Mv Agusta F3 800 Ago


Mv Augusta f3 800 Ago di Giacomo Agostini 03Mv Agusta F3 «Ago»,omaggio al mito
La F3 800 è una sportiva vera autografata dal 15 volte campione del mondo

Autografate una ad una dalla leggenda del motociclismo. La serie F3 800 Ago lanciata dalla MV tra le sue peculiarità avrà anche la firma del 15 volte campione del mondo Giacomo Agostini, fatta di suo pugno sul serbatoio di ogni singolo esemplare.
shadow carouselMv Agusta F3 «Ago»

In tutto saranno 300 modelli, numerati con una targhetta d’argento applicata alla piastra di sterzo, e riconoscibili a prima vista dalla grafica speciale, tricolore come il casco che indossava il grande campione bergamasco negli anni d’oro della sua formidabile carriera. «Ago» fu l’emblema della MV con cui vinse tredici titoli (gli altri li conquistò in sella alla Yamaha) nel periodo compreso tra il 1966 e il 1973. La MV è tornata di recente alle gare internazionali con una squadra corse decisa a riportare in alto il marchio varesino in campo sportivo. Nel Mondiale Supersport, Jules Cluzel e Vladimir Leonov, corrono con una F3 675, simile al modello scelto per questa serie dedicata. Quest’ultima monta un motore più grande, tre cilindri di 798 cc, dotato di controllo di trazione regolabile su 8 posizioni e di gestione elettronica dell’erogazione di nuova concezione. Molto avanzato è anche il controllo della frenata che vanta il sistema Bosch 9MP con Race Mode e RLM per contrastare il sollevamento della ruota posteriore in staccata. La F 800 è una sportiva pura, leggera (171 kg) e potente (148 cv). La serie Ago si differenzia per diversi particolari in stile racing, tra cui le pedane d’alluminio ricavate dal pieno, i parafanghi in carbonio e i cerchi forgiati, più leggeri di 2 kg rispetto a quelli standard. Differenze che contribuiscono a elevare il prezzo finale della F3 800 Ago, in vendita da maggio, a 24.000 euro.

Intervista di Playboy a Ayrton Senna e le donne della sua vita foto


Ayrton Senna   con Liliane Vasconcelos la moglieAYRTON SENNA E LE DONNE. A 20 ANNI DELLA MORTE, UN RITRATTO PRIVATO
Del Senna pilota di Formula Uno si sa tutto, pochissimo si sa invece del Senna uomo. Un’eccezione è l’intervista che rilasciò a Playboy Brazil nel 1990. Ecco qualche estratto

AYRTON SENNA E LE DONNE CHE LO HANNO AMATO VAI ALLA GALLERY
Vent’anni fa, era il primo maggio 1994, moriva a Imola Ayrton Senna, un mito della Formula Uno, forse il più grande di sempre. Del Senna pilota – le vittorie, i sorpassi impossibili, le magie sul bagnato, la rivalità con Alain Prost – si sono scritti fiumi d’inchiostro. Meno si sa del suo privato, Ayrton ne parlava raramente. Un’eccezione è l’intervista che diede a Playboy Brazil nel 1990, parlando a ruota libera delle sue donne e del rapporto con loro. Ecco qualche estratto.

GIRO DI RICOGNIZIONE
D. La sua prima volta?
R. Avevo 13 anni. Con uno dei miei cugini, che all’epoca aveva 20 anni, andammo in un club di San Paolo. Ero troppo piccolo e non mi lasciarono entrare. Così aspettavo sulla porta, guardando gli altri. Improvvisamente, ecco arrivare una donna enorme, davvero enorme. E subito dopo mio cugino uscì a braccetto con lei. Ecco come andò.
D. Era bionda o bruna?
R. Non è importante.
D. Perché no?
R. Così.
D. Come mai è così reticente?
R. Era bionda. Una prostituta. (…) A 13 anni è difficile per un ragazzo trovare una ragazza con cui avere un relazione: le 15enni preferiscono i 18enni. Quindi non avevo scelta.

LILIAN DE VASCONCELLOS, LA MOGLIE
“Mi sono sposato con lei nel febbraio del 1981, era un’amica d’infanzia. Quando ho cominciato a correre in Europa ci siamo trasferiti lì. Devo dire che cucinava molto bene… Poi sono successe tante cose, otto mesi dopo sono tornato in Brasile con l’idea di smettere di gareggiare ed entrare nel business di mio padre. Non è andata come mi aspettavo e a marzo, nel 1982, ho deciso di cominciare una nuova vita, tornare in Europa e divorziare”.

GAY… O FORSE NO
D. Nelson Piquet ha gettato benzina sul fuoco, quando ha detto che non le piacciono le donne. Come l’ha presa?
R. Ero molto triste. È stata una campagna incredibilmente distruttiva. Siccome non sono stati in grado di battermi in pista, hanno cercato di rovinarmi personalmente. Ma anche questo tentativo è fallito.
D. Prima che si sposassero, lei era molto vicino a Katherine, la moglie di Piquet. È vero?
R. Non eravamo molto vicini ma… La conoscevo.
D. In che senso?
R. Nel senso che l’ho conosciuta come donna.

XUXA MENEGHEL, LA DONNA DELLA VITA
“Negli ultimi 12 anni ho affrontato diverse rotture dolorose, ma posso dire con sicurezza che in tutta la mia vita c’è stata solo un’occasione in cui ho avvertito il forte desiderio di costruire una famiglia. Solo una volta ho voluto un figlio con qualcuno. E quel qualcuno era Xuxa”.

ITALIAN STALKER
D. Le fan non la perseguitano?
R. Succede. Una volta, in Italia, c’era una pazza che bussava alla porta. Aprii e tentò di spingermi dentro.
D. E che successe?
R. La spinsi fuori. Fu divertente.
D. Le è mai capitato di accettare delle avances?
R. Una volta, nel 1988. Dopo il Gp del Canada, una ragazza inglese mi chiese un bacio. Usò la parola “hug”, che non conoscevo. Me lo spiegò Lisa, la moglie americana di Ron Dennis. Così risposì: perché no?
D. E che ne pensa del sesso prima delle gare?
R. Per me funziona. Affronto la corsa più rilassato. Sogni infranti
D. Al momento è single, vero?
R. Sì.
D. Dopo una lunga relazione con Adriane Yamin, la figlia del proprietario di Duchas Corona…
R. Ho avuto altre fidanzate prima di lei. Ma in pochi sanno di loro. (…)
D. Ha uno stile di vita turbolento. Le è mai successo di non avere donne nella sua vita per tanto tempo?
R. Non so se posso rispondere a questa domanda ora… È molto personale. Credo mi sia successo dopo il divorzio. Per sei mesi non ho nemmeno guardato una donna.
D. Come mai?
R. Non mi andava. È stato un periodo difficile per me. Avevo la possibilità, ma non ci pensavo proprio. E in quei mesi non ne ho incontrata nessuna abbastanza interessante. La verità è che i miei standard sono piuttosto alti. (…)
D. Pensa che si sposerà una seconda volta?
R. Perché no? Ma questa volta voglio vincere alla lotteria. Vorrei dei figli – mi piacerebbe avere una moglie, sì. Ma non dipende da noi, giusto? Tutto accade secondo la volontà di Dio.

DI GIACOMO FASOLA  da corriere.it

 

Comincia la produzione di Jeep in Cina


Jeep Grand Cherokee special Name My RideFiat Chrysler annuncia: “Via alla produzione Jeep in Cina”
La joint venture Gac Fiat prevede di iniziare a realizzare i tre modelli di Suv entro la fine dell’anno prossimo. “E’ un nuovo capitolo dell’espansione a livello globale del marchio Jeep”, dice Marchionne

La Chrysler e il suo partner cinese Guangzhou Automobile Group hanno annunciato oggi che produrranno tra nuovi tipi di Jeep destinati al mercato cinese.

La joint-venture, chiamata Gac Fiat, prevede di iniziare la produzione dei nuovi modelli, uno dei quali disegnato apposta per la Cina, entro la fine del 2015. “L’annuncio di oggi rappresenta un nuovo capitolo nell’utilizzazione appropriata e nell’espansione a livello globale del marchio Jeep”, ha affermato Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat e della Chrysler. “Il nostro continuo sviluppo sul mercato cinese con un partner solido e rispettato come il Guangzhou Automobile Group è altrettanto importante”, ha aggiunto. Il presidente del Gac, Zhang Fangyou, ha sottolineato che l’ accordo “porta ad un nuovo livello” la collaborazione tra le due case automobilistiche.

Secondo i dati diffusi oggi, la Jeep ha venduto nel 2013 più di 731mila automobili in tutto il mondo, con una crescita del 4% a livello globale e del 29% in Cina.

da repubblica.it

Circuito di Imola i funerali di Emanuele Cassani


I Funerali di Emanuele Cassani 01Centinaia ai funerali di Cassani, il pilota 25enne morto a Misano

Le moto dei compagni di gara della classe 600 ferme nel paddock. Nel cuore dell’autodromo Ferrari di Imola le esequie di Emanuele Cassani, il pilota di 25 anni morto in un incidente sul circuito di Misano, domenica scorsa. Accanto alla salma la famiglia – i genitori, i nonni, la fidanzata – e gli amici più stretti. Davanti a tutti la moto di Emanuele, ricoperta di fiori e con una maglietta firmata dai piloti.

“Emanuele – ha detto don Natale Tomba, rettore della Basilica di S.Cassiano – ti diciamo grazie di uno stile di vita mai banale, del tuo sguardo sorridente, della tua vicinanza attenta e discreta, di una vita spesa bene e anche di questo correre con la moto”.

“Ciao Cass – sono state le parole di saluto di un suo ex compagno di scuola – hai lasciato un vuoto incolmabile in tutti noi che ci porteremo dentro tutta la vita. La tua passione per le moto era grande e per noi rimani un campione dentro e fuori dalla pista. Siamo sicuri che da lassù sarai il nostro angelo custode, aiutandoci come facevi sempre”.

da kataweb.it Foto di Marco Isola

La Glm Componenti Meccanici di Graziano Forcini e Peppino Barlafante


Glm Componenti Meccanici di Graziano Forcini e Peppino BarlafanteI due operai diventati imprenditori salvano l’azienda che non li voleva
La scelta di licenziarsi e mettersi in proprio. «Nessuno ci credeva»

CASTELLALTO (Teramo) – La sensazione, all’inizio, fu quella di saltare nel vuoto. Bersagliati dai commenti di chi giudicava un azzardo la decisione di lasciare il posto fisso e investire l’intera liquidazione nell’avvio di un’attività imprenditoriale. Un’operazione ad alto rischio, portata avanti con il parere contrario delle rispettive famiglie, mogli comprese. Ma è storia di sedici anni fa, e appartiene ormai all’album dei ricordi, quella di Graziano Forcini e Peppino Barlafante, due amici prima ancora che due capitani d’azienda.
Le dimissioni e poi il nuovo inizio
Nel 1998 smisero i panni di operai e si dimisero dalla Mta Service, azienda di Mosciano Sant’Angelo specializzata in componenti per gli impianti di scarico di automobili e tir, perché non si sentivano abbastanza valorizzati. «Avremo una nostra società», fu la scommessa. Il tempo ha dato loro ragione: oggi quella società, la Glm Componenti Meccanici, con sede a Castelnuovo Vomano, frazione di Castellalto, in provincia di Teramo, è la prima di un gruppo che conta circa 450 dipendenti ed è leader mondiale nel suo settore. Realizza supporti per impianti di scarico e rifornisce i principali gruppi automobilistici in Germania e nel resto d’Europa così come in altri Paesi (Stati Uniti, Brasile, Argentina, Messico, Russia, Cina). Il suo fatturato, nel 2013, è stato di 56 milioni di euro, con un aumento del 14 per cento rispetto al 2012 (49 milioni). «All’inizio eravamo in tre – racconta Graziano Forcini -, tutti dipendenti della Mta. Non si può dire che fossimo stufi della sicurezza dello stipendio, anzi. Fu semplicemente una sfida, la voglia di fare qualcosa di importante che, forse, in seno all’azienda non era stata adeguatamente percepita».

«Una speranza per gli ex colleghi»
Qualche anno fa, Forcini e Barlafante hanno acquisito, salvandola dalla crisi, la Mta Service, l’azienda da cui erano partiti e dove era nata l’idea di dare una svolta alle loro vite. Usciti da dipendenti, rientrati da proprietari. «La Mta era in concordato presso il tribunale di Teramo – prosegue Forcini -. Decidemmo di partecipare all’asta con un’offerta per i macchinari e i diritti di sfruttamento del marchio, escluso l’immobile, e ce l’aggiudicammo. Quando la rilevammo, nel giugno del 2011, l’azienda aveva 145 dipendenti. Quasi tutti ex colleghi ai quali riuscimmo a regalare una speranza. Adesso la Mta ha duecento dipendenti e quest’anno chiuderà in pareggio con un fatturato doppio rispetto a quello di tre anni fa».
La Glm – la prima delle società dell’omonimo gruppo, che conta una unità produttiva gestita in collaborazione con il Gruppo Fischer anche in Messico, a Puebla, vicino agli stabilimenti Volkswagen – è nata sulla base di quella sfida, di quell’ambizione a cui i datori di lavoro di allora non avevano dato importanza. Racconta Barlafante: «Nel 1998 demmo fondo all’intera nostra liquidazione, che ammontava a quindici milioni di vecchie lire ciascuno, in totale 45 milioni. Aggiungemmo la nostra voglia di fare. Ai nostri primi clienti chiedemmo semplicemente di darci fiducia». Risultati sbalorditivi. Il gruppo ha vissuto e vive una crescita costante, fatta eccezione per una piccola parentesi all’inizio della crisi, nel 2008, durata solo qualche mese. Di recente la Glm ha ottenuto una linea di credito di due milioni di euro, garantita da Sace ed erogata da Bnl con fondi Bei, a sostegno dei propri piani di crescita all’estero.
«Uno dei segreti – confessano i due imprenditori – è che abbiamo avuto subito un ottimo feeling con i nostri clienti in Germania, ai quali garantiamo puntualità e serietà. Ci dicono sempre che la nostra è un’azienda tedesca in Abruzzo. Disponibilità e flessibilità sono i nostri ingredienti. E poi c’è il fattore umano, tra le risorse fondamentali della nostra azienda. Lavoriamo sette giorni su sette con i turni. E ad agosto capita che non ci si fermi. Ma non chiediamo mai ai nostri dipendenti di fare sacrifici se non lo facciamo noi per primi».

di Nicola Catenaro da corriere.it

Marco Mattiacci biografia chi è ?


Marco Mattiacci 2Ferrari, Marco Mattiacci: non è solo l’uomo dei box

Con gli occhiali da sole scuri e il capello brizzolato alla George Clooney, Marco Mattiacci più che il nuovo team principal della Ferrari sembra quasi uno arrivato ai box di Shangai per caso. Invece nulla è lasciato al caso a Maranello, nemmeno la nomina del 43enne romano a capo della gestione sportiva del Cavallino.

Non è detto infatti sia soltanto una scelta di ripiego, in attesa di sviluppi futuri. Perché, come lui stesso ha dichiarato ai microfoni, “questa é una missione”. Una missione che prevede non solo di colmare il gap in pista, ma anche di tornare ad avere davvero peso nelle decisioni più importanti, come ad esempio le modifiche al regolamento. E per questo a Maranello potrebbero aver scelto un manager di grande esperienza (dal 2010 presidente di Ferrari Nord America, oltre ad esperienze ai vertici anche in Asia) per poter presentare davanti ad Ecclestone qualcuno che possa portare le decisioni più a vantaggio del Cavallino, al contrario di quanto fatto negli ultimi anni.

Una di queste riunioni fondamentali per il futuro è in programma l’1 maggio prossimo e potrebbe anche essere il motivo per cui a Maranello hanno deciso di accelerare il cambio ai vertici della Scuderia. Nell’incontro tra Fia, Fom e sei team (Mercedes, McLaren, Williams, Red Bull, Lotus e appunto la Ferrari) verranno discussi alcuni aspetti fondamentali e la Rossa vuole mettere pesantemente la sua parola. Ad esempio sul budget, con le sei scuderie che hanno già bocciato il tetto dei costi da fissare a 150 milioni di euro, scelta per cui è arrivata la reazione dei piccoli team che hanno scritto una lettera di protesta a Jean Todt. In più restano in ballo sempre le nuove regole verso la stagione 2015, con la Ferrari che stavolta non vuole rimanere indietro come accaduto quest’anno.

di Matteo Spaziante da ilgiornale.it

Marco Mattiacci (Roma, 8 dicembre 1970 ) è un manager e dirigente sportivo italiano, team principal della Scuderia Ferrari.

Biografia
È laureato in scienze economiche all’Università La Sapienza.[1] Dal 1989 al 1999 ha lavorato in Jaguar.  Nel 1999 Mattiacci inizia a lavorare in Ferrari. Dopo vari impieghi in America e Asia, nel 2010 diviene direttore della Ferrari North America.

Il 14 aprile 2014 sostituisce Stefano Domenicali come capo del team di Formula 1

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