formula1

La Honda torna in F1 con la Mclaren nel 2015


mclaren_logoFormula 1 – Il ritorno della Honda: motori alla McLaren dal 2015
La Honda torna in Formula 1. Dopo un’assenza di ormai 5 anni (nel 2008 il ritiro) l’azienda giapponese rientra nel circus come fornitore di motori per la McLaren a partire dal 2015.

Una partnership che già tra il 1988 e il 1992 ha dato ottimi risultati come sottolineanho le due aziende nell’ufficializzara la notizia, anticipata ieri dalla stampa nipponica. Il presidente della Honda, Takanobu Ito, ha parlato di “progetto congiunto” spiegando che il team che parteciperà al Mondiale del 2015 si chiamerà appunto McLaren Honda.
“Il ritorno della Honda è una notizia fantastica per tutti coloro che amano la Formula. Honda e McLaren tornano insieme per una partnership di successo che ha già dato grandi risultati, insieme abbiamo vissuto e costruito alcuni tra i momenti più belli della Formula 1 che tutto il mondo ancora ricorda – ha dichiarato Martin Whitmarsh, team principal della McLaren -. Adesso siamo pronti per imbarcarci in una nuova ed entusiasmante avventura. A nome di tutta la McLaren e di tutti quelli che amano la F1, sono lieto di dare il bentornato alla Honda”.
La Honda prenderà il posto della Mercedes, il cui contratto col team di Woking scade proprio tra due anni. Insieme Honda e McLaren, tra il 1988 e il 1992, hanno vinto 4 mondiali piloti, tre con Ayrton Senna (1988, 1990, 1991) e uno con Alain Prost (1989), e quattro titoli costruttori consecutivi dal 1988 al 1991.
Eurosport 


La Ferrari si arrabbia con la Red Bull per il cambio gomme Pirelli dal Canada


pirelli cinturato formula 1F1, PIRELLI CAMBIA LE GOMME E LA FERRARI FA IRONIA
“Tempi duri per chi ha la memoria corta, la scusa di ridurre i pit-stop non regge”

La decisione della Pirelli di cambiare le gomme dal Gp del Canada continua a far discutere. Ufficialmente la modifica arriva per evitare i cedimenti e ridurre il numero dei pit-stop, ma a Maranello la questione non convince. “Tempi difficili per chi non ha memoria – si legge sul sito della Ferrari -. Chi si lamenta si dimentica che anche due anni fa in Spagna e Turchia le soste di 5 dei 6 piloti saliti sul podio erano 4″.

Il cambio di in corsa di Pirelli, dunque, non piace alla Rossa. In molti, del resto, attribuiscono al pressing della Red Bull la decisione di modificare la struttura delle gomme, tornando al passato. “Alti lai si sono levati per sottolineare che diverse squadre, sia chi è salito sul podio sia chi c’è rimasto piuttosto lontano, hanno effettuato quattro pit-stop nell’ultimo Gran Premio di Spagna, rendendo la gara di difficile comprensione – si legge ancora nell’articolo intitolato ‘Ricordi di gomma’ -. Peccato che queste anime belle fossero rimaste silenti due anni prima”.

Nel dettaglio, il riferimento immediato è quello alla gara sul Circuit de Catalunya e a quella sul tracciato di Istanbul. Ma non è tutto qui. A Maranello, infatti, hanno la memoria lunga. “Del resto, non è certo una novità che si possa vincere una gara con un numero di pit-stop così elevato – scrive ancora la Ferrari -. Basta pensare al 2004, anno in cui Michael Schumacher s’impose nel Gran Premio di Francia grazie a una strategia che passò dalle tre soste programmate alle quattro, la chiave per consentire alla F2004 del campionissimo tedesco di superare l’allora pilota della Renault Fernando Alonso che di soste ne fece tre. E quel giorno, noi ce lo ricordiamo bene, tantissimi furono gli elogi per chi scelse quella strategia e per il fornitore di gomme che rese possibile massimizzare il potenziale della vettura”.

“Oggi, invece, sembra quasi che ci si debba vergognare di aver scelto una strategia che, come sempre del resto, è volta a tirare fuori il massimo dal pacchetto che si ha a disposizione – conclude l’articolo targato Maranello con una sottile ironia -. Se poi questa scelta viene effettuata sin dal venerdì perché tutte le simulazioni sono univoche non si capisce perché ci si debba sentire in imbarazzo nei confronti di chi, invece, ha fatto una scelta diversa salvo poi pentirsene durante la gara stessa”.

da sportmediaset.com


Dino Zoff il sorpasso di Alonso diamo merito alla Ferrari che è un missile


dino zoffL’uscita di Zoff  Il sorpasso sopravvalutato di Alonso e la Ferrari che ha rubato le ali alla Red Bull

Cominciamo dai giornali di lunedì. Dappertutto ho letto complimenti incredibili a Fernando Alonso. Diciamo subito che penso che sia un grande, grandissimo pilota, così almeno ci mettiamo al riparo dalle  critiche degli alonsisti più estremi. Poi però diciamo la verità: quel sorpasso “magico” su Hamilton e Rosberg è stato possibile solamente grazie a una macchina che andava come un siluro.

Non dico che li passavo pure io, ma quasi. La verità è che con quella macchina lì, in questo momento, la Ferrari, in gara non ha rivali. Guardate i distacchi. Guardate che fatica enorme che hanno fatto gli altri. Prendete Raikkonen, è arrivato secondo ma, di fatto, ha partecipato ad un’altra gara. Se dovesse competere con una strategia simile a quella di Alonso, in questo momento arriverebbe staccato anche lui di un minuto.

Io sono mesi che lo ripeto, questa Ferrari ha qualcosa in più, persino della Red Bull. Occorre dirlo chiaramente per restituire un po’ di merito agli ingegneri, gli stessi che erano stati massacrati quando le cose – e non parlo di tanto tempo  fa – non andavano al meglio.

Detto questo, non si può non commentare la vicenda delle gomme Pirelli. Mi chiedo: in molti pensano che adesso, cambiando il tipo di coperture, la dimensione agonistica della F1 venga in qualche modo sbilanciata. Io non credo, io penso che i valori rimarranno più o meno quelli che abbiamo visto fino a qui, ma mi chiedo:  occorreva davvero arrivare fino a questo punto? Ce ne eravamo accorti noi da casa che le cose non andavano come dovevano, non si poteva intervenire per tempo? e meglio?

Come è possibile sentire che dai box è tutto un richiamare i piloti, un incitarli ad andare piano, a proteggere le gomme e non capire che no va bene? Io sono vecchio e mi ricordo di quando il campionato costruttori nemmeno esisteva. A fatica ho sopportato l’introduzione della classifica delle squadre. Ma perché impormi anche il campionato del mondo di strategie? Che senso ha? Non vi bastava il Drs e il Kers? Ma dico, c’era proprio bisogno di vedere una Mercedes con a bordo Hamilton agonizzare dietro alla Marussia di Chilton per rendersi conto che le cose stavano andando in una direzione sbagliata? Insomma, questa non era più la mia Formula 1, non voglio parlare dell’aspetto spettacolare, per carità, però dal punto di vista sportivo e agonistico era diventato qualcosa di diverso.

Adesso, ci assicurano dalla Pirelli, si tornerà ad una condizione più sensata, più o meno quella del 2012. Penso che la Ferrari rimarrà la macchina da battere ma almeno avremo gare più sensate e sportivamente comprensibili. Dal Canada, però. Rimane l’incognita di Monaco dove, in quei budelli, non avere più le gomme dopo cinque o sei giri rende tutto molto imprevedibile e a mio avviso anche un po’ pericoloso.

Dino Zoff da repubblica.it


Bernie Ecclestone incriminato per corruzione in Germania avrebbe corrotto con 44 milioni di dollari l’allora responsabile rischi della banca BayernLB, Gerhard Gribkowsky, per fargli cedere i diritti della Formula 1 alla Cvc, società di cui Ecclestone è direttore esecutivo


montezemolo ecclestoneEcclestone incriminato per corruzione

Il patron della Formula 1 nei guai
in Germania per 44 milioni
di dollari versati nel 2006 all’allora
responsabile rischi della banca
BayernLB, Gerhard Gribkowsky
Bernie Ecclestone è stato incriminato per corruzione dalla procura di Monaco di Baviera: lo rivela la Sueddeutsche Zeitung, spiegando che è stata disposta la traduzione delle accuse che saranno presto trasmesse ai legali del patron della Formula 1. Martedì la Procura aveva ufficializzato la chiusura dell’indagine, senza precisare se vi sarebbe stata un’incriminazione.

L’82enne magnate britannico nel 2006 avrebbe corrotto con 44 milioni di dollari l’allora responsabile rischi della banca BayernLB, Gerhard Gribkowsky, per fargli cedere i diritti della Formula 1 alla Cvc, società di cui Ecclestone è direttore esecutivo. Lo stesso Gribkowsky nel giugno scorso era stato condannato a otto anni e mezzo di carcere per corruzione, frode ed evasione fiscale.

Il processo potrebbe mettere fine a quasi quattro decenni di regno incontrastato di Ecclestone in Formula 1: lui ha sempre respinto le accuse, sostenendo di aver versato i soldi perché ricattato da Gribkowsky.

da lastampa.it


Red Bull contro la Pirelli con queste gomme non è più F1


Red-Bull-foro-fondoRed Bull contro Pirelli: «Non è più F1»Il proprietario Dietrich Mateschitz accusa l’eccessivo degrado degli pneumatici
BARCELLONA – «Ormai non si tratta più di gare di Formula 1, ma di come i piloti riescono a gestire le gomme». Non nasconde la propria rabbia il proprietario della Red Bull, Dietrich Mateschitz, dopo la deludente prova dei suoi piloti sul circuito di Montmelò. In particolare, Vettel nonostante il quarto posto finale, non è mai stato in grado di lottare con Ferrari e Lotus.
Il boss della Red Bull si è fermato a parlare con Bernie Ecclestone dopo il Gp di Spagna evidenziando i limiti degli pneumatici. «L’obiettivo era quello di rendere le gare più avvincenti ed emozionanti – ha detto ancora Mateschitz – con un numero più alto di pit stop per il cambio pneumatici, ma abbiamo ottenuto l’effetto contrario. Per fare bene e ottenere il massimo dalle gomme andrebbero fatte otto o dieci soste a gara, non è possibile».
La stessa Pirelli, dopo la gara di Montmelò, ha riconosciuto che una corsa con quattro pit stop è troppo e considera la possibilità di cambiare gli pneumatici in vista del Gp di Gran Bretagna.

da corrieredellosport.it


Le pagelle del gran premio di Barcellona


gutierrez gp2 silverstoneFormula 1 – Le pagelle del Gran Premio di Spagna
Gara favolosa di Fernando Alonso che trova in Raikkonen un grande avversario; male Sebastian Vettel, terrificante la prestazione delle Mercedes

Fernando Alonso 10 – Torna a vincere davanti al suo pubblico e lo fa con una gara eccellente, dominata per larghi tratti. Favoloso il doppio sorpasso su Hamilton e Raikkonen in partenza, ottima la gestione di una corsa che lo ha visto condurre a lungo anche grazie alla perfetta strategia disegnata dagli uomini della Ferrari. Chapeau a Fernando e a tutta la squadra di Maranello.
Kimi Raikkonen 9 – Con il crollo verticale delle Mercedes e l’appassimento di Sebastian Vettel, resta l’unico vero avversario in grado di rivaleggiare con le Ferrari: spettacolare nel lungo stint di metà corsa con le gomme morbide, dove mostra un passo entusiasmante, duro e coriaceo nel finale quando riesce a difendersi senza soffrire particolarmente dal disperato tentativo di recupero di Felipe Massa. Per la terza volta consecutiva sale sul secondo gradino più alto del podio: quest’anno sta tenendo un ritmo vertiginoso, da possibile campione vero.
Felipe Massa 8 – Grande partenza in cui riesce a guadagnare subito le tre posizioni perse dopo la penalizzazione subita in qualifica, poi è sempre lì, a proteggere Fernando Alonso: si tiene alle spalle le Red Bull stravincendo il confonto con Sebastian Vettel e lotta fino alla fine, cercando anche di imbastire una difficilissima rimonta sulla seconda posizione tenuta da Raikkonen.
Mark Webber – Daniel Ricciardo 6,5 – Il duello tra il presente e il futuro della Red Bull, visto che il giovane pilota della Toro Rosso sembra ormai destinato a occupare un sedile nella scuderia madre nella prossima stagione. Dopo una partenza terribile, Webber riesce a recuperare diverse posizioni e a chiudere con un onesto quinto posto finale; Ricciardo si fa notare invece per una gara molto combattiva e alla fine riesce a tenersi dietro sia l’arrembante Gutierrez (nota di merito anche per lui) così come il terrificante Hamilton.
La McLaren 6,5 – Reduce da una preoccupante sessione di qualifica, con Perez nono e Button fuori dal Q3 per la prima volta in stagione, la scuderia di Woking riesce a salvarsi centrando un ottavo e un nono posto finali che valgono 6 punti e la possibilità di pareggiare i conti con la Force India nella lotta per il quinto posto nella classifica costruttori. Difficile pretendere di più in questo momento. Ah, “utile” anche la scelta di non farsi la guerra interna come successo tre settimane fa in Bahrain.
Sebastian Vettel 5 – Discreto l’inizio, poi si perde completamente con il cambio di gomme. A un certo punto della corsa, dopo aver tenuto faticosamente dietro un Raikkonen molto più performante, gira con lo stesso passo della Marussia di Bianchi, che quasi riesce in una manovra di sdoppiaggio. Termina la gara in sordina, con un quarto posto tenuto soltanto per le difficoltà iniziali del suo compagno di squadra e delle Mercedes. Perplesso al termine delle qualifiche, molto più pensieroso al termine della gara. E i punti di vantaggio su Kimi Raikkonen ora sono solamente 4.
La Mercedes 4 – Fortissima in qualifica quanto terrificante (nel senso più brutto della parola) in gara. Dopo essersi guadagnate le possibilità di gestire la corsa con la prima fila conquistata con grande merito sabato pomeriggio, le Frecce d’Argento colano a picco mostrando problemi enormi con le gomme durante la corsa, sulla falsariga di quanto accaduto anche nel GP del Bahrain. Hamilton si impantana nelle retrovie e chiude senza punti per la prima volta in stagione e il sesto posto del poleman Rosberg non può bastare per poter accennare il più piccolo sorriso.

Daniele Fantini da  Eurosport


2 of 42612345678
Back To Top