traffico

Postoinauto. it diventa BlaBlaCar.it


Autostop sul web nuovo spazio on line
Il sito web per la condivisione dei posti in auto diventa BlaBlaCar.it ed entra a far parte di un network europeo proponendo una nuova veste grafica e contenuti ancora più ricchi

Cambia il nome ma non la filosofia. Il sito web Postoinauto. it diventa BlaBlaCar.it ed entra a far parte di un network europeo e propone una nuova veste grafica e contenuti ancora più ricchi.

Per gli appassionati della condivisione dei passaggi in auto sono quindi disponibili nuove funzionalità, un design più accattivante e un’appendice “social”, tutte novità offerte dalla piattaforma che mette in contatto conducenti e passeggeri che vogliono condividere posti in auto e viaggiare in compagnia risparmiando soldi e contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente. Un esempio? Viaggiare da Roma a Milano viene a costare soltanto 30 euro, e con una riduzione delle emissioni di CO2 che può arrivare fino al 75%.

L’acquisto di postoinauto. it, rappresenta per BlaBlaCar un’accelerazione della sua crescita che fa seguito all’espansione in Spagna e Regno Unito, ed è la prima acquisizione a seguito del recente investimento di 10 milioni di dollari da parte di Accel Partners, uno dei principali player mondiali nel venture capital.
La società amplia così l’offerta che vanta già di più di un milione di “posti liberi” al mese e quasi due milioni di persone iscritte, con un tasso di crescita degli utenti che raddoppia anno su anno, come sottolinea Olivier Bremer, co-fondatore di postoinauto.it e ora country manager BlaBlaCar.it:
“In un momento storico caratterizzato da una profonda crisi dei modelli economici ‘tradizionali’, lo sviluppo di progetti come BlaBlaCar.it indica che il mercato è alla ricerca di nuove opportunità e modelli innovativi di crescita sostenibile. La nascita di BlaBlaCar.it si inserisce in questa tendenza che si regista anche nel contesto economico italiano. Il consumo collaborativo, vale a dire l’idea di condividere risorse già disponibili ma inutilizzate, come una stanza nel proprio appartamento o un posto della propria auto, sta rivoluzionando il modo in cui le persone pensano ai beni o ai servizi, e permetterà lo sviluppo di nuove iniziative economiche di successo”.

Tra le novità di BlaBlaCar.it rispetto a postoinauto.it spiccano la maggiore facilità di utilizzo con l’introduzione di coordinate Gps per le ricerche, la trasparenza nei contatti di chi cerca e di chi offre, la condivisione di passaggi anche all’estero e la loquacità degli utenti indicata attraverso “Bla”, “BlaBla” o “BlaBlaBla che contraddistinguono un passeggero o un conducente piuttosto silenzioso o che ama le chiacchiere durante il percorso condiviso. (m. r.)

da repubblica.it


Honda e la tecnologia anti ingorghi


Un sistema anti-ingorghi?
Honda lo ha trovato…
La casa nipponica sta sviluppando la prima tecnologia al mondo in grado di rilevare il rischio di congestione del traffico

Un sistema in grado di rilevare il rischio di congestione del traffico e valutare se il tipo di guida potrebbe causare eventuali ingorghi? E’ la nuova trovata firmata Honda che, in collaborazione con il Centro di Ricerca per la Scienza e Tecnologia Avanzata dell’Università di Tokyo, ha iniziato a condurre dei test sperimentali che ben presto potrebbero tramutare questo sogno in realtà.

Tutto parte da una tecnologia capace di riconoscere il fatto che la continua accelerazione e decelerazione di un veicolo influenza il livello di traffico al punto da generare un ingorgo. I risultati hanno dimostrato che il sistema ha contribuito ad aumentare la velocità media di circa il 23% e il risparmio di carburante di circa l’8%. Invece di fornire informazioni per aiutare il conducente ad evitare una congestione del traffico già esistente, il sistema monitora la continua accelerazione e decelerazione del veicolo per determinare se le abitudini di guida del conducente rischino di creare ingorghi.

Sulla base di tali dati, il sistema fornisce al conducente informazioni utili, tra cui la variazione di colore del display del terminale di bordo, per invitare ad una guida fluida, che può inoltre diminuire le accelerazioni e decelerazioni degli altri veicoli, contribuendo così a prevenire o minimizzare il verificarsi di ingorghi. I risultati possono essere inoltre incrementati collegando i terminali di bordo al server cloud per informare e sincronizzare il guidatore con i veicoli che lo precedono, in modo da attivare al momento giusto il sistema ACC (Adaptive Cruise Control) per mantenere una distanza costante tra i veicoli.


Concorso a premi per i dipendenti del Comune di Trento che non usano l’auto


Trento premia i dipendenti comunali che non usano l’auto

Trento – “Viaggia e vinci… con la mobilità sostenibile” è il concorso a premi dedicato ai dipendenti del Comune di Trento per incentivare l’utilizzo di mezzi alternativi all’automobile per alleggerire il traffico veicolare, migliorare la qualità dell’aria e limitare il rumore.

Il progetto è nato in Svizzera e l’iniziativa trentina non ha precedenti in ambito nazionale, hanno assicurato i promotori. Il gioco durerà circa un anno e prevede 56 sorteggi. Un giorno la settimana (non definito) verrà estratto il nome di un dipendente che verrà comunicato al dirigente del Servizio in cui lavora perché verifichi con quale mezzo si è recato quel giorno in ufficio: se lo ha raggiunto a piedi, in bicicletta o con un mezzo pubblico, vince il premio. In caso contrario, non viene assegnato e si somma a quello dell’estrazione successiva.

Ogni estrazione assegna buoni spesa del valore di 50 euro. Se a Trento ogni cittadino decidesse di andare al lavoro senz’auto anche un solo giorno a settimana, il traffico diminuirebbe del 20%. Il concorso scatta il 14 maggio.


Roma ai Fori Imperiali il sit in di protesta in bici contro le auto


Ma l’auto rimane il mezzo più pericoloso
Negli incidenti coinvolta una bici su mille. La proposta: sabato ai Fori, meglio il sit-in o una pedalata in bici? Commenta su roma.corriere.it o su twitter #romainbici

ROMA – Una media di oltre cinque incidenti a settimana. I dati forniti dal comando generale della Polizia locale di Roma Capitale parlano infatti di 274 ciclisti coinvolti nel 2011 in sinistri stradali e di altri 47 nel primo trimestre del 2012. Rispettivamente lo 0,38 per cento e lo 0,34 del totale (37.000 lo scorso anno e 7.800 da gennaio a marzo) dei tamponamenti o degli investimenti.

A conti fatti, dal momento che i ciclisti romani sono 300.000, uno su 1.100 ha avuto un incidente. Mentre per quanto riguarda i motociclisti (che sono circa 600.000 e sono stati coinvolti o hanno causato 6.000 sinistri nel 2011) la proporzione diminuisce a uno su 100, e per gli automobilisti (25.000 scontri su oltre 2 milioni di vetture in circolazione) si attesta a quota uno su 80. Le macchine restano insomma quelle con il maggior numero di incidenti.
Certo è che nell’impatto, spesso violento, tra un’auto e una bicicletta (come pure con uno scooter) la peggio ce l’hanno sempre i ciclisti: 217 i feriti nel 2011, tre quelli in prognosi riservata e un morto. E ancora: un morto, 33 feriti e altri due in gravi condizioni da gennaio ad oggi. «La causa – spiega Donatella Scafati, vice comandante generale della Polizia locale di Roma Capitale – sta nel mancato rispetto delle norme del codice della strada da una parte e dall’altra».

Anche se non è sempre facile stabilire di chi sia la colpa, le assicurazioni quantificano in un risicato 5-7 per cento le responsabilità dei ciclisti urbani. Nella quasi totalità dei casi sono infatti gli automobilisti a correre troppo e a non rispettare gli altri utenti della strada. «A Prati, dove i ciclisti e la piste ciclabili sono molti – sottolinea Roberto Tavani, assessore all’Ambiente del XVII municipio -, gli incidenti sono leggermente aumentati, 8 nel 2010, 14 nel 2011. E questo perché è cresciuto il numero di chi va in bici. «Il denominatore comune negli incidenti che coinvolgono pedoni e ciclisti sono le auto – conclude Massimiliano B. di Salvaiciclisti -. Ma è vero anche che ci sono bikers virtuosi e non. Ma se siamo noi a commettere un’imprudenza ci rimettiamo la vita».

Simona De Santis e Clarida Salvatori da corriere.it


Londra e le auto verdi


Auto verdi, Londra guida il mercato
Rapporto annuale Smmt: in discesa emissioni veicoli

L’organismo che rappresenta la produzione e il mercato di autoveicoli britannico (Society of Motor Manufacturers and Traders-SMMT) ha presentato il suo rapporto annuale: le emissioni della auto mostrano un trend in discesa. La metà circa del mercato avrebbe già applicato la normativa europea che impone la commercializzazione di auto che possiedano come requisito obbligatorio un tetto di emissioni massime di 130g di CO2/km entro il 2015.

Nel 2011 le sostanze inquinanti provenienti dal parco circolante in Gran Bretagna sarebbero diminuiti del 4,2% rispetto all’anno precedente. E il Paese è all’avanguardia anche per quanto riguarda il mercato dei veicoli ibridi e dei diesel, che costituiscono ormai oltre la metà delle nuove immatricolazioni (50,6%). Buone prestazioni anche dei veicoli ad alimentazioni alternative (Alternative Fuelled Vehicles-AFV) che hanno registrato una crescita dell’1,3%.

La maggior parte delle macchine alternative infatti appartiene alla tipologia degli ibridi grazie all’adozione di un motore elettrico e uno a benzina registrando emissioni di CO2 di 104 g/km inferiore del 25% rispetto alla media europea. Bene la mobilità elettrica. Nello scorso anno è sceso significativamente il prezzo delle batterie per gli e-vehicle, che ha segnato un -14% sfiorando i 689 dollari/kWh. I dati, contenuti nel rapporto redatto dalla Bloomberg New Energy Finance, segnalano la possibilità di una ulteriore diffusione commerciale dei veicoli a batteria, finora proceduta più lentamente anche per gli importanti costi dei sistemi di accumulo.

E la Gran Bretagna intende guadagnarsi la leadership anche per quanto riguarda i veicoli elettrici incentivando il ricorso e la diffusione di macchine con batterie piccole da preferire alle prime generazioni, che certamente permettevano di percorrere distanze più lunghe ma che esercitano un impatto pesante sull’ ambiente.

Ma sarà difficile battere il primato in questo settore conquistato dagli Usa che puntano a mettere su strada un milione di veicoli elettrici e ibridi plug-in entro la metà del prossimo decennio. Per raggiungere questo traguardo ambizioso il Governo Usa ha speso oltre 2 miliardi di dollari per finanziare le attività di ricerca e sviluppo di batterie innovative. L’intento è promuovere i consumi e la diffusione grazie alla commercializzazione di veicoli più piccoli e più economici grazie a batterie meno costose e più efficienti: attualmente il 25% del prezzo dei veicoli elettrici è infatti attribuibile al costo delle batterie e in particolare di quelle più diffusa da 85 kWh, il modello cioé in grado di coprire circa 300 miglia prima di dovere effettuare una nuova ricarica completa. Adottando tecnologie più innovative il prezzo delle batterie al litio potrebbe scendere fino a 150 dollari per kWh entro il 2030 permettendo un favorevole allargamento del mercato e il conseguimento di importanti obiettivi ambientali.

da Ansa.it


Italia in 10 anni le multe sono aumentate di 15 dicasi quindici volte


Record di multe: in Italia +1487% in 10 anni

Napoli – Una contravvenzione ogni 13 secondi a Milano e Napoli ed una ogni 14 a Roma, Torino, e Venezia. Con questa frequenza l’Italia e’ il paese europeo con il più alto incremento di multe automobilistiche negli ultimi 10 anni: +1487%. Il dato è stato diffuso Contribuenti.it Magazine dell’Associazione contribuenti italiani che ha analizzato i dati raccolti da Lo Sportello del Contribuente dei singoli stati dell’Ue.

Nella “lista nera”, dopo l’Italia (ma ben distanziate) ci sono Romania (+331%), Bulgaria (+313%), Albania (+263%), Estonia (+236)%, Slovacchia (+221%) e Croazia (+185%). Al contrario, chiudono la graduatoria Regno Unito (+37%), Germania (+24%) e Svezia (+20%).

A livello territoriale, in Italia le sanzioni sono aumentate del 1510% nel Nord Est, del 1498% nel Centro, del 1465% nel Nord Ovest, del 1421% nel Sud e del 1321% nelle Isole. In realtà, però, solo poco più di un italiano su dieci paga senza protestare: l’88% impugna il verbale.

“È un altro primato negativo per l’Italia – ha osservato Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it – Gli enti locali per far quadrare i conti debbono tagliare le spese inutili, come le auto blu, anziché puntare su tassazioni occulte”.


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