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Marchionne “mai offeso Firenze” : compra pagina de La Nazione


Marchionne compra pagina ‘Nazione’: mai offeso Firenze
Ne’ detto ‘Renzi brutta copia’. Al Corriere: investiamo in Italia, possiamo farcela

L’ad di Fiat Sergio Marchionne ha acquistato una pagina de ‘La Nazione’ per pubblicare una lettera rivolta ‘A tutti i cittadini di Firenze’ in cui afferma di non aver mai offeso la citta’. ”No ho mai espresso alcun giudizio su Firenze – scrive Marchionne – o sulle sue condizioni economiche. Non io, ma qualcuno dei presenti, cercando di spiegare l’argomento della conversazione agli stranieri, ha usato l’espressione ‘pretty, old town’. Non ho mai definito il sindaco di Firenze come la brutta copia di qualcuno”.

A Marchionne era stata attribuita la frase “Renzi? E’ il sindaco di una piccola, povera città”, pronunciata a Bruxelles nel corso di un incontro a porte chiuse con gli studenti organizzato dall’associazione dei costruttori d’auto europei. Nella lettera, con marchio della Fiat, pubblicata oggi da ‘La Nazione’, l’ad ricorda: “Nel comunicato stampa del 10 ottobre scorso mi sono riservato di esprimermi in modo definitivo su questa vicenda, quando la registrazione della conversazione fosse stata adeguatamente esaminata”.

Marchionne aggiunge, prima di elencare le sue affermazioni su quanto accaduto in quella riunione” che ciò “é stato fatto e sono stati accertati i seguenti fatti inconfutabili”. “Spero – conclude Marchionne – in tutta sincerità che la questione possa considerarsi definitivamente chiusa e che il rispetto che la Fiat ed io personalmente abbiamo per Firenze, la sua storia e la sua importanza sia riconfermato al di là di ogni ragionevole dubbio. Grazie per l’attenzione, Sergio Marchionne”.

“Ci credo. Credo nell’Italia, quella di Mario Monti, quella che vuole cambiare”, per questo “prima investo qui per andare a fare concorrenza ai tedeschi”, poi ci sarà la completa fusione Fiat-Chrysler, “diciamo nel 2014-2015. Tutto insieme non lo posso fare”. E’ quanto afferma al Corriere della Sera, Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, che annuncia il pieno rilancio di tutti e cinque gli stabilimenti italiani e il riassorbimento completo dei 23 mila dipendenti. “Ho guardato il mercato – spiega Marchionne -, l’ho affrontato resistendo alle critiche ma senza fare macelleria sociale. Adesso, dico che nonostante tutto le condizioni ci sono”.

Sulla sua scelta di continuare a puntare sull’Italia, Marchionne precisa: “Io stesso l’ho definita una scelta ‘non per deboli di cuore’. In Europa tre costruttori chiudono fabbriche, Ford guadagna in America ma non mette soldi qui, la Francia dà a Peugeot sette miliardi pubblici. Noi faremo da soli. Ma la Fiat è un cantiere aperto, non chiude mai. Per la terza volta, con la condivisione totale di John Elkann e della famiglia, rivoltiamo l’azienda”, “oggi è grazie a Chrysler che possiamo far leva su Alfa e Maserati e andare a dare fastidio ai concorrenti dei brand premium”.

Marchionne non dà le cifre dell’investimento: “L’annuncio di Fabbrica Italia è stato il mio più grande errore: il mercato é crollato e mi hanno impiccato sui dettagli. Ora lavoreremo in silenzio” ma “a gennaio vedrete la nuova Maserati Quattroporte”. “Mirafiori e Grugliasco – assicura poi l’ad Fiat – saranno la nostra arma per sfondare anche negli Usa”, mentre per quanto riguarda la Lancia, “rimane la Ypsilon. Il resto arriverà da Chrysler”. L’obiettivo per Marchionne “é fare squadra. Con i sindacati e con il governo”, la Fiom, osserva, “si è divisa da sola. E’ incapace di adattarsi a una realtà in cui la maggioranza vuole lavorare e non farsi condizionare dalla minoranza. Non mi importano gli attacchi personali.

Ma ai referendum ha vinto il lavoro”. Sull’attualità politica, l’ad del Lingotto osserva: “Non so cosa vogliano fare i partiti. So che l’alternativa a Monti non é bella. Se non ci va lui, all’estero, chi ci mandiamo? Abbiamo recuperato credibilità”. La presenza di Monti sulla nuova scommessa Fiat sull’ l’Italia, conta “un bel po’. E anche la speranza che rimanga”, “quella di Monti – spiega Marchionne – é un’Italia diversa da quella che ho conosciuto in questi anni”.

da ansa.it


Obama e lo spot di Marchionne contro Romney


Obama arruola Marchionne contro Romney

«Romney style: how to destroy your campaign credibility in 5 easy steps», cioè «lo stile di Romney: come distruggere la credibilità della tua campagna in cinque facili passi».

È questo il titolo dello spot della campagna di Barack Obama in cui si torna sulla vicenda delle parole di Mitt Romney sulla Chrysler («Obama l’ha venduta agli italiani che vogliono fabbricare la Jeep in Cina»), affermazioni che nei giorni scorsi sono state contestate dalla Casa Bianca, dai media americani ed infine smentite da Sergio Marchionne in una mail inviata ai dipendenti del gruppo Chrylser.

La citazione di Marchionne. E il presidente e amministratore delegato del Gruppo Fiat-Chrylser viene citato direttamente nello spot dei democratici: «La produzione Jeep non verrà spostata dagli Stati Uniti alla Cina. È inesatto affermare qualcosa di diverso» è la frase della lettera di Marchionne ripresa nel video.

da ilmessaggero.it


Marchionne : impianti italiani Fiat , marchio Lancia addio


Fiat: gli impianti italiani non chiuderanno.Marchio Lancia verrà ridotto o eliminato
Ridotti i target per il biennio 2013/2014. Il titolo crolla in Borsa. L’ad smentisce l’ipotesi di fusione con Peugeot e Opel

Il gruppo Fiat prevede di raggiungere il pareggio delle attività europee nel 2015-2016 ma rivede al ribasso i target sui volumi auto da produrre nel 2014: dai 6 milioni finora indicati a 4,6-4,8 milioni. Buone notizie per l’Italia: il Lingotto fa sapere che non chiuderà nessuno degli stabilimenti dello Stivale.

Per il 2013 la nuova stima del gruppo Fiat è di un utile della gestione ordinaria tra 4 e 4,5 miliardi (era di 6,1). Per il 2014 sono previsti ricavi tra 94 e 98 miliardi (erano 104 miliardi) e un utile della gestione ordinaria tra 4,7 e 5,2 miliardi (era 7,5 miliardi).

Il gruppo sceglie di «fare leva sui grandi marchi storici premium come Alfa Romeo e Maserati, riallineare il portafoglio prodotti e riposizionare l’attività per il futuro». Tradottto: non chiude nessun impianto italiano. Per gli impianti italiani saranno sviluppati interventi entro i prossimi 24-36 mesi. Fiat produrrà 17 nuovi modelli in Italia entro il 2016: tre nel 2013, 6 nel 2014, 5 nel 2015 e tre nel 2016. I modelli previsti nel 2013 sono l’Alfa 4C che verrà prodotta a Modena e le due vetture Maserati a Grugliasco.

Secondo Bloomberg, l’ad Sergio Marchionne avrebbe suggerito a Peugeot e GM, che controlla Opel, di costituire insieme un nuovo gruppo paneuropeo dell’auto, per scavalcare Volkswagen come primo costruttore in Europa. Bloomberg cita tre fonti vicino alla vicenda. Fiat, Opel e Peugeot, insieme, rappresentano il 25% del mercato europeo, contro il 24,8% di Volkswagen.

«Ho solo avuto colloqui con Opel e, come noto, solo nel 2008 e nel 2009, ma da allora non ci sono stati altri contatti» e con Peugeot «abbiamo un buon rapporto e una relazione storicamente forte. Continuiamo ad operare assieme nei veicoli commerciali e questo ci dà l’occasione di incontrare sia il management sia la famiglia Peugeot. Quindi non pensate a niente di strano se ci vedete a prendere il caffè assieme», ha risposto l’ad di Fiat, Sergio Marchionne, agli analisti che in conference call gli hanno chiesto se aveva incontrato di recente i vertici dei due costruttori in vista di un progetto di nozze a tre.

Dure le parole di Marchionne sulla Lancia: «Dobbiamo essere onesti: la Lancia ha un appeal limitato» fuori dall’Italia. «Dobbiamo smettere di illuderci di poter ricreare» l’immagine storica di Lancia, ha aggiunto: «Dobbiamo proteggere la Ypsilon, che ha un ruolo significativo in Italia ma che è la sola economicamente sostenibile. Il marchio Lancia verrà ridotto o eliminato».

«La produzione di Jeep non sarà trasferita dagli Stati Uniti alla Cina», ha inoltre assicurato il numero uno di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, in una e-mail agli impiegati del gruppo. Ultimamente il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Mitt Romney, ha più volte agitato lo spettro di uno spostamento della produzione della Jeep in Cina, parlando in campagna elettorale. «Mi sento obbligato a ribadire inequivocabilmente la nostra posizione», scrive Marchionne: «La produzione del Nordamerica – prosegue – è cruciale per raggiungere i nostri obiettivi di vendere 800.000 veicoli Jeep entro il 2014».

«Dalla crisi si esce lottando. Bisogna essere prudenti, per non mettere a rischio la stabilità finanziaria, ma mettendo in atto i nostri progetti», ha detto l’ad. «Noi guardiamo al futuro con eccitazione e timore», ha aggiunto Marchionne che si è lamentato del fatto che alla Fiat siano chiesti dettagli sui progetti che non vengono pretesi dagli altri gruppi.

Il Lingotto va giù pesantemente in Borsa, con un calo fino al 4,2% e un minimo di 3,91 euro, dopo la diffusione dei conti del terzo trimestre 2012: pesano i target 2012, confermati ma nella parte più bassa della forchetta precedentemente indicata, e l’aumento del debito a 6,7 miliardi dai 5,4 di giugno.

A tenere su i conti del gruppo sono la Chrysler e il positivo andamento sul mercato americano dove è stata venduta più della metà del milione di veicoli consegnati dal gruppo nel trimestre (3,1 milioni nei nove mesi). Male invece l’Europa dove le perdite sono maggiori delle previsioni con un risultato della gestione ordinaria negativo per 238 milioni di euro: le vendite sono state un quinto del totale (206.000 nell’Emea che comprende anche Medio Oriente e Africa), con un calo di circa il 15 per cento rispetto allo stesso periodo del 2011.

Il terzo trimestre chiude con un utile netto di 286 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto all’analogo periodo del 2011 e un utile della gestione ordinaria che sale da 851 a 951 milioni di euro. In aumento del 16% i ricavi grazie a una forte crescita in tutte le aree in cui il gruppo opera ad eccezione dell’Europa. Positivi i risultati dei marchi di Lusso e Sportivi e del business dei Componenti e Sistemi di Produzione che hanno contribuito con un utile, rispettivamente pari a 89 milioni di euro e 39 milioni di euro. La liquidità, che include i 3 miliardi di euro di linee di credito non utilizzate, è di 20 miliardi di euro. Per il 2012 la Fiat prevede ricavi di circa 83 miliardi di euro, un utile netto di oltre 1,2 miliardi, un utile della gestione ordinaria di oltre 3,8 miliardi e una riduzione del debito a 6,5 miliardi.

da ILMESSAGGERO.IT


Fiat 500e al Los Angeles Auto Show


Fiat, con 500e debutto elettrico al Los Angeles Auto Show
Ibride, EV e turbodiesel ecologiche al centro di un Salone Verde

La nuova Fiat 500e, inedita versione completamente elettrica con motore da 100 Cv alimentato con batterie agli ioni di litio, sara’ la reginetta del prossimo Los Angeles Auto Show che si aprira’ al pubblico il 30 novembre. Il debutto ufficiale di questo modello, che assieme alla 500 Abarth Cabrio allarghera’ ulteriormente l’offerta Fiat negli Stati Uniti e’ stato anticipato con una nota dagli organizzatori del Salone che hanno scelto come tema proprio quello della riduzione dei consumi. Al prossimo LA Auto Show – si legge nel comunicato – ”saranno presenti due dozzine di modelli completamente elettrici o elettrici plug-in, almeno una dozzina di modelli a diesel pulito e quasi venti veicoli in grado di percorrere oltre 17 km/litro con motori altamente avanzati a quattro cilindri e alimentati a benzina”. Il riferimento ad un altro singnificativo modello Chrysler e’ evidente: lo show ospitera’ la Dodge Dart Aero che – precisano gli organizzatori – ”e’ in grado di offrire linee aggressive con un motore a quattro cilindri da 1,4 litri e un cambio manuale a sei velocita’, e in autostrada garantisce 17,4 km/litro”.

L’interesse del mercato Usa per le auto che permettono di tagliare i consumi e’ notevole. Durante i primi sei mesi del 2012 – si legge nel comunicato – le vendite di automobili ibride negli Stati Uniti sono aumentate del 63,5%, mentre il mercato dell’automobile in generale e’ cresciuto del 14,9%. ”Le innovazioni nel campo della tecnologia verde esibite dai produttori automobilistici di tutto il mondo continuano ad attirare l’attenzione degli acquirenti – ha dichiarato Andy Fuzesi, direttore generale del LA Auto Show – Siamo entusiasti di poter mettere a disposizione uno dei migliori palcoscenici del mondo perche’ i produttori possano esibire le proprie conquiste piu’ recenti, in grado di soddisfare virtualmente qualsiasi budget”.

Oltre alla nuovissima Fiat 500e, all’Auto Show saranno esposte le due pulg-in Ford, la C-MAX Energi e la Fusion Energi, oltre alla Focus Electric 100% EV. Honda portera’ al Salone californiano la Accord in versione ibrida plug-in, che si unira’ ai modelli di Audi, Bmw, Chevrolet, Coda, Fisker, Mitsubishi, Nissan, Toyota e Smart. Volkswagen sara’ invece tra le protagoniste del trend che vede gli americani sempre piu’ interessati ai motori alimentati a gasolio. Al LA Auto Show ci saranno sei modelli Vw turbo diesel ”puliti” che – sottolineano gli organizzatori – ”grazie al alla progettazione avanzata, sono in grado di fornire prestazioni in termini di chilometraggio che la EPA stima essere superiori ai 17 km/litro in autostrada”. Oltre al debutto del Maggiolino Cabriolet 2013, Volkswagen esporra’ alcuni modelli TDI con i quali sta sperimentando il gasolio rinnovabile del produttore Solazyme.

da ANSA.IT


La nuova Panda manda in pensione il vecchio modello suo concorrente


Addio doppia Panda, il modello vecchio andrà in pensione
La mossa del Lingotto entro fine anno per evitare la concorrenza fra le due vetture

È la Panda (vecchia) la prima concorrente della Panda (nuova). Con questo mercato era inevitabile. E inevitabile è la conseguenza: sarà la Panda (nuova) a mandare in pensione anticipata la Panda (vecchia). Dovrebbe accadere a fine anno. Verrà annunciato, con buona probabilità, già la settimana prossima.

Martedì 30 ottobre è il giorno in cui il consiglio Fiat approverà la trimestrale. Sarà però, soprattutto, il momento in cui Sergio Marchionne presenterà target e programmi rivisti alla luce di una crisi che picchierà duro ancora nel 2013. I sindacati, dall’incontro già fissato con l’amministratore delegato, si aspettano almeno un paio di mosse che dimostrino l’effettiva volontà di ridare ossigeno alle fabbriche italiane.

Una potrebbe essere lo «sblocco» degli investimenti a Mirafiori (con i mini Suv di Fiat e Jeep, che intanto programma lo sbarco in Cina di tutti i modelli). Un’altra, appunto, la fine della produzione parallela della Panda: la vecchia, tuttora «in linea» a Tychy, e la nuova, partita un anno fa a Pomigliano.

Succede che la prima (57 mila vetture stimate per il 2012) «cannibalizzi» più del previsto la seconda (100-120 mila per fine anno). Ed è solo questione di crisi e, dunque, di prezzi: 9.050 euro la base della macchina che ancora si produce in Polonia, 12.450 quella dell’auto made in Italy . Così accade sempre più spesso: i clienti entrano nelle concessionarie puntando al nuovo modello ma poi, visti i listini, scelgono il vecchio. Loro risparmiano. Pomigliano, però, non gira come programmato. La cassa integrazione è arrivata anche lì.

L’assorbimento totale dei dipendenti (ne mancano all’appello circa 1.500) è una promessa gravata oggi da un grande punto di domanda. E si allungano i tempi perché i 900 milioni spesi dal Lingotto per il rilancio possano produrre utili. Lo stop anticipato della Panda polacca è quindi una delle opzioni. Marchionne non scoprirà le carte fino al 30. Ma i sindacati la danno già per acquisita.

Raffaella Polato

da CORRIERE.IT


Piano Fiat verso export


Fiat, il prossimo piano punta sull’export di vetture e motori

Secondo “Il Messaggero”, il piano Fiat che verrà presentato alla fine del mese al Cda confermerebbe la produzione, a partire dal 2014, di due mini suv, e la scelta di puntare sull’export di vetture e motori.

Per implementare la saturazione degli stabilimenti italiani, a Cassino potrebbe essere introdotta la produzione della Crysler 100 destinata al mercato americano.

A Melfi si farebbe l’assemblaggio dei nuovi suv, mentre a Mirafiori si lavorerebbe su di una piccola vettura con motore ibrido. Il titolo in questo momento cede l’1,01% a 4,296 euro.

da LASTAMPA.IT


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