Categoria: cinesi

Lifan 330 la copia cinese della Fiat 500L

Lifan 330 1Auto, le imitazioni dei cinesi

Si chiama Lifan 330 ed è una delle ultime novità presentate al Salone di Pechino. Peccato assomigli in quasi tutto alla Fiat 500L. Ma poco importa da quelle parti: alcuni costruttori cinesi, come Lifan, continuano a copiare le auto occidentali senza pudore. Anche se il fenomeno negli ultimi anni è in calo dopo battaglie legali, dopo i pessimi risultati dei produttori cinesi (il mercato interno è in mano agli stranieri) che per fare il salto di qualità arruolano designer e tecnici occidentali. O nel caso di Geely e Donfeng, si comprano direttamente i produttori in difficoltà: la prima controlla la Volvo, la seconda è diventata azionista di riferimento di Peugeot e Citroen.

da corriere.it

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Peugeot nel mirino di Dongfeng i cinesi alla conquista

dongfengDongfeng punta al 30% di Peugeot
Il costruttore cinese ha un piano per entrare nell’azionariato

Pechino-Parigi, come la storica corsa automobilistica. Nel destino del gruppo Psa c’è la Cina. Il costruttore della Repubblica Popolare DongFeng sarebbe pronto a rilevare il 30% del gruppo francese, secondo quanto riportano i media locali. Peugeot-Citroën ufficialmente per ora non commenta. Ma, ad Automotive News, un portavoce ammette «di esaminare nuovi progetti di sviluppo industriale e commerciale con diversi partner incluse le implicazioni finanziarie che potrebbero accompagnarli». Anche se «al momento non è stato ancora deciso nulla».
LA PARTITA-Le trattative sono in corso: DongFeng, con il quale il gruppo d’Oltralpe ha già una solida joint venture per il mercato cinese, avrebbe messo sul piatto più di un miliardo e 200 mila euro per entrare prepotentemente nel capitale di Psa. Con il 30% in mano supererebbe i due maggiori azionisti, la famiglia Peugeot e General Motors che detengono rispettivamente il 25,5% e il 7%. Soldi che farebbero gola al costruttore, provato dalla prolungata crisi del mercato europeo dell’auto. A causa della forte dipendenza da Francia, Spagna e Italia, Peugeot ha pagato più di altri: Parigi è intervenuta concedendo una linea di credito per salvare il ramo finanziario dell’azienda, il resto lo ha fatto l’amministratore delegato Philippe Varin con un drastico piano di ristrutturazione da undicimila mila esuberi che prevede la chiusura della fabbrica di Aulnay, alle porte della capitale. Ma secondo gli analisti i tagli potrebbero non essere sufficienti, se la domanda di auto non si riprenderà come è probabile. E se non sarà trovato un accordo con i sindacati francesi che prevede maggiore flessibilità e un congelamento delle paghe per i prossimi anni. In cambio l’azienda s’impegna a non chiudere altri stabilimenti in Francia e a mantenere le attività di ricerca e sviluppo nel paese dov’è nata.

CONTI IN ROSSO-Nel primo semestre le perdite della divisione auto hanno superato il mezzo miliardo di euro. I cinesi con i loro capitali potrebbero fornire ossigeno: anche perché l’importanza della Repubblica Popolare per Psa cresce rapidamente. Poche settimane fa è stato inaugurato uno stabilimento nello Shenzen per produrre le vetture di lusso della gamma Ds. Nel primo semestre le vendite in Cina sono cresciute del 33%, ma rispetto alla Volkswagen i numeri sono ancora marginali: 442 mila vetture nel 2012 contro le oltre 2 milioni dei tedeschi.

IL NODO GM- Uno degli ostacoli alla trattativa con DongFeng è la General Motors, che di Psa detiene il 7% del capitale azionario in nome di un’alleanza fondata sullo scambio di tecnologie e sulla condivisione delle fabbriche. Se l’affare con i cinesi andasse in porto, Gm potrebbe ritrovarsi un pericoloso concorrente (anche se alleato) nel mercato più importante del mondo.

VOLVO E MG IN MANO AI CINESI- Per i cinesi comunque non sarebbe il primo colpo: marchi come Volvo eMg sono saldamente controllati da società asiatiche. Il primo dalla Geely che l’ha rilevata dalla Ford, il secondo dalla Shangai Motor Company che l’ha acquisita dopo vari passaggi dal fallimento della Rover.
 
Daniele Sparisci da corriere.it

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Audi blocca la Qoros non può mettere una Q nel nome e il tribunale di Berlino le dà ragione……

Qoros gq3 01Audi contro la Qoros: “Niente Q nei nomi”

Bloccata la GQ3 4×4 che doveva lanciare al salone dell’auto di Ginevra a inizio marzo

Chi la fa l’aspetti: la Qoros aveva fatto causa – vincendola – alla Kia per bloccare un nuovo modello con un nome simile al suo, e ora a casa automobilistica cinese che fa parte del gruppo Chery Automobile non potrà, almeno per il momento, usare in Europa la lettera Q nel marchio del suo veicolo 4×4 GQ3 che doveva lanciare al salone dell’auto di Ginevra a inizio marzo.

Il tribunale di Amburgo ha infatti accolto la richiesta della tedesca Audi di una interdizione temporanea dell’utilizzo nonostante il marchio GQ3 fosse stato depositato dalla Qoros all’ufficio europeo dei marchi. La casa del gruppo Volkwagen commercializza ovviamente da tempo molti Suv con la sigla Q (Q3, Q5 e Q7) e non intende certo mollare.

da repubblica.it

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