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Fiat comincia a dipanare il rebus Russia con la Jeep
IL LINGOTTO TRE AREE ALL’ ESAME: NELLA REGIONE DEL VOLGA, A SAN PIETROBURGO E NELLA CAPITALE
Fiat stringe in Russia A Mosca con le Jeep
Verso un’ intesa per una fabbrica di Suv
MILANO – Fiat stringe sul nuovo sbarco in Russia atteso a fine estate. Prepara l’ intesa con un partner locale – finanziario non industriale, e in proposito delle trattative con Sberbank si è detto nelle scorse settimane – e mette a punto il piano industriale. La novità è che dal nuovo impianto russo del Lingotto uscirà un suv del segmento C e D con il marchio Jeep, oltre al «Grand Cherokee». Nei giorni scorsi la stampa russa aveva ipotizzato il fallimento della ricerca da parte di Fiat del sito per localizzare il nuovo centro di produzione, ma in realtà i negoziati con gli interlocutori locali stanno procedendo. Tutti gli accordi di partenariato e per la realizzazione di joint venture in Russia sono condizionati dalla legge 166, che assicura la protezione degli investimenti delle industrie straniere nel Paese, attraverso l’ imposizione di alti dazi doganali sulle vetture importate. La mossa più recente del Lingotto per rispettare i vincoli russi è stata l’ incorporazione in Fiat spa della consociata Saveco. La società – partecipata al 51% da Iveco, per il resto da uno dei maggiori carrozzieri russi, la Samotlor-NN, operativa dal 2008 – è già ammessa ai benefici della legge 166 che le consentono la produzione locale del «Daily». Vladimir Putin ha sottolineato recentemente che «Mosca non cancellerà le nuove norme per l’ assemblaggio di auto che prevedono la produzione in loco di 300mila veicoli all’ anno ed una delocalizzazione produttiva del 60%». Le dichiarazioni del premier russo erano sembrate una sollecitazione nei confronti dell’ azienda italiana a chiudere a breve, con il partner scelto, per rientrare nel mercato di Mosca. Per il ritorno del gruppo italo-americano in Russia, con un investimento che dovrebbe sfiorare il miliardo di euro, adesso è indispensabile realizzare la struttura industriale. Tre le aree possibili per il nuovo impianto: la prima, certamente la preferita, è a pochi chilometri dalla fabbrica di Gaz, una delle maggiori aziende del settore, nel distretto federale del Volga, dove è già disponibile una struttura adatta ad essere velocemente modernizzata. L’ altra zona esplorata è quella di San Pietroburgo, che resta però sovraffollata dai produttori automobilistici mondiali, presenze che hanno modificato i rapporti con le aziende di componentistica. La terza opportunità individuata è nei sobborghi di Mosca. La capitale russa sta facendo offerte allentanti agli investitori, pur essendo caotica e senza linee logistiche adatte ad ospitare un sito che produrrà, inizialmente, almeno 120mila pezzi annui con il marchio Jeep, veicoli a trazione integrale, adatti e richiesti dal mercato locale che, entro il 2015, sarà secondo le stime unanimi il primo in Europa e nel 2020, con quattro milioni di immatricolazioni attese, il sesto nel mondo. Non è esclusa l’ ipotesi di assemblare nello stesso impianto anche il Fiat Ducato, che necessita di una linea di verniciatura specifica. Per effettuare quest’ ultima fase di lavorazione è allo studio la possibilità di appoggiarsi a Gaz come subfornitore. Il gruppo russo costruisce già per Mercedes il van «Sprinter» e le dimensioni dell’ impianto sono adeguate ad accettare anche il Ducato.
JEEP Urban Movement indipendent Art
JEEP/ Urban Movement Art: spazio alla scultura
Torino – Jeep® Urban Movement Independent Art: si comincia oggi e si chiude il 25 settembre. Jeep sarà protagonista dell’estate 2011. Quattro sculture ispirate ai valori di libertà, avventura, passione, autenticità ed unicità del marchio Jeep affiancheranno le novità della gamma Jeep 2011 in giro per l’Italia. Le originali sculture sono state realizzate in esclusiva dalla The Mutoid Waste Company, l’eclettica compagnia di artisti contemporanei specializzata nella creazione di opere d’arte con oggetti e materiali riciclati. L’evento estivo firmato Jeep toccherà alcune esclusive località turistiche della penisola per incontrare il pubblico e coinvolgerlo in prove su strada e fuoristrada a bordo di Jeep Grand Cherokee, Jeep Compass e Jeep Wrangler. La Jeep Urban House, l’istallazione artistica itinerante a tre piani sarà lo spazio espositivo e la base di partenza per i test drive dei SUV Jeep. Otto gli appuntamenti previsti per l’estate 2011: si parte da Viareggio il weekend dell’8 e 10 luglio.
Jeep Europe ora fa parte di Fiat
Jeep Europe parte di Fiat S.p.A.
Per Fiat S.p.A., questo è un periodo zeppo di novità: dopo aver presentato la nuova Fiat Freemont, durante il mese di maggio, questa settimana è la volta del debutto della nuova generazione di Lancia Ypsilon, la piccola utilitaria di segmento B della casa automobilistica di Chivasso che è già stata venduta in circa cinque mila esemplari ancor prima del Porte Aperte negli showroom ufficiali. Ma non è questo quello di cui vogliamo parlare.
Un altro importante cambiamento riguarda la rete di vendita ufficiale della casa automobilistica statunitense Jeep qui, in Europa: il marchio americano produttore di fuoristrada può già vantare una fama senza confini in tutto il globo, essendo distribuito in oltre centoventi Paesi nel mondo. Nel Vecchio Continente – ed è questa la novità che raccontiamo – il processo di integrazione tra il Gruppo Chrysler e Fiat S.p.A. ha portato alla nascita di una rete di vendita composta da oltre quattrocentotrenta concessionari provenienti sia dalla realtà commerciale Jeep consolidata nel tempo, sia dall’ingresso di nuovi rivenditori, selezionati dalla società italiana e da quella americana per le loro capacità e competenze.
Per iniziare questo nuovo capitolo, la rete di vendita della casa automobilistica Jeep può contare oggi su importanti novità per la gamma: il listino ha fatto posto, da alcuni giorni, alla nuova generazione di Jeep Gran Cherokee con motore diesel CRD 3,0 litri V6 ed alla versione restyling dello Sport Utility Vehicle Jeep Compass; inoltre, l’azienda americana ha confezionato, di recente una nuova generazione di Jeep Wrangler (uno dei modelli iconici), dotata di motore più potente ma più parco e di sistema ecologico Start&Stop.
La divisione Jeep Europe, responsabile del Vecchio Continente, entra dunque a far parte di Fiat S.p.A., cambiando nuovamente la morfologia di quello che un tempo era il Gruppo Fiat e che si sospettava potesse morire, da un giorno all’altro.
da excite.it
Chrysler richiama undicimila vetture in Usa problemi al piantone dello sterzo
Chrysler Group, partecipata dal gruppo Fiat, richiama dal mercato 11.351 veicoli potenzialmente pericolosi per un difetto di fabbricazione dello sterzo. Lo comunica sul proprio sito internet la National Highway Traffic Safety Administration, l’autorita’ americana di vigilanza sulla sicurezza stradale. I modelli richiamati sono stati costruiti tra la meta’ di aprile e la meta’ di maggio nell’impianto di Perrysburg in Ohio e includono Dodge Journey, Jeep Wrangler, Chrysler 200, 200 cabrio, Dodge Avenger, Dodge Nitro, Jeep Liberty, Dodge Caliber, Jeep Compass, Jeep Patroit, Dodge Grand Caravan and Chrysler Town & Country. Chrysler ha spiegato che il ritiro di questi veicoli e’ dovuto a un difetto di installazione nel piantone dello sterzo che “potrebbe comprometterne il funzionamento in caso di incidente frontale, con conseguenze negative sull’efficacia del sistema di sicurezza”. Il colosso di Detroit ha precisato che non si ha finora notizia di incidenti causati dal problema.
da radiocor
Jeep Grand Cherokee 3 litri CRD
JEEP Grand Cherokee, ora anche col 3.0 CRD “italiano”
Torino – Jeep Grand Cherokee è ora disponibile con il nuovo propulsore turbodiesel da 3,0 litri V6 common-rail con tecnologia Multijet II a due livelli di potenza: da 241 CV (550 Nm di coppia) e da 190 CV (440 Nm di coppia). Grazie al nuovo turbodiesel, Jeep Grand Cherokee può vantare capacità di traino pari a 3.500 kg. La SUV a stelle e strisce offre sospensioni pneumatiche Quadra-LiftTM e sistema di gestione della trazione Selec-TerrainTM a cinque modalità per eccellere nella guida su strada e fuoristrada. La commercializzazione della versione 3,0 litri turbodiesel inizia oggi con le classiche versioni Laredo e Limited, che saranno equipaggiate esclusivamente con il nuovo 3,0 litri turbodiesel. La versione Overland sarà disponibile sulle tre motorizzazioni in gamma con il nuovo turbodiesel in aggiunta ai due propulsori benzina 3.6 Pentastar V6 e 5.7 V8 con MDS introdotti sul mercato lo scorso dicembre. Tornando al diesel, grazie alla nuova tecnologia Multijet II che si avvale di una speciale elettrovalvola bilanciata, il nuovo iniettore è in grado di compiere fino a 8 iniezioni a ciclo, garantendo così una riduzione dei consumi del 2% e delle emissioni inquinanti rispetto ad un iniettore tradizionale ed assicurando elevata silenziosità. Il nuovo turbodiesel da 3,0 litri a due livelli di potenza è abbinato alla trasmissione automatica a cinque rapporti con sistema di controllo interattivo Electronic Range Select che consente di selezionare le marce in modalità completamente automatica o manuale sequenziale, attraverso lo spostamento della leva verso destra o sinistra. Le novità che accompagnano la commercializzazione del nuovo Jeep Grand Cherokee 3.0 CRD non riguardano esclusivamente la gamma motorizzazioni ed allestimenti. Sarà infatti online dal 5 giugno all’indirizzo www.grand-cherokee.it il sito dedicato interamente al nuovo Jeep Grand Cherokee dove sarà possibile approfondire le caratteristiche dell’ammiraglia Jeep, visualizzare immagini, animazioni, scaricare la scheda tecnica ed il listino, richiedere un catalogo o una visita con appuntamento presso gli show-room Jeep.
Jeep Grand Cherokee 3.0 CRD 190 CV Laredo: 44.500 euro
Jeep Grand Cherokee 3.0 CRD 241 CV Limited: 51.500 euro
Jeep Grand Cherokee 3.0 CRD 241 CV Overland: 60.500 euro
Il rilancio di Grand Cherokee Compass e Wrangler
LASTAMPA MOTORI
17/04/2011 – SFIDA AI TEDESCHI, AI MARCHI ASIATICI E ALLA LAND ROVER
Icona Jeep
Il nuovo Grand Cherokee, ammiraglia del marchio Jeep
Tre modelli completamente rinnovati, una rete di 430 dealers (in partnership con Fiat) attiva entro giugno, soprattutto uno spirito inedito, figlio della Grande Alleanza sull’asse Torino-Detroit. Jeep riparte dal proprio mito per lanciare in Europa una doppia offensiva nel regno dei Suv: a quelli di lusso che fanno sempre più tendenza e agli offroad «hard», i duri e puri che si arrampicano ovunque. Nel mirino ci sono naturalmente i colossi tedeschi, ma anche giapponesi e coreani, oltre ai rivali storici di Land Rover, altro marchio iconico. Una sfida difficile e affascinante.
«Ma nessuno può vantare una tradizione come la nostra – dice il Ceo del brand Jeep, Mike Manley -. Un Dna che risale al 1941 ed è stato continuamente aggiornato, con tecnologie d’avanguardia. Il segmento dei Suv l’abbiamo inventato noi nel 1941, e valorizzato dopo la guerra quando i soldati tornarono alla vita civile sempre guidando Jeep: quella tendenza diventò una sorta di social network d’altri tempi. Inoltre il Grand Cherokee è stato il primo fuoristrada di grandi dimensioni nel settore del lusso».
Tutto cominciò dal Wrangler «esempio straordinario di offroad inarrestabile fin dai tempi del mitico Willys», un’icona venduta nel mondo in 4,3 milioni di unità. Per la scalata all’Europa nel suo 70° anniversario, Jeep ha nominato un nuovo responsabile continentale, Joe Veltri, già capo dello sviluppo prodotti del Gruppo Chrysler. Lo scorso anno le vendite globali sono state di 420.000 veicoli (+24% sul 2009), di cui 291.000 negli Stati Uniti e 3.600 in Italia.
L’obiettivo è crescere anche, e soprattutto, in Europa: «Puntiamo a oltre 125.000 consegne nel 2014 – spiega Manley -, grazie alla nuova struttura distributiva e al prossimo modello compatto la cui produzione è prevista a Mirafiori». Il 2011 si chiuderà con 25.000 unità nel vecchio Continente, il primo trimestre è stato ottimo con un aumento del 36%. Secondo i programmi, il mercato europeo dei Suv lieviterà nei prossimi tre anni da 0,8 a 1,2 milioni e Jeep si presenta alla sfida con modelli rinnovati, moderni e interessanti. E con motori diesel adesso ideali per i nuovi mercati.
Se il Wrangler (anche nella declinazione a 4 porte Unlimited e oggi più confortevole negli interni) resta il simbolo per eccellenza della Jeep americana, è soprattutto da Compass e Grand Cherokee che il marchio di Detroit attende numeri importanti. Wrangler intanto offre un inedito turbodiesel 2.8 da 200 Cv, anche con Stop&Start, cambio automatico in opzione, hard-top rimovibile. Allestimenti Sport, Sahara e Rubicon.
Il nuovo Compass, definito Urban Suv per compattezza e agilità, si è dato un look accattivante con interni raffinati e livelli di comfort da segmento superiore. Disponibile anche in versione 2WD (trazione anteriore con motore TD 2.2 da 136 Cv), offre tecnologie sofisticate: per la sicurezza, oltre 30 dispositivi di assistenza alla guida, tra cui l’evoluto Hill Start Assist. Le versioni 4WD adottano un motore 2.2 litri da 163 Cv, che consuma appena 6,6 litri per 100 km. In offroad emerge il tipico Dna Jeep, grazie al sistema di trazione integrale con Freedom Drive che ripartisce la coppia alle ruote con migliore aderenza.
Erede del Wagoneer anni Sessanta (che non ebbe successo globale), il Grand Cherokee già venduto in 4 milioni di unità in 100 Paesi è stato completamente rivoluzionato, sia per gli Usa sia per l’Europa. «Abbiamo puntato molto sulla qualità – dice Steve Bartoli, capo della pianificazione internazionale – con 45.000 ore di formazione specifica per i dipendenti di Jefferson. Gli interni sono lussuosi, con materiali e tecnologie d’avanguardia, lo spazio anche posteriore è stato incrementato». Fondamentale l’arrivo del nuovo Multijet 3.0 V6 turbodiesel realizzato da Fiat Powertrain con la VM Motori, new entry nella galassia del Lingotto.
Un motore potente ed elastico, ben più appetibile dei precedenti benzina V6 Pentastar da 3,6 litri e V8 da 5,7 litri. Con potenze di 190 e 240 Cv (440 e 550 Nm), il 3 litri turbodiesel consente un risparmio di carburante e di emissioni del 20%. Tra le novità introdotte su Grand Cherokee, le sospensioni pneumatiche regolabili Quadra-Lift e i sistemi di trazione integrale Quadra-Trac II e Quadra-Drive con differenziale elettronico posteriore assistiti dall’Hill Descent Control (12 i parametri per la ripartizione della coppia). Sul fronte sicurezza, 45 dispositivi di assistenza. Tre gli allestimenti: Laredo, Limited e Overland
PIERO BIANCO da lastampa






