elettrica
Toyota no all’elettrico per ora I clienti non accettano la scarsa autonomia e i tempi di ricarica per ora meglio l’ibrido
La Toyota boccia l’elettrico
«Per ora non conviene, meglio l’ibrido»
Pronta la versione a batterie della iQ ma solo per piccole serie
«I clienti non accettano la scarsa autonomia e i tempi di ricarica»
MILANO- L’elettrico? Per ora non conviene. In Toyota lo dicono apertamente e danno la precedenza all’ibrido. Come dimostra l’ultima concept presentata al Salone di Parigi: una iQ a batterie, che sarà prodotta in piccola serie, come già accade in California all Rav4 EV frutto di una collaborazione con la Tesla. Come dire: la tecnologia c’è, il problema trovare i clienti.
«MEGLIO IL PLUG-IN»-Secondo la casa giapponese la tecnologia elettrica non è ancora matura per un mercato di massa, quella ibrida invece sì. «Molti clienti non sono ancora disposti ad accettare limitazioni relative all’autonomia e al tempo necessario per la ricarica. Inoltre, le infrastrutture per la ricarica non sono ancora diffuse in modo capillare». Se non è una stroncatura, poco ci manca. Per il secondo produttore mondiale è meglio l’ibrido «plug-in», cioè la possibilità di ricaricare la vettura alla corrente per ottenere una maggiore autonomia senza l’intervento del propulsore a benzina. La Toyota Prius Plug-in è l’esempio: assicura 25 km di percorrenza a emissioni zero, «l’ideale per coprire il 70% degli spostamenti in città e non solo». Ciò nonostante la Toyota continua a fare sperimentazione: sulla iQ EV il motore termico è stato sostituito da un modulo da 47 kW alimentato da pile agli ioni di litio alloggiate sotto al pianale per non rubare spazio all’interno della vettura. Da notare che il peso è aumentato soltanto di 125 kg rispetto alla versione a benzina.
Daniele Sparisci da corriere.it
EcoDolomites 2012 in Val Gardena
I motori silenziosi e «puliti» ieri erano in giro per i passi
Viaggio ecologico per l’ennesima edizione di EcoDolomites, la manifestazione a favore della mobilità elettrica. Numerosi mezzi a trazione non a motore, hanno percorso parte della strada per passo Gardena, poi sono saliti sul Sella, hanno affrontato il Pordoi e quindi, attraverso il Campolongo, sono giunti a Corvara. Qui i mezzi sono stati esposti nella piazzetta antistante il Comune per tutto il tempo in cui gli equipaggi hanno pranzato al rifugio Col Alto. Nel primo pomeriggio la partenza alla volta di passo Gardena con arrivo in piazzetta Sant’Antonio a Ortisei, dove la giornata si è conclusa in serata con l’esposizione dei mezzi e la premiazione degli equipaggi che hanno consumato meno energia nel percorso di oltre sessanta chilometri.
Così in concreto sui passi dolomitici sono transitati una trentina di mezzi a trazione elettrica, fra questi una ventina di vetture, due motorini, tre corriere, poi quattro vetture a idrogeno che partecipano all’iniziativa European Hydrogen Road Tour organizzata dalla ditta H2Moves Scandinavia. Questa iniziativa prevede delle tappe in vari Paesi europei, con seminari e presentazioni della mobilità sostenibile, fra le quali anche l’EcoDolomites che è stata organizzata dalla Letsmove di Gargazzone in collaborazione con i Consorzi turistici della Val Gardena e dell’Alta Badia.
La giornata di ieri è stata caratterizzata, all’inizio, dal ritrovo dei mezzi a Selva Gardena dove alle 11 c’è stato il saluto delle autorità, seguito da una relazione dell’esperto di mobilità Gianfranco Pizzuto, della ditta Fisker Italia, che ha parlato sul tema “La passione per il futuro”.
Subito dopo la carovana delle vetture silenziose si è messa in moto per affrontare i passi dolomitici. Un percorso silenzioso che ha creato un certo contrasto con il traffico normale e con il rombo delle (numerose) motociclette in transito. Una dimostrazione concreta, quella fornita dai mezzi a trazione elettrica, di grande rispetto per un ambiente, quello dolomitico, che meriterebbe maggiore protezione con interventi per limitare soprattutto il traffico (si continua a discutere in merito all’applicazione o no del pedaggio o sul divieto di circolazione con veicoli a motore in alcune ore del giorno durante la stagione estiva: ma nessuna decisione è stata ancora presa).
Ieri sera poi, come detto, la premiazione a Ortisei: la Fia (Federazione internazionale dell’automobile) ha misurato quale veicolo ha fatto registrare il minor consumo di energia sull’intero percorso attorno al gruppo del Sella.
Roma lo scandalo delle colonnine elettriche
Disastro colonnine elettriche
La ricarica diventa impossibile
A Roma caos assoluto per l’esperienza dei punti di ricarica. Da Trastevere al quartiere Africano la sosta selvaggia impedisce il rifornimento
IN ARRIVO ce ne sono altre 200 che si aggiungono alle 102 già esistenti. Una rete capillare di stazioni per la ricarica di veicoli elettrici che trasformerebbe Roma nella “città italiana con il maggior numero di colonnine e una tra le prime in Europa”, parola di Alemanno. Con l’accordo firmato ad aprile tra Acea, Enel e Comune, per chi si muove in maniera ecologica c’è in vista un futuro roseo. Ma il presente è nerissimo.
Tra colonnine fuori servizio, postazioni trasformate in parcheggi abusivi e informazioni irreperibili, ricaricare uno scooter o un’auto elettrica diventa un’impresa impossibile. Difficile, prima di tutto, capire come funzionano. Nessuno sa spiegarese sercoli
ve un abbonamento o una tessera, se bisogna registrarsi o si può, semplicemente, parcheggiare e inserire la spina. Ogni numero da chiamare per chiedere informazioni è quello sbagliato. “Non ce ne occupiamo noi”, risponde puntualmente la voce dall’altro capo del telefono.
Non hanno vita facile neanche i pochi fortunati che riescono a scoprire le modalità del servizio. Le stazioni di ricarica sono quasi sempre abbandonate all’incuria. A piazza Mastai, in viale Trastevere, i parcheggi per le colonnine, sporche e piene di scritte, sono occupati quasi quotidianamente da macchine in divieto di sosta. Dal contatore un lungo bastone sorregge il cavo elettrico di una piccola bancarella che vende anguria e macedonia qualche metro più in là. In via dei Prefetti nelle due postazioni, nuovissime, sostano un’auto e uno scooter. Nessuno dei due è in ricarica, né tantomeno elettrico. Sembrano fuori uso, invece, le colonnine vecchie e malandate in via Cola di Rienzo.
Allontanandosi dal centro storico la situazione non migliora. A piazza Istria, nel quartiere Africano, su quattro postazioni ne funzionano solo tre. Ma sono tutte letteralmente circondate da veicoli parcheggiati. Moto e scooter non sostano solo all’interno delle strisce, ma anche sul marciapiede, rendendo impossibile la ricarica a chiunque. Pochi chilometri più in là, a piazza Vescovio, l’unica stazione esistente è guasta e bloccata da macchine parcheggiate in seconda e terza fila. “Sono due anni che sto qui - racconta un commerciante - Non ho mai visto nessuno usarla”. Deserte invece le postazioni a San Giovanni, in via Magna Grecia e quelle su via Appia. “Sono poche e inaffidabili - racconta il titolare di una concessionaria di veicoli elettrici nel quartiere Trieste - Spesso rotte o occupate da auto e motorini. I miei clienti non le usano. Preferiscono ricaricare nel proprio garage”.
di FRANCESCO ROMALDO da repubblica.it
Roma l’odissea per ricaricare l’auto elettrica
Auto elettriche, la ricarica è un’odissea
“Colonnine guaste e inutilizzabili”
Sono 200 quelle in arrivo, oltre alle 102 già esistenti. Ma la maggior parte non funziona. E a Trastevere e piazza Istria le postazioni sono circondate dalla sosta selvaggia
di FRANCESCA ROMALDO
In arrivo ce ne sono altre 200 che si aggiungono alle 102 già esistenti. Una rete capillare di stazioni per la ricarica di veicoli elettrici che trasformerebbe Roma nella “città italiana con il maggior numero di colonnine e una tra le prime in Europa”, parola di Alemanno. Con l’accordo firmato ad aprile tra Acea, Enel e Comune, per chi si muove in maniera ecologica c’è in vista un futuro roseo. Ma il presente è nerissimo.
Tra colonnine fuori servizio, postazioni trasformate in parcheggi abusivi e informazioni irreperibili, ricaricare uno scooter o un’auto elettrica diventa un’impresa impossibile. Difficile, prima di tutto, capire come funzionano. Nessuno sa spiegarese serve un abbonamento o una tessera, se bisogna registrarsi o si può, semplicemente, parcheggiare e inserire la spina. Ogni numero da chiamare per chiedere informazioni è quello sbagliato. “Non ce ne occupiamo noi”, risponde puntualmente la voce dall’altro capo del telefono.
Non hanno vita facile neanche i pochi fortunati che riescono a scoprire le modalità del servizio. Le stazioni di ricarica sono quasi sempre abbandonate all’incuria. A piazza Mastai, in viale Trastevere, i parcheggi per le colonnine, sporche e piene di scritte, sono occupati quasi quotidianamente da macchine in divieto di sosta. Dal contatore un lungo bastone sorregge il cavo elettrico di una piccola bancarella che vende anguria e macedonia qualche metro più in là. In via dei Prefetti nelle due postazioni, nuovissime, sostano un’auto e uno scooter.
Nessuno dei due è in ricarica, né tantomeno elettrico. Sembrano fuori uso, invece, le colonnine vecchie e malandate in via Cola di Rienzo.
Allontanandosi dal centro storico la situazione non migliora. A piazza Istria, nel quartiere Africano, su quattro postazioni ne funzionano solo tre. Ma sono tutte letteralmente circondate da veicoli parcheggiati. Moto e scooter non sostano solo all’interno delle strisce, ma anche sul marciapiede, rendendo impossibile la ricarica a chiunque. Pochi chilometri più in là, a piazza Vescovio, l’unica stazione esistente è guasta e bloccata da macchine parcheggiate in seconda e terza fila.
“Sono due anni che sto qui - racconta un commerciante - Non ho mai visto nessuno usarla”. Deserte invece le postazioni a San Giovanni, in via Magna Grecia e quelle su via Appia. “Sono poche e inaffidabili - racconta il titolare di una concessionaria di veicoli elettrici nel quartiere Trieste - Spesso rotte o occupate da auto e motorini. I miei clienti non le usano. Preferiscono ricaricare nel proprio garage”.
da REPUBBLICA.IT
Riscaldamento infrarossi per Bmw elettriche
Bmw sperimenta riscaldamento a infrarossi per elettriche
La casa avrebbe trovato nuova soluzione per scaldare l’abitacolo
Trovata dalla Bmw la soluzione per mantenere gli occupanti delle auto elettriche al caldo in pieno inverno con i raggi infrarossi. Con l’utilizzo mirato delle radiazioni infrarosse, riferisce Green Car Reports, la Bmw ritiene di poter sviluppare un sistema che diriga il calore direttamente sui passeggeri dei veicoli, senza sprecare energia per scaldare il resto della vettura. Nelle auto a benzina tradizionali, il motore produce molto calore inutilizzato.
Per mantenere la corretta temperatura del motore, il liquido refrigerante e’ fatto circolare nel blocco motore. In inverno, lo stesso liquido refrigerante caldo passa dal motore al radiatore del riscaldamento per mantenere la giusta temperatura dell’abitacolo e per i passeggeri. I motori elettrici, al contrario, sono molto efficienti e producono pochissimo calore in eccesso, e non ne avanza a sufficienza per riscaldare la macchina in inverno. Significa che le case automobilistiche hanno dovuto costruire sistemi di riscaldamento per mantenere la temperatura della cabina e degli occupanti.
Con il sistema di riscaldamento a raggi infrarossi della Bmw e’ invece possibile utilizzare le radiazioni elettromagnetiche.
L’energia termica del riscaldamento a infrarossi si rivela molto piu’ efficiente dei sistemi di riscaldamento conduttivo o convettivo. Inoltre, il sistema puo’ essere utilizzato per riscaldare selettivamente le singole parti di un abitacolo.
Riscalda, cioe’, soltanto la parte della vettura utilizzata dai passeggeri, e non i sedili vuoti. In definitiva, significa meno energia spesa per il riscaldamento della macchina e dei suoi occupanti, quando si viaggia d’inverno. Tuttavia mentre la Bmw studia l’utilizzo di riscaldamento a raggi infrarossi per le future auto elettriche, si ritiene che il passo successivo piu’ probabile sia la pompa di calore che riduce il consumo di energia per il riscaldamento in auto cosi’ tanto da migliorare l’autonomia fino al 30 per cento.
Per ora il sistema a infrarossi e’ ritenuto un sistema di riscaldamento supplementare, offerto come optional, come avviene per i sedili riscaldabili. Per il momento la Bmw non ha in programma di offrire il riscaldamento a raggi infrarossi in una delle sue auto plug-in, ma rivolge i suoi studi a un futuro in cui la diffusione delle auto elettriche indurra’ a non sprecare l’energia della batteria per mantenere caldi i passeggeri negli inverni piu’ freddi.
da ANSA.IT
Mercedes Concept Classe B elettrica
A Parigi Mercedes Concept Classe B elettrica. Lancio in 2014
Si chiamera’ Electric Drive come tutti modelli elettrici futuri
La gamma ‘Electric Drive’ Mercedes-Benz debutta al Salone dell’Automobile di Parigi con la versione elettrica a batteria di Classe B, che sara’ lanciata sul mercato nel 2014. Il Concept Classe-B Electric Drive e’ equipaggiato con un motore elettrico della potenza di 100 kW che, con una vigorosa coppia di 310 Nm, assicura elevata dinamica di marcia e un’autonomia di 200 chilometri. La batteria si ricarica collegandola a una comune presa domestica da 230 Volt o, in alternativa, con la funzione di ricarica rapida che richiede una presa ad alta tensione (400 Volt).
La Concept e’ uno dei primi modelli con il nome ‘Electric Drive’ che caratterizzera’ tutti i futuri modelli elettrici a batteria dei marchi Mercedes-Benz, Mercedes-AMG e Smart. Come tutta la famiglia Classe B, anche la versione Electric Drive a trazione puramente elettrica – precisa una nota della casa – coniuga piacere di guida, comfort e massima funzionalita’. La grandezza e la versatilita’ dell’abitacolo non subiscono variazioni, grazie al cosiddetto Energy Space ricavato nel pianale a monte dell’asse posteriore. E’ qui che trova posto la potente batteria agli ioni di litio, in posizione poco ingombrante, sicura e ottima per mantenere basso il baricentro.
Mercedes-Benz Classe B e’ un’automobile molto versatile, compatibile con i piu’ diversi sistemi di alimentazione: motore a combustione interna, trazione puramente elettrica a batteria o cella a combustibile. L’Energy Space fa della Classe B una ”tuttofare” alla quale Mercedes-Benz affida il compito di aprire la via ai diversi sistemi di propulsione alternativi nel segmento delle compatte Premium. Ideale per la famiglia, Classe-B Electric Drive sara’ lanciata sul mercato nel 2014.
Al Salone di Parigi debutteranno anche le versioni di serie di Mercedes-Benz SLS AMG Coupe’ Electric Drive e di Smart BRABUS electric drive.
da ANSA.IT
