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Trulli a Monza se la mia Lotus va come a Spa …..


Trulli: «Monza è una gara come le altre»
L’italiano della Lotus si approccia alla pista brianzola in un modo simile a quello di tutte le altre gare, con in più il supporto di amici e tifosi: è convinto di fare bene con le regolazioni usate a Spa
Jarno Trulli torna a Monza con la sua Lotus ed è convinto di poter fare una buona gara sul GP di casa. «Monza è sempre una corsa divertente per me», spiega il pilota di Pescara. «Come tutti gli italiani ci si aspetta che sia la gara più speciale della stagione, ma in realtà non lo è. Non posso permettermi di trattare Monza in modo diverso da ogni altra gara, perché devo concentrarmi sul lavoro in ogni giorno che sono in pista, e anche se ci sono un sacco di tifosi in tribuna, e gli amici e la famiglia in tutto il paddock, cerco sempre di considerarla come qualsiasi altra corsa. Ovviamente la cosa buona per me è che si corre vicino a casa mia, così faccio venire molti amici che normalmente non hanno il tempo di vedermi, ma da quando ho iniziato a correre sono stato quasi sempre all’estero, così non ho approccio diverso a tutti gli altri appuntamenti».

VETTURE BILANCIATE – Trulli spiega poi il tracciato brianzolo: «Dal punto di vista tecnico Monza non è il tracciato più tecnico, ma è comunque fondamentale avere la vettura bilanciata in modo da poter attaccare i cordoli e di essere molto sicuri in frenata, in particolare nella prima chicane in cui vi è l’opportunità di sorpasso più evidente». Poi il 37enne spiega le sue speranze per la gara. «La vettura andava molto bene a Spa e abbiamo rivisto il sistema di servosterzo che ho usato in Ungheria, quindi penso che saremo ok. Avevamo un ritmo di gara molto buono in Belgio, e se possiamo continuare in quella direzione anche in Italia andremo più che bene», ha chiuso Trulli.

da corrieredellosport.it


Trulli a Spa Hamilton ha fatto una cosa stupida Schumi grande e anchio sono bravo


Vettel super, Ferrari deludente
Schumi, che bella sorpresa
Sebastian Vettel
Che bella gara. Emozionante, caotica, movimentata, piena di sorpassi. Penso che la gente si sia divertita e sia d’accordo con me nel sostenere che Vettel ha vinto con pieno merito. Si pensava che questa volta le Red Bull e le McLaren andassero in crisi per via delle gomme, si diceva che al sabato avessero commesso un errore nell’inclinazione delle ruote, ma sono riuscite ad ovviare a questo inconveniente con i pit stop. La Ferrari invece ancora una volta poteva essere in corsa e si ritrova con un pugno di mosche in mano. Le gomme dure sono state una zavorra insopportabile, hanno finito per affondare le velleità di Alonso. Per la rossa questa ormai è diventata una costante. E’ una lacuna dall’inizio dell’anno e non riescono ad eliminarla.

IL SOLITO HAMILTON – Mi spiace per Lewis, ma ancora una volta ha commesso un gravissimo errore. Ci sono stati diversi incidenti, ma il suo è risultato più determinante di altri, perché ha fatto entrare in pista la safety car, ha rovinato la sua gara e quella di Kobayashi. Il giapponese lo stava sorpassando, lui gli ha tagliato la strada. Avrebbe dovuto lasciarlo passare, è stato stupido correre un rischio simile.

IL CAOS IN PARTENZA – La prima curva qui è molto insidiosa e del caos in partenza ne ho fatto le spese anch’io, che, per colpa della macchina danneggiata, sono stato poi costretto a partire per ultimo. Credo che un fattore determinante sia stata la poca abitudine di Senna e Alguersuari a partire così avanti. Il brasiliano ha creato una carambola, di mezzo c’era anche Glock, e a farne le spese è stato il povero Alguersuari. In pratica si sono tutti autoesclusi.

VETTEL SICURO RE – Chi invece non ha mai problemi è Vettel. Noi piloti siamo assai scaramantici, ma stavolta mi perdonerà se non riesco a tacere la verità: il Mondiale ormai è suo, perderlo è impossibile. Ho sempre detto che sarebbe stato lui a trionfare, ma ora c’è anche il conforto dei numeri. Presto l’aritmetica emetterà il suo verdetto ed è un verdetto meritato. Perché Vettel non sbaglia mai. Ha nelle mani un missile, ma anche lui si dimostra un pilota perfetto.

COMPLIMENTI SCHUMI – Lo zio Michael mi ha sorpreso, ha disputato la miglior gara da quando è tornato in Formula Uno. Il nostro mondo ne aveva bisogno, perché mai si può fare a meno di miti come lui. Partiva ultimo, non per colpa sua, ed è riuscito a compiere una rimonta fantastica, chiudendo al quinto posto. Aveva un treno di gomme nuove in più e lo ha sfruttato alla grande. Strategia aggressiva, nessun errore, pareva quello di una volta e di sorpasso in sorpasso ha costruito la sua domenica importante. Festeggiava i vent’anni in Formula Uno, ha trovato il giorno giusto per battere un colpo e dimostrare che è ancora un grande. Spa è la sua pista e ancora una volta gli ha regalato una grande soddisfazione.

FERRARI DELUDENTE – Dalla rossa , lo ammetto, mi aspettavo di più. Lo so, hanno grandi problemi con le gomme dure, però Alonso non può essere soddisfatto per un quarto posto. Purtroppo a Maranello non riescono a venire a capo di questa lacuna e per esperienza so che non è semplice. E’ una spada di Damocle che pende sopra la tua testa e ti impedisce di ottenere risultati. Il rendimento delle due macchine è troppo legato al clima, e le condizioni atmosferiche non sempre si possono prevedere e soprattutto sono ingestibili. Contro il freddo non puoi lottare, se c’è, te lo devi tenere. E accontentarti di un piazzamento. Ora i tifosi aspetteranno con ansia Monza, è il gp di casa, una vittoria potrebbe rappresentare un salvagente, un appiglio per rendere meno amara la stagione. A fine luglio mi sembravano in grande forma e invece in Belgio hanno deluso. Purtroppo la Ferrari di quest’anno non è una macchina in grado di vincere un Mondiale. Può solo lottare per il podio.

BUTTON IL GUASTAFESTE – Al solito, in una gara confusa, lui si esalta. E approfitta delle disgrazie altrui. Non sarà il pilota più veloce di tutti, ma riesce sempre a gestire bene la gara e le sue strategie. Sabato era stato sfortunato, in gara la sorte gli ha restituito il maltolto. E lui non si è fatto pregare, finendo sul podio.

SENNA RIMANDATO – Il nome che porta lo carica di attese. In qualifica è stato bravo, ma la gara è un’altra cosa. L’inesperienza e l’emozione gli hanno giocato un brutto tiro, alla partenza ha buttato via tutto. Non è certo da bocciare, deve avere un’altra chance, non sarà un fenomeno, ma nemmeno un brocco, aspettiamo altre gare prima di emettere giudizi. Diciamo che dopo Spa è rimandato.

FATEMI I COMPLIMENTI – E io? Una volta tanto penso di poter dire che ho fatto una buona gara. Non ho potuto utilizzare il sovrasterzo che preferisco, perché ero penalizzato nelle curve veloci, eppure mi sono difeso. Avevo fatto un’ottima partenza, quando Kovalainen, il mio compagno di squadra, mi è venuto addosso. Sono precipitato all’ultimo posto, ma ho effettuato diversi sorpassi e alla fine ho battuto anche lui. Sono finito quattordicesimo, il primo degli ultimi, questo è il mio attuale destino. Era il massimo che potessi fare, sono soddisfatto, come lo era la squadra. Una gara grandiosa è solo quando vinci, mi sono però arrangiato bene. Quando avrò la macchina che voglio, potrò andare più forte. Per ora devo accontentarmi e trarre il massimo da quello che ho. Come ho fatto a Spa.

Jarno Trulli da repubblica.it


Kovaleinen sono felice alla Lotus


Kovalainen: «Felice alla Lotus»
Il finlandese non pensa al futuro e pensa di poter sviluppare la vettura con il motore Renault e le componenti Red Bull, per portarla ai fasti di un tempo

NORFOLK, 18 Agosto – Heikki Kovalainen è sereno sul suo futuro e ritiene di poter contribuire alla crescita del Team Lotus, da cui corre da un anno. «Chi conosce il futuro? Io non ci ho mai pensato più di tanto», ha detto il finlandese ex McLaren al mensile Autosport. «Sono molto felice qui alla Lotus. Penso che tutto vada molto bene per me qui. Sono a contatto con il team e la vettura più che in altre esperienze passate, per cui non ho alcun problema. Al momento non ho pensato al futuro. Dobbiamo sviluppare questa squadra: ora aspettiamo, e poi vediamo cosa porterà il futuro, ma al momento sono felice qui».

LOTUS, GRANDE POTENZIALE – La Lotus, oltre a essere erede di quella scuderia che ha fatto la storia della F1, al momento non vive un grande periodo di gloria, non essendo mai andata a punti: tuttavia ci sono grandissimi progetti di rilancio, a cominciare dal motore Renault fino all’assistenza tecnica e tecnologica della Red Bull. «Penso che in termini di potenza il motore Cosworth fosse abbastanza potente, ma l’anno scorso non era solo una questione di cavalli», continua Kovalainen. «L’esperienza che la Renault ha è invece completamente diversa. Penso che sia stato necessario per noi fare quel passo: per il prossimo anno faremo adattare il Kers per i motori Renault e avremo il cambio della Red Bull. Quindi questo è uno dei motivi per cui il motore Renault è stato molto, molto importante per noi. Il miglioramento che si ottiene da esso è eccellente. La qualità del motore è grande, il degrado è molto basso. E’ il tipo di tecnologia di cui avevamo bisogno quest’anno e che ci farà fare il salto di qualità».

da corrieredellosport.it


Trulli sono soddisfatto della mia Lotus col nuovo servosterzo


Trulli: «Soddisfatto della mia Lotus»
Dopo un inizio di stagione difficile, il pescarese ha ritrovato il feeling con la sua vettura grazie a un nuovo servosterzo: non è disturbato dalle voci di mercato, anzi è convinto del rinnovo del contratto

NORFOLK, 10 Agosto – Jarno Trulli si concentra sul suo lavoro e si rifiuta di preoccuparsi di cosa riserva il futuro per lui in Formula Uno. Nonostante sia in trattative con la Lotus per un rinnovo contrattuale, il futuro di Trulli con il team inglese è stato messo in discussione quando è stato annunciato che Karun Chandhok avrebbe preso il suo posto al Gran Premio di Germania. «Come dico sempre, io non sono nel panico per il mio futuro, perché prima devo essere sempre veloce e poi essere sempre motivato», ha detto Trulli al sito Autosport.com. «Il peggio l’ho raggiunto nel GP di Gran Bretagna a Silverstone, ma al momento sembra tutto molto diverso per me, tutto sembra più luminoso. Io non sto davvero a guardare al futuro, ora voglio pensare al presente, fare bene: e quel che sarà, sarà».

ANNUNCIO IMMINENTE – Il pescarese è consapevole che la sua esperienza è fondamentale per la Lotus: «L’annuncio verrà fatto probabilmente nelle prossime settimane, ma al momento sono contento di come sono e ripeto voglio solo concentrarmi sul mio lavoro e quello della squadra. Con il nuovo servosterzo sto facendo molto bene, le cose sono migliorate perché non mi stavo molto divertendo, prima». Trulli non ha nascosto la sua insoddisfazione per le prestazioni della Lotus all’inizio di quest’anno, ma era felice con le sensazioni che la vettura gli ha dato quando è tornato alla sua guida per il Gran Premio d’Ungheria. «E’ un feeling molto migliore ora. Hanno fatto un buon lavoro con il nuovo sistema di servosterzo, che mi sta dando la sensazione esatta di dove sia la macchina», ha osservato. «Credo che possiamo ancora migliorare il dispositivo, ma la sensibilità è ok. Per la prima volta in questa stagione ho iniziato a lavorare sulla vettura e a cambiare molte cose, perché adesso finalmente riesco a interpretare il suo funzionamento. E’ tutto un altro mondo. Il mio modo di guidare è completamente diverso. Prima ero un passeggero in auto. Ora invece posso dimostrare il mio valore», ha chiuso Trulli.

da corrieredellosport.it


Troppo caldo in Aprile per il Gp dell’India lo dice Chandhok


Chandhok: «Troppo caldo fare il GP d’India in aprile»
La decisione della FIA di spostare la gara indiana in aprile per il 2012 allarma il capo della federazione automobilistica, che afferma come le temperature potrebbero essere penalizzanti per le F1

NEW DELHI, 8 Agosto – Non è passata ancora la gioia per aver finito i lavori sul circuito di Buddh, dove si disputerà il GP d’India, che Vicky Chandhok ha dovuto intervenire per spiegare come la fresca decisione della FIA di spostare la gara indiana in aprile sia un azzardo. Il GP d’India infatti è preventivato per il 2011 nel mese di ottobre, alla fine della stagione delle piogge, ma nel calendiario delle gare di F1 del 2012, però, l’India sarebbe il quarto round del campionato, dopo Australia, Malesia e Cina. Questa mossa ha allarmato Chandhok, che per la cronaca è il padre di Karun, collaudatore Lotus, nonché presidente della Federazione di Motorsport dell’India: per lui si tratta di una decisione che non tiene conto della geografia e del clima. «Le temperature potrebbero rivelarsi molto alte in quel periodo dell’anno. Non sono contento dello spostamento ad aprile, ci saranno temperature oltre i 40 gradi. Comunque, penso davvero che le date ideali per l’India sono quando è più fresco, magari a marzo o a ottobre, novembre, dicembre».

PROBLEMI DI CALENDARIO – In questa F1 globalizzata ma anche vittima come tutti di una spaventosa crisi economica, occorre massimizzare i ricavi e ridurre al minimo le spese e così il Buddh International Circuit, a Greater Noida vicino a Delhi, potrebbe essere spostato immediatamente dopo il GP della Corea, a fine aprile. Chandhok in questo caso esprime il suo parere negativo: «Capisco che vi siano necessità logistiche, ma correre in Corea e dopo in India peggiora ulteriormente il problema del caldo. Ma il delegato della FIA, Charlie Whiting, ci ha chiesto se non avesse senso logico di combinarlo con la Corea. Io non so, queste situazioni organizzative sono molto complicate. Ma spero solo che la F1 possa usufruire delle migliori condizioni climatiche, perché il Buddh è un circuito estremamente veloce. Abbiamo fatto delle prove preliminari in vista della gara di ottobre e penso che sarà fenomenale. Ci saranno molte possibilità di sorpasso, è un circuito velocissimo che mette a dura prova la meccanica. Sarà uno dei più veloci del Mondiale e non vorrei che le vetture soffrissero per il troppo caldo», ha chiuso Chandhok.

da corrieredellosport.it


Jarno Trulli anche io dal box non capivo più niente della gara in Ungheria


Addio Formula Noia
Alonso ha fatto il massimo

Volevate lo spettacolo? Eccovelo servito. Dico la verità, credo che questa volta sia stato davvero difficile per chi era a casa seguire davanti alla tv il gran premio di Ungheria, lo dico perché anch’io dai box, quando la mia gara era finita e mi sono messo davanti ai monitor per guardare cosa capitava in pista, faticavo a comprendere tutto e spesso perdevo il bandolo della matassa. Una marea di pit stop, sorpassi, scelte strategiche giuste o sbagliate, emozioni, colpi di scena, cambi di posizione, accadeva di tutto, forse anche troppo, ma almeno adesso nessuno parlerà più di Formula Noia, le gare quest’anno sono avvincenti, spettacolari, divertenti e non ti puoi distrarre neanche un minuto. Certo, forse tutte queste variabili hanno fatto un po’ perdere il giudizio completo sul pilota e sul suo talento, l’abilità non è più l’unico fattore decisivo, contano anche le decisioni prese, la fortuna, la possibilità di ritrovarsi al punto giusto nel momento giusto, ma si voleva lo show e lo spettacolo in uno sport è anche questo, aumentare l’imprevedibilità, non dare nulla per scontato. Anche se in gare confuse come questa o come il Canada, persino un pilota come me da spettatore finisce per perdersi.

INFINITI PIT STOP
Teniamo presente che questa volta, e credo che Button debba benedirlo, ad ingarbugliare le carte ci ha pensato anche il clima, la pioggia, la pista umida in alcuni tratti e proprio bagnata in altri. Molti team avevano programmato tre soste ai box, così sonodiventate quattro o anche cinque. Alla fine i pit stop hanno rischiato di essere quasi cento, magari qualcuno storcerà il naso, ma per altri è stato uno spasso. La possibilità in ogni giro di vedere verdetti diversi, sino a quello finale, che ha premiato Button, ma anche messo un’ulteriore ipoteca sul titolo di Vettel.

BATTAGLIA
Se guardo la classifica, dico che i primi hanno corso tutti bene. Una grande battaglia fra Button, Vettel, Alonso e Hamilton, con qualche errore, ma pure diverse prodezze. Button ha vinto perché è stato colui che ha sbagliato di meno, il più intelligente, l’autore delle scelte migliori, quello che ha saputo adattarsi meglio alla pista, a cio che accadeva. In altre parole, piaccia o no, è stato quello che ha guidato in maniera più efficace.

HAMLTON SFORTUNATO E MALDESTRO
Lewis non ha avuto la buona sorte dalla sua, pensava di avere la gara in pugno e il meteo gliel’ha portata via. Però ha anche commesso un piccolo errore che, per troppa frenesia, si è tramutato in errore grande. Quando si è girato ha sbagliato a ripartire subito, la manovra era troppo pericolosa perché fosse graziato, il regolamento parla chiaro, è stato giusto da parte dei commissari punirlo, ha rischiato di mettere fuori gioco Kovalainen, Sutil e soprattutto Button che stava sopraggiungendo. Avrebbe dovuto aspettare che sfilassero tutte le macchine e poi ripartire. Non ha ragionato a sufficienza.

MONDIALE ELETTRICO
Al di là di tutto comunque questo Mondiale mi piace, credo non sia mai stato così divertente, in ogni gara abbondano i colpi di scena. L’unica controindicazione è che forse si perde un po’ l’esatta prestazione del pilota, il giudizio nei suoi confronti è molto più arduo. Per una corretta valutazione bisogna stare attenti ad ogni particolare, cosa che probabilmente solo noi addetti ai lavori e frequentatori del paddock possiamo fare. Sono troppe le cose in ballo, il rischio di rovinare tutto con una semplice indecisione o con una scelta sbagliata è enorme. Fateci caso, nonostante Vettel sia un fulmine, molto spesso chi ha fatto la pole, poi non vince la gara. Questo perché durante la corsa può accadere davvero di tutto.

IL SOLITO ALONSO
Fernando ha commesso degli errori, come tutti del resto, ma ancora una volta con il suo talento e la sua grinta è riuscito a massimizzare la prestazione della Ferrari. Era lì a combattere con gli altri e con le unghie ha strappato un ottimo terzo posto. Non gli si poteva chiedere di più.

VETTEL CALCOLATORE
Sebastian invece ha cominciato a correre pensando al Mondiale. In gara ha fatto i suoi calcoli e ha ridotto al minimo i rischi. Non posso dargli torto. Questo secondo posto è un altro mattone importante nella conquista del secondo mondiale. Anche se l’aritmetica non lo dice ancora, il titolo ormai è suo.

TIRO LE ORECCHIE ALLA FIA
Questa volta anch’io, pur avendo chiuso quasi subito la mia gara, ho motivo di lamentarmi e devo tirare le orecchie alla Fia. Già alla partenza ho dovuto fare i conti con tre incidenti davanti a me, che mi hanno relegato in fondo, poi è arrivato Perez, con un comportamento assurdo, ed è finito tutto. Era stranamente lento, più della mia Lotus, l’ho sorpassato due volte e lui, per riconquistare la posizione, ha tagliato la chicane. Il regolamento è chiarissimo, doveva farsi passare, restituirmi il posto, e invece se n’è fregato, è rimasto davanti a me. Lui ha dimostrato una maleducazione rara, un’ignoranza unica del regolamento, ma mi chiedo perché la Fia non abbia preso alcun provvedimento. Cosa ci sta a fare? Cosa guardava? Capisco il ragazzino che alza le spalle, ma i commissari dovevano intervenire. Io potevo passarlo solo nella parte lenta e non ce l’ho più fatta, mi ha rallentato e mi ha rovinato la gara, prima che poi anche il mio motore facesse le bizze, come a Silverstone, e mi costringesse al ritiro. Il mio vuole essere un messaggio chiaro: il regolamento è uno e vale per tutti. Non solo per quelli davanti, ma anche per chi sta in fondo allo schieramento.

jarno trulli da repubblica.it


Trulli torna a guidare la Lotus in Ungheria e col nuovo servosterzo


Trulli: «Felice di tornare sulla mia Lotus»
Nella F1 del business, dopo aver prestato la sua auto all’indiano Chandhok per motivi di sponsor nel GP di Germania, Trulli torna alla guida in Ungheria. Ma fino a quando?

NORFOLK, 27 Luglio – Jarno Trulli torna nell’abitacolo della sua Lotus questo fine settimana, dopo aver lasciato il suo sedile all’indiano Karun Chandhok nel GP di Germania. Dopo aver passato la gara tedesca da spettatore ai box, l’italiano è naturalmente contento di tornare in azione. «Sono ovviamente felice di tornare in macchina e non vedo l’ora di iniziare a girare in pista in Ungheria», ha detto il pilota pescarese. «Quest’anno è più difficile di qualsiasi altra stagione prevedere quanto saremo competitivi, sarà in uno dei circuiti più ricchi di incognite, soprattutto perché ci sono molti fattori nuovi di cui tener conto che nei confronti con le stagioni precedenti non appaiono. Ad esempio, avrò un nuovo servosterzo dopo quello passato con cui non riuscivo a trovarmi bene e speriamo che per me la fatica possa essere minore».

HUNGARORING PISTA LENTA – Trulli paragona il circuito situato alla periferia di Budapest con quello di Montecarlo. «Penso che possiamo aspettarci di essere a posto perché eravamo competitivi a Monaco, un circuito che è abbastanza simile all’Ungheria, con una velocità relativamente bassa e dunque con la necessità di avere una buona trazione per spingere nelle curve più lente e non affidarsi così tanto sulle prestazioni aerodinamiche. Così facendo, anche la nostra piccola Lotus potrà ambire a raggiungere il centro classifica», ha chiuso l’italiano.


Lotus in cinque anni previste 1500 assunzioni


Lotus: piano quinquennale di sviluppo con 1.200 assunzioni
Riguardano principalmente lo stabilimento inglese di Norfolk

ROMA – Lotus Cars ha programmato un piano di sviluppo per lo stabilimento di Norfolk, in Inghilterra, che prevede – nonostante diversi “tagli” riguardanti assunzioni a termine – la creazione entro 5 anni di un numero di nuovi posti di lavoro “compreso – come ha detto Dany Bahar, CEO di Group Lotus – tra 600 e 1.200 unità”. L’annuncio, riporta il sito della BBC, è stato dato dallo stesso Bahar in occasione di una visita allo stabilimento Lotus di Hethel del Ministro britannico per l’economia Vince Cable. Lotus Cars ha ottenuto finanziamenti per 10,4 milioni di sterline (11,85 milioni di euro) destinati dal Fondo per la Crescita Regionale alla ricerca ed allo sviluppo, ma non ha per il momento ottenuto un ulteriore consistente sostegno (27,5 milioni di sterline, pari a 31,34 milioni di euro) richiesto al Governo britannico. “Abbiamo bisogno di aziende come la Lotus – ha commentato Cable al termine della visita a Hethel – l’industria britannica dell’auto era sparita ed ora sta realmente rivivendo”

da Ansa.it


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