo Gp ad Abu Dhabi assegnerà punti doppi.

Ecco perché i vertici Mercedes, ora, sono preoccupati. Ecco perché Toto Wolff e Niki Lauda parlano finalmente chiaro.

Così Wolff: “Una gara inaccettabile, questo non è il modo in cui possiamo continuare a correre… E adesso parleremo fra noi e adesso succederà molto…”

Così Lauda: “Ha ragione Toto, soprattutto sono cose che non devono accadere al secondo giro, al limiti può capitare all’ultimo, in quel caso se ne può parlare, ma in questo modo  no. Ecco perché quando Lewis si è ritirato sono andato a calmarlo, ma lui era calmo, semplicemente si stava domandando  quello che vi ho appena detto: perché al primo giro?. Dobbiamo fare un incontro con i piloti e ragionare. Nico non lo ha fatto apposta, ma è comunque colpa sua, Hamilton era davanti, Lewis dietro, ed era il secondo giro. Per me è tutto chiaro.

Duro anche il pubblico che durante la premiazione ha sommerso di fischi Nico.

In mezzo a tutto questo show,

la bella gara di Raikkonen che, grazie a strategia e temponi sulla pista che più ama, ha perso il podio solo all’ultimo, con le gomme ormai da buttare e per la prima volta quest’anno si è piazzato davanti ad Alonso, solo ottavo. Fernando non ha fatto la gara della vita ma ha rischiato la vita quando Magnussen, proprio alla fine, lottando con lui e Vettel e Button per la quinta e sesta piazza, dopo l’Eau Rouge l’ha spinto sull’erba a 320 all’ora. Magnussen ora sotto inchiesta.

Un Fernando così così anche perché, probabilmente, gli giravano a mille pensando che con l’impazzimento collettivo andato in scena in Mercedes sarebbe stato a podio se non avesse rimediato uno stop and go di 5” per un guaio tecnico prima del via (i meccanici, per sistemare una guasto alla batteria, erano infatti  usciti dalla griglia in ritardo).

Cosi’ all’arrivo

1. Ricciardo

2. Rosberg

3. Bottas

4. Raikkonen

5. Vettel

6. Button

7. Alonso

Guidare la Ferrari Formula 1 nel simulatore al Museo Ferrari di Maranello


simulatore ferrari museoVi piacerebbe guidare la Ferrari di Formula 1?

Cinque simulatori semiprofessionali presenti nel Museo Ferrari di Maranello e lo speciale software sviluppato dall’italiana Kunos Simulazioni permettono a chiunque di fare questa straordinaria esperienza

Che effetto fa guidare una moderna Ferrari di Formula 1? Pochissime persone lo sanno davvero. Tutti noi possiamo però averne un’idea estremamente realistica visitando, ad esempio, il Museo Ferrari di Maranello, dove sono presenti cinque simulatori semiprofessionali con i quali guidare la monoposto Ferrari sulla piste di Monza, Silverstone, Imola, Nurburgring e Mugello.

L’esperienza, che è alla portata di tutti, replica le sensazioni che provano i piloti quando guidano una monoposto di Formula 1. La vettura percepisce il fondo stradale, reagisce in maniera realistica quando sale sui cordoli e soprattutto ha una straordinaria sensibilità all’accelerazione ed al freno che permette di capire quanto sia facile andare forte quando si dispone di un mezzo tanto sofisticato.

Prima di salire a bordo si riceve un “briefing” da parte di un collaudatore o di tecnico che spiega come usare il cambio (che, essendo di tipo F1, con le leve dietro al volante non richiede l’uso del pedale della frizione) e quali marce usare nei punti più significativi del circuito. In ogni caso, niente paura: anche se si fa un errore con conseguente testacoda od incidente, tutto avviene in modo molto realistico, ma al pilota “virtuale” ed alla vettura non succede ovviamente.

Un’esperienza straordinaria da raccontare agli amici e, perché no, da condividere sui social con chi non ha avuto la fortuna di scoprire cos’è una Formula 1.
A richiesta, per chi ha esperienza di corsa

o di simulatori, può essere configurato in posizione professionale. L’esperienza è meno difficile di quel che si pensa e soprattutto alla portata di tutti visto che per una corsa di 7 minuti si spendono 25 Euro (IVA inclusa).

Simulatori e software del Museo Ferrari sfruttano l’esperienza maturata dalla collaborazione, iniziata nel 2010, tra la Ferrari e l’italianissima Kunos Simulazioni , che vanta un centro di ricerca e sviluppo all’interno dell’Autodromo di Vallelunga ed importanti esperienze nel settore dei giochi di simulazione come netKar Pro, Ferrari Virtual Academy 2010 e l’attesissimo Assetto Corsa. La “software house” romana è stata tra le prime in Italia a sfruttare la tecnologia Laserscan per riprodurre i circuiti con una fedeltà assoluta che l’ha fatta preferire non solo dalla Ferrari, ma anche da altre Case automobilistiche per applicazioni industriali.

Una cura per i dettagli che ora è possibile sfruttare anche a casa propria, grazie ad Assetto Corsa, una simulazione completa già disponibile in versione beta, che nella release 1.0 includerà tutti i marchi automobilistici e i circuiti più desiderati. Basta armarsi di gamepad o, se siete super appassionati, di volante e pedaliera.

di PAOLO FERRINI da repubblica.it

Gran Premio del Belgio Spa Rosberg in pole


rosberg montecarlo 2014 mercedesF1 pole Gp del Belgio – In attesa dei bambini piloti, nel lago di Spa Rosberg ed Hamilton mettono 2” fra loro e il mondo. Alonso 4°, Kimi 8°

Nell’immagine, uno dei prossimi debuttanti in F1. Prima gara del ragazzino (nella foto mentre si allena a Spa) prevista a marzo, in Australia, a Melbourne. Dovrà vedersela con l’altro debuttante: Max Verstappen. Attualmente sedicenne, per allora 17enne.

Ovviamente si scherza, per il ragazzino della foto, ma non per Verstappen: la F1 lo attende. Qui, ieri, la Red Bull l’ha dato in pasto a 70 giornalisti, giusto per non fargli sentire troppo la pressione… Ma dai…

Oggi nelle qualifiche, pioggia qua e là in Q1, pioggia praticamente sempre in Q2 e mai in Q3 con pista però fradicia, per cui lotteria visto che è andata via via migliorando . Risultato: pole di Rosberg che ha sbagliato niente davanti a Hamilton che qualcosa ha invece sbagliato. Settima pole e quarta volta di fila che si piazza davanti al compagno (4 pole). Due decimi a separarli, nulla rispetto ai due secondi e rotti messi dal duo Mercedes fra sé e il resto del mondo.  A difendere l’immagine dei terrestri ci pensano Vettel terzo e un ottimo Alonso quarto. Lontana l’altra Ferrari di Kimi, ottavo tempo, a oltre 3 secondi dalla pole.

Punto.

Questa è la F1 di oggi, ma è la F1 di domani a spaventare.

Senza limiti di età. Oggi un sedicenne, domani sarà uno di terza media.

Se  la Red Bull esagera in un senso,  accendendo il motore (tramite Toro Rosso) a baby Verstappen, la Ferrari fa l’esatto contrario, facendo invecchiare alla Marussia l’ottimo Bianchi (ora ha 25  anni). Prodotto della sua scuola, appunto la Ferrari driver Academy, francese talentuoso che a furia di aspettare rischia di diventare un prodotto scaduto sullo scaffale della F1. Comunque, giusto per ribadire, lui oggi è passato in Q2 con la macchina macinino che si ritrova,  bravo vero.

Così come Lotterer, a quasi 33 anni con tre vittorie alla 24 Ore di Le Mans (ultima compresa) in bacheca debuttante su altro macinino in F1: la Caterham. Ha sostituito Kobayashi.

Ma nella formula baby uno come lui interessa poco.

Purtroppo.

I TEMPI

1. Rosberg 2.05.591

2. Hamilton 0.228

3. Vettel 2.126

4. Alonso 2.195

5. Ricciardo 2.320

6. Bottas

7. Magnussen

8. Raikkonen 3.189

9. Massa

10. Button

1 of 23171234567
Back To Top