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	<title>Ultimissime Auto &#187; assicurazioni</title>
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	<description>Tutte le novità sul mondo delle Automobili</description>
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		<title>Assicurazione Kasko</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 11:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[assicurazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Kasko, questa sconosciuta

Al ritorno dalle vacanze gli italiani troveranno ad attenderli una  stangata. E tra le voci del budget familiare che piu’ peseranno c’e’  quella dell’Rc auto. Dall’analisi dell’Osservatorio nazionale di  Federconsumatori emerge, infatti, che la crescita di prezzi e tariffe  per il 2010 comportera’ un aggravio di 1.118 euro rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2010/03/assicurazione-rca.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-20069" title="assicurazione-rca" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2010/03/assicurazione-rca.jpg" alt="" width="256" height="256" /></a>Kasko, questa sconosciuta</p>
<p><span id="more-26429"></span></p>
<p>Al ritorno dalle vacanze gli italiani troveranno ad attenderli una  stangata. E tra le voci del budget familiare che piu’ peseranno c’e’  quella dell’Rc auto. Dall’analisi dell’Osservatorio nazionale di  Federconsumatori emerge, infatti, che la crescita di prezzi e tariffe  per il 2010 comportera’ un aggravio di 1.118 euro rispetto all’anno  scorso, di cui 159 euro solo per l’assicurazione dell’automobile.</p>
<p>Numeri che entro brevissimo tempo porteranno a riaccendere le solite  polemiche sul caro-Rc Auto con l’Ania (l’Associazione nazionale fra le  imprese assicuratrici) che smentira’ i rincari e le associazioni dei  consumatori che chiederanno l’ennesima riduzione di questa voce.</p>
<p>Una querelle che va avanti da anni anche perche’ il costo della polizza  auto influisce in maniera determinante sulle vite degli automobilisti,  obbligati per legge ad assicurarsi sulla responsabilita’ civile.<br />
Ma la semplice Rc auto non protegge sempre il guidatore. Va, infatti,  ricordato che i danni diretti e materiali subiti dal veicolo, come ad  esempio, a seguito di urto, collisione, ribaltamento e uscita di strada  non sono coperti e vanno poi pagati direttamente da chi l’ha causati.</p>
<p>Cosi’ come ricorda Assicurazione.it, secondo cui sono milioni gli  italiani che ogni anno si rivolgono ai carrozzieri per rimettere a posto  graffi, ammaccature e danni che loro stessi hanno causato. E ancora di  piu’ quelli che, per non spendere centinaia o a volte migliaia di euro  per la riparazione, semplicemente tengono la macchina ammaccata con  danno non solo estetico, ma spesso anche funzionale.</p>
<p>Eppure una soluzione ci sarebbe: sottoscrivere la copertura aggiuntiva  Kasko. Si tratta, in altre parole, di una garanzia accessoria con la  quale la compagnia si assume i rischi derivanti dalla circolazione  dell’auto, indipendentemente dalla responsabilita’ del guidatore.<br />
Una polizza che, tuttavia, in Italia e’ pressoche’ conosciuta, tanto che  solo l’1,2% degli automobilisti sceglie di spendere qualche euro in  piu’ al mese per averla.</p>
<p>La situazione e’ appena migliore al Nord dove, in media, sono coperti  dalla Kasko circa il 2% dei conducenti (con picchi che arrivano quasi al  3% in Lombardia e in Piemonte), mentre la situazione e’ decisamente  peggiore al Sud che fa registrare un valore medio inferiore allo 0,4%  (ultima la Campania con appena lo 0,11%).</p>
<p>In Germania, par dare un parametro di confronto, sottoscrivono questa  copertura il 37% degli automobilisti, in Francia il 57% e in Gran  Bretagna addirittura l’84%.</p>
<p><a href="http://www.miaeconomia.it"><strong>da Miaeconomia.it</strong></a></p>
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		<title>Rc Auto Rincari continui</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 21:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[assicurazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Rcauto, processo ai rincari Cerchiai: è colpa del Paese
A nulla hanno potuto le liberalizzazioni di Bersani, né gli innumerevoli interventi dell’Isvap, né le salate multe dell’Antitrust all’inizio del 2000. Le tariffe Rc auto, che per le famiglie italiane rappresentano una delle principali fonti di spesa nel loro bilancio annuale, continuano a crescere in maniera inarrestabile. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2010/03/assicurazione-rca.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20069" title="assicurazione-rca" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2010/03/assicurazione-rca.jpg" alt="" width="256" height="256" /></a>Rcauto, processo ai rincari Cerchiai: è colpa del Paese<br />
A nulla hanno potuto le liberalizzazioni di Bersani, né gli innumerevoli interventi dell’Isvap, né le salate multe dell’Antitrust all’inizio del 2000. Le tariffe Rc auto, che per le famiglie italiane rappresentano una delle principali fonti di spesa nel loro bilancio annuale, continuano a crescere in maniera inarrestabile. Tra il 2002 e il 2009 sono aumentate, secondo Giancarlo Giannini, presidente dell’Isvap, complessivamente del 17,9 per cento: un livello più che doppio rispetto a quello medio europeo, e contro lo 0,9 per cento di Francia e il meno 1,4 della Germania.<br />
w segue alle pagine 6 e 7</p>
<p><span id="more-25193"></span></p>
<p>E non basta: in valori assoluti, cioè in euro, le tariffe italiane sono circa il doppio di quelle francesi, inglesi e tedesche, a parità di automobile e di profilo di rischio dell’assicurato. L’Italia, insomma, per gli automobilisti si rivela un vero inferno.<br />
L’aumento tra il 2002 e il 2009 è arrivato del tutto inatteso, visto che tra il 1996 e il 2001 dopo la liberalizzazione introdotta dall’Unione Europea quelle tariffe avevano già fatto un superbalzo di circa il 100 per cento. Grazie anche come dimostrò l’Antitrust, allora guidato da Giuseppe Tesauro a pratiche collusive fra le grandi imprese per il tramite di uno scambio sistematico di informazioni sulle tariffe. Tanto che i grandi gruppi dovettero pagare la bellezza di 700 miliardi di lire (circa 350 milioni di euro) per le multe complessivamente comminate. Dopo quell’episodio c’era stato anche il blocco delle tariffe per un anno deciso dal governo D’Alema: una forma di punizione che però, come molti già sapevano, sarebbe stata un anno dopo cancellata dall’Unione europea.<br />
Dopo tutto questo sembrava che le compagnie italiane avessero messo definitivamente la testa a posto. Invece siamo di nuovo daccapo. Le liberalizzazioni di Bersani del 2007 hanno dato molto fastidio alle imprese, promettendo una tempesta di vento e sabbia, sotto forma di riduzione dei prezzi. Ma alla fine si sono rivelate un venticello fresco e le tariffe Rc auto, dal 2008, hanno ricominciato a salire come se niente fosse.<br />
Adesso l’Antitrust di Antonio Catricalà ha deciso di aprire una nuova indagine conoscitiva per comprendere perché tutte le misure studiate per aumentare la concorrenza si siano rivelate fallimentari. Mentre anche alla Camera sono in atto i lavori della &#8220;Commissione Straordinaria per la verifica sull’andamento generale dei prezzi al consumo&#8221;. E mentre l’Isvap ha già minacciato una nuova e più intensa vigilanza.<br />
Le compagnie, da parte loro, negano ogni responsabilità, se non irrilevanti e marginali. La linea di difesa portata avanti dall’Ania è sempre la stessa (vedi l’intervista al presidente dell’Associazione fra le imprese assicurative riportata nella pagina a destra). «La colpa è del sistema italiano», dicono all’unisono le imprese. E spiegano: ci sono troppi &#8220;furbi&#8221; che approfittano di un incidente per farsi liquidare un risarcimento più alto del dovuto; ci sono troppe truffe vere e proprie, spesso collegate alla criminalità organizzata, soprattutto nel sud; per una piccola lesione di 12 punti di invalidità in Italia si ottiene il riconoscimento di un’invalidità permanente; i medici legali sono troppo compiacenti; i giudici sono di manica troppo larga, anche perché il governo non ha mai approvato, come invece la legge quadro del settore prevede, il tariffario di riferimento per le invalidità; ci sono troppi incidenti, il doppio che nella Ue, a causa di controlli di polizia quasi inesistenti e di strade strutturalmente poco sicure.<br />
Le compagnie, dal canto loro, si ritengono dei meri &#8220;notai&#8221;: se il costo dei sinistri, per gli svariati motivi che abbiamo visto sopra, aumenta, loro non possono che &#8220;registrare&#8221; gli incrementi tariffari che riportino in equilibrio i loro conti. Le compagnie, dal canto loro, si ritengono dei meri &#8220;notai&#8221;: se il costo dei sinistri, per gli svariati motivi che abbiamo visto sopra, aumenta, loro non possono che &#8220;registrare&#8221; gli incrementi tariffari che riportino in equilibrio i loro conti. Le posizioni degli assicuratori sono monolitiche. «Il prezzo del servizio assicurativo – dice Fausto Marchionni, amministratore delegato di FonSai, la prima compagnia italiana dell’Rc auto è determinato in tutto il mondo dal costo del risarcimento del sinistro. Del resto basta guardare quel che è accaduto negli ultimi anni, quando sono sbarcati in Italia importanti gruppi assicurativi internazionali: anche loro si sono dovuti adeguare al costo dei sinistri in Italia. Soprattutto il fatto che i danni fisici siano pagati nel nostro paese ben più che negli altri paesi europei impedisce a chiunque di praticare tariffe decisamente inferiori».<br />
Ci potrebbe essere il dubbio che le compagnie italiane siano meno efficienti di quelle europee, magari con costi di gestione e amministrazione troppo elevati. Ma c’è chi smentisce questa visione: «Le compagnie italiane spiega Enrico Cucchiani, membro del Consiglio di gestione di Allianz Se e come tale capace di avere uno sguardo d’insieme sui vari mercati europei sono mediamente più efficienti di quelle francesi, inglesi, tedesche e austriache. Sono meno efficienti soltanto di quelle spagnole. La differenza nel costo dei sinistri in Italia non la fanno i pezzi di ricambio delle vetture, ormai allineati praticamente in tutta Europa, ma i danni alle persone. I sinistri con danni alle persone sono infatti il doppio che in Europa».<br />
In questo contesto anche i tentativi di modificare le coordinate sono destinati, secondo le imprese, a fallire. «Sono intervenute norme, come alcuni aspetti del cosiddetto &#8220;Decreto Bersani&#8221; dice l’ad di Unipol, Carlo Cimbri che hanno minato l’equilibrio del sistema bonus/malus. Allineare le classi di merito nell’ambito del medesimo nucleo familiare, comporta che il prezzo pagato da qualcuno sia molto più basso rispetto al suo effettivo profilo di rischio. Non è corretto, anche perché quello che succede, nel medio periodo, è che l’intera platea degli assicurati si trova a pagare un po’ di più anche per questo».<br />
Il presidente dell’Isvap, Giannini, che pure riconosce l’incidenza delle &#8220;variabili esogene&#8221; indicate dalle compagnie, attribuisce comunque a queste ultime una sorta di rassegnazione passiva di fronte all’aumento del costo dei sinistri. In altre parole: sicure di poter scaricare sulle tariffe i maggiori costi come le normali imprese non riescono a fare perché sono in un regime di concorrenza che le costringe a tenere sotto stretto controllo le spese le compagnie non si preoccupano più di tanto degli aumenti tariffari. E così, per le queste imprese, i clienti sono una specie di Bancomat cui rivolgersi quando per qualche ragione scarseggiano i soldi in cassa.<br />
Dal canto loro, gli assicurati fanno poco per evitare gli aumenti. Nonostante svariati interventi dell’Isvap per indurre i consumatori a guardarsi intorno prima di rinnovare il contratto con la stessa compagnia, soprattutto dopo aver avuto un aumento, solo meno del 10% alla fine cambia impresa.<br />
Giannini riconosce l’esistenza di un problemapaese: «Tuttavia dice manca spesso la buona volontà di intervenire con decisione su alcune variabili endogene e così si scarica tutto sulle tariffe». Su un punto Giannini sta insistendo con particolare veemenza, trovando peraltro uno scarso interesse da parte delle compagnie: il fatto che queste non investono abbastanza nelle strutture di liquidazione dei danni, che potrebbero bloccare più frodi e speculazioni. La prova è che laddove, come a Napoli e nel Sud, queste strutture sono più povere di personale, le truffe sono considerevolmente più alte, in un rapporto inverso mostrato inequivocabilmente dai numeri.</p>
<p><strong>ADRIANO BONAFEDE da repubblica.it</strong></p>
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		<title>Isvap Assicurazione italiana doppia di Francia e Germania</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 21:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rc Auto, in Italia premi doppi rispetto a Francia e Germania
Indagine Isvap: al Sud 7mila euro per i giovani, aumentano non assicurati

Isvap, premi Italia doppi di Francia e Germania
ROMA &#8211; In Italia il premio medio per l&#8217;Rc auto e&#8217; praticamente doppio rispetto a quello applicato in Germania, Francia e Spagna: 407 euro contro, rispettivamente, 222, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-20069" title="assicurazione-rca" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2010/03/assicurazione-rca.jpg" alt="assicurazione-rca" width="256" height="256" />Rc Auto, in Italia premi doppi rispetto a Francia e Germania<br />
Indagine Isvap: al Sud 7mila euro per i giovani, aumentano non assicurati</p>
<p><span id="more-24559"></span></p>
<p>Isvap, premi Italia doppi di Francia e Germania</p>
<p>ROMA &#8211; In Italia il premio medio per l&#8217;Rc auto e&#8217; praticamente doppio rispetto a quello applicato in Germania, Francia e Spagna: 407 euro contro, rispettivamente, 222, 172 e 229. A lanciare l&#8217;allarme sul caro Rc auto e&#8217; il presidente dell&#8217;Isvap Giancarlo Giannini nella relazione annuale il cui rileva che l&#8217;andamento degli indici dei prezzi delle assicurazioni dei mezzi di trasporto per il periodo 2002-2009 &#8221;mostra per l&#8217;Italia un incremento cumulato quasi triplo, il 17,9% contro il 7,1% della media europea&#8221;. Secondo Giannini l&#8217;aumento delle tariffe &#8221;non e&#8217; la risposta corretta&#8221; alle difficolta&#8217; del settore e l&#8217;Rc auto e&#8217; &#8221;il tallone d&#8217;Achille del sistema&#8221;.</p>
<p>Oltre alla riduzione del 3,6% della raccolta premi, nel 2009 e&#8217; peggiorato al 108% il rapporto tra spese piu&#8217; oneri sui sinistri e gli incassi derivanti dai premi (combined ratio). Il buon andamento della gestione finanziaria ha consentito di contenere in meno di 100 milioni le perdite del comparto, ma alle difficolta&#8217; le imprese hanno reagito azionando la leva degli aumenti tariffari, ha aggiunto il numero uno dell&#8217;Isvap, ricordando che &#8221;nel periodo aprile 2009-aprile 2010 sono aumentate a due cifre le tariffe medie ponderate relative a tutte le tipologie di assicurati sotto osservazione&#8221;. Quello dell&#8217;aumento delle tariffe e&#8217;, secondo Giannini, &#8216;&#8217;solo la leva piu&#8217; immediata e a piu&#8217; rapido effetto in un mercato in cui il cittadino e&#8217; obbligato ad assicurarsi&#8221;. Sulla determinazione del costo finale dell&#8217;rc auto, ha aggiunto, intervengono numerosi fattori tipici dell&#8217;Italia, dallo stato delle strade all&#8217;elevata incidenza delle lesioni denunciate, &#8221;ma il confronto con quanto accade negli altri Paesi europei deve comunque far riflettere&#8221;. L&#8217;indagine condotta dall&#8217;Isvap sulla gestione dei sinistri da parte delle imprese conferma l&#8217;esistenza di &#8221;diffuse inefficienze alle quali occorre porre rimedio&#8221;. Negli ultimi cinque anni, ad esempio, la presenza di uffici di liquidazione dei sinistri sul territorio, e&#8217; diminuita del 30%, il rapporto tra reclami e sinistri e&#8217; peggiorato del 77%, l&#8217;importo delle sanzioni e&#8217; salito del 40%. Giannini ricorda quindi che finora le compagnie hanno rinviato gli investimenti necessari, ma &#8221;e&#8217; arrivato il momento di agire&#8221;. Tra gli ulteriori e solleciti interventi auspicati dall&#8217;Isvap ci sono la tabellazione del danno biologico per le lesioni di maggiore entita&#8217;, e l&#8217;abolizione del tacito rinnovo.</p>
<p>INDAGINE ISVAP,AL SUD PREMI GIOVANI OLTRE 7.000 EURO &#8211; Assicurare un&#8217;autovettura di media cilindrata per giovani e neopatentati in alcune zone del Sud puo&#8217; raggiungere cifre astronomiche, che in alcuni casi superano i 7.000 euro. E&#8217; quanto ha rilevato l&#8217;Isvap che ha aperto un&#8217;indagine. Nella relazione annuale, il presidente dell&#8217;Isvap, Giancarlo Giannini, ha precisato che l&#8217;istituto di vigilanza &#8221;ha aperto un&#8217;indagine per verificare se tali livelli siano giustificate sul piano tecnico o non integrino piuttosto la fattispecie della elusione dell&#8217;obbligo a contrarre, cui per legge le imprese sono tenute&#8221;.</p>
<p>ALLARME EVASIONE, SEMPRE PIU&#8217; I NON ASSICURATI &#8211; E&#8217; vero e proprio allarme evasione nel settore dell&#8217;Rc auto. A lanciarlo è il presidente dell&#8217;Isvap Giancarlo Giannini che nella relazione annuale ha puntato il dito contro un aumento del fenomeno dei non assicurati, dei contrassegni falsi e delle compagnie assicurative fantasma. &#8220;Si moltiplicano i segnali che inducono a ritenere in aumento il fenomeno dell&#8217;evasione assicurativa nel campo dell&#8217;Rc auto&#8221;, ha rilevato Giannini. In particolare, è in aumento il ricorso al fondo vittime della strada da parte di cittadini che hanno avuto sinistri con veicoli non assicurati (oltre 21.000 nel 2009, contro i circa 11.500 del 2002) o con terzi fuggiti dopo l&#8217;incidente. Inoltre, secondo il presidente dell&#8217;Isvap, cominciano a diventare di una certa significatività le cifre sui falsi contrassegni in circolazione. L&#8217;Isvap ritiene che queste cifre siano la punta dell&#8217;iceberg e che la dimensione della non assicurazione sia ben più importante. L&#8217;Autorità sta dunque collaborando con le istituzioni competenti per arrivare alla produzione di contrassegni la cui difficoltà di falsificazione sia pari a quella della carta moneta. &#8220;Il progetto &#8211; ha detto Giannini &#8211; é in fase avanzata&#8221;. Cresce anche il fenomeno delle imprese che operano senza autorizzazione; compagnie fantasma dedite al raggiro dei cittadini con l&#8217;offerta di premi esigui dietro i quali non ci sono né strutture né riserve né, ovviamente, risarcimenti. Dal 2002 in totale ne sono state individuate 48. &#8220;Imprese, operatori della distribuzione e autorità non possono non tenere in debita considerazione il diffondersi di un fenomeno, quale quello della evasione assicurativa, sintomo pericoloso in un segmento di mercato come la rc auto&#8221; ha aggiunto il presidente dell&#8217;Isvap.</p>
<p>SISTEMA SOLIDO,TORNA UTILE, MA CAUTELA &#8211; Il sistema assicurativo italiano è solido: è caratterizzato da un grado di solvibilità in linea con i maggiori paesi europei e da una composizione più prudente degli investimenti. A rilevarlo è il presidente dell&#8217;Isvap, Giancarlo Giannini, che precisa come nel 2009 il settore sia tornato in utile (3,9 miliardi di euro contro la perdita di 1,9 del 2008). Ma il numero uno dell&#8217;Autorità di controllo invita tuttavia alla &#8220;cautela&#8221; sulle prospettive future. Nel 2009, ha spiegato Giannini nella sua relazione annuale, la raccolta premi totale del settore ha segnato un aumento di oltre il 28% a 118 miliardi. Il risultato è dovuto alla forte crescita delle polizze vita (+49%) e soprattutto al boom delle polizze vita tradizionali (+106%). Mentre la raccolta danni è diminuita del 2% a quota 36,7 miliardi, a causa soprattutto della negativa performance della rc auto, calata del 3,6%. Nel confronto internazionale il mercato italiano è stato, con quello francese, uno dei più dinamici del 2009. Il motivo, ha spiegato Giannini, è da ricercare nella riallocazione del risparmio che ha portato le famiglie italiane a privilegiare la sicurezza dell&#8217;investimento, in termini di garanzia di restituzione del capitale e di rendimenti positivi. &#8220;Il fenomeno è stato favorito dalla immagine di solidità del sistema assicurativo italiano, considerato un porto sicuro in tempi di crisi&#8221;. L&#8217;andamento positivo della raccolta vita sta proseguendo anche nei primi mesi dell&#8217;anno sebbene a ritmi più lenti. Tuttavia, ha osservato Giannini, &#8220;occorre cautela: quella attuale non è una crisi né congiunturale né strutturale, bensì un vero e proprio cambio di paradigma economico sociale. I fattori che hanno portato al boom dei rami vita potrebbero non persistere nei prossimi mesi a causa dell&#8217;incertezza che caratterizza lo scenario macroeconomico. Inoltre, a dispetto della positiva performance del 2009, l&#8217;Italia resta un paese strutturalmente sottoassicurato, al 22mo posto nel mondo per incidenza della produzione assicurativa sul Pil. Quanto alla situazione economico-patrimoniale del settore, il numero uno dell&#8217;Isvap ha ricordato che il saldo tra plusvalenze e minusvalenze latenti nei portafogli delle imprese è salito a 10,7 miliardi, tornando ai livelli pre-crisi. Gli indici di solvibilità a fine dicembre erano pari, rispettivamente per la gestione vita e quella danni, a poco meno di 2 e 3 volte i minimi richiesti per legge. Questi risultati sono stati possibili grazie anche agli interventi di rafforzamento patrimoniale, attraverso aumenti di capitale ed emissioni di prestiti subordinati, per un ammontare complessivo di circa 4,5 miliardi, sollecitati dall&#8217;Autorità.</p>
<p><strong>da Ansa.it</strong></p>
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		<title>Rc Auto assicurazione arriva stangata rincari</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 14:02:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stangata Rc Auto in vista: le compagnie sono in rosso

Le compagnie di assicurazione hanno chiuso il 2009 con i conti «tecnici» (al netto dei rendimenti finanziari) in rosso, registrando la prima perdita dal 2002. Non c’è da stupirsi quindi se le tariffe Rc Auto sono in aumento e se «la serie storica di riduzione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-14519" title="rc-auto" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2009/12/rc-auto-300x214.jpg" alt="rc-auto" width="300" height="214" />Stangata Rc Auto in vista: le compagnie sono in rosso</p>
<p><span id="more-21607"></span></p>
<p>Le compagnie di assicurazione hanno chiuso il 2009 con i conti «tecnici» (al netto dei rendimenti finanziari) in rosso, registrando la prima perdita dal 2002. Non c’è da stupirsi quindi se le tariffe Rc Auto sono in aumento e se «la serie storica di riduzione dei prezzi che il settore ha registrato a partire dal 2005 è necessariamente destinata a interrompersi».<br />
Ovviamente il popolo degli assicurati si sarebbe stupito del contrario. Ma tant’è.<br />
Il presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai, passa così al contrattacco parlando dei prezzi Rc Auto, definendo gli aumenti «necessari», anche se al momento non stimabili nella loro entità. Pur distinguendo i prezzi pagati effettivamente dagli assicurati dalle tariffe, cioè dai prezzi di listino che non tengono conto di sconti, promozioni e bonus malus, Cerchiai ha riconosciuto che, dopo il calo dell’11,3% degli scorsi 5 anni (-3,4% solo nel 2009), i prezzi medi torneranno quest’anno ad aumentare. Anche se con ogni probabilità non con le stesse proporzioni rilevate recentemente dall’Isvap per le tariffe (+14%).<br />
Peccato che nei giorni scorsi il Tesoro ha diffuso i dati ufficiali degli aumenti dei prezzi: nel periodo 1996-2009 le tariffe Rc Auto sono cresciute di oltre il 131 per cento!</p>
<p><strong>da ilgiornale.it</strong></p>
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