Monthly Archives: May 2009

Bailey Blade

bailey-blade-6La Bailey Blade  è il coupe costruito da Neal Bailey nel suo garage in Texas , e nonostante la crisi è ancora qui e anzi per Ottobre dovrebbe aver pronti tre prototipi per Ottobre. I problemi finanziari sono stati superati grazie a piccoli investitori entusiasti . Ora dopo sette mesi la sede non è più in un garage ma in una fabbrica Il MotorSport Ranch a Cresson. Tutti gli investitori vengono quotidianamente aggiornati sui progressi , e in questo modo altri capitali vengono attratti.

Vediamo le foto


Fiat 500 in giro a New York

fiat-500FIAT: DOMANI NUOVA 500 A NEW YORK
Alla guida ci sara’ il console generale d’Italia, Talo’
Domani, per la prima volta, una Fiat Cinquecento circolera’ per le strade di New York. L’occasione e’ la festa della Repubblica. Alla guida ci sara’ il console generale d’Italia, Francesco Talo’. La Nuova Cinquecento sara’ parcheggiata durante la mattina davanti alla sede del Consolato su Park Avenue e nel tardo pomeriggio a Wall Street davanti alla sede di un locale dove si svolgeranno le celebrazioni della Festa della Repubblica.
da ansa.it


Raikkonnen multa a Treviso

raikkonenAUTO, RALLY: MULTA PER RAIKKONEN A TREVISO
Multa per il pilota della Ferrari, Kimi Raikkonen. La sanzione è arrivata dall’unico vigile urbano di Miane (Treviso), mentre faceva la ‘ricognizione’ lungo il tracciato del Rally della Marca. Il ferrarista ha pagato regolarmente una multa di 38 euro per aver invaso la corsia di marcia opposta, mentre provava il tracciato sui colli trevigiani. “Ho fermato la vettura – dice il vigile all’ANSA – contestando l’invasione di corsia al pilota che ho riconosciuto e che parlava solo inglese, lingua che io non conosco. Nonostante ciò siamo venuti a capo della faccenda e lui, molto correttamente, ha dato la sua disponibilità a pagare. Subito dopo ho fermato per lo stesso motivo un’altra auto; nulla di strano  perchè quando c’è il rally, per motivi di sicurezza, vigilo su ciò che fanno i piloti per tutelare gli altri utenti della strada”
da spr


Audi A4 TDIE

audi-a4-tdiEfficiente ed ecologica, la nuova A4
Il motore si spegne automaticamente quando l’auto è ferma al semaforo o in coda nel traffico

Il nuovo modello Audi Sorpasso Audi. I numeri parlano chiaro: in Europa nei primi 4 mesi del 2009 l’Audi ha raggiunto il 4,5% del mercato lasciando alle sue spalle, in un sol colpo, Mercedes (4%) e Bmw (3,7%). Una leadership replicata in Italia con un mese di aprile da record: + 23,16%. Ma il successo sembra non bastare mai alla casa tedesca, almeno a guardare il ritmo con cui si susseguono le novità: a settembre arriveranno la nuova ammiraglia A8 e l’A5 in versione Sportback, ma nel frattempo, in un solo mese, Audi ha anticipato le linee del futuro crossover compatto Q3 (in arrivo nel 2011), presentato il restyling del suv Q7 e, proprio in questi giorni, lanciato una nuova versione della A4, la 2.0 TDIe.
RISPARMI – La novità è tutta in quella piccola “e” aggiunta in fondo al nome: “e” come efficienza, “e” come ecologia. Perché questa A4 ha il sistema “start&stop”, che spegne automaticamente il motore quando l’auto è ferma al semaforo o in coda nel traffico. Un sistema semplice e già visto su molte auto (almeno su questo punto Audi arriva leggermente in ritardo rispetto alla concorrenza), che in città riduce i consumi di 0,2 litri/100 km e le emissioni di circa 5 grammi al km. Sembra poco, ma
calcolatrice alla mano, su un percorso cittadino di 20 km, la A4 TDIe fa risparmiare, rispetto alla versione senza la “e”, 100 grammi di CO2 (un etto per essere ancora più chiari). In più a bordo c’è il sistema di recupero dell’energia in frenata, utilizzata poi per ridurre il carico dell’alternatore e, di conseguenza, ancora, i consumi. Il tutto senza penalizzare le prestazioni visto che il 4 cilindri turbodiesel TDI da 136 cavalli passa (secondo la Casa) da 0 a 100 orari in 9,5 secondi e mantiene una velocità massima di 215 km/h.
INCENTIVI – La nuova A4 2.0 TDIe sarà nelle concessionaria da giugno, con un cambio a 6 rapporti (la sesta marcia è stata allungata per tagliare i consumi), in versione berlina e Avant, al prezzo di 33.680 € per la prima e di 35.230 € per la famigliare. Entrambe possono essere acquistate sfruttando gli incentivi alla rottamazione, visto che hanno emissioni di CO2 inferiori ai 130 g/km (124 la berlina, 129 la Avant).

Alessandro Marchetti Tricamo corriere.it


Nuova Citroen DS3

citroen-ds3Un’anti-Mini targata Citroën
nel lusso esclusivo della DS3

DALL’INVIATO A AULNAY
Non è più una concept car, la DS Inside è ormai molto vicina allo sbarco industriale. La compatta glamour che segna una svolta netta nelle strategie Citroën, a metà settembre (Salone di Francoforte) debutterà come vettura di serie, si chiamerà DS3 e avrà una missione impegnativa: competere con la Mini nel segmento ambizioso delle vetture di tendenza.

Il punto di riferimento è proprio la tedeschina di successo; per dimensioni, «status» e anche per il prezzo, che dovrebbe essere comunque inferiore. Identica la formula, con 4 posti, un look dinamico, un frontale aggressivo con ampia griglia, le curiose luci diurne a Led verticali. E quel caratteristico montante centrale che s’interrompe prima di toccare il tetto flottante, come la pinna di uno squalo. Ma la chiave vincente potrebbe essere la cura raffinata degli interni, dove spiccano una plancia hi-tech, materiali morbidi e caldi, sedili avvolgenti, comfort assoluto.

«Una macchina con rifiniture sensuali che regala il piacere di viaggiare – dice il responsabile dello stile, Mark Lloyd – e che attrae anche per la sua audacia». Rispetto alla Inside ci sarà qualche modifica, ad esempio il tetto che ora è rivestito di pelle color crema intrecciata e riprende il monogramma della linea DS diventerà metallico, conservando tuttavia il bicolore. Altri elementi distintivi rimarranno, come gli originali sedili che richiamano il cinturino degli orologi pregiati, il contrasto cromatico dei colori e degli arredi, il bel cockpit con strumenti conici, il sottotetto in pelle pieno fiore tinta avorio. Soprattutto rimarrà il concetto di personalizzazione ad hoc della vettura.

La DS3, che arriverà sul mercato italiano all’inizio del 2010 con un allestimento più sportivo e un secondo più mirato al lusso godibile, ha inoltre una seconda missione: lanciare in Europa il nuovo brand esclusivo della Casa francese. DS (Different Spirit) ripropone una sigla storica di Citroën, ma è una famiglia moderna che si declinerà nella media DS4 (2010) e nell’ammiraglia DS5 (2011) per andare a caccia anche di clienti delle flotte Premium, in questo caso trovando rivali come Bmw e Audi.

L’offensiva è lanciata, non solo sul fronte del «gran lusso reinterpretato da Citroën», come dice Lloyd, ma nell’intero segmento B. Perché a Francoforte debutterà anche la nuova generazione C3, che con la DS3 condivide pianale e molti componenti. «Lanceremo due nuovi modelli nel segmento più importante d’Europa – sottolinea il Dg Citroën, Jean-Marc Gales – con l’obiettivo dichiarato di scalare quote importanti».
Piero Bianco lastampa.it


Fiat futuro

fiat-marchionneDopo il mancato accordo su Opel, si allontana anche Gm Sudamerica
Ma per raggiungere i 6 milioni di vetture si guarda ancora all’Europa
Marchionne conclude con Chrysler
 con un occhio ai francesi di Peugeot
Ancor prima del verdetto del governo tedesco sulla vicenda Opel, il Lingotto ha provveduto ad aggiustare il tiro e a concentrare le sue attenzioni su un futuro che, per le prossime settimane e forse mesi, sarà tutto americano. Sergio Marchionne non è neppure rientrato dagli Stati Uniti, scegliendo di restare su piazza ad aspettare la conclusione dell’udienza per il passaggio degli asset della Chrysler alla nuova società di cui Fiat possiede il 20%. C’è ancora chi non esclude un ripensamento della Germania, tanto più che per la firma del passaggio di Opel a Magna saranno necessarie ancora alcune settimane. Ma per il Lingotto è questa un’ipotesi remota.

A Torino insomma hanno archiviato la Opel. Quel problema, fanno sapere, per noi non esiste più. Ma in questo weekend, che chiude una partita europea e sposta la scena Oltreoceano, si comincia a cogliere un cambio di strategia della Fiat: ancora non scritto, ma già in atto nei comportamenti. C’è una nuova rotta che parte dall’America per avere, sia pure in tempi non brevissimi, una ricaduta sull’Europa. Questo non vuol dire che sarà messo in atto quel “Piano B” che per Marchionne e Montezemolo “è una pura semplificazione giornalistica”; ma significa procedere senza perdere di vista l’esigenza industriale che era alla base dell’offerta per Opel. Si tratta soltanto, dicono a Torino, di farlo diversamente.

Come? Intanto mettendo a frutto l’accordo americano per Chrysler. Domani, o comunque entro mercoledì, a New York il giudice Arthur Gonzalez chiuderà l’udienza avviata il 27 maggio per gli asset di Chrysler: le ultime resistenze sono quelle di un gruppo di concessionari e di un Fondo Pensioni dell’Indiana. Non si tratta di ostacoli insormontabili. E comunque la Fiat ha interesse a chiudere, anche per mettersi al lavoro subito sulla nuova Chrysler, quella presieduta da Robert Kidder con Marchionne come amministratore delegato (nel cda siedono anche Luigi Noto, ex presidente di Exxon, e Alfredo Altavilla, braccio destro dell’ad del Lingotto e gran negoziatore sul versante Usa). Per Marchionne è importante che Chrysler imbocchi subito la strada del risanamento, anche perché ulteriori rinvii potrebbero determinare un deterioramento degli asset, rendendo ancor più difficile tutta l’operazione. Sempre in America, è assai probabile che la decisione della Casa Bianca per le sorti future di Gm segua quelle giudiziarie della Chrysler.
Tra le due cose non esiste un collegamento, ma appare evidente che una chiusura rapida e positiva del caso Chrysler è uno spot pubblicitario importante per Barack Obama e può agevolare la decisione per la Gm. Come dire che il ricorso al fallimento pilotato anche per Gm è una strada da seguire.
Fiat è interessata a questa decisione perché da essa dipendono il futuro della Saab e quello di Gm Latino America. I torinesi ancora figurano tra i pretendenti della casa svedese in amministrazione controllata con la garanzia del governo locale; con loro ci sono il costruttore di auto sportive Koeningsegg e al miliardario americano Ira Rennert. Resta però da vedere quale potrebbe essere oggi l’interesse della Fiat per Saab fuori da un accordo comprensivo di Opel. Maggiori le attrattive della provincia sudamericana Gm che, però, a questo punto Detroit non sembra disposta a mollare, perché funziona bene e fa cassa.
Anche per questo il Lingotto ha scelto di concentrarsi su Chrysler, pensando di raggiungere diversamente la massa critica dei 6 milioni di vetture all’anno. Su questo, c’è qualche variante rispetto al passato. Nel senso che tra le due opzioni, quella europea e quella asiatica, Fiat sembra orientata di più sulla prima: l’Europa si presta di più alla ricerca di quelle sinergie di scala che diventerebbero difficili a distanza. Quanto ai nomi, dopo la “rottura” con la Germania, restano i cugini d’Oltralpe, ovvero la Peugeot.
Salvatore Tropea da repubblica.it


Opel parla Montezemolo

luca-montezemoloMONTEZEMOLO: SU OPEL FATTO IL DOVUTO, ORA CHRYSLER
di Claudio D’Amico

TORINO – Su Opel la Fiat “ha fatto quello che doveva fare” ma adesso il capitolo tedesco è chiuso: l’obiettivo è completare la partita con Chrysler dove “c’é molto lavoro su una impresa che fa tremare i polsi”. Il presidente del Lingotto, Luca Cordero di Montezemolo, è amareggiato per la sconfitta subita in Germania ma, come aveva già fatto intuire ieri l’ad, Sergio Marchionne, la vita va avanti. La Fiat, si fa notare negli ambienti vicini al management torinese, è piena di energia, non è immobile. Così, oltre che su Chrysler, gli occhi sono puntati su Saab e sulle attività sudamericane della Gm, senza tralasciare nulla di intentato con i “colleghi” della Tata o con Psa e Bmw.

“Noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare – ha detto oggi Montezemolo da Trento – e se c’e una decisione diversa ci sono dei motivi per averla presa. Comunque sia andata non è stata una guerra tra Paesi né di politica terra terra. Sono state fatte delle scelte – ha aggiunto – che sono da rispettare”. E’ vero che sul campo il risultato non è stato portato a casa, ma per Montezemolo “questa trattativa per la Opel è stata comunque un fatto positivo per l’immagine dell’Italia e della Fiat”. “Fino a qualche anno fa – ha spiegato – sarebbe stato impensabile vederci competere fino all’ultimo per fare quello che sarebbe potuto essere il secondo, il terzo gruppo nel mondo. Non credo sia stata una decisione presa perché siamo italiani”.

La scelta di Magna ha scatenato però in Italia la polemica politica tra maggioranza e opposizione, ma per il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, “il mondo resta pieno di opportunità, a partire dal consolidamento dell’intesa con Chrysler che riaprirà alle auto italiane il mercato americano”. Il Governo italiano, ha aggiunto, “ha fatto tutto il possibile per sostenere Fiat nella sua strategia di espansione”. In febbraio, ha ricordato, “abbiamo varato gli incentivi per l’acquisto di auto ecologiche, che stanno riportando le vendite ai livelli del 2008 dopo i crolli di dicembre e gennaio e che in particolare hanno comportato un forte aumento di quote di mercato per Fiat”.

Per la Fiom, invece, “se c’é stata una soap opera – ha detto il segretario nazionale Giorgio Cremaschi – questa è stata in Italia con il tifo inconcludente che ha accompagnato le azioni dell’amministratore delegato Fiat senza alcun contorno di relazioni e politiche industriali”. Intanto, per il Lingotto le prossime tappe sono la decisione del tribunale per la bancarotta di New York sulla vendita degli asset buoni di Chrysler ad una nuova società controllata per il 20% da Fiat. Arthur Gonzalez, il giudice che si occupa del caso Chrysler, ha deciso che si pronuncerà il primo giugno. Per quanto riguarda Saab, le trattative, cui partecipa anche Fiat, sarebbero prossime alla conclusione ed entro la prossima settimana dovrebbe essere scelta la migliore tra le tre offerte di acquisto. In gara ci sono, oltre al gruppo italiano, anche Koeningsegg, produttore svedese di auto sportive, e il miliardario americano Ira Rennert.

da Ansa.it


Concorso Eleganza Torino

mercedes-500kMercedes 500K premiata al Concorso d’Eleganza di Torino
Riconoscimenti anche a Isotta, Lancia, Jaguar e Aston Martin
Grazie anche al voto della giuria popolare, una Mercedes 500K Cabriolet del 1935 si è aggiudicata il premio più prestigioso, Best of Show, in occasione del recente quarto Concorso Internazionale d’Eleganza per Automobili Città di Torino-Trofeo Lancia. La vettura di Valter Cesaro si è imposta anche nella categoria ”Dopo la grande crisi”. Ad una Isotta Fraschini Tipo 8 torpedo di Silvano Cima è andato il riconoscimento della Toro Assicurazioni quale miglior vettura nella categoria ”Anni ruggenti”. Lancia è stato il marchio più premiato avendo vinto nelle categorie ”Eleganze prebelliche” con l’Aprilia Spider I serie carrozzata Pinin Farina di Maria Teresa Orecchia e ”Dolce stil novo” con la Flaminia Sport Zagato di Renato Novarese. Nel raggruppamento ”Eleganze internazionali” il primo premio è stato assegnato alla Jaguar MK5 DHC del 1950 di Ilvio Gualazzi, mentre la classe ”L’affermazione dello stile moderno” è stato appannaggio della Aston Martin DB4 V Serie Vantage Touring Superleggera del 1962 di Edoardo Baj Macario.

Sono state oltre 50 le automobili d’epoca esposte ed ammirate lo scorso weekend presso il Castello del Valentino. Testimonianza di una crescita notevole del Concorso, patrocinato dall’Automobile Club di Torino, dall’Automotoclub Storico Italiano, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Militare Nord, da Regione Piemonte, Provincia e Città di Torino e sponsorizzato da Lancia e Toro Assicurazioni. La giuria è stata presieduta da Aldo Brovarone, apprezzato designer della Pininfarina negli anni sessanta, settanta e ottanta.

da lastampa.it