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Dino Zoff il sorpasso di Alonso diamo merito alla Ferrari che è un missile


dino zoffL’uscita di Zoff  Il sorpasso sopravvalutato di Alonso e la Ferrari che ha rubato le ali alla Red Bull

Cominciamo dai giornali di lunedì. Dappertutto ho letto complimenti incredibili a Fernando Alonso. Diciamo subito che penso che sia un grande, grandissimo pilota, così almeno ci mettiamo al riparo dalle  critiche degli alonsisti più estremi. Poi però diciamo la verità: quel sorpasso “magico” su Hamilton e Rosberg è stato possibile solamente grazie a una macchina che andava come un siluro.

Non dico che li passavo pure io, ma quasi. La verità è che con quella macchina lì, in questo momento, la Ferrari, in gara non ha rivali. Guardate i distacchi. Guardate che fatica enorme che hanno fatto gli altri. Prendete Raikkonen, è arrivato secondo ma, di fatto, ha partecipato ad un’altra gara. Se dovesse competere con una strategia simile a quella di Alonso, in questo momento arriverebbe staccato anche lui di un minuto.

Io sono mesi che lo ripeto, questa Ferrari ha qualcosa in più, persino della Red Bull. Occorre dirlo chiaramente per restituire un po’ di merito agli ingegneri, gli stessi che erano stati massacrati quando le cose – e non parlo di tanto tempo  fa – non andavano al meglio.

Detto questo, non si può non commentare la vicenda delle gomme Pirelli. Mi chiedo: in molti pensano che adesso, cambiando il tipo di coperture, la dimensione agonistica della F1 venga in qualche modo sbilanciata. Io non credo, io penso che i valori rimarranno più o meno quelli che abbiamo visto fino a qui, ma mi chiedo:  occorreva davvero arrivare fino a questo punto? Ce ne eravamo accorti noi da casa che le cose non andavano come dovevano, non si poteva intervenire per tempo? e meglio?

Come è possibile sentire che dai box è tutto un richiamare i piloti, un incitarli ad andare piano, a proteggere le gomme e non capire che no va bene? Io sono vecchio e mi ricordo di quando il campionato costruttori nemmeno esisteva. A fatica ho sopportato l’introduzione della classifica delle squadre. Ma perché impormi anche il campionato del mondo di strategie? Che senso ha? Non vi bastava il Drs e il Kers? Ma dico, c’era proprio bisogno di vedere una Mercedes con a bordo Hamilton agonizzare dietro alla Marussia di Chilton per rendersi conto che le cose stavano andando in una direzione sbagliata? Insomma, questa non era più la mia Formula 1, non voglio parlare dell’aspetto spettacolare, per carità, però dal punto di vista sportivo e agonistico era diventato qualcosa di diverso.

Adesso, ci assicurano dalla Pirelli, si tornerà ad una condizione più sensata, più o meno quella del 2012. Penso che la Ferrari rimarrà la macchina da battere ma almeno avremo gare più sensate e sportivamente comprensibili. Dal Canada, però. Rimane l’incognita di Monaco dove, in quei budelli, non avere più le gomme dopo cinque o sei giri rende tutto molto imprevedibile e a mio avviso anche un po’ pericoloso.

Dino Zoff da repubblica.it


Alonso il matador della Red Bull a Barcellona


marco-mensuratiAlonso, il matador nell’arena di Barcellona

Spunta il sole, le Mercedes si sciolgono, e  in pista, splendente nella sua monoposto rosso incendio, resta solo lui, Fernando Alonso, il padrone di casa, il matador, come lo chiamano oggi, qui a Barcellona, facendo riferimento al simbolo (e al nome) della squadra avversaria, la Red Bull, il toro rosso matada in apparente scioltezza.

La stoccata rossa, in effetti, è di quelle da applausi. Sessantasei giri perfetti, dalla partenza al traguardo, con i quali il campione spagnolo ha lanciato forte e chiaro il suo messaggio, “per il mondiale ci sono, non fatevi illusioni”. Un campionario di pezzi di bravura, lo scatto iniziale, il pit stop rapidissimo, i sorpassi, le sportellate, la grinta, la precisione e la tenuta psicologica. Alla fine, alla concorrenza restano solo le briciole.

L’unico che è riuscito a trovare qualche cosa dire – in questa domenica di gloria ferrarista – è stato il solito Kimi Raikkonen in grado, solo grazie ad una strategia di gara “originale” (tre soste invece di quattro), di tenere il muretto di Maranello con il fiato sospeso fino a una ventina di giri dalla fine quando si è capito che ci voleva molto di più di una buona idea da volpi della F1, oggi, per tenere Fernando lontano dal gradino più alto del podio.

La cosa buffa è che questo Gran Premio di Spagna era nato non sotto la migliore stella. I pezzi che da Maranello avevano preparato per far fare il definitivo salto di qualità alla F138 (vale a dire migliorare anche in qualifica ed essere, dunque, finalmente all’altezza della concorrenza anche al sabato) non avevano funzionato, e questo aveva gettato sia i piloti sia il muretto nello sconforto e nel nervosismo. Una reazione che agli stessi giornalisti era parsa eccessiva proprio perché, indipendentemente dalla riuscita degli aggiornamenti, la macchina era comunque sembrata all’altezza della concorrenza, se non meglio. La controprova è arrivata puntuale: non tanto da Alonso (il cui talento ha portato spesso risultati eclatanti indipentemente dalla macchina) quanto da Massa che, facendo bene una sorta di compitino, si è portato a casa un terzo posto che fa tanto tanto bene a tutti.

La vittoria – strameritata –  di oggi arriva dunque come una manna dal cielo e riporta serenità (oltre che parecchi punti) in un ambiente che stava diventando un po’ troppo elettrico. Nelle prossime settimane Nick Tombazis e i suoi uomini cercheranno di far funzionare quello che qui non ha funzionato e, c’è da scommetterci, la Ferrari se la giocherà fino all’ultima curva.

Marco Mensurati da repubblica.it


Alonso vince il Gp di Barcellona davanti a Raikkonen Massa e Vettel classifiche


Alonso barcellona 2013F1, ALONSO VINCE DA DOMINATORE A BARCELLONA
Il ferrarista precede Raikkonen e Massa, Vettel 4° e sempre leader

Fernando Alonso sbanca Barcellona, quinta tappa del Mondiale 2013 di Formula 1. Il pilota della Ferrari vince da dominatore il GP di Spagna nonostante una leggera foratura nel finale e sale al terzo posto in classifica. Sul podio l’asturiano precede Kimi Raikkonen (Lotus) e il compagno di squadra Felipe Massa, a lungo in lotta per la piazza d’onore. Red Bull quarta e quinta con Sebastian Vettel, che resta leader del campionato, e Mark Webber.

Davanti a 95mila spettatori impazziti di gioia e carichi di aspettative, Alonso ha spazzato via i timori della vigilia e un sabato sotto le attese con una partenza delle sue. Gli è bastato uscire indenne dalla prima variante e poi attaccare con uno spettacolare sorpasso all’esterno Raikkonen e Hamilton, per far capire quali erano le sue intenzioni. Al primo stop si è messo davanti a Vettel e sbarazzarsi di Rosberg è stato un gioco da ragazzi. Da lì in avanti non c’è più stata storia e l’ex campione del mondo è andato a conquistare il suo secondo successo stagionale, il primo con la Ferrari al Montmelò dopo quello con la Renault nel 2006. Nemmeno una leggera foratura che lo ha obbligato alla quarta fermata con due giri di anticipo, ha rovinato i piani del Cavallino. Tutto fin troppo facile, insomma, per lo spagnolo, che torna prepotentemente in gioco per il titolo, recuperando punti preziosi a Vettel e Raikkonen.

“Iceman” ha fatto appieno il suo dovere e, anche grazie a una strategia che gli ha permesso di limitarsi a tre soste, ha fatto un passo avanti verso il primo posto occupato dal tedesco della Red Bull. Nel finale ha risposto agli attacchi di Massa, costringendo il brasiliano a mollare una volta capito che non c’era possibilità di completare la doppietta di Maranello. Per Felipe si tratta del primo podio stagionale, arrivato al termine di una gara che lo ha visto a lungo al secondo posto, prima di cedere al finlandese della Lotus. Così, Mercedes a parte, il vero sconfitto di Barcellona è proprio Vettel, spinto giù dal podio dopo e in evidente crisi con le gomme rispetto agli avversari. Il fatto che Webber non gli sia arrivato troppo lontano dopo la solita partenza al rallentatore, conferma però che in Spagna il numero uno ha corso più in difesa che all’attacco.

Decisamente peggio è andata a Nico Rosberg e Lewis Hamilton. Partiti dalla prima fila, i due delle Frecce d’Argento hanno pagato come previsto l’esagerata usura degli pneumatici, ma è difficile spiegare come il tedesco sia riuscito a chiudere con un dignitoso sesto posto, mentre l’inglese sia finito 12° a un giro di ritardo da Alonso. In leggera risalita le McLaren, con Jenson Button e Sergio Perez ottavo e nono alle spalle dell’ottimo Paul Di Resta (Force India) pur con due strategie diverse. Ancora un punticino per Daniel Ricciardo (Toro Rosso), decimo.

ALBERTO GASPARRI da sportmediaset.com

1    ALONSO F.        Ferrari    1h39’16”596        5
2    RAIKKONEN K.        Lotus Renault    +9”338        4
3    MASSA F.        Ferrari    +26”049        9
4    VETTEL S.        Red Bull    +38”273        3
5    WEBBER M.        Red Bull    +47”963        7
6    ROSBERG N.        Mercedes GP    +1’08”020        1
7    DI RESTA P.        Force India    +1’08”988        10
8    BUTTON J.        McLaren    +1’19”506        14
9    PEREZ S.        McLaren    +1’21”738        8
10    RICCIARDO D.        Toro Rosso    +1 giro        11
11    GUTIERREZ E.        Sauber    +1 giro        19
12    HAMILTON L.        Mercedes GP    +1 giro        2
13    SUTIL A.        Force India    +1 giro        13
14    MALDONADO P.        Williams    +1 giro        17
15    HULKENBERG N.        Sauber    +1 giro        15
16    BOTTAS V.        Williams    +1 giro        16
17    PIC C.        Caterham    +1 giro        22
18    BIANCHI J.        Marussia    +2 giri        20
19    CHILTON M.        Marussia    +2 giri        21
GROSJEAN R.        Lotus Renault    +ritir        6
VAN DER GARDE G.        Caterham    +ritir        18
VERGNE J.        Toro Rosso    +ritir        12

1        VETTEL S.    89               15     25     12     25     12     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
2        RAIKKONEN K.    85     25     6     18     18     18     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
3        ALONSO F.    72              18         25     4     25     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
4        HAMILTON L.    50        10     15     15     10         -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
5        MASSA F.    45                  12        10     8         15     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
6        WEBBER M.    42            8     18         6     10     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
7        GROSJEAN R.    26         1     8     2     15         -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
8        DI RESTA P.    26            4         4     12     6     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
9        ROSBERG N.    22          12         2     8     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
10        BUTTON J.    17             2         10     1     4     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
11        PEREZ S.    12                          2         8     2     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
12        RICCIARDO D.       7        6         1     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
13        SUTIL A.    6                   6                     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
14        HULKENBERG N.    5  4     1             -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
15        VERGNE J.    1                1                 -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
16        BOTTAS V.    0                         -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
17        MALDONADO P.    0                         -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
18        GUTIERREZ E.    0                         -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
19        BIANCHI J.    0                         -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
20        PIC C.    0                         -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
21        VAN DER GARDE G.    0                         -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -     -
22        CHILTON M.    0


Alonso aggredisce Yordi Martin un fotografo paperazzo che lo voleva riprendere con la fidanzata Dasha Kaputsina


Yordi Martin e AlonsoFormula uno, nervi tesi per Alonso: un fotografo lo denuncia per aggressione
La foto che ritrae Alonso alle prese con il fotografo
Secondo quanto riporta Yordi Martin su Twitter, il ferrarista non avrebbe gradito l’appostamento per ritrarlo insieme con la sua fidanzata, Dasha Kaputsina. “Mi ha rotto una telecamera da 6000 euro”

BARCELLONA – Grossi guai – e tanto nervosismo – per Fernando Alonso alla vigilia del Gp di Barcellona: il pilota è stato denunciato da un fotografo per aggressione  personale. Il fatto, stando a quanto racconta Yordi Martin, questo il nome del fotografo, è avvenuto nel pomeriggio di oggi all’uscita dell’hotel dove alloggia Alonso. Martin si era appostato per ritrarre il campione – eroe di casa, qui a Barcellona – mentre usciva con la sua nuova fidanzata Dasha Kaputsina.

In quel momento, e in presenza di alcuni testimoni, Alonso ha aggredito il fotografo, spintonandolo: “Mi ha rotto una telecamera da 6000 euro”. Subito dopo i fatti Martin si è rivolto alle forze dell’ordine per fare formale denuncia. E sobito dopo ha “raccontato” tutto su twitter.

Non è la prima volta che Fernando Alonso ha reazioni impulsive nei confronti dei media – soprattutto spagnoli – a suo avviso troppo interessati a conoscere la parte privata della sua vita. Nel 2012 praticamente boicottò un’iniziativa promozionale della Marlboro rifiutandosi di rispondere ai giornalisti colpevoli di aver ecceduto nel gossip. E nei mesi successivi si scontrò anche personalmente con alcuni inviati della stampa iberica.
Mai però si era arrivati alle “vie di fatto”, né tantomeno alle denunce.

“Che si sappia chi è Fernand Alonso: la scorsa estate cercò di investire con la macchina un mio collega, e oggi mi ha aggredito all’uscita dell’hotel”, dice uno dei twit con i quali il fotografo ha raccontato la sua avventura. “Per domani – dice in un altro, rivolgendosi direttamente al campione – prepara una scusa quando ti chiameranno i poliziotti”. “Così – conclude – vediamo se con questa denuncia la prossima volta impara a rispettare di più la stampa. Lui sa perfettamente che non ha ricevuto alcuna provocazione”.

MARCO MENSURATI da repubblica.it


Montezemolo produrremo meno Ferrari e le venderemo più care


montezemolo a ValenciaMontezemolo : «Produrremo meno Ferrari »
«Così aumenta l’esclusività e restano alti i prezzi dell’usato»

MARANELLO – Il presidente Luca Cordero di Montezemolo parlerebbe per ore della Ferrari. Ovvero di quella che per sua stessa ammissione «è la cosa più importante della mia vita dopo la famiglia naturalmente». L’occasione è di quelle solenni. In platea ci sono giornalisti da tutto il mondo. Venuti a visitare l’azienda. A scoprire in che cosa si è trasformata l’intuizione che Montezemolo ebbe dieci anni fa e che chiamò Formula Uomo. Ovvero un’azienda che rappresenta un tutt’uno con chi vi lavora. Tremila dipendenti incentivati quotidianamente a dare il massimo in un ambiente costruito su misura per loro e per le loro famiglie. «Ogni giorno che entro qui, dopo 22 anni, mi vengono in mente idee nuove. Qui abbiamo donne e uomini straordinari che sono il primo patrimonio di qualsiasi imprenditore» ha detto Montezemolo.

Una prova di stile de«LaFerrari
LA FABBRICA DEI SOGNI La visita alla fabbrica dei sogni lascia a bocca aperta, ma l’attesa è per l’annunciata conferenza stampa del numero uno del Cavallino che, stimolato, affronta molti argomenti e regala una notizia: «Per mantenere al massimo il livello di esclusività e favorire un mantenimento alto dei prezzi dell’usato, quest’anno produrremo meno di settemila auto. È una cosa che ho imparato da Enzo Ferrari. Meno ne produciamo, più vengono desiderate. Le Ferrari sono come le belle donne». Ma come sta andando il mercato? Montezemolo è soddisfatto: «Nei primi quattro mesi dell’anno la Ferrari ha venduto 1.800 macchine, il 4% in più rispetto al 2012. I ricavi, ha aggiunto, sono saliti dell’8%, il trading profit del 42% e il net profit di oltre il 36%». Purtroppo: «L’Italia rappresenta meno del 5% delle nostre vendite anche in funzione di dissennate scelte governative fiscali. Dico dissennate per essere educato, perchè in realtà sono anche masochistiche».

LA MARANELLO DEL FUTURO «Prevediamo un investimento di oltre 100 milioni di euro solo per ulteriori miglioramenti di una fabbrica che in termini di qualità della vita dei propri dipendenti è al massimo. Continuiamo a investire in tecnologia e in nuovi prodotti quasi il 20% del fatturato» ha detto Montezemolo. «Così come continuiamo a investire nella sostenibilità che resta il nostro fiore all’occhiello. E dirò di più: quest’anno assumeremo 250 nuovi dipendenti. Di questi tempi non è poca cosa».

LA FORMULA 1 «In questo inizio stagione di Formula 1 abbiamo raccolto meno di quanto potevamo raccogliere – ha detto Montezemolo passando alla Formula 1 – adesso bisogna vincere. Abbiamo una vettura competitiva e due piloti molto forti, non voglio dire altro ma ho molta fiducia per il resto del campionato. Nelle prime quattro gare abbiamo perso delle opportunità, alcune incredibili perchè forare due gomme nella stessa gara è un record storico, ma sappiamo di avere una macchina competitiva. Siamo contenti di Massa, che è tornato in grande forma, e di Alonso, che considero essere soprattutto in gara il miglior pilota del mondo. Adesso bisogna vincere». Montezemolo ha poi detto di aver parlato recentemente con Fernando Alonso, in vista del gran premio di Barcellona di domenica prossima: «Gli ho detto di non emozionarsi troppo perchè in Spagna per lui c’è sempre una grande pressione».

Maurizio Donelli da corriere.it


Mario Balotelli in Ferrari nella pista di Kart


Balotelli ferrari pista kart 01Balotelli, a Cinisello l’ultimo show:
il giro in Ferrari nella pista dei kart

L’ultima ‘balotellata’ è andata in scena al Pala K, il kartodromo di Cinisello Balsamo, alle porte di Milano. L’attaccente del Milan e della Nazionale è arrivato in compagnia di alcuni amici e ha percorso i 600 metri del tracciato, tra curve e chicane, a bordo della sua nuova Ferrari bianca. Un trattamento speciale che gli è stato riservato perché a Mario Balotelli, socio della struttura cinisellese, è vietato correre sui kart da una clausola del contratto firmato con la società rossonera. La sua performance non è passata inosservata, ovviamente, attirando l’attenzione di tutti i frequentatori della pista. “Ci ha colti di sorpresa, abbiamo saputo solo all’ultimo momento della sua visita”, spiegano dal Pala K. Supermario non ha mai nascosto la sua passione per i kart, d’altronde

Lucia Landoni da kataweb.it


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