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Indycar Franchitti e Ashley Judd


Ashley-judd-franchitti08Altro che Formula 1, gli americani aspettano l’avvio del campionato Indycar. Il loro idolo è Dario Franchitti
Il 14 marzo, a San Paolo (Brasile), prenderà il via il campionato Indycar. Seguiranno altre 16 corse: 13 negli Stati Uniti, 2 in Canada e 1 in Giappone. Anche se a noi italiani sembra ridicolo, la Indycar per gli americani è la più importante competizione automobilistica a ruote scoperte del mondo. Il loro idolo è Dario Franchitti, un italo-scozzese che ha sposato la bellissima star hollywoodiana Ashley Judd

Il 14 marzo, a San Paolo (Brasile), prenderà il via il campionato Indycar. Seguiranno altre 16 corse: 13 negli Stati Uniti, 2 in Canada e 1 in Giappone. Anche se a noi italiani sembra ridicolo, la Indycar per gli americani è la più importante competizione automobilistica a ruote scoperte del mondo. A chi sostiene il contrario, i tifosi d’oltreoceano rispondono che noi europei non abbiamo la 500 Miglia di Indianapolis. E non servono a nulla i discorsi sui piloti dei campionati Indycar e Cart (dal 2008 riunificati) che hanno fallito in Formula 1 e su quelli che non hanno mai vinto in F1 e poi sono diventati campioni in America.

Dal loro punto di vista, nelle gare Indycar la velocità è superiore che in F1 (specialmente sugli ovali), ci sono più sorpassi e le gare sono più divertenti. Inoltre, tutti ricordano ancora la gara di F1 del giugno 2005 a Indianapolis, in cui 14 piloti su 20 si ritirarono dopo il primo giro a causa dell’inadeguatezza delle gomme Michelin. I tifosi chiesero e ottennero il rimborso del biglietto, i dirigenti e i piloti dei campionati automobilistici americani si sbellicarono dalle risa felici di aver perso un rivale pericoloso (ormai la credibilità della F1 era compromessa ed era facile prevedere che avrebbe abbandonato gli Stati Uniti, come avvenne dopo il Gran Premio di Indianapolis del 2007).
Il campione in carica della Indycar è Dario Franchitti, del Chip Ganassi Racing. Scozzese di origine italiana, Franchitti ha vinto il titolo anche nel 2007 con l’Andretti Green Racing. Nello stesso anno, ha vinto la 500 Miglia di Indianapolis. Grande tifoso del Celtic Glasgow, sposato con la bellissima attrice hollywoodiana Ashley Judd, Dario non è neppure sfiorato dall’idea di passare alla Formula 1. In America si è sposato, è diventato ricco, famoso e i conduttori dei principali show televisivi – come Larry King e David Letterman – si contendono la sua presenza. Gli manca solo il cinema, ma per quello avrà tempo quando smetterà di correre.

Luca de Franco da Affaritaliani.it


Aston Martin a Le Mans 2010


aston-martin-test-le-mans-prototipoLa Aston Martin correrà sia alla 24 ore di Le Mans sia il prossimo mese alla 12 ore di Sebring.
Il team che non doveva correre nel 2010 in attesa di prepararsi con la nuova macchina nel 2011 ha deciso di cimentarsi nelle due importanti corse, e forse forse anche nelle gare di Long Beach e del Paul Ricard.
I piloti saranno Adrian Fernandez, Stefan Mucke, Darren Turner, Harold Primat and Chris Buncombe il sesto verrà annunciato la prossima settimana.


La Bmw taglia anche il WTCC


zanardi-wtccBmw potrebbe annunciare altri tagli al proprio impegno sportivo il 5 Dicembre.
Il costruttore bavarese già si è ritirato dalla Formua 1 ma probabilmente ora opererà seri tagli al proprio programma al World Touring Car Campionship il WTCC , anche se Mario Theissen specifica che ogni decisione verrà presa il 5 dicembre. Attualmente la Bmw segue 5 macchine ma Zanardi ha già annunciato il ritiro .
Il team tedesco la Scnitzer Motorsport che fa correre due macchine sta prendendo in considerazione di correre in GT2 con la Bmw M3 endurance. Quindi potrebbe rimanere solo il Team inglese nel 2010 quello con Priaulx e Farfus.

Se aggiungiamo che la Seat ridurrà da 5 a 2 le macchine , e la Chevrolet che avrà solo tre macchine forse non sarà un gran campionato. Ma ci sarà la LAda …..


Rossi il Motore Ferrari lo tradisce a Vallelunga


rossi-vallelungaVallelunga: Rossi, “tradito” due volte
dalla Ferrari, chiude al terzo posto

Questa volta Valentino non è riuscito nell’impresa. Il motore della Ferrari 430 Scuderia del Team Kessel, con la quale era impegnato nella 6 Ore di Vallelunga lo ha tradito a 10 minuti dalla bandiera a scacchi.

L’avventura di Rossi nella classica gara di endurance che si corre sul circuito Piero Taruffi, era iniziata abbastanza bene. Al via alle 9.30 di questa mattina, Rossi scattava bene, riuscendo a prendere, nel suo turno di guida, anche la testa della gara. Successivamente la sua Ferrari iniziava a fare i capricci, con il motorino di avviamento che doveva essere sostituito tra una sosta e l’altra. L’operazione riusciva in soli 8 minuti ai meccanici del Team Kessel, che rimettevano in pista Rossi al secondo posto della sua categoria, ma con 7 giri di ritardo. Il pilota di Tavullia, comunque, a testa bassa iniziava a macinare giri veloci per cercare di riprendere il team di testa, formato da Marchetti, Bolla e dallo spacialista Emanuele Pirro.

Il colpo di scena, invece, è nella pit lane. Rossi si accorge che qualcosa non va nella sua Ferrari e cerca di rientrare ai box, ma è troppo tardi, il motore della sua Ferrari è in fumo. La classifica della classe in cui ha corso Valentino, la GT3, vede dunque vincitore il Team capitanato da Emanuele Pirro su Chevrolet Corvette, seguito dalla Ferrari 430 Scuderia del Team Kessel affidata a Moncini, Naspetti e Taddeo, terzo l’equipaggio di Valentino Rossi, che nonostante la fiammata del motore sale lo stesso sul podio.

da ilmessaggero.it


Mortara campione mondo Formula 3


mortaraFormula Tre, italiano Mortara vince Gran Premio Macao

PECHINO  Il 22enne pilota italiano Edoardo Mortara ha vinto oggi il Gran Premio di Macao di Formula Tre, inserendosi così sulla scia di grandi dell’automobilismo come Michael Schumacher e Ayrton Senna.

Mortara, che l’anno scorso era arrivato secondo, è partito terzo per vincere poi la 56esima edizione della corsa, battendo il compagno di scuderia, il francese Jean-Karl Vernay.

L’italiano Gabriele Tarquini aveva vinto in precedenza il campionato mondiale di auto da turismo, arrivando quinto nella gara finale della stagione sulle strade della ex colonia portoghese.

da reuters


Tarquini vince a 47 anni il mondiale WTCC


tarquini seatMacao – In Cina Tarquini sale sul tetto del mondo

Il pilota della Seat vince il mondiale WTCC al termine dell’ultima corsa disputata a Macao. Il 47enne italiano si piazza secondo in Gara -1 e quinto in Gara -2. Il terzo posto in Gara -2 non basta a Yvan Muller per strappare la vittoria al compagno di squadra

Partiamo dalla fine, e dunque dalla cosa più importante. Gabriele Tarquini è campione 2009 della Fia WTCC, un titolo strameritato per l’esperienza, l’ostinazione, la caparbietà ma anche la grande continuità di risultati con il quale il pilota italiano di Giulianova si è distinto nell’arco di tutta la stagione.
Anche le ultime due gare, sul difficilissimo circuito di Macao, hanno dimostrato quanto Tarquini meritasse la vittoria assoluta: presentatosi all’ultima tappa della stagione con il vantaggio minimo su Yvan Muller, e coinvolto da un robusto incidente nel corso delle prove del venerdì che aveva scosso lui e demolito la sua SEAT, Tarquini ha dimostrato grande controllo e sangue freddo nelle ultime due gare, in particolare nella seconda.
In Gara -1 vittoria della Chevrolet Cruze di Robert Huff con Tarquini secondo e Jordi Gené terzo. Un risultato che consente a Tarquini di mettere definitivamente fuori causa per il titolo il brasiliano della BMW Augusto Farfus, finito ottavo, e che fino a quel momento aveva ancora chances aritmetiche di vittoria. Ma con il campione in carica Yvan Muller i conti non erano ancora chiusi: un quinto posto consentiva a Muller di restare a poca distanza da Tarquini. E dunque l’italiano non poteva concedersi alcuna distrazione, né tantomeno un qualsiasi errore.
In Gara -2 Tarquini sta bene attento a tenersi lontano dai guai: lascia partire forte Farfus e Müller che finiranno per conquistare una doppietta BMW nel tentativo di prendersi almeno il titolo costruttori. Ma il terzo posto di Muller non basta a fronte del quinto di Tarquini che grazie anche ai piazzamenti di Jordi Gené e Tiago Monteiro, consente alla SEAT di portare a casa anche il titolo costruttori.
Una corsa difficilissima caratterizzata da un grande incidente che coinvolge Félix Porteiro, Franz Engstler e André Couto: incidente che costringe gli organizzatori a chiudere anzitempo la corsa dopo soli otto giri. E visto che il regolamento tiene in considerazione l’ordine d’arrivo del giro precedente alla sospensione, Tarquini si prende il titolo piloti, e la SEAT quello costruttori con Porteiro campione degli indipendenti.
Gabriele Tarquini è il pilota più ‘vecchio’ in termini anagrafici ma è anche un veterano molto amato dal paddock e dal pubblico come aveva dimostrato anche nel corso della sua presenza a Eurosport alcune settimane fa quando era stato nominato ‘direttore per un giorno’ della nostra testata giornalistica. Una splendida soddisfazione per l’automobilismo italiano che centra un risultato di grande prestigio con uno dei suoi uomini più instancabili e attivi, che forse in carriera non ha mai ottenuto quello che avrebbe meritato per l’impegno e la passione profusi.
Eurosport


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