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Fiat 500 X


fiat 500 xFiat, debutta la “X”: la 500 con la tuta

Carrozzeria modaiola di 4,25 metri, per esser una compatta e maneggevole “urban crossover” nelle varianti a sola trazione anteriore o un vero fuoristrada 4×4 adatta anche a terreni un po’ più impegnativi regolando il differenziale e altri parametri di comportamento. Prezzi da 17.200 euro in
Essere presenti, e in forze, nel settore di SUV e crossover è oggi un imperativo categorico per tutti i costruttori, perfino per quelli dal blasone più sportivo ed elitario (20% delle vendite in Europa). E Fiat, marchio della neonata FCA dalle grandi ambizioni globali, non poteva non essere della partita con armi adeguate, tanto più ora che punta di diamante del gruppo è Jeep, con quanto ne consegue per occupare un posto privilegiato in una categoria che anche in Italia vola alto nonostante la crisi. Categoria che, d’altra parte, si sta estendendo trasversalmente in ogni fascia del mercato, compresa la medio-inferiore, dove vetture dalle dimensioni compatte, ma estremamente versatili, non disdegnano neppure prerogative premium.

Ecco allora, per FCA, scendere in campo due modelli, imparentati tecnicamente e al tempo stesso differenti per immagine e vocazione, una scelta di marketing che la dice lunga sull’importanza strategica dell’operazione, e che prende le mosse dallo stabilimento di Melfi in Basilicata con ritmi produttivi, previsti a regime, di 1.200 unità giornaliere per circa 300.000 all’anno.

A stretto giro, dopo il lancio della Jeep Renegade, la “rinnegata” prima del marchio yankee a non essere “born in USA”, è dunque la volta della Fiat 500X, ulteriore interpretazione, a fianco di berlinette e monovolume, di un’auto dalle ascendenze mitiche come, del resto, la gemella diversa statunitense.

Presentata al recente Salone di Parigi, la nuova arrivata vuole conquistare una clientela meno attratta dagli accenti fuoristradistici, dai quali l’americana non può prescindere, per mettere invece in risalto la continuità stilistica con il resto della gamma (design dell’equipe di Roberto Giolito) e guardare a rivali dai toni più “borghesi”, dalla Opel Mokka alla Mini Countryman.

Al pari, e forse addirittura più della Renegade, però, la 500X  può assumere personalità diverse, secondo le versioni, e anzi questa è una delle caratteristiche peculiari che la pongono in evidenza fra le concorrenti. Partendo dalla stessa piattaforma della Jeep, infatti, e con una lunghezza del corpo vettura di 4,25 metri, la Fiat può essere una compatta e maneggevole “urban crossover” nelle varianti a sola trazione anteriore, adatta anche a terreni un po’ più impegnativi regolando il differenziale e altri parametri di comportamento, o un vero e proprio SUV, con buona efficienza nell’off-road non estremo, quando invece è presente il sistema di trazione integrale. Utile la disconnessione dell’assale posteriore per contenere i consumi se non servono le quattro ruote in presa.
Ampia scelta anche in fatto di motori; a partire dal 1.400 MultiAir turbo a benzina di seconda generazione da 140 Cv, per passare ai diesel MultiJet 1.600 e 2.000 da 120 e 140 Cv, quest’ultimo con il sofisticato cambio automatico a nove rapporti, già sulla Renegade e autentica “chicca” tecnologica finora appannaggio di vetture ben più costose ed esclusive. E i due quattro cilindri a gasolio, sposati rispettivamente alla trazione 4×2 e 4×4, rappresentano, all’atto pratico, i migliori punti di equilibrio per i due caratteri che la 500X è in grado di esprimere: quello più cittadino e turistico, e quello un po’ più avventuroso (senza esagerare). Della scuderia fanno poi parte altre unità più “risparmiose” (1.300 a gasolio da 95 Cv) o più sportive (turbo 1.400 a benzina da 170 Cv).

Dotato, per la classe di appartenenza, anche il bagaglio dei sistemi elettronici, di serie o a richiesta, che fanno parte del carnet di sicurezza della debuttante Fiat: oltre al controllo della stabilità, l’avviso di attraversamento corsia, il “blind assist”, i fendinebbia con funzione di svolta, la retrocamera per il parcheggio e l’assistenza alla frenata d’emergenza. Si aggiungono, naturalmente, i vari sistemi di connessione e interattività, con schermi touch da 5 o 6,5 pollici.
Un complesso tecnico assai articolato che, abbinandosi alle tante combinazioni di allestimento disponibili (con materiali e finiture di buona qualità), onora uno degli elementi determinanti la filosofia dell’intera famiglia 500: la possibilità di avere un’auto “su misura”, fortemente personalizzata e, qui, con il plus delle variabili di trazione. Quattro posti comodi e un vano di carico da 350 litri nella configurazione normale (molti anche i ripostigli), completano il quadro di una vettura che non delude neppure sul piano del comfort e della funzionalità.
I prezzi partono da 17.500 euro; 21.900 euro per la speciale e abbondantemente equipaggiata “opening edition” e 17.250 per una “web edition” destinata ai giovani.

Massimo Tiberi da repubblica.it


Ferrari lafine dell’era Montezemolo : Marchionne si prende la presidenza


marchionne-montezemoloFerrari, via Montezemolo: «Fine
di un’epoca». Marchionne presidente
L’ad di Fiat: «Ferrari resta italiana». John Elkann: «A lui i miei auguri per il suo futuro». Il successore: «Con Luca incomprensioni ma lo ringrazio». Fiat corre in Borsa

«Si chiude un’epoca». Ma la Ferrari non si ferma, «ci sono le premesse per una ulteriore crescita». Durante una conferenza stampa congiunta, mercoledì a Maranello, con a fianco Sergio Marchionne, Luca Cordero di Montezemolo ha annunciato le sue dimissioni dalla presidenza della Ferrari. Montezemolo lascerà su sua richiesta, il 13 ottobre, a conclusione del festeggiamenti per i 60 anni della Ferrari in America. La presidenza sarà assunta dall’ad della Fiat, Sergio Marchionne. La decisione è arrivata dopo un lungo vertice a Maranello. «É un giorno importante – ha detto Montezemolo – perché dopo 23 anni, passati molto in fretta, oggi rassegno le dimissioni dalla Ferrari. Obiettivamente credo che sia finita un’epoca e un ciclo dell’azienda. Grazie ai risultati e alla forza della Ferrari, se ne apre un’altra che spero, penso e auguro possa essere una cosa nuova e più importante». Nel «programma professionale e familiare», ha aggiunto Montezemolo, «pensavo di andare via alla fine dell’anno prossimo, ma l’inizio di una fase nuova mi ha convinto a presentare le dimissioni». E il riferimento è allo sbarco di Fiat Chrysler (Fca) sulla Borsa americana previsto proprio per il 13 ottobre. Ora, ha rilanciato Montezemolo, «bisogna guardare avanti».

«Ferrari avrà ancora più forza»
Resta da «fare, tanto – ha proseguito Montezemolo – La Ferrari avrà ancora più forza, si tratta di lavorare sodo ancora da parte mia fino al 13 ottobre». Il presidente uscente della Ferrari si è detto «contento di aver fatto il mio dovere fino in fondo e sono contento di aver gestito questa azienda straordinaria e penso di uscire nel momento giusto. Quando divenni presidente di Fiat, solo io e Sergio sappiamo quanto la Fiat aveva le gambe nel baratro». Il titolo Fiat ha accelerato in Borsa sulle novità in Ferrari guadagnando il 2,14% a 7,86 (alle 10,50) euro. E intanto Federico Ghizzoni, ad di Unicredit dice che Montezemolo sarebbe un «buon nome» per la presidenza di Alitalia. «É una possibilità – ha detto Montezemolo – ma fino al 13 ottobre sono concentratissimo sulla Ferrari e voglio occuparmi anche un po’ della scuola di mio figlio».

Marchionne: «Un Suv con il Cavallino non lo vedo»
Tra sorrisi, qualche battuta e tanti ricordi, Montezemolo ha chiuso il suo intervento passando la parola all’ad di Fiat Marchionne: «Sergio ha cominciato a polemizzare con me dal 2002, quando ascoltavo con un po’ di irritazione le lezioni in cda che faceva Morchio e ho visto arrivare questo signore». Sergio Marchionne ha tenuto a sottolineare che «la mia amicizia con Luca continua, non è stata intaccata dalle polemiche di questi giorni» («Marchionne a Montezemolo: “Nessuno è indispensabile”»). Per l’ad del gruppo Fiat, «è importante proteggere quanto è stato creato qui. Luca ha fatto un grande lavoro». L’impegno in Ferrari, ha continuato Marchionne, «è duraturo»: «Ferrari è di un’importanza da non sottovalutare e il fatto che sia io presidente significa molto». L’ad di Fiat, poi, va dritto al punto: «Non c’è nessuna intenzione di integrare la Ferrari nel sistema Fiat-Chrysler. L’indipendenza operativa e strategica della Ferrari non sarà mai messa in discussione». In sintesi: «Un Suv con il Cavallino – ha commentato Marchionne – non lo vedo». A domanda diretta, risposta diretta: la Ferrari Americana? «Inconcepibile – ha rilanciato il prossimo presidente Ferrari – Luca non ha mai detto che l’azienda sarebbe diventata americana. Il concetto della società americana lo trovo strano. L’azienda non ha niente a che fare con l’America, avrà accesso ai mercati americani. L’idea che la Ferrari potrà essere prodotta fuori da questo posto è oscena».

«Buonuscita? Fiat sappia che è sempre troppo poco»
Bisognerà attendere ancora un po’ per conoscere l’entità della buonuscita di Montezemolo: «Lo dirà Fiat, al momento giusto», ha risposto Marchionne. Probabile che il Lingotto comunicherà qualcosa «già oggi». E Montezemolo ci scherza su: «Fiat sappia che è sempre troppo poco». Sergio Marchionne, dal canto suo, ha spiegato che Ferrari non è una società quotata e dunque non è tenuta a rendere note questo tipo di informazioni.

«In Formula 1 non sarà una grande stagione»
Non è mancato un punto sulla Formula 1: «Per il 2014 mettiamoci l’anima in pace, non sarà una grande stagione ma un anno difficile perché avremo problema a digerire il non vincere», è il secco commento di Marchionne. Bisogna «dare credibilità alla Ferrari in pista, sono fissato. Bisogna tornare lì – conclude l’ad del gruppo Fiat – Questo darebbe un sostegno al resto della Ferrari, e va oltre ad ogni altro tipo di vettura che possiamo fare. Vincere in pista non è negoziabile. Bisogna ritornarci». Anche per Montezemolo «esistono tutte le premesse per un rilancio di Ferrari in Formula Uno». Il tema vero, ha aggiunto, «è avere una macchina competitiva»: «Da Kimi Raikkonen ci aspettiamo un finale di stagione forte. Alonso è il pilota più forte in gara. Bisogna sfruttare le opportunità che si pongono nei Gran Premi. Il resto sono solo parole».

«Finisce un’epoca, 23 anni meravigliosi»
Luca Cordero di Montezemolo, in un comunicato, aveva già annunciato: «La Ferrari avrà un ruolo importante all’interno del gruppo FCA nella prossima quotazione a Wall Street e si aprirà quindi una fase nuova e diversa che credo giusto debba essere guidata dall’amministratore delegato del Gruppo». «Il mio ringraziamento va innanzitutto a donne e uomini eccezionali in fabbrica, negli uffici, nei campi di gara, sui mercati di tutto il mondo che sono stati i veri artefici in questi anni della grande crescita dell’azienda, delle tante memorabili vittorie e del successo del marchio diventato grazie a loro uno dei più forti al mondo», aggiunge Montezemolo. Che poi conclude: «La Ferrari è la più bella azienda del mondo e per me è stato un grande privilegio e onore esserne stato il leader. Le ho dedicato tutto il mio impegno ed entusiasmo e insieme alla mia famiglia ha rappresentato e rappresenta la cosa più importante della mia vita».

I ringraziamenti di Elkann
Il presidente della Fiat John Elkann ha ringraziato Montezemolo per il lavoro svolto. «A Luca vanno i miei auguri per il suo futuro professionale e imprenditoriale, con la speranza, certamente condivisa, di vedere presto la Ferrari tornare a vincere». Montezemolo «ha ricoperto diverse posizioni di responsabilità, a partire dalla presidenza di Fiat dal 2004 al 2010, condividendo con me momenti di difficoltà, ma anche di grande soddisfazione».

da corriere.it


Marchionne va a Marenello in Ferrari


marchionne 2013Ferrari, Marchionne a Maranello
Il numero uno di Fiat-Chrysler nella sede del Cavallino per partecipare
al board di Philip Morris all’indomani degli attacchi a Montezemolo

Il giorno dopo le polemiche, i botta e risposta e la disfatta della Ferrari a Monza Sergio Marchionne è andato a Maranello. Arrivato nel primo pomeriggio alla sede della Ferrari, il numero uno di Fiat Chrysler Automobiles ha partecipato al consiglio d’amministrazione di Philip Morris di cui fa parte. Una due giorni con prove nella pista di Fiorano riservato al board della multinazionale del tabacco svizzero, che è sponsor della Ferrari. Secondo le prime indiscrezioni non ci sarebbe stato nessun incontro con Montezemolo.

Di certo c’è invece che il presidente della Ferrari ha parlato a lungo con Alonso all’indomani del ritiro dal Gp italiano per un guasto alla vettura. «Tornati al lavoro a Maranello e Fernando Alonso incontra Montezemolo per una lunga chiacchierata» informa, su Twitter, la Ferrari sulla sua pagina ufficiale. Ad accompagnare il messaggio, una foto che ritrae un abbraccio tra Montezemolo e il pilota spagnolo.
Della Valle: «Marchionne, furbetto cosmopolita»
Se fra Torino e Maranello le bocche sono cucite, le bordate arrivano da Diego della Valle che attacca con parole durissime Marchionne. Definisce l’amministratore delegato di Fiat «un furbetto cosmopolita che vuole dare lezioni a noi italiani su cosa e come dobbiamo fare per sottolineare il suo “orgoglio italiano” è una cosa vergognosa e offensiva. Se si sente orgoglioso di essere italiano, cominci a pagare le sue tasse personali in Italia dove le pagano i lavoratori Fiat. Noi italiani non dobbiamo permettere a questi “furbetti cosmopoliti” di prenderci in giro in questo modo, sicuri di farla sempre franca». Il patron dela Tod’s a distanza di due anni da un aspro scontro con i vertici del Lingotto torna alla carica: «Sono dieci anni che Marchionne fa annunci e promesse a vuoto agli italiani e ai suoi dipendenti facendo invece sempre e solo i fatti suoi e dei suoi compari. Di persone come Marchionne, gli italiani che vivono una crisi tremenda, ne fanno volentieri a meno. Speriamo che lo capisca anche lui e non salga più in cattedra per dare insegnamenti non richiesti. L’Italia è piena di imprenditori seri, grandi e piccoli, che amano i loro prodotti e che sono veramente orgogliosi di essere italiani e lo dimostrano tutti i giorni con i fatti».

da corriere.it


Francia Agosto mercato in calo del 3% ma la Fiat cresce del 4% Spagna più 13% Fiat più 85 per cento GIappone meno 5%


mercato_autoMercato auto in calo in Francia,
ma Fiat cresce del 4 per cento
Le immatricolazioni transalpine flettono del 3% annuo ad agosto, ma a parità di calendario si tratta di un saldo positivo dell’1,8%. Male i marchi francesi, bene i tedeschi. I Spagna il maggior balzo Ue. In Giappone si segna un -5% sul 2013

MILANO – Calano, ad agosto, le vendite di auto in Francia. Il mercato registra una flessione del 3% ma a parità di calendario il saldo è positivo con un +1,8%. Andamento negativo per i marchi francesi, con Renault che registra una contrazione del 13% e Peugeot del 4,5%. Tra gli altri gruppi vendite in crescita del 4% per Fiat, bene i marchi tedeschi in particolare Mercedes.

Continua intanto la ripresa del mercato auto in Spagna che in agosto ha registrato la maggiore crescita in tutta Europa, secondo i dati diffusi oggi dalle associazioni di fabbricanti (Anfac) e dei concessionari d’auto (Ganvam). Le vendite d’auto nuove sono aumentate del 13,7% ad agosto su base annua, confermando il trend positivo registrato negli ultimi 12 mesi, grazie alle sovvenzioni pubbliche rinnovate dal Plan PIVE VI, finanziato con 175 milioni di euro, varato dal governo a giugno. In totale, sono stati 45.355 i veicoli immatricolati ad agosto, 583.663 nei primi otto mesi dell’anno (+16,4%), la migliore cifra dal 2010. In questo contesto è boom per Fiat: le immatricolazioni del brand Fiat sono balzate dell’84,8% a 1.589 unità. Nei primi otto mesi dell’anno la marca Fiat segna +47,7% a 22.132 su un mercato complessivo in rialzo del 16,4% a 583.663. Considerando le altre marche del lingotto, Jeep registra nel mese un aumento del 7,2% a 74 unità e nel consuntivo +6,8% a 868, Alfa Romeo rispettivamente -63,2% a 164 e -0,8% a 2.196, Lancia -10,4% a 60 e +49,3% a 1.741. Per Maserati le vendite sono pari a 12 unità (da una un anno prima) e a 99 (da 11).

Dati sull’andamento delle immatricolazioni arrivano anche dal Giappone. Le vendite di nuovi autoveicoli sul mercato nipponico sono calate del 5% annuo in agosto, secondo i dati resi noti dall’Associazione dei costruttori nipponici. Le vendite hanno raggiunto le 206 mila unità. Il dato riguarda auto veicoli commerciali e bus, mentre non include le mini auto e i veicoli commerciali leggeri.


Fiat Chrysler avanti con la fusione soglia di recesso non superata


marchionne 2013Fiat, soglia di recesso non superata: avanti fusione con Chrysler
Il Lingotto ha annunciato che l’esposizione complessiva non supererà i 500 milioni di euro

Scongiurato il timore che molti azionisti esercitassero il diritto di “recesso”, dopo il progetto di fusione con Chrysler approvato a inizio agosto, la fuzione con Fiat può andare avanti.

Il Lingotto aveva messo a 500 milioni di euro il limite spendibile per ripagare gli azionisti che avessero chiesto il recesso. Se il tetto fosse stato sfondato, una clausola avrebbe decretato lo stop alla fusione e al trasferimento della sede legale in Olanda.

Anche se i dati ufficiali sono attesi per il 4 settembre, comunicazioni e certificazioni ricevute finora hanno fatto annunciare a Fiat che il limite non è stato toccato. “Anche se tutte le comunicazioni e conferme da abbinare fossero abbiante”, ha detto il Lingotto, l’esposizione complessiva non raggiungerebbe i 500 milioni di euro.

Franco Grilli  da ilgiornale.it


Fiat fusione crollo in Borsa per il diritto di recesso dalla fusione con Chrysler


Fiat Chrysler Automobiles logoFiat crolla il Borsa. Il recesso rischia di far saltare la fusione con Chrysler
A metà giornata i volumi superano le media dell’ultimo mese per un’intera seduta. Sul titolo pesano i dubbi per l’operazione americana e alcuni dati negativi internazionali

MILANO – Fiat affonda a Piazza Affari a metà seduta dove il titolo è arrivato a cedere oltre il 7% (segui in diretta) con scambi elevati pari a oltre 15 milioni di pezzi rispetto a una media giornaliera nell’ultimo mese di 14 milioni. Secondo alcuni analisti a far scattare le vendite sarebbe il diritto di recesso dalla fusione con Chrysler, fissato a 7,727 euro, mentre il titolo ora viaggia sotto quota 7 euro.

A quanto pare il numero dei soci contrari all’operazione che portebbe alla nascita di uno società olandese con sede fiscale a Londra e quotazione a New York, starebbe aumentando e d’altra parte, venerdì scorso in assemblea, avevano votato no all’operazione 100 milioni di titoli per un controvalore di oltre 700 milioni di euro. A questo punto è possibile che il recesso, esercitabile fino al 20 agosto, superi i 500 milioni stanziati dal Lingotto per pagare chi non vuole seguire l’operazione. E gli Agnelli hanno sempre detto di non voler aggiungere nemmeno un centesimo: in questo caso salterebbe la fusione con Chrysler. Nei 500 milioni devono restare anche le somme da pagare agli eventuali creditori che si oppongano alla fusione, i quali hanno 60 giorni di tempo per dissentire.

I due report:

Iss contrario – Glass, Lewis & co.  favorevole

A peggiorare la situazione in casa Fiat – secondo gli analisti – ci sarebbero anche le tensioni sul settore auto in generale legate all’inchiesta cinese su presunte pratiche commerciali scorrette praticate da alcune case nel paese asiatico: sono vicine alla conclusione le indagini su Chrysler e Aud che sarebbero ritenuti colpevoli di pratiche monopolistiche.

Nel primo pomeriggio è arrivata la nota del gruppo torinese. “Sono destituite di ogni fondamento” le indiscrezioni sul mercato secondo cui Fiat avrebbe ricevuto un significativo numero di dichiarazioni di esercizio del diritto di recesso derivante dall’operazione di fusione approvata dall’assemblea straordinaria del primo agosto scorso”, precisando che “il termine per l’esercizio del diritto di recesso decorre da oggi e Fiat non ha ricevuto alcuna dichiarazione di esercizio del diritto di recesso”.

da repubblica.it


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