Dino Zoff commenta la formula 1 per la Repubblica

Non tutti lo sanno ma uno dei massimi esperti di automobilismo in Italia risponde al nome di Dino Zoff. Noi l’abbiamo convinto ad uscire allo scoperto, e da oggi pubblicheremo le sue analisi sul mondiale di Formula 1 e sull’automobilismo in generale.

Intanto chiariamo che non sono un personaggio famoso che dice la sua sulla Formula 1. Sono un esperto, un appassionato “di lungo corso”. La mia passione più che per la Formula 1 è per l’automobilismo. E ha radici antiche, nasce negli Anni 60, parliamo del Turismo e delle gare in salita in Friuli. Ricordo con emozione i tempi in cui seguivo la Trieste-Opicina e la Cividale-Castelmonte (corse in salita dove i correvano i non professionisti) e la Mille chilometri di Monza. Poi arrivarono i tempi della Formula 1, e del grande Jim Clark di cui sono stato tifoso. Ho girato sulla Lancia C con Giorgio Pianta e ho conosciuto Lauda e Regazzoni a Maranello, nel ‘74. Ho sempre avuto auto preparate, l’Abarth 1000, la Giulietta, la Giulia, quello dei preparatori è un mondo che conosco benissimo…

Insomma, l’automobilismo lo seguo da sempre. Per questo ho accettato volentieri di parlarne.

Partiamo da Montecarlo, la gara che contribuì a costruire il mito di Senna.  Una volta per Montecarlo era decisiva la griglia di partenza. Stare davanti al sabato condizionava tutta la gara. Il mio primo dubbio è: oggi è ancora così? La mia impressione è che l’ordine di partenza sia molto meno importante di prima, con queste gomme che obbligano tutti a cambi ripetuti,che creano confusione sia in pista sia ai box… I pit stop possono creare molte situazioni impreviste e quindi  penso che sarà decisivo capire quanti ce ne saranno e che, insomma, una buona strategia può essere importante quanto una buona qualifica.

Alla fine comunque Montecarlo, che è e rimane una pista anomala, non cambierà molto negli equilibri del mondiale. Che torneranno in discussione dalla prossima gara. Fino ad oggi abbiamo visto competizioni molto combattute condizionate pesantemente dal comportamento delle gomme: io sono un purista e qualche problema questa situazione me lo crea, ho sentito anche Schumacher che è un po’ critico su questi eccessivi cambi,e tutto sommato penso che abbia le sue ragioni.

Capitolo Ferrari: molti dicono che il suo essere in cima alla classifica è un mistero. Secondo me non è così. In un campionato tanto equilibrato ha fatto premio la costanza di Alonso: in mezzo ai tanti alti e bassi della concorrenza la capacità dello spagnolo di trovare sempre la prestazione ha prodotto questo risultato. E non sarei nemmeno tanto pessimista sulla lentezza della macchina, che mi è sembrata, specialmente nelle ultime apparizioni, nell’ambito delle prime tre macchine dello schieramento. Magari in tutto questo gli errori di Hamilton hanno avuto un ruolo, mi hanno sorpreso e senza di quelli, probabilmente il campionato sarebbe un po’ meno equilibrato, però gli errori fanno parte del gioco.

Chiudo con un pronostico. Ovviamente è al buio, quindi va preso per quello che è. Penso che alla fine sarà una questione a tre, tra  Hamilton, Vettel e Alonso. Magari mi sbaglio, avrò modo di riparlarne.
Dino Zoff da repubblica.it


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