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Lino Banfi testimonial auto elettrica,acquista una Citroen C-Zero
Banfi testimonial auto elettrica,acquista una Citroen C-Zero
Consegnata oggi a Roma alla presenza dell’assessore Visconti
ROMA – Consegnata oggi presso la concessionaria Citroen Leonori di Roma la Citroen C-Zero acquistata dall’attore Lino Banfi nell’ambito del progetto per la mobilità elettrica sostenuto da Roma Capitale, nato per sensibilizzare i romani sull’utilizzo delle auto elettriche. L’attore pugliese e’ il primo cittadino romano ad avere aderito al manifesto, a cui finora hanno risposto solo societa’ ed aziende. L’assessore all’Ambiente di Roma Capitale Marco Visconti, presente al momento della consegna, ha sottolineato come l’unione tra Citroen e la città di Roma si inserisca nell’ottica del progetto di sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso un nuovo modello come soluzione concreta ai problemi legati all’inquinamento ambientale. “Il prossimo marzo – ha detto Visconti – presenteremo il nostro manifesto sulla mobilità elettrica sostenibile. Abbiamo già numerose adesioni da parte di società e aziende che stanno provvedendo ad acquisire un parco di veicoli elettrici o ad installare pannelli solari sui loro edifici. Siamo felici che un personaggio pubblico nel cuore dei romani come Lino Banfi abbia voluto aderire al nostro manifesto, diventando il primo cittadino ad acquistare la vettura”. La consegna della vettura elettrica a emissioni zero si inserisce nel progetto per la mobilità elettrica sostenuto da Roma Capitale che ha visto protagoniste, nel mesi di ottobre 2011, quattordici Citroen C-Zero acquistate dalla città per un ambizioso piano di eco-mobilità urbana. Citroen C-Zero è stata acquistata soprattutto da enti e aziende e adesso anche da un privato d’eccezione che acquistando la vettura contribuisce con la sua notorietà e carisma a sensibilizzare le amministrazioni pubbliche e i cittadini verso il passaggio alla mobilità elettrica, ponendo l’accento sulla necessità di creare una rete adeguata di infrastrutture e agevolazioni. Con il solito impagabile senso dell’umorismo Lino Banfi ha esordito dicendo “L’ho pagata!” ma l’attore è andato subito oltre la battuta specificando che l’auto non è un regalo per fare immagine ma che è stato un suo acquisto scelto e voluto.
“La uso da due mesi per gli spostamenti dentro Roma. Mi piace la silenziosità del motore elettrico, la piacevolezza di marcia, e non nascondo che alla scelta ha contribuito anche il fatto di poter entrare ovunque senza permessi o restrizioni. Ma alla base di tutto c’è stata la volontà di circolare in città con un’auto a impatto zero. Spero che la mia scelta sia seguita da enti pubblici, società e altri cittadini privati, così da rendere la città ancora più vivibile”.
Con C-Zero la Citroen completa l’offerta nel segmento delle city car al cento per cento elettriche, a zero litri di carburante, zero emissioni inquinanti e zero rumore. Citroen C-Zero è stata progettata e sviluppata per facilitare la mobilità urbana e periferica. Ha misure contenute, ottime prestazioni e autonomia sufficiente a coprire tutti i tragitti urbani. Al momento la Citroen C-Zero ha totalizzato 2.800 ordini in Europa e 155 in Italia conquistando la pole position nel mercato delle auto al 100% elettriche.
da Ansa.it
Maurizio Donelli mi pento di criticare l’auto elettrica
Mi pento di aver criticato l’auto elettrica
Rispetto alla diffusione dell’auto elettrica sono sempre andato controcorrente. Non mi sono mai schierato completamente a favore. Anzi. Ho scritto più volte che questo tipo di tecnologia ha ancora davanti troppi ostacoli per poter diventare “di massa”. In parte lo credo ancora. Ma rispetto ad alcune cose che ho scritto in passato mi devo ricredere. E certo non ho difficoltà a farlo: penso che cambiare idea sia legittimo. Succede che da un po’ di giorni ho a disposizione per poterla provare una vettura elettrica. Una Mitsubishi i-Miev (sorella gemella della Peugeot Ion e della Citroen C-Zero). La possibilità di spostarsi in città ovunque (per esempio non si paga per l’ingresso in Area C) è già un grande vantaggio. Tutto il resto sono sensazioni. Bella sensazione ad esempio è guidare senza fare rumore (è un po’ come andare in barca a vela). Bella sensazione è fare “il pieno” ogni due o tre giorni attaccando una spina a una presa e spendendo al massimo due euro e cinquanta centesimi. Bella sensazione è avere tra le mani comunque una vettura veloce e scattante. Bella sensazione è constatare che ogni tanto qualcuno ti ferma e chiede informazioni su quella cosa strana che stai guidando.
E’ vero. I problemi restano e sono enormi. Anche in una grande città come Milano è complicato trovare colonnine per la ricarica. E poi questo tipo di tecnologia è ancora molto costosa: sono city car che costano circa 35 mila euro… Ma la sensazione, contrariamente a quanto ho pensato fino ad oggi, è che la strada sia quella giusta. Lunga, lunghissima, ma giusta. Perlomeno per un uso esclusivamente cittadino di queste vetture che saranno destinate, quando si potranno abbattere di molto i costi, a diventare esclusivamente seconde auto.
Guidare elettrico genera una buona abitudine. Quasi quasi, quando si lascia questo tipo di vettura per salire su un’auto ad alimentazione tradizionale, ci si sente un po’ meno “buoni”. Sembra assurdo (e lo è in effetti) ma la sensazione è proprio questa. E’ pura utopia ma occorrerebbe un cartello internazionale che portasse a sforzi comuni per rendere le auto elettriche davvero di uso comune. E non solo per banali (e purtroppo sempre più banalizzate dai professionisti dell’ecologismo) ragioni ambientali: bisogna mettersi in testa che se tutti viaggiassero a emissioni zero diventerebbero indispensabili le centrali nucleari. Ma anche per motivi economici: diffondere l’auto elettrica con i bassi costi di mantenimento che prevede, equivarrebbe in qualche modo a una ridistribuzione della ricchezza.
da corriere.it
L’auto elettrica che si ricarica via wireless mentre è in strada
Auto elettriche: la ricarica arriva via wireless, direttamente dalla strada
Nel prossimo future non solo avremo sulle strade veicoli elettrici ma le stesse strade potrebbero diventare, grazie alla tecnologia wireless, un sistema di alimentazione “always on” per le green car. Fantascienza? No, anche se al momento la possibilità di ricaricare le vetture elettriche in movimento, mentre viaggiano in autostrada, è ancora qualcosa che funziona solo nelle simulazioni al computer.
Ad aprire nuovi orizzonti sulla questione vitale dell’autonomia e dei sistemi di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica ci hanno pensato i ricercatori dell’Università di Standford, che hanno lavorato sul concetto messo a punto originariamente dal Mit (Massachusetts Institute of Technology) di Boston con WiTricity. Il punto focale dei due progetti è il seguente: ricaricare le batterie dei veicoli elettrici senza bisogno di cavi e di prese di corrente. E di sistemi che permettono di esaudire tali obiettivi già se ne sono visti. A Standford sono però andati oltre, trovando il modo di abilitare la ricarica attraverso speciali bobine in grado di fornire fino a 10 kilowatt di potenza a una distanza massima di 6,5 piedi (circa due metri) e con una dispersione energetica ritenuta essere trascurabile. Ipotizzando l’integrazione di tali bobine nel manto stradale (i componenti sarebbero inclinati con un angolo di 90 gradi e collegati alla rete elettrica) ecco materializzarsi la possibilità di assicurare costante rifornimento ed autonomia teoricamente indeterminata ai veicoli elettrici dotati dello stesso tipo di bobina. Al campo magnetico che si verrebbe a creare con la strada il compito di trasmettere, via wireless, l’energia elettrica all’auto.
I ricercatori hanno inoltre reso noti i primi risultati dei test di laboratorio, giudicati molto promettenti. L’efficienza di trasferimento di potenza è stata misurata infatti nell’ordine del 97% e tale percentuale va raffrontata alle capacità delle stazioni di ricarica wireless, tendenzialmente inferiori del 10% rispetto alle colonnine che distribuiscono energia elettrica via cavo. A Standford sono comunque convinti che di strada da fare per dimostrare la fattibilità del progetto sul campo, senza perdita di qualità, sia ancora molta. Se però lo sviluppo dovesse procedere senza intoppi, sono già al vaglio soluzioni per sfruttare i campi magnetici generati dal sistema delle bobine wireless per controllare lo sterzo dei veicoli e garantire che questi possano rimanere sempre all’interno della corsia di percorrenza.
di Gianni Rusconi da ilsole24ore.com
Nissan e la riconversione delle batterie al Litio da usare in casa
NISSAN Una seconda vita domestica per le batterie della Leaf
Franklin – Dare una seconda vita alle batterie al litio della Nissan Leaf. E’ questo l’obiettivo della partnership siglata da Nissan North America e ABB (gruppo leader a livello mondiale nell’energia e nella tecnologia), insieme a 4R Energy e Sumitomo Corporation of America. L’accordo ha lo scopo di analizzare e testare le possibili applicazioni commerciali e per uso domestico delle batterie agli ioni di litio, utilizzate in precedenza sui veicoli elettrici, in modo da sfruttarle come sistemi di stoccaggio dell’energia. Questi sistemi permettono di immagazzinare energia dalla rete elettrica nei momenti di basso utilizzo, restituendola alla rete nei periodi di picco della domanda, migliorandone così le prestazioni o consentendo di fornire energia in caso d’interruzione della corrente. L’idea è sviluppare un prototipo del sistema, che utilizzi la batteria di Leaf e abbia una capacità di almeno 50 (kWh) – sufficiente a fornire corrente elettrica a 30 abitazioni per un’ora. Le batterie dei veicoli elettrici, come quelle utilizzate su Nissan Leaf, hanno un ciclo di vita più lungo rispetto a quelle utilizzate su pc e cellulari. Dopo 10 anni conservano, infatti, una capacità energetica pari al 70%. Questa longevità consente di riutilizzarle per applicazioni diverse da quelle automotive, anche dopo che hanno esaurito il proprio ciclo di vita sul veicolo: per esempio, per la creazione di “smart grid” nei sistemi di gestione energetica avanzata e/o per immagazzinare e conservare l’energia.
Auto elettriche per i pendolari non si venderanno
Auto, per petrolieri le elettriche al 4-5% mercato nel 2030
Ma un terzo delle auto circolanti dovrebbero essere ibride
ROMA – Il futuro dell’auto non e’ verde, anzi: secondo le previsioni di due delle maggiori multinazionali petrolifere del mondo da qui al 2030 benzina e gasolio continueranno a dominare, lasciando ai veicoli elettrici un misero 4-5% delle vendite totali, nonostante gli obiettivi piu’ ottimistici di molti stati.
I numeri forniti dall’Outlook 2020 della Bp affermano che nel 2030 circoleranno nel mondo 1,6 miliardi di veicoli passeggeri e commerciali, di cui solo il 4% sara’ elettrico: “Ci aspettiamo che l’87% delle auto sara’ diesel o benzina – ha spiegato l’ad Bob Dudley – con la parte restante costituita da biocarburanti, Gpl e metano”. Previsioni simili sono contenute nell’Outlook di Exxon Mobil, che per il 2030 vede in strada solo il 5% di auto elettriche, mentre Ryal Dutch Shell prevede solo tra 30 anni un vero mercato per questi veicoli, che dovrebbero arrivare al 40% ma solo nel 2050.
L’unica buona notizia per l’ambiente dovrebbe arrivare dalla piu’ alta efficienza dei motori, destinata secondo Bp a raddoppiare entro il 2030, data in cui un terzo delle auto in circolazione dovrebbe essere di tipo ibrido, grazie anche ai requisiti sempre piu’ stringenti richiesti dalle legislazioni in Usa e Europa. Le previsioni dei petrolieri sono molto diverse dai piani di molti governi mondiali: in Australia ad esempio un’agenzia governativa ha predetto un mercato per le auto elettriche del 20% nel 2020 e del 45% nel 2030, mentre in Gran Bretagna il Climate Committee ha previsto che il 60% delle auto non andra’ a combustibili fossili gia’ nel 2030. Piu’ realistico l’atteggiamento degli Usa: se il piano di Obama di avere un milione di auto elettriche entro il 2015 andra’ in porto comunque queste rappresenteranno l’1,5% del mercato.
da ansa.it
Sembra assurdo ma le auto elettriche aggraveranno il problema dell’inquinamento
Smog, le auto elettriche potrebbero aggravarlo
Senza deciso aumento offerta energia da fonti rinnovabili
BERLINO – Senza un deciso aumento dell’offerta di energia da fonti rinnovabili, le auto elettriche rallenterebbero la soluzione del problema dell’inquinamento ambientale invece di contribuire a risolverlo. E’ il risultato di uno studio tedesco condotto dall’Istituto per la ricerca ecologica Oeko-Institut e reso noto dal quotidiano Tageszeitung in edicola oggi.
La ricerca, commissionata dal ministero dell’Ambiente di Berlino, rivela che l’immissione sul mercato di un milione di vetture entro il 2022 taglierebbe l’attuale livello di emissioni di CO2 del 6%, mentre con la diffusione di motori a benzina piu’ efficienti la riduzione sarebbe pari al 25%.
A rendere poco ‘verdi’ le auto elettriche sarebbe l’alto consumo di corrente da fonti non rinnovabili. Il risparmio di emissioni per l’ambiente sarebbe effettivo solo se l’aumento nel consumo di energia elettrica fosse coperto da elettricita’ prodotta dalle rinnovabili.
Il problema – da tempo noto secondo il piu’ grande automobil club tedesco, l’Adac – si risolverebbe con una crescita consistente dell’energia ‘pulita’. Per il ministro dell’Ambiente tedesco, Norbert Roettgen, le auto elettriche devono potersi approvvigionare da energia rigenerativa: ”Un semplice spostamento della produzione di CO2 dai tubi di scappamento alle centrali elettriche sarebbe un autoinganno”, ha detto oggi a proposito della polemica.
da ansa.it
