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lavezzi-FerrariLavezzi si regala una Ferrari color Napoli
Il Pocho è andato a ritirare la sua California, modello azzurro di un made in Italy senza eguali. Il suo nuovo bolide, desiderio di Thomas, il pocho-junior, è il regalo (da 170.000 euro) che l’attaccante argentino s’è fatto in onore anche al suo amore calcistico

Va forte in campo, va forte fuori, va forte sempre. La vita di Ezequiel Lavezzi è tutta ad alta velocità e non a caso, probabilmente, ieri il pocho è andato a ritirare alla concessionaria Ferrari la sua California, modello interamente azzurro di un made in Italy senza eguali. La Ferrari azzurra, desiderio di Lavezzi e anche di Thomas, il pocho-junior, è il regalo (da 170.000 euro) che l’attaccante argentino s’è fatto in onore anche al suo amore calcistico. Una Ferrari color Napoli, per correre sempre.

da corrieredellosport.it

Categories : curiosità, ferrari
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Mar
05

Concorso Villa d’Este 2010

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concorso-deleganza-villa-desteDopo Ginevra c’è Villa d’Este

Da sempre il Lago di Como è, in aprile, un’ottima destinazione per chi ama la primavera e sa apprezzare lo stile di vita italiano. Chi non vuole solo pernottare ma anche crogiolarsi in un’atmosfera da sogno, può scegliere il Grand Hotel Villa d’Este, di rinomanza mondiale. Se il cuore batte forte anche per le bellezze automobilistiche, il Concorso d’Eleganza Villa d’Este sarà il giusto coronamento di un weekend perfetto. Quest’anno saranno i giorni dal 23 al 25 aprile ad attirare gli appassionati di automobili.

Il concorso di bellezza per automobili è patrocinato dal BMW Group per la dodicesima volta. “Siamo molto orgogliosi di aver reso, insieme al Grand Hotel Villa d’Este, il Concorso tra gli indirizzi di spicco nel mondo per le automobili classiche”, sottolinea Karl Baumer, presidente del Concorso d’Eleganza Villa d’Este e responsabile di BMW Group Classic. Anche il dott. Jean-Marc Droulers, presidente di Villa d’Este S.p.A., evidenzia l’importanza della manifestazione per la sua azienda: “Il Concorso offre un’atmosfera impossibile da trovare altrove. Professionalità, perfezione ed eleganza sono le caratteristiche cui anelano i costruttori automobilistici e sono anche quelle che vogliamo contraddistinguano il Concorso”.

L’Italian Job di BMW

Per BMW il legame con l’Italia non si limita al Concorso. Quest’anno ricorre il 70° anniversario di uno dei migliori momenti dello sport automobilistico di BMW: la vittoria alla Mille Miglia del 1940. L’eroina dell’epoca fu la BMW 328. In quattro anni, dal 1936 al 1940, furono costruiti solo 464 esemplari della Roadster che, tuttavia, fecero capire ai concorrenti cosa fosse la paura. Nel 1938 le versioni da corsa parteciparono per la prima volta alla ‘Mille Miglia’, la leggendaria corsa automobilistica italiana, conseguendo subito una quadruplice vittoria nella loro classe. Due anni più tardi, la corsa ebbe luogo ancora un’ultima volta. BMW prese il via con due 328 Coupé e tre versioni Roadster per le quali era stata sviluppata una nuova carrozzeria ultraleggera di linea aerodinamica. Accolta all’epoca con grande stupore, questa conformazione – che aveva il vantaggio di ridurre la resistenza all’aria facendo guadagnare secondi nella competizione sportiva – scrisse la storia del design per decenni a venire. La BMW 328 Mille Miglia Touring Coupé diede al marchio il massimo del trionfo fino ad allora conosciuto. Con una media di 166,723 km/h, i piloti Fritz Huschke von Hanstein e Walter Bäumer furono i vincitori totali di tutte le classi. Inoltre, BMW si aggiudicò anche l’ambito premio equipaggio. “Prima di concorrere alla Mille Miglia, mostriamo al pubblico tutte le nostre autovetture da Mille Miglia in un’esposizione speciale allestita nell’ambito del Concorso d’Eleganza Villa d’Este, una sorta di presentazione del team”, dice Karl Baumer riguardo alla prevista esposizione BMW al Concorso.

Come sempre, le automobili del BMW Group Classic parteciperanno “fuori concorso”. Per il Concorso Villa d’Este, il comitato selezionatore ha scelto 52 bellezze classiche che hanno segnato sei decenni di storia dell’automobile. Le automobili sono state suddivise in otto classi diverse. Urs Paul Ramseier, in qualità di Selecting Adviser responsabile della scelta delle auto partecipanti al Concorso d’Eleganza Villa d’Este, ha dato a Ginevra qualche assaggio del gruppo selezionato di partecipanti.

Jaguar XKC 120, 1952

La Jaguar C-Type – C stava per Competition – era una sportiva biposto da corsa che nel 1951 fu potenziata installando il motore migliorato della Jaguar XK 120. La C-Type montava un motore a sei cilindri XK 120 di 3442 cm³ di cilindrata e 200 bhp che consentiva a queste auto da competizione di superare i 230 km/h. La C-Type fece la sua prima apparizione in gara nel maggio 1951 e il team formato da Peter Walker e Peter Whitehead conseguì immediatamente la vittoria nella 24 Ore di Le Mans. Al Concorso di quest’anno sarà presentata la prima C-Type consegnata negli Stati Uniti nel 1952, che in quello stesso anno Phil Hill, poi campione di Formula 1, condusse al successo in diverse competizioni in America e che dopo quasi 50 anni torna in Europa dove viene mostrata per la prima volta.

Talbot-Lago, T150 C SS Goutte d’Eau, 1938

Nel 1935, con l’acquisizione dello stabilimento Talbot, l’italiano Antony Lago introdusse una nuova era. Fu soprattutto il trionfo al Grand Prix francese del 1937 che attirò l’attenzione internazionale sul marchio. L’efficienza prestazionale della nuova auto da corsa T150 C SS Chassis era eccezionale e costituì il fondamento per la realizzazione di quattordici carrozzerie “a forma di goccia” da parte della famosa carrozzeria parigina Figoni & Falaschi. L’automobile che prenderà parte al Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2010 fu ordinata nell’autunno del 1938 dal duca Philipp de Massa con carrozzeria in alluminio, tettuccio apribile e lunotto posteriore apribile. Nel 1939 la Talbot-Lago fu guidata da Philippe de Massa e Norbert Mahé a Le Mans con il numero di partenza 8; si ritirò all’88° giro, quando era in nona posizione. Per la prima volta dall’acquisizione da parte dell’attuale proprietario, nel 2006, la Talbot-Lago “Goutte d’Eau” viene di nuovo presentata in Europa, al Concorso.

BMW 328 Mille Miglia Roadster Serie 1, 1937

Dopo i successi delle classi a Le Mans e alla Mille Miglia del 1939, la vittoria globale e la vittoria dell’equipaggio alla Mille Miglia del 1940 coronarono il mito della BMW 328 quale auto da corsa di successo. Una di queste automobili è la BMW 328 Mille Miglia Roadster Serie 1, chiamata anche “Roadster Piega dei pantaloni”. La vettura fu costruita di serie nel 1937 e le bastarono poche modifiche per ottenere la vittoria della classe alla Mille Miglia del 1938. Nel 1939, BMW decise di trasformare interamente la vettura in vista della Mille Miglia del 1940. Furono adottati chassis e telaio e fu costruita un’automobile da corsa del tutto nuova. Ne risultò un concept di auto sportiva dalla forma pionieristica con carrozzeria in alluminio e forme aerodinamiche. Il nomignolo “Piega dei pantaloni” le fu dato per la caratteristica linea presente sui parafanghi. Dopo la guerra, la Roadster finì a Mosca e poi in Lettonia. Nel 2001 fece ritorno in Germania.

Alfa Romeo Giulia 1600 Sport, Pininfarina, 1965

Nel 1962, Alfa Romeo presentò al Salone dell’Auto di Torino un’automobile da corsa idonea anche su strada, la tipo TZ (Tubolare Zagato). La struttura leggera con, tra l’altro, telaio tubolare e carrozzeria in alluminio ridusse notevolmente, sotto i 700 kg, il peso di quest’anno sportiva basata sulla Giulia 1600 per i restanti dettagli tecnici. La produzione in piccola serie iniziò nel 1963 e terminò nel 1965, dopo aver prodotto solo 102 esemplari con carrozzerie Zagato. La gran parte delle TZ1 e TZ2 fu impegnata intensamente nelle competizioni più disparate, spesso conquistando i primi posti in classifica. L’auto esposta è un pezzo unico con carrozzeria di Pininfarina sulla base della TZ2, la stessa su cui fu realizzata anche la Canguro di Bertone. Questa concept car fu presentata al pubblico per la prima volta nel 1965, in occasione del 47° Motor Show di Torino. L’automobile è in condizioni eccezionali e ancora vanta la verniciatura originale.

Il Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2010

Nel fine settimana del 23-25 aprile 2010, i magnifici prati del Grand Hotel Villa d’Este e di Villa Erba a Cernobbio, sul Lago di Como, si trasformeranno di nuovo in uno scenario unico che ospiterà le più belle automobili delle epoche passate e le più stravaganti concept car del presente. Disputato per la prima volta nel 1929, nel medesimo luogo, oggi il Concorso d’Eleganza Villa d’Este è, nel suo genere, la manifestazione di maggiore tradizione al mondo.

Dopo l’inizio della manifestazione per gli ospiti invitati al sabato, alla domenica, nel parco attiguo di Villa Erba, il Concorso offrirà nuovamente a tutti gli appassionati di automobili l’opportunità di vedere da vicino queste automobili da sogno. Oltre alle vetture già presentate il giorno precedente, numerosi altri classici d’alto rango saranno mostrati in esposizioni speciali. Il prezzo del biglietto d’ingresso a Villa Erba è di 14 Euro, ridotto 8 Euro.

da Julienews.it

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Feb
28

Oggi il blocco auto che non c’è

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traffico_autostradaSmog, il blocco auto che non c’è
Concentrato soprattutto a nord-ovest, il blocco del traffico previsto  in pianura padana. All’invito dei sindaci di Milano e Torino, Letizia Moratti e Sergio Chiamparino, hanno risposto soltanto 169 comuni, per la maggior parte concentrati in Lombardia (dove aderiscono quasi tutti i capoluoghi, più centri importanti come Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni) e in Piemonte. Scarse, invece, le adesioni al nord-est: tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, sono appena 19 le amministrazioni locali che fermeranno le auto, mentre in Trentino lo stop al traffico è previsto soltanto nel capoluogo.

«Il senso di questa iniziativa – si legge in una nota dell’Anci, l’associazione dei Comuni che ha promosso la giornata anti-smog e chiesto una convocazione urgente della Conferenza unificata Stato-Regioni – è lanciare un segnale, una sorta di grido di allarme, per accendere i fari su di una questione che troppo spesso arriva sulle pagine dei giornali solo per lo sforamento dei limiti delle emissioni nocive, registrato dalle centraline, o per la denuncia di qualche procura».

Sull’efficacia delle domeniche ecologiche, però, anche il mondo scientifico è diviso. Secondo Franco Prodi dell’Isac (l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr), l’impatto sull’inquinamento atmosferico è meramente simbolico. «Sono iniziative che vanno bene per sensibilizzare – spiega Prodi – ma grande vantaggio alla qualità dell’aria non ne danno: possono invece far riflettere e tentare di educare gradualmente i cittadini, cercando di sollecitare un’ondata di riflessione ambientale che deve riflettersi in tutta la società».

Perplessità sull’iniziativa sono espresse anche dal mondo politico. Il vice-coordinatore piemontese del Pdl, Agostino Ghiglia, ha chiesto al sindaco Chiamparino di revocare lo stop del traffico a Torino. «Le restrizioni sono inutili e vessatorie – ha detto – : rischiano, infatti, di isolare interi comuni e obbligano i cittadini a rimanere prigionieri nelle proprie case. Lo smog si combatte con tutt’altri provvedimenti dal rinnovo del parco autobus a quello degli impianti di riscaldamento privati ed industriali».

Anche l’assessore alla Qualità dell’ambiente della Regione Lombardia, Massimo Ponzoni, è tornato a ribadire le proprie critiche sul blocco della circolazione. «Sono perplesso e ho dei dubbi – spiega – sull’opportunità di un provvedimento di questo genere quando la fase delle misure d’emergenza è ormai passata» e quando da tempo, in Lombardia, «si stanno mettendo in campo azioni strutturali». Secondo Ponzoni, infatti, il blocco della circolazione è una misura «da considerare decisamente superata». Al suo posto, nella battaglia contro l’inquinamento, la Regione Lombardia ha introdotto incentivi per la sostituzione delle vecchie auto con veicoli ecologici e il cambio delle caldaie.

«Dall’ultimo blocco a oggi – precisa Ponzoni – Regione Lombardia ha erogato 120 milioni per aiutare i cittadini a cambiare la vecchia auto e acquistarne una, nuova o anche usata, meno inquinante, preferibilmente a metano, gpl o ibrida. E altri 30 milioni li ha destinati alla sostituzione delle caldaie da gasolio a metano». Interventi che «stanno dando risultati apprezzabili e non reversibili: i valori medi di concentrazione delle polveri sottili – evidenzia – sono ancora sopra le soglie indicate dagli obiettivi di Bruxelles, ma nettamente inferiori agli anni scorsi».

A favore del blocco delle auto si schiera, invece, Ermete Realacci del Pd, che sollecita il Governo a un «impegno forte» per dare «risposte certe» ai cittadini, ricordando che, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, in Italia, ogni anno, 8mila persone muoiono per patologie legate all’inquinamento atmosferico.

Paolo Ferrario da avvenire.it

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Feb
24

Drugster uccide spettatrice video

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Le competizioni sportive sono pericolose questo è chiaro , piloti e addetti ai lavori sanno che hanno una quota rischio ,ma forse questo non dovrebbe valere per gli spettatori o almeno essere consci dei rischi che corrono. Infatti durante una gara di Drugster vicino Phoenix in Arizona c’è stato un incidente mortale che ha coinvolto una spettatrice. E’ stata colpita da una gomma . Vediamo il video.

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Feb
13

Indycar Franchitti e Ashley Judd

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Ashley-judd-franchitti08Altro che Formula 1, gli americani aspettano l’avvio del campionato Indycar. Il loro idolo è Dario Franchitti
Il 14 marzo, a San Paolo (Brasile), prenderà il via il campionato Indycar. Seguiranno altre 16 corse: 13 negli Stati Uniti, 2 in Canada e 1 in Giappone. Anche se a noi italiani sembra ridicolo, la Indycar per gli americani è la più importante competizione automobilistica a ruote scoperte del mondo. Il loro idolo è Dario Franchitti, un italo-scozzese che ha sposato la bellissima star hollywoodiana Ashley Judd

Il 14 marzo, a San Paolo (Brasile), prenderà il via il campionato Indycar. Seguiranno altre 16 corse: 13 negli Stati Uniti, 2 in Canada e 1 in Giappone. Anche se a noi italiani sembra ridicolo, la Indycar per gli americani è la più importante competizione automobilistica a ruote scoperte del mondo. A chi sostiene il contrario, i tifosi d’oltreoceano rispondono che noi europei non abbiamo la 500 Miglia di Indianapolis. E non servono a nulla i discorsi sui piloti dei campionati Indycar e Cart (dal 2008 riunificati) che hanno fallito in Formula 1 e su quelli che non hanno mai vinto in F1 e poi sono diventati campioni in America.

Dal loro punto di vista, nelle gare Indycar la velocità è superiore che in F1 (specialmente sugli ovali), ci sono più sorpassi e le gare sono più divertenti. Inoltre, tutti ricordano ancora la gara di F1 del giugno 2005 a Indianapolis, in cui 14 piloti su 20 si ritirarono dopo il primo giro a causa dell’inadeguatezza delle gomme Michelin. I tifosi chiesero e ottennero il rimborso del biglietto, i dirigenti e i piloti dei campionati automobilistici americani si sbellicarono dalle risa felici di aver perso un rivale pericoloso (ormai la credibilità della F1 era compromessa ed era facile prevedere che avrebbe abbandonato gli Stati Uniti, come avvenne dopo il Gran Premio di Indianapolis del 2007).
Il campione in carica della Indycar è Dario Franchitti, del Chip Ganassi Racing. Scozzese di origine italiana, Franchitti ha vinto il titolo anche nel 2007 con l’Andretti Green Racing. Nello stesso anno, ha vinto la 500 Miglia di Indianapolis. Grande tifoso del Celtic Glasgow, sposato con la bellissima attrice hollywoodiana Ashley Judd, Dario non è neppure sfiorato dall’idea di passare alla Formula 1. In America si è sposato, è diventato ricco, famoso e i conduttori dei principali show televisivi – come Larry King e David Letterman – si contendono la sua presenza. Gli manca solo il cinema, ma per quello avrà tempo quando smetterà di correre.

Luca de Franco da Affaritaliani.it

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Feb
13

Cerchi falsi sequestrati

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cerchiCerchi per auto a rischio rottura
Maxi sequestro di pezzi cinesi
Bloccati alla dogana 4mila componenti prodotti a Pechino ma con codici di aziende italiane: montati avrebbero compromesso la sicurezza delle vetture

VENEZIA – Anche i pezzi per auto vengono contraffatti: al porto di Venezia la Guardia di finanza ha sequestrato oltre 4000 cerchi in acciaio prodotti in Cina ed importati da un’azienda trevigiana. È il risultato di un’attività di controllo doganale condotta dai finanzieri del gruppo di Venezia in collaborazione con i funzionari del servizio antifrode doganale.

Le fiamme gialle monitoravano da tempo il flusso dei container provenienti dalla Cina: l’associazione Assoruote, che raggruppa i maggiori produttori del settore, aveva presentato un esposto, segnalando il rischio che sul mercato italiano fossero immessi pezzi per auto che riportavano illegalmente i codici di aziende italiane. Nessuna sorpresa, quindi, quando i militari hanno aperto i container e hanno visto che davvero sui cerchi erano stampigliati proprio i codici segnalati. Agli esperti sono bastate le sole foto per riscontrare palesi difetti nei prodotti: le ruote non presentavano i requisiti richiesti dai protocolli internazionali di omologazione.

Sulla scorta di test effettuati, risultavano pericolose al punto da nuocere gravemente alla sicurezza degli automobilisti che le avessero montate. L’operazione si è conclusa con il sequestro della merce e la segnalazione all’autorità giudiziaria del rappresentante legale della società importatrice.

dal corrieredelveneto.it

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