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Citroen C4 Cactus prova su strada

citroen-c-cactus-1CITROEN  In anteprima la prova della C4 Cactus

altAmsterdam – Facile realizzare qualcosa di originale con un investimento stellare da recuperare poi con un listino salato, più complicato il colpo di genio quando si lavora sul progetto di un’auto economica e pratica, da tutti i giorni. Bene, Citroen è riuscita con la C4 Cactus a progettare una compatta (4,16 metri di lunghezza) davvero impossibile da non notare e provvista di tutta la tecnologia utile e di quella che serve a tagliare 200 kg rispetto alla C4 berlina per garantire prestazioni all’insegna della massima efficienza.

L’estetica innanzitutto, costruita su volumi fluidi, essenziali, scanditi da elementi grafici di grande effetto come gli airbump laterali: piccole capsule d’aria imprigionate in una morbida pelle di poliuretano termoplastico, una tecnologia inedita che ha richiesto oltre tre anni di sviluppo e che adesso protegge amorevolmente le fiancate della Cactus. Le possibilità di gioco sono abbastanza ampie: 10 colori di carrozzeria da abbinare a 4 tonalità degli airbump e a tre temi per l’arredamento interno.

E parliamo proprio del salotto di bordo, perché in modo diverso non lo si può chiamare: sedili comodissimi e soffici, da Citroen, comandi 100% digitali con doppio schermo, di cui quello in consolle centrale a comando tattile per tenere sotto controllo tutte le funzionalità della vettura. Raffinata nei dettagli anche, con richiami ovunque al mondo della valigeria. E poi una disposizione particolare degli spazi, con l’airbag che scompare dal cruscotto e va a nascondersi nel tetto per lasciare spazio ad un pratico cassetto con apertura dall’alto, l’eliminazione della leva del cambio pilotato ETG e la sua sostituzione con un semplice pulsante. E’ però proprio sull’argomento versatilità che si riscontrano i piccoli difetti che ad ogni auto dobbiamo trovare: soglia di carico troppo alta del vano bagagli, per altro piuttosto capiente (358 litri), apertura a compasso dei finestrini posteriori (scelta presa in nome del risparmio di peso, ma vaglielo a spiegare ai bambini) e da ultimo distanza troppo ravvicinata tra i sedili della prima fila con conseguente impossibilità di gestire manualmente eventuali problemi nelle retrovie (e anche qui è la voce della mamma che parla). C4 Cactus sa però farsi perdonare spiegando che in nome della leggerezza ha scelto di regalarsi anche uno scenografico tetto ad altra protezione termica e l’innovativo Magic Wash: diffusori di acqua integrati nelle spazzole tergicristalli per un lavaggio ottimale del parabrezza senza disturbo visivo.

Ultimo capitolo: motori, la gamma è piuttosto ampia, quattro benzina e due diesel, con il Blue HDi 100 capace di consumare solo 3,1 litri/100 km. Noi però per la nostra prova abbiamo scelto il benzina più potente, il tre cilindri Pure Tech da 110 CV: consumi dichiarati 4,6 litri/100 km ed emissioni di CO2 pari a 105 g/km. Il quadro è quello di un’auto comoda e soffice, soprattutto nei collegamenti al suolo e negli innesti del cambio (manuale a cinque marce) che si preferirebbero più diretti e precisi. Ma il tre cilindri, accompagnato in fase di accelerazione dal rumore tipico di questa unità, ronzio che tende ad attenuarsi in fase di crociera, sa rendere comunque la leggerissima Cactus bella spedita e agile nel traffico di Amsterdam, silenziosa e per nulla affaticata in autostrada. Particolare il volante, tagliato nella parte inferiore, regala punti in agilità ai movimenti del guidatore.

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Nuova Citroën C1 2014 prova su strada

citroen c1 2014Nuova Citroën C1
piccola vestita da grande
È migliorata tanto rispetto al passato: il tre cilindri spinge bene e non fa rumoreDentro tanti optional, dal sistema «Mirror Screen» al tetto apribile in tela

ROMA – Piccole da città, un segmento mai in crisi. Le city car rappresentano in Italia il 18,2% del mercato. Tradotto in cifre semplici: quasi un’auto venduta su cinque è una piccola. Per buona pace dell’industria automobilistica, costretta a presenziare il segmento per aumentare i volumi, cercando però profitti su modelli più grandi. Le ultime a rinnovarsi sono le tre sorelle, Citroën C1, Peugeot 107 e Toyota Aygo, con l’arrivo nei prossimi giorni della nuova generazione.
Sorelle diverse
«L’idea comune è stata quella di differenziare maggiormente le tre auto, rispecchiando di più il dna di ogni marca», spiega Carlo Bonzanigo, responsabile del design della Citroën C1. Più libertà, non senza aver messo in chiaro prima i patti: «E’ stato come andare in vacanza con 3 famiglie: fondamentale programmare tutto prima di partire per evitare incomprensioni», continua Bonzanigo. Il risultato sembra riuscito: più classica la 107, più estrema la Aygo, più giovanile e frizzante la C1. La prova della Citroën C1 Abbiamo testato la Citroën C1 con entrambe le motorizzazioni VTi benzina disponibili, il 1.0 da 68 cavalli e il 1.2 da 82 cavalli. Tutte e due sposano il downsizing ovvero, adottano un motore tre cilindri, ormai immancabili su vetture così piccole. Il risultato è evidente in termini di consumi: in particolare con il 1.0 nella versione e-VTi con stop&start, con il quale si possono toccare, su un ciclo combinato di omologazione, medie di 26,3 km/litro. In città se non ci si risparmia con il pedale dell’acceleratore e si richiedono al 3 cilindri i straordinari, è inevitabile consumare un poco di più: in media abbiamo viaggiato sui 24 km/litro
Più silenziosa e confortevole
Il miglioramento più grande, rispetto alla precedente generazione, è nella rumorosità: il lavoro fatto dagli ingegneri è stato notevole e qualche inevitabile decibel di troppo si misura solo tirando le marce ai limiti. Silenziosità e confort che diventano poi di categoria superiore guidando il 1.2 da 82 cavalli, motore che si dimostra in grado di affrontare anche viaggi autostradali di lunga percorrenza con grande fluidità e senza timori referenziali rispetto ad auto di segmento superiore. Nonostante poi le piccole dimensioni, la piccola Citroën C1 diverte anche in termini di dinamica di guida: l’auto è reattiva, ben bilanciata, con un assetto che in ogni situazione regala una sensazione di sicurezza difficile da riscontrare nel segmento. Facile da guidare con manovre possibili anche in fazzoletti di strada grazie a un diametro di sterzata di 9,6 metri.
Connessa
La Citroën C1 offre un lungo elenco di accessori tecnologici, non tutti di serie, che va dall’Hill Assist, che aiuta le partenze dell’auto in salita, alla camera posteriore (su cui si gioca lo spot televisivo) e il Mirror Screen che consente di riprodurre i contenuti del proprio smartphone sul display touch da 7 pollici montato al centro della strumentazione. Il sistema di connessione è piuttosto immediato e semplice da utilizzare ma non consente di supportare nello stesso istante due sorgenti diverse: se si replicano sullo schermo le informazioni della navigazione, non si può ascoltare la radio. Un valore aggiunto è la capote, in tela a comando elettrico di grandi dimensioni (80 per 76 centimetri), fortemente voluta da Carlo Bonzanigo in fase di progetto, delle versioni denominate Airscape. Il listino a 3 e 5 porte La Citroën C1 sarà in vendita dal prossimo 26 giugno con un prezzo a partire dai 9.950 euro della 1.0 VTi da 68 cavalli 3 porte nell’allestimento base Live con cambio manuale a 5 rapporti, fino ad arrivare ai 14.350 euro della 1.2 VTi da 82 cavalli Airscape a 5 porte. E’ possibile scegliere, su entrambe le motorizzazioni, il cambio automatico a variazione continua EGT a 5 rapporti.

da corriere.it

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Peugeot Mitsubishi accordo in difficoltà

Peugeot-Ciroen-MitsubishiProgetto elettrico e collaborazione con Mitsubishi in discussione. Il gruppo PSA Peugeot Citroën si concede ancora un anno per valutare la situazione e la partnership con il costruttore giapponese. Troppo pochi e troppo costosi i modelli venduti nel 2013: si parla di un migliaio di vetture tra i-MiEV, iOn e C-Zero contro le 5.000 immatricolate nel 2012. PSA intenderebbe riesaminare l’intera strategia, avrebbe dichiarato il nuovo numero uno Carlo Tavares nel corso di un’audizione con una commissione parlamentare francese. Quindi anche se e con chi eventualmente sviluppare auto elettriche e dove costruirle.

Finora la citycar Mitsubishi i-MiEV è stata la base per la realizzazione dei veicoli gemelli francesi, cioè Peugeot iOn e Citroën C-Zero. La stessa tecnologia giapponese è stata impiegata dal gruppo anche per le versioni “a pile” dei commerciali Partner e Berlingo. La concorrenza sembra viaggiare ad un’altra velocità come dimostrano non solo Nissan – con Leaf e con e-NV200 – e Renault (che ha comunque dovuto contabilizzare il flop di Fluence Z.E.) ma soprattutto Bmw con i3 e i8 (che debutta tra poco più di un mese).