elettrica
Toyota Rav 4 elettrico con motore Tesla in Usa
TOYOTA Rav4 elettrico pronto al debutto negli Usa a 38.500 euro
Los Angeles (Stati Uniti) – Negli Stati Uniti sta per cominciare la commercializzazione di Toyota Rav4 Ev, la versione elettrica del popolare piccolo suv giapponese.
Il modello “zero emissioni” è stato sviluppato in collaborazione con la società californiana Tesla Motors. Toyota Rav4 Ev (4,575 metri di lunghezza, 1,816 di larghezza e 1,684 di altezza) è costruito sul telaio di Rav4 ed è equipaggiato con trasmissione elettrica Tesla: è accreditato di un’autonomia di circa 160 chilometri. Il peso a vuoto è di 1.829 chilogrammi ed il tempi di ricarica è di circa 6 ore.
Il lancio è previsto in California per la fine dell’estate 2012, con un prezzo che dovrebbe attestarsi attorno ai 49.800 dollari (poco meno di 38.500 euro).
Kiira Ev l’auto elettrica dall’Africa dall’Uganda
Kiira EV, l’auto elettrica che arriva dall’Uganda
Kampala (Uganda) – Prosegue il progetto ugandese per la mobilità sostenibile. La seconda fase al quale lavora Paul Isaac Musasizi dell’Università di Makerere di Kampala assieme al suo gruppo è quella di realizzare un mezzo di trasporto pubblico elettrico da 28 posti.
Il primo progetto dell’ateneo della capitale dello stato centroafricano si chiama Kiira EV, un veicolo elettrico plug-in a 2 posti di 3 metri di lunghezza. La velocità massima della vettura è di 150 chilometri all’ora, mentre le batterie al litio assicurano un’autonomia di 80 chilometri.
Si tratta di un progetto quasi completamente “autarchico”, perché a parte il volante e qualche accessorio tutti i componenti sono stati disegnati e prodotti localmente. Lo sviluppo della vettura è durato 3 anni.
SolarExpo la colonna di ricarica Scame nello stand Greeny
SolarExpo è l’appuntamento leader in Italia dedicato alle fonti rinnovabili. Gli specialisti del settore sidaranno appuntamento il 09 – 10 e 11 maggio 2012 alla fiera di Verona. Giunto quest’anno alla sua13°edizione SolarExpo è oggi una realtà da oltre 100mila mq di spazi espositivi e oltre 70.000 i visitatoriprofessionali qualificati.Tra gli espositori presenti in fiera anche l’azienda Greeny spa, specialista nel settore delle rinnovabili, per larealizzazione di impianti chiavi in mano nel settore fotovoltaico, solare termico, geotermia, cogenerazione eimpianti a biomasse.Presso lo stand di Greeny sarà ospite l’azienda Scame Parre spa che esporrà la propria colonnina per laricarica dei veicoli elettrici. L’azienda si pone come partner di assoluta affidabilità per la realizzazione sistemidi ricarica in aree pubbliche, in ambienti domestici, integrazione con pannelli fotovoltaici, software diconnessione e comunicazione tra veicoli e rete elettrica grazie ad una gamma completa di connettori einfrastrutture in grado di soddisfare tutte le esigenze di ricarica dei veicoli elettrici stradali.
SolarExpo di Verona Renault Twizy e Kangoo Z.E
RENAULT Twizy e Kangoo Z.E. al Solarexpo di Verona
Verona – Renault partecipa a Solarexpo, il salone delle energie rinnovabili in calendario a Verona tra il 9 e l’11 maggio. Il costruttore francese espone nel capoluogo scaligero l’urban crosser Twizy e la furgonetta Kangoo Z.E., due dei veicoli elettrici che compongono la gamma Renault Z.E.
La 13a edizione di Solarexpo costituisce un evento ideale per Renault per promuovere i veicoli 100% elettrici, grazie anche alla seconda edizione di E:Move, rassegna speciale riservata alla mobilità elettrica e ibrida. La casa della Losanga, in collaborazione con la concessionaria Bendinelli, mette a disposizione i due veicoli anche per eventuali test drive.
Twizy ha 4 ruote e 2 posti ed è disponibile a due velocità, da 45 e 80 all’ora. Si può guidare a partire da 14 anni e richiede 3 ore e mezzo per una ricarica. Kangoo Z.E., invece, ha una capacità di carico di 650 chilogrammi ed ha un’autonomia media di 170 chilometri
Auto elettriche analisi mercato incentivi e prospettive in Europa
Arriva la scossa
incentivi per le elettriche dal 2013
Il mercato delle auto a batterie verso una svolta
fra 10 anni le vendite potrebbero contare per il 10% del totale
MILANO – La scossa, sotto forma di incentivi, sta arrivando. Il 2013 potrebbe essere l’anno in cui il mercato dell’auto elettrica si accenderà sul serio. A dirlo è l’onorevole Agostino Ghiglia, Pdl, firmatario di uno dei due disegni di legge (l’altro è quello del pd Andrea Lulli) confluiti nella proposta bipartisan che da mesi giace alla Camera. «All’inizio di aprile – spiega Ghiglia – il Senato ha inserito nelle “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” la parte che riguarda l’installazione nelle aree pubbliche di colonnine a cura delle società distributrici di energia». Sul versante privato, si riconosce il diritto di collocare punti di ricarica nei parcheggi condominiali e s’impone ai Comuni di concedere l’abilitazione solo agli edifici nuovi che abbiano un’infrastruttura di ricarica. Per Ghiglia, dovrebbe essere possibile trovare i 60/100 milioni di euro indispensabili per partire: «C’è la disponibilità di Clini, il ministro dell’Ambiente». Secondo il parlamentare, «in un mese le Norme potrebbero diventare legge, aprendo la strada al macroprovvedimento». Cioè: agli incentivi. Che dovrebbero ridurre il distacco tra l’Italia e il resto d’Europa.
FRA SPERANZE E REALTA’-L’anno scorso sono state vendute nel nostro Paese 289 auto elettriche: niente, sul totale di circa 1.750.000 immatricolazioni. Nel primo semestre 2011 (fonte Deloitte), l’Italia era decima nella classifica europea, guidata da Germania, Francia e Norvegia. Eppure l’aspettativa esiste. «Nel “porte aperte” di lancio della Twizy – rivela Jacques Bousquet, direttore generale di Renault Italia – le nostre concessionarie hanno fatto ottomila prove». Bousquet non si aspetta certo il boom: «La crescita sarà lenta, tranquilla: bisogna lasciare il tempo per capire. Ma tra 10 anni le elettriche saranno un decimo del mercato».
A LONDRA 25 MILA PUNTI DI RICARICA-Capire, anche, il «caso Londra», come lo chiama Marco Martina, esperto di automotive e partner di Deloitte. «La capitale inglese marcia verso i 25 mila punti di ricarica e i mille mezzi pubblici elettrici entro il 2015 – spiega. – Ma questa non è che una parte del piano per la mobilità sostenibile, che comprende la riduzione del traffico, il miglioramento dei trasporti pubblici, l’aumento delle piste ciclabili, il mix di tecnologie a bassa emissione ( fuel cell a idrogeno e bio-fuel per i bus)». A motivare i londinesi non è solo il risparmio – l’equivalente in sterline di circa mille euro l’anno, per 10mila km – ma anche l’attenzione alla qualità dell’aria («Calcolano che sostituendo 100 mila veicoli a combustione con altrettanti mezzi elettrici – prosegue Martina – si riduca del 70/90 per cento l’anno il particolato e di 350/400 tonnellate il monossido di azoto») sia la necessità di contrastare le conseguenze economiche delle gravi malattie da inquinamento.
8 MILA PROVE PER LA TWIZY Z.E.-«Non c’è bisogno di esaltarla come alternativa radicale: la diffusione della trazione elettrica avrebbe comunque un impatto positivo se potesse dispiegare in pieno le sue attuali potenzialità – sottolinea Paolo Magni, project manager della Fondazione Politecnico. – Con l’autonomia di oggi, tra 100 e 200 km (teniamo conto che il 90% degli europei non fa più di 60 km al giorno), è utile in città, specialmente come mezzo commerciale; è adatta ai pendolari, che potrebbero lasciarla nei parcheggi d’interscambio (sotto carica), per proseguire con i mezzi pubblici; è perfetta per i taxi. E siamo solo all’inizio della sua storia».
PREZZI ELEVATI-L’elettrica, oggi, non è più un fantasma: i concessionari Renault, Nissan, Peugeot, Citroën e Mitsubishi la vendono. Anzi, la venderebbero se non costasse troppo (30/40 mila euro) per essere un’alternativa alla seconda auto o allo scooter. «Vero fino a un certo punto – replica Magni. – Con l’elettrica azzeri il costo del carburante e tagli quello per la manutenzione. Se poi, oltre all’esenzione del bollo, ci metti l’accesso gratuito alle Ztl, il parcheggio libero, la detrazione sulla dichiarazione dei redditi e lo sconto sulla polizza, allora sì che non ci sarebbe gara. Ma a favore dell’auto elettrica». Il modello norvegese, insomma: zero Iva, zero bollo, parcheggio gratuito, esenzione dei pedaggi, accesso alle corsie preferenziali e 3.500 punti di ricarica pubblici, molti dei quali gratuiti. Non a caso la Nissan, in Norvegia, ha venduto mille Leaf in sei mesi. Già, ma qui scarseggiano anche le colonnine…
LE COLONNINE NON SONO UN PROBLEMA-«Un falso problema – replica Fulvia Fazio, di Enel. – Solo noi ne abbiamo già impiantate 500 in tutt’Italia. E in programma a breve ce ne sono 26 a Perugia, cento a Roma, altrettante in Emilia… Del resto, superare il fabbisogno sarebbe un autogol: le colonnine apparirebbero come monumenti all’auto ignota e le vedremmo invecchiare prima di poterle utilizzare. Mentre procedere in sintonia con l’espansione del parco auto permette di seguire l’evoluzione tecnologica delle colonnine stesse». In ogni caso, per Magni, tolleranza zero: «Gli spazi riservati alla sosta e alla ricarica delle elettriche vanno rispettati e salvaguardati». «Incentivi indiretti», li chiama Magni. «Privilegi», dice chiaro e tondo Martina. Un complesso di favori che rendano l’auto elettrica abbordabile e gettino le fondamenta di un vero mercato, sia pure di nicchia. «Molte cose sono già nel disegno di legge bipartisan», puntualizza Ghiglia. Oltre allo sconto sul prezzo di listino (pianificato per un lustro e a scalare: 5.000 euro il primo anno, mille l’ultimo), il provvedimento farebbe scattare anche il contributo agli enti locali per la realizzazione delle reti infrastrutturali, la detrazione d’imposta sull’acquisto dei veicoli e sui lavori d’installazione delle colonnine, l’esonero o le agevolazioni sulle tasse per l’occupazione di spazi pubblici. Gentili omaggi come quello che la Sea ha messo in cantiere all’aeroporto di Milano Linate: ricarica gratis per i clienti. Risparmio simbolico (un «pieno» elettrico costa sui 2 euro), ma gradito. Il progetto, nel quale rientra anche un’area per i test drive, dovrebbe partire entro giugno.
Roberto Iasoni da corriere.it
La Bmw Isetta diventa eSetta
BMW Isetta si trasforma in eSetta
Sarebbe il veicolo ideale per il car sharing nei centri citta’
ROMA – Presentato dall’ingegnere viennese Tony Weichselbraun il progetto eSetta, un veicolo urbano elettrico pensato come piattaforma di car sharing che evoca nel design e nella finalita’ la storica minicar italiana Isetta, poi ceduta alla Bmw. La gloriosa Isetta era un’auto minuscola, a buon mercato e un mezzo di trasporto agile alla fine della seconda Guerra Mondiale. In un periodo come questo, con la benzina che sta per superare la soglia dei due euro al litro, un veicolo simile potrebbe rappresentare un’alternativa interessante? Questa e’ la domanda posta da Tony Weichselbraun con la tesi presentata all’Universita’ di Arti Applicate di Vienna. L’ingegnere ha cosi’ cercato di immaginare un’Isetta del nostro tempo il cui design sia ispirato alla leggendaria BMW Isetta. La porta accesso e’ frontale e ruota su un montante, come era nell’auto di allora. Il sistema permette ai passeggeri di entrare e uscire dal veicolo direttamente sul marciapiede.
Tony ha chiamato la sua interpretazione eSetta con la ”e” per indicare la propulsione affidata ad un motore elettrico al posto del motore da moto originale a benzina. Con un corpo vettura cosi’ piccolo non e’ stato possibile trovare lo spazio per una batteria, ma nel progetto di Tony non e’ necessaria. La eSetta sarebbe parte di un sistema di car sharing dove le piccole vetture sarebbero caricate ad induzione nelle stazioni di car sharing dove le vetture sono prese per l’uso e poi restituite. Per ora eSetta e’ solo un progetto, ma l’aspetto familiare retro’ e la filosofia che consente sostanziosi risparmi di carburante potrebbe rivelarsi utile e interessante per i brevi spostamenti nei centri cittadini.
da Ansa.it












