Alonso Il grande torna il trionfo epico in formula 1
Alonso, il ritorno dell’epica in Formula 1
Levatevi il cappello, signori. E ringraziate. Già, perché Fernando Alonso, oggi, nel forno d’asfalto di Valencia, non ha semplicemente vinto una gara impossibile da vincere. Ha fatto di più, molto di più. Ha restituito alla formula 1 quella dimensione epica che da tanto, troppo tempo, era andata dispersa, tra contratti, sponsor, cause legali, furbate tecniche e mezzi piloti.
Lui, Fernando, costretto a partire dall’undicesima posizione per colpa dell’ossessione pirellista per lo show, ha fatto una cosa in apparenza semplice semplice, si è calato nel suo abitacolo e ha cominciato a spingere come un diavolo. Trasformando ogni incrocio in un duello, ogni rettilineo in un agguato, ogni curva in un capolavoro. Costruendo la vittoria con pazienza e ferocia, centimetro dopo centimetro, dal primo all’ultimo metro. Guidando in maniera perfetta, coraggiosa, efficacissima. Superando qualsiasi cosa si muovesse davanti a lui su un circuito che – a sentire tutti i piloti che ci hanno corso negli anni – permette di fare qualsiasi cosa fuorché sorpassare. Questo per un pilota normale, evidentemente. Perché lui, Fernando Alonso, ha fatto invece quello che ha voluto.
Dopo una partenza aggressiva, nel giro di metà gara si è portato in quarta posizione e cioè laddove nessuno, alla vigilia, di fronte a quello sconfortante 11° posto, avrebbe mai nemmeno pensato. Poi si è messo in attesa di quell’evento esterno favorevole senza il quale nulla di più sarebbe stato possibile. E quell’evento è arrivato quando Vergne si è suicidato durante un sorpasso facilissimo su Kovalainen. Gomma esplosa, detriti dappertutto, safety car, confusione. E nella confusione, si è stagliato il capolavoro. Mentre la McLaren di Hamilton rimaneva ferma ai box con i meccanici che maledivano trapani e sfortuna, Alonso scalava al terzo posto in classifica, pronto a infilare il tenero Grosjean non appena la safety car si fosse ritirata.
Ok, qualcuno dirà che Alonso non avrebbe mai vinto se la Red Bull di Vettel non fosse scoppiata. Io penso che non essendoci controprova agli atti restano le immagini di una macchina rossa che braccava da vicino una macchina blu. E poi quelle di una macchina blu che esausta parcheggiava a bordo pista, affogando nel boato degli spalti spagnoli che, impazziti, ringraziavano.
da repubblica.it marco mensurati







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