sicurezza
Ue calano del 9 per cento i morti per incidente nel 2012 rispetto al 2011 in Italia cala del 2% In italia (quasi 4000 morti più di 10 morti al giorno )
UE, calo del 9% vittime incidenti; Italia -2%, Malta -48%
In Europa nel 2012 le vittime di incidenti stradali sono scese del 9% rispetto al 2011, da 60 incidenti mortali per milione di abitanti a 55. La flessione è del 43% negli ultimi 10 anni.
In Italia, il calo è stato più contenuto, del 2%, da 64 a 62 sinistri mortali per milione di abitanti. I paesi in cui si muore meno sulle strade sono Malta (che ha praticamente dimezzato, durante gli ultimi 12 mesi: da 51 a 26, -48%) ed i paesi del nord Europa: Regno Unito (28 incidenti mortali per milione di abitanti, -12% nel 2012), Svezia (31, -7%), Danimarca (32, -18%) e Olanda (32, -1%). In alcune nazioni, la situazione è peggiorata: Lituania (100, +2%), Lussembrugo (65, +3%), Austria (64, +4%), Romania (96, +1%).
Crisi mercato crollano anche le vendite di pneumatici
In calo anche le vendite pneumatici
Calate nel primo trimestre del 2013 le vendite di gomme come ricambio. Ma i produttori sono ottimisti per i prossimi mesi.
La crisi del mercato automobilistico si riflette anche su quello dei pneumatici. Se però non sorprende che al calo delle vendite di automobili corrisponda quello dei pneumatici montati in primo equipaggiamento (meno auto si producono, meno pneumatici servono), quello che stupisce è quello del mercato dei ricambio ovvero dei pneumatici che i singoli automobilisti acquistano periodicamente per sostituire quelli usurati delle loro vetture.
E’ di questi giorni una stima di ETRMA (European Tyre and Rubber Manufacturers Association) ovvero dell’associazione europea dei fabbricanti del settore, secondo la quale, nel primo trimestre 2013, le vendite di pneumatici per auto e moto a clienti finali sono scese rispettivamente del 12% e del 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La causa di questo contrazione andrebbe attribuita, secondo ETRMA, a diversi fattori, tra cui le cattive condizioni atmosferiche, il ritardo del cambio gomme stagionale e l’attuale situazione economica. Più contenuti sono invece i cali delle vendite di pneumatici per autocarro (-1%) e per macchine agricole (-8%) per i quali la sostituzione dei pneumatici non era ulteriormente procrastinabile.
Il futuro a medio termine si annuncia tuttavia migliore. Secondo ETRMA, nei prossimi mesi le vendite a ricambio di pneumatici estivi saranno leggermente superiori allo stesso periodo dello scorso anno. Questa visione ottimistica sull’evoluzione del mercato può essere messa in relazione con il rallentamento di quelle degli autoveicoli. In altre parole, gli automobilisti,
anziché acquistare automobili nuove, che sono ovviamente equipaggiate con pneumatici nuovi, sarebbero portati a curare maggiormente la manutenzione ed a prolungare la vita delle automobili che hanno sulle spalle un numero ancora limitato di chilometri, rinnovandone fra le altre cose proprio la dotazione di pneumatici. Proposte commerciali mirate in questo senso da parte dei rivenditori potrebbero dunque trovare terreno fertile tra gli automobilisti, specialmente alla vigilia delle ferie estive.
di PAOLO FERRINI da repubblica.it
Sono pericolosi i vecchi gli anziani al volante che guidano ?
Anziani al volante, quanto sono «pericolosi»?
Alla guida della propria auto sono più capaci che nei test in autoscuola. Ma un over 75 su due non ha i riflessi adeguati
I nonni al volante sono un rischio, per sé e per gli altri? A leggere le statistiche qualche dubbio viene, visto che secondo le stime della Commissione Europea il tasso di incidenti mortali fra gli over 75 è cinque volte superiore alla media ed è doppia l’eventualità di lesioni gravi. Così, mentre uno studio americano sul Journal of the American Geriatric Society richiama alla necessità di test più adeguati per valutare chi fra gli anziani non corre rischi alla guida, la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria avverte: un ultrasettantacinquenne su due ha i riflessi appannati e non dovrebbe stare al volante, anche se nella gran parte dei casi i nonni guidano nei dintorni di casa e tenendosi alla larga dagli orari di punta.
LO STUDIO – Lo studio italiano, condotto nei primi sei mesi del 2012 da un gruppo di ricercatori delle università di Milano-Bicocca e Roma-Tor Vergata, ha coinvolto alcune decine di over 75 valutandone la capacità di attenzione, i riflessi, il grado di autonomia nei gesti quotidiani, i deficit visivi e uditivi, i disturbi del sonno, il numero di farmaci assunti e l’eventuale abuso di sostanze alcoliche. I familiari sono stati quindi intervistati per avere un giudizio sulle qualità di guida dell’anziano e si è inoltre analizzata la cronologia delle multe eventualmente prese nei tre anni precedenti e i chilometri percorsi in media ogni settimana. Chiari i risultati: uno su cinque ha i segni di un decadimento cognitivo o scarsa capacità di attenzione, uno su due deficit dei riflessi, il 15 per cento difetti visivi e poco più di uno su dieci un disturbo del sonno. Così, anche se la maggioranza prende l’auto di rado e per tragitti brevi (uno su cinque non fa più di 40 chilometri a settimana), è inevitabile che il rischio di incidenti aumenti. E visto che in Italia gli over 75 con patente di guida sono circa un milione e mezzo e le vittime stimate circa 400 ogni anno, si comprende perché gli esperti SIGG richiamino a una maggiore attenzione nel valutare l’opportunità di un rinnovo della patente a un anziano. «Per guidare sicuri è importante essere certi che vista e udito siano a posto, ma anche fare maggiore attenzione se si assumono farmaci che possono modificare in qualche modo percezioni e tempi di reazione – spiega .Giuseppe Paolisso, presidente SIGG –. I dati più recenti però indicano che forse tutto questo non basta, perché anche i piccoli deficit cognitivi possono aumentare il rischio di incidenti. Al rinnovo della patente negli over 75 sarebbe opportuno prevedere piccoli test che possano dare almeno un’idea del grado di funzionalità dell’anziano, eseguiti da medici specialisti qualificati con esperienza in questo settore e non da un medico inesperto. Questo consentirebbe di avere una valutazione complessiva più realistica e veritiera delle condizioni del guidatore».
I TEST – L’appello è condiviso dagli esperti americani: di recente uno studio dell’Alzheimer’s Disease and Memory Disorders Center del Rhode Island Hospital ha dimostrato che i test attuali falliscono nel valutare con precisione le capacità di un anziano alla guida dell’auto. In questo caso però parrebbe giustificato un cauto ottimismo: Jennifer Davis, la ricercatrice responsabile dello studio, ha piazzato per due settimane una telecamera nell’auto di un centinaio di anziani, che poi sono stati sottoposti a un test di guida standard. «Quando i partecipanti erano al volante della loro auto guidavano molto meglio – dice Davis –. Accade perché gli anziani non amano guidare lontano da casa propria, dalla propria “zona sicura”; se li valutiamo in una condizione non familiare come quella del classico test di guida su un auto diversa dalla loro, con l’aggravante della consapevolezza che fallire l’esame può portare al ritiro della patente, l’ansia che li assale può portarli a fare errori più numerosi e gravi del normale. L’esame è cognitivamente “pesante” per un anziano, perciò anche un soggetto con lievi deficit cognitivi potrebbe, almeno inizialmente, guidare senza costituire un pericolo per sé e per gli altri». Che i test siano troppo “light”, come denunciano i geriatri italiani, o al contrario troppo severi come sostengono gli statunitensi, un dato è certo: dovendo decidere se prorogare o meno la patente a un nonnino, è bene che gli esami, qualsiasi essi siano, li esegua un esperto geriatra che sappia quali possono essere i punti deboli di un anziano.
Elena Meli da corriere.it
Centro di Zurigo la Mercedes distrutta monito agli incidenti
Auto distrutta in piazza, monito per la sicurezza
Un gioiello distrutto preso da un demolitore (era lo stesso schiacciato dalla famosa ruspa) per rendere meglio l’idea. Ecco come è stata esposta una Mercedes in pieno centro a Zurigo. Il “monumento” è a cura della compagnia assicuratrice Alliance24 e vuole essere un monito per la sicurezza stradale.
da kataweb.it
Praticamente quasi nessun italiano sa soccorrere un ferito in un incidente
Il 93% degli automobilisti non sa soccorrere un ferito in un incidente
Questo dato, riferito all’Italia, è emerso da uno studio EuroTest svolto in 14 Paesi europei dagli Automobile Club in collaborazione con la Croce Rossa
Sapere come prestare soccorso in caso di incidente stradale. Soccorrere le vittime di un sinistro, oltre ad essere obbligatorio, può essere determinante per salvare la vita delle persone coinvolte. Intervenire tempestivamente (la metà dei decessi nei sinistri stradali avviene entro pochi minuti dall’incidente),e in maniera adeguata aumenta ancora la possibilità di evitare il decesso dei feriti gravi rendendo più efficace il successivo intervento degli operatori specializzati dei mezzi di soccorso.
Purtroppo il 93% degli automobilisti italiani non sa soccorrere efficacemente un ferito in incidente stradale. Questo dato è emerso da uno studio EuroTest svolto in 14 Paesi europei dagli Automobile Club in collaborazione con la Croce Rossa Soltanto il 14% degli intervistati in Italia ha risposto correttamente su come la prima cosa da fare sia mettere in sicurezza il luogo dell’incidente. Il 61,5% non ha mai seguito un corso di primo soccorso e il 10,4% ha ricevuto qualche nozione solo in occasione del conseguimento della patente di guida. I dati dello studio evidenziano poi che seppure il 62,3% degli automobilisti si dichiari in grado di intervenire, il 97,5% non conosce appieno la procedura da seguire (percentuale più alta in Europa), inoltre l’85,5% non sa che il numero europeo di emergenza sia il 112 e poi ancora il 93,4% non riesce ad accertare le condizioni della vittima; il 90,8% non sa cosa fare se il ferito è incosciente e non respira; il 98,7% si blocca in presenza di gravi ferite e sanguinamenti.
Insomma i dati dell’analisi sono poco confortanti e vengono confermati da un’esercitazione pratica in cui il 92,1% non riesce a porre la vittima nella posizione di sicurezza (anche in questo caso è la percentuale più alta d’Europa) e l’85,5% non sa come si effettui il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale. Se nel Belpaese la situazione è tragica anche nel resto dell’Europa le cose non vanno molto meglio: 2 automobilisti su 3 si dichiarano pronti ad intervenire ma poi, nei fatti solo il 18% sa cosa fare (il 68% ha comunque seguito un corso specifico). A seguito comunque del divario che ci separa dagli altri automobilisti europei l’Automobile Club d’Italia, che persegue la creazione di una cultura della mobilità responsabile, sicura e sostenibile, rilancia l’educazione dei conducenti proponendo un modulo formativo (teorico e pratico) di primo soccorso nell’offerta di “Ready2Go”. (m.r.)
da repubblica.it
Ecco la Gomma pneumatico senza aria fatta a nido d’ape video
Reinventare la ruota: basta cric, ruote di scorta, controlli alla pressione delle gomme e bombolette «magiche». Gli pneumatici funzioneranno in totale assenza di aria. Dunque gomme che non vanno gonfiate, che non si bucano . È questo il futuro (non troppo lontano) nel mondo delle due e delle quattro ruote. Il gruppo industriale Polaris, specializzato in motoslitte, quad ed veicoli all-terrain, ha annunciato di voler commercializzare lo «pneumatico-non-pneumatico» a partire dal 2014.
I COLOSSI – In realtà, la società americana del Minnesota non è l’unica del settore ad averci pensato. Piuttosto è la prima ad aver completato i collaudi fornendo una data certa per il lancio commerciale. Il colosso francese Michelin aveva infatti presentato un prototipo simile, chiamato «The Tweel», nel 2005, mentre la concorrente Bridgestone l’aveva seguita più tardi. L’architettura della casa francese mostrava una serie di supporti in gomma, simili a tanti raggi disposti in formazioni triangolari, che sorreggono il nastro centrale del battistrada. La società giapponese, invece, aveva esibito degli pneumatici personalizzati con immagini e colori scelti dai clienti. Entrambe, tuttavia, sono ancora in una fase di sviluppo e le applicazioni sono limitate a mezzi sperimentali.
GABBIA A NIDO D’APE – La statunitense Polaris, invece, è intenzionata a procedere per grandi passi: «Il nostro pneumatico – ha spiegato a Fox News il portavoce Jason Difuccia- funziona quasi come la ruota di una bicicletta, grazie ad una struttura in plastica composta a nido d’ape che si estende lungo l’interno a supporto del peso del veicolo». E poi aggiunge: «La ruota è stata progettata per superare ostacoli di tutti i tipi: rocce, cordoni e altri terreni accidentati».
PREZZO – La Polaris ha testato lo speciale cerchione attraverso la start-up del Wisconsin Resilient Technologies, acquisita lo scorso anno. La ruota senz’aria era stata richiesta qualche anno fa alla piccola azienda dall’esercito statunitense, che voleva dotare i suoi mezzi di pneumatici indistruttibili. Tra gli altri vantaggi della particolare struttura, anche quello di ridurre il rumore e il riscaldamento prodotto dal rotolamento della ruota. Polaris sostiene di aver sottoposto il prodotto a «test di livello militare»: le gomme hanno resistito a colpi di armi da fuoco, a centinaia di ore di viaggio e a oltre 8.000 chilometri. Secondo il giornale Star Tribune, l’inventore del Wisconsin, Ali Manesh, ha venduto la start-up con 12 impiegati e la tecnologia così da far arrivare l’invenzione finalmente sul mercato. Unica domanda a cui gli americani per il momento non rispondono quanto costa: sul prezzo la società non scopre le sue carte. Ciò nonostante, sostengono alcuni esperti del settore, il costo per ciascuno pneumatico potrebbe inizialmente aggirarsi sui 1.000 dollari, circa 770 euro. Parecchio di più rispetto a una gomma tradizionale.
Elmar Burchia da corriere.it

