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Tata Pr1ma a Delhi


Tata-pr1maLa Tata Pr1ma è stata presentata a Nuova Delhi  è il tocco italiano di Pininfarina nel mondo Tata. Linea ed interni di qualità , ha una forma coupé ma con un passo di 2,7 metri lo spazio dietro non manca.
Guardiamo la foto , ma a dire il vero sembra tanto la vecchia Peugeot coupé.


Tata Magic Iris


tata-magic-irisLa Tata Magic Iris non si può capire se non si pensa ai film indiani e alle specie di bici a motore a tre ruote , specie di nostrane ape che riempiono il traffico del subcontinente.
Tata ha una idea Fiat del mercato e sta ripercorrendo la strada della motorizzazione di massa che fu della Fiat in Italia negli anni ’50.

La Magic Iris ha due posti davanti e tre dietro (tutti magri ovviamente). con un motorino da 611 cc raffreddato però ad acqua , ha 11 cavalli con una velocità massima di 55 km/h. La costruzione del veicolo è basilare lastre di metallo , fari simili alle tre ruote e cerchi da 10 o 12 pollici.
Non sappiamo il prezzo , ma Tata promette di essere concorrenziale con le tre ruote.


Tata a Termini Imerese ?


stabilimento_fiat_ termini_imereseLa Fiat ha già deciso di spostare la produzione di Termine Imerese in Polonia ed in Germania nel 2011, in cambio ci sarebbe l’interesse dei gruppi industriali Tata e Mahindra per rilevare lo stabilimento. Sono motizie che filtrerebbero dal ministero dello sviluppo italiano ma ch Scajola smentisce.
Il tutto sembra abbastanza strano : alleghiamo un articolo della stampa abbastanza critico su Fiat e governo e sugli incentivi , abbastanza inusuale per il quotidiano di proprietà degli Agnelli.

Tempi duri per Fiat che si trova ancora nel pieno di un difficile clima politico e di scelte impegnative che condizioneranno il futuro di un gruppo sospeso tra storia nazionale e prospettive globali.

Che la casa automobilistica torinese sia un pezzo della storia d’Italia nessuno lo può e lo vuole negare. Che però la produzione nel Bel Paese negli ultimi dieci anni si sia più che dimezzata è un dato di fatto che fa riflettere la politica sull’utilità di nuovi incentivi. Se si considera che poi l’indotto automobilistico moltiplica per 5 gli addetti del settore il problema occupazionale diventa davvero scottante.

Oggi circa 600-650 mila veicoli sono prodotti da Fiat in Italia e Scajola ne vorrebbe invece prodotti più di 900 mila l’anno; d’altra parte la scelta sugli incentivi è un’arma formidabile. Nel mezzo si mette la crisi di molti impianti nel Sud, o almeno i disinvestimenti della Fiat negli impianti di Pomigliano e Termini Imerese (ma anche nell’Alfa Romeo di Arese).

Stanotte alcuni lavoratori dello stabilimento campano di Pomigliano d’Arco hanno trascorso la notte nell’aula consiliare del Comune dopo avere protestato ieri contro il mancato rinnovo di 40 contratti dei lavoro da parte del gruppo. In realtà gli impianti italiani di Fiat hanno ridotto notevolmente la produzione durante dicembre e solo a fine gennaio si tornerà in catena di montaggio a ritmi più sostenuti.

Le incertezze in questo periodo però continuano e il sindaco di Pomigliano Antonio Della Ratta ha convocato un tavolo permanente di crisi al quale parteciperanno anche rappresentanti della Regione Campania, della Provincia di Napoli, della Chiesa e dei sindacati.

Ancora più a rischio è lo stabilimento siciliano di Termini Imerese per il quale nei giorni scorsi si era parlato di un’offerta della cinese Chery (poi smentita) e ora spunta una manifestazione di interesse da parte di due colossi indiani come Tata e Mahindra & Mahindra. Si tratta ancora di indiscrezioni del sito Business Standard, che cita fonti vicini al ministero dello Sviluppo economico. Nello stesso articolo però il ministro Scajola specifica di non essere al corrente di trattative fra il gruppo indiano e Fiat in merito a questo argomento. L’attesa per il piano industriale di Fiat previsto per il 22 dicembre rimane forte.

Il gruppo Tata, d’altra parte, è già molto noto alla Fiat che ne ospita il numero uno Ratan Tata nel consiglio di amministrazione. Si tratta di un colosso indiano che si è messo in luce negli scorsi mesi con la conquista della Jaguar e della Land Rover e che ha appena negato un interesse per Swaraj Mazda.

Lo scorso trenta settembre il secondo trimestre dell’esercizio di Tata Motors è tornato all’utile (sebbene di soli 4,6 milioni di dollari) dopo alcuni mesi in rosso e si candida a essere uno dei principali gruppi automobilistici del mondo, forte anche dell’appartenenza a un più ampio impero industriale che spazia dall’acciaio alle telecomunicazioni. Nel frattempo quale davvero sia il futuro di Termini Imerese nessuno lo sa.

La richiesta di incentivi al settore nel frattempo è stata ripetuta anche da Loris Casadei, presidente dell’UNRAE, l’associazione che rappresenta le case automobilistiche estere operanti in Italia. Proprio nel Bel Paese Fiat realizza circa un terzo dei propri ricavi del settore auto, il che significa che l’Italia rimane ancora il maggiore mercato della società torinese.

Il giro di boa del 2010 segnerà una fase nuova per tutto il settore automobilistico che sembra ancora incerto sulle prospettive mercato per mercato. Se, infatti, è chiaro che gli incentivi non possono essere eterni, le incognite della tenuta delle vendite senza di essi rimangono notevoli. (GD)

da lastampa.it


Tata Nano Europa primi dettagli


tata-nano-europa-08Primi dettagli della Tata nano Europa :

La versione europea della Tata Nano che abbiamo visto a Ginevra dovrebbe arrivare in Europa nel 2011. Ricordiamo che è stata commercializzata in India quest’anno con un prezzo attorno ai 2000 euro ma la versione europea costerà molto di più , circa 5000 euro. La differenza di prezzo sta nell’adeguamento agli standard di sicurezza europei ,e ance nei costi di trasporto che incidono in un piccolo prezzo.
Avrà un motore a tre cilindri di 1000 cc  da 60 cavalli con cambio manuale a cinque rapporti ( sono quattro nella versione indiana). Le dimensioni rimangono inalterate , lunga 3,3 metri con telaio in acciaio , ( è circa 60 cm più lunga della smart che però ha due e non quattro porte.
Sempre rispetto al modello indiano , la Nano europea ha le sospensioni indipendenti , un paio di airbag, il servosterzo ed il controllo di trazione.
La curiosità sta nel portellone posteriore , presente nella versione europea , mentre gli indiani caricano i bagagli dalle portiere posteriori.


Jaguar e Land Rover finanziate da GE


logo-jaguarCome riporta il Financial Times le due marche della Tata Jaguar e Land Rover hanno ottenuto 200 milioni di euro di finanziamento per cinque anni  non da uno stato o da una banca ma dal braccio GE Capital concede a Jaguar Land Rover aiuti finanziari per 170 milioni di sterline
Evento unico in Europa per una casa automobilistica

GE Capital ha oggi firmato un accordo con Jaguar Land Rover, la sussidiaria britannica del gruppo indiano Tata Motors, relativo alla concessione di un finanziamento del working capital per un valore massimo di 170 milioni di sterline britanniche e di durata quinquennale. Si tratta di una soluzione innovativa per il finanziamento degli stock di veicoli finiti JLR tra il punto di produzione e la vendita a rate presso le concessionarie. “Siamo lieti dei progressi compiuti nei nostri piani di finanziamento e accogliamo favorevolmente la fiducia dimostrata da GE Capital nelle attività di Jaguar Land Rover”, è stato il commento di Ken Gregor, CFO (Chief Financial Officer) di Jaguar Land Rover. Il testo originale del presente annuncio, redatto nella lingua di partenza, è la versione ufficiale che fa fede. Le traduzioni sono offerte unicamente per comodità del lettore e devono rinviare al testo in lingua originale, che è l’unico giuridicamente valido. della General Electric.

da wallstreetitalia.com


Forster verso Jaguar e Land Rover


carl-peter-forsterSecondo il Sunday Times Carl Peter Forster che se ne andato dalla carica di presidente di Gm Europa la scorsa settimana starebbe per approdare alla Tata per prendere le redini dei marchi Jaguar e Land Rover


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