Dr5 integrale
Lo sport utility DR5 diventa anche integrale
La trazione è abbinata a un 2.0 benzina da 128 CV
DR Group, l’emergente società diretta da Massimo Di Risio, si sta facendo strada nel competitivo mercato nazionale e in particolare il SUV DR5 è da tempo il secondo crossover a trazione 2WD più venduto nel nostro Paese dietro l’irraggiungibile Nissan Qashqai. L’offerta del modello si amplia ora con l’introduzione della trazione integrale abbinata al motore 2.0 Euro4 da 128 CV targato Acteco che si aggiunge al consolidato 1.6 a trazione anteriore. Il sistema di trazione è quello intelligente realizzato da Borg Warner, leader mondiale nel settore, a gestione elettronica. Si tratta del sistema 4WD (denominato ITM 3e) in grado di distribuire fino al 50% della coppia all’asse posteriore in tempo reale. In condizione di aderenza normale, la coppia motrice viene trasferita esclusivamente all’asse anteriore. Il motore due litri (di origine cinese anche se la progettazione è dell’austriaca AVL) non è però particolarmente brillante e avrebbe forse meritato una migliore rapportatura del cambio. Spegnendo l’aria condizionata si ottiene uno spunto leggermente migliore, ma non certo paragonabile a un diesel. Il comportamento su strada risulta abbastanza prevedibile e sincero, considerando anche la vocazione di impiego del DR5. I materiali e l’assemblaggio non hanno grosse pretese e la pelle dei rivestimenti interni è nel complesso di scarsa qualità. Il punto di forza della DR5 i-integrale sta nell’offerta full-optional a un prezzo estremamente competitivo: 18.830 Euro che possono scendere a 17.830 Euro grazie al contributo rottamazione/permuta del Gruppo. Il SUV è disponibile anche nelle versioni bi-fuel benzina/GPL (20.330 Euro con gli aiuti statali) e benzina/metano (18.830 Euro). Sono di serie doppio airbag anteriore, sedili anteriori riscaldabili, ABS, correttore assetto fari, interni in pelle, vernice metallizzata, tetto apribile elettrico, fendinebbia e cerchi in lega da 16 pollici.
In occasione della presentazione stampa della DR5 integrale abbiamo avvicinato il responsabile di DR Group, Massimo Di Risio, secondo il quale l’integrale inciderà per circa il 20% sulle vendite complessive del SUV e a farla da padrone saranno prevalentemente le versioni a doppia alimentazione benzina/GPL. ”La preferenza del 4×4 potrebbe comunque essere superiore in considerazione della scarsa differenza di prezzo rispetto alla 2×4”, ha aggiunto Di Risio. Il Gruppo ha avviato un progetto certamente ambizioso e non facile da portare avanti, ma i riscontri sono positivi. ”Oggi – ha proseguito – vendiamo 600 vetture al mese con 40 concessionari. La rete conterà entro fine anno 80 dealer, entusiasti dei volumi di vendita una volta chiusa l’operazione di distribuzione e vendita presso i maggiori centri commerciali italiani. Dall’inizio dell’anno, le richieste di mandati di concessione hanno cominciato a piovere su Isernia. L’operazione centri commerciali è stata un successo e ha portato da subito più vendite di quanto ci aspettassimo. Le officine indipendenti sono già 100, oltre a quelle dei concessionari”. L’imprenditore ha ribadito quanto il progetto di crescita di DR Group sia molto stimolante ed alimentato dalla passione per i motori e l’imprenditorialità che da sempre contraddistingue il Gruppo Di Risio. ”L’iniziativa commerciale-industriale ha beneficiato soltanto di un contributo della Regione Molise e del sostegno delle banche. L’obiettivo è esportare le DR in altri Paesi europei, a cura di DR, ed asiatici attraverso la cinese Chery”.
Di Risio ci ha poi raccontato le tappe che hanno portato DR Automobiles (che ora impiega 300 addetti) a conquistare un posto al sole nel mondo dell’auto. ”All’inizio della nostra avventura, era il 2000, abbiamo cominciato a lavorare con la Cina ipotizzando uno scenario da importatori per l’Europa, ma i prodotti cinesi non erano all’altezza dei nostri mercati. Ci siamo però resi conto che molti produttori europei, anche premium, facevano assemblare diversi componenti in Cina a riprova che quel Paese aveva il know-how necessario per ipotizzare la produzione di modelli finiti destinati all’Europa. Per la DR5 abbiamo utilizzato un telaio derivante da quello della Rav4 di prima serie modificato da Lotus, al quale abbiamo abbinato tutta la meccanica della Multipla 1.6 in versione 2×4”. Di Risio si è infine soffermato sul futuro del Gruppo e sull’imminente debutto dei modelli DR1, 2 e 3. ”Il progetto della citycar DR1 è ben definito. Parte da uno stile non certo rivoluzionario, ma certamente gradevole. Si porrà in concorrenza diretta con Matiz, Atos e sarà lunga 3,5 metri. La lanceremo a settembre insieme alla DR2 con una stima di vendita conservativa di, rispettivamente, 6.000 e 3.000 unità”. DR1 e 2 (quest’ultima sfiderà la Punto Classic) saranno prodotte in Cina, mentre la DR3 sarà assemblata in Italia, così come le future berlina-media DR6, coupé DR7, grande berlina DR8 e fuoristrada DRX. Ma DR Group sta sviluppando anche una supersportiva, a livello della Ferrari Enzo.
da lastampa.it
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Ogni tanto posto il mio blog per informarvi. Leggete le esperienze ultra negative di mio padre con dr5…..20 guasti circa con ricoveri di diversi giorni anche settimane, senza mai la concessione della vettura sostitutiva….