Alonso : in fondo siamo messi meglio di un anno fa

Alonso: “Meglio dell’anno scorso
Bisogna recuperare pochi decimi”

Foto di un bicchiere riempito a metà. Commento: «Oggi vedo il bicchiere mezzo pieno». Così «cinguetta» Fernando Alonso su twitter un’ora dopo il Gran premio di Australia. Si è appassionato ai social network, lui che fino a un mese fa si limitava agli sms e saltuariamente alle e-mail. Da ieri è anche su facebook e ha un nuovo sito web (fernandoalonso.com): tanti spazi dove avrà modo di svuotare o riempire il bicchiere.

La Ferrari stessa definisce «grande» la sua prestazione di ieri. Parliamo di un quinto posto al termine di una gara senza scossoni, roba che in altri tempi avrebbe scatenato rabbia o delusione. E invece a Maranello in questo tormentato, inatteso avvio di stagione va bene così. Il pilota spagnolo rappresenta l’unico valore aggiunto: è il «fattore A», l’elemento umano che sopperisce alle carenze della macchina.

Quanto può durare? Basterà a tenere su la baracca in attesa che la F2012 venga rivoltata come un guanto, operazione che richiede un paio di mesi (dalla quinta gara)? Il presente è complicato: le qualifiche avevano fatto temere una sconfitta da zero punti. «Non possiamo certo essere contenti – certifica Stefano Domenicali – ma, per come si erano messe le cose il sabato, quello di Fernando è un risultato positivo».

A Maranello si ritrovano con una monoposto lenta e impacciata a cui stanno preparando un restyling. E con un secondo pilota che non è all’altezza della situazione. Felipe Massa non vince un Gran premio dal 2008, ma soprattutto non riesce mai a fare la differenza, ad aggiungere un tocco di genialità alle sue prestazioni. Dopo una bella partenza, la sua gara è diventato un calvario. Un problema con il bilanciamento della vettura, un problema con le gomme che si consumavano troppo in fretta, un problema resistere all’attacco della Toro Rosso di Ricciardo, fino allo scontro con il connazionale Bruno Senna che i commissari hanno archiviato come incidente di gara.
Serve il fattore A. Come l’anno scorso. «Pensavamo di presentarci al via del campionato in ben altre condizioni – sospira il pilota spagnolo -. Volevamo essere competitivi, ma non ci siamo riusciti. La squadra ha gestito bene le difficoltà. E’ come il Manchester United: gioca male e vince uno a zero».
Si è aperto un dibattito se sia meglio avere 1’’4 di ritardo dai primi (vedi il 2011) o averne uno soltanto ma trovarsi in mezzo al gruppo con Mercedes, Lotus, Sauber, Toro Rosso, Williams… Alonso è certo: «Meglio adesso, perché se recuperiamo qualche decimo possiamo scavalcare un sacco di posizioni». Vale il ragionamento inverso, il rischio di scivolare fuori dalla zona punti al minimo problema di assetto.

«Meglio essere davanti e basta – taglia corto Domenicali -. Bisogna accelerare al massimo lo sviluppo». La vettura che scenderà in pista in Malesia sarà identica a quella di ieri. Ma come si comporterà in condizioni tanto diverse un oggetto complesso come la F2012? Prevederlo è un azzardo anche per chi l’ha progettata, almeno fino a venerdì. Il lavoro di assetto riguarderà soprattutto il bilanciamento.

Il futuro? «Avremo qualche novità tecnica prima del Gran premio di Spagna – dice Domenicali -. Il primo passo importante è aver individuato i problemi: manchiamo di grip e velocità di punta (313,8 km/h per Hamilton, 304 Km/h per Alonso, ndr). Ora dobbiamo trovare le soluzioni».
Il dg ferrarista sottolinea un altro aspetto positivo: «Siamo stati i più veloci nei pit stop sia come prestazione assoluta sia come media. Ci tengo a dirlo perché ci abbiamo lavorato tantissimo. Questo dà fiducia alla squadra in un momento in cui c’è tanta negatività intorno».
Cronometro alla mano, misurando il tempo di passaggio nella corsia box, la miglior prestazione appartiene ai meccanici di Alonso (21’’910), seguiti da quelli di Massa (22’’103). Sopra i 22’’2 tutti gli avversari: una piccola soddisfazione per Maranello.

Stefano Mancini da lastampa.it


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