Monthly Archives: December 2009

Pininfarina vende a De Tommaso Automobili

rossignoloPininfarina, ceduto ramo d’azienda a De Tommaso Automobili
Pininfarina ha concluso oggi la cessione di un ramo d’azienda, con effetto a partire dal primo gennaio 2010, alla De Tommaso Automobili, di proprietà di Mario Rossignolo. Lo rende noto la stessa Pininfarina in un comunicato.

Il ramo d’azienda ceduto da Pininfarina, per un importo di due milioni di euro, comprende macchinari, impianti e accessori dello stabilimento di Grugliasco, i rapporti contrattuali in essere con 900 dipendenti, il fondo Tfr relativo ai dipendenti e un contratto di locazione per tutto lo stabilimento di Grugliasco, ad eccezione della Galleria del Vento.

Contestualmente, si legge nel comunicato, Pininfarina ha ceduto a Sviluppo Investimenti Territorio (società controllata da FinPiemonte- Partecipazioni S.p.A., società finanziaria facente capo alla Regione Piemonte) proprio il sito industriale di Grugliasco, con esclusione della Galleria del Vento, per 14,4 milioni di euro.

De Tommaso Automobili ha stipulato anche un contratto di subappalto con Pininfarina per la continuazione fino al termine delle commesse produttive in essere per i clienti Alfa Romeo e Ford, anch’esso in vigore dal primo gennaio 2010.

“In un anno difficile come il 2009, e nonostante un fortissimo calo dei volumi per noi e per tutto il mondo, abbiamo mantenuto gli impegni che proprio un anno fa avevamo assunto con le banche e oggi, grazie a questi importanti accordi, abbiamo posto le basi per il rilancio della Pininfarina”, ha commentato il presidente di Pininfarina, Paolo Pininfarina.

Soddisfazione, infine, è stata espressa anche dall’amministratore delegato della società, Silvio Pietro Angori e dal consigliere e direttore finanziario Gianfranco Albertini.

“Siamo soddisfatti della buona riuscita dell’operazione grazie alla quale la nostra società risulta ora correttamente dimensionata per poter sviluppare le proprie future attività di produzione, stile ed ingegneria in coerenza con il suo piano industriale”, ha detto Angori.

“L’operazione conclusa – ha invece aggiunto Albertini – accelera le misure previste nel piano industriale e finanziario e permette il proseguimento del processo di ristrutturazione e rilancio di Pininfarina”.

da reuters


Ford incentivi autonomi

ford-logoFord in assenza di una decisione del governo italiano lancia una campagna autonoma di incentivi. Sarà valida per tiutto il 2010 e riconoscerà un bonus per ogni macchina di più di 10 anni consegnata acquistando una Ford.

Non è una politica nuova per Ford ed è alla base degli ottimi risultati di vendita del 2009 .


Opel buon anno in Germania

opel-corsa-03Il 2009 di Opel spiega perchè la General Motors se la è voluta tenere. Ha ottenuto il maggior numero di immatricolazioni in Germania da quattro anni a questa parte. Naturalmente il risultato è legato agli incentivi al mercato dell’auto tedesco (2500 euro per la rottamazione di una vettura di almeno 9 anni).
Opel ha aumentato del 30 per cento le vendite per un 9 % del mercato tedesco.


Fiat 2010 analisi

fiat-doblo-cargo-26Il 2010 Fiat tra rilanci e sacrifici

Restano molti gli interrogativi sull’Italia

Consigli comunali ancora occupati dai lavoratori (quelli Alfa Romeo a Pomigliano), cortei e manifestazioni (Termini Imerese), le prossime chiusure (Arese), l’Italia dell’industria automobilistica è ancora in fermento e non potrebbe essere altrimenti dopo le conferme sui tagli produttivi, e di conseguenza occupazionali, che il settore si troverà ad affrontare nei prossimi anni. Gli 8 miliardi di Euro di investimenti in due anni annunciati nel Piano per l’Italia dall’Amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, non convincono i lavoratori del gruppo, perché perlopiù finalizzati alla Ricerca & Sviluppo e non alla produzione. Che prenderà altre strade, quelle della globalizzazione in Serbia, Turchia, forse India e Cina.

Eppure le rassicurazioni non mancano. Il ministro Scajola continua ad affermare che Termini Imerese non chiuderà nel 2011 e che gli oltre 5 mila addetti di Pomigliano d’Arco non perderanno il lavoro, nonostante i lunghi mesi di cassa integrazione nel 2009 e il passaggio dalle produzioni Alfa alla Panda. Preoccupa che la nuova Giulietta venga prodotta a Cassino, dove Fiat utilizza la piattaforma che già assembla Bravo e Delta. E la nuovissima serie della multispazio Doblò continui ad essere prodotta nello stabilimento turco di Bursa. Insomma, resta da capire quali dei 17 nuovi modelli annunciati dal Lingotto per i prossimi due anni (più 13 restyling) saranno davvero “made in Italy”, alla luce anche delle nuove sinergie con Chrysler, che porteranno ad esempio in Usa la produzione dei motori 1.4 MultiAir a benzina.

Una speranza per l’Italia dovrebbe essere il nuovissimo motore bicilindrico MultiAir di appena 900 cc, “espressione massima del concetto di downsizing”, come ha detto proprio Marchionne. Piccola cilindrata, con l’originalissima architettura a due cilindri, efficiente per consumi ed emissioni e con prestazioni tutt’altro che ridotte. Il 900 cc Fiat sarà sviluppato in tre versioni: aspirato da 65 CV (quanto l’attuale 1.2 Fire) e turbo da 80 e da 105 CV. Il primo potrà essere abbinato anche ai sistemi a doppia alimentazione benzina/metano. A essere dotate di questo motore saranno inizialmente Fiat 500, Panda e Punto Evo. Resta invece ancora un punto interrogativo il restyling delle piccole monovolume Idea e Musa, inizialmente previsto per metà 2010.

È invece improbabile che sia italiana la produzione del prossimo grande MPV che sostituirà Ulysse e Phedra: ci penserà Chrysler in Usa, ma in molti in Italia stanno tirando la volata allo stabilimento piemontese di Bertone (Grugliasco), recentemente acquisito da Fiat. Staremo a vedere. Tra fine 2010 e inizio 2011 arriveranno poi i restyling dell’Alfa Romeo 159 e la produzione limitata della supercar 8C GTA, sempre col marchio Alfa. La nuova generazione della Panda tornerà a parlare italiano dopo il lungo esilio polacco: Pomigliano ne produrrà quasi 300 mila l’anno a partire dal 2011. Sempre in quell’anno saranno presentate la nuova Lancia Ypsilon (non più siciliana), una inedita berlina di segmento D che farà dimenticare del tutto la Lybra, mentre per l’ammiraglia erede della Thema occorrerà pazientare ancora.

Ma nel cassetto rimangono molte cose, segno che non tutto è filato liscio nel lungo percorso di risanamento avviato dalla Fiat del post-GM: una storia che resta di successo, ma che ha fatto a meno nel tempo all’annunciata Panda a 3 porte (in effetti serviva a poco per lottare nella sua categoria) e all’Alfa 169, ammiraglia che non ha mai sostituito la 166. Né sono mai arrivate la seconda generazione della Multipla e della Lancia Lybra, lasciata questa al suo destino (e a quello dei concessionari). Sacrifici certo, come quello, e spiace per davvero visto quanto GM abbia guadagnato con Fiat e i suoi motori Multijet a gasolio, che dalla stessa GM non sia mai arrivato un SUV degno di nome a calcare con un brand italiano la categoria più in ascesa del decennio. Alla fine, è storia nota, il sostegno è arrivato solo da Suzuki (altro ex partner GM) per la Sedici.


Picco moto sabotata alla Dakar

franco-piccoZucchero… amaro per Picco
La moto sabotata alla Dakar
Il centauro berico è riuscito a risolvere il problema

«In tutta la mia carriera questa proprio mi mancava, per fortuna me ne sono accorto in tempo altrimenti sarebbero stati guai

Buenos Aires. Nemmeno una manciata di zucchero nel serbatoio riesce a fermare Franco Picco, il veterano vicentino dei rally nel deserto. Alla vigilia della Dakar argentina qualcuno ha cercato di “addolcire” il pilota sovizzese con il più classico dei sabotaggi; uno scherzetto che poteva costare caro, ma che per fortuna è stato scoperto prima di causare danni irreparabili al motore della sua Yamaha 450. «Dopo tanti anni pensavo di averle viste tutte – è il commento sconsolato di Picco, raggiunto telefonicamente a Buenos Aires – e invece questa mi mancava. Ora c’è da darsi da fare per sistemare la moto, ho chiesto e ottenuto una proroga agli organizzatori, che mi sono venuti incontro».

Le verifiche tecniche sono in programma proprio in queste ore nella capitale argentina, da dove prenderà il via domani l’edizione 2010 della più nota gara off road, inventata nel 1979 da Thierry Sabine e trasferita in Sudamerica dallo scorso gennaio. I fan dell’Africano di Peschiera dei Muzzi possono stare tranquilli: nonostante il tentativo di danneggiamento, Franco Picco sarà regolarmente al via della sua Dakar numero 17.

«Ieri (l’altro giorno per chi legge) ho portato la moto dal porto di Buenos Aires alla zona della partenza – racconta il biker vicentino – e una volta arrivato mi sono accorto che la benzina non travasava dai serbatoi posteriori a quello principale. Smontandoli ho trovato una polvere bianca, l’ho assaggiata e non ho avuto dubbi: era zucchero».

Una scoperta, nonostante la sostanza in questione, sicuramente amara. «Per fortuna ho percorso solo un centinaio di chilometri e non dovrebbero esserci danni al motore. Ho svuotato e pulito serbatoi e carburatore; se non me ne fossi accorto lo zucchero avrebbe potuto impedire lo scorrimento dei pistoni e la moto si sarebbe fermata». Impossibile per il momento parlare di sospetti. «Non posso accusare nessuno, anche perché al momento non so se a essere danneggiata è stata soltanto la mia moto. Probabilmente, ma la mia è solo un’ipotesi, chi ha compiuto il sabotaggio potrebbe aver agito mentre la moto si trovava nel porto di Le Havre».

A 54 anni il vecchio leone dei deserti non insegue più sogni di gloria. Il suo obiettivo è quello di portare a termine il durissimo percorso, circa 9 mila chilometri con parecchie asperità e il terribile deserto di Atacama. Oltre che per la visibilità, anche per celebrare il venticinquesimo anniversario dalla prima partecipazione. E poi festeggiare a casa a Peschiera dei Muzzi con la moglie Marzia e il figlioletto Tommaso.

L’episodio non ha mancato di far discutere i numerosi tifosi su Facebook dove Marzia Donè aggiorna tutti sulle vicende della Dakar. Dove le reazioni non si sono fatte attendere. «È stato un gesto antisportivo, in netto contrasto con lo spirito della gara – spiega la signora Picco – Di solito alla Dakar c’è massima solidarietà tra i piloti. Ma scongiurato il possibile danno, resta il disagio morale per un atto assolutamente da condannare».

Paolo Mutterle  da ilgiornaledivicenza.it


Gm al 7 Gennaio la decisione su Saab

saab-logoContinua la telenovela Gm Saab , col costruttore americano che ora ha deciso di spostare al 7 gennaio il termine per decidere se chiudere o vendere il marchio svedese. Il rinvio tecnicamente servirebbe all’olandese Spyker per trovare i soldi per acquistare la Saab.

Vediamo se è vero o se come pensiamo è solo un modo per pararsi da evetuali polemiche future.


Todt la Formula 1 costa troppo

jean-todtJean Todt: “Meno costi e più ecologia”

«Futuro a rischio per la Formula 1»
«Non è stato fatto abbastanza per ridurre i costi della F1». Lo sostiene Jean Todt, presidente della Federazione internazionale dell’Automobile. Secondo l’ex ad della Ferrari, sono necessarie altre misure per garantire al Circus un futuro a lungo termine. Preoccupa il ritiro dei grandi costruttori: in un anno se ne sono andati Honda, Toyota e Bmw, la Renault ha venduto parte delle proprie quote e dal 2011 si farà da parte la Bridgestone, storico fornitore di pneumatici.

«I team qualche volta sono ciechi – spiega Todt in un’intervista al quotidiano francese Figaro -. Non si rendono conto di quello che sta succedendo nel mondo. Eppure la F1 è stata colpita come mai in passato dalla crisi economica. Max Mosley (il suo predecessore alla presidenza Fia, ndr) si è impegnato molto nella riduzione dei costi, ma non abbastanza, anche per l’opposizione di alcune squadre».

Todt punta sulle nuove tecnologie e sulla protezione dell’ambiente. «Dopo aver abolito il kers, non è stato introdotto nulla di innovativo. Dobbiamo lavorare sulla questione delle nuove fonti energetiche». Il numero 1 della Fia ha poi annunciato di aver preso come consulente Gilles Simon, ex capo progettista dei motori Ferrari.
da lastampa.it


Spagna incentivi anche per il 2010

auto-mercatoSpagna: ok agli eco-incentivi per l’auto anche nel 2010
Il governo spagnolo proroga gli incentivi per le auto “pulite”. Conta in questo modo di raggiungere l’acquisto di circa 200.000 vetture. Gli automobilisti iberici potranno godere di benefici anche acquistando una vettura usata.
(Rinnovabili.it) – Duemila euro. Questa la cifra che, secondo il provvedimento approvato dall’esecutivo spagnolo, prorogherà per tutto l’anno prossimo gli incentivi per le auto più ecologiche.
L’interessante è che gli automobilisti spagnoli ne usufruiranno per acquistare sia auto nuove che usate, a patto che rispettino i parametri imposti.
E’ stato opera del Ministerio de Industria, Turismo y Commercio che ha rinnovato i sostegni già concessi l’anno scorso con il “Plan 2000E”.
L’incentivo per un’auto nuova prevede obbligatoriamente la rottamazione di un modello immatricolato da almeno dieci anni o che abbia percorso non meno di 250.000 km. Per le vetture usate l’età della “rottamata” sale a dodici anni, ma senza nessun vincolo chilometrico da rispettare.
La cifra dell’incentivo sarà così ripartita: cinquecento euro saranno a carico del Governo centrale, cinquecento verranno messi a disposizione dalla Comunidad Autonoma che aderisce all’iniziativa e i restanti mille euro saranno scontati direttamente dal fabbricante o dall’importatore sul prezzo dell’autovettura. Per quelle usate, evidentemente mancheranno quelli della casa automobilistica.
L’operazione è stata valutata dal governo spagnolo in circa 100 milioni di euro (come nel 2009) e si prevede che, di conseguenza, le nuove auto acquistate potrebbero essere 200.000.
Nel 2009 oltre il 90% degli acquisti sul nuovo era stato realizzato con l’incentivo e di quelli sull’usato quasi il 60% aveva meno di due anni.

da rinnovabili.it