Monthly Archives: July 2010

Museo dell’auto all’Avana a Cuba ?

Museo delle auto
Un particolare della nostra realtà affascina i turisti e sorprende i collezionisti di tutto il mondo: la quantità di auto antiche che circolano ancora per le strade del paese. In questo stesso momento per le strade dell’Avana rumoreggia una Chevrolet del 1952 e una Cadillac – più vecchia persino del ministro dei trasporti – funge da taxi collettivo. Ci passano accanto, distrutte o rimesse a nuovo, sul punto di collassare o di vincere una gara per il loro buon stato di conservazione. Questi miracoli su quattro ruote fanno parte del nostro paesaggio quotidiano proprio come le lunghe code, gli autobus affollati e i cartelloni politici. In un primo momento i turisti si mostrano sorpresi e contenti nel vedere il parco tematico composto da questi veicoli. Si scattano foto vicino alle vecchie auto e pagano persino il triplo della tariffa pur di sedere nei loro spaziosi interni.

Dopo aver fatto alcune domande all’autista, i meravigliati stranieri scoprono che la carrozzeria di quella Ford – costruita agli inizi del secolo XX – nasconde un motore Fiat che ha soltanto dieci anni e che le sono state adattate le ruote di una Lada. Non appena entrano in confidenza con il proprietario, lui racconta che i freni sono un dono di un amico europeo e che le luci anteriori originariamente appartenevano a un’ambulanza.

I villeggianti si meravigliano di fronte al gusto dei cubani nel conservare certe reliquie del passato, ma forse non sanno che si tratta di una necessità più che di una scelta. Non possiamo andare da un concessionario e comprare un’auto nuova – anche se abbiamo il denaro per pagare in contanti – per questo ci vediamo obbligati a rattoppare i vecchi mezzi di trasporto. Senza certi artefatti del secolo passato, la nostra città sarebbe meno pittoresca e ogni giorno sempre più immobile.

YOANI SANCHEZ Traduzione di Gordiano Lupi da lastampa.it


WTCC Brno Huff in Pole Tarquini secondo

Brno – Huff in pole, Tarquini secondo

Al via il fine settimana Wtcc di Brno in Repubblica Ceca. Pole position per il britannico della Chevrolet Cruze Rob Huff (2:10.860). Subito dietro con il secondo tempo Gabriele Tarquini. Male Yvan Muller che partirà dall’ottava posizione

Dominio assoluto della Cruze di Robert Huff nel pomeriggio di qualifiche a Brno. Il britannico della Chevrolet è il più veloce in Q1 e nella decisiva Q2 che vale la pole position. Nella prima sessione il pilota Cruze chiude in 2:10.611 per poi strappare il miglior tempo e il primo posto in partenza lanciata girando in 2:10.860.
Il campione in carica Gabriele Tarquini chiude con il secondo posto alle spalle di Huff. Il pilota Seat chiude 2:11.198 in Q2. Terzo posto per il sorprendente Colin Turkington su Bmw che gira sul livello dei big chiudendo a un decimo da Tarquini.
Quarto tempo per il brasiliano della Bmw Augusto Farfus (2:11.260). male il leader della generale Yvan Muller che partirà in gara 1 dall’ottavo posto.
Appuntamento a domenica con il warm up a partire dalle 8:30 quindi gara 1 in diretta alle ore 12:05 e gara 2 alle 13:20, tutto in diretta su Eurosport…
Eurosport


Rally di Finlandia wrc vince Latvala

Rally di Finlandia – Latvala nuovo sovrano di Finlandia

Jari-Matti Latvala ha vinto il Rally di Finlandia, ottavo appuntamento del mondiale Wrc con monogomma Pirelli. Il pilota della Ford è riuscito a vincere per la prima volta in casa dopo 7 tentativi.

Jari-Matti Latvala ha vinto il Rally di Finlandia, ottavo appuntamento del mondiale Wrc con monogomma Pirelli. Il pilota della Ford è riuscito a vincere per la prima volta in casa dopo 7 tentativi.
Latvala era l’unica speranza della Ford di vincere il Rally dopo l’incidente di venerdì del suo compagno di squadra Mikko Hirvonen. “E’ qualcosa che ho sognato da quando ero molto, molto piccolo” ha commentato il vincitore.
Secondo il francese Sebastien Ogier (Citroen C4) con un distacco di 10″1 dal vincitore. “E’ stato un fantastico weekend per me – ha detto il francese. Il secondo posto è meglio di quanto mi aspettassi. Latvala è stato incredibilmente veloce”.
Il campione del mondo e leader della classifica Sebastian Loeb (Citroen C4) ha chiuso terzo a 26″ da latvala. Loeb ha vinto la sua personale battaglia tra i ritardatari su Peter Solberg (ford Focus). “Il terzo posto non è ciò che preferisco – spiega -  ma io non sono venuto qui per vincere. Volevo andare a punti. Non è il mio rally, lo so. Possiamo anche ottenere buoni risultati ma questo è un rally difficile per me. Il terzo posto non è male per il campionato”.
L’ex campione del mondo di F.1 Kimi Raikkonen (Citroen C4) ha chiuso al 24° posto.
Eurosport


Una Formula Uno che non “consumi” l’ambiente sara’ possibile

Si sa, quando acquistiamo i nostri biglietti per i gran premi di formula uno  e’ come se andassimo, in un certo senso,  ad un museo della scienza.

Le monoposto sono infatti un concentrato di tecnologia e sperimentazione che spesso anticipano gran parte degli accorgimenti impiegati nelle normali auto che percorrono le strade cittadine.

Ancora pero’ non si son possono apprezzare  sostanziosi cambiamenti riguardo ad un tema che sta sempre piu coinvolgendo il mondo dei motori; l’ambiente.

La FIA sembra comunque  essere piu’ orientata ad un approccio piu’ ecologico nella formula 1 e per il 2013 potrebbero essere introdotte delle soluzioni significative in materia.

Uno tra tutti e’ il sistema Kers che sfrutta l’energia cinetica in frenata che, considerando le decelerazioni da 320 a 80 km/h, non e’ sicuramente esigua  nelle monoposto.

Assieme al kers potrebbe essere abbinato un piccolo motore sovralimentato mediante turbocompressore con cilindrata attorno 1.5 oppure 1.6 litri con una potenza attorno ai 670 cavalli in luogo degli 800  erogati dagli attuali  2.4 litri.  che porterebbe ad un sensibile risparmio sul carburante.

Altre soluzioni verdi arrivano anche dalla formula 3 con la “worldwird”. Questa infatti ha le sembianze di una vera e propria monoposto ma la carrozzeria e’ realizzata in fibra di carbonio proveniente da vecchi aerei e plastica riciclata. Il volante invece e` stato prodotto con carote centrifiguata ed il sedile con della schiuma derivata dalla soia.

Il motore diesel Bmw, che eroga 230 cv, e’ alimentato con biocarburante ottenuto da scarti di lavorazione del cacao e dalla fermentazione delle vinaccie. Per la lubrificazione e’ invece impiegato dell’olio vegetale. Risultato? 100 km/h in 2 secondi e mezzo, emissioni di pura anidride carbonica e consumi di 6 litri ogni 100 km.

Chissa’, magari un giorno la vendita biglietti per la formula uno sara’ equivalente a quella per la visita di un parco naturale!

Gianluca Tanda


Ungheria Red Bull in Pole poi le Ferrari

Dominio Red Bull
Ferrari subito dietro
La scuderia anglo-austriaca senza avversari anche nelle qualifiche del Gran Premio d’Ungheria. La pole è di Vettel davanti a Webber. In seconda fila Alonso e Massa, ma con grande distacco. Quinto tempo per Hamilton, Schumacher solo quattordicesimo

BUDAPEST – Undicesima pole su dodici gare. L’ennesima prima fila tutta colorata di blu la dice lunga sui rapporti di forza in questo momento cruciale della stagione. Alle spalle degli imprendibili Vettel e Webber, le due Ferrari di Alonso e Massa che hanno confermato con un’ottima qualifica il momento di forma della macchina. Macchina che però a differenza di quanto successo ad Hockenheim si è ritrovata a distanze abissali dagli austriaci. Un dato può descrivere perfettamente il vuoto cosmico che separa la coppia di testa dagli altri: il gap tra Vettel e Alonso, tra il primo e il terzo, è di un secondo e due decimi circa, più o meno la stessa distanza che separa lo spagnolo della Ferrari dalla settima posizione, quella della Renault di Petrov (il russo per la prima volta in stagione si è qualificato davanti al suo compagno di squadra, il polacco Kubica, 8°). Domani ci vorrà molto – in termini di velocità, precisione, aggressività e fortuna – per colmare questa distanza.

“C’è un gap molto grande tra noi e loro – scuote la testa un po’ preoccupato Alonso – noi abbiamo fatto quello che potevamo ma loro sono molto avanti. Congratulazioni a loro, stanno dominando. Adesso ci aspetta una gara difficile, faremo quello che potremo. Sarà decisiva la partenza, il 60-70 per cento del risultato finale. Sarà importante prendere posizioni in quel momento e poi gestire la gara su un circuito in cui il sorpasso è sempre molto difficile”. Sorride Vettel: “Il circuito sembra fatto a posta per la nostra macchina. Per questo penso che siamo così avanti. Certo bisogna vedere quello che succede domani, come si dice di solito: in Formula 1 i punti si assegnano la domenica non il sabato. Però certo andiamo a dormire tranquilli, stasera”.

Dormiranno meno tranquilli quelli della McLaren. La difficoltà del team inglese è una delle notizie migliori che potessero arrivare alla Ferrari in un giorno come questo. Button, fuori addirittura dalla top ten (11°), ed Hamilton (4° con molta fatica) sembrano piombati al centro di una crisi profonda, lenti e impacciati. Considerando che sono proprio loro, gli inglesi, i leader del mondiale, quello che se ne deduce è che anche se dovesse vincere la Red Bull, come sembra probabile viste le premesse, il risultato finale sarà quello di accorciare ulteriormente la classifica.

Una situazione che davvero non piace a Lewis Hamilton, uno dei favoriti per la vittoria finale. L’ex campione del mondo uscito dalla sua macchina aveva un’aria contrariata e, affrontando i taccuini, si è detto molto preoccupato. Anche perché dopo l’Ungheria, la Formula 1 vivrà la sua pausa estiva: “Una sosta cha arriva in un momento proprio sbagliato, per noi. Perché durante la pausa non si può lavorare e quando torneremo, a Spa, Ferrari e Red Bull saranno ancora dove sono adesso, cioè avanti a noi, mentre noi non avremo potuto recuperare. Ovviamente nulla è ancora detto e noi faremo di tutto per vincere”.

E’ invece un verdetto definitivo quello che riguarda Michael Schumacher. Ancora una volta non è riuscito a combinare niente di buono, proponendosi come lo zimbello del circus. Partirà 14° mentre il suo compagno di squadra, Rosberg, è 5°. Il confronto tra i due è raggelante. Continuando così, il vecchio Schumi riuscirà nell’impresa più complicata: oscurare una carriera da leggenda con un finale indegno.

La griglia di partenza del Gp d’Ungheria:
Prima fila:
1. Sebastian Vettel (Ger) Red Bull 1’18″773;
2. Mark Webber (Aus) Red Bull 1’19″184;
Seconda fila:
3. Fernando Alonso (Spa) Ferrari 1’19″987;
4. Felipe Massa (Bra) Ferrari 1’20″331;
Terza fila:
5. Lewis Hamilton (Ing) McLaren-Mercedes 1’20″499;
6. Nico Rosberg (Ger) Mercedes Gp 1’21″082;
Quarta fila:
7. Vitali Petrov (Rus) Renault 1’21″229;
8. Robert Kubica (Pol) Renault 1’21″328;
Quinta fila:
9. Pedro De la Rosa (Spa) Sauber 1’21″411;
10. Nico Hulkenberg (Ger) Williams 1’21″710;
Sesta fila:
11. Jenson Button (Ing) McLaren-Mercedes 1’21″292;
12. Rubens Barrichello (Bra) Williams 1’21″331;
Settima fila:
13. Adrian Sutil (Ger) Force India 1’21″517;
14. Michael Schumacher (Ger) Mercedes Gp 1’21″630;
Ottava fila:
15. Sebastien Buemi (Svi) Toro Rosso 1’21″897;
16. Vitantonio Liuzzi (Ita) Force India 1’21″927;
Nona fila:
17. Jaime Alguersuari (Spa) Toro Rosso 1’21″998;
18. Kamui Kobayashi (Jap) Sauber 1’22″222;
Decima fila:
19. Timo Glock (Ger) Virgin 1’24″050;
20. Heikki Kovalainen (Fin) Lotus 1’24″120;
Undicesima fila:
21. Jarno Trulli (Ita) Lotus 1’24″199;
22. Lucas Di Grassi (Bra) Virgin 1’25″118;
Dodicesima fila:
23. Bruno Senna (Bra) Hispania 1’26″391;
24. Sakon Yamamoto (Jap) Hispania 1’26″453.

MARCO MENSURATI DA REPUBBLICA.IT


Il villaggio indiano contro la Tata

India, il villaggio blocca la realizzazione dell’acciaieria della Tata: “Non possiamo vendere, qui vivono gli spiriti degli avi”

In India centrale, Al tribunale di Jagdalpur, un piccolo gruppo di tribali di Sirisguda, un villaggio di 400 famiglie, ottiene il solito rinvio sul loro mandato di carcerazione (torneranno qui il mese prossimo). Guidati da un avvocato induista, i tribali  «adivasi» di campagna risiedono ai confini delle risaie di Sirisguda. Sono degli aborigeni della tribù Madiya, adoratori dei propri dèi locali, Prodesi, Parvadeo e Englajin.
Tata Steel, il gruppo che Fortune colloca al posto numero 410 fra i più grandi al mondo con ricavi da 21 miliardi di dollari nel 2009, progetta un’acciaieria da 4,1 miliardi e quasi 10 mila posti complessivi nel luogo dove ora vivono gli dèi e i risicoltori di Sirisguda. Ma in base alla costituzione indiana, Tata non può sfrattarli e prendersi la terra. Deve convincere gli aborigeni, la prima generazione ad aver mai mandato i propri figli a scuola, a vendere.
Dal 2006 Tata Steel ci sta provando. Da allora, l’amministrazione locale di Jagdalpur ha incriminato per reati contro l’ordine pubblico 13 capifamiglia adivasi che nelle assemblee si oppongono ferocemente all’accordo. Il gruppo di Mumbai ha messo a disposizione dei politici locali i fondi per l’offerta ai tribali, delegando loro l’operazione.
Questa prevede l’acquisto della terra a 150 mila rupie (circa 2450 euro) per acro, quando il prezzo di mercato si aggira sulle 80 mila. Chi vende avrà diritto anche a tre anni di studi tecnici o di ingegneria per i figli, un po’ di terra altrove e a un appartamento nuovo in una vera casa di cemento, non più nelle catapecchie di selci accatastate dove gli adivasi vivono da sempre.
A un giovane di ciascuna famiglia che dovesse accettare l’offerta, Tata garantisce poi un posto nell’acciaieria che sorgerà: remunerato tra le 30 e le 50 mila rupie al mese (fra 500 e 800 euro circa), l’equivalente del ricavo lordo annuo di un acro a riso grezzo; oggi, a Sirisguda, per crescere un figlio servono 7 mila rupie (115 euro) l’anno. A queste condizioni, secondo l’azienda il 70-75 per cento dei proprietari terrieri e 8 dei 10 villaggi interessati hanno già aderito: più di 8 mila abitanti su 12 mila.
A Sirisguda, invece, nessuno. A chiunque si chieda il perché, la spiegazione è la stessa: «Non possiamo vendere, a nessun prezzo. Lo spirito dei nostri avi si trova in questa terra». In questo villaggio i bambini in giro sembrano ben nutriti, i vecchi, gli uomini e le donne sono spesso scalzi, a volte seminudi, tutti proprietari almeno di qualche acro, tutti ostili a Tata. Qui è raro trovare un adivasi che sappia esattamente quanti anni ha, il solo tempo che conta è un presente continuo, in equilibrio e senza progresso; l’unico passato rilevante sono gli avi, quelli che vivevano in questa terra «migliaia di anni fa».
Tata aspetta e non molla: ha disperatamente bisogno dell’acciaieria. Secondo Siddhartha Roy, economista del gruppo, oggi l’India paga le materie prime il 15 per cento più della Cina perché non ne produce abbastanza e deve importarle. Qui intorno a Jagdalpur esistono giacimenti di ferro e bauxite fra i più vasti del subcontinente. L’acciaio di queste parti potrebbe alimentare il boom dell’industria indiana dell’auto, le cui vendite sono salite del 40% solo nell’ultimo anno. In un Paese con 500 milioni di poveri e un settore manifatturiero ancora debole, è da lì che possono arrivare i posti di lavoro del futuro.

da blitzquotidiano.it


Sam Bird Pole Gp2 in Ungheria

Hungaroring, qualifiche: Bird, prima pole in extremis

La ART Grand Prix di Sam Bird prevale negli ultimi istanti sulle iSport del nostro Davide Valsecchi e di Oliver Turvey, staccati di meno di un decimo, cogliendo la sua prima pole in carriera in GP2 Series

BUDAPEST – Una combattutissima sessione di qualifica della GP2 Series ha regalato la prima pole in carriera a Sam Bird. Il pilota inglese della ART Grand Prix era già apparso velocissimo in diverse occasioni quest’anno, ma finora gli era mancato il guizzo finale: lo ha trovato in Ungheria, a spese del nostro Davide Valsecchi che si dovrà quindi accontentare di partire dall’esterno della prima fila.

Lo stesso Valsecchi ha approfittato degli ultimi istanti di prove per sopravanzare il suo compagno di squadra Oliver Turvey, passato così in pochi istanti dal primo al terzo posto. Alla fine, a dividere i primi tre delle prove è stato appena un decimo di secondo.

La sessione è iniziata su ritmi serrati fin dai primi istanti, quando Pic e Vietoris hanno approfittato della pista calda e gommata per far segnare buoni tempi, tentando di aggirare il consueto traffico, cruciale su un tracciato stretto e tortuoso come quello magiaro. Per questo motivo, Sergio Perez ha tentato di restare in pista per un giro in più, ma un lungo alla curva 12 ha vanificato il suo tentativo.

Un errore è costato caro anche al leader di campionato Pastor Maldonado che, nel tentativo di recuperare la prima posizione, si è toccato con Charles Pic nel terzo settore, dovendo abortire il suo ultimo tentativo e accontentandosi del quarto posto, davanti a Vietoris, Valerio e Perez. A tre minuti dalla fine, ha alzato bandiera bianca anche Jerome d’Ambrosio, fermatosi per un testacoda poco prima dell’ultima curva.

La buona giornata per i piloti italiani è completata anche dall’ottavo posto di Giacomo Ricci, davanti al suo compagno di squadra Michael Herck e a Giedo van der Garde, il più veloce nelle prove libere. Tra i team italiani, oltre al quarto posto di Maldonado e al diciassettesimo di Razia per la Rapax, da segnalare anche la prestazione della Trident Racing.

Il team di Maurizio Salvadori si è aggiudicato la diciannovesima posizione con Adrian Zaugg, reduce dall’ottima prova di Hockenheim culminata con il podio, mentre più staccato è giunto il giovane Johnny Cecotto Jr, solo 21°, davanti alla Coloni di Arabadzhiev.

Fabrizio Corgnati DA 422RACE.COM


Obama in visita alla Chrysler Marchionne ha fatto un gran lavoro

AUTO- IL RISIKO MONDIALE
Chrysler, Obama in visita a Detroit:
“Marchionne ha fatto un gran lavoro”

Il presidente Usa: salvare l’auto è stato difficile ma il lavoro paga
L’ad: «Continuiamo a crescere»
Nuovi assunti a Sterling Heights il sito che doveva essere chiuso

Sergio Marchionne sta facendo «un grande lavoro» alla guida della Chrysler. Il presidente degli Stati Uniti Obama vola a Detroit in visita agli stabilimenti Chrysler e benedice il nuovo corso dell’industria dell’auto guidata dal manager italiano, che ha recuperato un’azienda «sull’orlo della liquidazione». L’inquilino della Casa Bianca, nel suo discorso nella città delle quattro ruote, ha ricordato che «salvare l’industria automobilistica americana è stato difficile, non volevo che il governo entrasse nel settore», ma che il settore rappresenta «molto» dello spirito americano. Davanti ad un’azienda in ripresa che, parole di Marchionne, tra il 2010 e il 2011 raddoppierà le vendite in Europa e in Sudamerica, Obama ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalle scarpe: «Molta gente a Washington era scettica sul salvataggio di Chrysler e diceva che era stupido aiutare questa azienda, ma il governo non poteva rimanere impassibile».

L’industria automobilistica, si compiace il presidente Usa, adesso è più forte: dalla metà del 2009 sono stati creati 55.000 posti di lavoro. E per la prima volta dal 2004 le tre sorelle di Detroit hanno archiviato il primo trimestre con un utile operativo. «L’industria dell’auto ha ancora molta strada da fare ma alcune difficili decisioni stanno già pagando», commenta Obama. «Sarò con voi e investiremo nel vostro futuro – aggiunge rivolto ai dipendenti di Chrysler – abbiamo una strategia per rimettere in piedi questa compagnia e questa industria».

Marchionne incassa con soddisfazione le parole di Obama, e annuncia che Chrysler, controllata da Fiat, ha deciso di mantenere aperto lo stabilimento di Sterling Heights, che avrebbe dovuto chiudere, e di aggiungere un secondo turno per la produzione, nel tentativo di lanciare un segnale incoraggiante sul miglioramento delle condizioni del settore automobilistico americano di pari passo con l’incremento della domanda. In concomitanza con la visita di Obama la società ha annunciato l’obiettivo di raddoppiare le vendite in Europa e Sudamerica a quasi 200.000 unità nel 2011. «È grazie alle coraggiose decisioni del presidente americano che Chrysler è riuscita a sopravvivere e a prosperare, poco più di un anno dopo l’amministrazione controllata», dice Marchionne che, in maglioncino blu d’ordinanza, ha accompagnato Obama durante la visita allo stabilimento in cui viene prodotto il Grand Cherokee.

da lastampa.it