Consumi conviene Benzina Diesel Gpl metano o Ibrida ?
Benzina, diesel, Gpl, metano o ibrida? Quale auto conviene in tempo di crisi
Il gas costa meno della metà della verde, ma trovare stazioni di servizio è difficile
MILANO – Benzina e gasolio alle stelle. Che cosa può fare il povero automobilista? Cercare una strada alternativa (Gpl, metano, ibrido) è possibile. Prendiamo per esempio Gpl e metano. Se consideriamo il prezzo alla pompa il primo costa «appena» 0,752 euro al litro, il secondo arriva 0,943 euro. Meno della metà in un caso e poco più nell’altro rispetto a benzina e gasolio.
L’alternativa è l’ibrido che garantisce autonomia d’impiego e consumi ridotti, ma di contro paga un prezzo d’acquisto più alto. Ecco perché, alla luce di queste considerazioni, proponiamo un confronto che aiuti a fare chiarezza. La scelta dei veicoli è ovviamente arbitraria, ma abbiamo cercato, nei limiti del possibile, una certa uniformità tra modelli, cilindrate e potenze. Qualcuno potrebbe forse eccepire sui centimetri cubici e sulla maggiore potenza della Toyota Auris che però è stata preferita ad altre ibride per il consumo medio più basso.
Vincitori? Sotto il profilo dei prezzi dei combustibili come abbiamo visto non c’è partita, ma sui consumi ecco le prime sorprese: la Peugeot 207 diesel fa meglio sia della Fiat Punto a metano sia della sorella a Gpl, che addirittura finisce alle spalle della Peugeot 207 a benzina. Ogni soluzione d’altronde ha le sue peculiarità e il gas derivato dal petrolio sconta una minore resa energetica; ecco perché consuma più degli altri. Di contro, valutando il prezzo del carburante, la graduatoria si capovolge perché con dieci euro di metano si fa molta più strada rispetto al diesel (253 km contro 141) e si fa persino meglio dell’ibrido che paga lo scotto della benzina necessaria al motore termico.
Il consumo medio e l’emissione di Co2 rilanciano invece la Toyota Auris che finisce in fondo alla lista dei costi chilometrici. Il motivo è presto spiegato: il suo alto prezzo di listino deve essere ammortizzato con una percorrenza molto più ampia. In effetti, considerando la vita di un’auto e quindi i costi di gestione (assicurazione, manutenzione, ricambi), la convenienza economica va considerata sotto una luce più complessa. E le tabelle dell’Aci, da cui abbiamo recuperato i dati, forniscono una chiave di lettura immediata.
Poi c’è il tema della mobilità nei centri storici. Il comune di Milano ha aperto la strada: per circolare nell’area C pagano tutti tranne ibride, elettriche e vetture a Gpl e metano, almeno per un anno. Altre città, Roma in testa, ne agevolano la circolazione quando scatta l’allarme inquinamento. Ma senza sostegni economici il mercato dei sistemi a gas rischia di fermarsi. Dopo il boom del 2010, l’ultimo anno degli incentivi statali, nel 2011 le vendite dei Gpl sono crollate dell’80%, quelle dei modelli a metano del 42%.
Nemmeno l’industria automobilistica spinge più di tanto; fanno eccezione la Fiat che ha 31 modelli in listino e, in maniera più timida, la Volkswagen. Un’altra variabile importante è costituita dalla rete di distribuzione. A fronte di circa 23.000 stazioni di rifornimento che forniscono benzina e gasolio, troviamo 2.892 distributori di Gpl e appena 864 di metano. Ciò nonostante il settore resta fiducioso: secondo Rita Caroselli, direttore generale di Assogasliquidi: «I consumi di Gpl sono in aumento e quasi tutte le regioni impongono Gpl e metano ai nuovi distributori». Più pragmatico Dante Natali, presidente di Federmetano: «L’Italia dipende al 75% dal metano, ma trasformarlo in energia elettrica comporta una perdita notevole di energia. Tanto vale usarlo direttamente per muovere le auto». E l’ibrido? Il futuro sembra appartenergli: alla prossima 24 Ore di Le Mans per la prima volta correranno due Audi a propulsione ibrida. Ma il bello arriverà con la prossima Ferrari Enzo, che monterà un sistema derivato dal «kers» della F1 per il recupero dell’energia in frenata.
Paolo Lorenzi da corriere.it
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