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Bmw spegne il progetto idrogeno
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Bmw sospende il progetto dell’auto a idrogeno
PER ORA IL PROGETTO VA IN SOFFITTA A VANTAGGIO DEL PROPULSORE ELETTRICO
Bmw spegne il motore
dell’auto a idrogeno
La Hydrogen 7 della Bmw: il progetto non sarà per ora sviluppato
Bmw spegne il motore all’auto a idrogeno. La casa tedesca ha deciso di sospendere i test su strada della sua “Hydrogen 7″, la prima vettura a idrogeno al mondo prodotta in serie, e di non sviluppare per ora un modello successore. Un annuncio che segna una pesante battuta d’arresto per questa tecnologia e ne mette in discussione il futuro.
«Per il momento non ci sarà una nuova flotta di auto di prova a idrogeno», ha detto all’Handelsblatt il responsabile ricerca della casa bavarese, Klaus Draeger. Nella grande corsa all’auto verde l’idrogeno si appresta insomma ad andare in soffitta e a lasciare campo libero al motore elettrico? Da Monaco frenano. È vero sì che l’auto elettrica dovrebbe arrivare sul mercato «più velocemente di quella a idrogeno», spiega al telefono un portavoce. La prima Bmw alimentata a batterie, frutto del progetto “Megacity Vehicle”, è attesa ad esempio entro il 2015. Eppure la casa tedesca “non fermerà la ricerca sull’idrogeno”, che va avanti già da trent’anni, nota il portavoce. «Con le 100 Hydrogen 7 in circolazione dal 2006 abbiamo ottenuto informazioni sufficienti su questa tecnologia, una nuova flotta non apporterebbe conoscenze nuove».
C’è semmai da concentrarsi sui problemi emersi finora, a cominciare da quello dell’infrastruttura. Se al momento l’auto elettrica deve fare i conti con la scarsa durata delle batterie, l’auto a idrogeno si scontra con un ostacolo altrettanto ostico: l’assenza di una rete adeguata di stazioni di rifornimento. In tutta la Germania, ad esempio, i distributori sono appena 30. Un problema che dovrebbe finire sull’agenda del vertice sulla mobilità ecologica che potrebbe tenersi già a febbraio nella cancelleria federale a Berlino. Nell’attesa, Bmw chiarisce sì ufficialmente di voler mantenere il focus su entrambe le tecnologie – idrogeno ed elettrico – ma la sua pausa di riflessione rischia di provocare un effetto a catena sull’intera industria dell’auto.
Anche perché non giunge isolata: Volkswagen, il più grande gruppo automobilistico europeo, ha già deciso di voltare le spalle all’auto a idrogeno. Chi non intende abbandonare tale tecnologia è invece Daimler, il costruttore tedesco probabilmente più avanti nella ricerca. Decine di autobus a idrogeno con la stella a tre punte sono già in giro, ad esempio ad Amburgo, e dopo il 2015 la casa-madre di Mercedes si prepara a lanciarsi nella produzione in serie. Stretti tra auto a idrogeno o a batteria, i costruttori tedeschi si ritrovano di fronte a un dilemma: dover investire nella ricerca di motori alternativi per tagliare le emissioni e recuperare il ritardo accumulato rispetto ai concorrenti stranieri, e riuscirci in una situazione di crisi, in cui i margini di profitto si assottigliano.
Un equilibrio tanto più complesso per Bmw, che nel 2008 ha ridotto di quasi il 9% il budget destinato a ricerca e sviluppo, portandolo a 2,8 miliardi. Intanto, mentre Volkswagen comunica di aver acquisito il 49,9% di Porsche per 3,9 miliardi, Opel si appresta a chiudere il 2009 in utile. Secondo la Welt tra gennaio e ottobre la casa di Rüsselsheim ha venduto in Germania 298.630 auto, il 34,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2008. Un incremento spinto dagli incentivi alla rottamazione decisi da Berlino e superiore a quello dei concorrenti Volkswagen e Ford. In Europa il fatturato è invece in calo del 15,1%.
ALESSANDRO ALVIANI da LA STAMPA
Honda FCX Clarity
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LA Honda FCX Clarity: la vera auto ecologica
La prima a celle a combustibile è silenziosa e veloce
Il progetto iniziale risale ad una decina di anni fa. Honda anticipava la visione per la mobilità sostenibile del futuro presentando due prototipi di auto a celle a combustibile, la FCX-V1 (a idrogeno) e la FCX-V2 (con reformer di metanolo). Dopo una lunga serie di sperimentazioni, passando attraverso la disponibilità per alcune aziende nipponiche ed americane della prima FCX nel 2002, al lancio della seconda serie nel 2005 con la prima consegna ad un cliente privato (un californiano), il 16 giugno di un anno fa si è celebrato l’avvio produttivo in serie della nuova FCX Clarity, presso l’impianto giapponese di Tochigi. Ora la FCX Clarity fuel cell è una realtà a tutti gli effetti e Honda ha organizzato il primo vero test drive europeo in Germania. Se all’epoca del piano iniziale sulle celle a combustibile, l’auto era costruita attorno alle fuel cell, la filosofia Honda si è costantemente evoluta e adesso l’auto trae beneficio dalle fuel cell e l’abitacolo è costruito attorno all’uomo. Pur impegnata anche nello sviluppo dell’alimentazione ibrida, Honda crede fortemente nel futuro a idrogeno del mondo automobilistico e la FCX Clarity può essere considerata la vera auto ecologica.
E che si tratti di una vettura del tutto simile a quelle di serie lo abbiamo constatato proprio nella prova sulle strade attorno a Francoforte. FCX Clarity è piacevole da guidare, raggiunge velocità di tutto rispetto (160 km/h), è silenziosissima, insomma si guida come una vera auto. Il rendimento complessivo del motore è tre volte superiore ad un propulsore convenzionale a combustione interna e due volte migliore di un ibrido a benzina. Le fuel cell, grazie alla tecnologia sviluppata dalla Casa, sono già ad un elevato livello di sofisticazione. E in più, non produce alcuna emissione nociva, né CO2 né altre sostanze tipiche della combustione di idrocarburi. Ma come funziona una vettura a celle a combustibile? Come si produce l’elettricità con le fuel cell? Lo ha spiegato Sachito Fujimoto, Large Project Leader della FCX Clarity, che ha preso parte al progetto Honda sin dalle sue fasi iniziali. ”Tanto per cominciare, una vettura a celle a combustibile dispone di un particolare serbatoio per l’idrogeno. Parlo di un solo serbatoio e non dei due di cui disponeva la FCX del 2005. L’idrogeno viene fatto passare attraverso le fuel cell dove un catalizzatore trasforma ciascun atomo in ione di idrogeno per mezzo di una reazione catalitica, chimica, con il platino contenuto nell’elettrodo e producendo un elettrone. Gli ioni di idrogeno attraversano le membrane delle celle per unirsi con l’ossigeno contenuto nell’aria dell’atmosfera producendo vapore acqueo che serve a lubrificare le membrane elettrolitiche e viene inviato allo scarico quando è in eccesso. L’elettrone liberato nel processo produce un flusso diretto di corrente elettrica utile alla propulsione”.
Inoltre, una batteria agli ioni di litio compatta ed efficiente (sotto il sedile posteriore, è più leggera del 40% e più piccola del 50% rispetto a quella della FCX 2005) viene poi utilizzata per immagazzinare l’energia elettrica prodotta nei processi di frenata e decelerazione attraverso il sistema della frenata rigenerativa. La batteria funziona parallelamente allo stack di celle a combustibile per alimentare il veicolo nelle fasi di ripresa. L’idrogeno non è disponibile come tale in natura, esiste come componente di un’ampia gamma di sostanze da cui può essere estratto. Al momento, viene ricavato prevalentemente dal metano, ma può essere estratto anche dall’acqua tramite il processo di elettrolisi, utilizzando elettricità generata attraverso fonti di energia rinnovabili quali il solare, l’eolico e l’idroelettrico.
Veniamo ora alle caratteristiche della FCX Clarity, il cui design, definito accattivante dalla Honda, ricorda ancora troppo le linee non proprio affascinanti delle ibride. All’interno, i tecnici Honda hanno creato un ambiente confortevole e dall’aspetto futuristico con un tunnel centrale che separa in maniera netta il comparto anteriore di destra da quello di sinistra. Un display multifunzionale del sistema celle a combustibile fornisce visualizzazioni in formato tridimensionale relative ai consumi di idrogeno, all’autonomia della batteria ed ai livelli di potenza erogata. I sedili sono termoregolabili e l’alloggiamento di fuel cell e batteria non penalizza lo spazio per passeggeri e bagagliaio. Lunga 4,835 metri e larga 1,845, la FCX Clarity a trazione anteriore ha 4 comodi posti e pesa 1.625 kg. È equipaggiata con un motore elettrico da 100 kW/134 CV (contro i 60 kW del 1999 e gli 86 del 2003) alimentato dalle fuel cell, la cui unità trova posto nel tunnel centrale tra i due sedili anteriori. Il serbatoio per l’idrogeno ha una capacità di 171 litri (4,1 kg) a 350 bar, la pressione che offre il miglior bilancio energetico per ottenere l’autonomia desiderata (460 km).
La sicurezza è ai massimi livelli. Sono di serie airbag laterali e a tendina, doppio airbag frontale i-SRS, poggiatesta anteriori attivi e una serie di appositi sensori per rilevare e segnalare eventuali perdite di idrogeno. Per evitare problemi alla pompa del distributore, l’auto è dotata di una valvola di controllo integrata. Il rifornimento può essere eseguito direttamente dal cliente senza assistenza, come abbiamo avuto modo di provare in prima persona. Saranno prodotte 200 unità della FCX Clarity in tre anni. L’automazione della produzione delle celle richiede una ricerca specifica: il numero delle fuel cell da produrre in pari periodo è nell’ordine delle centinaia di volte superiore rispetto alle vetture che vanno ad equipaggiare. L’obiettivo Honda nel ridurre l’impatto ambientale è diffondere il più possibile modelli come la FCX Clarity che al momento sono cedute in leasing, ma in futuro saranno acquistabili direttamente in concessionaria (questo è l’obiettivo, ma ci vorranno molti anni). Ancora tutta da verificare la disponibilità delle stazioni di servizio per l’idrogeno. Honda sta conducendo test per una stazione a idrogeno alimentata a energia solare, arrivata già al quarto step.
da lastampa.it
Suzuki Sx4 ad Idrogeno
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La Suzuki presenta al salone di Tokio la versione ad idrogeno della sua SX4, la Sx4 FCV che ha un motore da più di 100 cavalli ad idrogeno fornito dalla General Motors. Il serbatoio a pressione invece è di fabbricazione Suzuki e arriva a 10 mila psi. Un serbatoio leggero prende il posto delle batterie della versione elettrica da 68 Kilowattora : E comunque presente un sistema Kers per il recupero cinetico in frenata.
Attualmente La Vettura è in test sulle strade giapponesi , niente però si sa di una eventuale produzione di serie.
Suzuki oltre alla Sx4 ad idrogeno presenta anche uno scooter Burgman ad idrogeno.
Mercedes Classe B F-Cell
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Mercedes non molla e si muove convinta nella alimentazione ad idrogeno. Per questo presenta la sua Classe B F-Cell .
Macchina che verrà prodotta per ora in 200 unità e consegnata a clienti sia europei sia americani. Tecnicamente le celle a combustibile sono montate in basso sotto il pavimento , col vantaggio di mantenere il baricentro basso .
Ha le stesse prestazioni di un motore due litri ma senza inquinare , arriva a 170 orari con 136 cavalli, l’autonomia è bassa però solo 385 chilometri anche se il pieno richiede 3 minuti.
Anche la sicurezza non manca nonostante la esplosività dell’idrogeno i crash test hanno dati risultati ottimi.
Manca solo la rete distributiva….
idrogeno open source
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Piccola, economica ed ecologica:
ecco la prima auto a idrogeno low cost
Percorre 400 km con un pieno e raggiunge gli 80 km/h. Il leasing ventennale comprende il carburante
La “Riversimple Urban Car” Piccola, economica e superecologica. Martedì scorso è stata presentata a Londra “Riversimple Urban Car”, la prima vettura low-cost alimentata completamente a idrogeno. Secondo molti osservatori questa elegante auto a due posti, che raggiunge gli 80 km/h ed è capace di percorre 400 km con un pieno, rappresenta il prototipo dei veicoli del futuro. Ma ciò che la rende unica è il prezzo relativamente basso. Chi vorrà assicurarsi i primi prototipi (saranno sul mercato dal 2013) dovrà sottoscrivere un leasing e sborsare solo 200 sterline al mese, poco più di 230 euro.
PRODUZIONE – Prodotta dalla “Riversimple”, piccola società inglese fondata dall’ingegnere ed ex corridore Hugo Spowers, è davvero un gioiello della meccanica. Tra i finanziatori che hanno partecipato alla realizzazione del progetto, c’è anche Sebastian Piech, pronipote del grande Ferdinand Porsche, il fondatore della famosa e omonima casa automobilistica tedesca. Quest’auto a idrogeno, presentata come la perfetta utilitaria del XXI secolo, è stata costruita con materiali ultraleggeri (pesa solo 350 kg), si alimenta con una cella a combustibile da 6 kw e ha 4 motori elettrici indipendenti, ognuno dei quali è collegato a una ruota della vettura. La Riversimple sul suo sito ufficiale dichiara di essere un’azienda che costruisce auto a basso consumo energetico usando “un approccio radicale per la mobilità personale”.
COSTI E CARBURANTE GRATUITO – Oltre a utilizzare una tecnologia altamente innovativa la società inglese ha fatto sapere che non venderà le automobili secondo il metodo classico, ma effettuerà dei leasing ventennali: il cliente pagherà ogni mese circa 235 euro, ma nel prezzo sarà incluso anche il carburante che servirà ad alimentare la vettura. Entro la fine di quest’anno la compagnia spera di produrre i primi 10 prototipi, mentre è già stato firmato l’accordo con la BOC, azienda britannica che rifornisce gas, per l’installazione di stazioni di servizio a idrogeno nelle città dove i prototipi saranno lanciati.
IMPATTO AMBIENTALE E OPEN SOURCE – Per sviluppare quest’auto gli ingegneri della “Riversimple” hanno lavorato per nove lunghi anni. Tuttavia secondo Sebastian Piech non è stata fatica sprecata perché la vettura rappresenta un’autentica rivoluzione. Oltre ad essere costruita con materiale al 100% riciclabile, il suo tasso d’inquinamento è innocuo. Per ogni km percorso la “Riversimple Urban Car” immette nella atmosfera solo 30 grammi di anidride carbonica. Le auto più ecologiche che oggi circolano nelle nostre città ne immettono almeno 150 grammi. Inoltre il rampollo della casa automobilistica tedesca afferma che la nuova forma di pagamento che offre il carburante gratuitamente stimolerà le persone a non cambiare continuamente auto, ma a utilizzare sempre la stessa. «Non state comprando un prodotto» dichiara entusiasta Piech al Times di Londra. «Siete in procinto di acquistare un servizio di trasporto personale». Dello stesso avviso John Constable, presidente di Riversimple: «È qualcosa di più di una semplice auto ecologica». Per accelerare lo sviluppo della tecnologia, la società ha deciso di seguire la filosofia “open source”: chiunque volesse migliorare questo progetto potrà consultare gratuitamente sul web il design e il motore della vettura.
Francesco Tortora corriere.it
Obama taglia finanziamenti per idrogeno
Posted by: | CommentsIl presidente Barack Obama ha deciso di eliminare i finaziamenti per lo sviluppo di celle ad idrogeno, che erano state decise dal suo predecessore George W. Bush. Il Finanziamento per lo sviluppo della tecnologia era di 1,2 miliardi di dollari. Il taglio permetterà risparmi di 100 milioni l’anno per i contribuenti.
Tom Welch il portavoce del dipartimento Energia ha dichiarato ad Automotive News :” La probabilità di sviluppare vetture a celle di idrogeno è troppo bassa nei prossimi 10 o venti anni “. Lo scopo è di focalizzare gli investimenti su tecnologie che diano risultati rapidamente.
Welch sottolinea che l’investimento strutturale per le stazioni di servizio sarebbe enorme, inoltre alcuni problemi tecnici per la produzione e lo staccaggio dell’ idrogeno non sono stati ancora superati.
Il budget per investimenti in tecnologie verdi è per il 2010 di 68,2 miliardi di dollari rispetto ai 169 milioni di dollari del 2009.













