Analisi mercato auto Italia di Aprile 2012

Vendite auto a picco: -18% Fiat recupera, Chrysler vola
MILANO – L’ ennesimo crollo. Atteso, ma non in queste dimensioni. Il bilancio finale di aprile dice che il mercato dell’ auto ha perso un altro 18%. La fotografia della crisi è, in realtà, persino più cruda. In quel 18% vanno messe le immatricolazioni «recuperate» da marzo, quando lo sciopero delle bisarche aveva paralizzato il settore. Allora il tonfo era stato del 25,6%. Ora, pur con i vuoti di un mese fa da riempire, il trend resta lo stesso. La sperata, parziale attenuazione di una curva che va giù a picco da inizio anno non c’ è stata. Anzi. Il numero dei veicoli venduti si è fermato a 129.663, contro i 158.114 del già basso aprile 2011. Sono livelli da depressione piena: e infatti – lo sottolinea il Centro studi Promotor – a questo punto il mercato italiano riprecipita dov’ era quasi trent’ anni fa, nel 1983. Non si salva nessuno. Quadro e prospettive sono così neri, e senza paragoni in un’ Europa comunque in forte sofferenza, che è di nuovo l’ associazione dei costruttori esteri (l’ Unrae) a definire la nostra crisi «drammaticamente acuta» e a chiedere al governo un «piano strutturale di sostegno». Conoscono già, anche i gruppi stranieri, la risposta. E non è un caso, pur se non è l’ unica ragione, che a loro non si unisca Fiat-Chrysler. Il Lingotto non sta certo meglio dei concorrenti, né in Italia né negli altri mercati continentali (in Francia, che ha a sua volta annunciato ieri i dati mensili, ha perso il 18% contro l’ 1,6% del comparto). Qui però, ad aprile, un minimo effetto-recupero dopo lo sciopero dei bisarchisti Torino l’ ha visto. Fiat-Chrysler chiude con perdite limitate rispetto sia al settore sia alle case con cui si confronta più direttamente: e il dato finale, -11,78% su aprile 2011, consente al gruppo di recuperare il -35% di marzo e di riportare la quota al 31,4% dal 26% di un mese fa. Restano dati in ogni caso pesantissimi. E resta, da noi come nel resto d’ Europa, quella scarsissima visibilità che consente a Sergio Marchionne una sola previsione, ribadita con la relazione trimestrale: una svolta, un qualche accenno di ripresa nel continente arriverà – se arriverà – «non prima di fine 2012». Contano quindi ancora di più i numeri che invece il gruppo continua a macinare negli Usa. In aprile il mercato ha rallentato anche là: la crescita si è fermata al 2,3%. Ma è stata proprio Chrysler (con Toyota) a fare la differenza e a consentire l’ attivo: mentre le altre due big americane, Gm e Ford, rivedono il segno meno (rispettivamente per l’ 8% e il 5%), Auburn Hills non interrompe la corsa e guadagna un altro 20%. Marchionne manda avanti, in parallelo, la «rimessa a punto» della presenza in Asia. In Cina si lavora per l’ apertura di un secondo stabilimento. In India, dove l’ alleanza con Tata è confermata sul piano industriale, confermato è anche il fatto che a non funzionare è la distribuzione. Era affidata a una joint venture gestita dai partner. Verrà sciolta: alla rete dei concessionari penserà direttamente Fiat-Chrysler. Con una nuova società.

1,46 Milioni di auto immatricolate in Italia secondo le proiezioni annue degli ultimi sei mesi. È lo stesso livello del 1983

Polato Raffaella da corriere.it


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