Dakar 2012 dodicesima tappa Marc Coma tra Arequipa e Nasca vince nelle moto Marc Coma e recupera la testa della gara su Depres nelle auto vince la tappa Robbie Gordon

Coma, vittoria e primato
Auto, Peterhansel gestisce
Lo spagnolo su Ktm domina la 12/a tappa in Perù e torna al comando tra le moto scalzando il francese Despres, 4° di giornata e ora a 1’35″. Nelle quattro ruote s’impone l’americano Gordon ma il leader transalpino controlla la situazione. Due incidenti: ferito un pilota e una 14enne

NASCA  -  Ha sfruttato al meglio il proprio ordine di partenza Marc Coma per dominare la 12/a tappa della Dakar e riprendersi così il comando nella categoria moto. Il pilota catalano della Ktm si è imposto nella frazione peruviana di 197 km tra Arequipa e Nasca, precedendo i connazionali Joan Barreda (Husqvarna), secondo a 2’43″, e Jordi Viladoms (Ktm), terzo a 3’10″.

COMA VINCE TAPPA E SCAVALCA DI NUOVO DESPRES – Aiutato dalla sua strategia del giorno precedente, che gli ha consentito di partire in terza posizione sulla prova speciale del giorno, lo spagnolo ha guidato all’attacco per tutto il tempo firmando la sua 21/a vittoria di tappa nel rally raid più famoso del mondo. Il francese Cyril Despres, anch’egli in sella a una Ktm, leader prima di questa giornata, ha provato a contrastare la strategia del grande rivale, prendendo tutti i rischi ma ha chiuso quarto a 3’57″ dall’avversario.

RODRIGUES E VILADOMS LOTTANO PER IL PODIO – A due giorni dall’arrivo a Lima, Coma si presenta quindi come leader della classifica generale, con 1’35″ di vantaggio su Despres, che tuttavia, a sua volta, domani avrà il vantaggio di partire dalla quarta posizione, mentre il catalano dovrà fare l’apri pista. Dietro ai due, la lotta per il terzo gradino  del podio è ancora aperta, con il portoghese Helder Rodrigues, oggi settimo a 7’31″, che conserva 26’45″ sull’inseguitore più ravvicinato, appunto Jordi Viladoms.

AUTO: A GORDON 12/A TAPPA, PETERHANSEL LEADER  -  Tra le auto, invece, affermazione dello statunitense Robby Gordon al volante di una Hummer, con 15’18″ di vantaggio sul russo Leonid Novotskiy (Mini) e 22’06″ sul sudafricano Ginel De Villiers (Toyota). Il francese Stephane Peterhansel, che domina la testa della classifica, è arrivato in 7/a posizione. Gordon, squalificato sulla carta dalla 33/a edizione della Dakar ma ancora in corsa avendo presentato un appello che sospende la decisione, pare proprio avere tutte le intenzioni di rovinare la festa della squadra Mini (tre vetture tra i primi cinque posti), occupando la 4/a piazza nella classifica generale, anche se a 1h44′ da Peterhansel. Nani Roma è sempre al secondo posto a 20′, seguito da Ginel De Villiers, che accusa un distacco di oltre un’ora.

DUE INCIDENTI IN PERU’, FERITI PILOTA E SPETTATRICE  -  La 12/a tappa della Dakar, in territorio peruviano, è stata caratterizzata, però, da due diversi incidenti. Il motociclista australiano Dean Nonuppal e una adolescente di 14 anni sono rimasti feriti durante il percorso odierno, secondo quanto hanno reso noto le autorità di Lima.
Nonuppal è caduto al km 19 della ‘panamericana sud’, riportando un colpo alla spalla sinistra. E’ già stato ricoverato, ha precisato il ministero della sanità di Lima. La ragazza è invece stata investita da un quadrimotore guidato da un altro spettatore in un tratto vicino ad Arequipa. Anch’essa è ricoverata e i medici hanno precisato che ha subito contusioni sia alla gamba sinistra sia al torace.

LAVIGNE: “DAKAR IN SUDAMERICA PER MOLTO TEMPO” – Il direttore generale del Rally Dakar, il francese Etienne Lavigne, ha assicurato che gli organizzatori della prova non hanno in programma di tornare in Africa, e che il Sudamerica continuerà ad essere la sede dell’evento per molti anni. “Ritornare in Africa non è nella nostra testa. Abbiamo molti progetti per l’anno prossimo – ha spiegato Lavigne – ma non possiamo dire nient’altro che l’arrivo sarà a Santiago del Cile. In questi momenti non abbiamo tempo di pensare a questo”.

“COMPETIZIONE FEROCE SINO A LIMA” – L’edizione 2012 si concluderà infatti domenica a Lima. “E’ molto difficile sapere che cosa succede negli ultimi quattro giorni. La competizione sarà feroce fino al termine – ha aggiunto Lavigne, sottolineando come la competizione sia molto serrata nei primi posti -. C’è molta tensione nelle varie categorie. Credo che questa edizione assomigli molto a quello che era lo spirito della prova in Africa, essendo la più dura da quando ci si è spostati in Sudamerica”.
Lavigne che lavora da 19 anni all’evento, ha spiegato che il percorso ha avuto dei punti particolarmente ardui. “I luoghi che abbiamo attraversato sono stati abbastanza difficili, come a San Rafael (Mendoza), Fiambalà (Catamarca) e Copiapò. I concorrenti ora sono molto contenti del percorso”, ha segnalato Lavigne, secondo il quale il Rally Dakar è riuscito a trasformare ogni tappa in un capitolo differente, attraverso dune, montagne, deserti e neve.

“PECCATO PER L’USCITA DI SCENA DI AL-ATTIYAH” – Il lato negativo, è stato il ritiro del vincitore della scorsa edizione nelle auto, il principe qatariota Nasser Al-Attiyah, e la squalifica dello statunitense Robby Gordon. “Con l’uscita di scena di Nasser (Al-Attiyah) abbiamo perso molto, perché è un uomo simpatico, è una stella della Dakar. E’ una gran persona e spero che torni il prossimo anno”, l’auspicio finale del direttore della Dakar.

da repubblica.it


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