fiat

Nuova Pubblicità Fiat 500L durante Sanremo 2013 sponsor


Fiat 500L foto spot pubblicitàFiat partecipa alla 63esima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, in onda dal 12 al 16 febbraio, con la sua  ultima nata: 500L, la ‘City lounge’ che unisce l’iconicità dello stile 500 alla funzionalità del design Made in Fiat. Da questa speciale alchimia nasce una nuova concezione di auto cittadina che riformula in chiave emozionale la categoria delle vetture compatte per la famiglia moderna, sviluppando in forme inedite alcuni tratti stilistici di 500.

In ciascuna delle 5 serate del Festival sarà trasmesso un maxi spot da 60″ con due soggetti che faranno scoprire la nuova vettura in tutta la sua grandezza in quanto sa contenere tutti insieme i piccoli piaceri e le grandi emozioni della vita – i bambini, gli amici, i viaggi, la  musica e la community – declinando in modo unico i concetti di funzionalità e stile. Proprio un bambino è protagonista dei due filmati: il piccolo dall’aria birbantella è seduto sul sedile posteriore della nuova 500L e si diverte con le dita ad ‘allargare’ magicamente tutto ciò che vede al di là del vetro. Del resto, tutto è possibile con la ‘City lounge’ in quanto è una vettura che sa fare proprio tutto: sa ospitare 5 passeggeri con i loro 5 trolley, li sa proteggere con le sue 5 stelle Euroncap, sa adeguarsi alle loro esigenze con una flessibilità senza pari, li supporta nella guida con i consigli di Eco:Drive Live per consumare meno, li coccola con un comfort da vettura superiore e li sorprende con una tecnologia all’avanguardia. Insomma, manca solo che ‘faccia il caffè’… ma da oggi sa fare anche quello!

Dopo il Festival di Sanremo il pubblico potrà continuare ad apprezzare la grandezza di Fiat 500L con altri spot – on air per tutto il mese di febbraio sulle principali emittenti TV nazionali e al cinema nei formati 30″ e 15″ – dedicati ai due nuovi propulsori campioni di prestazioni, consumi ed emissioni: 1.6 Multijet II 16v da 105 CV e 0.9 TwinAir Turbo Natural Power da 80 (benzina/metano).

Le due nuove motorizzazioni contribuiranno a consolidare le ottime performance commerciali registrate finora dalla City Lounge Fiat: in soli 5 mesi di commercializzazione ha raccolto in Europa oltre 38.000 ordini, più della metà al di fuori dell’Italia. In particolare, a gennaio 2013, 500L è risultata la vettura media più venduta in Italia e seconda nella classifica dei ‘diesel’. Quest’ultimo risultato è ancora più interessante se si considera che è stato raggiunto con una sola motorizzazione: 1.3 Multijet II da 85 CV con cambio manuale. Da oggi l’offerta diesel di 500L cresce  sia con il nuovo 1.6 Multijet II 16v da 105 CV sia con il nuovo abbinamento 1.3 Multijet II da 85 CV e  cambio Dualogic: la risposta ideale per affrontare il traffico urbano con emissioni e consumi davvero contenuti.

Di seguito alcuni dei numerosi punti di forza del modello che il pubblico potrà valutare concretamente recandosi presso una delle concessionarie Fiat dove, fino al 28 febbraio, grazie anche al contributo della Rete di vendita Fiat e in caso di riconsegna di qualsiasi usato, la 500L Pop 1.4 da 95 CV è offerta al prezzo promozionale di 14.900 euro completa di climatizzatore con filtro anti-polline, 6 airbag, controllo di stabilità ESC, sedili posteriori sdoppiati, scorrevoli, reclinabili e abbattibili Fold&Tumble, sedile del passeggero abbattibile a tavolino, plancia nella stessa tinta di carrozzeria e Cargo Magic Space (piano di carico regolabile in altezza). Inoltre, il cliente potrà beneficiare di un vantaggioso finanziamento  a tasso 0 e TAN 0 (TAEG 2,70%).


Accessori Mopar per Fiat Jeep e Alfa Romeo


Scarico Mopar Alfa GiuliettaLe innovazioni introdotte da Mopar®
Mopar® ha introdotto numerose innovazioni nel settore, tra cui ricordiamo alcuni primati quali  le applicazioni per informazioni di bordo su smartphone, i manuali utente in formato elettronico su DVD e in formato “brief user-guide” e un sistema di ricarica wireless di bordo per i dispositivi portatili.
Inoltre, Mopar® è stata la prima ad offrire ai propri clienti la possibilità di trasformare la propria vettura in un’area di accesso wireless, così come è stata la prima sul mercato ad offrire EVTS (Electronic Vehicle Tracking System), un innovativo dispositivo di localizzazione del veicolo che invia al proprietario un messaggio di testo nel caso la vettura venga guidata a velocità eccessiva o troppo lontano, in base ai parametri preimpostati.

Brand Mopar®
Nato nel 1937  e affermatosi negli anni Sessanta con una linea di componenti ad alte prestazioni per veicoli da competizione, il brand Mopar® proprio quest’anno ha celebrato 75 anni di attività, delineandosi come uno dei maggiori player del mercato e da oggi sempre più integrato con le attività di Fiat Group Automobiles. Basti pensare che  l’offerta globale di Mopar® include oltre 500.000 ricambi e accessori distribuiti più di 120 Paesi.
La missione di Mopar®  è assicurare a ogni cliente dei marchi di Fiat Group Automobiles e del Chrysler Group la sua eccezionale esperienza mondiale in tutti i campi del post-vendita. Al servizio di questa missione, mettiamo assistenza al cliente di altissimo livello, tecnologie all’avanguardia, prodotti innovativi, originali e di qualità.

75 Anni di Mopar®

Creato nel 1937 come semplice contrazione delle parole MOtor PARts, il marchio Mopar® cominciò ad emergere negli anni 60: l’era delle vetture aggressive ad alte prestazioni. La Chrysler Corporation realizzò le vetture Dodge e Plymouth pronte per gareggiare, su cui furono montate speciali componenti ad alte prestazioni. Mopar® produsse appositamente una linea di “ricambi speciali” per veicoli da competizione, sviluppando la Mopar® Performance Parts, la divisione per pezzi di ricambio per auto da corsa, orientata a soddisfare clienti alla ricerca di maggiore velocità e maneggevolezza, su strada e su pista. In seguito il marchio ha espanso le attività all’assistenza tecnica e al supporto ai clienti.


Tutte le auto dell’avvocato Agnelli ( e le Ferrari ? )


la fiat 125 di gianni agnelliDalla Panda alla Fulvia tutte le auto dell’Avvocato

Non solo auto di lusso, ma anche una Panda e una Marea nella scuderia di quattroruote appartenute a Gianni Agnelli in mostra da oggi e fino a domenica al Lingotto di Torino. È l’omaggio che Automotoretrò, la rassegna giunta quest’anno alla trentesima edizione, dedica all’Avvocato e alla sua passione per il volante.
foto Francesco Del Bo/Photonews da kataweb.it

 


Fiat ad Automotoretrò 2013 con le auto dell’Avvocato Agnelli


ghidella agnelli e Piero Lardi FerrariA Torino, dall’8 al 10 febbraio, Fiat Group Automobiles partecipa alla 31esima edizione di ‘Automotoretrò’ esponendo alcune delle automobili dell’Avvocato Giovanni Agnelli in occasione del decennale della sua scomparsa. Appartenenti alle Collezioni Storiche dei marchi Fiat e Lancia, sono esemplari unici che sapranno certamente attirare l’attenzione di un pubblico esperto ed appassionato proveniente da tutt’Europa.

 

Confermando il proprio interesse a questo settore in continua crescita che pervade trasversalmente la società contemporanea aggiungendo valore al comparto dell’auto moderna,  il Gruppo Fiat è presente alla rassegna torinese con due aree espositive, una per ciascun brand, capaci di esaltare la più autentica passione per l’automobilismo, di ieri e di oggi. Infatti, accanto agli esemplari storici Fiat e Lancia sfilano le novità di attuale produzione: è il modo migliore per ribadire con forza l’unicità dei singoli brand nel panorama mondiale.

 

In particolare, sullo stand Fiat il pubblico può ammirare una Panda Rock Moretti del 1985 che venne utilizzata in Costa Azzurra. Si tratta di una simpatica vettura convertibile nata sulla base di una Panda 45 per mano della nota carrozzeria torinese. Riflettori puntati anche su una serie speciale di Fiat 125 del 1968 con motore 1600 cc bialbero da 90 CV abbinato ad un cambio automatico. Realizzata appositamente per l’Avvocato Giovanni Agnelli, la vettura è caratterizzata dall’esclusiva carrozzeria blu metallizzato e dal raffinato interno in panno blu. Allo stesso modo è un pezzo unico la terza automobile in mostra: una Fiat Marea berlina del 2001 equipaggiata con motore 2,4 litri a benzina e cambio automatico.

 

Le tre vetture storichefanno da cornice all’ultima nata in casa Fiat: la 500L. Eletta ‘La Novità dell’Anno 2013′ dai lettori della rivista italiana Quattroruote, la nuova vettura unisce l’iconicità dello stile 500 alla funzionalità del design Made in Fiat. Da questa speciale alchimia nasce un modello “City lounge”, una nuova concezione di auto cittadina che riformula in chiave emozionale la categoria delle vetture compatte per la famiglia moderna, sviluppando in forme inedite alcuni tratti stilistici di 500.

 

‘Automotoretrò 2013′ è anche l’occasione ideale per ammirare tre prestigiose ammiraglie Lancia: Thema ‘Limousine’ V6 del 1988 e Kappa ‘Limousine’ del 1996, entrambe appartenute all’Avvocato Giovanni Agnelli, oltre all’affascinante Thema 8.32 II Serie del 1988 in dotazione alla Collezione Storica Lancia. Accanto a queste tre splendide berline di rappresentanza è presente la nuova Lancia Thema, la prima ammiraglia globaleche

coniuga l’expertise e la funzionalità propri del marchio Chrysler con il lusso degli interni in vera pelle, il silenzio ovattato delle grandi Lancia e la cura dei dettagli che esprimono il meglio del “Made in Italy”.

 

In dettaglio, rispetto al modello di normale produzione, la Thema Limousine ha un passo allungato di 30 centimetri, per una lunghezza totale di 4890 mm, oltre ad essere dotata di terzo vetro laterale, ampio spazio per i sedili posteriori e specifici cerchi in lega da 15″. Tra i numerosi contenuti offerti di serie citiamo condizionatore automatico, impianto ABS, sospensioni irrobustite con  taratura specifica, idroguida e alzacristalli anteriori e posteriori elettrici. La stessa classe si ritrova sulla Lancia Kappa ‘limousine’ a passo lungoproposta con  il potente 3 litri da 190 CV e caratterizzata da un terzo finestrino fisso laterale, posto fra le portiere anteriori e posteriori, oltre al tetto e i montanti rivestiti in vinile nero.

 

Il pubblico di ‘Automotoretrò’ potrà ammirare la Lancia Thema 8.32 con motore Ferrari a 8 cilindri (32 valvole) e dotata di unnuovo sistema di sospensioni a controllo elettronico, oltre ad uno spoiler posteriore a scomparsa a comando elettrico. Rispetto al modello di normale produzione, questa serie speciale si contraddistingue per un allestimento specifico che include calandra e cerchi in lega dal design Ferrari, plancia in pelle e radica, oltre a due poltrone posteriori sdoppiate a comando elettrico. Prodotta in due serie (1986/1988 e 1988/1992), la Lancia Thema 8.32 è stata realizzata in circa 4.300 unità.

 

Infine, sullo stand dell’Automobile Club Torino sono esposte, per la prima volta insieme, due vetture rarissime: le Lancia ECV 1 ed ECV2 degli anni Ottanta. I due prototipi, progettati nel 1986 e nel 1987 per sostituire nei rally la Lancia Delta S4,  non hanno mai corso poiché nel 1987 la Federazione Internazionale cambiò i regolamenti escludendo le vetture Gruppo B dai rally. In particolare, l’ECV2 del 1987 appartiene alla Collezione Lancia ed è l’unico esemplare esistente al mondo. Contraddistinta dalla classica livrea bianco perla con le inconfondibili linee Martini Racing e la scritta laterale ‘ECV – Experimental Composite Vehicle’, l’esclusivo prototipo rappresentava il massimo livello di tecnologia e potenza per una vettura da rally dell’epoca. Lo dimostrano l’impiego di materiali compositi, quali carbonio e Kevlar, e l’adozione di un propulsore BiTurbo di tipo Trifluxdotato di testa a 4 cilindri con quattro valvole ciascuno incrociate tra loro e due turbine KKK. Dall’aspetto fortemente aggressivo, la Lancia ECV2 registrava prestazioni impressionanti: 930 kg di peso e 600 CV a 8000 giri/min che le permettono di accelerare da 0-200 km/h in 9” circa, con una pressione del turbo variabile da 1.8 a 2.2 bar.


Marchionne Ezio Mauro video integrale


marchionne mauro1. LA SORPRENDENTE AUTOCRITICA DI MARPIONNE SU “FABBRICA ITALIA” (“LO SBAGLIO PIÙ GRANDE, UN’IMBECILLAGGINE DI MISURA INTERNAZIONALE”) SI ACCOMPAGNA A UN’ENNESIMA PRESA PER IL CULO: UN POLO DEL LUSSO PER CONQUISTARE I MERCATI CINESI E RUSSI – 2. UN POLO DEL LUSSO CHE PARTE DA NUMERI MISERANDI (A GENNAIO LA FERRARI HA VENDUTO 29 ESEMPLARI CONTRO I 42 DELL’ANNO SCORSO CON UN CALO DI QUASI IL 31%). LA MASERATI A GENNAIO HA VENDUTO 8 AUTO CONTRO I 19 DELLO STESSO MESE DEL 2012 – 3. EZIO MAURO NON HA INFIERITO SULLA MARCIA INDIETRO A PROPOSITO DI “FABBRICA ITALIA” E NEMMENO HA RICORDATO A MARPIONNE CIÒ CHE NELL’OTTOBRE 2010 DISSE A FAZIO A PROPOSITO DELLA FIAT “CHE POTREBBE FARE DI PIÙ SE POTESSE TAGLIARE L’ITALIA” – 3. E NEMMENO GLI HA RICORDATO CHE UN ANNO DOPO, MARPIONNE SI INCAZZÒ QUANDO CONSOB E CISL GLI CHIESERO DETTAGLI SULLO STATO DI AVANZAMENTO DI “FABBRICA ITALIA” – -

Anche le mosche hanno smesso di volare durante i 90 minuti del dialogo che si è tenuto ieri al Teatro Carignano di Torino tra Sergio Marpionne e il direttore di “Repubblica” Ezio Mauro.

E non più di quattro sono stati gli applausi del pubblico sabaudo al manager che ha accettato di sottoporsi alle domande serrate del giornalista. Il consenso più forte si è manifestato quando il capo di Chrysler-Fiat ha sparato bordate nei confronti dei tedeschi che, ha detto, “ci guardano dall’alto in basso e dai quali non abbiamo da imparare nulla specialmente per ciò che riguarda l’Alfa Romeo”.

A settembre il giornalista-guru del “Corriere della Sera” Massimo Mucchetti ,che oggi si è smarrito nel gorgo della politica, aveva insistito con un paio di articoli sulla possibilità che Volkswagen acquistasse il glorioso marchio. Per l’ennesima volta Marpionne ha negato questa eventualità e ha detto che bisogna “reinventare il futuro” dell’Alfa alla faccia di quei tedeschi che ai suoi occhi sono la bestia nera sui mercati internazionali.

Dopo questa orgogliosa rivendicazione l’italo-canadese ha sorpreso le madame torinesi e i manager accorsi per ascoltarlo con una autocritica che oggi viene sottovalutata dai grandi giornali. Eppure quella che è avvenuto ieri nella sala del grande teatro torinese costruito nel ‘600 come un teatrino di famiglia nobile, è una svolta che allarga il cuore a chi ha sollevato dubbi sul fantomatico progetto “Fabbrica Italia” presentato a Palazzo Chigi nel pomeriggio del 22 dicembre 2009.

Su questo progetto che il capo del Lingotto presentò ai ministri in 42 pagine con 59 slides sorsero subito delle perplessità, ma il coro degli apologeti lo giudicò la via della salvezza per l’azienda torinese. Ieri Marpionne sorseggiando una bottiglietta di tè freddo ha imboccato la strada dell’autocritica e ha giudicato “Fabbrica Italia” “lo sbaglio più grande, un’imbecillaggine di misura internazionale”.

Se i torinesi non fossero così discreti e freddi, il teatro avrebbe dovuto venir giù per le urla sdegnate perché finalmente la matita rossa cancellava d’un colpo il sogno da 20 miliardi che ha illuso i cortigiani della Fiat e la schiera degli intellettuali che per anni hanno campato di rendita cantando le odi della Sacra Famiglia degli Agnelli e del manager arrivato dal cantone svizzero.

L’esercizio dell’autocritica è un esercizio inconsueto soprattutto per un manager che è riuscito con merito a scavalcare l’Oceano per prendere dalle mani di Obama il ferrovecchio di Chrysler e i quattrini necessari per rimetterlo in sesto. Con il garbo che lo distingue, il direttore di “Repubblica” Ezio Mauro non ha voluto infierire più di tanto sulla marcia indietro a proposito di “Fabbrica Italia” e nemmeno ha ricordato a Marpionne ciò che nell’ottobre 2010 disse nel salotto del reverendo Fabio Fazio a proposito della Fiat “che potrebbe fare di più se potesse tagliare l’Italia”.

E nemmeno gli ha ricordato che un anno dopo, esattamente verso la fine di ottobre 2011, Marpionne si incazzò come una belva quando la Consob e quell’allegrone di Raffaele Bonanni della Cisl gli chiesero dettagli sullo stato di avanzamento di “Fabbrica Italia”. In quei mesi la crisi dell’automobile era gia’ scoppiata in modo drammatico, ma da Torino e da Detroit nessuno aveva il coraggio di spiegare che il progetto era nato come un bambino morto, assolutamente inadeguato a garantire la presenza della Fiat in Italia.

Quella di ieri va quindi segnata come una giornata storica e qualcuno dovrebbe avere il coraggio di chiedere conto all’indomito Marpionne non solo della spudorata e tardiva ammissione di una “imbecillaggine di misura internazionale”, ma anche di un atto di riparazione che serva a riequilibrare l’atto di contrizione.

E qui si apre la seconda parte davvero interessante del dialogo tra il capo di Chrysler-Fiat e il direttore di “Repubblica” perché in realta’ l’atto di riparazione Marpionne lo ha indicato con un altro scenario sul quale si potra’ aprire una grande discussione.

Dopo aver ammesso che tutte le previsioni erano sbagliate per cui le industrie dell’automobile nel Vecchio Continente possono uscirne soltanto chiedendo all’Unione europea di distribuire in “modo equo” la presenza degli stabilimenti, il figlio del carabiniere Concezio ha tirato fuori il jolly che a suo avviso potrebbe salvare la presenza di 86mila dipendenti in Italia. La carta vincente questa volta non è un piano di 42 pagine simile a quello che nel pomeriggio del dicembre 2009 stordì i ministri e i sindacati, ma il polo del lusso dove dovrebbero confluire i marchi Ferrari, Maserati, Alfa Romeo.

Per sostenere la sua tesi non ha esitato a dire che in Italia, in Europa come in Cina e in altre aree del mondo la Fiat deve accettare la regola del mercato secondo la quale “chi ha i soldi compra”. Forse il manager che vive l’impetuosa ripresa americana si è ricordato del motto evangelico secondo il quale “a chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza, mentre a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”. Questo motto è stato studiato alla Columbia University dal sociologo Robert K. Merton e viene indicato come “effetto San Matteo” poiche’ indica nelle parole dell’evangelista la tendenza della ricchezza ad amplificarsi come una palla di neve che rotola su una superficie scoscesa.

Resta il fatto che il Marpionne di ieri è profondamente convinto di reinventare il futuro della Fiat sfondando con le auto di lusso sui mercati della Cina e della Russia dove la Fiat arriva ultima avendo accumulato errori e ritardi colossali. Giustamente Ezio Mauro, dopo aver cercato di evocare un po’ di eguaglianza sociale rispetto alla brutale immagine della forbice tra i ricchi e i poveri, ha ricordato che la Fiat è sbarcata in Russia negli anni ’60 ma per Marpionne è stato gioco facile ricordare che lui a quell’epoca non c’era e che anche gli errori compiuti in Cina da Gianni Agnelli a partire dal 1982 con una serie di joint-venture sventurate che sono durate fino al 2009, non gli devono essere attribuiti.

Se si vuole battere gli odiati tedeschi e i big dell’industria americana- ha detto con calore- bisogna mettersi alla caccia dei ricchi cinesi e delle mogli degli oligarchi russi che nel 2011 hanno comprato 300 Ferrari e 200 Lamborghini (un marchio che Marpionne considera peraltro irrilevante).

E ha aggiunto che la campanella dei mercati suona in una direzione diversa rispetto a quella che nel 2012 ha consentito alla Fiat di immatricolare soltanto 1,4 milioni di vetture di piccola cilindrata, il risultato più basso dal 1979.

Di fronte alla strategia del lusso, gli esperti di politica industriale e i sindacalisti meno incazzati di Landini (al quale Marpionne non ha risparmiato frecciate velenose), adesso dovrebbero mettersi a tavolino e fare un semplice ragionamento. Perché se è vero che la competizione con i colossi tedeschi e americani si è spostata sui target piu’ alti della ricchezza. Allora c’è da chiedersi come sia possibile fronteggiare una sfida tanto grande con i numeretti sulle vendite di Ferrari, Maserati e Alfa Romeo.

Pochi giorni fa sono usciti dati eloquenti. Nel mese di gennaio la Ferrari di Luchino di Montezemolo ha venduto 29 esemplari contro i 42 dell’anno scorso con un calo di quasi il 31%. Da parte sua Maserati, l’azienda, nella quale pochi giorni fa Marpionne ha inaugurato con John Elkann il nuovo stabilimento di Grugliasco, sempre a gennaio ha venduto 8 esemplari contro i 19 dello stesso mese del 2012 con un calo del 58%. E per quanto riguarda l’Alfa ,che fa tanto gola ai tedeschi l’anno scorso se ne sono vendute soltanto 42.000.

Il Marpionne di ieri ha detto che comunque la strada è questa e ha annunciato che a marzo presenterà la Ferrari più costosa del mondo, un prodotto tutto italiano sul quale i tedeschi avranno tanto da imparare.

È cambiato il mondo: i ricchi sono sempre più ricchi, e come dice un proverbio veneto “el soldo fa soldo”. Sembra questa la nuova ideologia evangelica e industriale del manager dal pullover sgualcito: L’autocritica su “Fabbrica Italia” e il sogno di un polo del lusso, che parte da numeri miserandi, spiegano la freddezza degli applausi di ieri pomeriggio al teatro Carignano di Torino.

Lo stile sabaudo rifiuta l’idea che si tratti di un’ennesima presa per il culo, di un pacco che serve a salvare quella credibilità conquistata con i successi di Marpionne della Chrysler. E deve essersene reso conto anche lui quando uscendo sulla piazza è sgattaiolato tra gli insulti degli operai del Lingotto e ha risposto con una gelida stretta di mano al tentativo di abbraccio dell’ex-uomo Fiat, oggi candidato di Monti, Ernesto Auci.

da dagospia.com

video link htp://video.repubblica.it/dossier/repubblica-delle-idee-2013/torino-mauro-e-marchionne-l-intervista-integrale/118217?video


Marchionne non sopporto l’arroganza della Volkswagen non gli vendo Alfa Romeo


marchionneMarchionne: “Non sopporto arroganza VW. Non vendo Alfa”

Torino – Auto di lusso per inseguire la piena occupazione. È il piano di Sergio Marchionne dopo “Fabbrica Italia”, confermato a Torino nel corso di un’intervista alla “Repubblica delle idee” sul palco con il direttore del quotidiano Ezio Mauro.

L’obiettivo è “arrivare alla piena occupazione negli stabilimenti italiani anche prima dei tre quattro anni previsti”. La formula indicata dall’Ad di Fiat Group Automobiles e cioè “producendo in Italia Maserati, Alfa e Jeep”. Al direttore di Repubblica, Marchionne ha assicurato che “Alfa sarà uno dei marchi premium su cui puntiamo. Non la vendiamo certo. Men che meno alla Volkswagen”.

All’estero il numero uno del Lingotto sempre possibilista circa l’ipotesi di costruire modelli low cost, progetto che stanno perseguendo altri marchi, a partire dal Volkswagen. A proposito del quale Marchionne ha confessato di far “fatica a pronunciare quel nome, devo allenarmi tutte le mattine. Li ammiro per il grande lavoro tecnico che hanno fatto negli ultimi trent’anni ma non sopporto l’arroganza”. Marchionne ha ribadito a Torino anche di puntare alla fusione con Chrysler “entro il 2014″.


Back To Top