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Il Viaggio di Natale della Fiat 500L in Europa


Fiat 500L viaggio di Natale 14Con la Fiat 500L sulle orme di Babbo Natale

3087,5 chilometri, da Roma al cuore dell’Alsazia: lo spirito natalizio negli scatti d’autore di Massimo Zelinotti

Prendi la nuova Fiat 500L, mettici un viaggio di oltre 3000 km su strade di ogni tipo, poi un pizzico di spirito natalizio e tanta voglia di realizzare gli scatti fotografici più belli. Da questa ricetta è nato un divertente servizio fotografico in Alsazia, sulle orme di Babbo Natale, nei mercatini natalizi più spettacolari e su percorsi e scenari che sembrano usciti da un plastico dei trenini Marlin.

Il nostro Massimo Zelinotti non si è risparmiato ed è stato davvero difficile selezionare gli scatti migliori fra gli oltre duemila che ci ha portato in redazione. Ecco, clic dopo clic, la cronaca del viaggio.

da repubblica.it


Le difficoltà di Fiat nell’acquisire Chrysler


Fiat-ChryslerNO CHRYSLER NO PARTY – SE MARPIONNE NON RIUSCIRÀ A BREVE A METTERE LE MANI SUL 41,5% IN MANO ALLA VEBA IL SOGNO AMERICANO DELLA FIAT RISCHIA DI DIVENTARE UN INCUBO
Ormai la parte europea del gruppo è sempre più una palla al piede dell’uomo con il pullover sgualcito, che salva i conti solo grazie agli utili Chrysler – Le vendite della 500 continuano a essere un disastro e non lì c’è propaganda che tenga, le previsioni di Marpionne hanno fatto flop…

Massimo Giannini per “Affari & Finanza – la Repubblica”

Purtroppo per l’Italia e per la Fiat, il sogno americano di Sergio Marchionne sta diventando un incubo. L’impasse con Veba non si sblocca. L’acquisto del 41,5% delle azioni Chrysler in mano al fondo di proprietà del sindacato a stelle e strisce Uaw, che consentirebbe al Lingotto di arrivare al 100% della casa di Auburn Hills, è ancora lontano.

Lo ostacolano le divergenze sul prezzo della quota (intorno ai 5 miliardi secondo gli americani, non più di 3 secondo le stime dei torinesi) e le differenze sugli andamenti di mercato (eccellente la quota Usa, pessima quella italiana). E così la fusione si allontana, mentre si avvicina la prospettiva che nel frattempo Veba avvii con una Ipo la quotazione di Chrysler a Wall Street.

Se questo avvenisse, nei primi mesi del 2014, per Marchionne sarebbero guai. A fine aprile, insieme all’annuncio dei risultati finanziari del primo trimestre, il «ceo» dei due mondi dovrebbe rivedere l’aggiornamento al piano quinquennale. Nel frattempo i nuovi azionisti del colosso di Detroit potrebbero rinunciare in via definitiva alla fusione.

Nessuno se lo augura. Ma bisogna pur fare i conti con la realtà. E la realtà dice purtroppo che ormai i rapporti di forza tra Torino e Auburn Hills, com’era prevedibile, si sono totalmente invertiti a vantaggio degli americani. Lo dicono i numeri di bilancio. Lo stallo finanziario e l’andamento del mercato pesano enormemente sulla parte Fiat del gruppo.

Nei primi nove mesi del 2013, su un totale di 2,4 miliardi di euro di utile di gestione, la parte non-Chrysler ne ha generati appena 177 milioni. A livello di risultato netto, l’utile totale di 655 milioni si trasforma in un passivo di oltre 700 milioni senza la parte Chrysler. Detta più brutalmente: senza la filiale americana di Detroit, quella europea di Torino non regge la competizione globale. Lo confermano i numeri del mercato.

A novembre le vendite di auto e veicoli commerciali di gruppo sono aumentate del 16% a 142.275 unità, il miglior risultato dal 2007. Peccato che questa tendenza positiva riguardi tutti i marchi del gruppo, tranne la Fiat. Il marchio Jeep ha registrato un boom del 30%, il marchio Ram Truck ha ottenuto una crescita del 25%, il marchio Chrysler ha registrato un incremento del 12%.

Il marchio Fiat, per contro, ha incassato un meno 15%, precipitando a meno di 3 mila unità. Quello che preoccupa, a dispetto della trionfale propaganda del Lingotto, è la frenata della 500 (meno 41%), non compensata dall’arrivo di quasi un migliaio di nuove 500L. Per quello che vale, riporto un’esperienza molto personale. In cinque giorni di permanenza a New York, purtroppo non ho visto in giro un solo esemplare della mitica «utilitaria» di casa Fiat. Sono io che ho sbagliato occhiali, o è Marchionne che ha sbagliato i calcoli?

da dagospia.com


Per la Fiat 500L nuovo motore il 1.4 T-Jet Turbo da 120 cavalli


fiat 500l living aNuovo turbo benzina per i modelli Fiat 500L, 500L Trekking e 500L Living. Per le tre versioni del “cinquino” maggiorato è disponibile da oggi l’unità 1.4 T-Jet Turbo da 120 cavalli con un listino che parte da 20.920euro (Fiat 500L). L’esordio arriva a poche settimane di distanza dal debutto del nuovo 1.6 MultiJet II, sempre da 120 cavalli. Abbinato al cambio manuale a 6 marce, il propulsore a benzina è già Euro 6.

Il nuovo 1.4 16v T-Jet ha una coppia massima di 215 Nm. Il turbocompressore è annunciato con una “ridotta inerzia” che consente di ottenere le massime prestazioni al comando dell’acceleratore, senza i ritardi tipici di questo tipo di motorizzazioni. Fiat 500L raggiunge così una velocità di punta di 189 chilomeri all’ora con uno spunto da 0 a 100 di 10,2 secondi. L’unità è disponibile sull’allestimento Lounge (il top di gamma) di Fiat 500L.

Il motore turbo jet completa una gamma che già include i benzina 0.9 TwinAir da 105 cavalli e 1.4 da 95 (solo 500L e Fiat 500L Trekking) ed i turbodiesel 1.3 Mulitjet II da 85, 1.6 MultiJet II da 105 nonchè il nuovo 1.6 MultiJet II da 120. Fiat 500L e Fiat 500L Living possono essere equipaggiate anche con lo 0.9 TwinAir Turbo a metano da 80 cavalli.


John Elkann la Chrysler per le banche vale 10 miliardi di dollari


Elkann e Lavinia Borromeo sulla Fiat d'epoca alla mille Miglia 03Elkann sulla valutazione Chrysler:
«Ne prendiamo atto, banche fanno loro lavoro»
L’intera società varrebbe 10 mld di dollari. Il Lingotto dovrebbe pagarne 4.«Valutazioni in corso, certificate da terzi»

Il presidente Fiat John Elkann
Le banche sono al lavoro per valutare quanto vale la Chrysler e stabilire così quanto «pesa» la quota in mano al fondo Veba. Cioè quanto Fiat dovrà pagare per ottenere il 100% del gruppo americano. Il dossier è ormai concluso: tutta la Chrysler varrebbe 10 miliardi di dollari A queste cifre l’affare sarebbe conveniente per il Lingotto: dovrebbe sborsare 4 miliardi, contro i 5 richiesti dal sindacato Usa. John Elkann, presidente del Lingotto, non si sbilancia: «C’e’ un processo in corso che va avanti (quello partito con la domanda di collocamento in Borsa richiesta da Veba per la sua parte ndr), ci sono delle banche che fanno il lavoro. Ci sono delle valutazioni che loro danno e sono certificate da terzi. Noi ne prendiamo solo atto e andiamo avanti». Così risponde alle domande dei giornalisti da Milano, dove è intervenuto all’Università Bocconi per l’istituzione della cattedra dedicata al nonno.

LA CATTEDRA PER IL NONNO – Un’iniziativa della Fondazione Giovanni Agnelli presentata davanti all’ex premier Mario Monti e a Ratan Tata, patron dell’omonimo gruppo industriale indiano. La cattedra é stata assegnata alla professoressa Chiara Fumagalli. A febbraio poi, la Fondazione Agnelli presenterà il nuovo rapporto sulla scuola con la valutazione degli istituti. «Un tema controverso» lo ha definito Elkann.

Daniele Sparisci da corriere.it


La FIat Ottimo


Fiat Ottimo 06Fiat: in Cina arriva la «Ottimo»
È il secondo modello dopo la berlina Viaggio
Sarà prodotta nella fabbrica di Changsha

La Fiat lancia il suo secondo modello per il mercato cinese. Il nome è ambizioso: «Ottimo». È una compatta due volumi costruita sulla stessa piattaforma della berlina «Viaggio». Il debutto è avvenuto all’Auto Show di Guangzhou, la nuova vettura sarà costruita nello stabilimento di Changsha dai primi mesi dell’anno prossimo grazie alla joint venture con il produttore locale Gac.

Qui la Fiat dispone di un impianto da 140 mila auto l’anno, ma l’obiettivo è arrivare a 250 mila dopo il 2015 quando entreranno a regime altri modelli. Fra i quali la Jeep Grand Cherokee. La «Ottimo» è stata disegnata e progettata a Torino ma tenendo conto delle esigenze dei clienti cinesi: Roberto Giolito, capo dello stile del marchio Fiat, l’ha presentata al pubblico.

IL LINGOTTO IN CINA- Nella Repubblica Popolare, dove la Fiat ha accumulato ritardi anche a causa di alleanze infruttuose con altri produttori, le vendite nel terzo trimestre sono salite del 160% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente sostenute dalla domanda della Viaggio e della forza del marchio Jeep. Ma i numeri sono ancora bassi rispetto alla concorrenza: nell’area Apac (Asia e Pacifico): 45 mila unità.

Daniele Sparisci da corriere.it


Fiat Chrysler richiami per 1,2 milioni di pickup Ram


Dodge-RAM-logo-1Ancora richiami per Fiat-Chrysler:
coinvolti 1,2 milioni di pick up Ram
L’operazione è scattata per effettuare controlli al sistema sterzante del veicolo che dal 2008 al 2012 avrebbe vausato due feriti. Solo un terzo dei veicoli subiranno modifiche.

DETROIT – Ancora richiami per Fiat-Chrysler. Il gruppo italo-americano ha annunciato il richiamo di circa 1,2 milioni pickup Ram Truck in tutto il mondo. La decisione – ha spiegato la casa di Auburn Hills – è stata presa per controllare il giusto allineamento dei tiranti delle ruote anteriori, senza il quale si possono creare problemi al funzionamento dello sterzo.

Secondo Chrysler, delle vetture interessate dal richiamo solo 453.000 dovrebbero aver bisogno di un intervento per eliminare il difetto. Difetto che è stato causato da alcuni tecnici che hanno interpretato male le istruzioni, si spiega. Al richiamo – si legge nella nota della casa automobilistica – si è arrivati dopo sei incidenti che tra il 2008 e il 2012 hanno provocato due feriti.

da ilmessaggero.it


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