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Cadillac ATS prova su strada


Prova Cadillac ATS, l’americana che sfida le tedesche

Il teatro della sfida è l’Europa intera per Cadillac, che porta la sua nuova ATS alla sfida con le regine della categoria, le tedesche finora incontrastate: Audi A4, BMW Serie 3 e Mercedes Classe C. L’esito? Meno scontato di quanto si possa pensare. Perché la nuova berlina Made in USA è comoda, sportiva, elettronica. E molto sicura di sé. I prezzi? A partire da 39.650 euro per la versione Elegance, per arrivare ai 53.340 euro dell’allestimento Premium automatico a trazione integrale AWD.

Auto americana? Il pensiero corre subito a imponenti muscle-car, cilindrate da incrociatore, estetica sopra le righe e assurdi consumi di carburante. Per anni abbiamo pensato questo delle quattro ruote che sfrecciavano sulle highways, le autostrade statunitensi. Oggi, però, le cose sono molto cambiate, sia al di là dell’Oceano, sia – e a maggior ragione – per le Case che vogliono conquistare un ruolo (e una quota di mercato) in Europa, dove la sensibilità a consumi ed emissioni cresce anno dopo anno.

Con la nuova ATS, Cadillac sceglie di percorrere una strada molto impegnativa, perché nel Vecchio Continente a tenere la scena e a guadagnare clienti sono berline premium decisamente solide, da tutti i punti di vista, quindi difficili da scalzare dalle rispetive posizioni di forza sul mercato. La maggior parte di questi modelli sono costruiti in Germania, in un territorio anche geograficamente molto delimitato, una sorta di triangolo dell’eccellenza automobilistica. La strada per Cadillac, dunque, sembra essere in salita ma a differenza che in passato la ATS si può permettere il lusso di fare la voce grossa e sfidare chiunque in campo aperto, facendo leva sulle sue caratteristiche tecniche: motore due litri benzina quattro cilindri Turbo da 276 cavalli, trazione posteriore o integrale, velocità massima di 240 km/h.

L’abitacolo è elegante e curato, con gli ospiti cullati da sedili che offrono comfort. L’insonorizzazione è buona: a 230 km/h indicati l’unico fruscio percepito è quello degli specchietti retrovisori e non è necessario cambiare il tono della comunicazione che può rimanere quasi sussurrato. La versione Premium protagonista del nostro test vanta un massiccio ricorso ai rivestimenti in pelle, in primis sul cruscotto. L’infotainment è di gran livello: CUE – Cadillac User Experience – è la sigla che sintetizza la tecnologia della Casa americana, che si comanda dal tunnel centrale e tramite il grande touchscreen. La piattaforma multimediale dispone di tutti i servizi più utili, quali Bluetooth, USB, slot per schede SD e lettori MP3, e può connettere fino a dieci dispositivi, per una praticità di funzionamento notevole, visto che bastano i quattro tasti della consolle per avere tutto sotto controllo.

Cominciamo a guidarla, questa ATS. E scegliamo la versione con cambio automatico, che peraltro pesa meno di quella equipaggiata con il manuale e ottiene secondo la Casa consumi inferiori, oltre a garantire prestazioni in accelerazione e ripresa più interessanti. Il due litri turbo è un motore divertente e sufficientemente aggressivo da potersi permettere il lusso di mettere in difficoltà qualche GT nei brevi lanci a tutto gas. Il kick-down – acceleratore a battuta – stimola la centralina a scalare marcia e dare fiato a tutti i 276 cavalli, che respirando con il Turbo spingono decisi anche se la velocità di crociera è già nell’ordine dei 130 km/h. Quando la lancetta del contagiri supera la soglia dei 3.500 il motore esprime il meglio delle sue caratteristiche, anche in allungo, arrivando a sfiorare la zona rossa, a quota 6.500.

L’opzione Sport migliora la risposta delle sospensioni (optional) MRC (Magnetic Ride Control a controllo magnetico), in grado di variare l’assetto dinamicamente ogni 5 millesimi di secondo. Lo sviluppo dell’auto è avvenuto proprio in Germania, tra i cordoli del Nordschleife, il mitico tracciato del Nürburgring. 20,832 km che mettono a dura prova qualsiasi vettura…

Viaggio, Sport e Meteo sono le tre opzioni dinamiche selezionabili, per adattare sospensioni, comportamento del motore e risposta dello sterzo in base alle condizioni meteo o ai gusti del guidatore. L’opzione Viaggio ha sospensioni morbide, sterzo leggero e variazione del rapporto del cambio a regimi bassi; con la Sport le sospensioni divento più rigide e la lancetta del contagiri vola verso l’alto, mentre lo sterzo non è così diretto come sarebbe lecito aspettarsi.

La ATS è un’invitante alternativa alle tedesche grazie alla buona qualità costruttiva, alle prestazioni e soprattutto al prezzo: a partire da 39.650 euro per la versione Elegance, per arrivare ai 53.340 euro dell’allestimento Premium automatico a trazione integrale AWD. Eppure questo non basta più: con i suoi 203 kW rientra nella categoria “superbollate” e i consumi tramortiscono il potenziale acquirente, che in questo momento potrebbe desiderare sotto il cofano di questa Cadillac un più economico motore a gasolio. Arriverà nella prossima stagione.

Marco Selvetti

da tiscali.it


Tagliamento : stop ai motori ?


«Stop ai motori sul Tagliamento»
Spilimbergo, mozione del capogruppo della Lega Nord Dreosto. Nel mirino soprattutto i fuoristrada

di Guglielmo Zisa

Giro di vite al traffico di auto e moto nell’alveo del Tagliamento. Un provvedimento che farà storcere il naso ai fuoristradisti, ma che va nella direzione di scongiurare episodi che in un recente passato hanno visto gruppi di turisti, generalmente austriaci e tedeschi, rimanere imprigionati nelle acque del grande fiume alpino per improvvise, anche se quasi sempre prevedibili, piene, e poi venire tratti in salvo con grande dispiegamento di mezzi e relativi costi che vanno a incidere nelle tasche dei contribuenti italiani. A lanciare la proposta, attraverso una mozione che sarà tema di discussione nella prossima seduta del consiglio comunale, è il capogruppo della Lega Nord Marco Dreosto.

«Sono numerose le associazioni del nostro territorio che si stanno battendo per la tutela dell’ambiente e in particolare per la salvaguardia del fiume Tagliamento – spiega il vicesindaco e assessore delegato alla sicurezza e alle aree protette e tutelate –, ma proprio per la sua naturalezza il nostro grande fiume è diventato meta di pellegrinaggi organizzati da parte di comitive, soprattutto straniere, che fanno dell’alveo un campeggio improvvisato, scorrazzando con veicoli senza regole».

«La legge – chiarisce Dreosto – inibisce l’accesso al greto del fiume di veicoli a motore non autorizzati, ma la mancanza di idonea tabellazione che avvisi del divieto di fatto rende inapplicabili le sanzioni». Scopo della mozione, che sarà sottoposta al voto dell’assemblea civica, è di dare mandato all’amministrazione comunale di farsi parte attiva in Regione al fine di approvare tempestivamente una norma che, con il fine di salvaguardare il patrimonio ambientale del fiume Tagliamento, possa regolamentare l’accesso con mezzi a motore nel demanio idrico.

Una mozione che, secondo Dreosto, potrebbe essere estesa a accolta dai sindaci di tutti i Comuni rivieraschi in modo che possa esserci unità di intenti su un caso discusso e spinoso, visto che, conclude il vicesindaco, «al rischio di salvataggi spettacolari e onerosi si aggiunge quello di danni ambientali dovuti all’abbandono di rifiuti da parte di chi, non facendosi troppi scrupoli, pianta tende, accende fuochi, bivacca e scarica immondizia ovunque capiti». Passaggio obbligato, quindi, la regolamentazione degli ingressi e delle soste per un tipo di turismo che non rappresenta nemmeno una grande fonte di guadagno per la comunità.

da messaggeroveneto.gelocal.it


Nuovi motori Twin Air Fiat video


Fiat, nuovo motore Twin Air
Prestazioni brillanti, consumi ed emissioni giù del 30%

di Gaetano Scavuzzo

Il Gruppo Fiat-Chrysler lancia la nuova gamma di motori Twin Air. Quattro propulsori che segnano l’evoluzione di Fiat verso le soluzioni a impatto zero. La Casa del Lingotto ci presenta nel video appena sotto le quattro nuove unità motoristiche che vanno da 65 a 105 CV, passando per la versione Bi-Fuel da 80 CV. Motori che vanno tutti in un’unica direzione ovvero quella di migliore le prestazioni, riducendo al massimo consumi ed emissioni.

Tra le innovazioni più interessanti del nuovo Twin Air c’è la rivoluzione tecnologica del controllo dell’aria, che in aggiunta al sistema Multiair 2 contribuisce ad aumentare l’efficienza e il piacere di guida. A condurre la progettazione del nuovo motore è il downsizing estremo che porta a raggiungere a parità di prestazione una riduzione di consumi ed emissioni di CO2 pari al 30%, e anche di più per la versione del motore a metano.
Inoltre la presenza di due cilindri e di un contralbero di equilibratura garantiscono il massimo del comfort per chi è alla guida.

Nelle versioni turbo le prestazioni sono maggiori dei motori aspirati di cilindrata superiore e a ridurne i consumi ad alto regime ci pensa il collettore di scarico integrato. Un’aggiunta ulteriore al miglioramento dell’efficienza del Twin Air la danno la presenza di: sistema sistema Start&Stop, Smart alternator, pompa dell’0lio a cilindrata variabile e termostato a controllo elettronico.

In più per caratteristiche e dimensioni il nuovo motore Twin Air ben si presta all’accoppiabilità con motori elettrici, aprendo dunque nuovi scenari per soluzioni ibride. Le innovazioni del nuovo propulsore sono state valide da consentirgli di ottenere il prestigioso riconoscimento internazionale “Engine of the years 2011“.

da qn.quotidiano.net


Volkswagen eco up! all’H2Roma 2012


La eco up! all’H2Roma 2012
La prevendita della versione a metano della up! inizierà il prossimo mese di dicembre.

H2Roma vede la presenza anche di Volkswagen, che per la prima volta in Italia espone la eco up! in versione definitiva. Si tratta della city car Volkswagen alimentata a metano, che grazie all’utilizzo di questo carburante e al pacchetto BlueMotion Technology – compreso nell’allestimento di base, include, il sistema start/stop e il dispositivo di recupero dell’energia -, la up! coglie un risultato eclatante per quanto riguarda la riduzione della CO2, con emissioni di 79 g/km. I consumi di carburante dichiarati sono nel ciclo combinato di 2,9 kg di metano ogni 100 chilometro.

Il motore della eco up! è il tre cilindri 1.0 della serie EA211 di nuova concezione, ovviamente modificato per tollerare l’alimentazione a gas naturale. Questo propulsore raggiunge i 68 CV a 6.200 giri e sviluppa 90 Nm di coppia massima tra 3.000 e 4.300 giri; le prestazioni: da 0 a 100 km/h in 15,8 secondi, con velocità massima di 168 km/h.

Il metano è contenuto in due serbatoi in grado di contenere fino a 11 kg di gas (72 litri) e sono montati sotto il pianale, all’altezza dell’asse posteriore. Il serbatoio numero 1 è appena davanti all’asse, insieme a un piccolo serbatoio da 10 litri di benzina, mentre il secondo serbatoio è posto nel vano abitualmente destinato alla ruota di scorta. La capacità del bagagliaio è invariata rispetto ai modelli alimentati a benzina o a gasolio.

La up! è in vendita in Italia con motore 1.0 litri da 60 o 75 cavalli, cambio a cinque rapporti manuale o robotizzato, carrozzeria a tre o cinque porte e in tre livelli di allestimento: take up!, move up! e high up!. La prevendita della eco up! inizierà il prossimo mese.

da tiscali.it


Il debutto della Golf VII


Il giorno della Golf. Vw lancia la bestseller
Maxi porte aperte per il debutto della settima generazione della Volkswagen più attesa

Dopo il lancio mondiale al Salone dell’Automobile di Parigi, la nuova Golf sarà protagonista in tutte le concessionarie italiane con due weekend porte aperte consecutivi: ieri e oggi e il 17-18 novembre tutti i clienti avranno così la possibilità di conoscere dal vivo la settima generazione della bestseller Volkswagen. Accolta con grande favore da esperti del settore e non, si basa sulla rivoluzionaria piattaforma modulare trasversale MQB che ha reso possibile l’adozione di numerose innovazioni tecnologiche. Tra le altre, ci sono gli avanzati sistemi di produzione che hanno portato a una riduzione del peso della vettura fino a 100 kg, ottenuta senza dover rinunciare a sicurezza, comfort, e dimensioni maggiori con conseguente migliore abitabilità.

La Golf è infatti più lunga di 56 mm (per un totale di 4.255 mm) e ha un passo aumentato di 59 mm (2.637 mm), il che ha consentito di definire un abitacolo significativamente più ampio, che garantisce maggiore spazio ai passeggeri, specie i posteriori, e una capacità del bagagliaio di 380 litri (30 litri in più). Se il contenimento del peso non ha condizionato l’aumento delle dimensioni e dello spazio interno, è stato invece decisivo per l’abbattimento dei consumi che risultano inferiori fino a un massimo del 23% rispetto al modello precedente. In questo senso hanno un ruolo importante anche i motori, ampiamente ridefiniti e tutti dotati di start/stop cui si aggiunge il sistema di recupero dell’energia in frenata.

La Golf VII è disponibile con motori benzina sovralimentati nelle varianti 1.2. TSI 105 CV e 1.4 TSI 122 e 140 CV, mentre l’offerta di propulsori Diesel comprende l’estremamente efficiente 1.6 TDI 105 CV, che vanta un consumo nel ciclo combinato di soli 3,8 l/100 km e il performante 2.0 TDI 150 CV. Per i due 1.4 TSI e per i due Turbodiesel TDI è disponibile anche il cambio automatico a doppia frizione DSG. La nuova Golf è dotata di serie, fin dall’allestimento di accesso Trendline, dei migliori sistemi di sicurezza e di assistenza alla guida che ne fanno l’auto più ricca di contenuti della categoria.

Tra tutti spiccano il sistema di frenata anti collisione multipla, il dispositivo di rilevazione della stanchezza Fatigue Detection, sette airbag, il controllo elettronico della stabilizzazione ESC, l’ABS e il differenziale autobloccante XDS. Tutte le Golf sono dotate di autoradio con schermo touchscreen, presa multimediale aux-in e slot per memory card SD. Nonostante la ricchezza delle dotazioni e i motori più potenti ed efficienti, la nuova Golf ha mantenuto un prezzo in linea con la versione precedente: il listino parte da 17.800 Euro per la 1.2 TSI 105 CV Trendline.

da repubblica.it


Toyota interessata alla Aston Martin in vendita


Aston Martin in vendita. Toyota interessata
Investment Dar sarebbe intenzionata a cedere il suo 64%

di Graziella Marino  

In un prossimo futuro l’auto di James Bond, l’agente segreto 007 piu’ famoso al mondo, potrebbe parlare giapponese. La Toyota, infatti, sarebbe tra i potenziali acquirenti a cui l’azionista di maggioranza dell’Aston Martin, la kuwaitiana Investment Dar Co, avrebbe proposto la cessione della propria quota del 64%. Lo riporta Automotive News che cita Bloomberg e rivela come la societa’ kuwaitiana avrebbe dato incarico alla Rothschild di verificare l’esistenza di soggetti interessati all’acquisizione. Da parte sua, invece, la Toyota avrebbe assunto un advisor per verificare le opportunita’ di acquisto. L’analisi preliminare della casa nipponica dovrebbe concludersi in una settimana e comunque farebbe seguito ad una prima valutazione generale commissionata da Toyota due mesi fa.

Secondo una delle persone informate dei fatti, che ha chiesto pero’ di non essere citata, tra i potenziali acquirenti interessati all’Aston Martin ci sarebbe anche il costruttore indiano Mahindra. La trattativa per la vendita di Aston Martin sarebbe pero’ rallentata dalla richiesta da parte della Investment Dar Co di ottenere in cambio lo stesso prezzo di circa 800 milioni di dollari pagato per l’acquisizione del marchio britannico dalla Ford cinque anni fa. Richiesta che pero’ non sarebbe stata accolta dai potenziali acquirenti. Interpellata sulla vicenda, il direttore della comunicazione di Aston Martin Janet Green ha negato che la Investment Dar stia cercando di vendere il marchio britannico.

La Investment Dar – riporta l’articolo – avrebbe buone ragioni per vendere l’Aston Martin, visto che nello scorso febbraio ha rinegoziato un debito di 4,9 miliardi di dollari, dopo aver ”saltato” il pagamento di un bond Islamico nel maggio del 2009. Questa operazione di ristrutturazione era stata realizzata in base alla legge di stabilita’ finanziaria del Kuwait, emanata dal Governo nel mese di aprile 2009 per sostenere le istituzioni finanziarie colpite dalla crisi del credito.

La Investment Dar and Adeem Investment Co era divenuta proprietaria della Aston Martin cinque anni fa, pagandola 805 milioni di dollari alla Ford, che ne era proprietaria dal 1987. Dopo la cessione, l’Aston Martin utilizza ancora i motori Ford ma non ha piu’ accesso alle altre risorse della casa americana, rimanendo quindi l’unico brand di lusso globale a non essere parte di un grande gruppo automobilistico. Una indipendenza che le impedisce di essere competitiva, non potendo condividere i costi di sviluppo con altri marchi e modelli all’interno di un gruppo. Proprio a questo proposito pochi giorni fa e’ uscita la notizia di una trattativa in corso tra Aston Martin e Lotus per valutare la possibilita’ di una cooperazione per condividere i costi di sviluppo.

da ansa.it


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