La tecnologia “low cost” tutta votata al risparmio e al contenimento
di emissioni ha fatto colpo sulla task force di Obama. Ecco perché
500, Multiair e micro ibride:
così Fiat ha fatto colpo sugli Usa
Jim Press al salone di Parigi mentre loda la 500: ‘Tutta la macchina è grande come un nostro motore V8…’
Mai come in questo momento gli occhi del mondo sono tutti puntati sulla gamma dei prodotti Fiat. E già perché è poprio da qui che è partita la riscossa del gruppo torinese, da qui gli osservatori di Obama hanno iniziato a capire l’importanza del colosso torinese. Dalla gamma di prodotto e dai progetti futuri Fiat.
La task force messa in campo da Barack Obama per trovare partner a GM, Ford e Chrysler in grado di aiutare i tre colossi ad uscire dalla crisi si è subito reso conto che il Gruppo Fiat ha un know how formidabile in fatto di riduzione di emissioni. Si va dal motore MultiAir a bassissimo consumo, ai diesel MultiJet, passando poi per i piccolissimi turbo benzina ad alta efficienza. E si finisce con il fatto che la Fiat abbia in gamma tante auto compatte con motori piccoli ed economici ad aver fatto innamorare gli americani: e’ stato lo stesso Jim Press, vicepresidente Chysler a lodare pubblicamente la 500 (che ha usato per uno scenografico ingresso al salone di Detroit): “Questa macchina è grande come un nostro motore Hemi 8V, ma sarebbe l’ideale per muoversi in una città come New York”. Bingo: un complimento così alla 500 non l’aveva mai fatto nessuno.
Ma c’è di più. La task force di Obama è stata letteralmente rapita dal progetto della futura piccola ibrida Fiat: il segreto sta tutto nel cambio automatico a doppia frizione che ingloba al suo interno un piccolo motore elettrico, con batterie di nuova generazione agli ioni di litio e la possibilità di ricarica plug-in, ovvero da una presa di corrente. Sembra solo un prodigio della miniaturizzazione ma nasconde un enorme vantaggio: quello di poter montare questo sistema ibrido su qualsiasi macchina con grande facilità, sia in fase di progettazione che di montaggio.
Così rispetto ai complicati sistemi ibridi proposti da Toyota e Honda questo della Fiat funziona a meraviglia anche su macchine molto piccole, con ovvi vantaggi sul fronte della riduzione di costi e, soprattutto, di consumi. Ironia della sorte, tocca proprio alla Fiat battere i giapponesi sul loro campo: quello della miniaturizzazione… Nonostante la loro super tecnologia (e la grande esperienza accumuata da anni), i due colossi giapponesi infatti non sono riusciti a montare un sistema ibrido su un’auto compatta: la nuova Insight è in pratica una concorrente di una Golf, mentre la prossima Prius sarà ancora più grande e potente di quella attuale. Per non parlare poi delle colossali Lexus e di altri grossi Suv (l’ultimo in ordine di comparizione è addirittura l’Hummer) ibride in vendita in America.
Vincenzo Borgomeo repubblica.it