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Il mercato brasiliano continua a sorridere alla Fiat


Fiat Novo Uno 01Nel primo semestre del 2014, in Brasile sono stati immatricolati poco meno di 2,5 milioni di veicoli, con una flessione del 6,54% rispetto all’analogo periodo del 2013. Il mondiale, almeno per il momento, non “tira” per le auto, le cui vendite (1.582.634) hanno subito una contrazione del 7,33%. A differenza degli azzurri, sorride, almeno in parte, Fiat, il cui quartier generale si trova a Betim, a pochi chilometri da Belo Horizonte, dove la Germania ha umiliato il Brasile (sconfitto 7 a 1) eliminandolo dal Mondiale.

Fiat resta il marchio più venduto con una quota del 21,62% e precede General Motors (17,64% grazie a Chevrolet) e Volkswagen (17,61%), che ha perso una posizione rispetto al consuntivo del 2013. Il colosso tedesco piazza però due vetture nella Top 10, confermando Gol al comando con 93.605 unità vendute nel semestre e consolandosi con Fox al nono. Fiat sistema sul podio sia Novo Palio (seconda con 85.565 esemplari) sia Strada (75.318). Nella Top 10 ci sono anche Novo Uno (sesta) e Siena (ottava). Fra i 50 modelli più venduti, Fiat ha anche Novo Punto (31°), Fiorino (36°), Idea (40°) e Palio (45°). La top seller europea, VW Golf, è 42° (9.269 unità immatricolate nel semestre).


Marchionne il Marchio Lancia ha tradizione solo in Italia e le Bmw non sono più quelle di una volta


Lancia Thema Voyager Marchionne e Elkann al Teatro Carignano 02E POI IRONIZZA: «LE BMW NON SONO PIU’ QUELLE DI UNA VOLTA»
Marchionne: «Marchio Lancia non ha storia all’estero resterà solo in Italia»
L’ad di Fiat-Chrysler: «Noi crediamo che Alfa Romeo superi di molto la Lancia, investiremo 5 miliardi di euro in 5 anni»

Marchionne stringe la mano a Renzi (Ansa) Marchionne stringe la mano a Renzi (Ansa) shadow
«Abbiamo constatato che il marchio Lancia non ha capacità attrattiva al di fuori dall’Italia. La Lancia non ha storia né in Europa né negli Usa. Noi crediamo che Alfa Romeo superi di molto la Lancia». Non ha dubbi Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat-Chrysler, durante l’incontro dal titolo «Made inTorino? Fiat Chrysler Automobiles e il futuro dell’industria», che si tiene a Trento nel corso del Festival dell’Economia. Anche se poi spiega di possedere una Lancia HF integrale, «la migliore di tutte».
Bmw
Marchionne difende però la qualità delle auto italiane anche nei confronti delle più celebrate vetture tedesche: «Ho guidato recentemente una Bmw – ha detto Marchionne – e credo che la qualità sia peggiorata molto. Vedrete tra un po’ la nuova Alfa Romeo».
Alfa
Proprio su Alfa Romeo il numero uno di Fiat-Chrysler si dice pronto ad investire 5 miliardi di euro in 5 anni . «Dal 2004 ad oggi – ha ricordato Marchionne – abbiamo fatto poco per Alfa Romeo, marchio acquistato da Fiat nel 1986 e poi reso sempre più simile a Fiat per una serie di errori. Quindi confermo l’impegno della Fiat di concentrare gli impegni su Alfa Romeo. Il rilancio avverrà solo sul sistema industriale italiano, non ci saranno quindi eccedenze di organico». «Quando finiremo questo processo di rilancio dell’Alfa Romeo – ha aggiunto – andremo a rioccupare tutta la forza di operai, non avremo eccedenze alla fine del piano».


Fiat in ripresa in Europa più uno e mezzo per cento


Fiat 500L Beats Edition 04Mercato dell’auto in ripresa
Fiat corre in Europa: +1,5%
Venduti oltre 1,1 milioni di vetture nei 28 Paesi dell’Ue

Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fca

Fiat Chrysler Automobiles in aprile ha registrato in Europa 69.500 vetture, l’1,5% in più dello stesso mese 2013. La quota è del 6,2% (-0,1%). Nei quattro mesi le consegne sono oltre 273 mila (+2,5% sullo stesso periodo 2013). La quota è del 6,1% (era 6,4%).

Le vendite di nuove vetture nei 28 Paesi dell’Ue più Efta sono invece salite del 4,2% a 1.129.829 unità ad aprile, registrando l’ottavo rialzo mensile consecutivo. Nell’Unione europea sono cresciute del 4,6% a 1.089.226 unità, mentre in Italia la crescita è stata del 1,9% a 119.099 unità.

Nei primi 4 mesi del 2014 l’incremento nell’Unione europea è stato dell’7,4% a 4.336.013 unità, nell’Ue a 28 paesi più Efta è stato dell’7,1% a 4.483.077 unità e in Italia è stato del 5% a 496.318 unità.

da lastampa.it


Fiat Ducato Test Drive Prova su strada


fiat ducato 2015Alla conquista del mondo. Oltre l’Italia e, soprattutto, oltre l’Europa. Che è il vero orizzonte di Fiat Professional. Che non si accontenta del 413.000 lcv commercializzati nel 2013 (in 80 paesi), senza contare quelli venduti in nel Nord America con il marchio Ram. Né le basta il primo posto di Fiorino con il 42% del segmento né il secondo di Ducato nel proprio con il 19%. Nasce così la sesta generazione di Fiat Ducato, ancora più spinta esteticamente, con un’aerodinamica quasi da berlina e con una mostruosa versatilità: mille scocche, 6 motori e 10.000 versioni. Con il motore 2.3 Multijet da 130 CV ECO a velocità autolimitata a 90 all’ora, Fiat Ducato scende addirittura a 5,8 litri per 100 chilometri di consumo (153 g/km di CO2).

“Evoluzione, non rivoluzione”, spiegano in Fiat Professional. Dove rivendicano la maggiore efficienza e robustezza: dopo 6 anni di sviluppo e 700 milioni di investimento è nato un commerciale la cui scocca è destinata a durare il 50% in più. Interessante l’assemblaggio, studiato per ottimizzare i tempi per raggiungere il vano motore ed abbattere eventuali costi di manutenzione. Al lancio – che avviene in questi giorni – il motore più efficiente è il 2.3 litri multijet da 150 CV da 6.2 litri per 100 chilometri. L’entry level è il 2.0 da 115, mentre al top (italiano) c’è il 3.0 litri da 180. Con il primo trimestre del 2015 arriverà anche un bifuel a benzina e metano basato sul propulsore da 3.0 litri: avrà una potenza di 136 CV e 350 Nm. Sarà il primo Euro 6 della gamma.

L’abitacolo è silenzioso, cosa da non sottovalutare per un veicolo da lavoro. La manovrabilità è buona e la stabilità viene assicurata anche dall’adozione – di serie – dell’Esc, abbinato ad altre tecnologie come l’Hill holder, il sistema di contenimento del rollio e quello adattativo di riconoscimento del baricentro del carico (LAC). Il cambio Comfort-matic ha il pregio di contribuire all’abbattimento dei consumi fino al 5% (lo Start & Stop arriva anche al 15% sui percorsi urbani), ma dal punto di vista dinamico non è propriamente armonico. La gamma furgoni dispone di 8 capienze (da 8 a 17 mq). Fiat Ducato sarà disponibile in 4 varianti di lunghezza e 3 di altezza per i furgoni, e 6 di lunghezza per cabinati e scudati. Il commerciale italiano vanta il miglior peso totale a terra dell’intera categoria “ruote singole”, fino a 4,4 tonnellate sulle versioni camper e 4,25 tonnellate per le versioni Maxi, ed il miglior carico ammissibile sull’asse anteriore (fino 2.100 kg) e posteriore (fino a 2,5 ton) ed una portata record (fino a 2,1 ton per i furgoni).

Nuovo Ducato sarà disponibile anche nelle nuove versioni cassone ribaltabile trilaterale e furgone doppia cabina a 7 posti. Per i camper arrivano i nuovi sedili girevoli Captain Chair. Nella versione trasporto merci il listino parte da circa 22.000 euro. I vertici di Fiat Professional hanno escluso scoppiettanti e divertenti campagne pubblicitarie affidate negli anni scorsi ad attori e comici di grido: “Il nostro miglior testimonial è nuovo Fiat Ducato”, sorride Henrik Starup. Sarà poi il mercato a dire se ci sarà bisogno di correttivi. O “aiutini”.


Video Spot Fiat Pizzul Trapattoni mondiali calcio in Brasile


Manca un mese ai mondiali, ma Pizzul e il Trap sono già in Brasile
Uno commenta il gioco da dentro una camicia a fiori, l’altro richiama i giocatori con il suo fischio leggendario. Davanti a loro, sulla spiaggia bianca di Copacabana, i ragazzini di Rio de Janeiro stanno giocando una partitella. È il primo spot della nuova campagna pubblicitaria Fiat, che ha scelto come testimonial due figure storiche del nostro calcio


Il FInancial Times e il Wall Street Journal danno un giudizio negativo sul piano Marchionne per Fiat Chrysler


marchionne-montezemolo1. TRATTO DA “WALL STREET JOURNAL”: “I GRANDI SOGNI DI MARCHIONNE COSTANO SOLDI, E FIAT AL MOMENTO NON NE HA”
Renee Schultes per il “Wall street Journal”

Non ripaga sognare così in grande. Le azioni Fiat sono precipitate di quasi il 12% mercoledì a Milano dopo che il gruppo ha presentato un piano ambizioso che punta a vendere sette milioni di automobili nel 2018, il 60% in più dell’anno scorso. Fiat Chrysler Automobiles suppone di potere aumentare il risultato operativo tre volte tanto a quota 9 miliardi di euro alla fine del piano.

Sarebbe difficile persino per il produttore di auto con più risorse finanziarie e che genera più liquidità. E Fiat non lo è.

L’amministratore delegato Sergio Marchionne crede che Fiat abbia bisogno di vendere almeno sei milioni di auto l’anno per diventare credibile a livello globale. Ma il raggiungimento dell’obiettivo di gruppo dipende da quanto si guadagneranno quote di mercato, cosa che presuppone ottimisticamente che i concorrenti non reagiscano in alcun modo. Si prenda il Nord America: Fiat pensa di potere vendere nel 2018 un milione di auto in più dell’anno scorso. Ma si aspetta che l’industria nel suo complesso venda solo 1,3 milioni di macchine in più. (…)

I grandi sogni costano soldi, e Fiat al momento non ne ha. Il piano prevede di finanziare 32 miliardi di euro di investimenti entro il 2016 con 35 miliardi di ebitda (margine operativo lordo), fa notare Sanford C. Bernstein.

Ma questo implica un balzo di circa il 50% dell’ebitda annuo rispetto agli 8 miliardi di euro dell’anno scorso, cosa che sembra improbabile (…). Fiat insiste che non farà un aumento di capitale ma sembra proprio avere bisogno di cash per fare rifornimento.

2. TRATTO DA “FT”: “LE AZIONI FIAT NEL BREVE PERIODO NON DOVREBBE VINCERE PIÙ ALCUNA COMPETIZIONE”
Lex Column, “Financial Times”

E’ una nuova auto! L’idea vincente nella competizione Sohn Investment di quest’anno è stata quella di comprare azioni Fiat. Prezzo obiettivo: 16,5 euro. Si tratta, dopo tutto, del più economico produttore di auto del mondo e possiede Chrysler, giusto?

Giusto. Sì, Fiat è valutata a tre volte il valore di impresa rispetto all’ebitda. Renault, che, al pari di Fiat, si trascina dietro un debito consistente, nove volte. Le azioni di entrambe l’anno scorso hanno corso. Ma se Renault ha guadagnato un quarto, il prezzo di Fiat è cresciuta tra la metà e un terzo. (…)

Ieri le azioni Fiat sono crollate. Il giorno prima, a Detroit è stato presentato il nuovo piano industriale del gruppo. (…) Il flusso di cassa dovrebbe coprire gran parte della spesa prevista dal piano. Ma la ripresa dei conti non sembra essere abbastanza robusta. E la perdita annunciata nel primo trimestre fa supporre che sia così. (…) Le azioni Fiat nel breve periodo non dovrebbe vincere più alcuna competizione.

3. IL PIANO A CINQUE ANNI DI FIAT LASCIA FREDDI GLI INVESTITORI
Giovanni Legorano e Christina Rogers per il “Wall Street Journal”

Gli investitori hanno dato un voto di sfiducia a al nuovo piano industriale a cinque anni di Fiat Chrysler Automobiles, spingendo le azioni così giù che sono anche state sospese per eccesso di ribasso.

Fiat Chrysler conta su un aumento delle vendite delle auto di lusso come parte di un piano ambizioso. (…) Gli analisti hanno attribuito le vendite sulle azioni alla mancanza di chiarezza su come Fiat Chrysler metterà insieme i 48 miliardi in ricerca e sviluppo e spese per investimenti necessarie per raggiungere gli obiettivi, a meno di non dovere ricorrere a un aumento di capitale. (…)

Gli analisti sono scettici perché Fiat non ha raggiunto gli obiettivi di vendite e utili in passato e ora è appesantita da un debito di quasi 30 miliardi di euro – molto di più dei suoi concorrenti – mentre il suo core business europee brucia cassa.

“E’ difficile convincersi che il piano potrà essere finanziato. Fiat è schiacciata da un debito enorme con i relativi costi ed è soltanto poco redditizia”, dice Max Warburton, analista di Sanford C. Bernstein.

Incalzato dagli analisti sulla possibilità di avviare un aumento di capitale, l’ad di Fiat Marchionne non ha completamente escluso l’eventualità per il futuro. Ma per adesso, ha detto, la valutazione dell’azione è troppo bassa e la sua sensazione è che il piano possa essere implementato senza bisogno di una ricapitalizzazione. Marchionne ha però detto che è possibile che il gruppo emetta un bond convertibile, ipotesi comunque solo “possibile”. (…)

Quanto ai numeri del trimestre, “dati deboli non hanno contribuito ad aumentare la visibilità e la fiducia per il quadro di lungo termine”, ha detto l’analista di Mediobanca Massimo Vecchio. (…)

da dagospia.com


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