alfa romeo
Autoclassica 2013 Alfa Romeo la storia Autodelta
Da 22 al 24 febbraio si svolgerà ‘Milano Autoclassica’, il Salone dedicato agli appassionati, agli addetti ai lavori e a chi desidera avvicinarsi all’affascinante mondo delle vetture d’epoca. Ospitato presso la Fiera Milano, l’evento vede la partecipazione di Alfa Romeo a conferma del proprio interesse verso questo settore in continua crescita che pervade trasversalmente la società contemporanea aggiungendo valore al comparto dell’auto moderna.
In occasione della manifestazione ‘Milano Autoclassica’, Alfa Romeo celebra i 50 anni dell’Autodelta, il suo reparto corse ufficiale nato nel mese di marzo del 1963 con l’obiettivo di gestire il ritorno ufficiale dell’Alfa Romeo nelle competizioni, dopo il ritiro dal Campionato del Mondo di F.1 nel 1951, con la conquista del secondo titolo con l”Alfetta’. Per questo motivo la Casa automobilistica decise di creare un’organizzazione ad hoc per le competizioni, fisicamente staccata dalla sede produttiva e con una discrezionalità sufficiente a prendere rapidamente decisioni tecniche e sportive. Il personaggio di maggior rilievo dell’epopea dell’Autodelta è stato senza dubbio il carismatico ingegnere Carlo Chiti.
Sullo stand allestito a Fiera Milano il pubblico potrà ammirare 5 preziosi esemplari del ‘periodo Autodelta’ appartenenti alla collezione del Museo Storico Alfa Romeo che ripercorrono le tappe più importanti della scuderia di Settimo Milanese: la ‘Giulia TZ’ (vettura completa e uno chassis), la ’33/2 litri Daytona’, la ‘GTA 1300 Junior’, la ’33 TT 12′ e la monoposto sperimentale di F.1 ’179 F’. Insieme a queste affascinanti vetture è in mostra un modello di attuale produzione – Giulietta Collezione 2.0 JTDM 170 CV TCT – a dimostrazione dell’unicità del brand nel panorama mondiale, un patrimonio fatto di vetture e progettisti, corse e motori, stile e innovazione che hanno segnato il progresso tecnologico e le vicende sportive del Novecento.
Giulia TZ del 1963
È la prima vettura da competizione realizzata dall’Autodelta: il suo logo, il celebre ‘triangolino blu’, viene applicato per la prima volta sulle fiancate di questa compatta gran turismo aerodinamica disegnata da Zagato, realizzata su motore e meccanica della ‘Giulia’ e dotata di un esclusivo telaio tubolare, da qui l’acronimo ‘Tubolare Zagato’. La ‘TZ’ si dimostra subito vincente, grazie anche alle ottime doti del modello d’origine: nel 1963, all’esordio, vince la ‘Coppa FISA’ a Monza e, la stagione successiva, si aggiudica le vittorie assolute alla ‘Coupe des Alpes’ (Rolland-Augias) e al Tour de Corse’, oltre a numerosi successi di classe in tutte le maggiori competizioni internazionali, Le Mans e Targa Florio incluse.
33/2 litri Daytona
Nel 1967 l’Alfa Romeo decide di compiere il grande salto nella categoria ‘prototipi’, all’epoca il maggior palcoscenico internazionale delle competizioni automobilistiche. La ’33/2 litri’ esordisce a Fléron, in Belgio, e vince con Teodoro Zeccoli, il pilota-collaudatore della Casa: ci sono le basi per una nuova stagione di successi. L’anno successivo le prototipo dell’Autodelta si aggiudicano la vittoria di categoria alla 24 ore di Daytona (Vaccarella-Schutz), alla 1000 km del Nuerburgring (Galli-Giunti), alla 500 km di Imola (Vaccarella-Zeccoli) e alla 24 ore di Le Mans (Giunti-Galli): la ’33′ col suo motore ‘V8′ domina la classe due litri e la sua linea filante, con le due coppie di proiettori sovrapposti sul frontale, diventa un classico delle vetture da corsa della seconda metà degli anni Sessanta. Nelle stagioni successive l’otto cilindri a ‘V’ viene sviluppato fino a tre litri e cambia la struttura del telaio. Nel frattempo la ’33/3′ conquista un successo di grande prestigio: la Targa Florio del 1971 (Vaccarella-Hezemans).
GTA 1300 Junior
Una tra le vettura che maggiormente gli appassionati associano al nome ‘Autodelta’ è senza dubbio la mitica ‘Giulia GTA’, che nasce nel 1965 col bialbero a doppia accensione di 1570 cc, si evolve nel ’68 con la ‘GTA 1300 Junior’ e chiude la carriera con la ’1750/2000 GT Am’, non propriamente una ‘GTA’ ma appartenente a tutta la serie degli sviluppi tecnici cui è stata sottoposta la versione coupé della ‘Giulia’ durante la sua carriera agonistica. La ‘GTA 1300 Junior’ del 1972, l’ultima evoluzione, regala all’Autodelta, per ben due stagioni di seguito, il Challenge Europeo Turismo: è incredibile pensare ai successi sportivi di questa compatta coupé con un motore di ‘soli’ 1290 cc, dal quale i tecnici di Settimo Milanese riescono a ‘tirare fuori’ più di 170 cv, in totale affidabilità. Da notare che la ‘GTA’ (l’originaria con il ’1600′) è stata la prima vettura turismo che ha girato alla Nordschleife del Nuerburgring sotto i 10 minuti.
33 TT 12
Il 1975 è probabilmente l’anno di maggior prestigio per l’Autodelta: la ’33 TT 12′ vince il Campionato del Mondo Marche, bissando il successo due anni più tardi con la ’33 SC 12′. Il Mondiale arriva a Settimo Milanese con una vettura dotata di telaio tubolare ed equipaggiata con un 12 cilindri ‘boxer’ di tre litri da più di 500 cv (da qui la denominazione ‘TT 12′) che le permette di vincere sette gare su otto, Targa Florio inclusa (Merzario-Vaccarella). Tutti i migliori piloti dell’epoca stringono il ‘volantino’ della ’33 TT 12′: Merzario – il miglior interprete – Brambilla, Pescarolo, Bell, Laffite, Mass, Andretti, Ickx, Scheckter e Vaccarella. La ‘TT 12′ è innovativa anche nel design: larga e bassa, caratterizzata dal periscopio dietro al pilota, molto personale, imponente e aggressiva. La successiva ‘SC 12′ del 1977 porterà al debutto il motore ’12-boxer’ sovralimentato.
Monoposto sperimentale di F.1 ’179 F’
Al termine degli anni Settanta, dopo 4 stagioni di fornitura del motore 12 cilindri ‘boxer’ al team ‘Brabham’, l’Alfa Romeo decide di realizzare una monoposto di F.1 tutta in proprio, la cosiddetta ‘Alfa-Alfa’. Il momento è particolarmente suggestivo: dopo 20 anni il Marchio ritorna nel Mondiale di Formula 1, dove aveva dominato con le ‘Alfetta’. Lo staff dell’ingegnere Chiti progetta una vettura che, inizialmente, si dimostra molto potente ma allo stesso tempo carente in affidabilità: il 1980 diventa la stagione in cui l’Autodelta può giocarsi le sue buone chances e l’anno successivo arriva in squadra, ad affiancare il giovane Bruno Giacomelli, il campione americano (di origini italiane) Mario Andretti, già di casa a Settimo Milanese. Il 1981 è contrassegnato da un cambiamento regolamentare che ‘spiazza’ l’Autodelta e per il 1982 lo staff tecnico decide di cambiare completamente la concezione della vettura. In questa occasione Chiti decide di sperimentare – tra i primi in F.1 – la monoscocca in fibra di carbonio, intuendo le ottime qualità del materiale per l’impiego agonistico. La ’179 F Test-Car’ dell’Automobilismo Storico in esposizione è proprio quella vettura, apparentemente un muletto ‘di routine’, ma particolarmente significativa in termini tecnici.
Alfa Romeo Gloria
Debutta la “Gloria”: è la concept IED Alfa Romeo, ma si sente profumo di Duetto…
Una vera anticipazione della prossima spider? Forse, dipende dalla reazione del grande pubblico… d
Qualcosa si muove. Visto che l’accordo Mazda-Alfa è ormai storia e che il Duetto tornerà fra noi, ecco spuntare i primi prototipi. Questo si chiama Gloria e sarà lanciato ovviamente al prossimo Salone di Ginevra: è stato realizzato dal Master in Transportation Design in collaborazione con il Centro Stile Alfa Romeo. Ok, ma la madre di tutte le domande è questa: è una bozza di Duetto o no? A Torino la prendono larga ma spiegano che “È il 1966 quando negli Stati Uniti si rafforza il mito della Casa automobilistica con lo Spider Duetto nel film Il Laureato. Oggi il concept ‘Gloria’ vuole essere ancora una sfida internazionale, che guarda sempre oltreoceano, al mercato americano ed a quello asiatico”.
“Per noi è un si” come direbbero a Masterchef perché fra l’altro come spiegano poi sempre alla Fiat “L’Istituto Europeo di Design di Torino, grazie al sostegno e vicinanza con il Design Center EMEA di Fiat-Chrysler, ha avuto l’opportunità di far ‘allenare’ i suoi giovani car designer al tema: “immaginare una berlina Alfa Romeo da comunicare al mercato americano ed a quello asiatico”.
Quanto della Gloria ci sarà nella futura Duetto è presto per dirlo, ma ci piacerebbero rimanessero le “cinghie” catarifrangenti che si allungano sul cofano (fanno tanto Daytona
anche se sulla Ferrari stavano da un’altra parte) e la bella interpretazione del muso sporgente: una novità stilistica forte, che costituirebbe un bel passo avanti rispetto ai soliti scudi Alfa.
In realtà – si spera… – la futura spider Alfa sarà molto più piccola della Gloria visto che qui siamo di fronte ad uno specie di incrociatore (è lunga 4700 mm, larga 1920 mm, alta 1320 mm e con un passo di 2900 mm), in realtà ad una berlina, ma comunque si tratta di una sperimentazione. Di una palestra. Anzi, di una palestra spaziosa perché sulla Gloria hanno lavorato venti studenti del Master (anno accademico 2011/2012) provenienti dall’Italia e da diversi altri Paesi e culture.
«La possibilità che ci è stata data di sviluppare un concept car in collaborazione con il Centro Stile Alfa Romeo, è stata una grande opportunità per dimostrare quanto lo IED sia, prima di tutto, una scuola italiana che vuole generare bellezza – dichiara César Mendoza, Direttore IED Torino – . Quale marchio migliore di Alfa Romeo per insegnare ai nostri studenti in che modo le forme e i volumi possono trasmettere emozioni forti, alimentando il desiderio di disegnare un’auto? La passione evocata dal brand ha raggiunto con forza studenti e docenti del Master, permettendogli di spingersi in tempi stretti fino alla resa finale di un progetto sicuramente complesso. L’Istituto Europeo di Design è oggi fiero di rappresentare nel mondo un modo italiano eccellente di fare scuola».
Di VINCENZO BORGOMEO da repubblica.it
Accessori Mopar per Fiat Jeep e Alfa Romeo
Le innovazioni introdotte da Mopar®
Mopar® ha introdotto numerose innovazioni nel settore, tra cui ricordiamo alcuni primati quali le applicazioni per informazioni di bordo su smartphone, i manuali utente in formato elettronico su DVD e in formato “brief user-guide” e un sistema di ricarica wireless di bordo per i dispositivi portatili.
Inoltre, Mopar® è stata la prima ad offrire ai propri clienti la possibilità di trasformare la propria vettura in un’area di accesso wireless, così come è stata la prima sul mercato ad offrire EVTS (Electronic Vehicle Tracking System), un innovativo dispositivo di localizzazione del veicolo che invia al proprietario un messaggio di testo nel caso la vettura venga guidata a velocità eccessiva o troppo lontano, in base ai parametri preimpostati.
Brand Mopar®
Nato nel 1937 e affermatosi negli anni Sessanta con una linea di componenti ad alte prestazioni per veicoli da competizione, il brand Mopar® proprio quest’anno ha celebrato 75 anni di attività, delineandosi come uno dei maggiori player del mercato e da oggi sempre più integrato con le attività di Fiat Group Automobiles. Basti pensare che l’offerta globale di Mopar® include oltre 500.000 ricambi e accessori distribuiti più di 120 Paesi.
La missione di Mopar® è assicurare a ogni cliente dei marchi di Fiat Group Automobiles e del Chrysler Group la sua eccezionale esperienza mondiale in tutti i campi del post-vendita. Al servizio di questa missione, mettiamo assistenza al cliente di altissimo livello, tecnologie all’avanguardia, prodotti innovativi, originali e di qualità.
75 Anni di Mopar®
Creato nel 1937 come semplice contrazione delle parole MOtor PARts, il marchio Mopar® cominciò ad emergere negli anni 60: l’era delle vetture aggressive ad alte prestazioni. La Chrysler Corporation realizzò le vetture Dodge e Plymouth pronte per gareggiare, su cui furono montate speciali componenti ad alte prestazioni. Mopar® produsse appositamente una linea di “ricambi speciali” per veicoli da competizione, sviluppando la Mopar® Performance Parts, la divisione per pezzi di ricambio per auto da corsa, orientata a soddisfare clienti alla ricerca di maggiore velocità e maneggevolezza, su strada e su pista. In seguito il marchio ha espanso le attività all’assistenza tecnica e al supporto ai clienti.
Salone di Ginevra 2013 debutto per Alfa Romeo 4c coupe 2 posti
Debutta all’83esimo Salone Internazionale di Ginevra la versione definitiva di Alfa Romeo 4C, coupé a “2 posti secchi”, con trazione posteriore e motore in posizione centrale, che rappresenta l’essenza della sportività insita nel ‘Dna Alfa Romeo’: prestazioni, stile italiano ed eccellenza tecnica finalizzata al massimo del piacere di guida in piena sicurezza.
Progettata dagli ingegneri dell’Alfa Romeo e prodotta nello stabilimento Maserati di Modena, la nuova supercarcompatta sarà commercializzata nel corso del 2013 e segnerà il ritorno del marchio italiano negli Stati Uniti, marcando l’inizio del piano di crescita globale di Alfa Romeo.
L’Alfa Romeo 4C deriva direttamente dal concept che destò grande ammirazione al Salone di Ginevra 2011 tanto da vincere tre prestigiosi premi: ‘AutoBild Design Award’ (2011, Germania), ‘Design Award for Concept Cars & Prototypes’ (2012, Italia) e ‘Most Exciting Car of 2013 – ‘What Car?’ (2013, Gran Bretagna).
Sigla 4C
La sigla ’4C’ si ispira al passato glorioso del brand proiettando nel futuro i valori di tecnologia ed emozione. Infatti, richiama la grande tradizione sportiva dell’Alfa Romeo – le sigle 8C e 6C negli anni Trenta e Quaranta hanno contraddistinto le vetture, da competizione e stradali, equipaggiate con il potente ‘otto cilindri’ e l’innovativo ‘sei cilindri’ , confermando nella sua impostazione progettuale e costruttiva l’obiettivo di un rapporto peso/potenza da autentica supercar, inferiore a 4 kg/cv, ma puntando più che alla potenza massima erogata, al contenimento del peso per garantire la massima agilità e le migliori prestazioni. L’Alfa Romeo 4C impiega a tal fine tecnologie e materiali derivati da supersportive (tra cui già l’Alfa Romeo 8C Competizione) – fibra di carbonio, alluminio, trazione posteriore – e tecnologie proprie degli ultimi modelli di serie Alfa Romeo ma rinnovate per esaltare ulteriormente la sportività della nuova vettura. Lo dimostrano il nuovo 1750 Turbo Benzina con iniezione diretta interamente in alluminio, il sofisticato cambio automatico a doppia frizione a secco “Alfa TCT” e il selettore Alfa D.N.A. con l’inedita modalità Race.
Stile esterno
Disegnata dal Centro Stile Alfa Romeo, 4C richiama immediatamente alcuni modelli iconici della tradizione che hanno lasciato un segno importante nella storia del Marchio. Uno su tutti, per analogie dimensionali e di layout, è sicuramente la 33 Stradale, una vettura che coniugava le estreme esigenze meccaniche e funzionali ad uno stile essenziale che ‘vestiva’ adeguatamente il motore e il telaio con dei trattamenti inconfondibilmente Alfa Romeo. Anche 4C ripercorre la stessa strada e lo fa a completamento di un percorso iniziato con la 8C Competizione estremizzando alcuni concetti peculiari del marchio come la compattezza, la dinamicità e l’agilità.
Design interno
L’essenzialità del design e dei materiali contraddistingue anche gli interni, essendo tutto concepito e finalizzato al massimo coinvolgimento dell’esperienza di guida. In particolare, all’interno spicca immediatamente la fibra di carbonio impiegata per la realizzazione della cellula centrale, lasciata a vista per esaltare il senso di unicità, di tecnologia e leggerezza.
Dimensioni e aerodinamica
Le dimensioni compatte rendono unica questa “2 posti secchi” nel panorama competitivo: è lunga poco meno di 4 metri, larga 200 cm, alta 118 cm e con un passo inferiore a 2,4 metri. Misure che, da una parte, mettono in risalto le doti di compattezza della vettura, dall’altra ne accentuano le caratteristiche di agilità. Inoltre, grazie all’eccellente lavoro dei progettisti, la vettura raggiunge i massimi livelli di efficienza aerodinamica registrando un Cz (coefficiente di deportanza) negativo che, come sulle vetture da competizione, contribuisce ad aumentare la stabilità alle alte velocità.
Nuovo ’4 cilindri’ 1750 Turbo Benzina
Evoluzione del propulsore già in dotazione alla versione Quadrifoglio Verde di Giulietta, il nuovo ’4 cilindri’ 1750 Turbo Benzina adotta un innovativo basamento in alluminio e specifici impianti di aspirazione e scarico ottimizzati per esaltare ulteriormente la sportività della vettura. In più sono presenti soluzioni tecniche all’avanguardia quali l’iniezione diretta di benzina, il doppio variatore di fase continuo, il turbocompressore ed un rivoluzionario sistema di controllo definito “scavenging” che elimina il “turbolag”.
Cambio automatico Alfa TCT
Il Turbo Benzina 1750 è abbinato all’innovativo cambio automatico a doppia frizione a secco Alfa TCT vero punto di riferimento della categoria per il peso contenuto e l’estrema velocità di attuazione. Il cambio può essere comandato anche in modalità sequenziale attraverso gli “shift paddles” posti dietro il volante.
Il nuovo selettore Alfa D.N.A. con modalità ‘Race’
Debutta su Alfa Romeo 4C il nuovo selettore Alfa D.N.A. che ai tre settaggi finora disponibili – Dynamic, Natural e All Weather – aggiunge una quarta modalità: ‘Race’, pensata per esaltare ulteriormente l’esperienza di guida in pista.
L’eccellenza del made in Italy
La versione definitiva della 4C si è avvalsa nello sviluppo delle migliori competenze tecnico-industriali dei marchi Alfa Romeo e Maserati. In particolare, la cooperazione tra le due Case si è svolta in un’ottica di integrazione tra le funzioni di progettazione di Alfa Romeo e quelle produttive di Maserati. Insomma, è anche questo un segno distintivo di Alfa Romeo, un marchio secolare che continua ad essere uno dei più famosi e apprezzati ambasciatori del made in Italy nel mondo.
Alfa Romeo MiTo SBK
ALFA ROMEO MiTo SBK, Limited Edition da appena 200 esemplari
Alfa Romeo MiTo SBK debutta tra 10 giorni nei saloni (porte aperte il 16 e 17 febbraio assieme a MiTo SBK Serie Sepciale) con una serie esclusiva. Molto esclusiva: appena 200 esemplari. Tutti numerati.
La Limited edition del biscione monta il motore MultiAir da 1.4 litri da 170 cavalli Quadrifoglio Verde. Alfa Romeo MiTo SBK si distingue per le minigonne laterali, il dam posteriore, i cerchi in lega da 18″ in titanio dietro i quali risalta il colore rosso delle pinze dei freni Brembo. Nonostante l’esplosività del propulsore, i consumi di cui è accreditato sono interessanti e scendono, nel ciclo extraurbano fino a 4,8 litri per 100 chilometri. L’accelerazione da 0 a 100 è di 7 secondi.
Alfa Romeo MiTo SBK Limited Edition è prposta in due tinte di carrozzeria (nero e rosso Alfa) abbinabili a tre colori per il tetto: nero, rosso Alfa e il nuovo bianco Cristallo. La dotazione di serie include pedaliera sportiva, vernice bicolore, cornici di proiettori e fanali in grigio Titanio, sensori di parcheggio posteriori, climatizzatore automatico bizona, comandi radio e telefono al volante, sistema Blue&Me con comandi vocali e mediaplayer MP3 con presa USB e AUX-in, stickers specifici SBK Limited Edition in grigio Titanio e predisposizione per navigatore portatile. Il prezzo? Da 26.780 euro.
Marchionne non sopporto l’arroganza della Volkswagen non gli vendo Alfa Romeo
Marchionne: “Non sopporto arroganza VW. Non vendo Alfa”
Torino – Auto di lusso per inseguire la piena occupazione. È il piano di Sergio Marchionne dopo “Fabbrica Italia”, confermato a Torino nel corso di un’intervista alla “Repubblica delle idee” sul palco con il direttore del quotidiano Ezio Mauro.
L’obiettivo è “arrivare alla piena occupazione negli stabilimenti italiani anche prima dei tre quattro anni previsti”. La formula indicata dall’Ad di Fiat Group Automobiles e cioè “producendo in Italia Maserati, Alfa e Jeep”. Al direttore di Repubblica, Marchionne ha assicurato che “Alfa sarà uno dei marchi premium su cui puntiamo. Non la vendiamo certo. Men che meno alla Volkswagen”.
All’estero il numero uno del Lingotto sempre possibilista circa l’ipotesi di costruire modelli low cost, progetto che stanno perseguendo altri marchi, a partire dal Volkswagen. A proposito del quale Marchionne ha confessato di far “fatica a pronunciare quel nome, devo allenarmi tutte le mattine. Li ammiro per il grande lavoro tecnico che hanno fatto negli ultimi trent’anni ma non sopporto l’arroganza”. Marchionne ha ribadito a Torino anche di puntare alla fusione con Chrysler “entro il 2014″.




