consumi
Il sole 24 ore e il Kinetic Drive System (Kds) di Leonardo Grieco
Al volante dell’auto che dimezza i consumi
Leonardo Grieco ha brevettato il Kinetic Drive System (Kds), un sistema che promette, se montato su un’auto con cambio manuale, di dimezzare il consumi di carburante. Il Sole24 Ore.com ha provato l’unica auto su cui il dispositivo è stato installato.
Leonardo, il meccanico-inventore di Varese: con il suo sistema l’auto consuma la metà
La prova su strada. Periodicamente, sul web, imperversano filmati circa invenzioni che dovrebbero ridurre drasticamente la nostra dipendenza dal petrolio, realizzando prestazioni nell’ordine dei 30 km con un litro di combustibile e riducendo radicalmente le emissioni nocive. Negli ultimi tempi l’invenzione del signor Leonardo Grieco da Saltrio ha tenuto banco nelle bacheche di numerosi adepti del mondo dei social network e non solo. Il rischio però è quello di prendere fischi per fiaschi o, al contrario, sottovalutare un’idea, un’invenzione, che potrebbe realmente avere una rilevanza mondiale sul tema dei trasporti. Quindi, quale migliore occasione che domandare al diretto interessato quale sia la tecnica del suo dispositivo e come dovrebbe avvantaggiare la guida di tutti i giorni. La risposta nella nostra prova su strada (guarda il video).
Come funziona. Il sistema KDS (Kinetic Drive System) può essere montato su un qualunque tipo di automobile a patto che la trasmissione sia formata da un cambio manuale dotato di frizione a comando idraulico. Senza entrare nei meandri della fisica e della matematica, il principio di funzionamento del dispositivo è molto semplice. Il KDS disaccoppia il motore dal cambio, esattamente come quando premete il pedale della frizione. In questo modo è possibile viaggiare per brevi distanze senza impiegare l’acceleratore (dipende da quale velocità rilasciate l’acceleratore e dalla pendenza della strada), muovendosi al minimo numero di giri motore, riducendo naturalmente il consumo di carburante.
Esperienza al volante. Il vantaggio balza subito all’occhio, perché staccando il propulsore dal cambio gli attriti in gioco si riducono. Il dispositivo è formato da un sistema idraulico che provvede ad attivare e disattivare la frizione (il pedale è sparito) a seconda che sia esercitata una pressione o meno sull’acceleratore. Ricapitolando, una volta inserita la prima marcia si passa subito alla seconda (ricordate che non c’è più il pedale della frizione) e così in terza (ma potete inserire anche le marce più alte, dipende dalla velocità che volete raggiungere). Quando siete ad un regime tale per cui il motore è in coppia, si rilascia l’acceleratore e il sistema KDS disaccoppia il motore dal cambio. In questo modo potete “veleggiare” al minimo, finché la velocità non si riduce in maniera tale da dover richiedere un intervento da parte dell’acceleratore.
Stile di guida. Insomma bisogna imparare a “telegrafare” sul pedale, decisamente più facile a dirsi che a farsi. Ma non è solo attraverso la pressione sull’acceleratore che il motore si riaccoppia al cambio, perché l’operazione avviene pure premendo il tasto denominato “cut off” posizionato sulla leva di quest’ultimo. In questo modo si può sfruttare l’effetto del freno motore, rallentando la vettura senza pigiare il freno (esattamente come scalare una marcia).
Il prototipo. Ad oggi l’unica automobile dotata del KDS è quella del Sig. Grieco, una Skoda Octavia Wagon, che abbiamo avuto modo di testare in prima persona. L’idea di fondo pare essere buona, ma poi all’atto pratico bisogna modificare il proprio stile di guida, operazione non facile se i chilometri percorsi sono pochi, ma soprattutto il test andrebbe eseguito in condizioni di traffico intenso per valutare al meglio il modo di “telegrafare” sul pedale dell’acceleratore. Il costo del dispositivo dovrebbe aggirarsi intorno ai 2.000 euro montaggio incluso e, secondo le dichiarazioni del Grieco le richieste sarebbero già moltissime.
A Pasqua avremo la benzina a due euro al litro
IN ITALIA LE POMPE COSTANO TROPPO – SECONDO LA FEDERAZIONE DEI BENZINAI GLI ITALIANI POTREBBERO TROVARE UNA BELLA SORPRESA NELL’UOVO DI PASQUA: BENZINA A 2 € AL LITRO! – LA BEFFA: IL PREZZO DEL PETROLIO GREZZO CALA MA ALLA POMPA DIVENTA ORO NERO PER COLPA DELLE ACCISE E DELLE ALIQUOTE REGIONALI (RECORD NELLE MARCHE, DOVE IL PESO DEL FISCO È DI QUASI 1 €/LITRO) – COLDIRETTI: “EFFETTO A VALANGA SULLA SPESA” (L’88% DELLE MERCI VIAGGIA SU GOMMA)…
Isidoro Trovato per il “Corriere della Sera”
Se servissero a fini ecologici potrebbero persino essere delle buone notizie. Invece Pasqua senza auto e 23 chilogrammi di arance rosse in cambio di un litro di benzina verde sono due parametri per far capire a quale velocità folle stia sfrecciando l’aumento della benzina.
Secondo la Faib, la federazione dei benzinai aderenti alla Confesercenti, a Pasqua la benzina rischia di costare due euro al litro «Sarebbe un fatto gravissimo – spiega il presidente di Faib Martino Landi – per la filiera della mobilità e per tutto il mondo produttivo, con una spinta inflazionistica che vanificherebbe i sacrifici degli italiani. Possiamo stimare che ogni aumento di 1 punto percentuale del prezzo al litro delle benzine produce entro un periodo di pochi mesi, un aumento del tasso d’inflazione di oltre 2 decimali di punto. Ciò avrebbe un effetto depressivo tremendo sull’economia italiana».
A rendere ancora più paradossale la situazione è l’andamento del barile sui mercati: l’ondata di ribassi, che ieri ha travolto le Borse mondiali, ha finito per coinvolgere anche i prezzi del petrolio. Nel pomeriggio sul mercato di Londra il barile di Brent, il petrolio del mare del Nord, è sceso di 2,08 dollari toccando quota 121,72 dollari. Ennesima dimostrazione di quanto siano ormai lontani e separati il mercato del greggio e quello del prodotto raffinato.
Sul fronte delle imposte, intanto, il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ieri nella trasmissione «Ballarò» ha ricordato che da ottobre l’Iva salirà dal 21 al 23%.
Ma torniamo alla benzina. In Italia non passa giorno senza un nuovo aumento con una media nazionale che, con un balzo di 4 centesimi, è arrivata a 1,86 euro al litro. Una situazione che «vanta» anche picchi da record in alcune regioni del Centro (come le Marche, dove il peso del Fisco è di quasi un euro al litro) dove si tocca già quota 1,93 euro al litro.
È il risultato di un raddoppio alla voce Fisco: da una parte il peso dell’Iva, dall’altra l’aumento della tassazione regionale. Una doppia «tagliola» che sta producendo gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti. Si tratta di «una situazione insostenibile», tuonano Adusbef e Federconsumatori. Rispetto a gennaio 2012 ogni automobilista, calcolano le associazioni, «paga, per i propri rifornimenti (considerando 2 pieni al mese), 16 euro in più al mese».
Preoccupati anche gli agricoltori di Coldiretti, Confagricoltura e Cia che temono l’impatto del caro-carburante sui prezzi degli alimentari. «In un Paese come l’Italia dove l’88% dei trasporti commerciali avviene per strada, il record dei prezzi dei carburanti – sottolinea la Coldiretti – ha un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli di produzione, trasformazione e conservazione».
Resta infine drammatica la situazione degli agricoltori, che, come sottolinea la Cia, hanno visto schizzare il prezzo del gasolio agricolo del 130% in meno di due anni (da 0,49 euro al litro di gennaio 2010 agli attuali 1,13 euro al litro), con un onere aggiuntivo di circa 5 mila euro ad azienda. Per questo motivo gli agricoltori chiedono che si intervenga e che lo si faccia in fretta magari con un bonus sul modello dell’accisa zero per le serre in vigore fino a novembre 2009.
Per le famiglie invece la richiesta unanime è quella di un intervento di riduzione del peso fiscale, applicando l’accisa mobile e impedendo che l’Iva aumenti ulteriormente dal prossimo settembre. In un Paese in cui un litro di benzina verde alla pompa costa come 23 chili di arance a Rosarno (dove gli agrumi vengono pagati ai produttori 8 centesimi al chilo) sarebbe veramente troppo.
da dagospia.com
Incentivi a Scadenza per Gpl e Metano e solo per 600 comuni
Tornano gli incentivi lampo
Ma solo per il Gpl e Metano
Il contributo, da 500 a 1.000 euro, è detratto in fattura dall’officina sotto forma di sconto e vale per 600 comuni e per le Euro 2 e Euro 3 immatricolati dopo il 01/01/1997. Secondo le stime si esauriranno in poche settimane. Ecco la guida
Ci siamo, tornano gli incentivi: 500 euro per il GPL e 650 per il metano, di cui 150 a carico delle officine di installazione, ma va detto che questi incentivi sono validi solo in 600 comuni e per la trasformazione a GPL e metano di mezzi Euro 2 e Euro 3 immatricolati dopo il 01/01/1997. E non mancano altri vincoli: il fondo disponibile, grazie ad un residuo dell’ultimo rifinanziamento, ammonta a € 1.785.309,26 e consentirà di effettuare circa 4.500 trasformazioni a gas incentivate. Il che significa che dureranno quale settimana al massimo.
“Considerando l’esiguità del fondo - spiega infatti Alessandro Tramontano, Presidente del Consorzio Ecogas, referente del Ministero per la gestione delle prenotazioni - allo scopo di permettere un maggior numero di trasformazioni incentivate, è stato concordato tra le associazioni che rappresentano il comparto industriale artigianale GPL metano, firmatarie dell’Accordo di Programma (Consorzio Ecogas, CNA e Confartigianato Autoriparazione), il Ministero dell’Ambiente e l’Ufficio ICBI, di mantenere un incentivo finale all’utente di pari importo a quello previsto dalle precedenti edizioni e dagli incentivi MSE (€ 500 per il GPL e € 650 per il metano), ma di comporre il contributo nel seguente modo: 150 € di sconto da parte dell’installatore sul listino prezzi massimi nazionale (MSE 2008/2011) e 350 € GPL/500 € metano di contributo erogato da ICBI. L’applicazione dello sconto da parte dell’installatore deve essere evidenziato in fattura ed è condizione indispensabile per l’ottenimento del contributo ICBI. Lo sconto applicato dall’installatore, a differenza dell’incentivo, non viene rimborsato da ICBI, ma è a carico dell’officina”.
La procedura per ottenere l’incentivo è questa: è necessario prenotare la trasformazione a GPL o a metano presso un’officina aderente all’iniziativa, la quale, dopo avere verificato su www. ecogas.it la disponibilità dei fondi e ottenuto il codice di prenotazione attribuito a ciascun intervento (che garantisce l’accantonamento del fondo), comunica al beneficiario quando potrà installare sul suo veicolo l’impianto a gas.
Il contributo, accantonato in ordine cronologico di ricevimento della domanda di prenotazione, viene detratto ed evidenziato in fattura sotto forma di sconto sul prezzo della trasformazione dall’officina di installazione, la quale deve aderire all’iniziativa e impegnarsi a non superare il listino prezzi massimi nazionale, concordato dalle Associazioni e accettato a livello governativo.
Non è cumulabile con altre forme di agevolazione statali, se previsto può andare a sommarsi a iniziative locali o private.
La data del documento fiscale (fattura o ricevuta fiscale) comprovante la trasformazione a gas e l’applicazione dell’incentivo, l’autocertificazione del beneficiario e il collaudo del veicolo a gas, deve essere successiva alla data di apertura delle prenotazioni (01/03/2012). Il collaudo dovrà avvenire entro 120 giorni dalla data di prenotazione pena l’annullamento della prenotazione stessa.
Le persone giuridiche che beneficiano del contributo devono trovarsi nei limiti della regola de minimis, ossia entro € 200.000,00 complessivi di aiuti negli ultimi tre anni di cui al regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006. Non hanno diritto ai contributi le imprese che esercitano attività trasporto merci in conto terzi.
Sul sito del Consorzio Ecogas – www. ecogas. it (Incentivi/Incentivo ICBI 2012) – che contribuisce alla gestione operativa della campagna di incentivazione, sono consultabili tute le informazione, gli elenchi dei Comuni e quello delle officine di installazione che hanno aderito, presso le quali ci si può rivolgere per effettuare la conversione a gas usufruendo dell’incentivo statale.
Carpooling raddoppia in Italia crisi e rincari della benzina aiutano
Agli italiani piace il carpooling, sono 100mila i posti auto condivisi
Crescono del 138% le offerte di passaggio negli ultimi dodici mesi e un risparmio potenziale di emissioni Co2 che sfiora le 500 tonnellate
Gli italiani strizzano l’occhio al carpooling. Le cifre parlano chiari, anche se l’Italia è ancora nettamente in ritardo rispetto ad altri paesi europei: 100mila posti auto condivisi, oltre 20mila passaggi disponibili, crescono del 138% le offerte di passaggio negli ultimi dodici mesi e un risparmio potenziale di emissioni Co2 che sfiora le 500 tonnellate. Sono queste alcune delle cifre che emergono da un report di postoinauto.it, a due anni dal suo lancio nel febbraio 2010. L’indagine mostra che la maggior parte di chi condivide passaggi è composta da giovani: la fascia 25-34 anni è quella piu’ folta, con il 26% degli utenti, seguita dal 24% nella fascia 18-24.
Numeri che non stupiscono, dato che tendenzialmente i giovani sono più propensi all’utilizzo delle nuove tecnologie e più sensibili verso il low cost. Cresce tuttavia l’età media di chi offre un passaggio, che si attesta a 39 anni (chi lo chiede ha in media 26 anni). Inoltre, il 36% degli utenti sono donne, a dimostrazione del fatto che, con le opportune misure di sicurezza, anche le donne possono sentirsi al sicuro nel condividere l’auto con degli sconosciuti.
Postoinauto.it offre da tempo il ‘viaggio rosa’, un viaggio tutto al femminile pensato per le donne che desiderano condividere l’auto con altre donne. Interessanti anche i dati relativi alla distribuzione geografica della condivisione dell’auto sul territorio, che evidenziano da una parte un divario Nord-Sud, dall’altra delle divergenze significative all’interno delle regioni. Molto attive le aree metropolitane, con quasi 3mila passaggi condivisi a Roma e a Milano; a seguire Bologna, Modena, Verona e Pavia.
Confrontando i passaggi condivisi con il numero di abitanti, risulta però che la prima provincia italiana e’ Belluno, seguita da Pistoia (entrambe con oltre 500 posti condivisi ogni 100mila abitanti). Bene anche l’Emilia, il nord della Toscana e la Lombardia occidentale; meno bene il Piemonte (tranne Torino), mentre segnali positivi arrivano dall’Umbria e dalle Marche. Dall’Abruzzo in giù, tuttavia, condividere l’auto per il momento non decolla: ad eccezione della Puglia e di parti della Campania, il Meridione e le isole restano a meno di 100 posti condivisi ogni 100mila abitanti. Fanalino di coda la provincia sarda dell’Ogliastra, l’unica in Italia dove non è ancora stato condiviso alcun passaggio.
In testa alle tratte più richieste spicca la Milano-Roma con oltre 13mila ricerche di passaggi nell’ultimo anno. A seguire Roma-Bologna, Roma-Firenze e Firenze-Milano; molto richieste anche Torino-Roma, Roma-Lecce, Milano-Bari e Milano-Napoli. Significativo pure il dato relativo alle distanze percorse: mentre il 42% dei passaggi viene offerto all’interno della stessa provincia (il 6% nella stessa città), solo il 17% delle ricerche di passaggio avviene in provincia (con le aree metropolitane chiaramente in testa).
Tra le curiosità, emerge che chi condivide l’auto ama le lingue straniere: l’84% parla l’inglese e il 34% il francese. Ma c’è anche chi parla russo, svedese, giapponese, indonesiano. Le professioni sono le più svariate: oltre ai numerosi studenti, condividono l’auto impiegati, tecnici, operai, membri dell’esercito e dirigenti di azienda. Interessanti i dati sulle marche di auto: chi guida Fiat, Peugeot o Nissan è un po’ meno propenso a condividere l’auto; a differenza invece di chi viaggia a bordo di Volkswagen, Volvo, Opel, Toyota e Mercedes, che preferisce guidare in compagnia.
da adnkronos.com
Come accedere agli incentivi gpl e metano 2012 elenco comuni
Incentivi auto a metano e GPL 2012: ecco come richiederli e la lista dei comuni che li offrono
Incentivi per auto a metano e GPL. Tornano anche per il 2012, a partire da oggi, i bonus per la conversione delle auto a benzina o a diesel in gas naturale. Quest’anno, l’aumento del prezzo dei carburanti lascia pensare che saranno in molti ad optare per la modifica della propria auto. Rispetto agli anni precedenti, però, c’è una novità. Potranno usufruirne anche le auto alimentate a diesel.
I nuovi incentivi sono di tre tipi: l’installazione di impianti di alimentazione in automezzi privati alimentati a benzina Euro 2/Euro 3, la trasformazione dei veicoli commerciali alimentati allo stesso modo, ossia a benzina, Euro 2 o Euro 3 e infine un progetto pilota dedicato ai veicoli commerciali che prevede la conversione dei motori Diesel in propulsori alimentati contemporaneamente a gasolio e a gas metano o GPL.
Come accedere agli incentivi?
Dal 1° marzo basterà prenotare la trasformazione a GPL o a metano presso una delle officine aderenti all’iniziativa. Questa, dopo avere verificato la disponibilità dei fondi, comunicherà quando potrà procedere alla modifica. Diverso il caso del diesel. Per il “Progetto Dual Fuel” infatti gli incentivi avranno inizio il 19 marzo.
Chi
Potranno richiedere gli incentivi le persone fisiche e giuridiche che hanno la residenza e/o la sede legale/operativa in un Comune aderente alla Convenzione ICBI (Iniziativa Carburanti a Basso Impatto Ambientale) e che installano un impianto di alimentazione a GPL o metano su un veicolo di proprietà, precedentemente alimentato a benzina.
Quanto
Per le trasformazioni a Gpl e metano dei veicoli Euro 2 e Euro 3 immatricolati dopo il 01/01/1997 per i cittadini, il sistema prevede la prenotazione cronologica dei contributi on-line, l’anticipazione del contributo da parte dell’installatore e il rimborso diretto dell’incentivo all’officina da parte del Comune per mezzo del Referente tecnico amministrativo. Così, per il Gpl la cifra sarà pari a 500 euro mentre per il metano a 650 così composti: 150 € di sconto da parte dell’installatore sul listino prezzi massimi nazionale e 350 € Gpl (500 per il metano) di contributo erogato da ICBI.
Inoltre, sarà seguito l’ordine temporale di prenotazione e ogni installatore aderente non potrà superare le 15 prenotazioni settimanali. Per i veicoli commerciali leggeri, invece tali cifre saranno di 750 e 1000 euro rispettivamente per le trasformazioni a Gpl e Metano. Riguardo al progetto pilota dedicato al diesel, invece, sono stati stanziati quasi 300mila euro destinati alle aziende con sede nei Comuni aderenti che trasformano uno o più veicoli commerciali di peso inferiore a 3,5 tonnellate in alimentazione dual fuel diesel/gas. E le cifre sono di 1.000 euro per il Gpl e 1.300 per il metano.
In ogni caso, il collaudo dovrà avvenire entro 120 giorni dalla data di prenotazione, pena l’annullamento della prenotazione.
E per vedere se il vostro Comune è tra i fortunati che potranno usufruire degli incentivi, ecco l’elenco dei centri aderenti all’iniziativa.
Francesca Mancuso da greenme.it
Ora tornano di moda le Gpl e il metano
Così le auto a Gpl e metano torneranno a volare
L’Italia, si sa, è uno strano Paese in fatto di auto: da noi dominano incontrastate le mode e le manie. Basta guardare quello che sta succedendo oggi con le gomme termiche: da noi se ne vendono più che in Scandinavia, più che in Francia e Inghilterra. Ossia 7,5 milioni l’anno contro i 2,5 del 2008. Stessa cosa successe nel 2010 con le vetture alimentate a metano e Gpl, che spinte dagli incentivi hanno fatto segnare vendite record.
Oggi, senza incentivi, siamo al crollo: nel 2011 quelle alimentate a Gpl hanno fatto segnare un calo di vendite dell’80% e del 42% quelle a metano (che complessivamente hanno rappresentato il 5,4% del mercato 2011 contro il 17,6% dell’anno precedente).
Siamo al collasso? Più o meno ma d’altra parte era abbastanza chiaro che agli italiani delle vetture a Gpl o a metano non importasse nulla (le compravano solo per gli incentivi, un esempio per tutti: si vendettero diverse vetture a metano in Sardegna dove non c’era nessun distributore di quel carburante).
Ora però, grazie (o “per colpa” a voi la scelta) del fatto che la benzina sta arrivando inesorabilmente ai 2 euro al litro le cose potrebbero cambiare. E senza bisogno di incentivi gli italiani potrebbero tornare a guardare con interesse queste vetture a Gpl o metano. «Con l’attuale struttura dei prezzi dei carburanti per auto spiega un’elaborazione dell’Osservatorio Metanauto con 10 euro un’auto di media cilindrata può percorrere 158 chilometri se è alimentata a metano, 97 chilometri se è alimenta a Gpl, 69 chilometri se è alimentata a gasolio e 58 chilometri se è alimentata a benzina».
Non solo: il mercato potrebbe avere un forte impulso dall’impegno di Fiat Group Automobiles che con un ponderoso studio ha dimostrato come l’aumento del prezzo dei carburanti sia non proporzionale fra verde e gasolio che aumentano vertiginosamente e i carburanti alternativi che subiscono degli incrementi assai più contenuti. «Negli ultimi tre anni (gennaio 2009 gennaio 2012) la benzina è aumentata di oltre il 54%, il diesel del 60%, mentre il Gpl del 25% e il metano di appena il 2%», spiegano a Torino. Da qui l’impegno di proporre una maxi gamma di vetture e veicoli commerciali a doppia alimentazione Gpl/benzina e metano/benzina: Fiat Natural Power (metano) e Fiat EasyPower (Gpl). La linea Natural Power si compone di 9 modelli, tra cui la Punto 2012, la Panda Classic e la Qubo, tutte equipaggiate con il propulsore il 1.4 8v Fire da 77 Cv (70 se va a metano), e il Doblò che monta un motore 1.4 16v Fire TJet da 120 Cv.
Nella gamma EasyPower (Gpl/benzina) troviamo invece la Punto e la Idea (1.4 Fire da 77 Cv), la Bravo (1.4 Fire da 90 Cv), la 500 e la Panda Classic (1.2 Fire da 69 Cv).
Certo, anche Opel, Chevrolet e altri marchi hanno diversi modelli in vendita (in testa alla classifica per ora c’è la Corsa), ma si sa in Italia quando si muove la Fiat le cose cambiano sempre. Così le vendite di vetture a Gpl e metano potrebbero tornare a volare.
da repubblica.it
