formula1

Domenicali una Ferrari brutta ma vincente


Domenicali, F2012 Non e’ Bella? Deve Essere Competitiva
”Proprio bella non e’. Ma la bellezza dal punto di vista estetico non e’ fondamentale. Certe linee sono dettate dal regolamento, altre dalle scelte che puntano a privilegiare la performance aerodinamica”. La nuova Ferrari F2012 magari non strega per le sue qualita’ estetiche. Al team principal Stefano Domenicali, pero’, interessa soprattutto che la nuova rossa sia veloce. ”Ho visto una macchina spinta all’estremo su tutti i fronti: meccanico, tecnico e spero anche aerodinamica. La prestazione ci dira’ se il progetto, discontinuo rispetto al passato, sara’ premiato. Non c’e’ nemmeno bisogno di dire quale sara’ l’obiettivo del 2012. Se avremo una monoposto competitiva dall’inizio, potremo lottare fino in fondo: non aggiungo altro”, dice Domenicali, dal sito del Cavallino, nella giornata dedicata alla presentazione della monoposto. ”Ho visto i nostri piloti molto carichi. La stagione sara’ importante per entrambi, magari in maniera diversa per ciascuno”, dice riferendosi a Fernando Alonso e Felipe Massa. La Ferrari deve riscattare il deludente 2011. ”Ho visto una grandissima voglia di riscatto, tanta determinazione e un diverso approccio al lavoro. I nostri avversari avranno ancor piu’ voglia di batterci. Chi ha vinto, vorra’ dimostrare di essere ancora piu’ forte. Chi e’ arrivato dietro, vorra’ superare tutti”, dice soffermandosi sulla concorrenza. ”Non vediamo l’ora di confrontarci con gli altri. I nostri avversari saranno sempre gli stessi, non c’e’ bisogno di fare nomi. Chi ha vinto negli ultimi anni (la Red Bull, ndr) sara’ protagonista, la McLaren ha piloti molto forti. La Mercedes vorra’ dimostrare chi e’. E poi e’ tornato Kimi (Raikkonen, ndr) campione del mondo con noi nel 2007. Vorra’ rifarsi”.

da adnkronos.com


Raikkonen intervista Mensurati ma perchè in Ferrari hanno tenuto Massa ?


Raikkonen, il caffelatte e la Ferrari

Sarà che era appena mezzogiorno, sarà che con quelli della Lotus ha ancora poca confidenza, sarà che dopo due anni di botte nel rally ha cambiato le sue abitudini, fatto sta che Kimi Raikkonen ha lasciato la vodka e si è dato al caffelatte. Almeno è quello che ho potuto vedere l’altra mattina a Zurigo,  quando, durante l’intervista, se ne è scolati due nel giro di mezz’ora guardando in tv la sfida tra Nadal e Federer (”Non tifo per nessuno dei due, però si stanno massacrando dal punto di vista mentale e questo mi piace un casino”, il suo commento tecnico).
Confesso che più volte durante l’intervista – era insolitamente loquace, per altro – mi sono chiesto cosa sia saltato in mente a quelli di Maranello quando hanno deciso chi tra Massa e Kimi fare fuori per lasciare posto ad Alonso.

ps: ecco l’intervista

Pensare che qualcuno l’ha ribattezzato Iceman e poi vederlo lì buttato su un divano mentre beve il caffellatte davanti a una partita di tennis fa abbastanza sorridere. Certo lo sguardo da husky e i colori quasi albini favoriscono l’equivoco, però bastano pochi secondi di conversazione con Kimi Raikkonen per capire che l’immagine del ragazzo gelido e senza emozioni è frutto solo di considerazioni superficiali. Di emozioni, passioni e cose da dire, questo Kimi ne ha in quantità. È solo il modo di esprimerle che è diverso: ma alla fine ci sono più verità nelle sue risposte sincopate e sibilate di quante ce ne siano nelle “bugie strategiche” dette da Alonso in cento conferenze stampa. Le verità sulla Ferrari, ad esempio, con cui si apre la sua prima intervista da quando è tornato alla guida di una macchina di Formula 1, la Lotus: «Non mi farà nessuna impressione vedere la Rossa da un altro abitacolo, per la Rossa non provo nulla. È stata una bella pagina della mia carriera, ma è finita. E neanche tanto bene».
Si aspettava qualcosa di diverso?
«Beh, sì. Ma nella vita capita che le cose non vadano come si desidera. A me è capitato in quell’occasione».
E quindi nessun fremito quando vedrà — davanti a sé o negli specchietti — il profilo delle macchine di Alonso e Massa?
«No, niente. Del resto mi è già successo di vedere la McLaren “da fuori”».
E invece cosa ha provato nei giorni scorsi quando — dopo due anni di assenza “causa rally” — è risalito a bordo di una F1?
«È stato come tornare a casa».
Cosa le mancava della F1?
«La competizione contro un avversario vero, visibile, presente. Nel Rally corri contro il cronometro, non vedi nessun altro per tutta la gara. Solo la strada. E la differenza è enorme».
Quando ha deciso di rientrare?
«Quest’anno. Nelle pause della stagione di rally ho avuto modo di fare un po’ d’esperienza in Nascar. E lì di rivali ne hai una quarantina per gara… era la prima volta che ritrovavo qualcuno in pista da quando ho lasciato la F1. E appena è partita la gara ho sentito dentro di me il richiamo antico della competizione. Ho chiamato il mio manager e gli ho chiesto di vedere se c’era in giro qualcosa. Abbiamo parlato molto con la Williams ma poi non se ne è fatto niente. Quando s’è fatta viva la Lotus non abbiamo avuto dubbi e abbiamo trovato un accordo molto rapidamente.
Come sono andati i primi giri “di riadattamento” a bordo della Lotus di due anni fa? Quando li fece Schumacher nel 2009 per prepararsi a sostituire l’infortunato Massa furono una tragedia…
«Beh, anche a me fa male il collo. Però non più di quanto mi facesse male quando, qualche anno fa, ricominciavo a guidare dopo la pausa invernale. Pensavo peggio».
E dal punto di vista tecnico?
«Anche lì pensavo peggio. Certo io ho girato su pneumatici da esibizione e non su quelli della prossima stagione, ma da quel punto di vista le nuove Pirelli saranno una novità assoluta per tutti».
Quali obbiettivi si è dato per questa stagione?
«Di spingere il più possibile».
Avrà come compagno di squadra Romain Grosjean, in precedenza aveva “incrociato” Heidfeld, Coulthard, Montoya e Massa. Se dovesse metterli in ordine di bravura?
«Non ho alcun motivo per farlo. Sono tutti bravi ragazzi e bravi piloti. E anche Grosjean mi sembra così».
Massa, che è stato il suo ultimo compagno di squadra, in Ferrari, non se la sta passando benissimo, soffre Alonso e sembra arrivato al suo ultimo anno sulla Rossa (salvo miracoli). Avrebbero fatto meglio a tenere lei e a lasciare andare il brasiliano?
«Massa è un pilota molto veloce. Periodi no capitano a tutti».
Il prossimo anno la griglia sarà affollata di campioni del mondo, oltre lei ci saranno Schumacher, Alonso, Hamilton, Button e Vettel. Secondo lei chi è il più forte?
«Secondo me è un dato completamente irrilevante. Sarà utile per la F1. Ma alla fine a noi non cambierà nulla: partiremo tutti da zero. Forse chi ha un mondiale in bacheca dovrà maneggiare un po’ più di pressione, un po’ più di aspettativa da parte dei tifosi, ma per chi è abituato a guidare una F1 è ben poca cosa. Alla fine, credo che vincerà chi avrà la macchina più veloce».
Che cosa pensa del “fenomeno Vettel”?
«È molto veloce. Però sono anche tre stagioni che ha la macchina migliore».
Ha mai pensato di smettere di guidare?
«Beh, in quei giorni, dopo la fine con la Ferrari sì. Pensavo di cambiare completamente vita, magari darmi al motocross, a qualcos’altro ancora. Però è durato poco. Il tempo di salire su una macchina».

Marco Mensurati da repubblica.it


E’ morto Jacopo Trivellato


Morto Trivellato, il preparatore d’auto
che lanciò De Adamich e Patrese

È stato uno dei personaggi più importanti della storia italiana
dei motori: scoprì molti talenti che arrivarono in Formula Uno

VICENZA – È morto a Vicenza Jacopo Trivellato, 76 anni, a causa di complicazioni cardiache. Grande personaggio nella storia dell’automobilismo italiano, non solo come pilota ma come fondatore di una casa di preparazione motori e squadra corse negli anni ’60-70-80.

Nel 1960 Trivellato è stato pilota della Scuderia Jolly Club di Milano, dopo essere stato per qualche periodo nella fila di un’altra scuderia milanese, la Sant’Ambreous di Eugenio Dragoni: 49 vittorie di classe e due assolute; questo il bottino della stagione. Il tutto coronato dal titolo tricolore nella classe fino a 700 cc della categoria Granturismo.

Dagli anni ’50 (quando muove i primi passi come pilota e poi preparatore) si arriverà agli anni ’80 con l’officina vicentina Trivellato, che ha lanciato a livello internazionale piloti come Andrea De Adamich, Riccardo Patrese, Elio De Angelis, Beppe Gabbiani, Siegfired Stohr, Roberto Ravaglia, Gerhard Berger, Gabriele Serblin, Roberto Bozzetto, Pier Luigi Martini e Luca Badoer, la maggior parte dei quali destinati in breve tempo a correre in Formula 1.

da gazzettino.it


Tombazis la Ferrari F2012 ha un approccio molto aggressivo


Tombazis: «Approccio molto aggressivo sulla F2012»Il progettista della Ferrari spiega che l’aspetto sconcertante della nuova vettura del Cavallino è dovuto alle scelte tecniche estreme che hanno portato ad una monoposto innovativa Il progettista della Ferrari, Nikolas Tombazis, spiega la nuova filosofia che sta alla base della F2012. La nuova vettura è stata presentata online e ha sconcertato tutti per le sue forme spigolose e aggressive, dominate dal clamoroso naso a scalino che la rende una delle più brutte auto del Cavallino di sempre. Ma spesso è accaduto che quando la Ferrari progettava una vettura sgraziata, era anche vincente. «All’inizio della fase di progettazione di questa vettura abbiamo deciso di applicare criteri molto più aggressivi e abbiamo avuto come obiettivo principale di recuperare il deficit aerodinamico rispetto ai nostri principali concorrenti», ha detto Tombazis. «Abbiamo capito, e penso che fosse abbastanza chiaro, che eravamo inferiori nelle prestazioni aerodinamiche rispetto ai nostri avversari quindi abbiamo dovuto lavorare molto duramente per recuperare tale divario. Siamo stati deludenti nei risultati e quindi abbiamo deciso di analizzare le ragioni di questa mancanza di prestazioni e di cambiare radicalmente la filosofia nel progetto. Quindi, dopo aver fatto questa analisi abbiamo anche capito che eravamo probabilmente un po’ troppo conservatori in alcune zone della vettura e abbiamo deciso di seguire un approccio molto più aggressivo per quest’anno. Penso che si può vedere il risultato di questa aggressività quando si guarda la macchina, speriamo anche che sarà constatabile in pista».

TEST IMPORTANTISSIMI – Se l’auto ha un grande impatto visivo, Tombazis ha anche detto che la F2012 non è definitiva, ma sono in programma ulteriori aggiornamenti: «Questa macchina è ancora destinata a cambiare un bel po’ prima della prima gara. Abbiamo già lavorato in galleria del vento e per gli aggiornamenti aerodinamici, ma dobbiamo valutare anche alcuni esperimenti molto importanti che vogliamo realizzare nei primi test in modo da poter poi completare la prima configurazione gara per l’Australia». Tombazis ha aggiunto che per lui non è una macchina brutta e che un’auto andrebbe valutata per i risultati e non per l’estetica. «C’è stato qualche rumor che afferma che la macchina è brutta. Ma io non sono molto d’accordo su questo, non condivido tale parere. Per quanto mi riguarda, colpisce il naso con lo scalino, penso che il resto della vettura è stato invece il frutto di un lavoro dettagliato. In definitiva, per quanto mi riguarda una macchina brutta è quella che non vince e una bella macchina è quella che fa vincere, quindi per ora voglio credere che sia una bella macchina», ha concluso il capo tecnico della Rossa.

da corrieredellosport.it


Karthikeyan torna in HRT al posto di Liuzzi


Karthikeyan: «Alla HRT al posto di Liuzzi»La telenovela si è conclusa: il barese non correrà la prossima stagione in F1, sostituito dall’indiano che già corse l’anno passato venendo sostituito da Ricciardo La HRT ha scelto: sarà l’indiano Narain Karthikeyan il secondo pilota per il 2012, affiancando Pedro De La Rosa nel team spagnolo. Come aveva preannunciato Vitantonio Liuzzi, titolare nella stagione scorsa e con in mano un contratto biennale, più che l’esperienza poterono i soldi e il pilota indiano, con gli sponsor alle spalle, è in gradi di garantire alla scuderia iberica i finanziamenti necessari allo sviluppo. Karthikeyan ha inoltre guidato la HRT durante la prima metà del campionato prima di essere sostituito da Daniel Ricciardo, sostituendo, in una sorta di presagio per quest’anno, Liuzzi al GP d’India. «C’è voluto molto duro lavoro per conquistarmi il posto, ma sono assolutamente entusiasta di essere sulla griglia 2012 con il Team HRT F1», ha detto Karthikeyan. «Al team sono rimasti soddisfatti della nostra performance al Gran Premio d’India, davanti ai miei tifosi appassionati e non vedo l’ora di consolidare questo risultato nel 2012. Mi sono allenato duramente dalla fine del 2011, assicurando loro che ero pronto per F1 se ci fosse stata l’occasione. Sono lieto di aver firmato con il Team HRT F1».

ACCANTO A DE LA ROSA – La scelta di Karthikeyan, se da un lato fa storcere il naso ai tifosi del talento barese, va vista come una specie di compromesso: l’indiano infatti ha 35 anni, è in Formula Uno dal 2005 quando esordì con l’allora Jordan e ha alle spalle, oltre a metà della stagione passata, anche svariati anni come collaudatore della Williams. Per la HRT, il mix tra sponsor ed esperienza che serviva per far crescere la squadra. Ma c’è anche un motivo in più per il ritorno di Narain in F1: l’ascesa di questo sport in India. «Con la nuova gestione e l’esperienza di Pedro De La Rosa esiste la possibilità di crescere come scuderia e penso che questo potrebbe essere decisivo per il progresso della F1 in India: abbiamo ospitato la prima gara solo l’anno scorso che è stata un successo clamoroso. Per continuare su questo slancio, un pilota indiano potrà certamente mantenere l’interesse per tutta la stagione. Sono orgoglioso di avere la possibilità di creare un legame tra l’India e Formula 1, ancora una volta», ha concluso il nuovo pilota della Hispania.

da corrieredellosport.it


La Ferrari F2012 brutta ma estrema analisi


 Ecco come è nata la Ferrari più brutta

Proviamo a spiegare le ragioni di questa monoposto tanto rivoluzionaria quanto sgradevole all’occhio. Il team di Maranello va a caccia di riscatto dopo un Mondiale deludente e rischia tutto il possibile.

Il primo impatto non è stato dei migliori. Nemmeno il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo è riuscito a nascondere il fatto che la nuova F2012 sia effettivamente molto molto brutta. Ma, come è logico che sia, il giudizio di una monoposto non può essere legato alla mera estetica. Oltre al colpo d’occhio c’è di più. E sta tutto nel nuovo regolamento e nella voglia di rinnovarsi del team di Maranello dopo un anno da dimenticare.
PIEDE SULL’ACCELERATORE – Il modello è quello di Fernando Alonso, che nel Mondiale più difficile ha schiacciato fino in fondo per spremere quei decimi di secondo che la Ferrari dell’anno passato proprio non poteva garantirgli. Il pilota spagnolo ha dato l’esempio e Stefano Domenicali lo ha seguito. Dopo le critiche ricevute per una monoposto molto conservativa sul piano dinamico come quella del 2011 e la rivoluzione in seno al team, ecco dunque la macchina più estrema di sempre. Il fatto che sia anche la più brutta poco conta per gli ex McLaren Pat Fry e Nikolas Tombazis, i due che hanno coordinato il progetto della F2012. L’obiettivo era sfruttare al massimo il nuovo regolamento della Formula 1 e provare a rilanciare dopo un anno passato ad inseguire.
LA RIVOLUZIONE: MUSETTO E SOSPENSIONI – Il punto focale del nuovo progetto sta nella parte frontale. I problemi principali della vecchia Ferrari erano la tenuta di strada e i tempi di riscaldamento delle gomme anteriori. Per risolvere queste due problematiche, si è deciso di stravolgere il quadro e di sfruttare al massimo il nuovo regolamento, che limita l’altezza dell’anteriore. Il telaio è stato portato all’altezza massima consentita (62,5 cm) lì dove si innesta nel musetto (forzatamente abbassato per ragioni di sicurezza) “da balena” (per dirla alla Montezemolo), creando l’effetto tanto sgradevole a livello estetico. In questo modo, però, si incanala il quantitativo massimo di aria e si cerca di stabilizzare al meglio la monoposto. Tutto ciò comporta per esigenze aerodinamiche anche l’altro cambiamento determinante, quello del passaggio alle sospensioni “pull-rod” anche sull’anteriore, una soluzione che nel “circus” non si vedeva dalla Minardi del 2001 e che era stata progressivamente negli anni 90. Il fatto che sia stata rispolverata si spiega ancora con l’esigenza di convogliare aria, operazione che con il musetto abbassato diveniva difficoltosa. Sarà la scelta giusta? Se tutto andrà come deve, l’addio agli scarichi soffianti nel diffusore potrebbe essere compensato dall’aria proveniente dalla parte frontale della monoposto. Ma, come è abbastanza chiaro, si tratta di un progetto nel complesso rischioso.

QUALE MODELLO? – L’inquietudine dei tifosi della Rossa dovrebbe non nascere tanto dall’estetica, quanto dal fatto che la F2012 assomigli non al progetto di un top team ma a quello della Force India, svelata anch’essa nella giornata di giovedì e con un musetto di bruttezza pari a quella di Maranello. La nuova McLaren (cliccate sul link relativo per vederla in ogni dettaglio), ad esempio, è una monoposto dall’aerodinamica molto fluida, l’opposto della Ferrari. Ma, come detto, Fry ha voluto rischiare tutto. E forse soltanto lunedì capiremo se il progetto sarà da cestinare, perché lunedì sarà la Red Bull a svelare la nuova monoposto. Anche la loro sarà così brutta?

Mattia FONTANA Eurosport


La Force India VJM05


Svelata anche la Force India VJM05

Nello stesso giorno del battesimo della Ferrari presentata a Silverstone la vettura indiana che sarà portata in pista da Paul Di Resta e Nico Hulkenberg

Nelle stesse ore in cui la Ferrari svelava la F2012 sul proprio sito internet ufficiale anche la Force India A Silverstone ha presentato la nuova monoposto: la VJM05 che sarà portata in pista da Paul Di Resta e Nico Hulkenberg.
TANTE NOVITA’ – Anche questa vettura ha un muso prolungato ribattezzato già da molti ‘a becco’ con il caratteristico gradino fra telaio e muso che contraddistingue proprio la F2012. Interessanti anche le pance laterali molto arrotondate e strette e anche l’inedito piccolo alettone posizionato sulla punta del musetto dove saranno montate due camera car, in modo da creare in quel punto una sorta di profilo aggiuntivo che renderà ancor più riconoscibile la Force India.
GRANDE FIDUCIA – La Sahara Force India anche quest’anno avrà motore Mercedes e supporto tecnico della McLaren per il cambio. “Ripetere la stagione scorsa è difficile da chiedere – ha spiegato il direttore tecnico della scuderia indiana Andrew Green – a un piccolo team come noi, ma ho molta fiducia nella squadra intorno a me. Abbiamo imparato molto l’anno scorso e fatto passi da gigante nella comprensione delle prestazioni della vettura e dell’aerodinamica. Quest’anno impareremo nuove nozioni: questo è un altro capitolo per la Force India”.
LE DICHIARAZIONI DEI PILOTI – Entusiastici anche i commenti dei due piloti Paul Di Resta e Nico Hukenberg: “Vedere la nuova macchina costruita e completa per la prima volta è sempre qualcosa di emozionante – ha detto Paul di Resta – Ho passato un inverno positivo, ricaricando le batterie, ma ora sono concentrato totalmente sul 2012 e aspetto con impazienza l’inizio dei test. Nel team si respira un’aria positiva, ci sono grandi certezze e ottime prospettive per fare meglio degli ultimi anni”. “Sembra cattiva e veloce – commenta Hulkenberg – ma vogliamo vedere dove saremo quando scenderemo in pista insieme a tutti gli altri. Abbiamo preparato la stagione in modo intenso con parecchio allenamento fisico e molte sessioni al simulatore. Mi sento pronto per tornare a correre e sono eccitato all’idea di scoprire come si comporterà la macchina la prossima settimana”.

Eurosport


Mclaren formula 1 2012 analisi tecnica


Chassis interamente rifatto in McLaren

La nuova MP4-27 si presenta con uno chassis completamente ridisegnato per la nuova stagione: il posteriore e il sistema di raffreddamento hanno subito le modifiche maggiori

La McLaren ha presentato la nuova monoposto per il mondiale 2012. Oggi la scuderia di Woking ha tolto le coperture alla MP4-27 con la quale mira a tornare al vertice e interrompere il dominio della Red Bull che dura da due stagioni. Il team motorizzato Mercedes ha chiuso al secondo posto lo scorso anno, vincendo 6 gp con Lewis Hamilton e Jenson Button.
“Sono molto emozionato – sono state le prime parole di Button -. Questo è un momento importante, abbiamo lavorato davvero tanto. I ragazzi del team sono stati impegnati fin dalla fine della stagione per migliorare la vettura quanto più possibile al simulatore, ora non vedo l’ora di salire in macchina e uscire in pista per i test a Jerez”.
Visibilmente contento anche Lewis Hamilton: “Penso che sia fantastico essere qui dopo un inverno molto duro per costruire questa vettura – afferma -. Siamo in attesa di vedere quali saranno i risultati concreti di questo importante lavoro”.
Lo chassis della MP4-27 è stato pesantemente rivisto rispetto a quello utilizzato nella scorsa stagione e in gran parte rimodernato o ridisegnato per il Mondiale 2012. Le differenze principali rispetto alla monoposto utilizzata nel 2011 sono il posteriore e il sistema di raffreddamento. Anche le prese d’aria a forma di “U” sono state ridisegnate per attenersi al nuovo regolamento FIA.
Eurosport


2 of 23212345678
Back To Top