general motors
Gm ricarica i telefonini senza filo Wireless Powermate
Nuovo sistema di ricarica Wireless presentato dalla General Motors a Detroit al Naias.
Chiariamo subito non si tratta di ricarica wireless per le batterie elettriche , ma di un dispositivo all’interno atto a ricaricare i telefonini i lettori mp3 gli smartphones i Nintendo eccetera .
Wireless vuol dire ricarica senza collegamento a filo : infatti basta mettere il cellulare o altro nel portaoggetti specifico e senza nessun collegamento a filo viene ricaricato.
A montare il sistema sarannno i nuovi modelli Chevrolet Buick GMC e Cadillac.
Ma si partirà dalla Chevrolet Volt che ha anche il nome in tema.
Gm rimborsa al governo 2 Miliardi di dollari ma ne mancano ancora 26
Gm Riacquista da Tesoro titoli privilegiati per 2,1 mld usd
Colosso Detroit deva ancora rimborsare prestiti per 26,4 mld
General Motors ha riacquistato per 2,1 miliardi di dollari la restante parte di titoli privilegiati in mano al Governo americano, come ha reso noto il dipartimento al Tesoro. Il colosso di Detroit ha acquistato 84 milioni di titoli per 25,50 dollari ognuna, un premio del 2 per cento rispetto al valore originario.
Dopo il ritorno a Wall Street del mese scorso, tramite l’Ipo da 13,5 miliardi di dollari, il riacquisto di azioni porta a 23,1 miliardi di dollari i prestiti che Gm ha rimborsato al Governo americano (l’investimento del Tesoro per salvare la casa automobilistica dal fallimento era stato di 49,5 miliardi di dollari).
Il Governo ha ancora in mano oltre 500 milioni di azioni ordinarie di Gm, circa un terzo (16,6 miliardi di dollari) della capitalizzazione di mercato della società (50,64 miliardi di dollari). La società deve ancora circa 26,4 miliardi di dollari al Tesoro, quasi 10 miliardi in più rispetto al prezzo a cui la quota potrebbe essere venduta al prezzo attuale.
USA mercato auto sale di 17 punti in novembre
Sorpresa, riparte il mercato Usa
A novembre le vendite sono salite del 17%, il primo forte segnale – non solo per l’America ma per tutto il mondo dei motori – che la crisi si sta avviando alla fine
Il colosso del mondo dell’auto, il mercato delle quattro ruote americano, è ufficialmente ripartito: a novembre ha fatto segnare un incremento delle vendite del 17% a circa 750.000 unità.
Numeri così non si vedevano sa secoli e sono il principale viatico della ripresa, probabilmente non solo Usa ,ma di tutto il mondo dei motori. Vedremo. Per ora si sa che le vendite di General Motors sono aumentate dell’11% a 169.000 unità: le vendite di Chevrolet, Buick, GMC e Cadillac sono salite in novembre del 21% su base tendenziale. Chrysler ha sperimentato un incremento del 17% a 74.152 unità. Per la più piccola delle sorelle di Detroit si tratta dell’ottavo mese consecutivo di crescita su base tendenziale.
“Siamo soddisfatti dell’andamento delle vendite soprattutto ora stiamo presentando nuovi modelli” spiega Fred Diaz, presidente e amministratore delegato di Ram Truck e manager per le vendite americane. Le vendite di Ford sono invece aumentate del 24,3%. In calo invece Toyota, che accusa una flessione del 3,3%. Honda e Nissan registrano incrementi rispettivamente del 21% a 89.617 unità e del 27% a 71.366 unità.
“L’economia americana sta acquistando slancio. Riteniamo che nei prossimi mesi – osserva Jim Bunnell, general manager delle vendite di General Motors – assisteremo alla creazione di molti posti di lavoro”.
da repubblica.it
Baojun 630
Baojun è un marchio per il mercato cinese che nasce da una joint Venture tra Saic General Motors e Wuling.
La collocazione del marchio dovrebbe essere simil Dacia , quindi un profilo Low Cost. Baojun letteralmente significa Onorevole Cavallo , che dal punto di vista onomatopeico rende l’idea.
La prima vettura sarà una berlina quattroporte la 630 , che deriva direttamente dalla Chevrolet Epica, i motori saranno a benzina Euro 4 da 1,5 e 1,8 litri.
La macchina sarà costruita a Liozhou con 100 mila esemplari annui ad un prezzo di circa 11 mila euro.
La Volt auto verde dell’anno
Insomma per non essere una vera ibrida ci accontentiamo
Generazione elettrica La Chevrolet Volt auto verde dell’anno
La nomina è avvenuta al Salone di Los Angeles. È il terzo riconoscimento che il gioiello di General Motors si aggiudica in una sola settimana
Los Angeles, 20 novembre 2010 – La Chevrolet Volt, l’auto elettrica della General Motors, è stata nominata ‘auto verde dell’anno’ durante il salone di Los Angeles. Il riconoscimento assume un valore particolare perchè è stato assegnato in concidenza con il ritorno a Wall Street dei titoli GM che sono partiti con il piede sull’acceleratore.
«Questo premio convalida la promessa di Chevrolet sulla distribuzione di un’auto elettrica pratica», ha commentato Joel Ewanic, vice presidente del marketing di GM. È il terzo riconoscimento che la Volt si aggiudica in una sola settimana.
Oggi il collocamento di General Motors in borsa
La campana della riscossa dell’auto americana suona a Wall Street, dove General Motors colloca oggi 478 milioni di azioni ordinarie, nella seconda offerta pubblica della storia, un business da 20-23 miliardi di dollari.
Non male per chi nel 2008 era sull’orlo della bancarotta, con 80 miliardi di dollari persi in quattro anni. Poi l’intervento pubblico, il salvataggio deciso dal presidente Obama con un assegno da 40 miliardi e l’azzeramento dei vertici di GM, che per oltre un anno ha fornito al Tesoro resoconti settimanali.
Ora il Governo potrebbe ridurre la propria quota dal 61 al 26%, anche se il Wall Street Journal gela l’entusiasmo e avverte: per non rimetterci il contribuente americano dovrebbe contare su azioni Gm quotate a 51 dollari. Un sogno forse, ma per Obama questa è una “pietra miliare nella storia dell’auto americana”.
Il 90% delle azioni Gm messe in vendita finiranno in mano a investitori americani, ma a Wall Street si tengono d’occhio le mosse della Saic, la principale casa automobilistica cinese, che potrebbe entrare in GM con una quota dell’1%.
General Motors ora piace ai mercati perché è sana e promette profitti, dicono molti analisti, anche se qualcuno invita a non esagerare, i rischi ci sono, dall’andamento del mercato dell’auto in America ai costi delle pensioni degli ex dipendenti dell’azienda. Scommette sugli States anche Fiat, con la 500 presentata in California da Marchionne. Ma il New York Times avverte: le vendite della Chrysler negli Stati Uniti sono meno della metà rispetto a cinque anni fa, Marchionne deve sbrigarsi con nuovi modelli e auto che piacciano agli americani.
da rainews24.it












