auto d’epoca

Firenze Uniques Special Ones 2012


La Bugatti ritrovata nel fienile vale un tesoro
Spettacolo a Uniques, vince un’Alfa
Al concorso di eleganza pezzi unici un tesoro da 150 milioni
di euro: anche la Jaguar di Clark Gable e la Maserati di Mina

FIRENZE-Parla inglese questa edizione di «Uniques Special Ones»: agli italiani che loro malgrado preferiscono tenere le auto più pregiate nei garages lontane da occhi indiscreti, si sono sostituiti americani, argentini, russi, tedeschi e inglesi, orgogliosi di esibire le proprie vetture «uniche» in questo prestigioso concorso d’eleganza fiorentino. Sono circa l’80% gli stranieri che sfilano in passerella nel lussureggiante Giardino della Gherardesca, «motivo in più per spostare dall’anno prossimo l’evento all’estero»- spiega Sandro Binelli, Presidente di Mac Group che organizza l’evento, anticipando una possibile edizione 2013 a San Pietroburgo, e a seguire un tour attraverso Emirati Arabi e Cina.
La Bugatti ritrovata in garage

AUTO PER 150 MILIONI DI EURO-I nomi più importanti del collezionismo mondiale si sfidano a colpi di design, restauro, originalità e tradizione storica di quelli che sono veri capolavori di meccanica. Ottanta vetture, cui si aggiunge l’area tematica dedicata al centenario della Carrozzeria Bertone, il cui valore complessivo tocca quest’anno la cifra record di 150 milioni di euro. Per essere ammessi a Uniques i modelli iscritti possono essere one off, concept, produzioni limitate, avere un passato glorioso o essere appartenute a celebrities. Ecco sfilare la Jaguar XK120 del 1949 di Clark Gable, la Maserati Ghibli di Mina e l’Alfa Romeo 6C 2300 Pescara Sport Spider di Benito Mussolini che nel ‘36 partecipò alla Mille Miglia guidata dal suo autista di fiducia Ercole Boratto. Uniques Special Ones è un viaggio nel tempo grazie alle cosiddette «barn find», auto mai restaurate trovate quasi per caso nei classici fienili americani o negli hangar disabitati, come è successo per la Bugatti Gangloff Cabriolet del 1927 ritrovata qualche mese fa in Francia nel garage pericolante di una signora ottantenne che l’aveva ricevuta in regalo dal padre nel ‘52 in occasione del suo ventesimo compleanno.

L’ALFA DI PININFARINA-Storie di vita che rivivono per un week end nel Palazzo Conventino del Four Seasons di Firenze, riportando al passato più glorioso delle corse automobilistiche con la Ferrari 340 America del ‘52 carrozzata Vignale che partecipò alla Mille Miglia con l’equipaggio Taruffi -Vandelli, o le protagoniste della Targa Florio quali l’Alfa Romeo Tipo 33/2 che arrivò terza assoluta nel 68 e la Lancia Stratos Marlboro del ‘74 testimone della sfortunata edizione di Munari-Andruet. Ma non ci sono solo le auto più blasonate in concorso: anche una Fiat Panda può diventare oggetto di attenzione da parte di un collezionista, e a Firenze viene esposta quella più ricercata con tetto apribile in tela realizzata in occasione dei Campionati Mondiali di calcio Italia ’90 e donata al capitano e ad alcuni giocatori della nazionale. Nonostante la fortissima participazione straniera rimane però in Italia il Trofeo Stefano Ricci del Best of Show, che va all’ Alfa Romeo 2500 SS Pininfarina del 1949 del collezionista Corrado Lopresto, modello unico ordinato da un nobile catanese, prima doppi fari al mondo.

Savina Confaloni da corriere.it


La Mille Miglia la casa svizzera di Orologi Chopard e l’accordo sul merchandising


“MILLEMIGLIA” AD OROLOGERIA – L’ACI DI BRESCIA, CHE ORGANIZZA LA STORICA CORSA, È STATO COMMISSARIATO – NEL 2010 IL PRESIDENTE DEL CLUB BONOMI HA STRETTO UN ACCORDO CON UNO DEGLI SPONSOR DELLA MANIFESTAZIONE, L’AZIENDA SVIZZERA DI OROLOGI “CHOPARD” – C’È CHI SOSTIENE CHE LA MILLEMIGLIA SIA STATA COSÌ DI FATTO CEDUTA AGLI SVIZZERI – CHOPARD IN PASSATO HA ANCHE USATO A INSAPUTA DELL’ACI IL MARCHIO DELLA CORSA PER UNA LINEA DI OROLOGI…

Giulia Ziino per il “Corriere della Sera”

Mille Miglia, da Brescia a Roma e ritorno. Più che una corsa (la più bella del mondo, diceva Enzo Ferrari), una leggenda. Dal futuro incerto: l’Automobile club di Brescia, proprietario del marchio Mille Miglia, è stato appena commissariato. Vincenzo Grimaldi, commissario designato, è atteso per oggi in città e il destino di una delle gare più celebri del mondo è uno dei nodi che dovrà affrontare.

Si tratta di capire se a organizzare la corsa sarà la Mille Miglia srl, neonata società creata ad hoc dall’Aci, o se il commissario sceglierà di prorogare la gestione (ormai scaduta) dell’Ati di Alessandro Casali, patron della gara negli ultimi 5 anni. Ma, secondo alcuni, ad attendere al traguardo delle Mille Miglia c’è un’ipotesi ben più allarmante: un destino svizzero.

Come? Grazie a una «invasione» della Chopard, la casa elvetica di alta orologeria e gioielli sponsor storico della manifestazione e titolare di una linea di segnatempo «griffata» Mille Miglia, che ora potrebbe ampliare i suoi diritti sul marchio della gara. Tutto in virtù di un accordo, i cui termini non sono noti, siglato nel 2010 dall’Aci bresciano. Secondo alcuni darebbe mano libera agli svizzeri. La partita è di quelle da non perdere: oltre al business (la gestione Ati garantiva all’Aci 1,2 milioni di euro l’anno), la posta in gioco è un mito dell’Italia dei motori, la gara che ha visto la vittoria di campioni come Ascari e Nuvolari.

Il legame tra Chopard e Mille Miglia da anni divide i soci del club bresciano. Già dal ’99 la casa svizzera ha iniziato a registrare, in vari Paesi – e, per alcuni, all’insaputa dell’Aci – il marchio Mille Miglia per sfruttarlo su orologi e preziosi: una «coabitazione», quella tra svizzeri, bresciani e Ati, fonte di problemi e battaglie a colpi di carte e brevetti. Fino al 2010, quando il nuovo presidente (ora commissariato) del club Aldo Bonomi, industriale bresciano oggi vicepresidente di Confindustria per le reti di impresa, firma un accordo con Ati e Chopard. Accordo segreto.

«Per ragioni di riservatezza obbligatorie nei contratti a tre», spiega al Corriere. «Ha svenduto il marchio agli svizzeri» sentenzia Giulio Ramponi, grande avversario di Bonomi ed esponente del comitato che da 8 anni si batte per fare chiarezza sulla gestione dell’Aci bresciano. «Il danno potenziale dell’accordo è doppio – continua Ramponi -: patrimoniale perché perdiamo il marchio, economico perché non ci pagano le royalty».

C’è di più. Giorgio Ungaretti, presidente dell’Aci dal 2007 all’ottobre 2010 ha presentato una denuncia in Procura in cui accusa Bonomi di averlo fatto trasferire a Torino per aver criticato l’intesa con Chopard: «L’accordo – dice – è svantaggioso per l’Italia e indebolito da un vizio di forma. Bonomi non aveva titolo per firmarlo e questo permetterà agli svizzeri, quando scadrà tra 10 anni, di invocarne la nullità e di impossessarsi del marchio Mille Miglia».

«L’accordo ha messo fine a un contenzioso che ci è costato 300 mila euro – replica Bonomi – e stiamo riportando a casa, a uno a uno, tutti i marchi registrati da Chopard». Un recupero messo a rischio dal commissariamento? «L’accordo è blindato. E siamo sereni: abbiamo già presentato un piano di rientro». Domani si riunisce il consiglio generale dell’Aci. Forse la Mille Miglia taglierà ancora il traguardo.


Chris Herridge e il motore Triumph Spitfire MKII che si ripara pezzo dopo pezzo video


Il motore «si ripara da solo»
Un restauro durato mesi fotogramma per fotogramma – Youtube

Chris Herridge, appassionato di auto d’epoca, ha documentato passo dopo passo con una fotocamera digitale la complessa riparazione della sua amata «Triumph Spitfire MKII». Con i 3000 scatti poi ha realizzato un film animato. Nel video «11 mesi, 3.000 immagini e un sacco di caffè», il propulsore torna nuovo come per magia.

da corriere.it


All’Asta l’auto di Al Capone una Cadillac V8


All’asta la Cadillac di Al Capone

Un’asta che passerà alla storia, per il nome del proprietario dell’auto che verrà battuta e per la base di partenza: da 300 a 500.000 dollari. L’auto in questione è la Cadillac V8 appartenuta al più celebre criminale americano degli anni Venti e Trenta: Al Capone. La macchina che verrà messa all’asta il 28 luglio era una delle tante possedute dal celebre gangster che aveva una vera passione per le quattro ruote. Questa Cadillac aveva finestrini, sportelli e carrozzeria a prova di proiettili e il lunotto ribaltabile per consentire a chi stava dentro di sparare ad eventuali inseguitori. Finita la sua “carriera” fu acquistata molti anni più tardi da un collezionista canadese prima di cambiare ancora di mano

da reuters


Ritrova su E bay l’Austin-Healey rubata nel 1970 e ritrovata


IN CALIFORNIA ECCEZIONALE RITROVAMENTO
Ritrova su Ebay l’auto rubata 42 anni prima
L’Austin Healey era stata portata via dal garage di un pensionato americano nel 1970. Ma con il web e a fortuna…

MILANO – Gliel’avevano rubata una mattina di quarantadue anni fa e da allora ha sempre sperato di ritrovarla. Robert Russell, pensionato texano di 66 anni ha scovato su eBay l’automobile che nel 1970 gli fu portata via dal sua garage, quando ancora viveva a Filadelfia.
IN BUONE CONDIZIONI-Si tratta di una Austin-Healey del 1967 che al tempo fu pagata dall’ex agente di commercio tremila dollari. Oggi la vettura che è in buone condizioni e conserva il fascino d’un tempo vale almeno 24.000 dollari. Poche mesi fa consultando il sito di e-commerce Russell non ha avuto alcun dubbio e i successivi controlli della polizia di Los Angeles gli hanno dato ragione: quell’Austin-Healey dell’annuncio era proprio la sua.

VALORE SENTIMENTALE – ll felice epilogo è stato raccontato dal network Nbc . Russell, che oggi vive nella città texana di Southlake, ha spiegato di essere un abituale utente di eBay e che quella Austin-Healey ha per lui un alto valore sentimentale. Gli era stata rubato il giorno dopo che era uscito per la seconda volta con la sua futura moglie: «Il fatto che l’auto esistesse ancora era altamente improbabile – ha spiegato il sessantaseienne – Poteva essere stata rottamata o distrutta». Dopo averla riconosciuta su eBay, Russell ha immediatamente telefonato al Beverly Hills Car Club, la concessionaria di Los Angeles a cui faceva capo l’inserzione. Il numero d’immatricolazione dell’Austin-Healey corrispondeva a quella della sua auto, ma il sessantaseienne che ancora conservava le chiavi originali, non aveva più con sé la denuncia del furto di 42 anni fa.

LA RESTITUZIONE – A fine maggio Russell si è rivolto alla polizia di Los Angeles che dopo diversi giorni è riuscita a trovare in archivio il rapporto che menzionava il furto. Le autorità hanno immediatamente sequestrato il veicolo e l’hanno preso in consegna per portare a termine delle verifiche: «Il detective Carlos Ortega – recita un comunicato stampa di qualche settimana fa del Dipartimento dello sceriffo della Contea di Los Angeles – ha preso possesso del veicolo e ha informato il signor Russell che la macchina è stata recuperata intatta e in buon condizioni». Pochi giorni dopo la Austin-Healey è stata restituita al suo legittimo proprietario: «Funziona ancora – ha dichiarato contento l’ex agente di commercio- i freni lasciano un po’ a desiderare, ma la metterò a posto in modo che tutto torni come prima». Da parte sua il presidente del Beverly Hills Car Club spiega che la sua concessionaria non sapeva che l’auto fosse stata rubata: «Siamo felici che il signor Russell abbia ritrovato la sua vettura – ha spiegato alla Nbc Versa Manos – Anche noi siamo vittime di questa storia. Abbiamo perso 27.000 dollari, ovvero i soldi spesi per comprare l’auto e trasportarla in California».

Francesco Tortora da corriere.it


Mille Fiat 500 al raduo internazionale all’ippodromo dei Fiori di Villanova d’Albenga


In mille da tutto il mondo per la vecchia Fiat500

Sono arrivati anche da Australia e Nuova Zelanda con le loro Fiat 500 per partecipare al raduno dedicato alla mitica auto della casa torinese. Migliaia i partecipanti che hanno sfilato all’ippodromo dei Fiori di Villanova d’Albenga per la 29esima edizione del raduno. «È stata un’edizione fantastica e indimenticabile – ha detto il presidente onorario Domenico Romano – grazie anche agli eventi collaterali. Il nostro obiettivo è quello di far vivere sempre la vecchia cara 500».

da lastampa.it


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