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	<title>Ultimissime Auto &#187; chrysler</title>
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	<description>Tutte le novità sul mondo delle Automobili</description>
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		<title>Torino e Canada partnership tecnologica nell&#8217;Automotive</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 20:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Auto, imprese canadesi a Torino per cercare partnership Nel corso di &#8216;Torino incontra&#8217; TORINO &#8211; L&#8217;alleanza Fiat-Chrysler apre nuove opportunita&#8217; di partnership e collaborazione tra imprese italiane e canadesi nei settori dell&#8217;auto e dell&#8217;innovazione. Per questo si terra&#8217; mercoledi&#8217; a Torino Incontra un workshop al quale parteciperanno 23 aziende canadesi che presenteranno le proprie aree di eccellenza a una settantina tra imprese e centri di ricerca italiani (33 piemontesi). E&#8217; previsto un fitto programma di incontri mirato a sviluppare cooperazione e partnership a lungo termine tra aziende, centri di ricerca pubblici e privati e universita&#8217;. I primi nove mesi del 2011 hanno confermato un trend di ripresa degli scambi commerciali tra i due Paesi: le importazioni italiane hanno superato 1,2 miliardi di euro (in aumento del 12% rispetto al corrispondente periodo 2010), mentre il valore delle esportazioni e&#8217; risultato pari a 2 miliardi di euro (+16%). La provincia canadese dell&#8217;Ontario con i suoi 2,6 milioni di autoveicoli prodotti all&#8217;anno supera persino la produzione di Detroit, rappresentando il 17% della produzione nordamericana (di cui l&#8217;84% e&#8217; destinata all&#8217;esportazione), con vendite annuali che superano i 20 milioni di veicoli. L&#8217;industria automobilistica costituisce il maggiore settore produttivo in Canada e impiega oltre 500.000 lavoratori nell&#8217;assemblaggio, produzione di componenti, distribuzione e vendita e fornitura di servizi. In Canada sono presenti i cinque &#8221;giganti&#8221; &#8211; Fiat-Chrysler, Ford, General Motors, Honda e Toyota (per un totale di 14 fabbriche di assemblaggio) &#8211; e oltre 1.000 siti produttivi. Due importanti accordi: sono stati raggiunti tra l&#8217;Universita&#8217; di Windsor (Ontario), il Politecnico di Torino e Fiat Chrysler per un master in ingegneria automobilistica e tra la McMaster University, Fiat Chrysler, l&#8217;Universita&#8217; di Trento e il Centro Ricerche Fiat. da ansa.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/torino-e-canada-partnership-tecnologica-nellautomotive/torino-incontra/" rel="attachment wp-att-56581"><img class="alignright size-medium wp-image-56581" title="Torino incontra" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/02/Torino-incontra-228x300.jpg" alt="" width="228" height="300" /></a>Auto, imprese canadesi a Torino per cercare partnership<br />
Nel corso di &#8216;Torino incontra&#8217;</p>
<p>TORINO &#8211; L&#8217;alleanza Fiat-Chrysler apre nuove opportunita&#8217; di partnership e collaborazione tra imprese italiane e canadesi nei settori dell&#8217;auto e dell&#8217;innovazione.</p>
<p>Per questo si terra&#8217; mercoledi&#8217; a Torino Incontra un workshop al quale parteciperanno 23 aziende canadesi che presenteranno le proprie aree di eccellenza a una settantina tra imprese e centri di ricerca italiani (33 piemontesi). E&#8217; previsto un fitto programma di incontri mirato a sviluppare cooperazione e partnership a lungo termine tra aziende, centri di ricerca pubblici e privati e universita&#8217;.</p>
<p>I primi nove mesi del 2011 hanno confermato un trend di ripresa degli scambi commerciali tra i due Paesi: le importazioni italiane hanno superato 1,2 miliardi di euro (in aumento del 12% rispetto al corrispondente periodo 2010), mentre il valore delle esportazioni e&#8217; risultato pari a 2 miliardi di euro (+16%).</p>
<p>La provincia canadese dell&#8217;Ontario con i suoi 2,6 milioni di autoveicoli prodotti all&#8217;anno supera persino la produzione di Detroit, rappresentando il 17% della produzione nordamericana (di cui l&#8217;84% e&#8217; destinata all&#8217;esportazione), con vendite annuali che superano i 20 milioni di veicoli. L&#8217;industria automobilistica costituisce il maggiore settore produttivo in Canada e impiega oltre 500.000 lavoratori nell&#8217;assemblaggio, produzione di componenti, distribuzione e vendita e fornitura di servizi. In Canada sono presenti i cinque &#8221;giganti&#8221; &#8211; Fiat-Chrysler, Ford, General Motors, Honda e Toyota (per un totale di 14 fabbriche di assemblaggio) &#8211; e oltre 1.000 siti produttivi.</p>
<p>Due importanti accordi: sono stati raggiunti tra l&#8217;Universita&#8217; di Windsor (Ontario), il Politecnico di Torino e Fiat Chrysler per un master in ingegneria automobilistica e tra la McMaster University, Fiat Chrysler, l&#8217;Universita&#8217; di Trento e il Centro Ricerche Fiat.</p>
<p><strong>da ansa.it</strong>
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		<title>Lo spot Chrysler al Superbowl con Clint Eastwood</title>
		<link>http://www.ultimissimeauto.com/lo-spot-chrysler-al-superbowl-con-clint-eastwood/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 21:07:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[chrysler]]></category>

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		<description><![CDATA[Spot Chrysler, un caso al Super Bowl Le polemiche: «Omaggio  a Obama?». Marchionne replica: &#8220;Incarna lo spirito dell&#8217;azienda,  non c&#8217;è nessun intento politico&#8221; Commuove ma fa anche discutere lo spot che la Chrysler ha trasmesso durante al Super Bowl affidandosi a Clint Eastwood per raccontare la ripresa della casa automobilistica e della città che la ospita, Detroit. Ma lo spot di due minuti, dal titolo «Halftime», dall’intervallo tra i due tempi della partita, parla anche, e soprattutto, della difficile situazione economica che tutta l’America si trova ad affrontare. «La gente di Detroit ha perso quasi tutto, abbiamo trovato il modo per superare momenti difficili, Detroit mostra che si può fare», dice il 82enne attore e regista, che nel 2008 ha girato nella citta del Michigan il film «Grand Torino». «Ora Motor City ha ripreso a combattere, questo paese non può essere messo al tappeto solo con un pugno &#8211; aggiunge ancora Eastwood, con esplicito riferimento a tutta la nazione &#8211; è l’intervallo America, e il nostro secondo tempo sta appena per iniziare». È stata forse questa conclusione, con un riferimento ad un secondo tempo, che potrebbe essere facilmente interpretato come secondo mandato, che ha spinto qualcuno a ritenere che questo spot sia in effetti un megaspot per Barack Obama, considerato anche l’impegno personale del presidente per il salvataggio dell’industria automobilistica, come ricorda oggi il sito Politico. E lo stesso super consigliere della campagna per la rielezione di Obama, David Axelrod, ha definito il video «uno spot potente». Lo spot della Chrysler con Clint Eastwood lanciato ieri al Super Bowl «non ha alcun contenuto politico». Lo ha precisato l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, durante un’intervista radiofonica. «Sono grato a tutti coloro che ci hanno lavorato &#8211; ha detto Marchionne durante un’intervista alla WJR-AM Detroit Radio &#8211; è un grande tributo al popolo Chryaler. Lo spot riflette in sostanza lo spirito che guida la nostra organizzazione e ne sono felice». «Zero contenuti politici»: così l’ad di Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, parla dello spot pubblicitario di Chrysler lanciato nel corso della quarantaseiesima edizione del Super Bowl, con Clint Eastwood protagonista. Spot che è risultato essere tra i più apprezzati dal pubblico che ha seguito l’evento. «Il messaggio &#8211; afferma Marchionne in un’intervista &#8211; è sufficientemente universale e neutrale da essere attraente per tutti, e sinceramente spero non venga utilizzato come argomento politico nei dibattiti». da lastampa.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/vEM9dodyABo?feature=player_embedded" frameborder="0" width="640" height="360"></iframe>Spot Chrysler, un caso al Super Bowl</p>
<p>Le polemiche: «Omaggio  a Obama?». Marchionne replica: &#8220;Incarna lo spirito dell&#8217;azienda,  non c&#8217;è nessun intento politico&#8221;<br />
Commuove ma fa anche discutere lo spot che la Chrysler ha trasmesso durante al Super Bowl affidandosi a Clint Eastwood per raccontare la ripresa della casa automobilistica e della città che la ospita, Detroit. Ma lo spot di due minuti, dal titolo «Halftime», dall’intervallo tra i due tempi della partita, parla anche, e soprattutto, della difficile situazione economica che tutta l’America si trova ad affrontare.</p>
<p>«La gente di Detroit ha perso quasi tutto, abbiamo trovato il modo per superare momenti difficili, Detroit mostra che si può fare», dice il 82enne attore e regista, che nel 2008 ha girato nella citta del Michigan il film «Grand Torino». «Ora Motor City ha ripreso a combattere, questo paese non può essere messo al tappeto solo con un pugno &#8211; aggiunge ancora Eastwood, con esplicito riferimento a tutta la nazione &#8211; è l’intervallo America, e il nostro secondo tempo sta appena per iniziare». È stata forse questa conclusione, con un riferimento ad un secondo tempo, che potrebbe essere facilmente interpretato come secondo mandato, che ha spinto qualcuno a ritenere che questo spot sia in effetti un megaspot per Barack Obama, considerato anche l’impegno personale del presidente per il salvataggio dell’industria automobilistica, come ricorda oggi il sito Politico. E lo stesso super consigliere della campagna per la rielezione di Obama, David Axelrod, ha definito il video «uno spot potente».</p>
<p>Lo spot della Chrysler con Clint Eastwood lanciato ieri al Super Bowl «non ha alcun contenuto politico». Lo ha precisato l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, durante un’intervista radiofonica. «Sono grato a tutti coloro che ci hanno lavorato &#8211; ha detto Marchionne durante un’intervista alla WJR-AM Detroit Radio &#8211; è un grande tributo al popolo Chryaler. Lo spot riflette in sostanza lo spirito che guida la nostra organizzazione e ne sono felice». «Zero contenuti politici»: così l’ad di Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, parla dello spot pubblicitario di Chrysler lanciato nel corso della quarantaseiesima edizione del Super Bowl, con Clint Eastwood protagonista. Spot che è risultato essere tra i più apprezzati dal pubblico che ha seguito l’evento. «Il messaggio &#8211; afferma Marchionne in un’intervista &#8211; è sufficientemente universale e neutrale da essere attraente per tutti, e sinceramente spero non venga utilizzato come argomento politico nei dibattiti».</p>
<p><strong>da lastampa.it</strong>
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		<title>Chrysler bonus ai dipendenti per il buon andamento dei marchi</title>
		<link>http://www.ultimissimeauto.com/chrysler-bonus-ai-dipendenti-per-il-buon-andamento-dei-marchi/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 20:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[chrysler]]></category>

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		<description><![CDATA[Chrysler,bonus dipendenti da 1.500dlr dopo primi profitti da &#8217;97 Lo scrive il Detroit News New York, 02 feb &#8211; Chrysler Group ha chiuso il 2011 con i primi profitti annuali dal 1997 e ha preannunciato il pagamento ai dipendenti di bonus legati alla performance dell&#8217;azienda. Come riporta il Detroit News, dovrebbero ammontare a 1.500 dollari, come era previsto in base all&#8217;accordo trovato l&#8217;autunno scorso con lo United Auto Workers, il maggiore sindacato dei lavoratori del settore auto (si applica ai 26.000 lavoratori rappresentati dal sindacato, prevedeva anche nuovi investimenti e aumenti salariali progressivi). Interpellato sulla questione bonus, ieri l&#8217;amministratore delegato di Chrysler e Fiat Sergio Marchionne non ha voluto precisare a quanto ammonteranno. &#8220;E&#8217; un premio che avete guadagnato&#8221;, aveva inoltre scritto ieri il numero uno del gruppo in una lettera ai dipendenti. da corriere.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/chrysler-300-s/chrysler-300-s-02/" rel="attachment wp-att-39444"><img class="alignright size-medium wp-image-39444" title="Chrysler 300 S 02" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2011/03/Chrysler-300-S-02-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Chrysler,bonus dipendenti da 1.500dlr dopo primi profitti da &#8217;97</p>
<p>Lo scrive il Detroit News New York, 02 feb &#8211; Chrysler Group ha chiuso il 2011 con i primi profitti annuali dal 1997 e ha preannunciato il pagamento ai dipendenti di bonus legati alla performance dell&#8217;azienda. Come riporta il Detroit News, dovrebbero ammontare a 1.500 dollari, come era previsto in base all&#8217;accordo trovato l&#8217;autunno scorso con lo United Auto Workers, il maggiore sindacato dei lavoratori del settore auto (si applica ai 26.000 lavoratori rappresentati dal sindacato, prevedeva anche nuovi investimenti e aumenti salariali progressivi). Interpellato sulla questione bonus, ieri l&#8217;amministratore delegato di Chrysler e Fiat Sergio Marchionne non ha voluto precisare a quanto ammonteranno. &#8220;E&#8217; un premio che avete guadagnato&#8221;, aveva inoltre scritto ieri il numero uno del gruppo in una lettera ai dipendenti.</p>
<p><strong>da corriere.it</strong>
<div class="TweetButton_button" style="float: right; margin-right: 10px;;height:20px;margin-bottom:5px;"><a href="http://twitter.com/share data-url="http://www.ultimissimeauto.com/chrysler-bonus-ai-dipendenti-per-il-buon-andamento-dei-marchi/" data-text="Chrysler bonus ai dipendenti per il buon andamento dei marchi"data-count="horizontal" data-via="ultimissimeauto" data-lang="en""><img src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/plugins/tweetbutton-for-wordpress/images/tweet.png" style="border:none" /></a></div>
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		<title>Chrysler leader di mercato in Canada</title>
		<link>http://www.ultimissimeauto.com/chrysler-leader-di-mercato-in-canada/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 19:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[chrysler]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[Chrysler macina vendite in USA e sbanca il Canada Chrysler Group macina vendite sia sul mercato statunitense che su quello canadese. La casa d&#8217;auto statunitense, incorportata in Fiat, ha registrato negli Stati Uniti nel mese di gennaio vendite pari a 101.149 unità, un aumento del 44% rispetto allo stesso periodo del 2011 (70.118 unità), che rappresenta il miglior gennaio dal 2008. Il Gruppo Chrysler ha iniziato l’anno ottenendo il ventiduesimo mese consecutivo di crescita e l&#8217;ottavo mese consecutivo di aumenti di almeno il 20%, spiega il Lingotto in una nota. I marchi Chrysler, Jeep®, Dodge e Ram Truck hanno tutti conseguito incrementi delle vendite. Il Gruppo Chrysler ha ottenuto performance superiori alla media del settore per l’undicesimo mese consecutivo. L&#8217;incremento registrato dal Gruppo a gennaio è riconducibile in gran parte al buon andamento delle sue berline: l&#8217;ammiraglia Chrysler 300, la media Chrysler 200 e le sportive Dodge Charger e Avenger. Ancora più brillante l&#8217;andamento del Gruppo sul mercato canadese. Chrysler Canada ha annunciato oggi il ventiseiesimo mese consecutivo di crescita delle vendite, vendendo a gennaio 16.584 unità rispetto alle 13.587 unità dello stesso mese nel 2011 (+22%), che rappresenta il volume di vendita più alto di qualsiasi altro costruttore in Canada ed il miglior gennaio dal 2002. da teleborsa.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/chrysler-300-luxury-series/chrysler-300-luxury-series-02/" rel="attachment wp-att-54194"><img class="alignright size-medium wp-image-54194" title="Chrysler 300 luxury series 02" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2011/12/Chrysler-300-luxury-series-02-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Chrysler macina vendite in USA e sbanca il Canada<br />
Chrysler Group macina vendite sia sul mercato statunitense che su quello canadese.</p>
<p>La casa d&#8217;auto statunitense, incorportata in Fiat, ha registrato negli Stati Uniti nel mese di gennaio vendite pari a 101.149 unità, un aumento del 44% rispetto allo stesso periodo del 2011 (70.118 unità), che rappresenta il miglior gennaio dal 2008.</p>
<p>Il Gruppo Chrysler ha iniziato l’anno ottenendo il ventiduesimo mese consecutivo di crescita e l&#8217;ottavo mese consecutivo di aumenti di almeno il 20%, spiega il Lingotto in una nota.</p>
<p>I marchi Chrysler, Jeep®, Dodge e Ram Truck hanno tutti conseguito incrementi delle vendite. Il Gruppo Chrysler ha ottenuto performance superiori alla media del settore per l’undicesimo mese consecutivo.<br />
L&#8217;incremento registrato dal Gruppo a gennaio è riconducibile in gran parte al buon andamento delle sue berline: l&#8217;ammiraglia Chrysler 300, la media Chrysler 200 e le sportive Dodge Charger e Avenger.<br />
Ancora più brillante l&#8217;andamento del Gruppo sul mercato canadese.<br />
Chrysler Canada ha annunciato oggi il ventiseiesimo mese consecutivo di crescita delle vendite, vendendo a gennaio 16.584 unità rispetto alle 13.587 unità dello stesso mese nel 2011 (+22%), che rappresenta il volume di vendita più alto di qualsiasi altro costruttore in Canada ed il miglior gennaio dal 2002.</p>
<p><strong>da teleborsa.it</strong>
<div class="TweetButton_button" style="float: right; margin-right: 10px;;height:20px;margin-bottom:5px;"><a href="http://twitter.com/share data-url="http://www.ultimissimeauto.com/chrysler-leader-di-mercato-in-canada/" data-text="Chrysler leader di mercato in Canada"data-count="horizontal" data-via="ultimissimeauto" data-lang="en""><img src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/plugins/tweetbutton-for-wordpress/images/tweet.png" style="border:none" /></a></div>
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		<title>Chrysler nel 2011 è tornata in utile dopo 15 anni</title>
		<link>http://www.ultimissimeauto.com/chrysler-nel-2011-e-tornata-in-utile-dopo-15-anni/</link>
		<comments>http://www.ultimissimeauto.com/chrysler-nel-2011-e-tornata-in-utile-dopo-15-anni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 19:04:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[chrysler]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>

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		<description><![CDATA[Chrysler, 2011 in utile dopo 15 anni Marchionne: &#8220;Orgogliosi del lavoro&#8221; I ricavi aumentano del 31% a 55 miliardi di dollari, per il 2012 stimato un utile netto di 1,5 mld «Abbiamo grandi aspettative» Per Fiat Industrial l&#8217;utile è quasi raddoppiato, risultati superiori ai target già rivisti al rialzo: boom del titolo a Piazza Affari: +3,8% Chrysler archivia il 2011 con un utile netto di 183 milioni di dollari a fronte di una perdita di 652 milioni nel 2010 e oltre il target fissato nel 2009. È la prima volta dal ’97 che Chrysler chiude un anno in utile netto. I ricavi 2011 sono aumentati del 31% a 55 miliardi di dollari. Le vendite mondiali sono aumentate del 22% a 1.855.000 unità. Chrysler stima per il 2012 un utile netto di 1,5 miliardi di dollari su ricavi per 65 miliardi di dollari. «Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Ora andiamo incontro a un nuovo anno di elevate aspettative con la testa bassa, concentrati a eseguire gli obiettivi che ci siamo posti» afferma Sergio Marchionne. Buone notizie anche per Fiat Industrial, la società del gruppo a cui fanno capo Iveco e Cnh, che chiude il primo esercizio dopo la separazione dall’auto e la quotazione con un utile netto quasi raddoppiato, da 378 a 701 milioni di euro e risultati tutti sopra i target, già rivisti al rialzo. Agli azionisti, che riceveranno un dividendo totale, per le tre classi di azioni, di 240 milioni di euro, la società garantisce l’impegno a distribuire «ogni anno, tra il 25% e il 35% dell’utile netto consolidato, con un esborso minimo in condizioni normali di 150 milioni di euro». A Piazza Affari il titolo, partito male, arriva a guadagnare fino al 5% dopo la diffusione dei risultati e sale a fine mattinata del 3,87% a 7,78 euro. L’anno si chiude con utile della gestione ordinaria di 1,7 miliardi e un indebitamento netto che scende a 1,2 miliardi «per effetto della forte performance operativa», mentre la liquidità disponibile sale a 7,3 miliardi di euro (5,7 al 31 dicembre 2010). I ricavi ammontano a 24,3 miliardi (+13,8%), con incrementi significativi conseguiti da tutti i settori: le macchine agricole di Cnh, i camion di Iveco e i motori di Fiat Powertrain Industrial. Per Iveco in particolare il giro d’affari ammonta a 9,6 miliardi di euro, in crescita del 15,1% rispetto al 2010 grazie al miglior andamento della domanda complessiva in Europa Occidentale e al continuo rafforzamento in America Latina. Positive le previsioni per il 2012: Fiat Industrial stima ricavi pari a circa 25 miliardi di euro, risultato della gestione ordinaria tra 1,9 e 2,1 miliardi di euro, risultato netto di circa 0,9 miliardi di euro e indebitamento netto industriale tra 1 e 1,2 miliardi di euro. da lastampa.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/allasta-su-ebay-la-chrysler-300c-di-obama/chrysler-300c-obama-06/" rel="attachment wp-att-55913"><img class="alignright size-full wp-image-55913" title="Chrysler 300c obama 06" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Chrysler-300c-obama-06.jpg" alt="" width="273" height="218" /></a>Chrysler, 2011 in utile dopo 15 anni<br />
Marchionne: &#8220;Orgogliosi del lavoro&#8221;</p>
<p>I ricavi aumentano del 31%<br />
a 55 miliardi di dollari, per il 2012 stimato un utile netto di 1,5 mld<br />
«Abbiamo grandi aspettative»<br />
Per Fiat Industrial l&#8217;utile è quasi raddoppiato, risultati superiori ai target già rivisti al rialzo: boom del titolo a Piazza Affari: +3,8%</p>
<p>Chrysler archivia il 2011 con un utile netto di 183 milioni di dollari a fronte di una perdita di 652 milioni nel 2010 e oltre il target fissato nel 2009. È la prima volta dal ’97 che Chrysler chiude un anno in utile netto. I ricavi 2011 sono aumentati del 31% a 55 miliardi di dollari. Le vendite mondiali sono aumentate del 22% a 1.855.000 unità. Chrysler stima per il 2012 un utile netto di 1,5 miliardi di dollari su ricavi per 65 miliardi di dollari.</p>
<p>«Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Ora andiamo incontro a un nuovo anno di elevate aspettative con la testa bassa, concentrati a eseguire gli obiettivi che ci siamo posti» afferma Sergio Marchionne.</p>
<p>Buone notizie anche per Fiat Industrial, la società del gruppo a cui fanno capo Iveco e Cnh, che chiude il primo esercizio dopo la separazione dall’auto e la quotazione con un utile netto quasi raddoppiato, da 378 a 701 milioni di euro e risultati tutti sopra i target, già rivisti al rialzo. Agli azionisti, che riceveranno un dividendo totale, per le tre classi di azioni, di 240 milioni di euro, la società garantisce l’impegno a distribuire «ogni anno, tra il 25% e il 35% dell’utile netto consolidato, con un esborso minimo in condizioni normali di 150 milioni di euro».</p>
<p>A Piazza Affari il titolo, partito male, arriva a guadagnare fino al 5% dopo la diffusione dei risultati e sale a fine mattinata del 3,87% a 7,78 euro.</p>
<p>L’anno si chiude con utile della gestione ordinaria di 1,7 miliardi e un indebitamento netto che scende a 1,2 miliardi «per effetto della forte performance operativa», mentre la liquidità disponibile sale a 7,3 miliardi di euro (5,7 al 31 dicembre 2010). I ricavi ammontano a 24,3 miliardi (+13,8%), con incrementi significativi conseguiti da tutti i settori: le macchine agricole di Cnh, i camion di Iveco e i motori di Fiat Powertrain Industrial. Per Iveco in particolare il giro d’affari ammonta a 9,6 miliardi di euro, in crescita del 15,1% rispetto al 2010 grazie al miglior andamento della domanda complessiva in Europa Occidentale e al continuo rafforzamento in America Latina.</p>
<p>Positive le previsioni per il 2012: Fiat Industrial stima ricavi pari a circa 25 miliardi di euro, risultato della gestione ordinaria tra 1,9 e 2,1 miliardi di euro, risultato netto di circa 0,9 miliardi di euro e indebitamento netto industriale tra 1 e 1,2 miliardi di euro.</p>
<p><strong>da lastampa.it</strong>
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		<title>All&#8217;asta su ebay la Chrysler 300C di Obama</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 22:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[chrysler]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Ebay la Chrisler di Obama Prima di iniziare la campagna elettorale che lo ha portato a vincere le elezioni presidenziali del 2008, Barack Obama guidava una Chrysler serie 300C. Oggi la vettura appartenuta al presidente americano dal 2004 al 2007 va all’asta su eBay. Prezzo di partenza: un milione di dollari. Il venditore, che ha chiesto di restare anonimo, ha precisato di possedere tutta la documentazione che attesta la proprietà dell’auto. L’attuale proprietario ha acquistato la berlina da un concessionario di Chicago, al quale Obama l’aveva data in permuta all’inizio della campagna elettorale del 2007 per comprare una Ford Escape Hybrid. «Una volta che Obama è stato eletto presidente, dopo aver percorso circa 2.500 km, l’uomo ha smesso di guidarla, e il contachilometri si è fermato a 33.474 chilometri», ha detto Lisa Czibor, veterana delle aste su eBay che ha raccontato ai media americani di aver “postato” l’auto per «l’amico di un amico». Secondo i critici è molto difficile che la vettura raggiunga un prezzo così elevato &#8211; tolto il prestigio il valore di mercato sarebbe di circa 14500 dollari &#8211; tuttavia non sarebbe la prima volta che un’auto registra una cifra record. In passato infatti la Peugeot bianca del 1977 appartenuta al presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad è stata venduta ad un’asta per 2,4 milioni di dollari, mentre la Mercedes blu di Adolf Hitler ha toccato addirittura quota 8 milioni di dollari. La gara per aggiudicarsi la Chrysler di Obama si chiuderà mercoledì 1 febbraio. da ilsecoloxix.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/allasta-su-ebay-la-chrysler-300c-di-obama/chrysler-300c-obama-01/" rel="attachment wp-att-55915"><img class="alignright size-medium wp-image-55915" title="Chrysler 300c obama 01" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Chrysler-300c-obama-01-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Su Ebay la Chrisler di Obama<br />
Prima di iniziare la campagna elettorale che lo ha portato a vincere le elezioni presidenziali del 2008, Barack Obama guidava una Chrysler serie 300C. Oggi la vettura appartenuta al presidente americano dal 2004 al 2007 va all’asta su eBay. Prezzo di partenza: un milione di dollari.</p>
<p>Il venditore, che ha chiesto di restare anonimo, ha precisato di possedere tutta la documentazione che attesta la proprietà dell’auto. L’attuale proprietario ha acquistato la berlina da un concessionario di Chicago, al quale Obama l’aveva data in permuta all’inizio della campagna elettorale del 2007 per comprare una Ford Escape Hybrid.</p>
<p>«Una volta che Obama è stato eletto presidente, dopo aver percorso circa 2.500 km, l’uomo ha smesso di guidarla, e il contachilometri si è fermato a 33.474 chilometri», ha detto Lisa Czibor, veterana delle aste su eBay che ha raccontato ai media americani di aver “postato” l’auto per «l’amico di un amico».</p>
<p>Secondo i critici è molto difficile che la vettura raggiunga un prezzo così elevato &#8211; tolto il prestigio il valore di mercato sarebbe di circa 14500 dollari &#8211; tuttavia non sarebbe la prima volta che un’auto registra una cifra record. In passato infatti la Peugeot bianca del 1977 appartenuta al presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad è stata venduta ad un’asta per 2,4 milioni di dollari, mentre la Mercedes blu di Adolf Hitler ha toccato addirittura quota 8 milioni di dollari. La gara per aggiudicarsi la Chrysler di Obama si chiuderà mercoledì 1 febbraio.</p>
<p><strong>da ilsecoloxix.it<br />
</strong></p>
<p><a href='http://www.ultimissimeauto.com/allasta-su-ebay-la-chrysler-300c-di-obama/chrysler-300c-obama-03/' title='Chrysler 300c obama 03'><img width="100" height="56" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Chrysler-300c-obama-03-100x56.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Chrysler 300c obama 03" title="Chrysler 300c obama 03" /></a><br />
<a href='http://www.ultimissimeauto.com/allasta-su-ebay-la-chrysler-300c-di-obama/chrysler-300c-obama-01/' title='Chrysler 300c obama 01'><img width="100" height="56" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Chrysler-300c-obama-01-100x56.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Chrysler 300c obama 01" title="Chrysler 300c obama 01" /></a><br />
<a href='http://www.ultimissimeauto.com/allasta-su-ebay-la-chrysler-300c-di-obama/chrysler-300c-obama-02/' title='Chrysler 300c obama 02'><img width="100" height="56" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Chrysler-300c-obama-02-100x56.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Chrysler 300c obama 02" title="Chrysler 300c obama 02" /></a><br />
<a href='http://www.ultimissimeauto.com/allasta-su-ebay-la-chrysler-300c-di-obama/chrysler-300c-obama-06/' title='Chrysler 300c obama 06'><img width="100" height="79" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Chrysler-300c-obama-06-100x79.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Chrysler 300c obama 06" title="Chrysler 300c obama 06" /></a><br />
<a href='http://www.ultimissimeauto.com/allasta-su-ebay-la-chrysler-300c-di-obama/chrysler-300c-obama-04/' title='Chrysler 300c obama 04'><img width="100" height="61" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Chrysler-300c-obama-04-100x61.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Chrysler 300c obama 04" title="Chrysler 300c obama 04" /></a><br />
<a href='http://www.ultimissimeauto.com/allasta-su-ebay-la-chrysler-300c-di-obama/chrysler-300c-obama-07/' title='Chrysler 300c obama 07'><img width="100" height="58" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Chrysler-300c-obama-07-100x58.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Chrysler 300c obama 07" title="Chrysler 300c obama 07" /></a><br />
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		<title>Marchionne striglia i concessionari americani</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 19:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fiat]]></category>

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		<description><![CDATA[Fiat: Marchionne ammonisce concessionari Usa &#8220;Molti concessionari non fanno il loro dovere. Non fanno nemmeno la telefonata di follow up al cliente che ha appena comprato l&#8217;auto. Non trattano il cliente con la dignita&#8217; che meritano&#8221;. Lo ha dichiarato Sergio Marchionne, a.d. del gruppo Fiat-Chrysler. Si legge infatti sul Corriere della Sera che ora nel mirino di Marchionne sarebbero finiti i concessionari della casa americana. L&#8217;indagine Jd Power&#8217;s sulla soddisfazione dei clienti che hanno acquistato una vettura colloca infatti i marchi di punta del gruppo, Jeep, Dodge e Ram, in tre dei quattro posti di coda di questa classifica. Chrysler ha sospeso &#8220;Dealer Standards&#8221;, il programma introdotto proprio da Marchionne alla fine del 2009 per migliorare e rendere piu&#8217; omogenee le showroom dei concessionari che, a questo fine, ricevevano da Auburn Hills un contributo di circa 200 mila dollari per trimestre. Tutto cancellato e da rinegoziare su basi nuove perche&#8217;, tuona Marchionne, &#8220;non puo&#8217; bastare riempire un modulo per ottenere i contributi: mi devono far vedere i risultati&#8221;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/marchionne-con-la-barba/fiat-marchionne-entro-il-2014-fusione-con-chrysler-2/" rel="attachment wp-att-54786"><img class="alignright size-medium wp-image-54786" title="Marchionne-e-la-barba-02" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Marchionne-e-la-barba-02-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a>Fiat: Marchionne ammonisce concessionari Usa<br />
&#8220;Molti concessionari non fanno il loro dovere. Non fanno nemmeno la telefonata di follow up al cliente che ha appena comprato l&#8217;auto. Non trattano il cliente con la dignita&#8217; che meritano&#8221;.</p>
<p>Lo ha dichiarato Sergio Marchionne, a.d. del gruppo Fiat-Chrysler. Si legge infatti sul Corriere della Sera che ora nel mirino di Marchionne sarebbero finiti i concessionari della casa americana. L&#8217;indagine Jd Power&#8217;s sulla soddisfazione dei clienti che hanno acquistato una vettura colloca infatti i marchi di punta del gruppo, Jeep, Dodge e Ram, in tre dei quattro posti di coda di questa classifica.</p>
<p>Chrysler ha sospeso &#8220;Dealer Standards&#8221;, il programma introdotto proprio da Marchionne alla fine del 2009 per migliorare e rendere piu&#8217; omogenee le showroom dei concessionari che, a questo fine, ricevevano da Auburn Hills un contributo di circa 200 mila dollari per trimestre. Tutto cancellato e da rinegoziare su basi nuove perche&#8217;, tuona Marchionne, &#8220;non puo&#8217; bastare riempire un modulo per ottenere i contributi: mi devono far vedere i risultati&#8221;.
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		<title>Lo spot della Fiat Panda 2012 è identico a quello della Jeep Grand Cherokee 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 20:28:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[chrysler]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>

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		<description><![CDATA[1- AIUTO! È PARTITA UNA NUOVA CAMPAGNA PER LA FIAT PANDA: “LE COSE CHE COSTRUIAMO CI RENDONO CIÒ CHE SIAMO. QUESTA E’ L’ITALIA CHE CI PIACE”. E LA RETE L’AFFONDA &#8211; 2- SE DA UN LATO, NON E’ TROPPO SIMPATICO CHE PROPRIO MARPIONNE DOPO L’ACCORDO CON LA CHRYSLER, DOPO I FATTI DI POMIGLIANO E LA CHIUSURA DI TERMINI IMERESE, DOPO GLI SCONTRI CON LA FIOM, VENGA A FARCI LA LEZIONCINA SULL’ITALIA CHE PIACE &#8211; 3- DALL’ALTRO, FANNO NOTARE CHE QUESTO SPOT SIA IN REALTA’ LA FOTOCOPIA DI UN ALTRO SPOT, QUELLO PER IL GRAND CHEROKEE, USCITO SOLO L’ANNO SCORSO IN AMERICA &#8211; 4- NON L’HANNO COPIATO PERCHÈ ERA UNO SPOT RIUSCITO, MA PERCHÈ FANNO PARTE DELLA STESSA MULTINAZIONALE E PER ENTRAMBI I PRODOTTI PROGETTATA UN’UNICA CAMPAGNA &#8211; 5- ALTRO CHE ORGOGLIO NAZIONALE! RIDATECI I VECCHI SPOT DELLA COCA COLA, ALLORA… Marco Giusti per il Manifesto &#8220;Le cose che costruiamo ci rendono ciò che siamo. Nuova Fiat Panda. Questa e&#8217; l&#8217;Italia che ci piace&#8221;. Aiuto! E&#8217; partita una nuova campagna per la Fiat Panda che non solo parte proprio da Pomigliano (ci sono andati, c&#8217;e&#8217; anche la scritta, regolare), ma che in ben 90 secondi di spot ci cuce un patriottico ritratto del nostro paese e del perche&#8217; dovremmo essere orgogliosi di essere italiani e di comprare auto italiane. Boh? Ovvio che tutto cio&#8217; in soli tre-quattro giorni abbia gia&#8217; alimentato un violento dibattito in rete sia sul tipo di messaggio che Marchionne e la Fiat ci vogliono far capire sia sull&#8217;ipocrisia di questo tipo di comunicazione. Diciamo che, in generale, non e&#8217; troppo simpatico che proprio la Fiat, dopo l&#8217;accordo con la Chrysler, dopo i fatti di Termini Imerese e di Pomigliano, dopo gli scontri con la Fiom, venga a farci la lezioncina sull&#8217;Italia che piace. Molti in rete, e questa e&#8217; la parte piu&#8217; assurda e divertente, fanno notare che inoltre questo spot altamente patriottico, con trionfo di tricolori e di piazze d&#8217;Italia, nemmeno fossimo ancora in mezzo ai festeggiamenti per i 150 anni dell&#8217;Unita&#8217;, sia in realta&#8217; la fotocopia di un altro spot, quello per il Grand Cherokee, uscito solo l&#8217;anno scorso in America. E, purtroppo, e&#8217; vero. C&#8217;e&#8217; lo stesso martello iniziale che li&#8217; batte i chiodi dei binari delle grandi ferrovie del paese e qui nelle nostre fabbriche, c&#8217;e&#8217; lo stesso tipo di concetto di orgoglio nazionale e c&#8217;e', soprattutto, lo stesso claim finale: &#8220;The thing we make, make us&#8221;, cioe&#8217; &#8220;Le cose che costruiamo ci rendono cio&#8217; che siamo&#8221;. Logico che alla Fiat non lo hanno copiato perche&#8217; era uno spot riuscito, questo sarebbe stato ancora accettabile, lo hanno copiato perche&#8217; il Grand Cherokee e la Fiat Panda fanno parte della stessa multinazionale e per entrambi i prodotti e&#8217; stato progettato un&#8217;unica campagna. Altro che orgoglio nazionale! Ridateci i vecchi spot della Coca Cola, allora, non scherziamo&#8230; C&#8217;e&#8217; anche una musica che ricalca quella americana (li&#8217; era un tema di Johnny Cash, qui c&#8217;e&#8217; un motivo di tal Flavio Ibba) e procede di pari passo con il rumore del martello sull&#8217;incudine. Va detto pero&#8217; che la parte copiata dallo spot americano in fondo e&#8217; la migliore, perche&#8217; la visualizzazione del regista, uno specialista in auto, Luca Maroni, e del copy, Piero Lo Faro, di un testo retorico tutto patriottico (no, non l&#8217;avra&#8217; scritto Marchionne e neanche Lapo, forse Alain Elkann, che ha piu&#8217; tempo libero ) e&#8217; decisamente piu&#8217; imbarazzante. Non ci sono neanche immagini di repertorio, come nello spot del Cherokee. Di buono, pero&#8217;, c&#8217;e&#8217; che non troviamo piu&#8217; la voce spiritosa di Piero Chiambretti (ma cosa c&#8217;era da ridere nella vicenda Fiat di questi ultimi anni?), attivo per la vecchia Panda fino a novembre scorso, e al suo posto troviamo quella piu&#8217; seria, anche se sgualcita dai troppi spot per i sottaceti di Ricky Tognazzi. &#8220;Quante Italie conosciamo?&#8221;, ci chiede appunto la voce off di Ricky Tognazzi, &#8220;Quella dell&#8217;arte, quella delle grandi invenzioni, quelle del talento costruttivo, quella del paese pittoresco&#8221;, e qui parte il solito insopportabile Pulcinella ue&#8217;-ue&#8217;, ma in versione negativa, &#8220;quella dei giovani che cercano un futuro&#8221;, qui arrivano tre volti di italiani giovani che guardano uno di qua e uno di la&#8217; verso chissa&#8217; quale futuro cercando, magari, di non farsi prendere in pieno dalla Panda, &#8220;o quella capace di grandi imprese industriali&#8221;, e qui arriva l&#8217;immagine di Pomigliano dall&#8217;alto. &#8220;Noi possiamo scegliere&#8221;, continua Ricky Tognazzi, &#8220;quale Italia essere&#8221;, e qua si intravede la Pieta&#8217; di Michelangelo dietro a un operaio della Fiat&#8230; &#8220;E&#8217; il momento di decidere se essere noi stessi o&#8230;&#8221;, e qui arrivano gli spaghetti fumanti (e vai!), &#8220;accontentarci dell&#8217;immagine che ci vogliono dare&#8221;. Sono molto spiaciuto per gli spaghetti, non vedo quale carica negativa possano avere, meglio fare vedere una foto di Berlusconi, quella era chiara in tutto il mondo. &#8220;Questo momento e&#8217; quello di ripartire&#8221;, prosegue Tognazzi mentre vediamo le immagine delle fabbriche Fiat in piena attivita&#8217;, &#8220;ripartire nell&#8217;unico modo che conosciamo, con il nostro lavoro e mettendoci alla prova&#8221;. Non aspettiamo altro. Infatti vediamo due pupazzi che si schiantano su una macchina Fiat e questo dovrebbe spiegare il concetto di prova. Ma a questo punto, per il gran finale, arrivano i cartelloni stradali che indicano Pomigliano, cosi&#8217; capisce anche Landini. &#8220;Perche&#8217; in italia ogni giorno&#8221;, e qui arriva l&#8217;immancabile macchinetta del caffe&#8217;, &#8220;c&#8217;e&#8217; qualcuno che si sveglia&#8221;, infatti si vede una ragazza che beve il caffe&#8217; ma se la prende comoda, &#8220;e mette nel suo lavoro il talento, la passione, la creativita&#8217;, ma, soprattutto, la voglia di costruire una cosa ben fatta&#8221;. Ecco, finalmente, dopo una serie di inquadrature di operai in fabbrica, identiche a quelle dello spot Cherokee, arriviamo alle immagini della Nuova Fiat Panda e parte il claim finale con la macchina al centro di una piazza storica italiana. Mah, se voleva essere uno spot della nuova Italia sobria e lavoratrice alla Monti e&#8217; un po&#8217; cheap e troppo vago, se voleva farci capire che a Pomigliano si lavora alla grande per la Fiat e non si perde tempo con spaghetti e Pulcinella, l&#8217;idea non e&#8217; il massimo e non credo che possa piacere troppo ai lavoratori italiani. Forse era meglio richiamare Luca e Paolo, che avevamo lasciato negli spot natalizi con Babbo Natale legato come un salame. O Fiorello, che almeno era stato coerente e aveva lasciato la pubblicita&#8217; Fiat dopo la crisi di Termini Imerese e aveva scritto a Marchionne di salvare la fabbrica. O lo stesso quartetto che aveva presentato giusto un mese fa la Nuova Panda costruita a Pomigliano, cioe&#8217; Marchionne, Elsa Fornero, Corrado passera e John Elkann. Proprio li&#8217; Marchionne si lancio&#8217; in un orgoglio italiano che fa un po&#8217; da base allo spirito dello spot (&#8221; Questo e&#8217; oggi lo stabilimento numero uno al mondo del gruppo Fiat-Chrysler, E&#8217; una cosa eccezionale. Dovremmo esserne orgogliosi come italiani. Non comprenderlo, anzi arrivare a denigrarlo, e&#8217; incredibile&#8221;). Comunque, se &#8220;le cose che costruiamo ci rendono cio&#8217; che siamo&#8221;, in questi ultimi anni non e&#8217; che abbiamo costruito molto e quello che siamo diventati agli occhi degli stranieri purtroppo lo sappiamo. Ma che sia stata proprio una scelta dei lavoratori non si puo&#8217; dire. dagospia.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object style="height: 390px; width: 640px;" width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/heCVR7kKyRw?version=3&amp;feature=player_detailpage" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed style="height: 390px; width: 640px;" width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/heCVR7kKyRw?version=3&amp;feature=player_detailpage" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object>1- AIUTO! È PARTITA UNA NUOVA CAMPAGNA PER LA FIAT PANDA: “LE COSE CHE COSTRUIAMO CI RENDONO CIÒ CHE SIAMO. QUESTA E’ L’ITALIA CHE CI PIACE”. E LA RETE L’AFFONDA &#8211; 2- SE DA UN LATO, NON E’ TROPPO SIMPATICO CHE PROPRIO MARPIONNE DOPO L’ACCORDO CON LA CHRYSLER, DOPO I FATTI DI POMIGLIANO E LA CHIUSURA DI TERMINI IMERESE, DOPO GLI SCONTRI CON LA FIOM, VENGA A FARCI LA LEZIONCINA SULL’ITALIA CHE PIACE &#8211; 3- DALL’ALTRO, FANNO NOTARE CHE QUESTO SPOT SIA IN REALTA’ LA FOTOCOPIA DI UN ALTRO SPOT, QUELLO PER IL GRAND CHEROKEE, USCITO SOLO L’ANNO SCORSO IN AMERICA &#8211; 4- NON L’HANNO COPIATO PERCHÈ ERA UNO SPOT RIUSCITO, MA PERCHÈ FANNO PARTE DELLA STESSA MULTINAZIONALE E PER ENTRAMBI I PRODOTTI PROGETTATA UN’UNICA CAMPAGNA &#8211; 5- ALTRO CHE ORGOGLIO NAZIONALE! RIDATECI I VECCHI SPOT DELLA COCA COLA, ALLORA…</p>
<p><strong>Marco Giusti per il Manifesto</strong></p>
<p>&#8220;Le cose che costruiamo ci rendono ciò che siamo. Nuova Fiat Panda. Questa e&#8217; l&#8217;Italia che ci piace&#8221;. Aiuto! E&#8217; partita una nuova campagna per la Fiat Panda che non solo parte proprio da Pomigliano (ci sono andati, c&#8217;e&#8217; anche la scritta, regolare), ma che in ben 90 secondi di spot ci cuce un patriottico ritratto del nostro paese e del perche&#8217; dovremmo essere orgogliosi di essere italiani e di comprare auto italiane. Boh? Ovvio che tutto cio&#8217; in soli tre-quattro giorni abbia gia&#8217; alimentato un violento dibattito in rete sia sul tipo di messaggio che Marchionne e la Fiat ci vogliono far capire sia sull&#8217;ipocrisia di questo tipo di comunicazione.</p>
<p>Diciamo che, in generale, non e&#8217; troppo simpatico che proprio la Fiat, dopo l&#8217;accordo con la Chrysler, dopo i fatti di Termini Imerese e di Pomigliano, dopo gli scontri con la Fiom, venga a farci la lezioncina sull&#8217;Italia che piace. Molti in rete, e questa e&#8217; la parte piu&#8217; assurda e divertente, fanno notare che inoltre questo spot altamente patriottico, con trionfo di tricolori e di piazze d&#8217;Italia, nemmeno fossimo ancora in mezzo ai festeggiamenti per i 150 anni dell&#8217;Unita&#8217;, sia in realta&#8217; la fotocopia di un altro spot, quello per il Grand Cherokee, uscito solo l&#8217;anno scorso in America.</p>
<p>E, purtroppo, e&#8217; vero. C&#8217;e&#8217; lo stesso martello iniziale che li&#8217; batte i chiodi dei binari delle grandi ferrovie del paese e qui nelle nostre fabbriche, c&#8217;e&#8217; lo stesso tipo di concetto di orgoglio nazionale e c&#8217;e', soprattutto, lo stesso claim finale: &#8220;The thing we make, make us&#8221;, cioe&#8217; &#8220;Le cose che costruiamo ci rendono cio&#8217; che siamo&#8221;. Logico che alla Fiat non lo hanno copiato perche&#8217; era uno spot riuscito, questo sarebbe stato ancora accettabile, lo hanno copiato perche&#8217; il Grand Cherokee e la Fiat Panda fanno parte della stessa multinazionale e per entrambi i prodotti e&#8217; stato progettato un&#8217;unica campagna.</p>
<p>Altro che orgoglio nazionale! Ridateci i vecchi spot della Coca Cola, allora, non scherziamo&#8230; C&#8217;e&#8217; anche una musica che ricalca quella americana (li&#8217; era un tema di Johnny Cash, qui c&#8217;e&#8217; un motivo di tal Flavio Ibba) e procede di pari passo con il rumore del martello sull&#8217;incudine. Va detto pero&#8217; che la parte copiata dallo spot americano in fondo e&#8217; la migliore, perche&#8217; la visualizzazione del regista, uno specialista in auto, Luca Maroni, e del copy, Piero Lo Faro, di un testo retorico tutto patriottico (no, non l&#8217;avra&#8217; scritto Marchionne e neanche Lapo, forse Alain Elkann, che ha piu&#8217; tempo libero ) e&#8217; decisamente piu&#8217; imbarazzante. Non ci sono neanche immagini di repertorio, come nello spot del Cherokee.</p>
<p>Di buono, pero&#8217;, c&#8217;e&#8217; che non troviamo piu&#8217; la voce spiritosa di Piero Chiambretti (ma cosa c&#8217;era da ridere nella vicenda Fiat di questi ultimi anni?), attivo per la vecchia Panda fino a novembre scorso, e al suo posto troviamo quella piu&#8217; seria, anche se sgualcita dai troppi spot per i sottaceti di Ricky Tognazzi.</p>
<p>&#8220;Quante Italie conosciamo?&#8221;, ci chiede appunto la voce off di Ricky Tognazzi, &#8220;Quella dell&#8217;arte, quella delle grandi invenzioni, quelle del talento costruttivo, quella del paese pittoresco&#8221;, e qui parte il solito insopportabile Pulcinella ue&#8217;-ue&#8217;, ma in versione negativa, &#8220;quella dei giovani che cercano un futuro&#8221;, qui arrivano tre volti di italiani giovani che guardano uno di qua e uno di la&#8217; verso chissa&#8217; quale futuro cercando, magari, di non farsi prendere in pieno dalla Panda, &#8220;o quella capace di grandi imprese industriali&#8221;, e qui arriva l&#8217;immagine di Pomigliano dall&#8217;alto.</p>
<p>&#8220;Noi possiamo scegliere&#8221;, continua Ricky Tognazzi, &#8220;quale Italia essere&#8221;, e qua si intravede la Pieta&#8217; di Michelangelo dietro a un operaio della Fiat&#8230; &#8220;E&#8217; il momento di decidere se essere noi stessi o&#8230;&#8221;, e qui arrivano gli spaghetti fumanti (e vai!), &#8220;accontentarci dell&#8217;immagine che ci vogliono dare&#8221;. Sono molto spiaciuto per gli spaghetti, non vedo quale carica negativa possano avere, meglio fare vedere una foto di Berlusconi, quella era chiara in tutto il mondo.</p>
<p>&#8220;Questo momento e&#8217; quello di ripartire&#8221;, prosegue Tognazzi mentre vediamo le immagine delle fabbriche Fiat in piena attivita&#8217;, &#8220;ripartire nell&#8217;unico modo che conosciamo, con il nostro lavoro e mettendoci alla prova&#8221;. Non aspettiamo altro. Infatti vediamo due pupazzi che si schiantano su una macchina Fiat e questo dovrebbe spiegare il concetto di prova.</p>
<p>Ma a questo punto, per il gran finale, arrivano i cartelloni stradali che indicano Pomigliano, cosi&#8217; capisce anche Landini. &#8220;Perche&#8217; in italia ogni giorno&#8221;, e qui arriva l&#8217;immancabile macchinetta del caffe&#8217;, &#8220;c&#8217;e&#8217; qualcuno che si sveglia&#8221;, infatti si vede una ragazza che beve il caffe&#8217; ma se la prende comoda, &#8220;e mette nel suo lavoro il talento, la passione, la creativita&#8217;, ma, soprattutto, la voglia di costruire una cosa ben fatta&#8221;.</p>
<p>Ecco, finalmente, dopo una serie di inquadrature di operai in fabbrica, identiche a quelle dello spot Cherokee, arriviamo alle immagini della Nuova Fiat Panda e parte il claim finale con la macchina al centro di una piazza storica italiana. Mah, se voleva essere uno spot della nuova Italia sobria e lavoratrice alla Monti e&#8217; un po&#8217; cheap e troppo vago, se voleva farci capire che a Pomigliano si lavora alla grande per la Fiat e non si perde tempo con spaghetti e Pulcinella, l&#8217;idea non e&#8217; il massimo e non credo che possa piacere troppo ai lavoratori italiani. Forse era meglio richiamare Luca e Paolo, che avevamo lasciato negli spot natalizi con Babbo Natale legato come un salame.</p>
<p>O Fiorello, che almeno era stato coerente e aveva lasciato la pubblicita&#8217; Fiat dopo la crisi di Termini Imerese e aveva scritto a Marchionne di salvare la fabbrica. O lo stesso quartetto che aveva presentato giusto un mese fa la Nuova Panda costruita a Pomigliano, cioe&#8217; Marchionne, Elsa Fornero, Corrado passera e John Elkann. Proprio li&#8217; Marchionne si lancio&#8217; in un orgoglio italiano che fa un po&#8217; da base allo spirito dello spot (&#8221; Questo e&#8217; oggi lo stabilimento numero uno al mondo del gruppo Fiat-Chrysler, E&#8217; una cosa eccezionale. Dovremmo esserne orgogliosi come italiani. Non comprenderlo, anzi arrivare a denigrarlo, e&#8217; incredibile&#8221;).</p>
<p>Comunque, se &#8220;le cose che costruiamo ci rendono cio&#8217; che siamo&#8221;, in questi ultimi anni non e&#8217; che abbiamo costruito molto e quello che siamo diventati agli occhi degli stranieri purtroppo lo sappiamo. Ma che sia stata proprio una scelta dei lavoratori non si puo&#8217; dire.</p>
<p><strong>dagospia.com</strong></p>
<p><object style="height: 390px; width: 640px;" width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Mi0SbrrGaiw?version=3&amp;feature=player_detailpage" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed style="height: 390px; width: 640px;" width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Mi0SbrrGaiw?version=3&amp;feature=player_detailpage" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object>
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		<title>Fiat Chrysler metà integrazione entro la fine di quest&#8217;anno</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 20:38:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Integrazione Fiat-Chrysler al 50% entro la fine del 2012 Confermate le previsioni 2011. Dopo un mese riapre Mirafiori L’integrazione tra Fiat e Chrysler, è oggi al 20% e si prevede che possa arrivare al 50% entro fine 2012. È quanto emerge da una presentazione agli investitori in un seminario organizzato da Bank am Bellevue nel fine settimana in Svizzera, al quale ha partecipato Sergio Marchionne. Il rapporto è stato pubblicato oggi sul sito Fiat. Il gruppo conferma poi la guidance 2011: ricavi oltre 58 miliardi di euro, utile netto di 1,7 miliardi, utile della gestione ordinaria superiore a 2,1 miliardi, debito netto industriale tra 5 e 5,5 miliardi e una liquidità complessiva di oltre 18 miliardi di euro. Intanto sul fronte italiano riapre domani, dopo quasi un mese, lo stabilimento di Mirafiori: sono oltre 3.000 i lavoratori del secondo turno della linea Idea-Musa e di entrambi i turni della Mito, secondo dati sindacali, che torneranno in fabbrica da domani a giovedì. Non sono stati comunicati ancora i giorni di lavoro del periodo 23-31 gennaio. L’ultimo giorno di lavoro era stato il 22 dicembre, quando avevano lavorato gli addetti della Mito e di un turno della Idea-Musa. da lastampa.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/marchionne-con-la-barba/combo-marchionne-x-cristalli/" rel="attachment wp-att-54788"><img class="alignright size-medium wp-image-54788" title="Marchionne-e-la-barba-05" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Marchionne-e-la-barba-05-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>Integrazione Fiat-Chrysler<br />
al 50% entro la fine del 2012</p>
<p>Confermate le previsioni 2011.<br />
Dopo un mese riapre Mirafiori</p>
<p>L’integrazione tra Fiat e Chrysler, è oggi al 20% e si prevede che possa arrivare al 50% entro fine 2012. È quanto emerge da una presentazione agli investitori in un seminario organizzato da Bank am Bellevue nel fine settimana in Svizzera, al quale ha partecipato Sergio Marchionne. Il rapporto è stato pubblicato oggi sul sito Fiat.</p>
<p>Il gruppo conferma poi la guidance 2011: ricavi oltre 58 miliardi di euro, utile netto di 1,7 miliardi, utile della gestione ordinaria superiore a 2,1 miliardi, debito netto industriale tra 5 e 5,5 miliardi e una liquidità complessiva di oltre 18 miliardi di euro.</p>
<p>Intanto sul fronte italiano riapre domani, dopo quasi un mese, lo stabilimento di Mirafiori: sono oltre 3.000 i lavoratori del secondo turno della linea Idea-Musa e di entrambi i turni della Mito, secondo dati sindacali, che torneranno in fabbrica da domani a giovedì. Non sono stati comunicati ancora i giorni di lavoro del periodo 23-31 gennaio. L’ultimo giorno di lavoro era stato il 22 dicembre, quando avevano lavorato gli addetti della Mito e di un turno della Idea-Musa.</p>
<p><strong>da lastampa.it</strong>
<div class="TweetButton_button" style="float: right; margin-right: 10px;;height:20px;margin-bottom:5px;"><a href="http://twitter.com/share data-url="http://www.ultimissimeauto.com/fiat-chrysler-meta-integrazione-entro-la-fine-di-questanno/" data-text="Fiat Chrysler metà integrazione entro la fine di quest&#038;%238217;anno"data-count="horizontal" data-via="ultimissimeauto" data-lang="en""><img src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/plugins/tweetbutton-for-wordpress/images/tweet.png" style="border:none" /></a></div>
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		<title>Marchionne dobbiamo fonderci ed arrivare a produrre otto dieci milioni di auto</title>
		<link>http://www.ultimissimeauto.com/marchionne-dobbiamo-fonderci-ed-arrivare-a-produrre-otto-dieci-milioni-di-auto/</link>
		<comments>http://www.ultimissimeauto.com/marchionne-dobbiamo-fonderci-ed-arrivare-a-produrre-otto-dieci-milioni-di-auto/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 00:37:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[chrysler]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>

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		<description><![CDATA[Marchionne detta le regole L’obiettivo è 8 milioni di auto Sergio Marchionne alza l&#8217;asticella da 6 a 8-10 milioni di automobili prodotte in un anno. Il tetto, in pratica, entro il quale un costruttore potrà dirsi  Per tentare di raggiugere questo traguardo alcuni gruppi, tra cui Fiat-Chrysler (oltre 4,2 milioni nel 2011), hanno tempi piuttosto stretti. Solo Volkswagen (8,16 milioni), Gm (oltre 8 milioni come l&#8217;Alleanza Renault Nissan) e Toyota (punta a 8,48 milioni, ma nel 2012) possono stare tranquilli. Per gli altri, ma solo quelli cosiddetti generalisti, occorre affrettarsi. In quale modo? Attraverso un nuovo consolidamento, va ripetendo in questi giorni l&#8217;amministratore delegato di Fiat e Chrysler, nonch´ presidente della lobby europea dell&#8217;auto (Acea). L&#8217;Auto Show di Detroit e una serie di interviste (l&#8217;ultima, ieri, al Financial Times, dopo Wall Street Journal e Detroit Free Press) hanno, di fatto, proiettato Marchionne nel ruolo di apripista di una possibile imminente nuova rivoluzione dell0 scenario automobilistico. È lui, in questo momento, a dettare le regole del gioco. È la seconda volta, in poco più di tre anni, che il top manager «il cui cervello funziona come un processore Pentium», secondo i suoi stretti collaboratori, entra a gamba tesa sul tema consolidamento. Lo aveva fatto nel 2008, da Automotive News, e proprio in quell&#8217;occasione aveva delineato in sei-sette costruttori, escludendo quelli «premium», lo scenario nei 24 mesi a venire. Due anni sono passati, ma di mezzo c&#8217;è stato il crac Lehman Brothers con la conseguente crisi economica mondiale che ha rischiato di cancellare l&#8217;industria Usa dell&#8217;auto. Fiat ne ha «approfittato» prendendosi Chrysler, Gm si è salvata e Ford ha tenuto botta senza ricorrere alla Casa Bianca. Ora Marchionne torna sulla questione e guarda, prima di tutto in casa sua, palesando una terza alleanza, in Europa, prima del 2013. Fatto salvo che il gigante Volkswagen va ormai per conto proprio e alla leadership europea intende presto aggiungere anche quella mondiale, per Fiat-Chrylser si tratta di pescare nel mazzo francese (Psa Peugeot Citroën o l&#8217;Alleanza Renault Nissan), o guardare ancora a Opel, dopo lo smacco del 2009. L&#8217;accordo allo studio, secondo i piani di Marchionne, dovrà riguardare l&#8217;ambito delle vetture dei segmenti «A» e «B». Psa ha fatto sapere di «essere pronti ad alleanze che permettano, però, di conservare l&#8217;indipendenza». Il numero uno del gruppo francese Philippe Varin sarà in Italia dopo il 20 gennaio per un tour programmato (il gruppo ha avviato una profonda ristrutturazione manageriale nelle sue filiali estere); il viaggio potrebbe essere l&#8217;occasione, magari, per allungare il tragitto a Torino per un faccia a faccia con Marchionne. Per Parigi &#8211; legata a Fiat (fino al 2019 Sevel Sud produrrà furgoni, mentre non sarà rinnovato l&#8217;accordo, in scadenza nel 2017, sui monovolume realizzati a Sevel Nord) ma anche a Bmw, Mitsubishi, Ford e Toyota &#8211; un&#8217;intesa con il Lingotto spalancherebbe le porte agli Usa e puntellerebbe il mercato sudamericano. Il gruppo Peugeot-Citroën, secondo costruttore europeo con 3,4 milioni di veicoli venduti nel 2011, se la sta passando maluccio: la perdita operativa, nel secondo semestre 2011, era vicina a 405 milioni, senza contare il calo delle vendite e il taglio della quota mercato. E gli altri? L&#8217;Alleanza Renault Nissan è pure alla ricerca di un terzo partner, ma lo Stato, presente nell&#8217;azionariato e il problema delle sovrapposizioni (vale anche per Psa), potrebbero creare problemi; Opel continua a zoppicare e la casa madre Gm, che nei giorni scorsi ha smentito una possibile cessione, sta studiando un nuovo piano di ristrutturazione. Marchionne, intanto, ha lanciato il sasso nello stagno e sollevato il problema. Ma da abile giocatore di poker potrebbe anche bleffare e guardare oltre Francia (Psa e Renault) e Germania (Opel). In Europa, del resto, producono un po&#8217; tutti, inclusi gli ambiziosissimi coreani di Hyundai-Kia (insieme valgono circa 6 milioni di unità). Il risiko è partito, almeno per Marchionne. di Pierluigi Bonora da ilgiornale.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/marchionne-con-la-barba/north-american-interational-auto-show-in-detroit-michigan/" rel="attachment wp-att-54784"><img class="alignright size-medium wp-image-54784" title="Marchionne-e-la-barba-01" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Marchionne-e-la-barba-01-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" /></a>Marchionne detta le regole L’obiettivo è 8 milioni di auto</p>
<p>Sergio Marchionne alza l&#8217;asticella da 6 a 8-10 milioni di automobili prodotte in un anno. Il tetto, in pratica, entro il quale un costruttore potrà dirsi  Per tentare di raggiugere questo traguardo alcuni gruppi, tra cui Fiat-Chrysler (oltre 4,2 milioni nel 2011), hanno tempi piuttosto stretti. Solo Volkswagen (8,16 milioni), Gm (oltre 8 milioni come l&#8217;Alleanza Renault Nissan) e Toyota (punta a 8,48 milioni, ma nel 2012) possono stare tranquilli. Per gli altri, ma solo quelli cosiddetti generalisti, occorre affrettarsi. In quale modo? Attraverso un nuovo consolidamento, va ripetendo in questi giorni l&#8217;amministratore delegato di Fiat e Chrysler, nonch´ presidente della lobby europea dell&#8217;auto (Acea). L&#8217;Auto Show di Detroit e una serie di interviste (l&#8217;ultima, ieri, al Financial Times, dopo Wall Street Journal e Detroit Free Press) hanno, di fatto, proiettato Marchionne nel ruolo di apripista di una possibile imminente nuova rivoluzione dell0 scenario automobilistico.<br />
È lui, in questo momento, a dettare le regole del gioco. È la seconda volta, in poco più di tre anni, che il top manager «il cui cervello funziona come un processore Pentium», secondo i suoi stretti collaboratori, entra a gamba tesa sul tema consolidamento. Lo aveva fatto nel 2008, da Automotive News, e proprio in quell&#8217;occasione aveva delineato in sei-sette costruttori, escludendo quelli «premium», lo scenario nei 24 mesi a venire. Due anni sono passati, ma di mezzo c&#8217;è stato il crac Lehman Brothers con la conseguente crisi economica mondiale che ha rischiato di cancellare l&#8217;industria Usa dell&#8217;auto. Fiat ne ha «approfittato» prendendosi Chrysler, Gm si è salvata e Ford ha tenuto botta senza ricorrere alla Casa Bianca. Ora Marchionne torna sulla questione e guarda, prima di tutto in casa sua, palesando una terza alleanza, in Europa, prima del 2013. Fatto salvo che il gigante Volkswagen va ormai per conto proprio e alla leadership europea intende presto aggiungere anche quella mondiale, per Fiat-Chrylser si tratta di pescare nel mazzo francese (Psa Peugeot Citroën o l&#8217;Alleanza Renault Nissan), o guardare ancora a Opel, dopo lo smacco del 2009. L&#8217;accordo allo studio, secondo i piani di Marchionne, dovrà riguardare l&#8217;ambito delle vetture dei segmenti «A» e «B». Psa ha fatto sapere di «essere pronti ad alleanze che permettano, però, di conservare l&#8217;indipendenza». Il numero uno del gruppo francese Philippe Varin sarà in Italia dopo il 20 gennaio per un tour programmato (il gruppo ha avviato una profonda ristrutturazione manageriale nelle sue filiali estere); il viaggio potrebbe essere l&#8217;occasione, magari, per allungare il tragitto a Torino per un faccia a faccia con Marchionne. Per Parigi &#8211; legata a Fiat (fino al 2019 Sevel Sud produrrà furgoni, mentre non sarà rinnovato l&#8217;accordo, in scadenza nel 2017, sui monovolume realizzati a Sevel Nord) ma anche a Bmw, Mitsubishi, Ford e Toyota &#8211; un&#8217;intesa con il Lingotto spalancherebbe le porte agli Usa e puntellerebbe il mercato sudamericano.<br />
Il gruppo Peugeot-Citroën, secondo costruttore europeo con 3,4 milioni di veicoli venduti nel 2011, se la sta passando maluccio: la perdita operativa, nel secondo semestre 2011, era vicina a 405 milioni, senza contare il calo delle vendite e il taglio della quota mercato. E gli altri? L&#8217;Alleanza Renault Nissan è pure alla ricerca di un terzo partner, ma lo Stato, presente nell&#8217;azionariato e il problema delle sovrapposizioni (vale anche per Psa), potrebbero creare problemi; Opel continua a zoppicare e la casa madre Gm, che nei giorni scorsi ha smentito una possibile cessione, sta studiando un nuovo piano di ristrutturazione.</p>
<p>Marchionne, intanto, ha lanciato il sasso nello stagno e sollevato il problema. Ma da abile giocatore di poker potrebbe anche bleffare e guardare oltre Francia (Psa e Renault) e Germania (Opel). In Europa, del resto, producono un po&#8217; tutti, inclusi gli ambiziosissimi coreani di Hyundai-Kia (insieme valgono circa 6 milioni di unità). Il risiko è partito, almeno per Marchionne.</p>
<p><strong>di Pierluigi Bonora da ilgiornale.it</strong>
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