elettrica

Tud In Eco l’elettrica dell’Università di Dresda


Tud In Eco elettrica 02Prototipo elettrico In-Eco da 900 kg in alluminio e magnesio
Una “piuma” elettrica. In-Eco è il prototipo messo a punto dal dipartimento Costruzioni leggere dell’Università tecnica di Dresda (TUD) in collaborazione con l’istituto LZS e ThyssenKrupp che pesa, batterie e climatizzatore inclusi, appena 900 chilogrammi, oltre due terzi in meno dei veicoli tradizionali. Ed esteticamente è anche accattivante con le sue linee essenziali e levigate ed il suo abitacolo a 4 posti, due in più rispetto a Volkswagen XL1, che però pesa 100 kg in meno.

I ricercatori hanno impiegato acciaio, ma anche alluminio, magnesio e carbonio. Il sistema di alimentazione (batterie e unità elettrica) è montato posteriormente e potrebbe consentire di piazzare sotto il cofano anche un motore per aumentarne l’autonomia. La potenza è di 90kW (122 cavalli circa) in grado di assicurare a In-Eco un’accelerazione da 0 a 100 di 7,5 secondi. La produzione in serie non è negli obiettivi dell’Università, ma non sono esclusi possibili interessamenti per le soluzioni proposte.


Il fenomeno Formula E Con di Caprio e Boston Celtics


formula eDi Caprio, Celtics e kilowatt
la Formula E è già fenomeno
Di Caprio, Celtics e kilowatt la Formula E è già fenomeno
Il Mondiale per auto elettriche piace a sponsor e Vip: “Sembrava impossibile”. Peseranno minimo 800 kg (200 solo di batteria). I motori produrranno una potenza massima di 200 kw (271 cv) per una velocità massima di 225 km/h.

ROMA – Non ci avrebbe, anzi non ci aveva puntato un euro nessuno. La Formula 1 senza rumore, senza soldi, senza benzina, coi kilowatt al posto dei cavalli, era una scommessa persa. E invece, giorno dopo giorno, contratto dopo contratto, la Formula E, il campionato del mondo per monoposto elettriche, ha attirato molta più attenzione di quanta gli stessi promotori avrebbero mai pensato. Fino a diventare uno dei prodotti più promettenti e quindi munifici del motorsport mondiale. La conferme continuano ad arrivare, una dietro l’altra, a valanga. Persino Leonardo Di Caprio e i Boston Celtics si sono convinti che la Fe sia il futuro e ha deciso di metterci su un bel po’ di soldi entrando in società con la Venturi (noto costruttore di auto elettriche).
“Il futuro dipende anche dalla nostra capacità di abbracciare veicoli in grado di sfruttare l’energia pulita”, ha spiegato Di Caprio. Tuttavia circoscrivere il campo d’interesse relativo alla Fe alla sola ecologia è restrittivo. È soprattutto una questione di soldi. Il mercato dei motori elettrici è in costante espansione. E un mondiale che dimostri come questi propulsori siano più che efficienti è un elemento chiave per la crescita. Lo sa bene Alejandro Agag, il Bernie Ecclestone della Fe, che sta facendo di tutto per dare al mondiale, in partenza il prossimo 13 settembre, un contenuto sportivo il più alto possibile: dieci tappe (le gare, a impatto zero, si correranno nei centri cittadini di Pechino, Putrajaya, Rio de Janeiro, Punta del Este, Buenos Aires, Los Angeles, Miami, Montecarlo, Berlino e Londra); dieci team, tra i quali due americani e due inglesi, oltre a uno cinese e uno tedesco; e una pattuglia di piloti ancora in via di composizione ma della quale fanno già parte molti ex F1 (Buemi, Chandock, Sato, Di Grassi e l’italiano Liuzzi). Senza considerare gli sponsor, tra gli altri Michelin, Renault, Tag Heuer, Qualcomm, Dhl e Renault.

Ma al di là di chi ci mette i soldi e dei piloti interessati, al di là anche di Di Caprio e di Agag, che la Fe stia diventando una realtà molto più concreta di quanto ci si aspettasse lo dimostrano le immagini che nei giorni scorsi hanno fatto il giro del mondo, da Las Vegas. La Fe era infatti ospite d’onore alla fiera dell’elettronica e per l’occasione la Renault ha mostrato in pubblico, per la prima volta, tutta la potenza della propria monoposto (da 0 a 100 in 3” per una velocità massima di 225 all’ora), lasciando il pubblico a bocca spalancata. “Un anno fa, quando abbiamo iniziato” ha raccontato Agag mentre Di Grassi faceva i donuts a terra come Vettel, ma senza rumore, “sembrava una missione impossibile. Oggi abbiamo una lista incredibile di sponsor che vogliono entrare, di piloti disponibili e di città che chiedono informazioni”. Tra queste non c’è Roma. Gli organizzatori avevano cercato di prendere contatto con l’amministrazione convinti di poter proporre un progetto eco compatibile e remunerativo, quindi interessante (a differenza della F1), ma non hanno trovato nessuno disponibile ad ascoltare.

di MARCO MENSURATI da repubblica.it


Il ceo di Tesla Elon Munsk da New York a Los Angeles sull’auto elettrica


Elon Munsk Tesla model S 03Elon Musk pronto al coast-to-coast elettrico: l’ultimo sognatore Usa guiderà la sua Tesla

Il Ceo dell’azienda che produce solo veicoli a emissioni zero viaggerà da New York a Los Angeles a bordo di una Model S. Si fermerà solo per ricaricare nei momenti di pausa. E intanto i guadagni crescono, in una filosofia produttiva che parte dalla Beat Generation per arrivare alla fantascienza. Passando per Steve Jobs e Henry Ford

LENNON cantava: “Forse sono un sognatore, ma non sono il solo”. Dylan ampliava il discorso, aggiungendo che “i tempi stanno cambiando”. Poi è arrivato Jobs che senza cantare ha invitato tutti a rimanere affamati e visionari. Ma di stagione in stagione, il numero dei dreamer in Usa è andato calando. E dopo Jobs, l’ultima icona industriale americana, l’Olimpo dei grandi imprenditori illuminati ha avuto difficoltà a trovare soci, con le solite eccezioni dei grandi nomi dell’hi-tech. Ma a guardare bene un sognatore con la cassaforte piena, in Usa c’è ancora: si chiama Elon Musk, classe ’71, amministratore delegato di Tesla e Space-X. Con interessi un po’ ovunque, tra cui PayPal, Solarcity e il progetto Hyperloop, ipotesi di treno iperveloce per connettere San Francisco e Los Angeles in 45 minuti.

NY e LA. Sono invece New York e Los Angeles le città che Musk ha individuato per la sua nuova avventura-spettacolo alla Richard Branson. Perché oltre all’alta velocità, il sogno americano è anche il mitico trip da costa a costa, immortale anche nell’era della Silicon Valley che ha azzerato le distanze. Stavolta non c’è un chopper da cavalcare come in Easy Rider, ma una Tesla Model S, berlina elettrica che porterà Elon Musk dall’oriente all’occidente degli Usa: un coast-to-coast degli Usa completamente a emissioni zero, senza bruciare una goccia di benzina. Motori e tecnologia, la cifra della visione industriale di Musk, un quarantenne esponente dell’ultima generazione analogica, quella per cui fisica e meccanica hanno avuto importanza quanto il digitale. Non a caso la sua azienda porta il nome di Nicola Tesla, una delle menti più importanti – e meno riconosciute, a vantaggio di nomi più noti – della storia scientifica.

Strade elettriche. La Model S vende oltre ogni aspettativa, 50mila pezzi consegnati nell’ultimo quarto, è un veicolo innovativo senza motore a scoppio, solo propulsione elettrica: portarla da New York a Los Angeles, soprattutto se a guidarla è l’amministratore delegato dell’azienda che la produce, è una mossa di marketing oggettivamente ben congegnata. E potrebbe portare a Tesla quella liquidità in più che serve a Musk per portare in produzione il Suv elettrico Model X. Ma soprattutto la vettura della grande svolta, la berlina zero emissioni da 35mila dollari, al lordo di incentivi e riduzioni statali. A questo si può aggiungere che Tesla ha promesso di garantire rifornimenti di elettricità gratuiti per sempre per i suoi clienti presso le stazioni Supercharger, le “pompe elettriche” alimentate dall’energia solare, che nei piani di Musk formeranno un’infrastruttura di rifornimento con nodi a distanze “sicure”. Il piano di marketing di Elon è chiaro, ma dalla sua ha un prodotto di livello, che sta funzionando meglio del previsto. Prima di partire, Musk dovrà attendere il completamento della costruzione della rete di Supercharger: sulla road map non mancano i tratti in cui l’assenza di ricaricatori potrebbero essere un problema, ma da Tesla specificano che la mappa è in aggiornamento. Elon, assieme alla sua famiglia che lo accompagnerà nel viaggio, dovrebbe quindi partire entro l’anno.

Coast low cost. Una volta dimostrata l’efficienza dell’infrastruttura, per Musk realizzare il costa a costa rappresenterebbe il jolly definitivo da giocare contro i detrattori della mobilità elettrica. Per andare da NY a LA con una Model S ci vorranno un po’ più dei 45 minuti del progetto Hyperloop: i tempi stimati sono di sei giorni, per coprire 3200 miglia. Ma a spesa zero. I rifornimenti saranno effettuati solo nelle stazioni Supercharger, per un totale previsto di 9 ore, quindi circa un’ora e mezza al giorno. Tempi in cui secondo Musk, un viaggiatore da costa a costa si fermerebbe in ogni caso, per riposare o godersi l’esperienza con soste necessarie e di piacere.  Non è la prima volta che qualcuno decide di attraversare gli Usa con un veicolo elettrico. L’impresa è stata già compiuta con una Tesla Roadster nel giugno 2012, ma qui oltre al veicolo elettrico, che ormai si vende da sé, Musk punta a dimostrare l’efficienza dell’infrastruttura di rifornimento. Che è il valore aggiunto su cui Tesla punta per la fidelizzazione dei clienti, e qualcosa di molto simile, concettualmente, all’ecosistema “protetto” dei dispositivi iOS di Apple. Obbiettivo, mantenere alto il livello qualitativo dell’esperienza utente, o in questo caso del pilota, per fare in modo che non pensi mai di abbandonare il marchio per la concorrenza. Musk ha ascoltato bene il discorso di Steve Jobs a Stanford, e di certo conosce bene il pensiero di Henry Ford: “Se pensi di essere in grado, o se pensi di non essere in grado, in ogni caso hai ragione”. E per vedere se è in grado, tra fame di progressi e visioni di coste lontane, il giovane Elon ha deciso di accendere il motore, silenziosissimo, della sua Model S.

di TIZIANO TONIUTTI da repubblica.it


Kit con 100 euro convertite la vostra macchina in elettrica


Volvo_elettrica_ricarica1AUTO ELETTRICA, CI SIAMO (QUASI): IL KIT
DA 1.000 € PER CONVERTIRE LA TUA VETTURA

TREVISO – Il kit per la conversione di un’automobile tradizionale a veicolo a trazione elettrica è stato messo a punto, «ora lavoriamo per la sua omologazione». Lo ha detto oggi Severino Dal Bo, presidente degli autoriparatori di Confartigianato Veneto, con riferimento ad un progetto definito da un team di titolari di autofficine, elettricisti, impiantisti ed esperti di elettronica aderenti a Confartigianato della Marca trevigiana.     Si tratta, ha spiegato, di un kit standard professionale in grado di superare i rigorosi test di sicurezza previsti in caso di modifiche strutturali agli autoveicoli. «Per arrivare al risultato finale – spiega ancora Dal Bo – sono stati costruiti dei complessi software che incrociano i dati del motore con quelli di cavi, velocità, potenze e via dicendo, ed è stato realizzato anche un programma al Cad che ha il compito di disegnare fin nel più piccolo particolare i pezzi che vanno usati per fare questa trasformazione». Resta ancora da sciogliere il nodo dell’omologazione, passo indispensabile per avviare la produzione industriale del ‘kit made in Trevisò. Una volta prodotto in serie, secondo quanto si è appreso, la trasformazione di una vettura del segmento «utilitarie» tradizionale in auto elettrica potrebbe costare intorno ai 1000 – 1.200 euro.

da leggo.it


Ford Focus elettrica prodotta in Europa


Ford Focus ElectricPrima Focus elettrica europea. Consegne da luglio

Mobilità sostenibile
Saarlouis (Germania) – La prima Ford Focus Electric europea è stata prodotta oggi in Germania, nello stabilimento di Saarlouis, al confine con la Francia. Per adattare la linea di assemblaggio, Ford ha investito 16 milioni di euro nell’impianto.

Focus Electric è la prima auto completamente elettrica prodotta da Ford in Europa ed è l’apripista di una nuova gamma europea di veicoli a propulsione alternativa. Nel 2014 è già previsto il debutto di Ford C-Max Energi, un’ibrida elettrica plug-in (PHEV) e di Ford Mondeo ibrida-elettrica.

Focus Electric monta un’unità elettrica da 145 cavalli alimentata da batterie agli ioni di litio. La velocità massima è di 135 chilometri all’ora e l’autonomia dichiarata di 162 chilometri. Per una ricarica completa servono 3-4 ore. Oltreoceano il modello è già in produzione dal 2011. In Europa, la commercializzazione comincia il mese prossimo, con le prime consegne. Alla cerimonia per l’avvio della produzione sono intervenuti Bernhard Mattes, Ad di Ford-Werke GmbH, e, tra gli altri, sia il ministro federale per l’Ambiente tedesco Peter Altmaier sia la presidente della regione Saarland Annegret Kramp Karrenbauer.


Lo StreetScooter elettrico e le Poste Tedesche


streetscooter poste tedescheSTREETSCOOTER/ Tra un mese test primi 50 modelli elettrici

Aachen (Germania) – Svolta elettrica alle Poste tedesche. Che potrebbero piazzare un ordine da 30.000 veicoli ad un consorzio di 80 aziende guidate da una start-up del Politecnico Rheinisch-Westfälischen Technischen Hochschule (RWTH) di Aquisgrana che ha espressamente sviluppato una versione dello Streetscooter elettrico da 4,6 metri di lunghezza.

La sperimentazione su strada dei portalettere scatta con luglio: sono stati approntati 50 modelli in versione “pre-serie” per la consegna di missive e pacchi. La società dispone già di una flotta ecologica di 4.000 veicoli in tutto il mondo (su 80.000). Lo Streetscooter per le Deutsche Post DHL ha un volume di carico di 4 metri cubi ed una portata di 750 chilogrammi. Il costo di ogni veicolo si aggira attorno ai 30.000 euro, di cui 14.000 per il mezzo e tra i 6 ed i 9.000 per le batterie. La stima è basata su un impiego di 7 anni per un totale di 15.000 chilometri l’anno.

La società ha partecipato allo “sviluppo” di Streetscooter, per il quale ha potuto fissare alcune caratteristiche, come l’altezza dal suolo e la dotazione, della quale fanno parte sia la telecamera per la retromarcia sia quella per la sorveglianza sui cosiddetti “angoli morti”. L’autonomia è di 130 chilometri (8-10 ore per fare il pieno di energia), più che sufficiente per Deutsche Post DHL che stimano spostamenti quotidiani attorno ai 50 chilometri con almeno 200 fermate e ripartenze. Streetscooter deve funzionare almeno 300 giorni l’anno. Le velocità massima è di 85 chilometri all’ora. La produzione di serie dovrebbe cominciare alla fine del 2014. Il modello standard misura 3 metri lunghezza ed 1,6 di larghezza con la possibilità di ospitare fino a 4 passeggeri.


1 of 571234567
Back To Top