Amedeo Gordini Biografia

R8-GordiniGordini, chi era costui?
Molti costruttori hanno nella lora gamma versioni ad alte prestazioni dei loro modelli. Vetture con un particolare brio, in genere derivate da quelle di serie e caratterizzate da motorizzazioni potenti, assetti sportivi e un comportamento dinamico brillante. Il tutto, spesso, condito da qualche ritocco al look. E’ una politica-immagine che ha dato origine a sigle o denominazioni specifiche. Ad esempio, per Mercedes ecco AMG (nata come officina di preparazione 40 anni fa e ora azienda del Gruppo tedesco), per la Bmw la sigla M e per l’Audi quella S.

In questo scenario la Fiat ha resuscitato con successo l’Abarth, il marchio che aveva contraddistinto l’elaborazione delle «piccole» di tanti anni fa, e ora la Renault, meglio tardi che mai, rispolvera per la Twingo RS un nome sinonimo di sportività, quello di Amedeo Gordini, che, guarda un po’, era di origine italiana e aveva le corse nel sangue. Ma chi era costui? Chi non ha qualche anno sulle spalle e un po’ di dimestichezza con le vicende dello sport auto forse non lo sa neppure.

Vita rombante quella di Gordini: era nato il 23 giugno 1899, 110 anni fa, a Bazzano, nei pressi di Bologna. Tanto per cambiare un emiliano, un uomo di quella Terra dei Motori che fra Bologna, Modena e Maranello ha visto svilupparsi Ferrari, Maserati, Lamborghini e decine di piccole-medio grandi aziende legate all’automobilismo. Meccanico di Tazio Nuvolari, scopritore di Juan Manuel Fangio, creatore di modelli come la Renault Dauphine Gordini o la R8 Gordini ed artefice di motori per auto da competizione plurivittoriose, come le Alpine A110 e la stessa F1 Turbo del 1983, era un genio naturale.

Gordini, che è morto il 25 maggio 1979, emigrò in Francia nel dopoguerra legando il suo nome alla tradizione sportiva della Renault: i suoi brevetti hanno contribuito a centinaia di successi in ogni specialità, dalle sport per la 24 Ore di Le Mans alla F1. Non a caso sul coperchio del 6 cilindri turbo con cui Alain Prost vinse, nel 1983, i Grandi Premi del Sud Africa e del Brasile, spiccavano i caratteri in pressofusione «Renault Gordini». Dal suo atelier in 20 anni Amedeo Gordini mise a punto o contribuì allo sviluppo di oltre 200 mila modelli della Casa francese, che ne possiede il marchio, come Fiat per Abarth.

Il look delle sue auto era caratterizzato dal colore blu con due strisce bianche, che adesso vengono appunto rilanciate sulla nuova Twingo RS. Una versione raffinata, con motore 1.6 da 133 Cv, assetto sportivo e allestimenti specifici. Torna così alla luce anche il nome di un altro italiano che si è fatto onore nel mondo dell’auto.
MICHELE FENU da lastampa.it


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