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Saab si riapre una speranza dalla Cina ?


Zhejiang Youngman Lotus potrebbe fare un’offerta d’acquisto per la Saab

Stoccolma – Saab, la storia potrebbe non essere ancora finita. E’ vero, l’azienda è stata dichiarata fallita, ma a meno di una settimana dal deposito dei libri in tribunale, già circolano voci su potenziali acquirenti. Secondo alcune fonti americane, il Gruppo cinese Zhejiang Youngman Lotus Automobile potrebbe fare un’offerta d’acquisto già la prossima settimana. La potenza economica dei Gruppi industriali del Paese del Dragone non si discute, ma la vicenda resta comunque di difficile soluzione. La situazione attuale si è infatti  venuta a creare in seguito alla decisione della General Motors (precedente proprietaria del Marchio svedese) di non concedere l’utilizzo delle tecnologie precedentemente condivise. Una posizione, quella degli americani, che difficilmente si ammorbidirà a distanza di così poco tempo.


Saab andrà all’asta la collezione del museo di Trollhättan tutte le foto


SAAB  La collezione del Museo di Trollhättan verrà messa all’asta
Saab si vede costretta a rinunciare ai gioielli di famiglia: le auto del museo di Trollhättan verranno infatti presto messe all’asta. Tra le 120 vetture non mancano concept car, auto da competizione e di serie, ma anche e soprattutto pezzi di storia a quattro ruote come la VM001, il primo prototipo di quella che poi sarebbe diventata, nel 1946, la 92. Un peccato, perché il rischio molto realistico è quello di disperdere la collezione. Non mancheranno, infatti, appassionati collezionisti che vorranno aggiudicarsi i pezzi più rari, prototipi da salone o modelli mai nati. Stiamo parlando per esempio della Saab 9000 con carrello incorporato, fino ai modelli Subaru e Cadillac con meccanica e pianale Saab. Una “perla” però, non va all’asta: la PhoeniX, l’ultimo prototipo Saab disegnato da Jason Castriota. Da segnalare, intanto, lo sforzo degli appassionati che su Internet – sul blog SaabsUnited.com, ma anche su Facebook e su altri social network – stanno cercando di unire le forze per acquistare i pezzi più pregiati, in modo da poterli conservare in un’unica collezione da rendere pubblica in futuro, così da salvaguardare la ricca storia del marchio.


Saab presenta istanza di fallimento


Saab presenta istanza di fallimento
I creditori avranno una settimana per presentare il loro parere al tribunale prima che il giudice prenda la sua decisione finale sull’opportunità di concludere o meno il processo di ristrutturazione
La casa automobilistica svedese Saab ha presentato istanza di fallimento. Lo ha comunicato la proprietà olandese e lo hanno confermato dalla cancelleria del tribunale svedese che sta esaminando la richiesta. Si chiude così una telenovela durata mesi.

Proprio pochi giorni fa l’amministratore responsabile della ristrutturazione di Saab Automobile AB annunciò che avrebbe abbandonato il suo piano di riorganizzazione spiegando che l’amministratore Guy Lofalk avrebbe presentato presso il tribunale distrettuale Vanersborg la richiesta di porre fine alla riorganizzazione volontaria di Saab e di due controllate.

Secondo il quotidiano economico svedese Dagens una possibile soluzione dell’ultimo minuto sarebbe stata l’iniezione di capitali da parte della cinese Zhejiang Youngman Lotus Automobile senza l’acquisizione di azioni. Ma la trattativa è fallita dopo che l’ex proprietario General Motors non ha permesso ai cinesi l’uso delle tecnologie della casa svedese.

Adesso Saab Automobile e i suoi creditori avranno quindi circa una settimana per presentare il loro parere al tribunale prima che il giudice prenda la sua decisione finale sull’opportunità di concludere o meno il processo di ristrutturazione. La produzione nello stabilimento di Trollhattan è stata sospesa lo scorso aprile a causa della mancanza di fondi sufficienti per pagare fornitori e dipendenti.

da repubblica.it


Saab Gm si oppone alla vendita ai cinesi ?


SAAB GM potrebbe opporsi alla vendita ai cinesi

Milano – Non c’è pace per Saab. Quando lo spettro della chiusura sembra allontanarsi, ecco nuove nuvole addensarsi sul Costruttore svedese. E’ di settimana scorsa la notizia che due società cinesi – Pang Da Automobile Trade Co. and Zhejiang Youngman Lotus Automobile Co. – hanno messo sul piatto 100 milioni di euro per rilevare l’azienda dalla proprietà olandese. Un’operazione che per andare in porto necessita del benestare del governo cinese, della banca europea per gli investimenti, del Governo svedese e della General Motors (precedente proprietaria e tuttora in possesso di azioni). Proprio quest’ultima, pare ora mettersi di traverso. Il motivo? GM si sentirebbe minacciata, sul mercato cinese, dall’eventuale operazione Pang Da – Zhejiang Youngman Lotus – Saab. In attesa di sviluppi, intanto, le catene di montaggio del Marchio svedese sono ferme da oltre un mese.

 


Strategia cinese Dalla Svezia con Volvo e Saab calerà in Europa


CONCORRENZA DOPO VOLVO, RIMESSA IN FORZE DAI CAPITALI DI GEELY, ORA TOCCA A SAAB DOVE SARANNO INVESTITI 610 MILIONI
Auto Parte da Nord l’ attacco cinese all’ Europa
La strategia di Pechino: comprare a buon prezzo la tecnologia sicura delle decadute regine svedesi

Anche la Saab è finita nel Celeste Impero. La trattativa portata avanti, per oltre 9 mesi, dal distributore di auto Pang Da e dal costruttore Zhejiang Youngman Lotus Automobile per acquisire la casa svedese è arrivata in porto. E così sono due – Volvo è già cinese – i simboli nordici dell’ auto europea che parleranno mandarino. L’ ennesima prova che Pechino si avvicina al centro del mondo: ha soldi (potrebbe prestare all’ Europa fino a 70 miliardi) e tenacia millenaria. La strategia? Semplice. Avere un più facile accesso ai mercati del nostro continente, cercando di acquisire più tecnologia possibile. Appropriandosi di quella automobilistica si possono assemblare modelli sicuri, saltando tutti gli ostacoli. Protocollo Il protocollo di intesa per rilevare la totalità delle quote di Saab da Swedish Automobil per 100 milioni di euro prevede che il contratto sia subordinato all’ approvazione delle autorità competenti entro il 15 di novembre, nel rispetto della procedura di riorganizzazione di Saab. Ma i rumor pubblicati da Reuters dicono che il governo cinese sostiene la trattativa, mentre i creditori hanno già approvato, davanti alla Corte distrettuale di Vanersborg, la continuazione dell’ attuale fase di riorganizzazione, il piano elaborato da Saab con gli acquirenti cinesi. Le due aziende asiatiche hanno modificato un primo accordo che stabiliva l’ acquisto per 245 milioni di euro, in cambio della metà del capitale della società europea. Pang Da (40%) e Youngman (60%) hanno l’ intenzione di investire 610 milioni sul lungo termine ed hanno concesso un prestito immediato di 50, garantendo, inoltre, un fido bancario della Bei di 63. La produzione in questo modo potrà essere ripresa in tempi rapidi. Un business plan è già stato predisposto (è stato nominato vice presidente e responsabile della produzione Goran Ejbyfeldt, ex capo del settore qualità di Saab), ora sono da ricalcolare la razionalizzazione e la riduzione dei costi strutturali che prevedono la soppressione di 500 posti di lavoro. In contropartita è stata confermata la volontà di mantenere il 70% della capacità produttiva di Saab nello stabilimento di Trollhattan, la storica sede, pronta a ripartire dal gennaio 2012. Già nel 2009, la Saab aveva venduto alla Beijing automotive industry holding per 146 milioni di euro una parte del suo centro ricerche con cui il gruppo cinese ha potuto sviluppare quattro nuovi modelli e tre motori turbo compressi. Il patrimonio di conoscenza portato a Pechino, ha fatto risparmiare cinque anni di attività, contribuendo a rendere indipendente sempre più la Baic dai suoi partner Hyundai e Daimler. Pionieri Ma prima della Saab, la Cina si era già aggiudicata la Volvo. Nel marzo 2010 è stata comperata dalla Geely, la principale società privata del settore automotive in Cina, che ha pagato all’ americana Ford, sino a quel momento proprietaria delò marchio, 1,3 miliardi di euro. Volvo è sempre stata famosa per la sicurezza: è stata la prima a montare le cinture di sicurezza, la prima ad adottare il pedestrian detection che segue i movimenti dei pedoni e frena in automatico se reputa che ci sia un rischio. Volvo, prevede di chiudere il 2011 con 430 mila immatricolazioni nel mondo, il 23% in più rispetto al bilancio precedente, ben oltre l’ obiettivo fissato in 400 mila unità. Entro il 2020 mira a raddoppiare i volumi. In Cina verranno creati altri due nuovi stabilimenti, che si aggiungono a quello, in fase di realizzazione, a Chengdu. Tutto questo, grazie all’ ingresso, nel suo capitale, di Geely.

carretto da corriere.it


Saab venduta ai cinesi della Pang Da e della Youngman


Le auto della Saab saranno vendute ai cinesi: il gruppo svedese comprato con 100 milioni

I cinesi fanno shopping anche in Svezia. L’azienda automobilistica svedese sarà venduta per 100 milioni di euro a i gruppi cinesi della Pang Da e della Youngman. Il gruppo di Stoccolma cederà il 100 per cento delle sue azioni

Stoccolma – Ora i cinesi fanno la spesa anche in Svezia. La casa automobilistica Saab sarà venduta ai due gruppi cinesi della Pang Da e della Youngmanper 100 milioni di euro. A renderlo noto è stata una nota della società svedese che conferma di aver cominciato una trattativa per la cessione del 100% delle sue azioni ai due gruppi cinesi.
“L’accordo finale tra le parti porterà ad un contratto definitivo tra Swan, Pang Da e Youngman, che prevederà alcune condizioni inclusa l’approvazione da parte delle autorità preposte, degli azionisti di Swan e di alcune altre parti. Swan ha deciso di accettare la transazione a fronte dell’impegno di Pang Da e Youngman di fornire finanziamenti a lungo termine che garantiscano lo sviluppo futuro di Saab”, continua la nota. E nonostante la trattative la causa automobilistica, secondo quando sostiene il suo amministratore  Guy Lofalk, andrà avanti nel suo piano di riorganizzazione.

di Luca Romano da ilgiornale.it


Saab mollata dalle cinesi


Saab, interrotte trattative con le cinesi Youngman e Pang Da
Entro 28 ottobre Tribunale potrebbe decidere bancarotta

ROMA – Con un comunicato emesso domenica la Swedish Automobile, società che controlla la Saab, ha annunciato di aver interrotto il pre-accordo che aveva siglato lo scorso luglio con le due aziende cinesi Zhejiang Youngman Lotus Automobile Co. e Pang Da Automobile Trade Co per ottenere un finanziamento complessivo di 245 milioni di euro attraverso la cessione del 53,9% delle quote di Swedish Automobile. La scorsa settimana il CEO dell’azienda Victor Muller aveva detto che “l’offerta era inaccettabile perché lasciava aperta ogni possibile variazione della clausola di controllo e ciò avrebbe potuto significare la fine della Saab”. La situazione non è però meno preoccupante con l’allontanamento dei cinesi: come evidenzia Automotive News Europe questo è il secondo colpo agli sforzi fatti da Saab per sopravvivere. La riorganizzazione vacilla e l’avvocato Guy Lofalk, l’amministratore incaricato dal Tribunale per la gestione di questa fase, ha chiesto di porre fine alla protezione dalla bancarotta per la Casa automobilistica. Lofalk ha dichiarato che la Saab non ha abbastanza denaro per continuare nel processo di riorganizzazione e che i 70 milioni di euro promessi giovedì dalla società di private equity americana Nord Street Capital non sono sufficienti. La Corte di Vanersborg, competente sulla questione Saab, si riunirà su richiesta di Lofalk il prossimo 28 ottobre. A sua volta Swedish Automobile contesta queste valutazioni e richiederà al Tribunale di revocare l’incarico a Lofalk.

da ansa.it


Geely non ci interessa la Saab


SAAB Geely smentisce le voci di interessamento a Saab

Stoccolma – Geely Automobile (proprietaria di Volvo) ha smentito categoricamente l’interesse a un acquisto della Saab. L’ipotesi, ventilata ieri da un giornale svedese, “non rientra nei piani della Geely Automobile”, ha dichiarato Lawrence Ang, direttore esecutivo dell’azienda cinese. Il destino di Saab è dunque ancora molto incerto, dato che l’accordo da 245 milioni di dollari con Pang Da e Youngman (anch’esse cinesi) è tuttora al vaglio del Governo di Pechino. Il tutto, con la spada di damocle dei 150 milioni di euro di debiti che i fornitori vantano nei confronti di Saab.


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