Gm Dan Akerson nuovo amministratore delegato succede a Ed Whitacre
Gm ritorna a guadagnare
e prepara l’operazione Borsa
Per il gruppo i risultati migliori dal 2004. L’ad Whitacre lascia
E’ il giorno della svolta in casa General Motors. Il colosso di Detroit, uscito poco più di un anno fa dallo stato di amministrazione controllata, registra gli utili trimestrali migliori degli ultimi sei anni, si prepara al ritorno in Borsa e annuncia un cambio ai vertici. Ed Whitacre si dimette dal suo incarico di ad con decorrenza primo settembre, lasciando il timone a Dan Akerson, già consigliere del cda e attuale direttore esecutivo di Carlyle Group. «Il mio obiettivo era riportare l’azienda ad alti livelli, non voglio rimanere un giorno di più», spiega Whitacre, 68 anni, che conserverà la carica di presidente sino alla fine dell’anno.
Il cambio ai vertici di Gm d’altra parte riflette le rinnovate esigenze dell’azienda che si sta apprestando a tornare in Borsa. Pur non avendo mai guidato una società manifatturiera, Akerson è il tipo di leader che può condurre qualsiasi organizzazione attraverso cambiamenti della struttura finanziaria. Del resto la sua missione, Whitacre l’ha portata a compimento. Nel secondo trimestre dell’anno il colosso di Detroit ha registrato utili da 1,3 miliardi di dollari, rispetto al passivo di 13 miliardi del 2009. I ricavi sono balzati del 43% a 33 miliardi, con un aumento della produzione globale del 50%. Il numero di vetture vendute è cresciuto dell’ 11%, ma sono soprattutto i mercati cinese (+49% a 1,2 milioni di veicoli) e americano (+12% a 601.700) ad aver spinto.
Numeri che «evidenziano i progressi fatti», dice il direttore finanziario Chris Liddell, secondo cui pur prevedendo utili più ristretti per il terzo trimestre, dice che il gruppo è sul binario giusto per chiudere bene il 2010. La società rimane ancora dietro a Ford, l’unica delle Big Three a non aver ricevuto aiuti pubblici. Ma il divario dalla rivale di Dearborn è stato ridotto. La società ha accusarto perdite continue tra il 2005 e il 2009 ed è stata salvata dall’intervento del governo che ha investito nel gruppo circa 50 miliardi di dollari pari al 61% delle quote di mercato, di cui sino ad oggi ne ha ripagati sette. L’obiettivo di Detroit è restituire quanto prima al Tesoro il denaro ottenuto in prestito sdoganandosi dall’appellativo di «Government Motors». «Vogliamo uscire da Gm non appena sarà praticabile», conferma il Tesoro.
In questo senso il ritorno in Borsa rappresenta un passo nella giusta direzione: già oggi Gm potrebbe presentare alla Sec la richiesta di Ipo, il cui valore pare sia tra i 12 e i 16 miliardi (la seconda più grande Ipo della storia Usa dopo quella della Visa). Proprio in virtù di questo passo il gruppo ha ottenuto una linea di credito rinnovabile da 5 miliardi da un gruppo di banche tra cui BofA, Citigroup, Jp Morgan e Credit Suisse.
FRANCESCO SEMPRINI da lastampa.it
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