tesla
Tesla immagine si ma i conti non tornano
Tesla, il difficile business dell’elettrica
Perdite in aumento, ma la società americana attende la nuova berlina Model S e prevede utili già nel 2013
In California la Tesla, che produce auto elettriche, va forte. Almeno di immagine, fra gli imprenditori della Silicon Valley e il jet set di Hollywood. Ma sul piano finanziario qualche problemino c’è: nel terzo trimestre le perdite sono raddoppiare passando dai 34,9 milioni di dollari del periodo gennaio-settembre 2010 ai 65,1 milioni di dollari dello stesso periodo di quest’anno.
NUOVI MODELLI IN ARRIVO- Ma le difficoltà potrebbe essere soltanto passeggere, la società , infatti, annuncia di aver venduto tutta la produzione della berlina Model S, che verrà commercializzata dalla metà del 2012 e costerà fra i 50 e i 60 mila dollari; dunque quasi la metà della roadster. Sarà prodotta negli Usa in una fabbrica ex Toyota che la Tesla ha acquistato grazie ai contributi concessi dalla Casa Bianca. Per questo Elon Musk, numero uno della casa americana, è convinto di raggiungere l’utile già nel 2013. Inoltre, per il futuro si prevede una collaborazione industriale con il gruppo Daimler (le due società già lavorano insieme sul fronte delle batterie) per la fornitura di componenti per un modello elettrico. Un accordo che va a sommarsi ad altri già in vigore con altri produttori, fra i quali Toyota che detiene una parte del capitale azionario di Tesla.
da corriere.it
Tesla apre la prima concessionaria a Milano
Inaugura a Milano il primo showroom italiano del marchio
Milano – Il produttore di auto elettriche Tesla Motors inaugura il giorno 11 febbraio la sua prima concessionaria italiana. Lo showroom, il diciassettesimo nel mondo, è già aperto in via Cerva 3, angolo via Borgogna. Al party d’inaugurazione verrà consegnata una Roadster al più importante cliente aziendale in Italia, la Energy Resources. La società è uno dei player principali in Italia nel settore delle Energie Rinnovabili e la mobilita’ sostenibile. L’Italia promuove lo sviluppo di Energia Rinnovabile ed è seconda solo alla Germania per numero di installazioni di pannelli solari. Ai proprietari della Roadster non è offerto solo il piacere di una guida sportiva e di non inquinare, ma anche quello di risparmiare, e non solo il costo del carburante. I proprietari non pagano l’imposta per l’ingresso nel centro di Milano, e possono parcheggiare e caricare gratuitamente la propria vettura presso una delle centinaia di stazioni di ricarica sparse sul territorio. La sportiva vanta un’autonomia certificata di 340 km per ricarica.
Tesla richiamo volontario per 439 Roadster
Tesla lancia richiamo volontario dopo singolo incidente verificatosi con un cliente
Tesla Motors ha lanciato un richiamo di sicurezza volontario per i modelli Roadster 2.0 e 2.5. Il richiamo riguarda il cavo ausiliario di bassa tensione da 12V di un sistema di riserva ridondante per l’alimentazione di vari sistemi, tra cui i fanali anteriori, i fanali posteriori, gli indicatori di direzione, i lampeggiatori di emergenza e gli airbag nell’improbabile eventualità che l’alimentazione primaria a 12V si guasti o scenda al di sotto del valore minimo di soglia.
Situato davanti alla ruota anteriore lato passeggero, diemessages will be archived at yahoo sidero al fanale, il cavo ausiliario di bassa tensione da 12V è isolato fisicamente dal gruppo batterie principale nel retro dell’automobile.
Tesla ha deciso di avviare un richiamo in seguito al verificarsi di uno sfregamento del cavo ausiliario di bassa tensione di un singolo veicolo contro lo spigolo di un pannello in fibra di carbonio, che ha provocato un corto circuito, fumo e un possibile incendio dietro al fanale anteriore destro del veicolo. Il problema è limitato al cavo ausiliario di bassa tensione da 12V e non riguarda il gruppo batteria o il sistema di alimentazione principali.
Non appena venuta al corrente di questo singolo evento, Tesla ha rapidamente deciso che un richiamo volontario avrebbe rappresentato una misura precauzionale adeguata. Il richiamo concerne 439 Roadster.
Tesla ha informato gli enti normativi competenti di quanto scoperto e ha già cominciato a riparare le automobili dei clienti. Tale riparazione comporta il controllo dell’instradamento del cavo ausiliario di bassa tensione da 12V e l’installazione di un manicotto protettivo sopra il cavo. Il team di assistenza Tesla ha iniziato ad avvisare i clienti via email e ha avviato una campagna di mailing. I professionisti dell’assistenza Tesla Service Rangers possono fornire il servizio presso l’abitazione o l’ufficio dei clienti. L’intervento richiede circa un’ora.
Questo richiamo non riguarda i veicoli Roadster 1.5 precedenti (con numeri di identificazione del veicolo che terminano con la cifra 500 o inferiore) poiché questi veicoli non sono dotati del cavo ausiliario da 12V in questione.
Informazioni su Tesla Motors
L’obiettivo di Tesla è di produrre automobili elettriche a prezzi sempre più accessibili alla maggioranza dei consumatori, stimolando una riduzione continua del costo dei veicoli elettrici. Tesla, la cui sede centrale è a Palo Alto, in California, ha fornito più di 1300 Roadster a clienti in America Settentrionale, Europa e Asia. Tesla progetta e fabbrica veicoli elettrici e componenti della trasmissione di potenza per veicoli elettrici. Attualmente è il solo costruttore di autoveicoli negli Stati Uniti a fabbricare e commercializzare veicoli elettrici di serie autorizzati ad accedere all’autostrada. La Tesla Roadster ha un’accelerazione superiore a quella della maggior parte delle automobili sportive e ciononostante non produce emissioni.
da Ansa.it
Tesla Toyota retroscena
Tesla Toyota: Davide si allea a Golia così l’elettrica realizza il miracolo IL CASO
L’accordo TeslaToyota? Sulla carta fa ridere: viste le dimensioni delle due aziende è come se gli Stati Uniti cercassero la collaborazione di San Marino per la costruzione di un nuovo razzo stellare. Eppure è tutto vero: un colosso che ha 300 mila dipendenti, 53 fabbriche e produce sette milioni di auto l’anno si è appena alleato con un microbo con non arriva a 100 dipendenti, non ha una fabbrica e non produce nulla visto che la Roadster è stata appena sfrattata dalla sua linea produttiva (la costruiva la Lotus) per far posto alla nuova Evora…
Cosa ha spinto allora Toyota a concordare l’acquisto (per 50 milioni di dollari) delle azioni ordinarie emesse in una collocazione privata, da definire immediatamente in seguito alla chiusura dell’offerta pubblica iniziale attualmente pianificata da Tesla? Non certo come ci hanno raccontato «la necessità di cooperare nello sviluppo dei veicoli elettrici, delle componenti, del sistema di produzione e del supporto ingegneristico». Su questo fronte non solo la Tesla ma probabilmente tutte le altre marche del mondo potrebbero andare a scuola dalla Toyota. Allora? Allora in primo luogo Toyota ha passato alla Tesla lo stabilimento ex Nummi che la Casa giapponese possedeva a Fremont, in California. Qui fino allo scorso aprile venivano prodotte le Corolla e il pickup Tacoma per il mercato nordamericano ma ora non conveniva più farle lì per una lunga serie di motivi. Niente di meglio quindi che passare questa fabbrica alla Tesla, anche perché l’unità industriale si trova nella celebre Silicon Valley, non lontano dunque dalla sede di questa marca che è a Palo Alto.
Ma non è stata solo la necessità di liberarsi di uno stabilimento in più che ha spinto Toyota a siglare questo accordo: Tesla ha già pronta la Sedan S, la prima berlina di grandi dimensioni al 100% elettrica, e altri modelli più o meno segreti. Macchine che, proprio per l’approccio iper pragmatico con cui sono state progettate — non a caso arrivano dalla Silicon Valley… — alla fine vanno meglio di tanti altri prototipi visti fino a oggi. E se la stessa Roadster ha stupito il mondo con le sue prestazioni monstre il discorso con la S diventa più serio: la berlina 4 porte ha un’autonomia molto elevata, oltre 480 chilometri nella versione con pacco batterie ‘extended range’.
E, soprattutto, dovrebbe riuscire ad arrivare sul mercato — senza sconti, incentivi o altre scorciatoie — a un prezzo inferiore di 40.000 euro. Davide e Golia? Più o meno…
VINCENZO BORGOMEO da repubblica.it
Tesla Elon Musk contro la moglie Justine
Potrebbe sembrare la battaglia dei Roses , vale a dire la causa di divorzio che contrappone Elon Musk fondatore della Tesla Motors , ma prima coofondatore di PayPal alla moglie Justine Musk scrittrice di fantascienza.
La moglie ha deciso di mettere in un blog personale tutta la vicenda e tutti i resoconti finanziari del divorzio , comprese le richiesta avanzate.
La Musk col blog vuole dimostrare di non essere una moglie a caccia di soldi ma una persona devota che ha passato 8 anni con Elon a cui a dato sei figli di cui uno morto . E che per questo chiede poco considerando che vede il marito come uno degli uomini più ricchi del pianeta almeno a livello potenziale.
Le richieste della moglie sono : alimenti per i figli, la casa , 6 milioni di dollari, il 10 % azioni Tesla , il 5% delle azioni SpaceX e una Tesla Roadster.
Il marito risponde piangendo miseria in quanto il suo patrimonio di 1,2 miliardi di dollari ottenuto dalla vendita di PayPal sarebbe stato investito in tre società: la Tesla, la SpaceX e la SolarCity.
Le società non hanno ancora restituito niente a lui nel ruolo di investitore. Infatti lui denuncia entrate per 8255 dollari , dovuti probabilmente allo stipendio di Ceo di due di queste creature, mentre denuncia spese mensili pari a 200 mila dollari .
In questo momento sarebbe sotto di 600 mila dollari e tirerebbe avanti solo grazie a prestiti.
Accordo Toyota Tesla
Intesa Toyota-Tesla per produrre elettriche in California
Si inizierà nel 2012 con la berlina Model S
I Presidenti Akio Toyoda ed Elon Musk hanno siglato un’importante intesa che porterà Toyota e Tesla a produrre veicoli ad emissioni zero nello stabilimento californiano di Freemont, oltre a realizzarvi componenti e dispositivi di ingegneria di supporto. La fabbrica è stata per 25 anni sede di un’attività produttiva congiunta tra la stessa Toyota e General Motors (si chiamava Nummi). Il precipitare della situazione economica (con conseguente bancarotta assistita) aveva indotto GM ad abbandonare il progetto e Toyota non se l’era più sentita di proseguire da sola dichiarando di fatto fallito l’impianto. I circa 1.000 lavoratori di Freemont possono ora esultare per aver scongiurato il rischio sempre più concreto di licenziamento. Sarà infatti Tesla ad acquistare i diritti dello stabilimento spendendo centinaia di migliaia di dollari per riorganizzare il sito e adeguarlo all’assemblaggio delle elettriche sportive. Dal canto suo, Toyota investirà 50 milioni di dollari nella società californiana in cambio (si ipotizza) di una quota azionaria del 2,5%.
La prima vettura ad essere costruita a Freemont sarà la Tesla Model S, berlina elettrica attesa per il 2012 e che per un certo periodo si affiancherà nella gamma Tesla alla Roadster (assemblata in Gran Bretagna negli impianti Lotus). Model S sarà prodotta in circa 20 mila esemplari l’anno, ma Musk ha già anticipato che Freemont ospiterà in seguito altre vetture realizzate sulla piattaforma della Model S. L’accordo con Tesla rappresenta una svolta importante per Toyota che fino ad oggi aveva manifestato scarso interesse per il business delle elettriche, tutta concentrata com’è stata nello sviluppo delle ibride. Secondo Musk, infine, il nuovo progetto di Freemont garantirà 10 mila nuovi posti di lavoro nell’indotto.
da lastampa.it via autolink
