MONTEZEMOLO: SU OPEL FATTO IL DOVUTO, ORA CHRYSLER
di Claudio D’Amico
TORINO – Su Opel la Fiat “ha fatto quello che doveva fare” ma adesso il capitolo tedesco è chiuso: l’obiettivo è completare la partita con Chrysler dove “c’é molto lavoro su una impresa che fa tremare i polsi”. Il presidente del Lingotto, Luca Cordero di Montezemolo, è amareggiato per la sconfitta subita in Germania ma, come aveva già fatto intuire ieri l’ad, Sergio Marchionne, la vita va avanti. La Fiat, si fa notare negli ambienti vicini al management torinese, è piena di energia, non è immobile. Così, oltre che su Chrysler, gli occhi sono puntati su Saab e sulle attività sudamericane della Gm, senza tralasciare nulla di intentato con i “colleghi” della Tata o con Psa e Bmw.
“Noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare – ha detto oggi Montezemolo da Trento – e se c’e una decisione diversa ci sono dei motivi per averla presa. Comunque sia andata non è stata una guerra tra Paesi né di politica terra terra. Sono state fatte delle scelte – ha aggiunto – che sono da rispettare”. E’ vero che sul campo il risultato non è stato portato a casa, ma per Montezemolo “questa trattativa per la Opel è stata comunque un fatto positivo per l’immagine dell’Italia e della Fiat”. “Fino a qualche anno fa – ha spiegato – sarebbe stato impensabile vederci competere fino all’ultimo per fare quello che sarebbe potuto essere il secondo, il terzo gruppo nel mondo. Non credo sia stata una decisione presa perché siamo italiani”.
La scelta di Magna ha scatenato però in Italia la polemica politica tra maggioranza e opposizione, ma per il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, “il mondo resta pieno di opportunità, a partire dal consolidamento dell’intesa con Chrysler che riaprirà alle auto italiane il mercato americano”. Il Governo italiano, ha aggiunto, “ha fatto tutto il possibile per sostenere Fiat nella sua strategia di espansione”. In febbraio, ha ricordato, “abbiamo varato gli incentivi per l’acquisto di auto ecologiche, che stanno riportando le vendite ai livelli del 2008 dopo i crolli di dicembre e gennaio e che in particolare hanno comportato un forte aumento di quote di mercato per Fiat”.
Per la Fiom, invece, “se c’é stata una soap opera – ha detto il segretario nazionale Giorgio Cremaschi – questa è stata in Italia con il tifo inconcludente che ha accompagnato le azioni dell’amministratore delegato Fiat senza alcun contorno di relazioni e politiche industriali”. Intanto, per il Lingotto le prossime tappe sono la decisione del tribunale per la bancarotta di New York sulla vendita degli asset buoni di Chrysler ad una nuova società controllata per il 20% da Fiat. Arthur Gonzalez, il giudice che si occupa del caso Chrysler, ha deciso che si pronuncerà il primo giugno. Per quanto riguarda Saab, le trattative, cui partecipa anche Fiat, sarebbero prossime alla conclusione ed entro la prossima settimana dovrebbe essere scelta la migliore tra le tre offerte di acquisto. In gara ci sono, oltre al gruppo italiano, anche Koeningsegg, produttore svedese di auto sportive, e il miliardario americano Ira Rennert.
da Ansa.it