Archive for March, 2009
Spagna aiuti all’auto
La Spagna ha ottenuto il semaforo verde da parte dell’Unione Europea per i sussudi alla costruzione di auto ecologiche.
Due anni di finanziamenti , disponibili dalla fine del 2009 per costruttori e fornitori dell’industria automobilistica , per investimenti per adeguarsi agli standard europei in tema di ambiente.
Il Commissario Neelie Kroes ha dato l’ok ritenendo necessari investimenti per una economia a basso consumo di derivati del petrolio.
Il governo spagnolo aveva già approvato 4 miliardi di euro alle case costruttrici per evitare licenziamenti.La Ue ha deciso che non è interferenza nella concorrenza.
Ford Focus pedoni
Ford sta lavorando ad un nuovo sistema per la protezione dei pedoni in caso di urto.
Questi muletti attrezzati per testare gli incidenti a bassa velocità , hanno montato sistem radar e cofani di sicurezza , che si sollevano nell’urto , per le prossime generazioni di Focus e Kuga
La Foto riguarda il muletto Kuga ma sarà applicato anche alla Focus.
I sensori nel cofano servono a modulare il sistema di pop up mentre nei paraurti il color crema indica gli emittitori radar.
Ma gli ingegneri Ford non lavorano solo in questa direzione ma anche nel costruire cofani più “soft” e strutture come la fanaleria che devono collassare nell’impatto col pedone.
Questi studi anche per prepararsi alle nuove norme Ue che varranno emanate sull’impatto con i pedoni. E che andranno in vigore dal 1 settembre 2010.
Il pinto nodale è assicurare abbastanza spazio tra l’anteriore della macchina ( cercate di non colpirlo in retromarcia…. ) e le strutture portanti da permettere l’assorbimento dell’urto senza danneggiare il pedone,
Wagoner 20 milioni
AUTO: GM, BUONUSCITA WAGONER 20MLN
Secondo Tv, ma la maggior parte sara’ pagata in 5 anni
(ANSA) – NEW YORK, 30 MAR – Rick Wagoner ha dato addio a Gm portandosi dietro una buonuscita di 20 milioni di dollari. Lo affermano tv locali.Secondo documenti esaminati dalle reti tv,l’ex Ceo di Gm ha diritto a incassare due piani pensione con General Motors il cui valore combinato e’ 20,2 mln di dollari.’La maggior parte sara’ pagata in rate in 5 anni’, ha detto la portavoce di Gm Julie Gibson.
Non sono neanche molti se pensiamo all’Alitalia
Fiat Obama
Fiat-Chrysler: Obama benedice l’accordo e Marchionne ringrazia
Al via il piano Usa di sostegno della Casa Bianca che spera di salvare Gm e Chrysler ma non escludo il ricorso alla bancarotta per avviare un «nuovo inizio
Al via il piano Usa di sostegno della Casa Bianca che spera di salvare Gm e Chrysler ma non è escluso il ricorso alla bancarotta per avviare un «nuovo inizio».
La crisi dell’auto, secondo Barack Obama è un «fallimento delle leadership da Washington a Detroit, ma non lasceremo scomparire la nostra industria: servono nuovi piani credibili per la ripresa». Lo ha detto a Washington il presidente degli Stati Uniti Barack Obama annunciando il piano della Casa Bianca per cercare di migliorare il grave stato di salute dell’industria dell’auto, con un messaggio che ha il sapore dell’ultimatum all’indirizzo di Chrysler : «Ha trenta giorni per raggiungere un accordo di fusione con la Fiat la cui dirigenza ha saputo mettere a segno un turnaround impressionante. La Fiat – ha continuato – porterà in dote nuove tecnologie per contribuire allo sviluppo di nuove auto a minori consumi». Ad Obama ha risposto, ringraziando, l’a.d. di Fiat, Sergio Marchionne e affermando che l’alleanza salverà posti di lavoro. Dopo la sollecitazione di Obama, dal quartier generale della Chrysler è stato diffuso un comunicato che ha ribadito lo stato dell’arte delle trattative con Fiat: «Chrysler, Fiat e Cerberus hanno raggiunto un accordo su uno schema di alleanza globale, con il sostegno del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti». Detto questo, la casa Usa non nasconde come esistano «ancora notevoli ostacoli da superare». Da segnalare tuttavia che l’accordo di cui parla il comunicato, hanno precisato l’ufficio stampa dell’azienda americana e quello di Fiat, è «un accordo basato sulla revisione del precedente accordo non vincolante siglato con Fiat». Non si tratta ancora, dunque, dell’accordo teso al completamento dell’alleanza tra Chrysler e Fiat che Obama ha posto come condizione per l’erogazione di nuovi aiuti federali, fino a 6 miliardi di dollari. Indicativo quanto ribadisce comunque Nardelli. Il numero uno di Chrysler scrive infatti che la società «ha detto ripetutamente che Fiat rafforza il suo modello di business che amplia il suo livello di competitività a livello globale». Ancora, «Fiat rafforzerà la capacità di Chrysler di creare e conservare posti di lavoro negli Stati Uniti; darà ai consumatori americani più scelte per l’acquisto di veicoli avanzati che rispettino l’ambiente; fornirà ai concessionari più di quei prodotti di cui necessitano per operare con successo; aiuterà a stabilizzare la base dei fornitori; e permetterà a Chrysler di restituire più presto i prestiti governativi». Arriva dunque più di una dimostrazione di fiducia su Fiat, vista ora dallo stesso Governo degli Stati Uniti come un requisito imprescindibile per garantire la sopravvivenza dell’azienda americana. Il piano di aiuti Usa per l’auto- L’amministrazione Obama alza dunque il velo su nuove misure per rilanciare le vendite di auto negli Stati Uniti e sostenere così le due grandi malati di Detroit, Gm e Chrylser e di riflesso Ford. Il Gigante dell’Ovale Blu sembra infatti riuscire a reggere anche perché almeno in Europa ha performato meglio di quanto abbia fatto Gm con Opel negli ultimi mesi. Il presidente americano Barack Obama ha spiegato che tra misure adottate figurano sgravi fiscali per chi acquista un’auto nuova fra il 16 febbraio 2009 e la fine dell’anno. «Questo consentirà – ha spiegato Obama – alla famiglie di risparmiare centinaia di dollari e si potrebbe tradurre in un aumento delle vendite di 100.000 unità». Il Governo inoltre si impegna a garantire gli obblighi di Gm e Chrysler nei confronti dei propri acquirenti: «Spero che quello che sto annunciando oggi risponda alle domande che la gente si pone sul futuro di Gm e Chrysler. Ma nel caso ci fossero ulteriori dubbi fatemi domande il più chiaramente possibile: se comprate una vettura Chrysler o Gm continuerete a ricevere i servizi come sempre. Le garanzie saranno al sicuro, infatti saranno più al sicuro che mai perché a partire da oggi il governo americano sarà dietro le vostre garanzie». «Se i nuovi piani non funzioneranno – ha detto Obama – prenderemo in considerazione un ricorso pilotato all’amministrazione controllata per Genelar Motors e Chrysler». Non è da escludere – ha detto che un nuovo inizio per Gm e Chrysler possa arrivare proprio con «il ricorso al codice della bancarotta come meccanismo per assicurare una ristrutturazione più forte». Il ricorso alle procedure fallimentari potrebbe «rendere più semplice» alle due Case automobilistiche «ripulirsi rapidamente dai vecchi debiti» e ripartire in condizioni migliori, ha sottolineato l’inquilino della Casa Bianca. La Casa Bianca non intende dunque agire direttamente. «Non abbiamo – ha detto Obama alcuna intenzione di gestire Gm. Vogliamo che Gm diventi una società più forte e competitiva».
Fiat e Chrysler: pronte per mandato Presidenziale, quello di Obama, ad allearsi e a formare una galassia di marchi tra le due sponde dell’Atlantico. La casa americana che ha già un matrimonio europeo alle spalle, quello celebrato nel 1988 conDaimler Benz e fallito nel 2007, è dopo Gm la seconda malata - quasi terminale - di Detroit, con una crisi che è dovuta a una costante emorragia di vendite dovuta a una gamma composta da modelli di scarso appeal tra le due sponde dell’atlantico, al conseguente dissesto di finanziario, iniziato ben prima dell’attuale crisi economica. Chrysler Llc controlla oltre al proprio brand marchi che hanno fatto la storia dell’auto a stelle e strisce come Dodge, dove spicca la super sportiva Viper, uno dei pochi successo della casa anche in Europa, e soprattutto Jeep. Quest’ultima, icona e sinonimo stesso del concetto di fuoristrada: è un marchio leggenda con modelli di grande e grandissimo successo come Cherokee oWrangler.
E al gruppo Fiat, praticamente assente nel settore dei Suv e fuoristrada, salvo il compatto Sedici, clone del Suzuki SX4 figlio delle nozze fallite con Gm, la dote Jeep potrebbe fare non poco comodo per completare la propria gamma.
Fiat invece porterebbe in “dono“ tecnologie evolute nei motori diesel di piccola cubatura, come i MultiJet, e innovazione recenti come il MultiAir, un sistema di gestione delle valvole che permette di ottimizzare il rendimento dei motori a benzina, anche di piccola cilindrata apportando anche un risparmio industriale non indifferente: l’utilizzo di un solo albero di distribuzione anziché due.
Al di là delle singole tecnologie, il gruppo Fiat può contribuire globalmente alla rinascita tecnica del gigante americano che ha in listino molti modelli datati per stile, cifra tecnica e finiture. E Chrysler ha decisamente bisogno di una ventata di innovazione per svecchiarsi con inediti prodotti e nuove idee. Certo non può andare avanti continuando a proporre auto come la Pt Cruiser.
Inoltre a Chrysler, anche nel’offerta europea fanno decisamente comodo i poderosi turbodiesel (soprattutto quelli derivati dal 1.910cc che anche Opelutilizza, persino sula nuova Insignia) visto che per motorizzare la Chrysler Compassa è dovuta ricorrere alla banca degli organi di Volkswagen.
La semi-suv americana monta, infatti, una non recentissima unità tedesca con iniettore pompa, deribvata da quella delle vecchie Golf/Passat, per intenderci.
Ma anche la Casa Usa, con un offerta che non si può dare il suo contributo: alcuni modelli di nicchia come la Chrysler 300 C, berlina e wagon, che anche da noi hanno avuto un riscontro positivo, potrebbero contribuire ad ampliare l’offerta del Lingotto che sul fronte delle vetture grandi e di prestigio è deficitaria (schierava fino a poche settimane solo la poco fortunata Thesis, ora scomparsa dai listini). Inoltre sinergie sono possibili anche sul fronte dei grossi monovolume.
L’alleanza potrebbe anche sancire il ritorno di Alfa Romeo negli Sati Uniti grazie a una rete di vendita in grado di supportare le vendite del biscione. Più difficile è invece ipotizzare la commercializzazione di modelli italiani come la 500, decisamente troppo compatta, mentre la Bravo potrebbe fronteggiare vetture piccole, per gli standard Usa, come la Ford Focus, ma si tratta di tipologie di auto non troppo gradite agli automobilisti americani che prediligono
Dal sole24ore mario cianflone
Fiat 20 per cento di Chrysler
AUTO: WSJ, FIAT IN CHRYSLER CON 20%
Accordo rivisto, in gennaio era previsto invece ingresso al 35%
NEW YORK, 30 mar -La quota Fiat in Chrysler sarebbe inizialmente pari al 20% in base al nuovo accordo che le due case automobilistiche starebbero trattando.Questo almeno riporta il Wall Street Journal. Nell’accordo preliminare siglato in gennaio, invece, era previsto che Fiat entrasse in Chrysler con il 35% in cambio dell’accesso alle proprie tecnologie.Un’intesa che evidentemente all’ amministrazione Usa appare troppo onerosa in termini di cessione di quota.
da ANSA
Acura ZDX
Dopo una serie di teaser mostrati nel proprio website la Acura ha rivelato il nome del proprio prototipo cross over che presenterà al motor show di New York .
Il nome del prototipo sarà Acura ZDX.
Il prototipo che avrà uno stile Coupe , ma che si colloca tra le flexible utility. Essendo una Acura avrà le migliori tecnologie in performance e sicurezza.
Acura secondo la compagnia ridefinirà il concetto del lusso nella categoria.
Jeff Conrad vice presidente delle vendite Acra dichiara ” il prototipo ZDX è diverso da qualsiasi cosa abbiate visto prima di Acura , un nuovo livello di lusso , style e rifiniture . ”
La ZDX debutterà al motor show di New York l’otto Aprile. Sarà prodotta nel 2010.
