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	<title>Ultimissime Auto &#187; elettrica</title>
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	<description>Tutte le novità sul mondo delle Automobili</description>
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		<title>Maurizio Donelli mi pento di criticare l&#8217;auto elettrica</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 20:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[elettrica]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi pento di aver criticato l’auto elettrica Rispetto alla diffusione dell’auto elettrica sono sempre andato controcorrente. Non mi sono mai schierato completamente a favore. Anzi. Ho scritto più volte che questo tipo di tecnologia ha ancora davanti troppi ostacoli per poter diventare “di massa”. In parte lo credo ancora. Ma rispetto ad alcune cose che ho scritto in passato mi devo ricredere. E certo non ho difficoltà a farlo: penso che cambiare idea sia legittimo. Succede che da un po’ di giorni ho a disposizione per poterla provare una vettura elettrica. Una Mitsubishi i-Miev (sorella gemella della Peugeot Ion e della Citroen C-Zero). La possibilità di spostarsi in città ovunque (per esempio non si paga per l’ingresso in Area C) è già un grande vantaggio. Tutto il resto sono sensazioni. Bella sensazione ad esempio è guidare senza fare rumore (è un po’ come andare in barca a vela). Bella sensazione è fare “il pieno” ogni due o tre giorni attaccando una spina a una presa e spendendo al massimo due euro e cinquanta centesimi. Bella sensazione è avere tra le mani comunque una vettura veloce e scattante. Bella sensazione è constatare che ogni tanto qualcuno ti ferma e chiede informazioni su quella cosa strana che stai guidando. E’ vero. I problemi restano e sono enormi. Anche in una grande città come Milano è complicato trovare colonnine per la ricarica. E poi questo tipo di tecnologia è ancora molto costosa: sono city car che costano circa 35 mila euro… Ma la sensazione, contrariamente a quanto ho pensato fino ad oggi, è che la strada sia quella giusta. Lunga, lunghissima, ma giusta. Perlomeno per un uso esclusivamente cittadino di queste vetture che saranno destinate, quando si potranno abbattere di molto i costi, a diventare esclusivamente seconde auto. Guidare elettrico genera una buona abitudine. Quasi quasi, quando si lascia questo tipo di vettura per salire su un’auto ad alimentazione tradizionale, ci si sente un po’ meno “buoni”. Sembra assurdo (e lo è in effetti) ma la sensazione è proprio questa. E’ pura utopia ma occorrerebbe un cartello internazionale che portasse a sforzi comuni per rendere le auto elettriche davvero di uso comune. E non solo per banali (e purtroppo sempre più banalizzate dai professionisti dell’ecologismo) ragioni ambientali: bisogna mettersi in testa che se tutti viaggiassero a emissioni zero diventerebbero indispensabili le centrali nucleari. Ma anche per motivi economici: diffondere l’auto elettrica con i bassi costi di mantenimento che prevede, equivarrebbe in qualche modo a una ridistribuzione della ricchezza. da corriere.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/volkswagen-golf-elettrica-in-italia/golf-elettrica/" rel="attachment wp-att-51353"><img class="alignright size-medium wp-image-51353" title="golf elettrica" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2011/11/golf-elettrica-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a>Mi pento di aver criticato l’auto elettrica</p>
<p>Rispetto alla diffusione dell’auto elettrica sono sempre andato controcorrente. Non mi sono mai schierato completamente a favore. Anzi. Ho scritto più volte che questo tipo di tecnologia ha ancora davanti troppi ostacoli per poter diventare “di massa”. In parte lo credo ancora. Ma rispetto ad alcune cose che ho scritto in passato mi devo ricredere. E certo non ho difficoltà a farlo: penso che cambiare idea sia legittimo. Succede che da un po’ di giorni ho a disposizione per poterla provare una vettura elettrica. Una Mitsubishi i-Miev (sorella gemella della Peugeot Ion e della Citroen C-Zero). La possibilità di spostarsi in città ovunque (per esempio non si paga per l’ingresso in Area C) è già un grande vantaggio. Tutto il resto sono sensazioni. Bella sensazione ad esempio è guidare senza fare rumore (è un po’ come andare in barca a vela). Bella sensazione è fare “il pieno” ogni due o tre giorni attaccando una spina a una presa e spendendo al massimo due euro e cinquanta centesimi. Bella sensazione è avere tra le mani comunque una vettura veloce e scattante. Bella sensazione è constatare che ogni tanto qualcuno ti ferma e chiede informazioni su quella cosa strana che stai guidando.</p>
<p>E’ vero. I problemi restano e sono enormi. Anche in una grande città come Milano è complicato trovare colonnine per la ricarica. E poi questo tipo di tecnologia è ancora molto costosa: sono city car che costano circa 35 mila euro… Ma la sensazione, contrariamente a quanto ho pensato fino ad oggi, è che la strada sia quella giusta. Lunga, lunghissima, ma giusta. Perlomeno per un uso esclusivamente cittadino di queste vetture che saranno destinate, quando si potranno abbattere di molto i costi, a diventare esclusivamente seconde auto.</p>
<p>Guidare elettrico genera una buona abitudine. Quasi quasi, quando si lascia questo tipo di vettura per salire su un’auto ad alimentazione tradizionale, ci si sente un po’ meno “buoni”. Sembra assurdo (e lo è in effetti) ma la sensazione è proprio questa. E’ pura utopia ma occorrerebbe un cartello internazionale che portasse a sforzi comuni per rendere le auto elettriche davvero di uso comune. E non solo per banali (e purtroppo sempre più banalizzate dai professionisti dell’ecologismo) ragioni ambientali: bisogna mettersi in testa che se tutti viaggiassero a emissioni zero diventerebbero indispensabili le centrali nucleari. Ma anche per motivi economici: diffondere l’auto elettrica con i bassi costi di mantenimento che prevede, equivarrebbe in qualche modo a una ridistribuzione della ricchezza.</p>
<p><strong>da corriere.it</strong>
<div class="TweetButton_button" style="float: right; margin-right: 10px;;height:20px;margin-bottom:5px;"><a href="http://twitter.com/share data-url="http://www.ultimissimeauto.com/maurizio-donelli-mi-pento-di-criticare-lauto-elettrica/" data-text="Maurizio Donelli mi pento di criticare l&#038;%238217;auto elettrica"data-count="horizontal" data-via="ultimissimeauto" data-lang="en""><img src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/plugins/tweetbutton-for-wordpress/images/tweet.png" style="border:none" /></a></div>
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		<title>L&#8217;auto elettrica che si ricarica via wireless mentre è in strada</title>
		<link>http://www.ultimissimeauto.com/lauto-elettrica-che-si-ricarica-via-wireless-mentre-e-in-strada/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 19:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Auto elettriche: la ricarica arriva via wireless, direttamente dalla strada Nel prossimo future non solo avremo sulle strade veicoli elettrici ma le stesse strade potrebbero diventare, grazie alla tecnologia wireless, un sistema di alimentazione &#8220;always on&#8221; per le green car. Fantascienza? No, anche se al momento la possibilità di ricaricare le vetture elettriche in movimento, mentre viaggiano in autostrada, è ancora qualcosa che funziona solo nelle simulazioni al computer. Ad aprire nuovi orizzonti sulla questione vitale dell&#8217;autonomia e dei sistemi di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica ci hanno pensato i ricercatori dell&#8217;Università di Standford, che hanno lavorato sul concetto messo a punto originariamente dal Mit (Massachusetts Institute of Technology) di Boston con WiTricity. Il punto focale dei due progetti è il seguente: ricaricare le batterie dei veicoli elettrici senza bisogno di cavi e di prese di corrente. E di sistemi che permettono di esaudire tali obiettivi già se ne sono visti. A Standford sono però andati oltre, trovando il modo di abilitare la ricarica attraverso speciali bobine in grado di fornire fino a 10 kilowatt di potenza a una distanza massima di 6,5 piedi (circa due metri) e con una dispersione energetica ritenuta essere trascurabile. Ipotizzando l&#8217;integrazione di tali bobine nel manto stradale (i componenti sarebbero inclinati con un angolo di 90 gradi e collegati alla rete elettrica) ecco materializzarsi la possibilità di assicurare costante rifornimento ed autonomia teoricamente indeterminata ai veicoli elettrici dotati dello stesso tipo di bobina. Al campo magnetico che si verrebbe a creare con la strada il compito di trasmettere, via wireless, l&#8217;energia elettrica all&#8217;auto. I ricercatori hanno inoltre reso noti i primi risultati dei test di laboratorio, giudicati molto promettenti. L&#8217;efficienza di trasferimento di potenza è stata misurata infatti nell&#8217;ordine del 97% e tale percentuale va raffrontata alle capacità delle stazioni di ricarica wireless, tendenzialmente inferiori del 10% rispetto alle colonnine che distribuiscono energia elettrica via cavo. A Standford sono comunque convinti che di strada da fare per dimostrare la fattibilità del progetto sul campo, senza perdita di qualità, sia ancora molta. Se però lo sviluppo dovesse procedere senza intoppi, sono già al vaglio soluzioni per sfruttare i campi magnetici generati dal sistema delle bobine wireless per controllare lo sterzo dei veicoli e garantire che questi possano rimanere sempre all&#8217;interno della corsia di percorrenza. di Gianni Rusconi da ilsole24ore.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/gm-ricarica-i-telefonini-senza-filo/gm-powermat-ricarica-senza-file-wireless-01/" rel="attachment wp-att-34319"><img class="alignright size-medium wp-image-34319" title="Gm Powermat ricarica senza file wireless 01" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2011/01/Gm-Powermat-ricarica-senza-file-wireless-01-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a>Auto elettriche: la ricarica arriva via wireless, direttamente dalla strada</p>
<p>Nel prossimo future non solo avremo sulle strade veicoli elettrici ma le stesse strade potrebbero diventare, grazie alla tecnologia wireless, un sistema di alimentazione &#8220;always on&#8221; per le green car. Fantascienza? No, anche se al momento la possibilità di ricaricare le vetture elettriche in movimento, mentre viaggiano in autostrada, è ancora qualcosa che funziona solo nelle simulazioni al computer.</p>
<p>Ad aprire nuovi orizzonti sulla questione vitale dell&#8217;autonomia e dei sistemi di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica ci hanno pensato i ricercatori dell&#8217;Università di Standford, che hanno lavorato sul concetto messo a punto originariamente dal Mit (Massachusetts Institute of Technology) di Boston con WiTricity. Il punto focale dei due progetti è il seguente: ricaricare le batterie dei veicoli elettrici senza bisogno di cavi e di prese di corrente. E di sistemi che permettono di esaudire tali obiettivi già se ne sono visti. A Standford sono però andati oltre, trovando il modo di abilitare la ricarica attraverso speciali bobine in grado di fornire fino a 10 kilowatt di potenza a una distanza massima di 6,5 piedi (circa due metri) e con una dispersione energetica ritenuta essere trascurabile. Ipotizzando l&#8217;integrazione di tali bobine nel manto stradale (i componenti sarebbero inclinati con un angolo di 90 gradi e collegati alla rete elettrica) ecco materializzarsi la possibilità di assicurare costante rifornimento ed autonomia teoricamente indeterminata ai veicoli elettrici dotati dello stesso tipo di bobina. Al campo magnetico che si verrebbe a creare con la strada il compito di trasmettere, via wireless, l&#8217;energia elettrica all&#8217;auto.<br />
I ricercatori hanno inoltre reso noti i primi risultati dei test di laboratorio, giudicati molto promettenti. L&#8217;efficienza di trasferimento di potenza è stata misurata infatti nell&#8217;ordine del 97% e tale percentuale va raffrontata alle capacità delle stazioni di ricarica wireless, tendenzialmente inferiori del 10% rispetto alle colonnine che distribuiscono energia elettrica via cavo. A Standford sono comunque convinti che di strada da fare per dimostrare la fattibilità del progetto sul campo, senza perdita di qualità, sia ancora molta. Se però lo sviluppo dovesse procedere senza intoppi, sono già al vaglio soluzioni per sfruttare i campi magnetici generati dal sistema delle bobine wireless per controllare lo sterzo dei veicoli e garantire che questi possano rimanere sempre all&#8217;interno della corsia di percorrenza.</p>
<p><strong>di Gianni Rusconi da ilsole24ore.com</strong>
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		<title>Nissan e la riconversione delle batterie al Litio da usare in casa</title>
		<link>http://www.ultimissimeauto.com/nissan-e-la-riconversione-delle-batterie-al-litio-da-usare-in-casa/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 20:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[nissan]]></category>

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		<description><![CDATA[NISSAN  Una seconda vita domestica per le batterie della Leaf Franklin – Dare una seconda vita alle batterie al litio della Nissan Leaf. E&#8217; questo l&#8217;obiettivo della partnership siglata da Nissan North America e ABB (gruppo leader a livello mondiale nell’energia e nella tecnologia), insieme a 4R Energy e Sumitomo Corporation of America. L’accordo ha lo scopo di analizzare e testare le possibili applicazioni commerciali e per uso domestico delle batterie agli ioni di litio, utilizzate in precedenza sui veicoli elettrici, in modo da sfruttarle come sistemi di stoccaggio dell’energia. Questi sistemi permettono di immagazzinare energia dalla rete elettrica nei momenti di basso utilizzo, restituendola alla rete nei periodi di picco della domanda, migliorandone così le prestazioni o consentendo di fornire energia in caso d’interruzione della corrente. L’idea è sviluppare un prototipo del sistema, che utilizzi la batteria di Leaf e abbia una capacità di almeno 50 (kWh) &#8211; sufficiente a fornire corrente elettrica a 30 abitazioni per un’ora.  Le batterie dei veicoli elettrici, come quelle utilizzate su Nissan Leaf, hanno un ciclo di vita più lungo rispetto a quelle utilizzate su pc e cellulari. Dopo 10 anni conservano, infatti, una capacità energetica pari al 70%. Questa longevità consente di riutilizzarle per applicazioni diverse da quelle automotive, anche dopo che hanno esaurito il proprio ciclo di vita sul veicolo: per esempio, per la creazione di “smart grid” nei sistemi di gestione energetica avanzata e/o per immagazzinare e conservare l’energia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/nissan-e-nv200/nissan-e-nv200-07/" rel="attachment wp-att-55022"><img class="alignright size-medium wp-image-55022" title="Nissan e-NV200 07" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Nissan-e-NV200-07-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>NISSAN  Una seconda vita domestica per le batterie della Leaf</p>
<p>Franklin – Dare una seconda vita alle batterie al litio della Nissan Leaf. E&#8217; questo l&#8217;obiettivo della partnership siglata da Nissan North America e ABB (gruppo leader a livello mondiale nell’energia e nella tecnologia), insieme a 4R Energy e Sumitomo Corporation of America. L’accordo ha lo scopo di analizzare e testare le possibili applicazioni commerciali e per uso domestico delle batterie agli ioni di litio, utilizzate in precedenza sui veicoli elettrici, in modo da sfruttarle come sistemi di stoccaggio dell’energia. Questi sistemi permettono di immagazzinare energia dalla rete elettrica nei momenti di basso utilizzo, restituendola alla rete nei periodi di picco della domanda, migliorandone così le prestazioni o consentendo di fornire energia in caso d’interruzione della corrente. L’idea è sviluppare un prototipo del sistema, che utilizzi la batteria di Leaf e abbia una capacità di almeno 50 (kWh) &#8211; sufficiente a fornire corrente elettrica a 30 abitazioni per un’ora.  Le batterie dei veicoli elettrici, come quelle utilizzate su Nissan Leaf, hanno un ciclo di vita più lungo rispetto a quelle utilizzate su pc e cellulari. Dopo 10 anni conservano, infatti, una capacità energetica pari al 70%. Questa longevità consente di riutilizzarle per applicazioni diverse da quelle automotive, anche dopo che hanno esaurito il proprio ciclo di vita sul veicolo: per esempio, per la creazione di “smart grid” nei sistemi di gestione energetica avanzata e/o per immagazzinare e conservare l’energia.
<div class="TweetButton_button" style="float: right; margin-right: 10px;;height:20px;margin-bottom:5px;"><a href="http://twitter.com/share data-url="http://www.ultimissimeauto.com/nissan-e-la-riconversione-delle-batterie-al-litio-da-usare-in-casa/" data-text="Nissan e la riconversione delle batterie al Litio da usare in casa"data-count="horizontal" data-via="ultimissimeauto" data-lang="en""><img src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/plugins/tweetbutton-for-wordpress/images/tweet.png" style="border:none" /></a></div>
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		<title>Auto elettriche per i pendolari non si venderanno</title>
		<link>http://www.ultimissimeauto.com/auto-elettriche-per-i-pendolari-non-si-venderanno/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 19:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Auto, per petrolieri le elettriche al 4-5% mercato nel 2030 Ma un terzo delle auto circolanti dovrebbero essere ibride ROMA &#8211; Il futuro dell&#8217;auto non e&#8217; verde, anzi: secondo le previsioni di due delle maggiori multinazionali petrolifere del mondo da qui al 2030 benzina e gasolio continueranno a dominare, lasciando ai veicoli elettrici un misero 4-5% delle vendite totali, nonostante gli obiettivi piu&#8217; ottimistici di molti stati. I numeri forniti dall&#8217;Outlook 2020 della Bp affermano che nel 2030 circoleranno nel mondo 1,6 miliardi di veicoli passeggeri e commerciali, di cui solo il 4% sara&#8217; elettrico: &#8220;Ci aspettiamo che l&#8217;87% delle auto sara&#8217; diesel o benzina &#8211; ha spiegato l&#8217;ad Bob Dudley &#8211; con la parte restante costituita da biocarburanti, Gpl e metano&#8221;. Previsioni simili sono contenute nell&#8217;Outlook di Exxon Mobil, che per il 2030 vede in strada solo il 5% di auto elettriche, mentre Ryal Dutch Shell prevede solo tra 30 anni un vero mercato per questi veicoli, che dovrebbero arrivare al 40% ma solo nel 2050. L&#8217;unica buona notizia per l&#8217;ambiente dovrebbe arrivare dalla piu&#8217; alta efficienza dei motori, destinata secondo Bp a raddoppiare entro il 2030, data in cui un terzo delle auto in circolazione dovrebbe essere di tipo ibrido, grazie anche ai requisiti sempre piu&#8217; stringenti richiesti dalle legislazioni in Usa e Europa. Le previsioni dei petrolieri sono molto diverse dai piani di molti governi mondiali: in Australia ad esempio un&#8217;agenzia governativa ha predetto un mercato per le auto elettriche del 20% nel 2020 e del 45% nel 2030, mentre in Gran Bretagna il Climate Committee ha previsto che il 60% delle auto non andra&#8217; a combustibili fossili gia&#8217; nel 2030. Piu&#8217; realistico l&#8217;atteggiamento degli Usa: se il piano di Obama di avere un milione di auto elettriche entro il 2015 andra&#8217; in porto comunque queste rappresenteranno l&#8217;1,5% del mercato. da ansa.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/hiriko-lauto-basca-elettrica-e-ripiegabile/hiriko-auto-elettrica-ripiegabile-06/" rel="attachment wp-att-55827"><img class="alignright size-medium wp-image-55827" title="Hiriko auto elettrica ripiegabile 06" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Hiriko-auto-elettrica-ripiegabile-06-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Auto, per petrolieri le elettriche al 4-5% mercato nel 2030<br />
Ma un terzo delle auto circolanti dovrebbero essere ibride</p>
<p>ROMA &#8211; Il futuro dell&#8217;auto non e&#8217; verde, anzi: secondo le previsioni di due delle maggiori multinazionali petrolifere del mondo da qui al 2030 benzina e gasolio continueranno a dominare, lasciando ai veicoli elettrici un misero 4-5% delle vendite totali, nonostante gli obiettivi piu&#8217; ottimistici di molti stati.</p>
<p>I numeri forniti dall&#8217;Outlook 2020 della Bp affermano che nel 2030 circoleranno nel mondo 1,6 miliardi di veicoli passeggeri e commerciali, di cui solo il 4% sara&#8217; elettrico: &#8220;Ci aspettiamo che l&#8217;87% delle auto sara&#8217; diesel o benzina &#8211; ha spiegato l&#8217;ad Bob Dudley &#8211; con la parte restante costituita da biocarburanti, Gpl e metano&#8221;. Previsioni simili sono contenute nell&#8217;Outlook di Exxon Mobil, che per il 2030 vede in strada solo il 5% di auto elettriche, mentre Ryal Dutch Shell prevede solo tra 30 anni un vero mercato per questi veicoli, che dovrebbero arrivare al 40% ma solo nel 2050.<br />
L&#8217;unica buona notizia per l&#8217;ambiente dovrebbe arrivare dalla piu&#8217; alta efficienza dei motori, destinata secondo Bp a raddoppiare entro il 2030, data in cui un terzo delle auto in circolazione dovrebbe essere di tipo ibrido, grazie anche ai requisiti sempre piu&#8217; stringenti richiesti dalle legislazioni in Usa e Europa. Le previsioni dei petrolieri sono molto diverse dai piani di molti governi mondiali: in Australia ad esempio un&#8217;agenzia governativa ha predetto un mercato per le auto elettriche del 20% nel 2020 e del 45% nel 2030, mentre in Gran Bretagna il Climate Committee ha previsto che il 60% delle auto non andra&#8217; a combustibili fossili gia&#8217; nel 2030. Piu&#8217; realistico l&#8217;atteggiamento degli Usa: se il piano di Obama di avere un milione di auto elettriche entro il 2015 andra&#8217; in porto comunque queste rappresenteranno l&#8217;1,5% del mercato.</p>
<p><strong>da ansa.it</strong>
<div class="TweetButton_button" style="float: right; margin-right: 10px;;height:20px;margin-bottom:5px;"><a href="http://twitter.com/share data-url="http://www.ultimissimeauto.com/auto-elettriche-per-i-pendolari-non-si-venderanno/" data-text="Auto elettriche per i pendolari non si venderanno"data-count="horizontal" data-via="ultimissimeauto" data-lang="en""><img src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/plugins/tweetbutton-for-wordpress/images/tweet.png" style="border:none" /></a></div>
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		<title>Sembra assurdo ma le auto elettriche aggraveranno il problema dell&#8217;inquinamento</title>
		<link>http://www.ultimissimeauto.com/sembra-assurdo-ma-le-auto-elettriche-aggraveranno-il-problema-dellinquinamento/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 19:27:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[elettrica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ultimissimeauto.com/?p=56098</guid>
		<description><![CDATA[Smog, le auto elettriche potrebbero aggravarlo Senza deciso aumento offerta energia da fonti rinnovabili BERLINO &#8211; Senza un deciso aumento dell&#8217;offerta di energia da fonti rinnovabili, le auto elettriche rallenterebbero la soluzione del problema dell&#8217;inquinamento ambientale invece di contribuire a risolverlo. E&#8217; il risultato di uno studio tedesco condotto dall&#8217;Istituto per la ricerca ecologica Oeko-Institut e reso noto dal quotidiano Tageszeitung in edicola oggi. La ricerca, commissionata dal ministero dell&#8217;Ambiente di Berlino, rivela che l&#8217;immissione sul mercato di un milione di vetture entro il 2022 taglierebbe l&#8217;attuale livello di emissioni di CO2 del 6%, mentre con la diffusione di motori a benzina piu&#8217; efficienti la riduzione sarebbe pari al 25%. A rendere poco &#8216;verdi&#8217; le auto elettriche sarebbe l&#8217;alto consumo di corrente da fonti non rinnovabili. Il risparmio di emissioni per l&#8217;ambiente sarebbe effettivo solo se l&#8217;aumento nel consumo di energia elettrica fosse coperto da elettricita&#8217; prodotta dalle rinnovabili. Il problema &#8211; da tempo noto secondo il piu&#8217; grande automobil club tedesco, l&#8217;Adac &#8211; si risolverebbe con una crescita consistente dell&#8217;energia &#8216;pulita&#8217;. Per il ministro dell&#8217;Ambiente tedesco, Norbert Roettgen, le auto elettriche devono potersi approvvigionare da energia rigenerativa: &#8221;Un semplice spostamento della produzione di CO2 dai tubi di scappamento alle centrali elettriche sarebbe un autoinganno&#8221;, ha detto oggi a proposito della polemica. da ansa.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/il-flop-dellauto-elettrica-in-cina/auto-elettrica-cina/" rel="attachment wp-att-52246"><img class="alignright size-medium wp-image-52246" title="auto-elettrica-cina" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2011/11/auto-elettrica-cina-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Smog, le auto elettriche potrebbero aggravarlo<br />
Senza deciso aumento offerta energia da fonti rinnovabili</p>
<p>BERLINO &#8211; Senza un deciso aumento dell&#8217;offerta di energia da fonti rinnovabili, le auto elettriche rallenterebbero la soluzione del problema dell&#8217;inquinamento ambientale invece di contribuire a risolverlo. E&#8217; il risultato di uno studio tedesco condotto dall&#8217;Istituto per la ricerca ecologica Oeko-Institut e reso noto dal quotidiano Tageszeitung in edicola oggi.</p>
<p>La ricerca, commissionata dal ministero dell&#8217;Ambiente di Berlino, rivela che l&#8217;immissione sul mercato di un milione di vetture entro il 2022 taglierebbe l&#8217;attuale livello di emissioni di CO2 del 6%, mentre con la diffusione di motori a benzina piu&#8217; efficienti la riduzione sarebbe pari al 25%.</p>
<p>A rendere poco &#8216;verdi&#8217; le auto elettriche sarebbe l&#8217;alto consumo di corrente da fonti non rinnovabili. Il risparmio di emissioni per l&#8217;ambiente sarebbe effettivo solo se l&#8217;aumento nel consumo di energia elettrica fosse coperto da elettricita&#8217; prodotta dalle rinnovabili.</p>
<p>Il problema &#8211; da tempo noto secondo il piu&#8217; grande automobil club tedesco, l&#8217;Adac &#8211; si risolverebbe con una crescita consistente dell&#8217;energia &#8216;pulita&#8217;. Per il ministro dell&#8217;Ambiente tedesco, Norbert Roettgen, le auto elettriche devono potersi approvvigionare da energia rigenerativa: &#8221;Un semplice spostamento della produzione di CO2 dai tubi di scappamento alle centrali elettriche sarebbe un autoinganno&#8221;, ha detto oggi a proposito della polemica.</p>
<p><strong>da ansa.it</strong>
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		<title>Skoda Octavia Green Line 10 auto a spasso per la repubblica Ceca</title>
		<link>http://www.ultimissimeauto.com/skoda-octavia-green-line-10-auto-a-spasso-per-la-repubblica-ceca/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 20:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[skoda]]></category>

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		<description><![CDATA[SKODA Octavia Green E Line: 10 esemplari in sperimentazione Skoda Octavia Green E Line, la prima auto completamente elettrica della Casa ceca, è già realtà: 10 esemplari sono infatti già sulle strade della Repubblica Ceca.  Winfried Vahland, Presidente della Škoda: “Non intendiamo fermarci qui: continueremo a lavorare con l’obiettivo di trovare nuove soluzioni per una mobilità a emissioni zero. In questo senso, l’auto elettrica è un passo di fondamentale importanza. Per le fasi di ricerca e sviluppo possiamo contare sul know-how del Gruppo Volkswagen”. La flotta di Octavia Green E Line fornirà indicazioni importanti sui passi successivi da compiere nello sviluppo delle vetture elettriche, fino ad arrivare alla produzione in serie. La Green E Line è basata sulla Octavia Wagon: il motore elettrico eroga una potenza massima pari a 115 CV e la coppia massima di 270 Nm, immediatamente disponibile, garantisce alla vettura una grande agilità. La Octavia Green E Line accelera da 0 a 100 km/h in 12 secondi e la velocità massima è limitata elettronicamente a 135 km/h. La batteria agli ioni di litio garantisce all’auto un’autonomia di 150 km. In fase di frenata, l’energia viene recuperata e inviata nuovamente all’accumulatore. Quanto ai tempi di ricarica, 8 ore a 230 V (monofase), 2 ore a 400 V (trifase).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/skoda-octavia-verde/octavia-greenline/" rel="attachment wp-att-6150"><img class="alignright size-medium wp-image-6150" title="octavia-greenline" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2009/06/octavia-greenline-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>SKODA Octavia Green E Line: 10 esemplari in sperimentazione</p>
<p>Skoda Octavia Green E Line, la prima auto completamente elettrica della Casa ceca, è già realtà: 10 esemplari sono infatti già sulle strade della Repubblica Ceca.  Winfried Vahland, Presidente della Škoda: “Non intendiamo fermarci qui: continueremo a lavorare con l’obiettivo di trovare nuove soluzioni per una mobilità a emissioni zero. In questo senso, l’auto elettrica è un passo di fondamentale importanza. Per le fasi di ricerca e sviluppo possiamo contare sul know-how del Gruppo Volkswagen”. La flotta di Octavia Green E Line fornirà indicazioni importanti sui passi successivi da compiere nello sviluppo delle vetture elettriche, fino ad arrivare alla produzione in serie. La Green E Line è basata sulla Octavia Wagon: il motore elettrico eroga una potenza massima pari a 115 CV e la coppia massima di 270 Nm, immediatamente disponibile, garantisce alla vettura una grande agilità. La Octavia Green E Line accelera da 0 a 100 km/h in 12 secondi e la velocità massima è limitata elettronicamente a 135 km/h. La batteria agli ioni di litio garantisce all’auto un’autonomia di 150 km. In fase di frenata, l’energia viene recuperata e inviata nuovamente all’accumulatore. Quanto ai tempi di ricarica, 8 ore a 230 V (monofase), 2 ore a 400 V (trifase).
<div class="TweetButton_button" style="float: right; margin-right: 10px;;height:20px;margin-bottom:5px;"><a href="http://twitter.com/share data-url="http://www.ultimissimeauto.com/skoda-octavia-green-line-10-auto-a-spasso-per-la-repubblica-ceca/" data-text="Skoda Octavia Green Line 10 auto a spasso per la repubblica Ceca"data-count="horizontal" data-via="ultimissimeauto" data-lang="en""><img src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/plugins/tweetbutton-for-wordpress/images/tweet.png" style="border:none" /></a></div>
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		<title>Hiriko l&#8217;auto basca elettrica e ripiegabile</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 19:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[elettrica]]></category>

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		<description><![CDATA[ Si chiama Hiriko, un nome che potrebbe facilmente trarre in inganno facendo pensare immediatamente a un prodotto giappponese, ma in realtà, la citycar elettrica in questione è una creazione europea, basca per essere precisi. Si tratta di una bi-posto a zero emissioni nata per fornire un’ulteriore interpretazione di come potrebbe essere l’automobile per la città nel prossimo futuro, fornendo un’interessante soluzione capace di coniugare flessibilità, efficienza e sfruttabilità anche nei posteggi più angusti grazie alla possibilità di essere ripiegata. Hiriko, che nella lingua basca significa “urbano”, è stata presentata a Bruxelles alla presenza del presidente di turno della Commissione Europa, José Manuel Barroso. È una vettura elettrica dotata di volante ultra-tecnologico, in grado di gestire praticamente qualunque aspetto del suo funzionamento, ed è fornita di quattro ruote mobili, in grado cioè di ruotare a 360 gradi, con il motore montato tra le ruote in modo da consentire all’abitacolo di scorrere verso l’alto e rendere ancora più compatto l’ingombro della vettura, consentendo di parcheggiare anche in aree dove persino una compatta Smart non riuscirebbe a infilarsi. L’autonomia dichiarata di quest’auto elettrica è di 120 chilometri, quindi sufficiente per muoversi giornalmente all’interno del traffico cittadino, mentre il prezzo è di 12.500 euro, cifra che può sembrare un po’ alta per una vettura a due soli posti, ma che sembra giustificata dalle grandi doti di flessibilità promesse e dalla portata innovatrice di questa simpatica auto pieghevole. Hiriko è stata progettata e realizzata da un consorzio di sette aziende basche rappresentato a Bruxelles da Gorka Espiau, con l’obiettivo di arrivare sul mercato nel 2013. Intanto, già fin dalla sua presentazione, il modello ha attirato l’attenzione di diverse amministrazioni locali, tanto che si sono dette interessate a un suo possibile impiego alcune città di Spagna, Francia, Olanda, Svizzera, Belgio, Germania, Svezia e degli Emirati Arabi. Giuseppe Cutrone da greenstyle.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/hiriko-lauto-basca-elettrica-e-ripiegabile/hiriko-auto-elettrica-ripiegabile-03/" rel="attachment wp-att-55830"><img class="alignright size-medium wp-image-55830" title="Hiriko auto elettrica ripiegabile 03" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Hiriko-auto-elettrica-ripiegabile-03-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> Si chiama Hiriko, un nome che potrebbe facilmente trarre in inganno facendo pensare immediatamente a un prodotto giappponese, ma in realtà, la citycar elettrica in questione è una creazione europea, basca per essere precisi. Si tratta di una bi-posto a zero emissioni nata per fornire un’ulteriore interpretazione di come potrebbe essere l’automobile per la città nel prossimo futuro, fornendo un’interessante soluzione capace di coniugare flessibilità, efficienza e sfruttabilità anche nei posteggi più angusti grazie alla possibilità di essere ripiegata.</p>
<p>Hiriko, che nella lingua basca significa “urbano”, è stata presentata a Bruxelles alla presenza del presidente di turno della Commissione Europa, José Manuel Barroso. È una vettura elettrica dotata di volante ultra-tecnologico, in grado di gestire praticamente qualunque aspetto del suo funzionamento, ed è fornita di quattro ruote mobili, in grado cioè di ruotare a 360 gradi, con il motore montato tra le ruote in modo da consentire all’abitacolo di scorrere verso l’alto e rendere ancora più compatto l’ingombro della vettura, consentendo di parcheggiare anche in aree dove persino una compatta Smart non riuscirebbe a infilarsi.</p>
<p>L’autonomia dichiarata di quest’auto elettrica è di 120 chilometri, quindi sufficiente per muoversi giornalmente all’interno del traffico cittadino, mentre il prezzo è di 12.500 euro, cifra che può sembrare un po’ alta per una vettura a due soli posti, ma che sembra giustificata dalle grandi doti di flessibilità promesse e dalla portata innovatrice di questa simpatica auto pieghevole.</p>
<p>Hiriko è stata progettata e realizzata da un consorzio di sette aziende basche rappresentato a Bruxelles da Gorka Espiau, con l’obiettivo di arrivare sul mercato nel 2013. Intanto, già fin dalla sua presentazione, il modello ha attirato l’attenzione di diverse amministrazioni locali, tanto che si sono dette interessate a un suo possibile impiego alcune città di Spagna, Francia, Olanda, Svizzera, Belgio, Germania, Svezia e degli Emirati Arabi.</p>
<p><a href=" http://www.greenstyle.it/hiriko-lauto-elettrica-pieghevole-made-in-ue-7202.html#ixzz1kUjeIxXM"><strong>Giuseppe Cutrone da greenstyle.it</strong></a></p>
<p><a href='http://www.ultimissimeauto.com/hiriko-lauto-basca-elettrica-e-ripiegabile/hiriko-auto-elettrica-ripiegabile-01/' title='Hiriko auto elettrica ripiegabile 01'><img width="100" height="75" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Hiriko-auto-elettrica-ripiegabile-01-100x75.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Hiriko auto elettrica ripiegabile 01" title="Hiriko auto elettrica ripiegabile 01" /></a><br />
<a href='http://www.ultimissimeauto.com/hiriko-lauto-basca-elettrica-e-ripiegabile/hiriko-auto-elettrica-ripiegabile-02/' title='Hiriko auto elettrica ripiegabile 02'><img width="100" height="75" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Hiriko-auto-elettrica-ripiegabile-02-100x75.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Hiriko auto elettrica ripiegabile 02" title="Hiriko auto elettrica ripiegabile 02" /></a><br />
<a href='http://www.ultimissimeauto.com/hiriko-lauto-basca-elettrica-e-ripiegabile/hiriko-auto-elettrica-ripiegabile-03/' title='Hiriko auto elettrica ripiegabile 03'><img width="100" height="75" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Hiriko-auto-elettrica-ripiegabile-03-100x75.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Hiriko auto elettrica ripiegabile 03" title="Hiriko auto elettrica ripiegabile 03" /></a><br />
<a href='http://www.ultimissimeauto.com/hiriko-lauto-basca-elettrica-e-ripiegabile/hiriko-auto-elettrica-ripiegabile-04/' title='Hiriko auto elettrica ripiegabile 04'><img width="100" height="75" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Hiriko-auto-elettrica-ripiegabile-04-100x75.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Hiriko auto elettrica ripiegabile 04" title="Hiriko auto elettrica ripiegabile 04" /></a><br />
<a href='http://www.ultimissimeauto.com/hiriko-lauto-basca-elettrica-e-ripiegabile/hiriko-auto-elettrica-ripiegabile-05/' title='Hiriko auto elettrica ripiegabile 05'><img width="100" height="75" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Hiriko-auto-elettrica-ripiegabile-05-100x75.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Hiriko auto elettrica ripiegabile 05" title="Hiriko auto elettrica ripiegabile 05" /></a><br />
<a href='http://www.ultimissimeauto.com/hiriko-lauto-basca-elettrica-e-ripiegabile/hiriko-auto-elettrica-ripiegabile-06/' title='Hiriko auto elettrica ripiegabile 06'><img width="100" height="75" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2012/01/Hiriko-auto-elettrica-ripiegabile-06-100x75.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Hiriko auto elettrica ripiegabile 06" title="Hiriko auto elettrica ripiegabile 06" /></a></p>
<div class="TweetButton_button" style="float: right; margin-right: 10px;;height:20px;margin-bottom:5px;"><a href="http://twitter.com/share data-url="http://www.ultimissimeauto.com/hiriko-lauto-basca-elettrica-e-ripiegabile/" data-text="Hiriko l&#038;%238217;auto basca elettrica e ripiegabile"data-count="horizontal" data-via="ultimissimeauto" data-lang="en""><img src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/plugins/tweetbutton-for-wordpress/images/tweet.png" style="border:none" /></a></div>
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		<title>Auto elettriche senza clienti</title>
		<link>http://www.ultimissimeauto.com/auto-elettriche-senza-clienti/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 20:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[elettrica]]></category>

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		<description><![CDATA[Le auto elettriche ci sono ora bisogna cercare clienti Le vendite sono iniziate già lo scorso anno ma in molti casi le &#8220;elettriche&#8221; vengono cedute in leasing per 3 anni e soprattutto che gli utenti sono aziende con obiettivi di flotta, e non privati. L&#8217;obiettivo di mercato a medio termine, ammettono gli uomini delle case costruttrici, è ipotizzabile in 10% del parco circolante entro il 2020 Si spara a zero con l&#8217;auto elettrica sulla moribonda realtà di quella con motore termico? È quanto tendono a pubblicizzare molti dei costruttori impegnati nel settore delle elettriche 100%, ma non è proprio così. Se le vendite sono iniziate già lo scorso anno, infatti, è pur vero che in molti casi le &#8220;elettriche&#8221; vengono cedute in leasing per 3 anni e soprattutto che gli utenti sono aziende con obiettivi di flotta, e non privati. L&#8217;obiettivo elettrico a medio termine, ammettono gli uomini delle case costruttrici, è ipotizzabile in 10% del parco circolante entro il 2020. E anche il cittadino va ancora convinto, sia delle qualità del progetto, sia delle reali possibilità di impiego di una vettura &#8220;con la spina&#8221;. Anche se un&#8217;inchiesta di Interauto News ha confermato che il livello di informazione degli automobilisti sull&#8217;argomento è passato da 10 al 26% in un solo anno, mancano ancora le infrastrutture necessarie alla ricarica (le colonnine per strada? In Italia forse servirebbero anche a &#8220;ricaricare&#8221; impianti domestici attraverso fili volanti &#8230;), questa è, infatti, una delle priorità che si proposti i costruttori, per fornire una rete logistica sufficiente a garantire l&#8217;autonomia per gli spostamenti quotidiani. Oggi il gruppo francese PSA (Peugeot-Citroen) sottolinea come, ad un anno dal lancio commerciale di iOn, la prima city car 100% elettrica prodotta insieme anche a Mitsubishi, abbia conquistato il 30% del mercato totale nel settore. Ma è proprio PSA ad affermare che le forniture sono andate a molte aziende, tra cui General Electric, Deutsche Bank, SNCF, Kone, Airbus, EDF, GDF Suez, Allienz, Europcar e ChoosEV. Da ricordare, inoltre, l&#8217;iniziativa di offrire in noleggio &#8211; attraverso la Maggiore &#8211; Peugeot iOn ai viaggiatori Trenitalia della tratta Milano-Roma, in modo che possano circolare anche nei giorni di chiusura del traffico. Al momento però le vetture sono solo due a Milano e due a Roma, ci sarà da superare una battagliera concorrenza per accaparrarsene una &#8230; Intanto in questa arena si muovono anche altri, con in testa la Chevrolet Volt (elettrica ad autonomia estesa, in cui un motore endotermico entra in funzione in veste di generatore quando le batterie esauriscono la loro scorta di energia), auto intelligente che non è riuscita però a raggiungere le 10.000 unità per il 201, obiettivo di vendite negli USA. E i tedeschi di Mercedes hanno avviato in  parallelo un settore elettrico per l&#8217;iniziativa Car2Go, sempre negli stati Uniti, dove si applica il programma di car sharing con le smart electric drive. Ma fino ad oggi in Italia non sono mai state vendute a privati. Solo la Citroen cZero ha trovato un cliente, il resto è finito tutto nelle mani della Pubblica Amministrazione. A far da detrattore anche il costo, che va dai 500 euro/mese per noleggiarne una ai 35.000 euro per l&#8217;acquisto, oppure 15.900 più Iva per una smart elettrica (cui aggiungere 54 euro/mese per il noleggio batteria), cifre spesso giudicate eccessive dall&#8217;utenza, proprio visto l&#8217;uso squisitamente cittadino che si può fare di questi veicoli, la cui autonomia non supera i 130-140 chilometri. Sono molti i potenziali clienti che vorrebbero un&#8217;autonomia estesa a 300 chilometri, ancora irraggiungibile con le batterie di oggi. E non basta ricordare che un pieno di energia fatto alla presa di corrente nel box costi un paio di euro&#8230; di MAURIZIO CALDERA da repubblica.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/dmc-rinasce-la-delorean-elettrica-video-da-ritorno-al-futuro/delorean-elettrica-e-no-03/" rel="attachment wp-att-50137"><img class="alignright size-medium wp-image-50137" title="DeLorean elettrica e no 03" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2011/10/DeLorean-elettrica-e-no-03-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a>Le auto elettriche ci sono ora bisogna cercare clienti<br />
Le vendite sono iniziate già lo scorso anno ma in molti casi le &#8220;elettriche&#8221; vengono cedute in leasing per 3 anni e soprattutto che gli utenti sono aziende con obiettivi di flotta, e non privati. L&#8217;obiettivo di mercato a medio termine, ammettono gli uomini delle case costruttrici, è ipotizzabile in 10% del parco circolante entro il 2020</p>
<p>Si spara a zero con l&#8217;auto elettrica sulla moribonda realtà di quella con motore termico? È quanto tendono a pubblicizzare molti dei costruttori impegnati nel settore delle elettriche 100%, ma non è proprio così.<br />
Se le vendite sono iniziate già lo scorso anno, infatti, è pur vero che in molti casi le &#8220;elettriche&#8221; vengono cedute in leasing per 3 anni e soprattutto che gli utenti sono aziende con obiettivi di flotta, e non privati.<br />
L&#8217;obiettivo elettrico a medio termine, ammettono gli uomini delle case costruttrici, è ipotizzabile in 10% del parco circolante entro il 2020.</p>
<p>E anche il cittadino va ancora convinto, sia delle qualità del progetto, sia delle reali possibilità di impiego di una vettura &#8220;con la spina&#8221;. Anche se un&#8217;inchiesta di Interauto News ha confermato che il livello di informazione degli automobilisti sull&#8217;argomento è passato da 10 al 26% in un solo anno, mancano ancora le infrastrutture necessarie alla ricarica (le colonnine per strada? In Italia forse servirebbero anche a &#8220;ricaricare&#8221; impianti domestici attraverso fili volanti &#8230;), questa è, infatti, una delle priorità che si proposti i costruttori, per fornire una rete logistica sufficiente a garantire l&#8217;autonomia per gli spostamenti quotidiani.<br />
Oggi il gruppo francese PSA (Peugeot-Citroen) sottolinea come, ad un anno dal lancio commerciale di iOn, la prima city car 100% elettrica prodotta insieme anche a Mitsubishi, abbia conquistato il 30% del mercato totale nel settore.</p>
<p>Ma è proprio PSA ad affermare che le forniture sono andate a molte aziende, tra cui General Electric, Deutsche Bank, SNCF, Kone, Airbus, EDF, GDF Suez, Allienz, Europcar e ChoosEV. Da ricordare, inoltre, l&#8217;iniziativa di offrire in noleggio &#8211; attraverso la Maggiore &#8211; Peugeot iOn ai viaggiatori Trenitalia della tratta Milano-Roma, in modo che possano circolare anche nei giorni di chiusura del traffico. Al momento però le vetture sono solo due a Milano e due a Roma, ci sarà da superare una battagliera concorrenza per accaparrarsene una &#8230;</p>
<p>Intanto in questa arena si muovono anche altri, con in testa la Chevrolet Volt (elettrica ad autonomia estesa, in cui un motore endotermico entra in funzione in veste di generatore quando le batterie esauriscono la loro scorta di energia), auto intelligente che non è riuscita però a raggiungere le 10.000 unità per il 201, obiettivo di vendite negli USA. E i tedeschi di Mercedes hanno avviato in  parallelo un settore elettrico per l&#8217;iniziativa Car2Go, sempre negli stati Uniti, dove si applica il programma di car sharing con le smart electric drive.<br />
Ma fino ad oggi in Italia non sono mai state vendute a privati. Solo la Citroen cZero ha trovato un cliente, il resto è finito tutto nelle mani della Pubblica Amministrazione.</p>
<p>A far da detrattore anche il costo, che va dai 500 euro/mese per noleggiarne una ai 35.000 euro per l&#8217;acquisto, oppure 15.900 più Iva per una smart elettrica (cui aggiungere 54 euro/mese per il noleggio batteria), cifre spesso giudicate eccessive dall&#8217;utenza, proprio visto l&#8217;uso squisitamente cittadino che si può fare di questi veicoli, la cui autonomia non supera i 130-140 chilometri. Sono molti i potenziali clienti che vorrebbero un&#8217;autonomia estesa a 300 chilometri, ancora irraggiungibile con le batterie di oggi. E non basta ricordare che un pieno di energia fatto alla presa di corrente nel box costi un paio di euro&#8230;</p>
<p><strong>di MAURIZIO CALDERA da repubblica.it</strong>
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		<title>Ma chi compra le auto elettriche ?</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 19:26:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[elettrica]]></category>

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		<description><![CDATA[Auto elettrica, ma quanto mi costi? Il Motor Show di Detroit aprirà i battenti il 9 gennaio. Ancora una volta le case automobilistiche più importanti del mondo metteranno i mostra i loro veicoli  elettrici e ibridi. BMW, General Motors, Lexus, Mercedes, Nissan, Toyota, Volvo – tutti hanno nuove auto elettriche o ibride da presentare. Ma chi le compra? Alcuni analisti prevedono che questo potrebbe essere un anno fondamentale per il settore dei carburanti alternativi. Dopo la peggiore recessione a memoria d’uomo, le vendite di auto sono rimbalzate. Nel complesso, sono aumentate più del 10% negli Stati Uniti lo scorso anno, ma le vendite di “mezzi ad almentazione alternativa” sono aumentate solo del 2,3%, secondo gli analisti di WardsAuto.Anche i dirigenti del settore non sono ottimisti. Un sondaggio commussionato da KPMG ha recentemente scoperto che i veicoli elettrici ed ibridi rappresenteranno il 15% del mercato non prima del 2025. ”Questo potrebbe essere un anno di crisi,” ha dichiarato Ed Hellwig, analista di Edmunds.com. I consumatori avranno accesso ad una maggiore offerta e scelta nel 2012 per quanto riguarda le auto ad alimentazione elettrica o ibrida. ”Questo potrebbe essere l’anno in cui finalmente potremo notare se questo segmento è davvero pronto a diventare mainstream o semplicemente non è interessante per il pubblico“, ha detto. Le vendite di auto ibride, in generale, sono state irrilevanti in questi ultimi anni, ha detto Anthony Pratt, direttore di previsione al settore auto analisti Polk. Anche in Europa, dove i prezzi della benzina sono molto più alti, il mercato elettrico e ibrido è rimasto piccolo, ha detto. E nel breve termine le cose potrebbero anche peggiorare.Paul Taylor, capo economista della National Automobile Dealers Association, ha detto che, con grande dispiacere delle case automobilistiche e della lobby verde, i consumatori stanno conducendo un “razionale analisi costi-benefici“. Ha poi aggiunto: “La gente è entusiasta delle auto ibride ed elettriche, ma quando vedono quanto costano, vogliono provare a guidare qualcos’altro.” Questa mancanza di entusiasmo va  ormai avanti da qualche tempo. Anche quando i prezzi del petrolio hanno raggiunto livelli record, le vendite di auto alimentate “alternativamente” è salito in misura modesta, ha dichiarato Taylor. Brandon Mason, senior analyst del gruppo PricewaterhouseCoopers Autofacts ‘, ha detto che i motori a combustione più efficienti stanno tagliando i consumi del 15% -25% in alcuni veicoli. Tuttavia, i nuovi carburanti andranno a svolgere un ruolo sempre più importante, ha detto Mason. ”Con ogni nuova tecnologia è necessario portare il prezzo verso il basso anche se richiede un certo periodo di tempo, la tecnologia è nella sua infanzia, e per i prossimi cinque anni potrebbe essere ancora più difficile. ” da Articolotre.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/francoforte-foto/renault-twizy-4/" rel="attachment wp-att-8942"><img class="alignright size-medium wp-image-8942" title="renault-twizy-4" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2009/09/renault-twizy-4-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Auto elettrica, ma quanto mi costi?<br />
Il Motor Show di Detroit aprirà i battenti il 9 gennaio. Ancora una volta le case automobilistiche più importanti del mondo metteranno i mostra i loro veicoli  elettrici e ibridi. BMW, General Motors, Lexus, Mercedes, Nissan, Toyota, Volvo – tutti hanno nuove auto elettriche o ibride da presentare. Ma chi le compra?<br />
Alcuni analisti prevedono che questo potrebbe essere un anno fondamentale per il settore dei carburanti alternativi. Dopo la peggiore recessione a memoria d’uomo, le vendite di auto sono rimbalzate. Nel complesso, sono aumentate più del 10% negli Stati Uniti lo scorso anno, ma le vendite di “mezzi ad almentazione alternativa” sono aumentate solo del 2,3%, secondo gli analisti di WardsAuto.Anche i dirigenti del settore non sono ottimisti. Un sondaggio commussionato da KPMG ha recentemente scoperto che i veicoli elettrici ed ibridi rappresenteranno il 15% del mercato non prima del 2025. ”Questo potrebbe essere un anno di crisi,” ha dichiarato Ed Hellwig, analista di Edmunds.com. I consumatori avranno accesso ad una maggiore offerta e scelta nel 2012 per quanto riguarda le auto ad alimentazione elettrica o ibrida. ”Questo potrebbe essere l’anno in cui finalmente potremo notare se questo segmento è davvero pronto a diventare mainstream o semplicemente non è interessante per il pubblico“, ha detto. Le vendite di auto ibride, in generale, sono state irrilevanti in questi ultimi anni, ha detto Anthony Pratt, direttore di previsione al settore auto analisti Polk. Anche in Europa, dove i prezzi della benzina sono molto più alti, il mercato elettrico e ibrido è rimasto piccolo, ha detto. E nel breve termine le cose potrebbero anche peggiorare.Paul Taylor, capo economista della National Automobile Dealers Association, ha detto che, con grande dispiacere delle case automobilistiche e della lobby verde, i consumatori stanno conducendo un “razionale analisi costi-benefici“. Ha poi aggiunto: “La gente è entusiasta delle auto ibride ed elettriche, ma quando vedono quanto costano, vogliono provare a guidare qualcos’altro.” Questa mancanza di entusiasmo va  ormai avanti da qualche tempo. Anche quando i prezzi del petrolio hanno raggiunto livelli record, le vendite di auto alimentate “alternativamente” è salito in misura modesta, ha dichiarato Taylor.<br />
Brandon Mason, senior analyst del gruppo PricewaterhouseCoopers Autofacts ‘, ha detto che i motori a combustione più efficienti stanno tagliando i consumi del 15% -25% in alcuni veicoli. Tuttavia, i nuovi carburanti andranno a svolgere un ruolo sempre più importante, ha detto Mason. ”Con ogni nuova tecnologia è necessario portare il prezzo verso il basso anche se richiede un certo periodo di tempo, la tecnologia è nella sua infanzia, e per i prossimi cinque anni potrebbe essere ancora più difficile. ”</p>
<p><a href="http://www.articolotre.com/2012/01/auto-elettrica-ma-quanto-mi-costi/55830"><strong>da Articolotre.com</strong></a>
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		<title>Le auto elettriche troppo costose e si rompono</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 19:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[elettrica]]></category>

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		<description><![CDATA[Richiami , pochi clienti e prezzi alti la strada dell&#8217;elettrico è in salita Vendite inferiori alle aspettative, problemi meccanici frenano la diffusione delle auto a batterie Anno nuovo, vecchi problemi. Per le automobili elettriche il 2011 è stata la stagione del battesimo di mercato e i guai non sono mancati. La Chevrolet Volt è stata oggetto di un&#8217;indagine da parte del potente ente americano per la sicurezza (NTHSA) per un potenziale rischio di incendio emerso nel corso di un crash test; mentre la Fisker, compagnia californiana che produce elettriche ad autonomia estesa, ha dovuto richiamare 239 esemplari per sostituire le batterie al litio a causa di una fuoriuscita del liquido di raffreddamento. Problemi già quasi del tutto risolti, ma dai quali si capisce come la tecnologia alla spina sia ancora molto giovane. E costosa. VENDITE INFERIORI ALLE PREVISIONI- Il primo vero banco di prova per l&#8217; auto elettrica è stato negli Stati Uniti dove le vendite sono partite prima che in Europa. Secondo il Financial Times sia la Nissan sia la Chevrolet hanno venduto meno vetture delle 30 mila complessive che avevano stimato nel primo anno di commercializzazione della Volt e della Leaf. E se nel caso dei giapponesi pesa come un macigno il terremoto dell&#8217;11 marzo che ha interrotto le linee di montaggio per settimane, per la società del gruppo Gm la questione del richiamo c&#8217;entra solo in parte visto che è scoppiata alla fine dell&#8217;anno, quando i target erano ormai lontani. La colpa è dei prezzi elevati che nemmeno i più generosi incentivi statali riescono a rendere competitivi con quelli di equivalenti modelli a benzina o diesel. «I costruttori chiedono cifre &#8220;premium&#8221;» dice al quotidiano britannico Calumn McRae, analista di PWC, aggiungendo che le previsioni di mercato sono state riviste al ribasso: nel 2017 conteranno soltanto per l&#8217;1% delle nuove immatricolazioni. Un po&#8217; più ottimista è Adam Jonas di Morgan Stanley che prevede un 4,5% nel 2025. Anche se tutti si guardano bene dal lanciare conclusioni affrettate, perché effettivamente le potenzialità delle batterie sono invitanti. Tutto dipenderà dai futuri listini: perché in tempi di crisi convincere qualcuno a sborsare 41 mila euro per una berlina ad autonomia estesa (Volt e Ampera) o 37 mila per la Leaf, appare impresa ardua.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ultimissimeauto.com/la-chevrolet-crossvolt/chevrolet-volt-mpv5/" rel="attachment wp-att-40881"><img class="alignright size-medium wp-image-40881" title="Chevrolet Volt MPV5 o Crossvolt" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2011/04/Chevrolet-Volt-MPV5-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Richiami , pochi clienti e prezzi alti<br />
la strada dell&#8217;elettrico è in salita<br />
Vendite inferiori alle aspettative, problemi meccanici frenano la diffusione delle auto a batterie<br />
Anno nuovo, vecchi problemi. Per le automobili elettriche il 2011 è stata la stagione del battesimo di mercato e i guai non sono mancati. La Chevrolet Volt è stata oggetto di un&#8217;indagine da parte del potente ente americano per la sicurezza (NTHSA) per un potenziale rischio di incendio emerso nel corso di un crash test; mentre la Fisker, compagnia californiana che produce elettriche ad autonomia estesa, ha dovuto richiamare 239 esemplari per sostituire le batterie al litio a causa di una fuoriuscita del liquido di raffreddamento. Problemi già quasi del tutto risolti, ma dai quali si capisce come la tecnologia alla spina sia ancora molto giovane. E costosa.<br />
VENDITE INFERIORI ALLE PREVISIONI- Il primo vero banco di prova per l&#8217; auto elettrica è stato negli Stati Uniti dove le vendite sono partite prima che in Europa. Secondo il Financial Times sia la Nissan sia la Chevrolet hanno venduto meno vetture delle 30 mila complessive che avevano stimato nel primo anno di commercializzazione della Volt e della Leaf. E se nel caso dei giapponesi pesa come un macigno il terremoto dell&#8217;11 marzo che ha interrotto le linee di montaggio per settimane, per la società del gruppo Gm la questione del richiamo c&#8217;entra solo in parte visto che è scoppiata alla fine dell&#8217;anno, quando i target erano ormai lontani. La colpa è dei prezzi elevati che nemmeno i più generosi incentivi statali riescono a rendere competitivi con quelli di equivalenti modelli a benzina o diesel. «I costruttori chiedono cifre &#8220;premium&#8221;» dice al quotidiano britannico Calumn McRae, analista di PWC, aggiungendo che le previsioni di mercato sono state riviste al ribasso: nel 2017 conteranno soltanto per l&#8217;1% delle nuove immatricolazioni. Un po&#8217; più ottimista è Adam Jonas di Morgan Stanley che prevede un 4,5% nel 2025. Anche se tutti si guardano bene dal lanciare conclusioni affrettate, perché effettivamente le potenzialità delle batterie sono invitanti. Tutto dipenderà dai futuri listini: perché in tempi di crisi convincere qualcuno a sborsare 41 mila euro per una berlina ad autonomia estesa (Volt e Ampera) o 37 mila per la Leaf, appare impresa ardua.
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