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	<title>Ultimissime Auto &#187; giugiaro</title>
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	<description>Tutte le novità sul mondo delle Automobili</description>
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		<title>Giugiaro perchè ho venduto a Volkswagen</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 11:16:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giugiaro: &#8220;La storia non finisce ora con la Volkswagen cominciamo un altro viaggio&#8221; Le ragioni che hanno convinto lo stilista industriale piemontese ad accettare l’offerta del gruppo tedesco di rilevare il 90% della Italdesign

Appena una settimana fa la storia del personaggio Giorgetto Giugiaro e della sua azienda, l&#8217;Italdesign fondata nel 1968 assieme all&#8217;amico Aldo Mantovani, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-24200" title="giorgetto-giugiaro" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2010/05/giorgetto-giugiaro-238x300.jpg" alt="giorgetto-giugiaro" width="238" height="300" />Giugiaro: &#8220;La storia non finisce ora con la Volkswagen cominciamo un altro viaggio&#8221; Le ragioni che hanno convinto lo stilista industriale piemontese ad accettare l’offerta del gruppo tedesco di rilevare il 90% della Italdesign</p>
<p><span id="more-24199"></span></p>
<p>Appena una settimana fa la storia del personaggio Giorgetto Giugiaro e della sua azienda, l&#8217;Italdesign fondata nel 1968 assieme all&#8217;amico Aldo Mantovani, sarebbe stata un&#8217;altra. Per lo meno nel finale. Perché se in una mattina quasi estiva arriva a Moncalieri, hinterland industriale di Torino, il presidente della Volkswagen, Martin Winterkorn, per annunciare che il 90,1 per cento di Italdesign è stato acquisito dal colosso di Wolfsburg per una cifra non ufficializzata ma che dicono vicina ai 300 milioni di euro, vuol dire che quella storia ha preso un&#8217;altra deriva che porta nel cuore della Germania e forse tra qualche anno in cima all&#8217;industria mondiale dell&#8217;automobile.<br />
Come tenersi lontano dalla crisi e fare in modo di non rischiare di entrarci: in questa scelta c&#8217;è un pezzo importante della vita di GiGi, come i collaboratori chiamano affettuosamente il capofondatore, e un anticipo di quel che potrà accadere.<br />
Una mossa che ha tutte le caratteristiche del caso di scuola in un settore industriale che, dopo essersi congedato tra incertezze dal Secolo Breve, è entrato in una turbolenza che ancora non si è placata. L&#8217;incipit è comunque immutato e porta a Garessio, estremo NordOvest e profondo Cuneese dove le Alpi Marittime lasciano passare il vento largo della Riviera.<br />
E&#8217; lì che nasce Giorgetto, diminutivo col quale viene registrato all&#8217;anagrafe, il 7 agosto del 1938. E per lui sembra profilarsi un destino che sta nella tradizione di famiglia, fatta di mestieri che si tramandano.<br />
Nonno Luigi disegnava angeli sulle volte delle chiese sulle orme del più celebre Canavesio, papà Mario era un maestro di pittura a olio e decorazioni sacre. E lui? Potrebbe continuare, una vita tranquilla, senza grandi sussulti. E invece no.<br />
Giorgetto, appena quattordicenne, lascia Garessio e si trasferisce a Torino dove studia al liceo artistico e contemporaneamente frequenta corsi serali di disegno tecnico. Perché l&#8217;arte è bella ma la tecnica è più rassicurante. E per un ragazzo di provincia affascinato dalle auto e soprattutto dal disegno delle auto, in un&#8217;epoca senza computer, che cosa c&#8217;è a Torino se non la Fiat?<br />
Ed è la Fiat di Valletta e dell&#8217;ingegner Dante Giacosa, padre della Cinquecento, che era rimasto impressionato dai &#8220;figurini&#8221; di vetture disegnati per una mostra dal ragazzo di Garessio. &#8220;Quella Fiat era un inferno, ma era un grande apprendistato&#8221;, ricorda Giugiaro. Poi la vera scoperta da parte di uno che sarebbe stato in futuro un suo concorrente: Nuccio Bertone lo arruola nella sua già affermata carrozzeria e lui finirà per diventare capo del centro stile.<br />
A ventuno anni disegna la Giulietta, un&#8217;Alfa Romeo destinata a fare epoca. Negli anni che seguono dalla sua matita escono dream car come la Ferrari 250 GT, la Corvair Chevrolet Testudo, la Maserati Ghibli per conto della Ghia e la De Tomaso Mangusta. Lavora per i grandi atelier dell&#8217;auto ma sogna di creare qualcosa di veramente ed esclusivamente suo. Nel &#8216;67 esordisce con l&#8217;Ital Styling che un anno dopo, assieme a Mantovani, trasforma nell&#8217;Italdesign.<br />
E&#8217; la fine dei favolosi anni Sessanta ed è anche un momento d&#8217;oro per il grandi maestri dello stile. A Torino ci sono già e sono affermati Pininfarina e Bertone, ma Giorgetto Giugiaro si ritaglia con autorevolezza la sua nicchia. Sa disegnare vetture uniche ma intuisce che la motorizzazione di massa è destinata a premiare anche chi ha il talento per le auto medie e poi per quelle ancora più piccole. Ciò che conta e la fantasia sposata all&#8217;innovazione tecnologica. E lui negli anni Settanta riesce a mettere a segno colpi come la Golf della Volkswagen. E&#8217; infatti nel 1974 che prende corpo la collaborazione con Ferdinand Piech.<br />
Nel &#8216;72 Piech è venuto all&#8217;Italdesign per uno stage e ora gli chiede di creare per la casa di Wolfsburg un&#8217;auto che abbia le caratteristiche e il successo della 128 Fiat. L&#8217;amico Giorgetto lo accontenta appunto con la Golf.<br />
Riproporre quella collaborazione come prima tappa dell&#8217;accordo di una settimana fa sarebbe una forzatura. Ma è certo che fu una grande opportunità sfruttata al meglio, un momento felice per sottoscrivere una sorta di contratto di assicurazione su un futuro che allora era difficile datare. Ma che è arrivato puntualmente nelle ultime settimane con il passaggio dell&#8217;Italdesign sotto il grande ombrello del gruppo tedesco. &#8220;Una decisione mia e di mio figlio Fabrizio, il quale deve prendere il testimone in mano e andare avanti&#8221;, racconta Giorgetto, spiegando che questa scelta anche come tempi non è stata affatto casuale.<br />
&#8220;Quando programmi di fare 150 milioni di lavoro, come abbiamo fatto noi per il 2009, e alla fine dell&#8217;anno ti accorgi che, sia pure senza grandi sofferenze per il bilancio, sei arrivato appena a 110, allora vuol dire che vivi in un mondo in cui non ci sono più certezze e piani scontati in partenza&#8221;.<br />
A 72 anni non ancora compiuti e portati alla grande l&#8217;ex ragazzo di Garessio, ha disegnato, questa volta non una vettura, ma il futuro della sua azienda e della sua famiglia. &#8220;Lottare ogni giorno senza certezze sarebbe stato un rischio&#8221;, ammette. E lui ha individuato la soluzione.<br />
Lo ha fatto, senza esitazioni, in un momento di buona salute per l&#8217;Italdesign. Corteggiato dal Fondo sovrano del Qatar e da altri aspiranti ha optato per gli amici tedeschi che a loro volta hanno avuto le loro buone ragioni per scommettere sull&#8217;amico torinese. E dopo essersi portati a casa un maestro dello stile come Walter De&#8217; Silva, strappato alla Fiat, alla quale hanno attinto di recente per ingaggiare anche Luca De Meo, hanno fatto la loro offerta a Giugiaro, una di quelle offerte che è difficile rifiutare.<br />
Giorgetto, assieme a Fabrizio che è vicepresidente del gruppo, ci ha pensato su. &#8220;Non molto. Una settimana. Ho riflettuto ancora una volta sul fatto che da soli oggi nel nostro mestiere è difficile andare lontano. Quello dell&#8217;auto è un mondo in evoluzione, nel quale bisogna avere spalle larghe&#8221;. E i tedeschi sono più che una garanzia.<br />
Con dieci marchi e un piano strategico col quale vogliono arrivare nel 2018 ad essere il numero uno del mondo, hanno bisogno di espandere la loro potenza di fuoco, creando o comprando anche strumenti e uomini per poterlo fare. L&#8217;Italdesign è un pezzo pregiato sul mercato.<br />
Per meglio rendere l&#8217;idea della filosofia che sta alla base dell&#8217;operazione, Giorgetto, racconta: &#8220;Mentre trattavo con i vertici della Volkswagen stavo leggendo un libro dello scrittore norvegese Jostein Gaardner, intitolato Il sogno di Sofia&#8221;. E cita non a caso questa frase: &#8220;Oceano diventa ogni goccia quando raggiunge l&#8217;oceano&#8221;. Chiaro no? La goccia poteva brillare e avere senso quando i grandi mondiali dell&#8217;auto si contavano sulle dita di una mano ed erano talmente grandi da dover ricorrere al genio dei &#8220;piccoli&#8221; per fare qualcosa di veramente bello. Ma quel mondo è tramontato col Novecento e sulla piazza hanno fatto irruzione altri competitori che ragionano in milioni di vetture.<br />
&#8220;Allora ho pensato che era giunto il momento di mettere la famiglia e i dipendenti al sicuro&#8221;. Fine della storia?<br />
&#8220;Assolutamente no, è solo l&#8217;inizio di un altro viaggio&#8221;, risponde Giugiaro con quel suo sorriso che trasmette ottimismo. &#8220;La mia è stata una decisione presa serenamente, d&#8217;istinto e di cuore, come quando disegno un&#8217;auto&#8221;. Forse è anche per questo che nessuno ha avuto nulla da dire, non ci sono stati commenti malevoli o giudizi critici e di disapprovazione per un&#8217;operazione che non è una resa di chi è in difficoltà. Nel qual caso i tedeschi si sarebbero rivolti altrove. E invece sono venuti qui, nella splendida sede oltre la collina torinese, dove, assicurano, tutto resterà come prima. &#8220;Nessuno mi ha detto perché lo hai fatto&#8221;, dice Giugiaro. Che si prepara a vivere una terza giovinezza, dopo quella vissuta con la Fiat e con Bertone e quella della creazione con Mantovani dell&#8217;Italdesign. E cita ancora Ferdinand Piech: &#8220;Noi non possiamo andare in pensione&#8221;.<br />
Forse riuscirà a ritagliare un po&#8217; di tempo in più per andare a scorazzare con la sua moto da neve sulle montagne di Garessio. Come il ragazzo che avrebbe dovuto disegnare angeli e invece ha disegnato automobili, andando a sedere nel board della Volkswagen.</p>
<p><strong>SALVATORE TROPEA da repubblica.it affari e finanza</strong></p>
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		<title>Volkswagen Giugiaro Winterkorn</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 20:34:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Volkswagen ha un debole. È l’Italia

C’è sempre più Italia nel gruppo Volkswagen, soprattutto ora, visto che anche la Italdesign di Giorgetto Giugiaro è finita nel carniere del futuro numero uno mondiale dell’automobile. Ad ammetterlo è lo stesso Martin Winterkorn, presidente del colosso tedesco, ieri a Moncalieri per mettere nero su bianco all’acquisizione dell’azienda torinese: «Walter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-4278" title="martin_winterkorn" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2009/04/martin_winterkorn-300x300.jpg" alt="martin_winterkorn" width="300" height="300" />Volkswagen ha un debole. È l’Italia</p>
<p><span id="more-24059"></span></p>
<p>C’è sempre più Italia nel gruppo Volkswagen, soprattutto ora, visto che anche la Italdesign di Giorgetto Giugiaro è finita nel carniere del futuro numero uno mondiale dell’automobile. Ad ammetterlo è lo stesso Martin Winterkorn, presidente del colosso tedesco, ieri a Moncalieri per mettere nero su bianco all’acquisizione dell’azienda torinese: «Walter de Silva e Luca de Meo (rispettivamente capo del design e del marketing a Wolfsburg, nonché ex uomini Fiat, ndr) sono due figure eccezionali; il marchio Lamborghini, poi, oltre a vantare una storia di successi, in questo momento si trova in un’ottima situazione economica e noi, come gruppo, siamo pronti a riversare su questo brand altre risorse». E pensare che il carniere tedesco avrebbe potuto essere ancora più ricco se negli anni scorsi non fosse sfumata l’operazione che avrebbe portato anche Maserati nella galassia di Wolfsburg.<br />
Nessun accenno diretto, alla conferenza stampa di ieri che ha sancito la vendita di Italdesign ai tedeschi, al vero pallino di Winterkorn, quell’Alfa Romeo che però Sergio Marchionne («è un concorrente come gli altri, non penso che il capo di Fiat abbia problemi da questa acquisizione») ha deciso di tenersi ben stretta, dopo aver lanciato all’inizio dell’anno qualche segnale in senso contrario.<br />
«Con Italdesign &#8211; ha quindi puntualizzato il top manager pigliatutto &#8211; abbiamo saziato la nostra fame». E anche sul marchio Seat, considerato la cenerentola del gruppo, tanto che qualcuno ha ipotizzato proprio la volontà dei tedeschi di creare una sorta di asse sportivo con Alfa Romeo, Winterkorn si è detto fiducioso: «È vero che Seat ci crea qualche preoccupazione, ma è sulla buona strada. La crisi del mercato spagnolo ci è costata 80mila vendite in meno, ma non molliamo la presa. Su Seat ci puntiamo». Saziata la fame, anche se Volkswagen e Fiat non avrebbero mai interrotto di parlarsi proprio sul tema Alfa Romeo, come ci conferma una fonte finanziaria, Winterkorn guarda ora con più tranquillità alla realizzazione del progetto che da qui al 2018 dovrebbe portare il suo gruppo sulla vetta del mondo con 10 milioni di vetture prodotte.<br />
Volkswagen, dunque, si porta a casa il 90,1% del capitale di Italdesign (l’attuale proprietà resta azionista con il 9,9%). «È un giorno importante, un nuovo inizio», ha commentato Giugiaro il quale, insieme al figlio Fabrizio, siederà nel nuovo consiglio di amministrazione dell’azienda piemontese insieme all’attuale amministratore delegato Enzo Pacella (diventerà managing director) e allo stesso Winterkorn. «Si completa &#8211; ha aggiunto, subito dopo aver incontrato (e rassicurato) i 900 dipendenti di Moncalieri &#8211; un rapporto iniziato nel 1974 quando fui chiamato a disegnare la prima Golf. Andiamo avanti con più forza». Per il gruppo tedesco, che ha in tutto nove marchi, più Porsche e l’ultima arrivata Suzuki, Italdesign rappresenta un tassello importante anche in vista dei prossimi lanci, ben settanta modelli. «L’Italia &#8211; ha osservato Winterkorn &#8211; è la patria di artisti geniali e grandi designer, ma è anche una nazione che può andare fiera di una grande tradizione nel campo automobilistico. Italdesign ha saputo riunire entrambi questi aspetti in modo particolarmente efficace negli ultimi 40 anni. È un partner perfetto e noi ci aspettiamo molto». Nessun particolare è invece emerso sull’ammontare dell’assegno staccato dai tedeschi. «Dico solo &#8211; la risposta del numero uno di Volkswagen &#8211; che si tratta di un prezzo d’acquisto sostanzioso».</p>
<p>Anche Winterkorn ha voluto rivolgersi ai dipendenti della società torinese, garantendo che «il futuro di Italdesign è in ottime mani» e che «i posti di lavoro sono al sicuro». Da parte sua, Giugiaro ha precisato che «i progetti in essere, sui quali Italdesign sta lavorando per altri produttori, tra cui Bmw, verranno totalmente rispettati. Saranno i clienti che potranno decidere autonomamente se e come continuarli. In futuro, comunque, Italdesign opererà nel settore auto solo con il gruppo Volkswagen».<br />
Il capo del design di Wolfsburg, l’italiano de Silva, ha infine chiarito che il ruolo di Italdesign sarà quello di definire «livelli di stile e modelli di design per tutto il gruppo».</p>
<p><strong>di Pierluigi Bonora </strong><strong>da ilGiornale.it</strong></p>
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		<title>Ufficiale Volkswagen acquista Italdesign Giugiaro</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 17:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VOLKSWAGEN ACQUISTA 90, 1% ITALDESIGN GIUGIARO
Volkswagen acquisira&#8217; il 90,1% di Italdesign Giugiaro tramite Lamborghini Holding. Il restante 9,9% restera&#8217; in capo alla famiglia. L&#8217;accordo, annunciato a Torino, include anche i diritti sui nomi e i brevetti. &#8220;Con Italdesign entriamo a far parte di una delle realta&#8217; di design e innovazione piu&#8217; famose e ricche di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-23138" title="Taxi-Ibrido-giugiaro-roma-08" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2010/05/Taxi-Ibrido-giugiaro-roma-08.jpg" alt="Taxi-Ibrido-giugiaro-roma-08" width="620" height="465" />VOLKSWAGEN ACQUISTA 90, 1% ITALDESIGN GIUGIARO<br />
Volkswagen acquisira&#8217; il 90,1% di Italdesign Giugiaro tramite Lamborghini Holding. Il restante 9,9% restera&#8217; in capo alla famiglia. L&#8217;accordo, annunciato a Torino, include anche i diritti sui nomi e i brevetti. &#8220;Con Italdesign entriamo a far parte di una delle realta&#8217; di design e innovazione piu&#8217; famose e ricche di tradizione dell&#8217;industria automobilistica. Si tratta del fiore all&#8217;occhiello del design creativo italiano nel settore, un marchio che ha lasciato un segno importante nella storia dell&#8217;industria automobilistica mondiale. Progettando la Golf I, negli anni &#8216;70, Giorgetto Giugiaro ha dato un nuovo volto al design Volkswagen&#8221;, ha dichiarato Martin Winterkorn, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Volkswagen AG. Il Gruppo Volkswagen collabora con successo da decenni con Italdesign Giugiaro. Oltre alla Golf I, altri progetti che hanno reso famoso Giugiaro sono quelli di auto importanti come la prima Volkswagen Passat, la Scirocco o la Audi 80. Di recente, nel 2008, le due Aziende hanno sottoscritto un accordo-quadro di ampia portata in materia di progettazione e sviluppo. Il Gruppo Volkswagen e Italdesign Giugiaro collaborano intensamente anche su progetti attuali, come la nuova famiglia di modelli Up!. Per essere valida a tutti gli effetti, l&#8217;acquisizione dovra&#8217; ricevere il benestare degli enti di controllo preposti. &#8220;Oggi comincia una nuova epoca della partnership strategica tra le nostre Aziende. Italdesign entra a far parte a tutti gli effetti della grande famiglia Volkswagen&#8221;, ha proseguito Winterkorn. &#8220;Nei prossimi anni il Gruppo Volkswagen portera&#8217; avanti con coerenza la propria strategia di lancio di nuovi modelli avvalendosi anche delle risorse e delle competenze di Italdesign, che cosi&#8217; fornira&#8217; un contributo importante alla nostra &#8216;Strategia 2018&#8242; di crescita a livello mondiale&#8221;. La Italdesign Giugiaro e&#8217; stata fondata a Torino nel 1968 da Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani, considerati due pionieri nel campo del design automobilistico italiano. Negli anni, Italdesign e&#8217; diventata un centro di innovazione di altissimo livello su scala mondiale. Oggi l&#8217;Azienda puo&#8217; vantare su circa 800 dipendenti e su un fatturato di oltre 100 milioni di euro.<br />
&#8220;Oceano diventa ogni goccia, quando raggiunge l&#8217;oceano; in questi giorni mi sono imbattuto in questa frase mentre leggevo Il mondo di Sofia, dello scrittore norvegese Jostein Gaardner.<br />
Noi siamo quella goccia. Entrando a far parte del Gruppo noi rivalutiamo noi stessi, la nostra forza. Entrare in Volkswagen vuol dire piu&#8217; sicurezza per il nostro futuro&#8221;, ha dichiarato Giorgetto Giugiaro.</p>
<p><span id="more-23983"></span></p>
<p><strong>da Agi.it</strong></p>
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		<title>Volkswagen compra Italdesign di Giugiaro</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 22:33:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Volkswagen: acquistera&#8217; quota controllo Italdesign

il gruppo tedesco Volkswagen acquistera&#8217; una partecipazione di controllo di Italdesign Giugiaro, societa&#8217; torinese attiva nella progettazione e nel design per il settore Automotive.
Lo hanno riferito fonti del settore al sito di Automotive News Europe, una delle quali ha precisato che l&#8217;acquisizione potrebbe essere annunciata nei primi giorni della prossima settimana.
Secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1236" title="giugiaro-prototipo-ibrido" src="http://www.ultimissimeauto.com/wp-content/uploads/2009/02/giugiaro-prototipo-ibrido.jpg" alt="giugiaro-prototipo-ibrido" width="300" height="179" />Volkswagen: acquistera&#8217; quota controllo Italdesign</p>
<p><span id="more-23804"></span></p>
<p>il gruppo tedesco Volkswagen acquistera&#8217; una partecipazione di controllo di Italdesign Giugiaro, societa&#8217; torinese attiva nella progettazione e nel design per il settore Automotive.</p>
<p>Lo hanno riferito fonti del settore al sito di Automotive News Europe, una delle quali ha precisato che l&#8217;acquisizione potrebbe essere annunciata nei primi giorni della prossima settimana.</p>
<p>Secondo il sito l&#8217;operazione si inserisce nel piano della Volkswagen di diventare entro il 2018 il primo produttore automobilistico mondiale con vendite di 10 milioni di autoveicoli all&#8217;anno e punta nel solo 2010 di presentare 60 modelli, tra restyling e nuovi prodotti. Per raggiungere questo obiettivo i 10 marchi del gruppo tedesco hanno bisogno di designer e ingegneri.</p>
<p>Italdesign, fondata nel 1968 da Giorgietto Giugiaro, storica firma del design automobilistico italiano, impiega attualmente 975 dipendenti, molti dei quali presso la sede di Moncalieri, vicino Torino, utilizzando 800 postazioni Cad. La societa&#8217; e&#8217; di proprieta&#8217; del fondatore che ricopre la carica di presidente, mentre il fratello Fabrizio e&#8217; il responsabile del design. Entrambi e&#8217; previsto che rimangano all&#8217;interno dell&#8217;azienda dopo l&#8217;ingresso di Volkswagen nella compagine azionaria.</p>
<p><strong>da borsaitaliana.it</strong></p>
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