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Termini Imerese Cina smentisce
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T.Imerese, Cina smentisce interesse
Fiat, “Notizia frutto della stampa”
Smentito dalla Cina l’interesse per l’acquisto dello stabilimento della Fiat di Termini Imerese. Il presidente dell’impresa automobilistica cinese Chery Automobile, Yin Tongyue, ha detto di aver appreso dalla stampa tale indiscrezione. In un’intervista al sito web sohu.com., Yin ha però confermato che la Chery ha intenzione di stabilire 15 fabbriche all’estero, “inclusi gli acquisti di fabbriche già esistenti che hanno sospeso la produzione”.
da tgcom
Termini Imerese ai cinesi
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“Termini ai cinesi? Aperti a tutto”
Fiat,Scajola non esclude alcuna ipotesi
A Termini Imerese è il giorno dello sciopero. Operai, studenti e gli altri cittadini della città siciliana sono scesi in piazza per manifestare contro la decisione della Fiat di sospendere la produzione di auto nello stabilimento palermitano. La preoccupazione è forte dice il sindaco. Intanto indiscrezioni parlano di un interesse da parte del gruppo cinese Chery per gli impianti. E il ministro Scajola commenta: “La nostra intenzione è di aiutare Fiat a crescere in Italia, ma siamo aperti a qualunque opportunità si presenti di aumentare gli stabilimenti” di produzione di auto”.
Il ministro dello Sviluppo economico, parlando a margine della missione in India, ha aggiunto: “Si tratta di aumentare la produzione di auto in Italia che è bassa. Si producono 600-650mila pezzi, contro i 2 milioni in Spagna. In Francia e Germania si producono più auto di quelle che si immatricolano. Ci auguriamo di far crescere la produzione con Fiat, ma siamo aperti a chiunque voglia venire. In Italia non si arriva a produrre un terzo delle auto immatricolate nel nostro paese”. Scajola ha poi aggiunto che, durante la missione in India, avrà occasione di vedere “Tata, per dargli un’onorificenza italiana. In Italia – ha ricordato – c’è un monoproduttore di auto, nel passato c’erano diverse case automobilistiche”. Il gruppo Chery è il principale produttore di auto cinese, fino al marzo scorso in joint venture con il Lingotto per la produzione di auto in Cina con motori italiani. A Termini Imerese operai in corteo Intanto gli operai fanno sentire la loro voce. Sono state migliaia le persone che hanno sfilato in corteo. A Termini Imerese molti negozi sono rimasti chiusi e i commercianti si sono uniti alla protesta dei metalmeccanici. Nella città sono giunti studenti del movimento dell’Onda anomala anche da Palermo, e delegazioni delle rsu di altri stabilimenti, da Pomigliano d’Arco a Pratola Serra. Cgil: “No ad altre ipotesi se non Fiat” ”Un’impresa come la Fiat che ha vissuto di incentivi dello Stato deve assumersi adesso una responsabilità sociale. Termini Imerese deve restare un centro di produzione di auto: questo è per noi un punto fermo”: lo dice Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil siciliana. Maggio sottolinea che “la Cgil non accetterà soluzioni diverse che causerebbero gravi problemi in termini di occupazione e di prospettiva del sito industriale”. “Su questo non ci arrenderemo – aggiunge- , chiediamo che il governo nazionale non stia alla finestra a guardare, né tanto meno ceda con soluzioni che porterebbero un altro tassello alla desertificazione industriale dell’isola”. L’Ugl: “Contraria a qualsiasi tipo di soluzione che non sia Fiat” Lo ha affermato Giovanni Centrella, segretario nazionale Ugl Metalmeccanici commentando le indiscrezioni su un interesse cinese nei confronti dello stabilimento siciliano. “Oggi manifestiamo con i lavoratori, insieme a un intero territorio che non vuole che Fiat chiuda o ancora di più che cambi produzione – aggiunge Centrella – e da Termini Imerese vogliamo lanciare un segnale affinché è il Gruppo assuma un impegno preciso a salvaguardia dei lavoratori di tutti gli stabilimenti italiani”. ”Non a caso oggi, insieme ai lavoratori di Termini Imerese – osserva il sindacalista – stanno manifestando anche delegazioni Rsu provenienti dagli stabilimenti Fiat Pomigliano d’Arco e Fma Pratola Serra. Al tavolo del 22 dicembre con il governo ci aspettiamo dall’azienda un piano industriale concreto e chiaro sugli obiettivi di sviluppo di tutta la produzione italiana”.
da tgcom.it
Fiat Chery tutto rinviato
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WUHU, CINA, 19 marzo (Reuters) – E’ stato rinviato il progetto di joint venture tra Chery Automobile e Fiat a causa del cambiamento delle condizioni del mercato, ha detto il presidente della casa d’auto cinese.
“I produttori di auto stranieri sono colpiti dalla crisi fininanziaria e qualisiasi investimento aggiuntivo sarebbe difficile per loro in tempi come questi”, ha detto il presidente Yin Tongyao a margine di una conferenza stampa.
“Abbiamo rallentato il progetto di jv con Fiat e la produzione non inizierà quest’anno come previsto originariamente, ma non abbiamo accantonato il progetto”, ha aggiunto.
Fiat ha stretto un accordo preliminare con Chery per la creazione di una joint venture in Cina che doveva far partire la produzione nel 2009.Alla domanda di un possibile interesse di Chery ad acquistare marchi di auto stranieri come la Volvo di Ford Motor ), Yin non l’ha escluso.”Potremmo considerare un acquisto se non sono interessate altre case cinesi. Non combatteremo per questo”, ha detto.Chery è tra i pochi produttori di auto cinesi che hanno mostrato un primo interesse per alcuni dei marchi che i colossi dell’auto, stressati da problemi di cassa, hanno messo in vendita.
Chery Ford il governo cinese autorizza l’offerta
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Semaforo verde da parte del governo cinese per l’acquisto di Volvo da parte del costruttore Cheri Auto, lo rivela una fonte interna , anche se Chery non conferma.
Sarebbe un passo decisivo nel risolvere il complicato rebus della Volvo , e sicuramente mette il costruttore di Shanghai in testa nell’acquisizione del prestigioso marchio svedese. Prestigioso ma che lo scorso anno il 2008 ha perso più di mezzo miliardo di Euro . E che Ford vuole rocollocare al più presto , certo per un brand che le era costato circa 6,4 miliardi di dollari non si tratterà di un affare straordinario ma solo di contenimento delle perdite.
Chery sembra così emergere dal plotone di cinesi che vorrebbero Volvo , ricordiamo che sono state attribuite attenzioni anche dalla Dongfeng Motors, dalla Changan , e anche dalla Geely.
Ma noi non sottovalutiamo l’ipotesi Renault.
Di sicuro migliorerebbero gli standard di sicurezza cinesi ( speriamo non il contrario )
Chery Tiggo 6 spy
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E’ un Suv medio grande il Chery Tiggo 6 che è stato presentato ancora nell’aprile del 2007 al motor show di Shanghai e poi se ne erano perse le tracce , ora viene beccato in una sessione di testing , cosa che potrebbe voler dire che è vicino alla messa in produzione.Ad un primo sguardo si nota che sotto il telone e la rete la macchina ha avuto una evoluzione sia nella fanaleria che nella mascheina e anche nei retrovisori.
Chery con la propria auto elettrica
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Il costruttore cinese Chery ha dichiarato oggi che lancerà il proprio modello elettrico , per rispondere alla domanda di macchine ad energia pulita. Il modello ora conosciuto come S18 avrà una autonomia di 150 chilometri con le batterie pienamente cariche, con una velocità massima di 120 chilometri orari.
Chery userà batterie di ferro fosfato basate su ioni litio per la S18, e sarà completamente carica in 6 8 ore ; in mezzora si ricaricherà all’80 %. La compagnia non definisce quando partirà la produzione industriale.
