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Fca Fiat Chrysler nuovo record negli Usa +20% le vendite a novembre 56esimo mese consecutivo di crescita

Fiat Chrysler Automobiles logoFca, nuovo record negli Usa
Volano tutti i marchi del gruppo: +20% le vendite a novembre

Ennesimo record per le vendite di Fiat Chrysler Automobiles negli Stati Uniti. Ed ennesimo tasso di sviluppo a due cifre. Le 170.839 immatricolazioni con cui si è chiuso novembre, secondo i dati comunicati dal gruppo, inglobano un aumento del 20% rispetto allo stesso periodo del 2013. È il miglior novembre dal 2001 e il 56esimo mese consecutivo di crescita. Contribuiscono tutti i marchi — Chrysler, Jeep, Dodge, Ram Truck , Fiat — e ben undici modelli stabiliscono il primato mensile. Tra questi, oltre alle vetture a brand americano, la 500L con un +20% La performance più elevata è tuttavia della Chrysler 200: +155%.
Sprint in Borsa
I dati Usa arrivano ventiquattr’ore dopo quelli del mercato italiano, dove pare consolidarsi una leggera ripresa: +4,95% le immatricolazioni complessive, +5,9% il risultato messo a segno da Fca. Risultati che erano stati apprezzati dalla Borsa già lunedì, con il titolo in rialzo a Piazza Affari dell’1,7% nonostante i ribassi generalizzati del listino, e che continuano a spingere le quotazioni: la diffusione dei dati americani, poco prima delle 15 italiane, si è subito tradotta per Fca in un aumento del 3,6% a Milano (a 10,56 euro) e del 2,1% in apertura delle contrattazioni a New York (a 12,71 dollari).

di Raffaella Polato da corriere.it

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Fiat 500 X

fiat 500 xFiat, debutta la “X”: la 500 con la tuta

Carrozzeria modaiola di 4,25 metri, per esser una compatta e maneggevole “urban crossover” nelle varianti a sola trazione anteriore o un vero fuoristrada 4×4 adatta anche a terreni un po’ più impegnativi regolando il differenziale e altri parametri di comportamento. Prezzi da 17.200 euro in
Essere presenti, e in forze, nel settore di SUV e crossover è oggi un imperativo categorico per tutti i costruttori, perfino per quelli dal blasone più sportivo ed elitario (20% delle vendite in Europa). E Fiat, marchio della neonata FCA dalle grandi ambizioni globali, non poteva non essere della partita con armi adeguate, tanto più ora che punta di diamante del gruppo è Jeep, con quanto ne consegue per occupare un posto privilegiato in una categoria che anche in Italia vola alto nonostante la crisi. Categoria che, d’altra parte, si sta estendendo trasversalmente in ogni fascia del mercato, compresa la medio-inferiore, dove vetture dalle dimensioni compatte, ma estremamente versatili, non disdegnano neppure prerogative premium.

Ecco allora, per FCA, scendere in campo due modelli, imparentati tecnicamente e al tempo stesso differenti per immagine e vocazione, una scelta di marketing che la dice lunga sull’importanza strategica dell’operazione, e che prende le mosse dallo stabilimento di Melfi in Basilicata con ritmi produttivi, previsti a regime, di 1.200 unità giornaliere per circa 300.000 all’anno.

A stretto giro, dopo il lancio della Jeep Renegade, la “rinnegata” prima del marchio yankee a non essere “born in USA”, è dunque la volta della Fiat 500X, ulteriore interpretazione, a fianco di berlinette e monovolume, di un’auto dalle ascendenze mitiche come, del resto, la gemella diversa statunitense.

Presentata al recente Salone di Parigi, la nuova arrivata vuole conquistare una clientela meno attratta dagli accenti fuoristradistici, dai quali l’americana non può prescindere, per mettere invece in risalto la continuità stilistica con il resto della gamma (design dell’equipe di Roberto Giolito) e guardare a rivali dai toni più “borghesi”, dalla Opel Mokka alla Mini Countryman.

Al pari, e forse addirittura più della Renegade, però, la 500X  può assumere personalità diverse, secondo le versioni, e anzi questa è una delle caratteristiche peculiari che la pongono in evidenza fra le concorrenti. Partendo dalla stessa piattaforma della Jeep, infatti, e con una lunghezza del corpo vettura di 4,25 metri, la Fiat può essere una compatta e maneggevole “urban crossover” nelle varianti a sola trazione anteriore, adatta anche a terreni un po’ più impegnativi regolando il differenziale e altri parametri di comportamento, o un vero e proprio SUV, con buona efficienza nell’off-road non estremo, quando invece è presente il sistema di trazione integrale. Utile la disconnessione dell’assale posteriore per contenere i consumi se non servono le quattro ruote in presa.
Ampia scelta anche in fatto di motori; a partire dal 1.400 MultiAir turbo a benzina di seconda generazione da 140 Cv, per passare ai diesel MultiJet 1.600 e 2.000 da 120 e 140 Cv, quest’ultimo con il sofisticato cambio automatico a nove rapporti, già sulla Renegade e autentica “chicca” tecnologica finora appannaggio di vetture ben più costose ed esclusive. E i due quattro cilindri a gasolio, sposati rispettivamente alla trazione 4×2 e 4×4, rappresentano, all’atto pratico, i migliori punti di equilibrio per i due caratteri che la 500X è in grado di esprimere: quello più cittadino e turistico, e quello un po’ più avventuroso (senza esagerare). Della scuderia fanno poi parte altre unità più “risparmiose” (1.300 a gasolio da 95 Cv) o più sportive (turbo 1.400 a benzina da 170 Cv).

Dotato, per la classe di appartenenza, anche il bagaglio dei sistemi elettronici, di serie o a richiesta, che fanno parte del carnet di sicurezza della debuttante Fiat: oltre al controllo della stabilità, l’avviso di attraversamento corsia, il “blind assist”, i fendinebbia con funzione di svolta, la retrocamera per il parcheggio e l’assistenza alla frenata d’emergenza. Si aggiungono, naturalmente, i vari sistemi di connessione e interattività, con schermi touch da 5 o 6,5 pollici.
Un complesso tecnico assai articolato che, abbinandosi alle tante combinazioni di allestimento disponibili (con materiali e finiture di buona qualità), onora uno degli elementi determinanti la filosofia dell’intera famiglia 500: la possibilità di avere un’auto “su misura”, fortemente personalizzata e, qui, con il plus delle variabili di trazione. Quattro posti comodi e un vano di carico da 350 litri nella configurazione normale (molti anche i ripostigli), completano il quadro di una vettura che non delude neppure sul piano del comfort e della funzionalità.
I prezzi partono da 17.500 euro; 21.900 euro per la speciale e abbondantemente equipaggiata “opening edition” e 17.250 per una “web edition” destinata ai giovani.

Massimo Tiberi da repubblica.it

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Ferrari lafine dell’era Montezemolo : Marchionne si prende la presidenza

marchionne-montezemoloFerrari, via Montezemolo: «Fine
di un’epoca». Marchionne presidente
L’ad di Fiat: «Ferrari resta italiana». John Elkann: «A lui i miei auguri per il suo futuro». Il successore: «Con Luca incomprensioni ma lo ringrazio». Fiat corre in Borsa

«Si chiude un’epoca». Ma la Ferrari non si ferma, «ci sono le premesse per una ulteriore crescita». Durante una conferenza stampa congiunta, mercoledì a Maranello, con a fianco Sergio Marchionne, Luca Cordero di Montezemolo ha annunciato le sue dimissioni dalla presidenza della Ferrari. Montezemolo lascerà su sua richiesta, il 13 ottobre, a conclusione del festeggiamenti per i 60 anni della Ferrari in America. La presidenza sarà assunta dall’ad della Fiat, Sergio Marchionne. La decisione è arrivata dopo un lungo vertice a Maranello. «É un giorno importante – ha detto Montezemolo – perché dopo 23 anni, passati molto in fretta, oggi rassegno le dimissioni dalla Ferrari. Obiettivamente credo che sia finita un’epoca e un ciclo dell’azienda. Grazie ai risultati e alla forza della Ferrari, se ne apre un’altra che spero, penso e auguro possa essere una cosa nuova e più importante». Nel «programma professionale e familiare», ha aggiunto Montezemolo, «pensavo di andare via alla fine dell’anno prossimo, ma l’inizio di una fase nuova mi ha convinto a presentare le dimissioni». E il riferimento è allo sbarco di Fiat Chrysler (Fca) sulla Borsa americana previsto proprio per il 13 ottobre. Ora, ha rilanciato Montezemolo, «bisogna guardare avanti».

«Ferrari avrà ancora più forza»
Resta da «fare, tanto – ha proseguito Montezemolo – La Ferrari avrà ancora più forza, si tratta di lavorare sodo ancora da parte mia fino al 13 ottobre». Il presidente uscente della Ferrari si è detto «contento di aver fatto il mio dovere fino in fondo e sono contento di aver gestito questa azienda straordinaria e penso di uscire nel momento giusto. Quando divenni presidente di Fiat, solo io e Sergio sappiamo quanto la Fiat aveva le gambe nel baratro». Il titolo Fiat ha accelerato in Borsa sulle novità in Ferrari guadagnando il 2,14% a 7,86 (alle 10,50) euro. E intanto Federico Ghizzoni, ad di Unicredit dice che Montezemolo sarebbe un «buon nome» per la presidenza di Alitalia. «É una possibilità – ha detto Montezemolo – ma fino al 13 ottobre sono concentratissimo sulla Ferrari e voglio occuparmi anche un po’ della scuola di mio figlio».

Marchionne: «Un Suv con il Cavallino non lo vedo»
Tra sorrisi, qualche battuta e tanti ricordi, Montezemolo ha chiuso il suo intervento passando la parola all’ad di Fiat Marchionne: «Sergio ha cominciato a polemizzare con me dal 2002, quando ascoltavo con un po’ di irritazione le lezioni in cda che faceva Morchio e ho visto arrivare questo signore». Sergio Marchionne ha tenuto a sottolineare che «la mia amicizia con Luca continua, non è stata intaccata dalle polemiche di questi giorni» («Marchionne a Montezemolo: “Nessuno è indispensabile”»). Per l’ad del gruppo Fiat, «è importante proteggere quanto è stato creato qui. Luca ha fatto un grande lavoro». L’impegno in Ferrari, ha continuato Marchionne, «è duraturo»: «Ferrari è di un’importanza da non sottovalutare e il fatto che sia io presidente significa molto». L’ad di Fiat, poi, va dritto al punto: «Non c’è nessuna intenzione di integrare la Ferrari nel sistema Fiat-Chrysler. L’indipendenza operativa e strategica della Ferrari non sarà mai messa in discussione». In sintesi: «Un Suv con il Cavallino – ha commentato Marchionne – non lo vedo». A domanda diretta, risposta diretta: la Ferrari Americana? «Inconcepibile – ha rilanciato il prossimo presidente Ferrari – Luca non ha mai detto che l’azienda sarebbe diventata americana. Il concetto della società americana lo trovo strano. L’azienda non ha niente a che fare con l’America, avrà accesso ai mercati americani. L’idea che la Ferrari potrà essere prodotta fuori da questo posto è oscena».

«Buonuscita? Fiat sappia che è sempre troppo poco»
Bisognerà attendere ancora un po’ per conoscere l’entità della buonuscita di Montezemolo: «Lo dirà Fiat, al momento giusto», ha risposto Marchionne. Probabile che il Lingotto comunicherà qualcosa «già oggi». E Montezemolo ci scherza su: «Fiat sappia che è sempre troppo poco». Sergio Marchionne, dal canto suo, ha spiegato che Ferrari non è una società quotata e dunque non è tenuta a rendere note questo tipo di informazioni.

«In Formula 1 non sarà una grande stagione»
Non è mancato un punto sulla Formula 1: «Per il 2014 mettiamoci l’anima in pace, non sarà una grande stagione ma un anno difficile perché avremo problema a digerire il non vincere», è il secco commento di Marchionne. Bisogna «dare credibilità alla Ferrari in pista, sono fissato. Bisogna tornare lì – conclude l’ad del gruppo Fiat – Questo darebbe un sostegno al resto della Ferrari, e va oltre ad ogni altro tipo di vettura che possiamo fare. Vincere in pista non è negoziabile. Bisogna ritornarci». Anche per Montezemolo «esistono tutte le premesse per un rilancio di Ferrari in Formula Uno». Il tema vero, ha aggiunto, «è avere una macchina competitiva»: «Da Kimi Raikkonen ci aspettiamo un finale di stagione forte. Alonso è il pilota più forte in gara. Bisogna sfruttare le opportunità che si pongono nei Gran Premi. Il resto sono solo parole».

«Finisce un’epoca, 23 anni meravigliosi»
Luca Cordero di Montezemolo, in un comunicato, aveva già annunciato: «La Ferrari avrà un ruolo importante all’interno del gruppo FCA nella prossima quotazione a Wall Street e si aprirà quindi una fase nuova e diversa che credo giusto debba essere guidata dall’amministratore delegato del Gruppo». «Il mio ringraziamento va innanzitutto a donne e uomini eccezionali in fabbrica, negli uffici, nei campi di gara, sui mercati di tutto il mondo che sono stati i veri artefici in questi anni della grande crescita dell’azienda, delle tante memorabili vittorie e del successo del marchio diventato grazie a loro uno dei più forti al mondo», aggiunge Montezemolo. Che poi conclude: «La Ferrari è la più bella azienda del mondo e per me è stato un grande privilegio e onore esserne stato il leader. Le ho dedicato tutto il mio impegno ed entusiasmo e insieme alla mia famiglia ha rappresentato e rappresenta la cosa più importante della mia vita».

I ringraziamenti di Elkann
Il presidente della Fiat John Elkann ha ringraziato Montezemolo per il lavoro svolto. «A Luca vanno i miei auguri per il suo futuro professionale e imprenditoriale, con la speranza, certamente condivisa, di vedere presto la Ferrari tornare a vincere». Montezemolo «ha ricoperto diverse posizioni di responsabilità, a partire dalla presidenza di Fiat dal 2004 al 2010, condividendo con me momenti di difficoltà, ma anche di grande soddisfazione».

da corriere.it

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