aston martin

Aston Martin Virage


Non era in cima alle attese e questa Aston ci coglie di sorpresa
Sorpresa Aston Martin a Ginevra: Virage
Si inserisce tra DB9 e DBS, monta un V12 di 6 litri da 490 CV. Sfiora i 300 orari, largo utilizzo della fibra di carbonio

Tra le ultime a svelare la sua novità, ma alla fine anche Aston Martin sarà grande protagonista all’imminente Salone di Ginevra. La prestigiosa Casa britannica, da tre anni sotto il controllo di una cordata kuwaitiana gestita da David Richards, esporrà infatti in anteprima mondiale la nuova Virage, coupé sportivo due porte di classe (2+2 posti o solo 2) in grado di abbinare performance straordinarie a lusso, comfort e massima raffinatezza nei dettagli. La gamma Virage è completata dalla variante convertibile Volante. Un modello potente ed elegante definito dal Presidente Ulrich Bez “un’ulteriore evoluzione della nostra strategia, la perfezione che ci si aspetta oggi da un’automobile”.

Virage si inserisce in gamma tra la più elegante DB9 e la più sportiva DBS ed è spinta dal motore V12 di 6 litri da 490 CV di potenza capace di sviluppare una coppia massima di 570 Nm (è assemblato nell’impianto di Colonia) abbinato ad una trasmissione automatica Touchtronic II a sei rapporti di derivazione ZF. La velocità massima sfiora i 300 km/h e l’accelerazione da 0 a 100 orari si concretizza in soli 4,6 secondi. La vettura fa largo uso di materiali ultraleggeri quali la fibra di carbonio e un particolare alluminio ispirato alla serie speciale One-77. Ricchissime e complete le dotazioni base sulla sicurezza, tra cui controllo dinamico della stabilità DSC, Adaptive Damping System, ABS, EBD, EBA, freni in carboceramica e controllo della trazione. Gli interni sono super confortevoli, spiccano le dieci regolazioni elettriche dei sedili sportivi. La nuova Aston Martin Virage (gommata Pirelli P Zero) sarà ordinabile immediatamente dopo la rassegna svizzera attraverso una rete di vendita globale che si articola su 132 showroom in 41 Paesi. I prezzi ufficiali saranno comunicati al Salone.

da lastampa.it


Cara Carissima Aston Cygnet


Esclusiva, bella e cara
Il boom dell’auto da esibire

James, James Bond. Immaginate lui, il mito: non alla guida dell’argentea DB5, bensì dietro il volante della nuova Cygnet, impegnato a dare la birra ai… perfidi. Avesse pure sedili eiettabili, lame estraibili e olio da spalmare in abbondanza, il fascino di James sarebbe lo stesso?

Il vecchio adagio «l’abito (non) fa il monaco» riferito al debutto della nuova citycar Aston Martin, 2+2 anglo-giapponese, torna alla ribalta e scatena infiniti dibattiti. Perché per tanti la piccola Aston altro non è che una Toyota iQ con paraurti e mascherina diversi, oltre a interni più raffinati, e quindi non vale la spesa. Ma per altrettanti potenziali clienti può essere invece l’occasione per mettersi in garage uno status symbol a «soli» 39.500 euro. E poco importa che come motore (1.3 da 99 Cv per 170 km/h), sospensioni e cambio non abbia un solo bullone diverso. La differenza la fanno i dettagli, dai sedili in pelle rifiniti a mano agli elementi interni cromati, ai cerchi in lega diamantati per le due versioni del debutto, Black e Snow White.

La presentazione a Milano, al Just Cavalli, della piccola inglese ha avviato un dibattito sulla sostanza, tutt’altro che scontato e che nel mondo dell’auto ha radici profonde. L’esclusività piace, e c’è chi incrementa con gioia questo mercato dell’eccesso.

Pensiamo alla riedizione di due icone: la Porsche Speedster e la Lotus 7. La prima veniva prodotta in Belgio dalla Apal con motore Maggiolino e scocca in vetroresina; a vederla, ma non a toccarla, era tremendamente simile al mito tedesco. La seconda, ancora venduta (anche in scatola di montaggio) dalla Caterham, è una copia carbone, con però soluzioni tecniche evolute, tanto che a livello di prestazioni risulta nettamente superiore all’originale. Abiti simili ma con sostanza assai diversa: hanno entrambe una loro schiera di fans, nettamente più cospicua per l’inglese.

Sempre pescando nel libro dei ricordi sul tema «l’abito fa il monaco», ampio spazio meritano le one-off, esemplari unici, commissionati a importanti carrozzieri da multimilionari. Ultimo esempio è la Lancia Stratos voluta dall’imprenditore tedesco Stoschek e realizzata da Pininfarina su base meccanica Ferrari 430 Scuderia; o ancora la Ferrari P4/5 del ‘96, sempre di Pininfarina, destinata al collezionista americano James Glickenhaus che ha sborsato 4 milioni di dollari per un’auto simile alla Ferrari 330 P3/4 del 1967 ma con il motore 12 cilindri della Enzo. In versione competizione, proprio in questi giorni è stata protagonista di prove sul circuito di Vallelunga.

Ma come e dove nasce la voglia di queste vetture così esclusive? Semplicemente dall’amore per un «vestito» che non c’é più. Grazie a portafogli gonfi, i clienti speciali non si limitano alla sola emozione estetica, ottenendo prestazioni da supercar. E forse è proprio sull’acronimo della doppia GG, guardare e guidare, che si gioca nel mondo dell’automobile il valore della sostanza. Chi ha soldi, oltre al vestito punta pure sulla sostanza, chi invece rincorre sogni impossibili si… accontenta.

Trovano ampia spiegazione anche vetture come la Tesla, elettrica americana da 100 mila euro, che la prossima settimana aprirà il suo showroom in pieno centro a Milano. Ma anche le elaborazioni di vari preparatori di classe: si pensi, ad esempio, a Ruf che modifica le Porsche, migliorandone le prestazioni; Alpina che ormai quasi da cinquant’anni opera con simili concetti sulle Bmw; Carlsson che fa lo stesso con le Mercedes. Ecco, il partito degli automobilisti tutta sostanza qui trova ampia soddisfazione. Non altrettanto invece quello di chi si accontenta esclusivamente dell’abito, perché alla fine chi ha operato solo sul vestito non ha avuto altrettanta fortuna. Basti pensare a Sbarro, ma anche a Puma che negli anni Sessanta aveva conosciuto una certa notorietà vestendo telai Volkswagen con avveniristiche carrozzerie.

Da anni non si assisteva a operazioni come quelle dell’Aston Martin e della Toyota. Può essere interpretata come un’opportunità per riscoprire un trend da sempre presente ma molto di nicchia. Almeno fino a oggi.

MARCO MARELLI da lastampa.it


007 James Bond tradisce la Aston Martin con la Bentley


La mitica Aston Martin verrà sostituita da una Bentley nella prossima avventura di James Bond.
Le avventure scitte da Ian Fleming sono finite quindi il nuovo 007 è stato commissionato ad un grande romanziere contemporaneo Jeffrey Deaver ed avrà il titolo di Carte Blanche ma non guiderà più la Aston Martin DB9 ma una Bentley Continental Gt. Insomma valgono più gli Euro dei tedeschi della Volkswagen , proprietaria del marchio Bentley .
Vediamo di capire: Ian Fleming aveva già immaginato nel suo primo romanzo che la macchina a disposizione di 007 ” una Bentley imponente dal rumore assordante ed elaborata”.  Ma i film sono stati girati con le Aston Martin a partire dalla mitica DB5 ( forse il motivo è più plebeo di quanto si creda , all’epoca del primo film le macchine si compravano e tre DB5 costavano meno di tre Bentley.
La Bentley Continental del romanzo ha gli interni in pelle rossa che vediamo nelle foto con lo stesso romanziere Jeffrey Deaver da 20 milioni di copie.


Aston Martin e il software Siemens


Aston Martin standardizzerà lo sviluppo delle auto sul software NX

Siemens PLM Software annuncia che Aston Martin standardizzerà i processi di sviluppo delle auto sportive, a livello mondiale, sul software NX per la progettazione, la produzione e l’analisi (CAD/CAM/CAE) e sul software Teamcenter® per la gestione della conoscenza di prodotto e di processo. Adottando queste soluzioni in tutta l’organizzazione, Aston Martin potrà incrementare la produttività, grazie all’adozione di processi comuni e alla collaborazione avanzata per la progettazione e lo sviluppo dei prodotti su scala globale.

Davanti ad attività di progettazione e sviluppo sempre più complesse, molte case automobilistiche hanno dovuto necessariamente valutare i sistemi in loro possesso per assicurarsi di utilizzare le migliorie tecnologie attualmente disponibili sul mercato. Aston Martin ha iniziato due anni fa una valutazione approfondita e continuativa di diverse tecnologie PLM.

Secondo l’azienda, la decisione di migrare dalla soluzione attuale a NX e Teamcenter è fondamentale per il perseguimento della propria ‘mission’ come produttore di alcune delle auto sportive più famose e apprezzate al mondo.
“L’industria automobilistica sta vivendo profonde trasformazioni dal punto di vista sia tecnologico sia operativo. La crescente complessità dei veicoli e le mutate condizioni economiche stanno inducendo le case automobilistiche a rivalutare i loro sistemi PLM esistenti per allinearsi alle soluzioni migliori attualmente disponibili sul mercato” afferma Sanjeev Pal, analista PLM di IDC Corp.
“I costruttori di auto di lusso come Aston Martin devono anticipare le loro scelte sui prodotti e prendere decisioni con maggiore efficienza nel contesto di mercato attuale. Siamo molto soddisfatti che la nostra tecnologia sia stata scelta per i processi che vanno dalla pianificazione avanzata dei prodotti all’ingegneria dettagliata, essenziali per un aumento della produttività,” ha dichiarato Chuck Grindstaff, President and Chief Technology Officer, Siemens PLM Software. “Per le case automobilistiche è assolutamente necessario poter gestire i sistemi sempre più sofisticati delle auto, al fine di assicurare la qualità riducendo al tempo stesso il time-to-market.”
La decisione di Aston Martin di adottare la tecnologia di Siemens PLM Software come standard PLM in tutta l’azienda sottolinea l’importanza di un ambiente PLM aperto per favorire l’innovazione e gestire livelli di complessità notevolmente cresciuti. Inoltre, dimostra come le soluzioni di Siemens PLM Software siano scalabili e adattabili alle diverse esigenze di implementazione di tutti i tipi di case automobilistiche.


Aston Martin Cygnet listino prezzi


Cara, carissima Cygnet: ufficializzati i prezzi

L’Aston Martin ha ufficializzato i prezzi della city car Cygnet: 39.500 euro per la versione con cambio manuale e 40.650 per l’automatica. La vettura è in realtà una rivisitazione, neppure tanto radicale, della Toyota iQ con motore 1.300, che costa 15.700 euro. Cambiano i rivestimenti interni – con ampio uso di pelle di grande qualità – e la parte anteriore, rimodellata intorno alla classica calandra Aston. Le possibilità di personalizzazione sono quasi infinite. La vettura è ordinabile da subito, con una caparra di 3.500 euro. Le consegne inizieranno in maggio.


Venduta la Aston Martin Db5 di 007


Alla fine la Aston Martin Db5 Coupé del 1964 usata nel film di 007 da Sean Connery ha trovato un compratore.
La macchina è stata battuta all’asta per 2,9 milioni di sterline circa 3,3 milioni di euro.

La Aston Martin in questione è una delle due usatenei film Goldfinger e Tunderball , ma l’unica ancora esistente.

La maccjhina era di proprietà del presentatore radiofonico americano Jerry Lee , questi l’acquistò nel 1969 per 12mila dollari e da allora la coupé era rimasta quasi sempre nel suo garage.
Ha ancora montati i gadget che sono stati usati nei film
come le pistole (finte) le mitiche targhe intercambiabili (perchè di Aston ce ne erano a iosa ), lo scudo antiproiettili.

La vettura ricordiamo è dotata di un sei cilindri da quattro litri con una potenza di 282 cavalli. La velocità massima è attorno ai 233 Km/h

GALLERY a http://www.ultimissimeauto.com/la-aston-martin-di-james-bond-all-asta/


4 of 1012345678910
Back To Top