Categoria: pneumatici

Gli Italiani non hanno più i soldi per cambiare le gomme

controllo-gommeApertura di nuovi canali di importazione, costi, ma soprattutto poca accortezza da parte dei conducenti: queste le cause ipotizzate da Assogomma e Polizia Stradale che per l’undicesimo anno indagano sugli italiani al volante

Dal 16 maggio al 15 giugno sono state controllate dalla Polizia Stradale 10.148 vetture: il 31% del parco circolante nelle province di Emilia Romagna, Puglia, Umbria, Veneto, Trentino Alto Adige, Toscana. Assogomma in collaborazione con il Ministero dell’Interno per l’undicesimo anno con la sua indagine punta i riflettori sulla situazione delle strade in previsione anche dell’esodo estivo: l’unico dato confortante questa volta è l’età media del campione di auto constatato, più giovane rispetto al passato che risultava di 10 anni e 9 mesi. Per il resto invece è allarme rosso.

Sulle strade aumenta la presenza di vetture con gomme lisce, quelle con danneggiamento, le non omologate e non conformi, senza dimenticare anche le auto che continuano a girare con penumatici invernali o senza essere revisionate. In tutto la percentuale registrata è alta, seppur parziale: è un bel 16,56% dei conducenti a mettere in pericolo la propria vita e quella altrui.

“I motivi spesso sono i costi – spiega Fabio Bertolotti, Direttore Assogomma – ma talvolta è anche dovuto alle informazioni che gli automobilisti hanno, a quelle che ottengono sempre tramite nuovi canali: un esempio è la vendita online che spesso porta ad acquistare prodotti in offerta ma di diversa qualità… oppure in alcune parti d’Italia è frequente l’importazione, con prodotti non omologati”. Per quanto riguarda questi ultimi casi, infatti, rispetto lo scorso anno durante

la supervisione c’è stata una duplicazione delle sanzioni: su quasi il 4% del campione. Tra i controlli effettuati primeggia inaspettatamente il Veneto con la provincia di Belluno (8,65%) e Vicenza (8,58%), a seguire con numeri triplicati rispetto al 2013 la Puglia, con Brindisi (7,78%): un fenomeno dovuto, dunque, al libero scambio che nel nostro paese prende piede senza effettivi controlli in frontiera.

La ricerca del risparmio a tutti i costi spesso, inoltre, mette in piedi soluzioni di ripiego: è il caso dell’utilizzo degli pneumatici non conformi alla carta di circolazione che la Polizia Stradale ha constatato nel 3,36% delle vetture fermate (rispetto allo 0,85% nel 2013): la maglia nera va di nuovo a Belluno (9,73%) a cui segue Taranto (7,43%) e Massa Carrara (7,09%): oltre che per legge, le gomme dello stesso asse devono essere perfettamente identiche per misura, modello e caratteristiche prestazionali per una chiara valenza di sicurezza.

“Ci siamo abituati in famiglia ad avere più veicoli, ora la crisi economica ci obbliga a ridimensionarci: se intendiamo lo stesso mantenerle queste vetture, manteniamole bene, vecchie ma in salute, per la nostra sicurezza innanzitutto”, afferma Giuseppe Bisogno, Direttore servizio Polizia Stradale. Una cosa su cui, salute compresa, effettivamente non vale poi così tanto risparmiare: “Sono ben 4000 persone che ci rimettono la pelle ogni anno… e ben 1.4 milioni di euro per ognuno di questi è quello che fuoriesce dalle casse dello Stato… per un totale di 30 miliardi di euro. Il costo della “non sicurezza stradale” non è poco. Questo è un messaggio che mandiamo al governo, ma anche ai guidatori”, commenta Fabio Bertolotti, Direttore Assogomma.

La sicurezza stradale, dunque, passa anche attraverso una corretta manutenzione degli pneumatici: è indispensabile informarsi e sapere oltre a dove acquistarli, come controllarli (altrimenti la visita presso il rivenditore specialista è gratis!) e quando effettuare il cambio a seconda della stagione, perché anche questa sbadataggine può mettere a repentaglio la propria sorte: la Stradale ha constatato nel periodo dell’indagine un aumento dell’uso degli pneumatici invernali (12,44% rispetto al 11,38% del 2013) che, in questo caso, oltre ad ampliare lo spazio di frenata, con le temperature calde si usurano prima. Tra quelle registrate, metà montavano le m+s e metà le PMSF (Peaks Mountain Snow Flake). Tolta l’opzione costi, le alte percentuali constatate (26,86% a Taranto, 23,40% a Perugia, 22,70% a Belluno) potrebbero essere causate tanto dalla distrazione dei guidatori quanto dalla disinformazione: elemento ancora più ingiustificabile.

di ILARIA SALZANO da repubblica.it

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I russi si sono comprati la Pirelli ?

petrov-pirelliPirelli, c’è l’accordo su ingresso russi: investono 552 milioni
Intesa con soci Camfin, alla società di Rosneft va il 50%. Dopo il primo accordo a metà marzo è arrivata la firma ufficiale: una svolta storica nel gruppo della Bicocca

MILANO  – I soci Camfin (Nuove partecipazioni, Intesa Sanpaolo e Unicredit) hanno definito l’accordo per l’ingresso nel capitale dei russi di Rosneft tramite la società Long-term Investment Luxembourg. Si tratta di una svolta storica nel gruppo della Bicocca. Rosneft avrà il 50% di Camfin, a sua volta azionista Pirelli con il 26,19%, per un investimento totale di 552,7 milioni. Nuove Partecipazioni (veicolo di Marco Tronchetti Provera e altri soci), Intesa Sanpaolo, UniCredit, Clessidra e Long- Term Investments Luxembourg, società indicata da Rosneft Oil Company quale investitore in Camfin, hanno annunciato nel dettaglio di aver perfezionato gli accordi vincolanti aventi a oggetto l’operazione annunciata il 17 marzo 2014.

Rispetto all’accordo di massima comunicato il 17 marzo 2014, le parti hanno convenuto di non ricorrere più a un nuovo veicolo per detenere la partecipazione in Pirelli oggi posseduta da Lauro61/Camfin ma di detenerla attraverso Camfin che, al termine del processo, sarà partecipata al 50% dall’investitore strategico e al 50% da una newco partecipata da Np al 76% e da Intesa Sanpaolo e Unicredit al 12% ciascuno.

Gli accordi vincolanti prevedono che l’investitore strategico acquisti, per 552,7 milioni di euro complessivi, da clessidra la totalità del capitale sociale di Lauro 54 e quindi indirettamente il 24,06% di Lauro 61/Camfin e da Intesa Sanpaolo e Unicredit una partecipazione del 12,97% ciascuno del capitale sociale di Lauro 61/Camfin. L’investitore strategico diviene così
titolare indirettamente (tramite lauro 54 e lauro 61, che verranno poi fuse in camfin) del 50% del capitale di Camfin e ‘in trasparenza’ del 13% circa di Pirelli.

Camfin, dopo la scissione parziale non proporzionale delle attività diverse da Pirelli (ovvero la quota in Prelios e altre partecipazioni di minore rilevanza), sarà a sua volta titolare esclusivamente della partecipazione in Pirelli, pari al 26,19%. Il closing dell’operazione è previsto entro il 30 giugno 2014.

L’aspetto strategico dell’ingresso di Rosneft in Pirelli è già stato sottolineato con due nuovi memorandum d’intesa siglati dai due gruppi per consolidare la cooperazione industriale e commerciale già avviata in passato. Un nuovo accordo di carattere commerciale prevede tra l’altro che siano aperti, attraverso il network di stazioni di rifornimento della compagnia russa, dei punti Pirelli dove vendere prodotti a marchio Pirelli: ne sono previsti almeno 60 fra il 2014 e il 2015 e in totale almeno 200 entro il 2019. Sul fronte industriale, poi, è prevista una collaborazione nella produzione di gomma sintetica, inclusa la gomma stirene-butadiene, nella città russa di Nakhodka.

da repubblica.it

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Antitrust Usa multa di quasi mezzo miliardo di dollari alla Bridgestone prezzi illegalmente concordati per la fornitura di componenti in gomma impiegati per ridurre le vibrazioni delle auto

bridgestone-rftMulta da Antitrust USA per 425 milioni di dollari
Dura sanzione a carico di Bridgestone. Il colosso giapponese degli pneumatici e della fornitura dell’industria automobilistica sarà chiamato a versare 425 milioni di dollari (311 milioni di euro) per aver violato le norme sulla concorrenza. Recentemente Toyota era stata chiamata a versare 29 milioni di dollari (quasi 22 milioni di euro) per i problemi legati ai richiami del 2010. Non solo: con i consumatori aveva concorato un risarcimento attorno a 1,1 miliardi (800 milioni di euro).

Il ministero della Giustizia americano ha indagato oltre una ventina di società per un totale di oltre 2 miliardi di multe. La sanzione per Bridgsetone è la più severa perché già due anni e mezzo fa aveva dovuto pagare 28 milioni di dollari. Il caso attuale riguarda i prezzi illegalmente concordati per la fornitura di componenti in gomma impiegati per ridurre le vibrazioni delle auto. Secondo l’indagine dell’Antitrus la pratica sarebbe andata avanti tra il 2001 ed il 2008. Il ministero Usa ha assicurato che Bridgestone non intenderebbe respingere l’addebito.

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