Pechino il primo gp della Formula E


formula eLa Formula 1 elettrica al via da Pechino, Di Caprio team manager
Dieci Gp in programma per l’ePrix, in pista bolidi elettrici da 270 Cv. In pista, fra i favoriti, anche la nostra Michela Cerruti con il team di Jarno Trulli. Gli spettatori votano on line a chi dare più potenza

Al via il campionato di Formula 1 elettrico

La Formula 1 elettrica al via da Pechino, Di Caprio team managerCi siamo, dopo tanti annunci domani prende davvero il via il famoso “ePrix”, la Formula uno elettrica voluta con forza da Jean Todt, presidente della Federazione Automobilistica mondiale. Domani si accenderanno i motori (vabbé, si dà corrente) alle Formula E, dei bolidi tutti uguali (una Spark-Renault SRT01E dalla potenza equivalente di 243 Cv, tutti con le stesse gomme) al Parco olimpico di Pechino con qualifiche e gara concentrate in una sola giornata. Venti i piloti impegnati sul circuito di 3.44 chilometri di percorso che si snodano nella suggestiva cornice del parco olimpico tra la Water Cube Arena e il Bird Nest stadium.

Fra le idee ce n’è davvero una pazzesca: la potenza del motore verrà ridotta in gara a 202.5 cavalli, spetterà poi ai tifosi scegliere tre piloti a cui verrà concessa una maggior potenza, fino a 243 cavalli. La scelta avverrà durante la gara grazie a smartphone, tablet e computer su http://fanboost.fiaformulae.com.

Due le donne in gara, la nostra Michela Cerruti e la britannica Katherine Legge oltre a nomi noti del mondo automobilistico come Jarno Trulli, Nick Heidfeld, Takuma Sato, Bruno Senna e Karun Chandhok. Siamo solo agli inizi ed è presto per dare giudizi, ma da quello che abbiamo capito la Formula E rischia di oscurare perfino la Formula 1 dal punto di vista del glamour: Leonardo Di Caprio co-proprietario di uno dei 10 team, sarà un pista a Pechino, mentre su correrà in città come Miami, Buenos Aires, Londra, Berlino e Monte Carlo.

“La Formula E è un passo importante nella storia dell’automobilismo e nello sviluppo di nuove tecnologie”, spiega il presidente della Fia Jean Todt che aggiunge: “Il mondo sta cambiando e noi dobbiamo tenerci al passo. La connessione tra mobilità quotidiana e corse è molto importante. A mio avviso le vetture elettriche sono il futuro della mobilità urbana ed è per questo che abbiamo dato il via a queste corse ospitate in grandi metropoli”.

Grande attesa, come dicevamo, per la Michela Cerruti (è milanese), stella dell’Auto GP e nella Blancpain GT Series che tuttavia non nasconde le difficoltà: “Avendo iniziato tardi col nostro programma – spiega – saremo sicuramente un po’ indietro. Sono consapevole che non vado in Cina per puntare direttamente alla top-5 anche se, essendo la prima gara del campionato, ci possono sempre essere sorprese e la parte da leone la farà l’affidabilità. Non ho macinato molti chilometri sulla vettura per motivi tecnici, ma il team è stato comunque in grado di raccogliere molti dati con Jarno e, anche se non ho la confidenza al 100%, conosco la macchina, le sue caratteristiche e so come va guidata. La cosa più nuova sarà l’adattamento ai circuiti cittadini “veri” dato che la mia unica esperienza precedente è stata a Marrakech. Comunque, la serie è eccellente e ha un impatto enorme. E’ pensata bene, ha un’organizzazione di altissimo livello e se si giocheranno bene le loro chance c’è l’opportunità di farla diventare un grande successo”.

Tutte le attività per il Beijing E-Prix si svolgeranno domenica 13 settembre, e la gara è in programma per le 16:00 ora locale (le 10:00 italiane) su un circuito da 3.4 chilometri allestito attorno al “Bird’s Nest”, lo stadio principale delle Olimpiadi di Pechino 2008.

di VINCENZO BORGOMEO da repubblica.it

Ferrari lafine dell’era Montezemolo : Marchionne si prende la presidenza


marchionne-montezemoloFerrari, via Montezemolo: «Fine
di un’epoca». Marchionne presidente
L’ad di Fiat: «Ferrari resta italiana». John Elkann: «A lui i miei auguri per il suo futuro». Il successore: «Con Luca incomprensioni ma lo ringrazio». Fiat corre in Borsa

«Si chiude un’epoca». Ma la Ferrari non si ferma, «ci sono le premesse per una ulteriore crescita». Durante una conferenza stampa congiunta, mercoledì a Maranello, con a fianco Sergio Marchionne, Luca Cordero di Montezemolo ha annunciato le sue dimissioni dalla presidenza della Ferrari. Montezemolo lascerà su sua richiesta, il 13 ottobre, a conclusione del festeggiamenti per i 60 anni della Ferrari in America. La presidenza sarà assunta dall’ad della Fiat, Sergio Marchionne. La decisione è arrivata dopo un lungo vertice a Maranello. «É un giorno importante – ha detto Montezemolo – perché dopo 23 anni, passati molto in fretta, oggi rassegno le dimissioni dalla Ferrari. Obiettivamente credo che sia finita un’epoca e un ciclo dell’azienda. Grazie ai risultati e alla forza della Ferrari, se ne apre un’altra che spero, penso e auguro possa essere una cosa nuova e più importante». Nel «programma professionale e familiare», ha aggiunto Montezemolo, «pensavo di andare via alla fine dell’anno prossimo, ma l’inizio di una fase nuova mi ha convinto a presentare le dimissioni». E il riferimento è allo sbarco di Fiat Chrysler (Fca) sulla Borsa americana previsto proprio per il 13 ottobre. Ora, ha rilanciato Montezemolo, «bisogna guardare avanti».

«Ferrari avrà ancora più forza»
Resta da «fare, tanto – ha proseguito Montezemolo – La Ferrari avrà ancora più forza, si tratta di lavorare sodo ancora da parte mia fino al 13 ottobre». Il presidente uscente della Ferrari si è detto «contento di aver fatto il mio dovere fino in fondo e sono contento di aver gestito questa azienda straordinaria e penso di uscire nel momento giusto. Quando divenni presidente di Fiat, solo io e Sergio sappiamo quanto la Fiat aveva le gambe nel baratro». Il titolo Fiat ha accelerato in Borsa sulle novità in Ferrari guadagnando il 2,14% a 7,86 (alle 10,50) euro. E intanto Federico Ghizzoni, ad di Unicredit dice che Montezemolo sarebbe un «buon nome» per la presidenza di Alitalia. «É una possibilità – ha detto Montezemolo – ma fino al 13 ottobre sono concentratissimo sulla Ferrari e voglio occuparmi anche un po’ della scuola di mio figlio».

Marchionne: «Un Suv con il Cavallino non lo vedo»
Tra sorrisi, qualche battuta e tanti ricordi, Montezemolo ha chiuso il suo intervento passando la parola all’ad di Fiat Marchionne: «Sergio ha cominciato a polemizzare con me dal 2002, quando ascoltavo con un po’ di irritazione le lezioni in cda che faceva Morchio e ho visto arrivare questo signore». Sergio Marchionne ha tenuto a sottolineare che «la mia amicizia con Luca continua, non è stata intaccata dalle polemiche di questi giorni» («Marchionne a Montezemolo: “Nessuno è indispensabile”»). Per l’ad del gruppo Fiat, «è importante proteggere quanto è stato creato qui. Luca ha fatto un grande lavoro». L’impegno in Ferrari, ha continuato Marchionne, «è duraturo»: «Ferrari è di un’importanza da non sottovalutare e il fatto che sia io presidente significa molto». L’ad di Fiat, poi, va dritto al punto: «Non c’è nessuna intenzione di integrare la Ferrari nel sistema Fiat-Chrysler. L’indipendenza operativa e strategica della Ferrari non sarà mai messa in discussione». In sintesi: «Un Suv con il Cavallino – ha commentato Marchionne – non lo vedo». A domanda diretta, risposta diretta: la Ferrari Americana? «Inconcepibile – ha rilanciato il prossimo presidente Ferrari – Luca non ha mai detto che l’azienda sarebbe diventata americana. Il concetto della società americana lo trovo strano. L’azienda non ha niente a che fare con l’America, avrà accesso ai mercati americani. L’idea che la Ferrari potrà essere prodotta fuori da questo posto è oscena».

«Buonuscita? Fiat sappia che è sempre troppo poco»
Bisognerà attendere ancora un po’ per conoscere l’entità della buonuscita di Montezemolo: «Lo dirà Fiat, al momento giusto», ha risposto Marchionne. Probabile che il Lingotto comunicherà qualcosa «già oggi». E Montezemolo ci scherza su: «Fiat sappia che è sempre troppo poco». Sergio Marchionne, dal canto suo, ha spiegato che Ferrari non è una società quotata e dunque non è tenuta a rendere note questo tipo di informazioni.

«In Formula 1 non sarà una grande stagione»
Non è mancato un punto sulla Formula 1: «Per il 2014 mettiamoci l’anima in pace, non sarà una grande stagione ma un anno difficile perché avremo problema a digerire il non vincere», è il secco commento di Marchionne. Bisogna «dare credibilità alla Ferrari in pista, sono fissato. Bisogna tornare lì – conclude l’ad del gruppo Fiat – Questo darebbe un sostegno al resto della Ferrari, e va oltre ad ogni altro tipo di vettura che possiamo fare. Vincere in pista non è negoziabile. Bisogna ritornarci». Anche per Montezemolo «esistono tutte le premesse per un rilancio di Ferrari in Formula Uno». Il tema vero, ha aggiunto, «è avere una macchina competitiva»: «Da Kimi Raikkonen ci aspettiamo un finale di stagione forte. Alonso è il pilota più forte in gara. Bisogna sfruttare le opportunità che si pongono nei Gran Premi. Il resto sono solo parole».

«Finisce un’epoca, 23 anni meravigliosi»
Luca Cordero di Montezemolo, in un comunicato, aveva già annunciato: «La Ferrari avrà un ruolo importante all’interno del gruppo FCA nella prossima quotazione a Wall Street e si aprirà quindi una fase nuova e diversa che credo giusto debba essere guidata dall’amministratore delegato del Gruppo». «Il mio ringraziamento va innanzitutto a donne e uomini eccezionali in fabbrica, negli uffici, nei campi di gara, sui mercati di tutto il mondo che sono stati i veri artefici in questi anni della grande crescita dell’azienda, delle tante memorabili vittorie e del successo del marchio diventato grazie a loro uno dei più forti al mondo», aggiunge Montezemolo. Che poi conclude: «La Ferrari è la più bella azienda del mondo e per me è stato un grande privilegio e onore esserne stato il leader. Le ho dedicato tutto il mio impegno ed entusiasmo e insieme alla mia famiglia ha rappresentato e rappresenta la cosa più importante della mia vita».

I ringraziamenti di Elkann
Il presidente della Fiat John Elkann ha ringraziato Montezemolo per il lavoro svolto. «A Luca vanno i miei auguri per il suo futuro professionale e imprenditoriale, con la speranza, certamente condivisa, di vedere presto la Ferrari tornare a vincere». Montezemolo «ha ricoperto diverse posizioni di responsabilità, a partire dalla presidenza di Fiat dal 2004 al 2010, condividendo con me momenti di difficoltà, ma anche di grande soddisfazione».

da corriere.it

Marchionne va a Marenello in Ferrari


marchionne 2013Ferrari, Marchionne a Maranello
Il numero uno di Fiat-Chrysler nella sede del Cavallino per partecipare
al board di Philip Morris all’indomani degli attacchi a Montezemolo

Il giorno dopo le polemiche, i botta e risposta e la disfatta della Ferrari a Monza Sergio Marchionne è andato a Maranello. Arrivato nel primo pomeriggio alla sede della Ferrari, il numero uno di Fiat Chrysler Automobiles ha partecipato al consiglio d’amministrazione di Philip Morris di cui fa parte. Una due giorni con prove nella pista di Fiorano riservato al board della multinazionale del tabacco svizzero, che è sponsor della Ferrari. Secondo le prime indiscrezioni non ci sarebbe stato nessun incontro con Montezemolo.

Di certo c’è invece che il presidente della Ferrari ha parlato a lungo con Alonso all’indomani del ritiro dal Gp italiano per un guasto alla vettura. «Tornati al lavoro a Maranello e Fernando Alonso incontra Montezemolo per una lunga chiacchierata» informa, su Twitter, la Ferrari sulla sua pagina ufficiale. Ad accompagnare il messaggio, una foto che ritrae un abbraccio tra Montezemolo e il pilota spagnolo.
Della Valle: «Marchionne, furbetto cosmopolita»
Se fra Torino e Maranello le bocche sono cucite, le bordate arrivano da Diego della Valle che attacca con parole durissime Marchionne. Definisce l’amministratore delegato di Fiat «un furbetto cosmopolita che vuole dare lezioni a noi italiani su cosa e come dobbiamo fare per sottolineare il suo “orgoglio italiano” è una cosa vergognosa e offensiva. Se si sente orgoglioso di essere italiano, cominci a pagare le sue tasse personali in Italia dove le pagano i lavoratori Fiat. Noi italiani non dobbiamo permettere a questi “furbetti cosmopoliti” di prenderci in giro in questo modo, sicuri di farla sempre franca». Il patron dela Tod’s a distanza di due anni da un aspro scontro con i vertici del Lingotto torna alla carica: «Sono dieci anni che Marchionne fa annunci e promesse a vuoto agli italiani e ai suoi dipendenti facendo invece sempre e solo i fatti suoi e dei suoi compari. Di persone come Marchionne, gli italiani che vivono una crisi tremenda, ne fanno volentieri a meno. Speriamo che lo capisca anche lui e non salga più in cattedra per dare insegnamenti non richiesti. L’Italia è piena di imprenditori seri, grandi e piccoli, che amano i loro prodotti e che sono veramente orgogliosi di essere italiani e lo dimostrano tutti i giorni con i fatti».

da corriere.it

Monza Prove libere bene le Ferrari di Raikkonen e Alonso


raikkonen ferrari 2014 barcellonaF1, Gp Italia: nelle libere comandano le Mercedes. Ma le Ferrari non sono lontane
Nella seconda sessione Rosberg davanti a tutti, anche se il miglior tempo della giornata è stato stabilito al mattino da Hamilton. Terzo tempo per Raikkonen, poi Alonso

F1, Gp Italia: nelle libere comandano le Mercedes. Ma le Ferrari non sono lontane
Lewis Hamilton (afp)
MONZA – Le Mercedes davanti a tutti e le Ferrari in ‘seconda fila’ nelle prove libere del Gp di Italia a Monza. Anche la seconda sessione è stata dominata dalle ‘frecce d’argento': miglior tempo per Nico Rosberg (1’26″225), che precede di 61 millesimi il compagno di squadra Lewis Hamilton, rimasto fermo ai box per circa un’ora a causa di un problema di elettronica al motore che ha costretto i meccanici della Mercedes a un lavoro extra.

Il britannico resta comunque il più veloce del giorno grazie al crono di 1’26″187 fatto segnare al mattino. Non sono molto distanti le due Ferrari, con Kimi Raikkonen che ha chiuso la sessione pomeridiana con il terzo crono a di 1’26″331, a un decimo da Rosberg. Quarto lo spagnolo Fernando Alonso, che al volante dell’altra ‘rossa’ è giunto con un distacco di oltre tre decimi.

Seguono la Williams del finlandese Valtteri Bottas e la McLaren del britannico Jenson Button. Il campione del mondo Sebastian Vettel, al volante della Red Bull, non è andato oltre il settimo tempo ad oltre mezzo secondo da Rosberg. La top ten è completata dal danese Kevin Magnussen con la McLaren, dal brasiliano Felipe Massa con la Williams e dall’australiano Daniel Ricciardo con la Red Bull.

TEMPI PRIME PROVE LIBERE
1. Lewis Hamilton (Mercedes) 1’26″187
2. Jenson Button (McLaren) 1’26″810
3. Nico Rosberg (Mercedes) 1’26″995
4. Fernando Alonso (Ferrari) 1’27″169
5. Kevin Magnussen (McLaren) 1’27″228
6. Sebastian Vettel (Red Bull) 1’27″271
7. Kimi Raikkonen (Ferrari) 1’27″493
8. Sergio Perez (Force India) 1’27″687
9. Daniil Kvyat (Toro Rosso) 1’27″741
10. Nico Hulkenberg (Force India) 1’28″112
11. Esteban Gutierrez (Sauber) 1’28″114;
12. Valtteri Bottas (Williams) 1’28″148
13. Felipe Massa (Williams) 1’28″150
14. Jean-Eric Vergne (Toro Rosso) 1’28″300
15. Giedo Van der Garde (Sauber) 1’28″429
16. Daniel Ricciardo (Red Bull) 1’28″487
17. Daniel Juncadella (Force India) 1:29.192
18. Pastor Maldonado (Lotus) 1’29″512
19. Max Chilton (Marussia) 1’30″017
20. Jules Bianchi (Marussia) 1’30″081
21. Charles Pic (Lotus) 1’30″125
22. Roberto Merhi (Caterham) 1’30″704
23. Marcus Ericsson (Caterham) 1’30″948
TEMPI SECONDE PROVE LIBERE
1. Nico Rosberg (Mercedes) 1’26″225;
2. Lewis Hamilton (Mercedes) 1’26″286;
3. Kimi Raikkonen (Ferrari) 1’26″331;
4. Fernando Alonso (Ferrari) 1’26″565;
5. Valtteri Bottas (Williams) 1’26″758;
6. Jenson Button (McLaren) 1’26″762;
7. Sebastian Vettel (Red Bull) 1’26″762;
8. Kevin Magnussen (McLaren) 1’26″881;
9. Felipe Massa (Williams) 1’26″935;
10. Daniel Ricciardo (Red Bull) 1’26″992
11. Sergio Perez (Force India) 1’27″079;
12. Nico Hulkenberg (Force India) 1’27″227;
13. Daniil Kvyat (Toro Rosso) 1’27″476;
14. Esteban Gutierrez (Sauber) 1’27″840;
15. Jean-Eric Vergne(Toro Rosso) 1’27″929;
16. Adrian Sutil (Sauber) 1’28″029;
17. Jules Bianchi (Marussia) 1’28″659;
18. Pastor Maldonado (Lotus) 1’28″700;
19. Max Chilton (Marussia) 1’28″786;
20. Romain Grosjean (Lotus) 1’29″085;
21. Kamui Kobayashi (Caterham) 1’29″178;
22. Marcus Ericsson (Caterham) 1’29″275.

Stefano Mancini della stampa prova il simulatore della Ferrari


stefano mancini ferrari simulatoreA 15” dalla pole position: la mia qualifica al Gp di Monza

Dieci giri al volante del simulatore Ferrari: una piattaforma mobile che simula accelerazioni, frenate e incidenti, schermo 3D, tutti i dettagli tecnici di auto e pista. Ecco cosa prova un automobilista normale al volante di una F1
“Sei a 15 secondi dalla pole position”, gracchia via radio il mio ingegnere. Per una decina di giri sono stato un pilota di Formula 1 sul circuito di Monza, ma grazie alla tecnologia non ho messo a repentaglio la vita di nessuno, in particolare la mia. Ho guidato al volante del simulatore della Ferrari, lo stesso usato da Fernando Alonso e Pedro De La Rosa (e saltuariamente da Kimi Raikkonen, che viene preso da attacchi di nausea) per provare pezzi nuovi e assetti prima di andare in pista.

“Ogni dettaglio è ricreato per dare al pilota la sensazione di essere su una monoposto vera e su un circuito autentico”, spiega Giacomo Tortora, il responsabile della simulazione, che in questo caso diventa “il mio ingegnere di pista”. Ogni dettaglio non significa soltanto macchina e circuito: qui sono riprodotti i cartelloni pubblicitari, gli alberi al di fuori del tracciato, i colori del guard rail, insomma tutto ciò che serve da riferimento al pilota. E poi il vento, la granulosità dell’asfalto, il rumore, la temperatura di gomme e freni (“ti facciamo partire con gomme e freni già caldi, ma poi sta a te tenerli in temperatura  spiega l’ingegnere con tono quasi minaccioso nel briefing prima del test -. Se vai troppo piano si raffredderanno e la guida diventerà più difficile”). E, soprattutto, il movimento: dalle vibrazioni trasmesse dalle ruote agli scossoni sui cordoli, un colpo così forte che pare si debba spaccare tutto, alle forze causate da accelerazioni e frenate. La cabina è posta su una piattaforma e poggia su braccia alte tre metri che sembrano le zampe di un ragno: durante le prove la cabina si muoverà per trasmettermi le sensazioni della guida. L’immagine è riprodotta su uno schermo avvolgente 3D che richiede gli appositi occhiali. Che non sia un super videogioco lo dimostra anche il processore, che occupa un’intera stanza.

Credevo di essere magro, ma per entrare nell’abitacolo devo mettermi di traverso e poi distendere le gambe una alla volta. La posizione è semisdraiata, con il sedere a pochi centimetri dall’asfalto e il naso all’altezza delle ruote. Indosso il casco con la radio e i guanti, aggancio le cinture di sicurezza e ascolto le ultime spiegazioni: “Frena con forza e poi rilascia leggermente, le marce sono i due manettini dietro il volante, cambia marcia quando si accendono i led blu, arriva fino all’ottava in rettilineo, scala in seconda alle due varianti, in quarta alle due Lesmo e alla Parabolica, in terza alla Ascari”. Se non conoscessi il circuito a memoria grazie alle antiche serate trascorse alla playstation, sarebbe impossibile da memorizzare. Se commetto un errore? “Se vai sui cordoli o fuoripista sentirai dei colpi forti, se finisci contro un muro lo attraverserai come un fantasma”. Rassicurante.

A destra dell’abitacolo lampeggia un tasto blu, a sinistra c’è un pulsante rosso. Se li hanno fatti pensando a Matrix sono dei geni: la piacevole finzione o la dura realtà. “Quando sei pronto, premi il tasto blu”, ordina l’ingegnere. Pronto. All’improvviso l’abitacolo comincia a vibrare, pigio l’acceleratore e mi ritrovo incollato al sedile (l’effetto del turbo), il motore va su di giri in un attimo in qualunque marcia. Curva Parabolica poi il lungo rettilineo del traguardo. Non resisto alla tentazione di guardare l’indicatore di velocità che supera i 300. Distrazione fatale perché quando freno è tardi: il guardrail mi arriva addosso in una frazione di secondo ed è un sollievo scoprire che davvero lo si attraversa senza problemi. Questo è un limite della simulazione, mi spiegherà Tortora: in assenza di rischi, i piloti qui sono portati a osare troppo.

Riprendo il controllo e via via la guida diventa più facile, almeno in rettilineo. La frenata (con il piede sinistro) richiede una forza che un automobilista normale non si immagina, ma è soprattutto l’ingresso nelle curve strette a essere complicato (per fortuna a Monza non ce ne sono troppe). “Hai la nausea?”, domanda l’ingegnere. No, tutto a posto. “Non esiste alcuna correlazione tra mal d’auto e talento di guida – mi dirà in seguito -. Il senso di nausea viene perché non c’è corrispondenza esatta tra ciò che l’occhio vede e il movimento percepito, quindi il cervello ritiene che sia in corso un avvelenamento”. Il mio cervello non si accorge di nulla, il che mi permette di fare ancora un paio di giri: il tempo di toccare i 330 chilometri l’ora e arrivare a 15 secondi dalla pole position teorica di domenica prossima. Alonso in pista mi rifilerà oltre 3 secondi a curva. Lo ammetto: lo invidio molto.

stefano Mancini da lastampa.it

Italian F4 Championship 2014


Italian F4 ChampionshipItalian F4 Championship: giochi da grandi

Dai Kart alle gare vere il passo può essere breve, ecco perché…

A quindici anni c’è chi gioca al computer e chi si dedica ai primi amori, poi ci sono loro, ragazzini con un’ esperienza già quasi decennale sui go-kart che debuttano su vetture formula in gare vere, quando i coetanei al massimo guidano un motorino cinquanta. Stiamo parlando dei concorrenti che partecipano all’ Italian F4 Championship powered by Abarth e per una volta l’uso dell’inglese non è solo una cosa che fa chic.

Si può partecipare, appunto, anche solo a quindici anni e si può venire da tutto il mondo (da qui l’uso dell’inglese), basta portare grinta, un piede giusto e, ormai senza non si fa niente, una buona dote economica che, comunque, il regolamento ha cercato di limitare al massimo. Così si accede ad un telaio Tatuus con avvitato sopra un motore Abarth 1400 cc. Turbo da 160 Cv ( praticamente quello della 500 Abarth), il tutto per un totale di poco più di 550 kg.

Le provenienze sono quindi le più disparate, Italia, certo, ma anche il resto d’Europa, Francia, Germania per poi spaziare ad altri continenti come America, Australia, Asia, arrivando perfino ad Israele, etnia non frequente nelle competizioni automobilistiche. In testa al campionato, con un buon margine, adesso troviamo l’australiano Lance Stroll che ha dominato i primi appuntamenti forte di un buon talento, di un ottimo team e, dicono i maligni, di un budget importante che gli permette un notevole numero di test pre-gara. Quale che sia la verità, è inutile stracciarsi le vesti, nell’automobilismo sportivo il denaro

ha sempre rappresentato l’elemento determinante della carriera di un pilota, è brutto dirlo ma è sempre stato così e sempre lo sarà. Dicevamo degli italiani, ce ne sono alcuni e stanno anche facendo un’ottima figura, nomi come Russo, Pulcini, Drudi, Fontana, Cairoli si possono trovare spesso sul podio o subito dietro, ma la battaglia è dura e questi ragazzini ( anche se 15 anni sono il minimo, ce ne sono anche di un po’ più grandi) si trovano a gestire situazioni inusuali per la loro età, come rapporti con i teams, i media, i preparatori fisici e mentali, insomma niente differisce, in proporzione, dai colleghi della massima formula che sognano di emulare. E proprio questo è stato lo spirito dell’idea di Aci-Csai, dare la possibilità, in un mondo che ormai brucia le tappe, di passare dai go-kart alle macchine già giovanissimi costruendosi l’esperienza per passare alle formule superiori con una maturità maggiore sotto tutti gli aspetti.

Il programma dei sette week end di gara, comuni ad altri campionati Acisport, è molto articolato, si parte con due turni di prove libere da 40′, si prosegue con altri due da 15′ di qualifica, il primo dei quali fornisce la griglia di partenza per gara1. Le altre 2 gare ( quindi tre in totale) avranno la griglia di partenza formata rispettivamente dall’ordine di arrivo di gara1 con inversione dei primi 10 (gara2) e dai tempi della seconda qualifica (gara 3). Interessanti anche i meccanismi per rendere difficile la vita ai “furbi”: motori gestiti direttamente dall’organizzatore, pneumatici nuovi limitati nel numero, cambi di motori a sorpresa per i primi classificati.

E lo spettacolo non manca, complice il furore agonistico proprio degli adolescenti, si innescano spettacolari battaglie ruota contro ruota, così come si affinano tattiche attendiste con attacchi finali ai limiti del regolamento, puniti se quest’ultimo viene disatteso. Veramente divertente, provare per credere: www.acisportitalia.it

di ALESSANDRO BACCANI da repubblica.it

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