elettrica

Peugeot 508 RXH : ibrida diesel


Peugeot 508 RXH: Due fave ma un solo piccione
É la prima ibrida in cui l’elettrico è abbinato ad un motore Diesel e per di più ha la trazione integrale. Una soluzione geniale e con parecchio futuro, che necessità però di qualche affinamento.

di Benjiamin Albertalli

Succederà anche a voi, anche se non sarà la prima volta che la utilizzate. Da qualche parte inizierà a suonare un avvisatore acustico (ma sarebbe più adeguato definirlo d’allarme) pronto a segnalarvi che accendendola o tentando di partire avete sbagliato qualcosa; o semplicemente che l’avete fatto talmente in fretta che lei non è nemmeno riuscita a realizzarlo.

Occorre pazienza, niente fretta e soprattutto nervi saldi per non odiare tutti quei “bip” che disturberanno l’aria di quiete che si respira seduti sulle pregevoli poltrone della 508. Quiete, si perché una volta in viaggio la sensazione è davvero delle più piacevoli, in autostrada. Talmente silenziosa da farvi pensare di essere sordi, sorvola e archivia buche e giunzioni con una tale souplesse come solo gli assetti francesi e poche altre ammiraglie sanno fare. Ma facciamo un passo indietro, perché questo tipo di mestiere lo sapeva fare anche una normale 508.

Questa invece è una RXH. Bene: cosa significa? In realtà sappiamo solo anche noi che la H sta per ibrido. La X, forse, per trazione integrale. Una ibrida a trazione integrale quindi, con in più la primizia di essere la prima ibrida al mondo che invece di avere un motore a benzina è abbinata ad un Diesel. Tanta tecnologia e tanta inventiva, non c’è che dire… Ma funziona? Ni. Iniziamo con i consumi: in autostrada ad andature umane occorrono mediamente tra i 6 ed i 7 litri ogni 100 km.

Come prevedibile, poiché in questo contesto il beneficio dell’ibrido è praticamente impercettibile. Abbandonata l’autostrada e con la batteria ben carica il motore elettrico da 37 cavalli, che trasmette potenza esclusivamente alle ruote posteriori, ha una forza giusta giusta per spostare i 1’770 chili dell’automobile e si dimostra positivamente longevo. Il problema è che d’estate spegne automaticamente il climatizzatore: quando si superano i trenta gradi in città diventa un vero inferno.

E pensare che un tempo doveva soffrire solo chi voleva apparire… Ma d’altro canto è pur vero che anche oggi le ibride sono fatte più per apparire che per salvare il pianeta. Durante il nostro test sui consumi, in ogni caso, abbiamo constatato che per nell’utilizzo medio richiede poco meno di sei litri ogni 100 chilometri. Un valore sicuramente basso ma non tale da far gridare alla rivoluzione, anche perché raggiunto da concorrenza non ibrida con pari prestazioni.

Oltre all’ibrido c’è però l’altro valore aggiunto: quello della trazione integrale. Come detto il propulsore a gasolio agisce sulle ruote anteriori mentre quello elettrico sulle posteriori. Questo tipo di trazione è inseribile manualmente mediante un selettore ubicato sul tunnel centrale e garantisce la sufficiente motricità in caso di neve ma non grandi uscite in fuoristrada, contrariamente a quanto potrebbe forse suggerire la caratterizzazione estetica. Vantaggio è che durante una guida brillante si esce sempre con sicurezza dalle curve veloci.

In questo contesto si apprezza poi la presenza  del cambio robotizzato con dei rapporti veri e proprio al posto di un classico “variazione continua”, conferendo forse per la prima volta ad un’ibrida la sensazione di star guidando un’automobile e non un elettrodomestico. Il rovescio della medaglia è che la sua lentezza di funzionamento rende poco piacevoli e beccheggianti persino le tranquille riprese autostradali

Bisogna riconoscerlo: la Peugeot è stata molto pionieristica nell’aver portato per prima sul mercato una ibrida finalmente abbinata ad un motore a gasolio. Diciamo finalmente poiché, secondo noi, si tratta di una combinazione azzeccata e con parecchio futuro, ed il fatto di avere la trazione integrale non è che un vantaggio per un mercato come quello elvetico. Purtroppo a volte capita che non tutte le “prime” siano necessariamente anche “buone”, e questo concetto ha ben più di qualche potenziale che però necessita ancora di qualche perfezionamento.

Del resto, anche la Golf e i motori Diesel non sono subito decollati, mentre oggi si trovano sul tetto del mondo. Una seconda generazione di questo concetto è quindi attesa a braccia aperte. Ma con qualche avvisatore acustico in meno, se possibile.

Modello    Peugeot 508
Versione    RXH
Motore    4 cilindri in linea turbodiesel + elettrico sincrono
Cilindrata    1’997 cc
Potenza    200 cv @ 3’850 giri/min.
Coppia    450 Nm @ – giri/min.
Trasmissione    Cambio robotizzato a sei rapporti, trazione anteriore (solo Diesel), posteriore (solo elettrico) o integrale (combinato)
Massa a vuoto    1’770 kg
Accelerazione 0-100 km/h    8,8 secondi (dichiarato)
Velocità massima    213 km/h (dichiarato)
Consumo medio    4,1 L/100 km (dichiarato)

da tio.ch


Car sharing ecocompatibile a Napoli


Napoli: arriva il car sharing ecocompatibile, dal 2013 auto e bici elettriche

“La scelta di puntare sulla mobilita’ elettrica – spiega Siniscalco – consente agli utenti di Bee non solo di essere liberi dall’oppressione della macchina privata, ma anche di contribuire alla salute dell’ambiente. Le auto elettriche sono a emissioni zero, ma soprattutto ogni vettura in sharing soddisfa potenzialmente le necessita’ di circa 100 utenti, il che significa 99 auto in strada in meno per ogni Bee”.

Nhp prevede di estendere il servizio a circa 250 veicoli entro il 2014, “cifra ideale per servire il bacino di utenza di una citta’ come Napoli” e che garantirebbe circa 25mila automobili ‘tradizionali’ in meno nelle strade della citta’. Il progetto ha ricevuto la ‘benedizione’ del Comune di Napoli, rappresentato dall’assessore alla Mobilita’ Anna Donati in occasione della presentazione del progetto al World Urban Forum tenuto negli spazi della Mostra d’Oltremare. Le auto elettriche, cosi’ come previsto dai provvedimenti dell’Amministrazione gia’ adottati, potranno accedere alle zone a traffico limitato e alle corsie preferenziali mentre le bici transiteranno liberamente nelle aree pedonali.

“Gli aspetti interessanti del progetto – spiega Donati all’Adnkronos – sono il car sharing, un sistema che evita l’acquisto dell’auto a favore di un noleggio facile, e il fatto che il veicolo sia completamente elettrico che per noi e’ un valore aggiunto. E’ un progetto che sosteniamo e che vogliamo incoraggiare perche’ e’ un modo per avere meno auto in strada e in sosta, contribuendo cosi’ a decongestionare la citta’”

da adnkronos


La nuova Papamobile elettrica


Vaticano a emissioni zero, ecco la nuova auto del Papa 100% elettrica
Il parco macchine della Santa Sede sempre più ‘verde’, la Renault presenta a Benedetto XVI il modello ecologico (e bianco) creato appositamente per lui

Con la presentazione avvenuta questa mattina di due vetture Renault completamente elettriche messe a disposizione del Papa dalla casa francese, in Vaticano ora c’è un vero e proprio parco di auto elettriche fornito da alcune dei più noti marchi automobilistici del mondo.

Nella sede della Radio Vaticana, il direttore della Sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi insieme a Jacques Bousquet, presidente di Renault Italia e ai rappresentanti di Enel – che ha messo a disposizione le colonnine di ricarica delle auto – hanno illustrato i due modelli unici costruiti appositamente per la Santa Sede, uno per il Papa di colore bianco, l’altro blu a disposizione della Gendarmeria.

In particolare, la macchina papale verrà utilizzata per circolare all’interno del Vaticano e per questo non è dotata di particolari protezioni corazzate, come ha spiegato lo stesso Lombardi. La macchina è al 100% elettrica, ha una velocità massima di 90 km/h, ha zero emissioni inquinanti e zero emissioni acustiche.

Sono invece sei le colonnine di ricarica messe a disposizione dall’Enel, tre in Vaticano e tre a Castel Gandolfo. Le due vetture della Renault si vanno a sommare a diverse altre macchine, una parte elettriche, già a disposizione della Santa Sede. In particolare le papamobile sono costruite dalla Mercedes.

La Renault ha provato a fare uno studio per una papamobile completamente elettrica, ma ci sono problemi di peso e di accelerazione che devono ancora essere risolti. Tra le altre macchine elettriche in Vaticano, 2 smart – ancora Mercedes – sono già in uso da parte della Gendarmeria vaticana, altre due ‘golf car’ della Chrysler sono invece in funzione nei giardini di Castel Gandolfo. Un’altra macchina elettrica è utilizzata dalla Sala stampa vaticana.

Padre Lombardi ha spiegato che l’introduzione di questi veicoli corrisponde al magistero del Papa in favore della tutela dell’ambiente. ”Il Papa – ha detto Lombardi – vede positivamente tutti gli sforzi, anche tecnologici, per difendere l’ambiente”. Lombardi ha ricordato l’impegno del Vaticano in quest’ambito soprattutto in riferimento allo sviluppo di energie rinnovabili per alimentare i diversi servizi della Santa Sede.

da ADNKRONOS


Convegno “Auto elettrica: futuro e soluzioni per la ricarica”


“Auto Elettrica: futuro e soluzioni per la ricarica”, se ne parlerà in un convegno

Il meglio della tecnologia pulita su quattro ruote al convegno di Vega Formazione “Auto elettrica: futuro e soluzioni per la ricarica”. L’appuntamento e’ per giovedì 13 settembre all’Istituto Cardinal Urbani di Zelarino – Venezia. La scenografia del pomeriggio formativo vedra’ l’esposizione delle auto elettriche e delle colonnine dì ricarica più diffuse nel mercato.

Sono le auto elettriche più diffuse al momento. Il meglio della tecnologia pulita su quattro ruote. Ecco perché Vega Formazione in collaborazione con Vega Engineering le porterà in esposizione al Convegno tecnico gratuito dal titolo “Auto Elettrica: futuro e soluzioni per la ricarica” che si svolgerà giovedì 13 settembre – a partire dalle ore 14 – all’Istituto Cardinal Urbani di Zelarino – Venezia .

Si tratta della Citroen C-0, della Renault Twizzy, della Smart elettrica, della Smart bici elettrica, Opel Ampera, Audi Q5 Ibrida e Chevrolet Volt. Questa la scenografia del pomeriggio formativo sulla mobilità sostenibile per parlare concretamente degli spostamenti con i veicoli elettrici che saranno la quotidianità dei prossimi anni.

Ma, per accedere a questa nuova era, occorre essere preparati sia dal punto di vista tecnologico che culturale. Per tale ragione Vega Formazione ha voluto organizzare un simposio formativo dedicato a progettisti e installatori di impianti, energy manager, responsabili di uffici tecnici pubblici e privati e agli addetti interessati al nuovo mercato dell’auto elettrica.

Scopo del convegno è quello di porre l’attenzione sull’importanza di rendere disponibile l’accesso all’energia per ricaricare i veicoli elettrici, ovunque e in qualsiasi momento; e sull’indispensabile ed adeguata predisposizione della rete distributiva; in particolar modo dovranno essere realizzati appositi impianti e stazioni di ricarica.

Così, accanto agli approfondimenti tecnici dei relatori, ci sarà anche la possibilità di toccare con mano il frutto delle nuove tecnologie applicate alla mobilità sostenibile grazie all’esposizione di alcuni tra i modelli più diffusi di auto elettrica e di sistemi di ricarica. L’evento si svolgerà giovedì 13 settembre all’Istituto Cardinal Urbani di Mestre con la partecipazione di due delle voci più autorevoli in tema di mobilità e di ecosostenibilità nel territorio veneziano: interverranno, infatti, Ugo Bergamo e Gianfranco Bettin, rispettivamente Assessore alla Mobilità e ai Trasporti, e Assessore all’Ambiente del Comune di Venezia.

L’evento si svolge con il patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri, dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e del Collegio dei Periti Industriali della Provincia di Venezia.

di Marilisa Romagno

da ALTERNATIVASOSTENIBILE.IT


Nasce la Formula E elettrica corse con macchine elettriche della Fia


Formula E, nasce il campionato delle elettriche
Dalla Fia il via libera: partenza nel 2014 con 10 team, i bolidi a batterie correranno nei centri cittadini

MILANO-Niente rombi, nè fragorose «detonazioni» degli scarichi in frenata, soltanto sibili e fruscii aerodinamici. Si correranno così, in un silenzio quasi irreale, le gare della Formula E, un nuovo campionato riservato esclusivamente ai bolidi elettrici.
SI CORRE NEI CENTRI CITTADINI-Il via libera è arrivato dalla Federazione Internazionale dell’Automobile che conta di partire nel 2014 con un minimo di 10 team e 20 piloti, dopo aver raggiunto con un consorzio di investitori internazionali l’accordo sullo sfruttamento dei diritti commerciali con una holding di Hong Kong. Secondo l’organizzazione presieduta da Jean Todt la «Formula E rappresenta una visione di quel che sarà il futuro dell’industria automobilistica nei prossimi decenni». Dove consumi ed emissioni, probabilmente, prevarranno sulle prestazioni. A tirare le fila del nascente campionato c’è l’imprenditore spagnolo Alejandro Agag, genero dell’ex premier José Maria Aznar, con esperienze nel mondo delle corse GP2 e Gp3. I primi «roadshow» della Formula E inizieranno già l’anno prossimo, nella speranza di attrarre non soltanto i costruttori automobilistici, ma soprattutto multinazionali dell’energia e aziende a basso impatto ambientale. Un circus «verde», insomma che potrebbe trovare spazio nei centri della città più importanti, dove i limiti anti-inquinamento diventano sempre più severi, specie in Europa. «Sono sicuro che queste competizioni avranno un seguito numeroso» assicura Todt «soprattutto fra le generazioni più giovani». Quelli che snobbano i duelli fra Alonso Vettel, preferendo una sgambata in bici. Per i critici, invece, la Formula E è solo un tentativo di rastrellare quattrini facendo leva sull’ecologia.

NIENTE PARAGONI CON LA F1- Impossibile fare dei parallelismi con la massima serie motoristica: se le monoposto di F.1 sfrecciano ben oltre i 320 km/h, quelle della Formula E, invece, si «fermano» fra i 220 e i 250 km/h. Per evitare di scaricare le batterie agli ioni di litio in un lampo. Da 0 a 100 i primi prototipi hanno segnato meno di 3 secondi, e per ora l’autonomia è limitata: 25 minuti circa. Per affrontare gare di un’ora, quindi, serviranno, due monoposto. E tanta concentrazione per abituarsi a quello strano silenzio.

Daniele Sparisci da corriere.it


Week End Eco Dolomites : raduno auto elettriche


Dolomiti: auto elettriche ad alta quota
Il week-end Eco-Dolomites dal 21 al 23 settembre è dedicato alle novità nei motori elettrici e ibridi

Un raduno per le auto elettriche: la sfida è consumare meno. Un incontro automobilistico senza il tradizionale ruggito dei classici motori a scoppio.

Silenziose, le autovetture affronteranno quattro passi montani: Gardena, Campolongo, Pordoi e Sella. Lo sfondo da cartolina è quello delle Dolomiti dichiarate Patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Il week-end Eco-Dolomites dal 21 al 23 settembre consiste in due giorni dedicati alle novità in tema di motori elettrici e ibridi, per valutare il loro comportamento: le strade saranno riservate a veicoli non convenzionali che non nuocciono all’ambiente circostante come bici e auto.  Il percorso è lungo 56 chilometri, con un dislivello di 1.700 metri. Lungo il tragitto sono presenti delle colonnine per la ricarica elettrica.

Per quanto riguarda le due ruote, durante l’evento Eco-Sellaronda Bike Day del 23 settembre non solo saranno chiusi i passi intorno al Sella ai mezzi a motore, garantendo la viabilità solo a quelli non inquinanti ma saranno proposte diverse e valide alternative ecologiche. Sarà una giornata dedicata a tutti gli appassionati della bici che potranno liberamente circolare sui più bei passi dolomitici, liberi dal traffico motorizzato per sei ore a partire dalle ore 8 e 30. La partecipazione sarà gratuita.

Ci sarà un convegno sulla mobilità sostenibile patrocinato dalla Fondazione Dolomiti Unesco. Dopo partiranno i veicoli, gli organizzatori si aspettano la partecipazione di almeno 50 auto elettriche.

Il percorso si snoderà in senso antiorario: si partirà dalla Val Gardena per giungere in Alta Badia, dove ci si fermerà per il pranzo. Una volta tornati in Val Gardena si procederà con la misurazione del consumo energetico e verrà premiata l’auto che avrà consumato meno. TgCom24 ha parlato dell’evento con Guenther Pitscheider, direttore del Consorzio turistico Val Gardena.

La montagna nei mesi caldi è una scelta controcorrente?
“Sì e no. C’è chi ama rifugiarsi nella freschezza dell’aria dolomitica per sfuggire all’afa. Inoltre, la montagna dà l’occasione di fare sport all’aria aperta come la camminata e la mountain bike in un contesto ambientale incontaminato”.

Com’è nata l’iniziativa?
“Dalla collaborazione di due consorzi turistici: Val Gardena marketing e il Consorzio turistico Alta badia con una ditta di Bolzano – la Let’s move – che vende auto e bici elettriche.

Qual è l’obiettivo futuro?
“Forse siamo megalomani ma vorremmo che la nostra manifestazione diventasse il ritrovo numero uno per le macchine elettriche”.

Che piatti consiglia a chi visita le Dolomiti?
“Una preparazione tipica della tradizione ladina, i crafuncins, ravioli a mezzaluna ripieni di spinaci conditi con formaggio stagionato e burro fuso”.

Ma lei l’auto elettrica ce l’ha?
“Non ancora ma vado in bicicletta e noleggio bici elettriche”.

Maria Rosa Pavia


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